Export

Pubblicato il Maggio 19th, 2017 | Da Redazione

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Per l’Italia export agroalimentare da record, anche in Russia

L’agroalimentare contribuisce a trainare il Made in Italy all’estero, segnando nel primo trimestre del 2017 un incremento annuo sui mercati stranieri dell’8% circa. Solo a marzo, rispetto allo stesso mese del 2016, l’export dei prodotti freschi dell’agricoltura cresce del 7,9% e quello dei prodotti dell’industria alimentare del 13,3%. Così la Cia-Agricoltori Italiani sui dati diffusi dall’Istat sul commercio estero, spiegando che l’andamento dei primi tre mesi sembra confermare e avvalorare il trend da record già registrato l’anno scorso dalle esportazioni di cibo e bevande.
Particolarmente brillante la performance verso la Russia: nel primo trimestre dell’anno l’export agroalimentare Made in Italy verso Mosca cresce del 45% annuo, superando i 100 milioni di euro e riavvicinandosi ai valori pre-embargo. Ciò è dovuto alla dinamicità che caratterizza le imprese agricole e alimentari, le quali non si sono scoraggiate e hanno puntato su quei prodotti esclusi dall’embargo. Ecco che le spedizioni di olio d’oliva nei primi due mesi del 2017 sono aumentate del 107% annuo, così come le vendite di vino hanno superato gli 11,5 milioni di euro, con una crescita tendenziale del 75%. Una buona notizia che arriva proprio nel giorno dell’incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il premier Paolo Gentiloni in visita a Sochi.
Gli incrementi arrivano al 29,1% per gli alimentari italiani in Spagna e al 22,5% in Cina. Quasi i due terzi delle esportazioni nel 2017 – sottolinea la Coldirettiinteressano i Paesi dell’Unione Europea con il mercato comunitario che aumenta del 5,9%, ma il Made in Italy a tavola continua a crescere su tutti i principali mercati, dal Nordamerica all’Asia fino all’Oceania. Sul successo del Made in Italy agroalimentare all’estero – continua la Coldirettipesano dunque in misura rilevante i cambiamenti in atto nella politica internazionale che potrebbero tradursi in misure neoprotezionistiche. Se il risultato delle elezioni francesi con la vittoria dell’ europeista Emmanuel Macron dovrebbe scongiurare scossoni, nel rapporto con la Gran Bretagna si sentono già gli effetti della Brexit mentre si attendono gli effetti degli annunci del successore di Barack Obama alla guida degli Stati Uniti, il neopresidente Donald Trump, che sta per scegliere i prodotti dell’Unione Europea da colpire come risposta alla controversia generata dalla questione della mancata importazione di carne dagli Usa in Europa per la disputa sugli ormoni iniziata con il ricorso al Wto nel 1996“.

ll settore agroalimentare troppo spesso è considerato merce di scambio nelle trattative internazionali senza alcuna considerazione del pesante impatto che ciò comporta sul piano economico, occupazionale e ambientale”, ha affermato il presidente della Coldiretti nel sottolineare che l’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti della “agropirateriainternazionale che fattura oltre 60 miliardi di euro utilizzando impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale“.

Tutti dati, confermati anche dal recentissimo “TuttoFood” di Milano, dove si è evidenziato però anche una grande vivacità del mercato agroalimentare russo, che ormai va considerato sicuramente tra i più potenti su base mondiale.

RED

 

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