Armando Manocchia direttore di ‘Imola Oggi’ e ‘Piazza Libertà’: “è la NATO che si è allargata a Est, non la Russia che si è allargata a Ovest” - Russia News / Новости России

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Pubblicato il Settembre 7th, 2026 | Da Redazione Russia News

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Armando Manocchia direttore di ‘Imola Oggi’ e ‘Piazza Libertà’: “è la NATO che si è allargata a Est, non la Russia che si è allargata a Ovest”

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Vaccini, Epstein files, guerre in vari angoli del pianeta. Il mondo è attraversato da un perenne stato di tensione, in cui appare evidente la responsabilità di qualcuno che vuole creare una realtà distopica. Di questo e altro, ne abbiamo con Armando Manocchia direttore di “Imola Oggi”, conduttore di “Piazza Libertà”.

  • Cominciamo dal conflitto russo-ucraino. La Russia sembra ormai essere avviata alla vittoria, nonostante le reiterate richieste di soldi e armi da parte del regime nazista di Kiev. Le preoccupazioni però riguardano i rapporti, ormai ai minimi storici, fra Mosca e l’Unione Europea. Come se ne esce?

“In una guerra non ci sono mai vincitori, ma secondo me solo sconfitti, a cominciare dalla verità. E il conflitto, voglio precisare anche questo, contrariamente all’immaginario collettivo e a quello che viene fatto passare, non è tra Russia e Ucraina. Ma è tra NATO e Federazione Russa, perché è la NATO che ha tradito i patti dopo lo scioglimento dell’URSS. È la NATO che si è allargata a Est, non è la Russia che si è allargata a Ovest. Quello che chiamiamo conflitto è una faida di famiglia. Intendo dire, che quello che la Russia sta facendo non è nulla in confronto a quello che potrebbe fare. Non è nulla in confronto a una vera guerra, se vogliamo chiamarla guerra. È una guerra edulcorata questa, perché la Russia non vuole infierire. Ecco perché viene chiamata guerra ibrida quando in realtà è qualcosa di simile a una faida in famiglia, tra parenti. C’è sempre il solito sordo che non vuol sentire, ma non tutti sanno – ed è importante sottolinearlo – che il 70% degli attuali territori che si chiamano Ucraina, che configurano l’Ucraina, in realtà sono russi. Si tratta di territori che furono donati da Lenin e la Crimea da Krusciov. Senza tornare troppo indietro nel tempo ma a solo poco più di cent’anni fa, fra il 1918 e il 1921, ci fu una guerra tra la piccolissima Ucraina e l’URSS, l’Unione Sovietica. Dopo l’ovvia sconfitta della piccola Ucraina, fu annessa all’URSS, diventando così la Repubblica Socialista Sovietica d’Ucraina. È stata tale fino al 1991, quando l’URSS si è disgregata e l’Ucraina ha dichiarato l’indipendenza, e in questa fase la Russia avrebbe potuto benissimo rivendicare quel territorio. E l’Ucraina li avrebbe dovuti restituire, soprattutto perché ha tradito il patto con Lenin, con l’Unione Sovietica, perché glieli aveva donati, ma a delle condizioni. Alla Repubblica Socialista Sovietica d’Ucraina, a patto che mantenesse la neutralità militare. Cosa che ha fatto fino al 2019. Se davvero avesse voluto aderire all’Unione Europea, lo avrebbe potuto dichiarare il 1° novembre del 1993, quando è nata l’Unione Europea. Non ha chiesto di entrare nell’Unione Europea neanche nel 2014, quando sappiamo tutti che cosa è successo. L’ha fatto soltanto nel 2019, dopo le ingerenze, le influenze, i condizionamenti e i finanziamenti degli Stati Uniti e dei paesi occidentali, della NATO e dell’ONU. L’Ucraina ha scritto in Costituzione che voleva aderire all’Unione Europea. È in questo contesto che ha tradito quel patto che avrebbe dovuto restituire quei territori. Chiunque altro al posto di Putin, anziché riprendersi solo la Crimea e il Donbass, si sarebbe ripreso tutti i territori russi. Ma quello che non tutti sanno, e quelli che sanno non ne parlano, è che quella cloaca di Unione Europea è nata da una fecondazione assistita per contrastare e combattere l’egemonia russa.

Di questo ne scrisse e ne parlò persino Altiero Spinelli, che stato è uno dei fondatori di questo club elitario chiamato Unione Europea, oggi gestito da un clan di delinquenti abituali. Scrisse che “l’Europa per nascere ha bisogno di una forte tensione russo americana, così come per consolidarsi essa avrà bisogno di una guerra contro l’Unione Sovietica da fare al momento giusto”. L’Unione Sovietica si è disgregata, comunque sia c’è rimasta la Russia e adesso stanno organizzando per fare la guerra alla Russia. Questi sono i fatti. Credo però di poter dire che almeno io provo vergogna. Provo vergogna per le nostre istituzioni, per le istituzioni del mio paese. Che hanno dichiarato guerra alla Russia, perché gli abbiamo di fatto dichiarato guerra. Mi indigna sentire e leggere ogni giorno le falsità sulle nefandezze che vengono attribuite alla Russia. Non si può sentire la continua e la costante propaganda contro Putin, dipinto come un mostro e la Russia come la causa di tutti i mali. Io non sono filorusso, sia chiaro. Io sto con la verità. È umiliante che il mio paese faccia parte di questo clan criminoso, criminogeno e criminale che sta agitando lo spauracchio della guerra con la scusa di difendersi dalla fantomatica aggressione russa. Sono invece convinto che questi pusillanimi, se avessero avuto le armi necessarie, sarebbero già in guerra contro la Federazione Russa, anche ibrida o economica. Questi sono dei pazzi, sono uno peggio dell’altro. La più sana è la Meloni, ma anche lei è fuori di testa. Il riarmo è un suicidio. Le sanzioni restano un boomerang. A me pare che lo facciano apposta, non tanto contro la Russia. Quanto piuttosto per depredare i cittadini, più che per danneggiare la Russia. Ci stanno dissanguando. Siamo in bancarotta, sia come Italia che come Unione Europea. Mi indigna che l’Italia sia parte integrante di questo club di guerrafondai. Che in modalità orwelliana si definiscono pure volenterosi. La cosa che mi dà più fastidio è il continuo uso della tecnica della rana bollita, con l’asticella che sale sempre. La responsabilità, le provocazioni, il livore, l’odio, l’accanimento contro la Russia sta portando a un’escalation vera e propria. E contro i propri cittadini cui sta provocando uno stillicidio di suicidi e di disperazione. Non so se lei si è accorto di quanta gente si suicida. Allora bisogna ricordare lo scopo principale per cui l’Unione Europea è nata e che per consolidarsi avrà bisogno di una guerra contro l’URSS da fare al momento giusto. E siccome il progetto politico dell’Unione Europea è fallito e i paesi membri sono in bancarotta, il momento giusto è arrivato. Hanno solo bisogno di un po’ di tempo per organizzarsi, per armarsi. Hanno bisogno di una giustificazione per il fallimento dell’Unione Europea. E la guerra alla Federazione Russa e a quel brutto e cattivo di Putin è l’unica che, secondo loro, li può salvare, dando dandola in pasto agli utili idioti. Ecco perché, appunto, siamo arrivati a questo punto qua. L’Unione Europea si salva soltanto rovesciando il tavolo: ovvero facendo questa guerra”.

  • L’altro fronte bellico è rappresentato dal conflitto che vede coinvolte Israele e USA da un lato e Iran dall’altro. Quanto è concreto il rischio di un allargamento di questa guerra che sta dissanguando le nostre tasche, con gli aumenti di benzina, luce e gas?

“Partiamo dal presupposto che sono tutti indifendibili. Non mi sono schierato né con l’uno né con l’altro, ma sono indifendibili, non soltanto perché non si dovrebbe mai arrivare a una guerra. Ma perché questa situazione l’abbiamo già vissuta e ci siamo creati dei problemi che li vediamo tuttora sulla nostra pelle, che sono difficilmente risolvibili. In che modo? Con l’invasione islamica, con l’immigrazione clandestina di massa. Tra pochi anni l’Europa sarà musulmana ed è proprio a causa di questo che tra pochi anni diventerà Eurabia. Questa invasione – che prevede il rovesciamento di massa dei clandestini sui territori europei e italiani – è scaturita, guarda caso, in seguito alla guerra del Kippur quando Egitto e Siria attaccarono Israele. I paesi islamici, allora membri dell’OPEC, per ritorsione fermarono la produzione e quindi non ci mandarono più il petrolio. Noi facemmo l’austerità fra il 1973 e il 1974. Quindi fu una ritorsione che si rivelò molto dannosa per noi, perché dipendevamo da loro. E dopo oltre mezzo secolo dipendiamo ancora dai combustibili fossili, e anche dai paesi islamici che estraggono il prodotto e lo vendono a chi come noi lo comprano e lo usano. Ma questo fa sì che siamo tutti responsabili. Siamo responsabili dell’aumento del CO2 nell’atmosfera. Siamo noi i responsabili dell’inquinamento. Qui si parla continuamente di ecologia, di inquinamento, di salvare il pianeta, di riscaldamento globale, di cambiamento climatico. Però fino a che si continua a usare i combustibili fossili non c’è alternativa, non c’è rimedio. Siamo tutti responsabili per questo. Sono state procurate le invasioni di questi personaggi, di questi individui che provengono dall’Asia, dal Medio Oriente, dai paesi africani. E comunque sempre da tutti i paesi musulmani. Gli imbecilli, perché ce ne sono, mi accuseranno di islamofobia, ma io non ho paura dell’islam, non ho paura niente e di nessuno. Il 95% della gente che arriva qua sono islamici. Si tratta di veri e propri contingenti di soldati che sono qui per prendere il controllo. E non hanno bisogno di armi per prendere il controllo. Non gli servono né la spada né tanto meno l’atomica, come vogliono far credere ai beoti. Gli basta un cerino. Provi a pensare i secondi in cui veramente vengono accesi 50 milioni di cerini. Quanti ne sono? 40? 50 milioni ufficiali? Sono 40 milioni in Europa. Poi ci sono i clandestini, e questo dato raddoppia. Provi a immaginare non 40, 50, 60 milioni di cerini che si accendono per appiccare incendi. Ma anche soltanto pochi milioni. Cosa succede in Europa? Succede che con un cerino ci fanno fuori. Oggi l’assenza del gas russo ci ha creato dei problemi esponenziali che ovviamente questi incapaci di tutto, fanno ricadere sui cittadini. Siamo sempre noi a pagare. Loro dicono, fanno, decidono. A decisioni fatte noi ne paghiamo le conseguenze.

Ma l’embargo, le dicevo prima, l’embargo del ’73 da parte dei paesi islamici membri dell’OPEC ci costrinse a fare patti col diavolo. Non solo l’austerity, ma anche di accettare di accogliere e dare di tutto e di più, anche discriminando gli autoctoni. Ci considerano cani infedeli, così come equiparano le donne, a cominciare dalle loro, agli animali. Oggi nell’Unione Europea non ci sono 27 paesi membri, ma 28. Il ventottesimo paese membro è islamico. È esteso in tutta Europa e conta ufficialmente 40 milioni di individui. Ma se fossimo in grado di contare i clandestini che ci sono, prenderemo atto che ce ne sono altrettanti. Cosa abbiamo in comune con questa gente? Appartengono a una storia, a una civiltà, a un’identità, a una cultura diversa. Hanno una religione che non ha niente in comune con l nostra, perchè è un’ideologia. Hanno la loro legge, la sharia, e rispettano solo la loro legge. Hanno un’alimentazione diversa, un giorno festivo differente. Quando muoiono non vogliono essere sepolti nei cimiteri insieme a noi, indipendentemente dal fatto se siamo cristiani o altro, ma perché siamo cani infedeli. Praticano matrimoni combinati, violentano le donne con l’infibulazione, perseguitano, arrestano e uccidono i gay. Devo continuare? Quando nella gabbia UE entrerà la Turchia, – perché entrerà – non avremo più speranze. Con il suo ingresso l’Europa, sarà chiamata Eurabia. Di questo ci avvertì proprio in quegli anni il leader algerino Boumediene. È stato profetico, perché disse: “presto irromperemo nell’Emirato Arabo Nord e vi romperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo, popolando i vostri territori con i nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria”. Con Il ventre di quelle donne che trattano come gli animali e la nostra presunta democrazia, ci stanno conquistando senza colpo ferire. Tant’è vero che fu creata un’associazione, l’APCEA (Associazione Parlamentare per la Cooperazione Euro Araba) tramite il DEA (Dialogo Euro Arabo). Si incontravano diverse volte all’anno, da una parte all’altra del mondo. E questa associazione di parlamentari mista decideva e decide tuttora. Ci sono degli accordi, ci sono dei patti. Questi, a nostra insaputa, hanno venduto la nostra dignità, la nostra identità, la nostra civiltà, la nostra terra. I politici, ovviamente, fanno i teatranti. Ma, a conferma di ciò che dico, ci sono risoluzioni firmate tra i due gruppi nella APCEA, nell’associazione parlamentare, che confermano queste cose. Se si entra nei dettagli di quello che abbiamo accettato, c’è da mettersi le mani nei capelli. Io ho fatto di tutto nella mia breve vita politica. Politica ma non partitica, perché ho sempre cercato di parlare a questi addormentati. A me dispiace per chi resta, ma io ho 70 anni e voglio continuare a credere di avere la possibilità di morire in Italia, e non in Italistan”.

  • Si è tanto discusso degli Epstein files e di verità assai scabrose che – secondo alcuni – rappresentano l’arma di ricatto con cui Netanyahu sta tenendo in ostaggio Trump. Quanto c’è di vero, a suo parere?

“È un argomento troppo delicato, anche abbastanza preoccupante da sviluppare in poco tempo. Da troppo tempo oramai vogliono sdoganare la pedofilia, hanno cominciato col diritto dei bambini alla sessualità e sono arrivati all’insegnamento nelle scuole ai bambini addirittura di quattro anni della cosiddetta educazione sessuale, dove insegnano la masturbazione e altre porcherie che nulla hanno a che fare con l’insegnamento con la scuola. In mezzo ci sono poi i social, con una popolazione immensa. Dei bambini, dei minori che vengono sfruttati per soddisfare le voglie di questi pedofili. I pedofili, per come la vedo io, vanno messi tutti al 41 bis”.

  • Cambiamo argomento. L’estate che stiamo per lasciarci alle spalle, sarà ricordata come una delle più calde degli ultimi 20/30 anni. C’è chi attribuisce la colpa ai cambiamenti climatici indotti dall’uomo, e chi invece riconduce il tutto alla ciclicità del pianeta. Lei che idea si è fatto?

“Ci siamo lasciati un po’ condizionare dalle inseminazioni delle nuvole. Quelle scie chimiche, che chiamano scie di condensazione, ci hanno un po’ condizionato. Però se uno guardasse effettivamente il periodo che stiamo vivendo adesso, magari potrebbe arrivare alla conclusione che possa trattarsi di un fatto ciclico. Certi scienziati ci hanno creduto, e allora ho letto un libro di un appassionato di clima che sostiene che fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la CO2 immessa nell’atmosfera era di 280 parti per milioni. Dopo sessant’anni circa, esattamente nel 1958, ci fu un aggiornamento: da 280 è arrivata a 315 parti per milioni. Dopo altri settant’anni, dal 1958 a oggi, sono arrivati a 431 parti per milione. I numeri sono numeri, e questo deve far riflettere. I ghiacciai effettivamente si stanno sciogliendo. Io sono reduce da una vacanza nelle Dolomiti bellunesi. Ho avuto anche la possibilità di avvicinarmi alla Marmolada, e lì non c’è più nulla. Questo ovviamente è dovuto, per tornare al problema che dicevamo prima. Ovvero ai combustibili fossili. Produciamo 5 volte più di quello che ci serve del nostro fabbisogno, ed è stato scientificamente provato. Sono cose che non ci servono. Però dobbiamo fare PIL, per far lavorare la gente, le aziende, eccetera. E per permettere tutto ciò, vengono usati combustibili fossili anche solo per andare a lavorare. Una cosa sono le scie chimiche, una cosa è l’incenerimento delle nuvole, un’altra cosa è il cambiamento climatico”.

  • Ultima domanda sull’Italia. Quali prospettive ha il nostro paese, ormai trattato alla stregua di una sotto colonia, utilizzata a uso e consumo dei voleri di lobby e potentati sovranazionali?

“Allora, visto che lei parla di colonia, le ricordo l’armistizio di Cassibile, cui ha fatto seguito il trattato di Parigi, dove abbiamo firmato una resa incondizionata. Poi sono successe tante altre cose. Peggiore del trattato di resa, è stata l’adesione all’Unione Europea. L’Unione Europea è il male assoluto. Per tanti paesi magari no, ma per noi sì. Noi siamo un paese produttore che aveva una grandissima produzione, delle infrastrutture. Aveva tutto per produrre, per coltivare. Non dico che era autosufficiente del tutto, ma in buona parte sì. Oggi invece ci sono solo divieti: quello non lo puoi vendere, quell’altro non lo puoi produrre, quell’altro non lo puoi fare. Abbiamo smesso di fare quasi tutto, compriamo quasi tutto e quindi la situazione è cambiata notevolmente. Ma perchè? Perché nel frattempo hanno preso il sopravvento i cosiddetti poteri poteri sovranazionali, le élite. Quelli che in qualche modo hanno i soldi, perché dipendiamo purtroppo dal denaro. Dalle competenze, dall’intelligenza, anzi adesso sì, anche dall’intelligenza artificiale. E quindi si capisce che è una situazione difficile da contestualizzare e rimuovere. Ci chiamano soltanto per andare a votare quando gli serve. Siamo bravi e buoni soltanto durante la campagna elettorale. Dopo che siamo andati a votare, poi fanno sempre quello che vogliono loro. Come, ad esempio, prendere delle decisioni contro la Russia. Se si dovesse fare un referendum, sono certo che oltre il 70% non sarebbe d’accordo su tutto quello che ha fatto la Meloni, in merito al conflitto fra la NATO e la Federazione Russa. Non se ne esce da questa situazione perché purtroppo siamo sempre lì, nel senso che ogni tanto esce fuori qualcuno. Tanti anni fa fu la Lega. In seguito, i 5 Stelle, e poi via via esce sempre qualcuno che fa il fenomeno e promette di tutto e di più. Senza però poi mantenere. E purtroppo c’è chi ci abbocca. Quindi questo è il problema che ci troviamo, e non se ne esce. Insomma, questa situazione può solo peggiorare”.

Francesco Montanino

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