EXPOCENTRE, LA PORTA DI ACCESSO AL MERCATO RUSSO

Milano – Proseguono le iniziative della Camera di Commercio Italo-Russa (CCIR) per stimolare l’accesso delle nostre imprese nel mercato russo. È stato presentato stamani alla “Sala Pirelli” dell’Italian Trade Agency (ITA), l’Expocentre 2018, ovvero una serie di fiere multisettoriali, dedicate alle imprese che intendono accedere alle tante opportunità di business offerte dal mercato del gigante eurasiatico.

Erano presenti, il Direttore dell’Ufficio di Milano dell’ITA, la dott.ssa Marinella Loddo, il Presidente della CCIR Rosario Alessandrello, il Console Generale della Federazione Russa Alexander Nurizadè, il Vice Presidente della Camera di Commercio e Industria della Federazione Russa Maksim Fateev, il Segretario Generale dell’Assocamerestero, Gaetano Fausto Esposito, il Primo Vice Direttore Generale di “Expocentre Moscow”, Nikolay Gusev ed infine il Direttore del Dipartimento Fiere di “Expocentre Moscow”, Sergey Gusev.

Ad introdurre i lavori, era la dott.ssa Marinella Loddo che ha evidenziato come “l’Expocentre sia una porta molto importante per accedere al mercato russo, ma non solo perché vengono esaminati anche i competitors delle imprese. Sono presenti qui diversi esponenti istituzionali russi, a testimonianza di quanto sia importante questa realtà. Come ICE, stiamo sostenendo le imprese italiane per accedervi, con una serie di iniziative e strutture presenti anche a Mosca”.

Ha poi preso la parola, il Console della Federazione Russa, Nurizadè per il quale “è molto importante la presenza del più importante polo fieristico del mercato russo in una città come Milano dove si fa business. Altro fattore che ci tengo ad evidenziare è l’inversione di tendenza fatta registrare dalla nostra economia con il PIL che continua a crescere, così come sta riprendendo l’interscambio fra Italia e Russia, stando all’ottimo +23% fatto registrare nell’ultimo anno. Stanno aumentando gli investimenti un po’ in tutti i settori produttivi, dall’agroalimentare al turismo passando per l’industria meccanica, e questo nonostante il famigerato problema rappresentato dalle sanzioni. Ribadisco che la Russia è sempre interessata a collaborare con le imprese italiane, in particolare nei progetti di investimento a lungo termine nella cultura, nell’industria e nel turismo. Ed il nostro auspicio è che presto questo periodo negativo ce lo lasceremo alle spalle e riprenderemo a cooperare così come abbiamo sempre fatto”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il Segretario Generale di Assocamerestero Gaetano Fausto Esposito che ha specificato il ruolo delle camere di commercio italiane all’estero (“le 60 attualmente presenti svolgono un’attività bilaterale, nel senso che aiutano sia le esportazioni che le importazioni e questo in un contesto di multilateralità e di grande dinamismo come quello attuale”) e fatto un breve focus anche sul mercato russo, sottolineando come “il dato del 23% nell’incremento delle esportazioni in Russia negli ultimi 7 mesi sia davvero importante ed incoraggiante. Il nostro scopo è quello di far sì che le imprese restino all’estero, non solo acquistando e vendendo ma anche trovando i partner locali giusti affinché possano consolidare la propria presenza. Sono circa 18.000 le imprese italiane che esportano in Russia e la rete che stiamo sviluppando grazie alla Camera di Commercio Italo-Russa, in tal senso, ci sta aiutando a fare in modo che i singoli paesi possano diventare delle vere e proprie piattaforme per lo sviluppo di produzione congiunta anche con altre realtà. Ciò aiuta senz’altro le imprese interessate ai processi di internazionalizzazione, nell’ottica di un processo multilaterale. Lo sforzo che le nostre imprese stanno facendo per accrescere la qualità dei prodotti che esportano, non può non trovare un riscontro da parte del mercato russo”.

Il Presidente della CCIR Rosario Alessandrello, ha invece rilevato come “l’interesse per questo mercato sia aumentato, a dispetto di un regime sanzionatorio le cui misure si sono dimostrate a dir poco fallimentari sia dal punto di vista politico che economico, come attesta paradossalmente l’aumento dell’interscambio fra Italia e Russia. Basti pensare che le esportazioni italiane all’estero sono cresciute del 28,1%, così come le importazioni russe, anch’esse incrementate di oltre il 20%. Dovevano produrre effetti dal punto di vista politico, ed invece tutti abbiamo visto che non è stato così. L’Italia ha sofferto enormemente le sanzioni, ma non è certo diminuito il reciproco interesse riguardo alle realtà produttive. La Russia, così come ha giustamente osservato il Console Nurizadè, è tornata nell’economia perché oggi torna ad avere un PIL in crescita”.

L’analisi di Alessandrello ha toccato anche il tema dell’estrema volatilità del rublo che ha influito non poco, in termini di aspettative da parte degli operatori economici, non mancando di rivolgere una stoccata al ruolo preponderante della Germania, a proposito del South Stream. “Non sono state – ha confermato – però solo le sanzioni ad ostacolare gli scambi, così come qualcuno potrebbe essere indotto erroneamente a ritenere. La volatilità del rublo ha indubbiamente influito, e la sua stabilizzazione a quota 63 ha fatto sì che non risentisse della riduzione del tasso d’interesse dal 9% all’8,5%, così come anche l’aver sganciato il tasso di cambio del rublo dal petrolio ha prodotto risultati positivi. Altra notizia, che non viene quasi mai menzionata, è che la Federazione Russa ha finalmente estinto il proprio debito estero, antico retaggio del periodo sovietico. Anche il tasso di inflazione è stato sempre tenuto sotto controllo in questi anni, ed è sostanzialmente in linea con quelli dell’area UE e dell’Italia. Con questo, voglio sfatare alcune dicerie che ancora si raccontano sulla Federazione Russa, in merito alla sua crescita ed anche la stessa efficacia delle sanzioni americane che non hanno minimamente scalfito le prospettive di crescita di questo paese. Per non parlare poi delle palesi contraddizioni manifestate dall’Unione Europea, ed in particolare della Germania, che stabilisce l’agenda di molti paesi del Vecchio Continente, a proposito del gasdotto del North Stream. Questo perché il South Stream che è stato tanto frettolosamente cancellato, la farà diventare di fatto esportatrice del gas russo, avendo di fatto sabotato questo progetto. In merito alla confusione che si respira negli ambienti imprenditoriali italiani sull’essere presenti in Russia, posso tranquillamente affermare che è ingiustificata perché sia chi vuole esportare che chi vuole produrre lì può costituire senza problemi una società di diritto russo ed aggirare l’ostacolo. La Camera di Commercio Italo-Russa è l’unica autorizzata ad entrare nell’omologo sistema russo. La Russia non è un paese bensì un continente e per questo è un mercato disomogeneo, costituito dalla presenza di ben 83 regioni che la rendono il paese più vasto del mondo. Ognuna con proprie problematiche ed in cui ve ne sono alcune, con tassi di crescita simili a quelli dei paesi europei, che trascinano le altre. In tal senso, le iniziative del Presidente Putin sono lungimiranti, perché sta puntando su una classe dirigente giovane sub-locale, preparata e pronta ad affrontare le sfide dei prossimi anni, con prospettive molto ottimistiche per il futuro anche in termini di aspettative di vita. Si tratta di una generazione di giovani governatori che andrà a sostituire quella vecchia, di stampo tipicamente sovietico. Un altro dato assai interessante da considerare, riguarda le speranze di vita, che sono aumentate di oltre 10 anni passando dai 60 anni di media ai 72 di oggi, nel giro di pochissimo tempo. La Russia è il mercato che per caratteristiche è quello più vicino e somigliante al nostro, e va guardato per quello che è oggi e sarà domani, e non certo per ciò che era ieri”. Rispondendo poi alle domande provenienti dalla sala, il Presidente della CCIR ha toccato un altro punto che interessa in maniera assai concreta le imprese interessate ad entrare nel mercato russo, ovvero la possibilità di costituire apposite società regolamentate dal regime giuridico vigente in Russia. “L’opportunità di “russificare” il prodotto – ha sottolineato Alessandrello – ha paradossalmente ridotto i costi, ed in tal senso la creazione delle società di diritto russo ne sta indubbiamente incrementando l’attrattività, se pensiamo anche al favorevole regime fiscale, contrattabile in molti casi e che non supera generalmente il 15-16%, o i bassi costi per acquisire le materie prime e la manodopera, di cui c’è tanto bisogno. Poi, voglio citare la presenza delle task-force presenti ad Ekaterinenburg per la domotica e le macchine utensili, o magari gli stessi parchi industriali che stanno apportando un grande contributo nella costruzione di automobili o elettrodomestici, con la componentistica che adesso è facilmente reperibile. La creazione della zona economica speciale dell’Eurasia fatta con i paesi limitrofi è un’ulteriore possibilità per le nostre imprese, se pensiamo a paesi come l’Armenia che sono quasi disabitati e che è uno dei principali produttori di pelli al mondo. Come CCIR, siamo nelle condizioni di offrire tutto il supporto e la consulenza necessari per accedere nel mercato russo. Le nostre imprese possono entrare in un territorio vasto e sterminato, così come i giovani laureati hanno anch’essi grandi opportunità, utilizzando i programmi di scambio interculturale”.

Il Vice Presidente della Camera di Commercio della Federazione Russa Maksim Fateev ha illustrato ai presenti il ruolo svolto dall’ente camerale. “Lavoriamo – ha osservato Fateev – con le rappresentanze all’estero, ed in particolare attribuiamo grande importanza alla collaborazione con la CCIR. Siamo consapevoli del fatto che molte imprese italiane sono presenti sul nostro territorio, e questo testimonia l’efficacia del nostro mercato. In Russia c’è molto interesse per la ricerca italiana e le tecnologie in particolare, ma non solo. Collaboriamo con l’industria meccanica, l’aeroportuale ed anche l’agroalimentare per il quale a Novembre è previsto il forum italo-russo che vedrà la partecipazione di molte realtà produttive. Siamo imprenditori e non possiamo che vedere di buon occhio, l’intensificarsi delle relazioni fra i nostri rappresentati politici. So benissimo cosa significhi l’interesse verso il business e l’economia italiana, guardati sempre con grande interesse nonostante, che non tiri una buona aria. Mi auguro che un giorno possiamo diventare quei mulini che vanno in contrapposizione a chi, in alcuni casi, preferisce erigere dei muri. L’Expocentre di Mosca, sorge sulle rive del fiume Moscova nel cuore della parte antica della capitale, e parliamo di un’area espositiva di circa 110.000 metri quadri, con tantissimi eventi fieristici e mostre che vedono coinvolte tante realtà italiane, e non solo. Sotto questo punto di vista, una menzione merita senz’altro il prezioso lavoro svolto dall’ITA in questi mesi. Operiamo da sempre nella trasparenza e nella legalità, così come attestano le numerose certificazioni settoriali anche per le dogane, e la collaborazione con i ministeri della giustizia e dello sviluppo economico”.

Poi, la parte più importante ed attesa della giornata con la presentazione di ExpoCentre e del suo ricchissimo calendario di eventi, che ha destato un certo interesse fra gli imprenditori italiani che erano presenti in sala. “Il centro fieristico Expocentre – ha affermato il Primo Vice Direttore Generale di “Expocentre Moscow”, Nikolay Gusev – fa parte della camera di commercio della federazione russa. Noi organizziamo le mostre da circa 60 anni, e fra i principali fruitori ci sono le imprese italiane, precedute dalle omologhe tedesche e cinesi. Si tratta di un appuntamento ormai divenuto tradizionale, e se pensiamo che nel 2016 sono state ben 1.150 le aziende italiane che hanno partecipato e presentato beni e servizi anche ingegneristici nei nostri quartieri fieristici si può ben intuire quanto siano ritenuti importanti dal nostro governo. Parliamo di 30 eventi fieristici dedicati ad altrettanti settori produttivi, ritenuti prioritari per la nostra economia. Abbiamo instaurato rapporti molto stretti con enti ed associazioni estere, ed in particolare sono particolarmente fruttuose e stabili con quelle di categoria e fieristiche italiane (FieraMilano e Fiera di Bologna, nda). Ci siamo messi d’accordo, in particolare, con Fiera Milano che comunicherà all’Expocentre il proprio calendario di iniziative per il 2018 ed il 2019”.

Sergej Gusev, Direttore del Dipartimento Fiere, ha presentato gli eventi fieristici di Expocentre che toccano i più svariati settori produttivi ed ha snocciolato una serie di dati che testimoniano le grandi opportunità che offre agli imprenditori. Energia, trasformazione agroalimentare, energia, oil & gas e medico-farmaceutico, solo per citarne alcuni. E non solo. Anche per la comunicazione, i prodotti per l’infanzia, l’abbigliamento e le calzature per bambini ed adolescenti, le costruzioni meccaniche, l’edilizia, le calzature sono in programma dei momenti espositivi, che le imprese del nostro paese devono assolutamente tenere in considerazione per lo sviluppo del proprio business.

“Le nostre fiere – ha specificato il Direttore del Dipartimento Fiere – sono uno strumento molto valido per penetrare non solo nel mercato russo, ma anche in quello di paesi limitrofi come Armenia, Kirghizistan o Bielorussia solo per fare alcuni esempi. Disponiamo di 9 padiglioni espositivi, 34 sale per congressi ed una serie di servizi aggiuntivi come quelli offerti dalla Expowestrans sullo sdoganamento e la logistica, l’Expomeal sul catering o la Offprint per quel che riguarda il materiale cartaceo e pubblicitario. Lo scorso anno, hanno partecipato oltre 26.600 espositori provenienti da 112 paesi, con 114 mostre ed un numero di visitatori di 1.351.250 unità. Molte esposizioni vengono patrocinate dalla Camera di Commercio della Federazione Russa. Le imprese italiane sono state particolarmente reattive di fronte a ciò che noi offriamo e contiamo di proseguire su questa strada. In merito ai settori presenti, evidenziamo come per la chimica sia prevista la crescita del volume di investimenti in Russia con 5,6 miliardi di dollari, ed il nostro governo è particolarmente interessato al suo sviluppo con una serie di eventi dedicati. Segnalo in particolare “Interlakokraska”, in programma dal 27 febbraio al 2 marzo 2018 rivolta agli operatori del settore delle vernici, così come quella dedicata alla produzione di gomma e pneumatici “Tires & Rubber” che si svolgerà dal 24 al 27 aprile del prossimo anno, quella dell’industria chimica e della scienza “Khimia”. Altro settore sul quale puntiamo è quello dell’industria della trasformazione agroalimentare che presenta grandi potenzialità di sviluppo è “Prodexpo”, momento ideale per gli operatori del settore. Il secondo progetto legato è “Agroprodmash” dedicato alle attrezzature, alle tecnologie, materie prime ed ingredienti per l’industria della trasformazione agroalimentare (8-12 ottobre 2018), che gode del supporto del Ministero dell’Agricoltura. Il settore energetico è uno dei più importanti per la nostra economia, e non si ferma solo all’estrazione di petrolio e gas dai pozzi presenti sul nostro territorio, ma anche alla sua lavorazione. La fiera “Neftegaz” si terrà dal 16 al 19 aprile 2018, in concomitanza con il forum dell’energia. La mostra internazionale “Elektro”, si svolgerà in quegli stessi giorni, ed è rivolta agli operatori dell’oil & gas. Anche per il settore degli arredamenti ci sono molte opportunità ed offriamo una piattaforma di servizi ed iniziative ad hoc per gli operatori di questo settore che possono contare su un mercato come il nostro, che da sempre apprezza l’alta qualità. La sanità è un altro settore particolarmente gettonato, dal momento che è necessario rinnovare e svecchiare il parco attrezzature. In tal senso, comunico che è in calendario fra il 3 ed il 7 dicembre del prossimo anno, la settimana russa della sanità. La quota di attrezzature provenienti dagli altri paesi, è particolarmente appetibile per le realtà del settore medico e farmaceutico. L’Italia è diventata poi una meta particolarmente attraente anche nel campo del turismo medico, e mi auguro che le imprese italiane sappiano cogliere queste opportunità. Aspettiamo anche per il 2018 – ha poi concluso – molti espositori provenienti dal vostro paese, considerando il gran numero di eventi fieristici che, come abbiamo avuto modo di annunciare in questa sede, organizzeremo l’anno prossimo a Mosca”.

Francesco Montanino





 




GERUSSIA: I RAPPORTI FRA LA RUSSIA E LA GERMANIA DAL MEDIOEVO AI GIORNI NOSTRI

Napoli – A quasi due mesi dall’insediamento del presidente americano Donald Trump, la ripresa di proficue relazioni diplomatiche con la Russia, dopo anni che hanno rievocato lo spettro dellalocandina Gerussia presentazione Napoli “guerra fredda”, è probabilmente la più importante sfida da vincere per le cancellerie occidentali in un momento in cui, gli scenari geopolitici sembrano essere destinati a mutare. L’adozione delle assurde e deleterie sanzioni economiche contro il gigante eurasiatico rappresenta uno dei punti più bassi raggiunti nello stato delle secolari relazioni (soprattutto culturali) che legano il nostro paese con la patria di Tolstoj.

Dei rapporti fra la Russia e l’Europa (ed in particolare con la Germania), se n’è parlato nel corso di un incontro tenutosi oggi pomeriggio nel capoluogo partenopeo presso l’Istituto di Cultura Meridionale, cui hanno preso parte fra gli altri il collega Salvatore Santangelo, autore del libro “GeRussia” ed Ottavio Lucarelli, Presidente dell’Ordine Dei Giornalisti della  Campania.

Presentazione del libro GeRussia - la sala“Con il termine “GeRussia” – ha introdotto l’avvocato Gennaro Famiglietti, presidente dell’Istituto di Cultura Meridionale, nonché segretario della Federazione dei Consoli – coniato dalla Duma, si intende l’insieme delle relazioni che accomunano Germania e Russia, ovvero le due più grandi potenze europee. In un contesto pacifico, anche l’Italia – e l’Europa in generale – deve recitare un ruolo di primo piano, trovando la giusta intermediazione fra lo spirito tedesco e quello russo. Il nostro paese ha dimostrato di avere la possibilità di farlo, con le sue indiscusse doti di accoglienza e tolleranza”.

Che vi possa essere un fil rouge che lega il Mezzogiorno d’Italia sia con la crisi ucraina che con il dramma siriano del resto è evidente, considerando tanto i riflessi economici legati alla prima, quanto la ripresa dei flussi migratori diretta conseguenza di una guerra che ha presentato un conto salatissimo, dal punto di vista umanitario.Gerussia sala

Il tema della realpolitik è stato invece toccato dal vicepresidente dell’ODG Campania, Mimmo Fusco, che ha evidenziato come “la Russia abbia avuto in questi ultimi anni una forte ripresa economica, riconquistando quel ruolo di primo piano nello scenario internazionale che l’è sempre stato riconosciuto”.

Un ruolo che a volte ha contrastato, mentre in altre invece è andato di pari passo, se pensiamo ai rapporti con la Germania che storicamente sono sempre stati contrassegnati da alti e bassi. Così come testimoniano ad esempio il riconoscimento da parte della Germania di Weimar dell’URSS (primo paese a farlo) con rapporti strategici che andarono avanti sino a quando i tedeschi non provarono la sorpresa con l’azzardata “operazione Barbarossa” l'intervento del console avv. Gennaro Famigliettiche andò a rompere il patto Molotov-Von Ribbentrop. O, arrivando ai giorni nostri, la profonda divergenza esistente fra le due potenze continentali invece sulla “questione Ucraina”, in cui la cancelliera Angela Merkel non  intende opporsi alla cancellazione delle sanzioni economiche. In nome di un antistorico atteggiamento di russofobia nonostante le pressioni, in senso opposto, provenienti non solo dalle opposizioni ma anche dai grandi gruppi imprenditoriali tedeschi.

“Andando ad indagare le dinamiche storiche di Kiev o Novgorod attorno all’anno 1000 – ha osservato Alfonso Piscitelli, direttore del blog EuRus, nel corso della sua lunga ed articolata disamina – notiamo come esse siano straordinariamente simili e vicine ai nostri Comuni. La Russia, in quell’epoca, somigliava da un lato alle monarchie nordeuropee ma dall’altro aveva già un occhio rivolto ad est perché l’occupazione dei Mongoli l’allontanò dallo sviluppo che invece stava attraversando il resto del continente europeo. Per capire il senso dell’identità russa, bisogna però provare a comprendere il significato della ribellione russa contro l’invasione dell’esercito di Gengis Khan. Prima Stalin e poi Putin hanno riscoperto questa identità, rispolverando il culto della Madonna di Vladimir. È tipica della Russia questa continua oscillazione fra l’Europa e l’Asia, e se guardiamo il suo stemma ci accorgiamo di come Un momento della presentazione del libro GeRussia - l'intervento di Alfonso Piscitellientrambe le essenze siano presenti nel carattere di questo paese. Animo asiatico, considerando il senso della collettivizzazione. Animo invece europeo, se si pensa al contributo dato alla scienza come testimonia ad esempio la tavola degli elementi di Mendeleev. L’immagine che il russo ha dell’Italia è quella tipica del nostro Sud, con la pizza, il sole ed il mandolino. Putin, parlando dei giorni nostri, è immerso in una mentalità dove da un lato è profondamente conquistato ed attratto dalla cultura tedesca. Dall’altro, vuole salvaguardare l’identità russa tradizionale e questo spiega il legame con Solzyenicin pur provenendo entrambi da due mondi diametralmente opposti. Essendo il premier un ex ufficiale del KGB, mentre il grande scrittore un deportato dei gulag. Per quanto riguarda i storici rapporti fra tedeschi e russi, mi piace evidenziare come la zarina Katerina amava i coloni tedeschi così come testimonia la nascita della Repubblica dei tedeschi del Volga. Così come il fronte russo-tedesco che si formò per sconfiggere Napoleone e la sua idea Presentazione del libro GeRussiagiacobina, imposta dall’alto. La battaglia delle Nazioni che li vede accomunati, si riproporrà dopo il 1945 quando i russi diedero il proprio contributo nella nascita della Germania Est, con la conversione di tanti ex gerarchi nazisti alla causa del socialismo sovietico. L’Unione Europea ricorda un po’ questa struttura napoleonica e giacobina calata dall’alto, mentre intorno alla Russia si sta creando una grande aggregazione – a torto o a ragione –  di movimenti sovranisti ed identitari. Quando la Le Pen o Salvini strizzano l’occhio alla Russia, non cadiamo nell’errore di considerare Putin un simbolo della destra, perché dimostreremmo di non aver capito nulla della realtà russa. Il presidente russo ha preso i proventi degli oligarchi, ma nel contempo ha cercato di creare un sistema con cui attrarre i capitali dall’estero con una tassazione assai bassa. Insomma, ad un gesto tipicamente di sinistra ne ha mescolato un altro invece che fa felici i più convinti liberisti. Non è, per questo motivo, facile trovare per lui una collocazione politica ben precisa, salvo poi capire che Russia UnitaSalvatore Santangelo autore del libro GeRussia è una grande coalizione di centro. Pur esercitando un’innegabile attrazione – parlando della Germania – tanto con la destra di Alternative fur Deutschland, quanto con la Linke della signora Wageknecht. Il collante che comunque ha sempre legato la Germania con la Russia – ha poi concluso – teniamolo bene a mente è il pragmatismo, riflettendo sul dato di fatto che mentre da un lato c’erano le sanzioni, dall’altro la signora Merkel ha continuato a fare affari, con il North Stream. Quanto siamo stati fessi noi italiani, a vederci sfuggire di mano quella grande occasione che è stato il South Stream!”

Un moderno “divide et impera”, insomma, attraverso cui la Germania da un lato ha sottratto la Libia e la Russia dalla disponibilità di relazioni economiche e diplomatiche proficue con l’Italia. Mentre dall’altro, ha proseguito nell’intrattenere rapporti con Mosca, secondo una logica bizantiniana ed opportunistica.

Il tema della memoria storica è stato poi esaminato da Salvatore Santangelo che, nel corso del suo intervento, ha sottolineato come essa sia un argomento particolarmente sentito dall’opinione pubblica sia tedesca che russa. “Si tratta di un aspetto – ha affermato – che ancora oggi è molto forte e discusso, e non solo Salvatore Santangelo autore del libreo GERUSSIa durante una intervistanell’ex DDR. La capacità di fare i conti con la storia, è un qualcosa di traumatico tanto per i russi quanto per i tedeschi, essendo un elemento di grande contrapposizione che si è scatenato prima, durante e dopo l’ultimo conflitto mondiale. La Russia di Putin indubbiamente esercita delle suggestioni soprattutto fra i sovranisti, richiamando alla mente Suvorov. Sarebbe stato indubbiamente un grande successo per l’Europa, evitare Maidan. Dalla forza del rapporto fra Germania e Russia, dipendono le sorti della Polonia che si indebolisce, sino quasi a scomparire, se le due potenze sono forti. E quando da giornalisti svolgiamo il compito di informare, mi rendo conto che una delle nostre principali colpe è stata quella di non raccontare certe storie, perché le ritenevamo scomode. Prendiamo ad esempio la discussione sui lager o sui gulag, in cui non possiamo sterilmente ridurre il tutto, a ciò che è nato prima o dopo. Oggi, come operatori dell’informazione, dovremmo piuttosto preoccuparci di come considerare il giudizio su Norimberga quando nei Tribunali GeRussiac’erano gli stessi personaggi presenti a Katyn, quando i plotoni d’esecuzione russi giustiziarono 18.000 polacchi. E’ pur vero che allora si sapeva poco o nulla, ma la formula adottata in quella sede fu di arrestare un’intera classe dirigente di un paese perché aveva complottato contro la pace, portando tutto il mondo alla guerra. La stessa cosa è avvenuta più o meno, recentemente, con l’Iraq contro cui Bush parlò di “pistola fumante”. Salvo poi scoprire che in realtà era una colossale bugia, con cui è stata ingannata l’opinione pubblica mondiale. Nessuno pagherà per questo incredibile inganno, così come oggi gli USA parlano degli hacker russi, quando in realtà è emerso in questi giorni che la CIA indaga sulle nostre vite! Le famigerate mail che riguardavano la Libia, avevano quale scopo solo quello di mettere le mani sul suo petrolio. Dopo la caduta di Gheddafi, l’Italia oggi è appesa nelle proprie forniture petrolifere, ai voleri di un signore di 82 anni perché in Libia ormai non contiamo più nulla. Inoltre non abbiamo più il South Stream, e quando con l’Azerbaijan proviamo a portare il gas con il TP, passando per il Salento, ecco che i fautori della movida si oppongono! Se poi vogliamo abbracciare le tesi di chi parla di decrescita felice, possiamo anche accomodarci….Una classe dirigente vera, deve preoccuparsi del benessere del proprio popolo. Quest’anno ricorre il centesimo anniversario della prima guerra mondiale e dovremmo ricordarci, da europei, del numero di morti che un mdesecolo fa quotidianamente insanguinavano fiumi come il Piave, le città di  Saar e Odessa.  A questo enorme tributo in termini di vite umane, nella seconda guerra mondiale, si aggiunsero anche le bombe che falcidiarono intere città. Dopo ciò, l’Europa ci ha regalato 70 anni di pace e ci siamo dimenticati dell’insegnamento dei suoi padri fondatori come Adenauer, Spinelli o De Gasperi. Dobbiamo evitare che la guerra torni ad essere il mezzo con cui risolvere le controversie. La fine del comunismo ha portato delle situazioni a dir poco paradossali, in cui qualcuno ha pensato bene di rispolverare delle antiche ed inquietanti suggestioni, se pensiamo che in Lettonia il 20% della popolazione russa vive in una condizione di apartheid, o che magari in Ucraina sono stati appoggiati i neonazisti che hanno rispolverato le svastiche. Più che all’Europa – ha quindi terminato –, occorrerebbe chiedere conto di tutto questo agli eurocrati. In merito a ciò che sta accadendo negli USA, è ancora troppo presto per capire cosa intenderà fare Trump perché non sappiamo se riuscirà o meno a portare a termine la sua presidenza. O se piuttosto il vecchio establishment non possa invece travolgerlo, in tempi brevi”.

Ma la Germania, con il proprio comportamento, non ha però tolto la Russia anche all’Italia? Ad una precisa domanda del nostro direttore L'Italia sulla Via della SetaGianfranco Vestuto, i relatori del dibattito hanno provato a dare una risposta. Santangelo ha sottolineato da un lato, l’importanza della costruzione della TAV in Val di Susa nel completamento della “Via della Seta” che dovrebbe essere il nodo infrastrutturale e logistico che in futuro dovrebbe collegare il Vecchio Continente con l’Asia. Dall’altro, ha tratto un parallelismo fra la caduta della Repubblica di Weimar con la fine dell’URSS, con milioni di russi che restarono fuori e con grandi conglomerati economici che sono emersi e che hanno proliferato, sino a quando Putin non ha deciso di colpire gli oligarchi. Altro aspetto su cui l’autore di “GeRussia” è tornato, è stata l’assoluta miopia dell’Europa che da un lato ha provato a strangolare la Russia, mentre dall’altro ha fatto schizzare il prezzo del petrolio a 110 $ al barile come nella seconda guerra del Golfo, permettendo al gigante eurasiatico di risanare velocemente il proprio debito accumulato con il Fondo Monetario Internazionale.

Francesco Montanino

 




IL TURKISH STREAM RIAVVICINA RUSSIA E TURCHIA?

Istanbul – L’occasione è data dal 23° World Energy Congress, che si conclude domani 13 ottobre nella città turca. Così il dialogo tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan, dopo il l-turkish-stream-si-fara-dice-recep-tayyip-erdogan-il-progetto-turkish-stream-potrebbe-partire-in-un-futuro-molto-prossimo-conferma-vladimir-putingelo per l’abbattimento di un caccia russo per mano delle forze aeree turche nel novembre scorso, sarebbe stato ricostituito. Un riavvicinamento suggellato nel nome degli interessi energetici  ed insieme, Putin ed Erdogan, hanno di fatto presenziato alla firma dell’accordo che “resuscita” Turkish Stream, il gasdotto rivolto ai mercati europei che sulle prime aveva preso il posto di South Stream respinto da Bruxelles, ma era rimasto congelato dalla crisi dei mesi scorsi tra Mosca e Ankara.

vladimir-putin-e-erdoganContestualmente, in un annuncio dato dallo stesso presidente Putin nel corso di una conferenza stampa congiunta con Erdogan,  la Russia ha anche deciso di togliere l’embargo sulla vendita nel Paese di diversi prodotti agricoli turchi, imposto nell’ambito delle sanzioni per la crisi del jet di Mosca abbattuto al confine con la Siria che abbiamo ricordato sopra. putin-e-erdogan-sono-daccordo-riparte-il-progetto-turkish-stream

I due leader hanno poi anche parlato della Siria,  per arrivare a una possibile tregua ad Aleppo. A tale the-world-energy-councilproposito, il governo di Ankara si è detto pronto a impegnarsi direttamente nella gestione dei convogli da inviare nella città sotto assedio. Putin ha però ribadito: “il nodo da sciogliere sia quello di come garantire la sicurezza nella consegna degli aiuti umanitari“. Il futuro dell’attuale presidente siriano Assad  rimane dunque l’elemento di maggiore distanza tra le quasi totalmente riappacificate Russia e Turchia.

Barbara  Cassani






Борьба, вода и трубы.

Премьер Италии Маттео Ренци позвонил Владимиру Путину.map-nord-stream
О чем они говорили, вышла небольшая заметка на официальном сайте российского президента, где были намечены темы. И кроме того, сам Владимир Путин рассказал о части разговора с Маттео Ренци, где он хвалил Эцио Гамба, тренера национальной сборной России по дзюдо, и сказал, что даст ему гражданство России. Как сказал, так и сделал, и парой часов позже Путин вручил Гамбе российский паспорт.
Попробуем представить о чем говорили два лидера России и Италии. За достоверность не ручаюсь, потому можно рассматривать это как фантазию или фельетон.

– Здравствуй, Владимир, давно пытаюсь тебе дозвониться, с Рождеством тебя!

Vladimir Putin al telefono– Так вчера ж было. Но все равно спасибо. Что хотел, Маттео?

– Волнует меня судьба «Северного потока», и что вы договорились с Германией построить и «Северный поток-2». И нас не спросили.

– Ну вообще то это наше с Германией дело, и еще некоторых стран. Вас то это не касается. Наш газ, поставки в Германию и другие соседние страны. Посмотри на карту, до вас далеко. Мы с вами уже пытались построить «Южный поток», да пришлось прикрыть.

– Да, мы же были основателями «Южного потока» вместе с вами, «Газпром» и Eni, а потом еще и Saipem должен был проложить трубы по морю. Мы бы хотели Matteo Renzi al telefonoпоучаствовать и в этом проекте, а то у нас безработица, и деньги лишними не будут.

– Ну, если посмотришь на карту, попробуй рассказать, как этот газ пойдет к вам. Зачем это вам надо? Тем более для вас сейчас приоритетным проектом является TAP, куда вошла ваша компания Snam.

– Ну почему же, нам и «Северный поток» интересен. Хотя бы Saipem…

– Маттео, Saipem, конечно, хорошая компания и уже положительно себя зарекомендовала в подобных проектах. Но кроме нее, в мире есть пара отличных компаний. Потом мне неясно, зачем ты поднял шум вокруг этого проекта на Европейском совете в декабре? Обидно, что вы страдаете, а Vladimir Putin saluta alla sua visita in Italia  - photo Evgeny UtkinГермания решает свои проблемы? Почитай досье, как Франция решала свои интересы в Ливии, начав там войну и разбомбив Каддафи. Обычно криком ничего не добьешься. Если Европа хочет применить 3й энергетический пакет к «Северному потоку», то пусть вкладывает половину средств в строительство и забирает 50% емкости кому хотят. А так, «кто платит…, тот … и танцует». Лучше бы побольше делал, чем много говорить. Про санкции сказал, что надо обсуждать, но через день пошел на попятную, заявив что проголосуешь за санкции. Лучше б молчал. Или не знаешь, что твои компании теряют миллиарды долларов? Чего боишься?

– Я так не могу. У нас в Европе все решается коллегиально, единогласно…

– Знаю я, кто у вас в Европе решает. Пора уже начать думать и своей головой, отстаивать национальные интересы. Но ты сам заявил недавно, что North Stream - Russia Europa«главным нашим союзником являются США». Эксперты нам говорят, что США пытаются вытеснить Россию с европейского рынка энергоносителей. Не знаю, так ли это, но думаю, их газ будет дороже, чем российский. Но если вам так надо… все равно платят твои граждане. Видел, как быстро мы строим мост в Крым? Боюсь, что вы затянете и с «Северным потоком», как с мостом в Сицилию. Не очень я вам верю, разговоров слишком много… А у меня мало времени.

– Владимир, а Сирия?

Ezio Gamba riceve il passaporto russo da Putin (ANSA)– Вы туда хотите влезть? Вам сейчас проблем с иммигрантами из Северной Африки решать и решать. Ну и охраняйте дамбу, раз уж решили. Главное, в Турцию не идите. Если случится что-то подобное, как в Турции, когда они сбили наш самолет, я это точно не потерплю. Ладно, извини, мне пора на татами, побороться с вашим Эцио Гамба, и вручить ему паспорт. А ты думай об интересах Италии, может, и санкции сумеете отменить, пока мы все продукты не заменили своими.

– Передавай привет Гамба. E’ in gamba.

– Хорошо, пока.

 

Евгений Уткин

 

nord streamUn possibile colloquo tra Matteo Renzi e Vladimir Putin, su Nord Stream 2, South Stream, Saipem ed Eni, leadership europea, sulle sanzioni e quadro internazionale e su Ezio Gamba, coach della squadra nazionale russa di judo, che ha ricevuto la cittadinanza russa.

Evgeny Utkin

 




LA RUSSIA BLOCCA LE FORNITURE DI GAS CHE PASSANO PER L’UCRAINA ED ORA ANCHE L’EUROPA RISCHIA

Russia Baltic PipelineLa Russia ha deciso, e la scelta potrebbe avere conseguenze drastiche per l’Europa. Putin sposterà tutto il flusso di gas naturale, che attualmente passa attraverso l’Ucraina, verso un percorso che lo porterà al confine tra la Grecia e la Turchia. Alexey Miller, di Gazprom, il più grande fornitore al mondo di gas naturale ha detto: “…da qui in poi, saranno problemi degli europei andarselo a prendere“,  aggiungendo anche che ” i 63 miliardi di metri cubi che attualmente transitano dall’Ucraina passeranno attraverso una nuova Gazprom lavori per la costruzione della nuova pipelinepipeline, sotto al Mar Nero“.

Queste le conseguenze dell’embargo finanziario imposto alla Russia, le cui contromisure già hanno messo in ginocchio l’export italiano con danni per centinaia di milioni di euro. Il Ministro per l’energia Russo, Alexander Novak, ha detto: “La decisione ormai è presa: stiamo diversificando ed eliminando i rischi derivanti da paesi che negli ultimi anno si sono dimostrati instabili“. Miller ha aggiunto che “non ci sono altre opzioni, visti i problemi con l’Ucraina“. E i primi risultati di queste disposizioni non si sono fatti attendere: sospensione diretta della fornitura di gas in Bulgaria, Grecia, Romania, Croazia, Macedonia e Turchia. Tradotto in cifre, il 60% delle forniture in arrivo dalla Russia per l’Europa è a rischio, così come a rischio è anche la tenuta dell’intero comparto energetico per il Vecchio Continente. Il DailyMail, che ha lanciato la notizia, già parla di ore, prima che la crisi possa (FILES) File picture taken 02 November 2manifestarsi con la pienezza della sua forza, in particolare in Francia e Germania, più esposte verso la Russia. Nel frattempo la Croazia ha già fatto sapere di aver parzialmente ridotto l’apporto di gas ai clienti industriali, mentre il Regno Unito, vittima di uno dei suoi inverni storicamente più freddi, teme l’impennata dei prezzi, anche se da Londra fanno sapere che la rete di forniture non dovrebbe subire particolari contraccolpi perché non direttamente legata a Gazprom, il colosso russo che ha ricevuto l’ordine di tagliare i rifornimenti. Un ordine arrivato senza nessun preavviso, come sottolinea la stampa, nonostante il fatto che più volte Putin stesso abbia rassicurato sulla sua disponibilità a collaborare.

La questione è particolarmente complessa e riguarda non solo la questione della fornitura in sé, quanto le accuse, recenti, di un attacco ad un autobus, avvenuto il 13 gennaio eVladimir Putin risponde alle sanzioni dell'Europa che ha causato 12 morti. Difficile, come al solito, ricostruire la dinamica dei fatti, l’unica cosa che si sa è che durante un bombardamento, è stato attaccato un posto di blocco militare dell’esercito ucraino a Volnovakha, a Sud di Donetsk, l’autobus era nelle vicinanze ed è stato colpito. Già in precedenza c’erano state delle avvisaglie quando Putin stesso decise di chiudere il progetto South Stream ovvero l’oleodotto che avrebbe bypassato Kiev e garantito il passaggio del gas attraverso la Russia FeatureBulgaria. Il motivo della sospensione, che resterà poi definitiva, fu la lentezza del governo bulgaro, pressato dalle potenze europee, nel concedere i permessi e le autorizzazioni. Il presidente russo, allora, decise una strada alternativa e cioè scegliere la Turchia come territorio di passaggio. La Gazprom prevede, come si diceva, di inviare 63 miliardi di metri cubi con un collegamento posto sotto il Mar Nero e che attraverserebbe la Turchia. Perplesso per la decisione Maroš Šefčovič, vicepresidente della Commissione europea per l’energia che si trova attualmente a Mosca per trattare con Putin un’alternativa agli accordi su South Stream per le forniture di gas all’Europa. Ancora più drastico però, lo stesso Alexei Millerdi Gazprom secondo cui, una volta annullata la via bulgara, l’unica alternativa, senza opzioni, resterebbe quella di Ankara e del suo ‘Turkish Stream’ la cui esecuzione, però, spetta all’Unione Europea. In tutto questo, nel frattempo, Kiev sta da tempo acquistando dalla Russia, a prezzo più volte rialzato, quantità inferiori di gas rispetto a quanto stabilito, cosa che si traduce prima di tutto in un’erosione sistematica delle riserve, già di per sé insufficienti, ma anche in una crisi praticamente imminente visto il picco delle temperature invernali che raggiungeranno l’apice tra pochi giorni.

Barbara Cassani

L’accordo per le forniture di gas firmato da Russia, Ucraina e l'UE. Grafico realizzato dalla agenzia TASS