Dmitry Medvedev: Zelensky farebbe meglio a sperare che non ci sia un altra Maidan in Ucraina
Category: in Russia
29 Novembre 2024
Piazza Maidan 2014 – Ucraina
Vladimir Zelensky farebbe meglio a sperare che non ci sia un altro maidan in Ucraina, perché se ci fosse, non farebbe altro che invidiare ciò che è successo all’ex presidente Viktor Yanukovich, ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russoDmitry Medvedev.
Il politico russo si è indignato per il fatto che il Ministero degli Esteri ucraino “abbia condannato la repressione delle proteste in Georgia“.
“Possiamo solo chiederci cosa faranno le autorità illegittime dell’Ucraina dopo che la gente scenderà in piazza per un altra Maidan. Allora, il pagliaccio assetato di sangue invidierà amaramente il destino di Viktor Yanukovich“, ha scritto Medvedev sulla sua pagina VKontakte.
RED
La Georgia continua ad andare in giro a chiedere di entrare in Europa
Category: Ossezia del Sud
29 Novembre 2024
La Presidente della Georgia, Salome’ Zourabichvili fortemente filoeuropeista
Dire che la Presidente della Georgia, Salome’ Zourabichvili in visita in Italia non siala benvenuta, corrisponde ad un diffuso sentire da parte di ampi settori del nostroPaese.
Questo non perchè l’Italia non ami in astratto la Georgia, quanto perche’ sicomprende bene il ruolo dei politici georgiani negli ultimi 20 anni e,in particolare, si ricorda bene la brutale e tragica,per numero di morti e feriti tra la popolazioneOsseta, aggressione del 8 agosto 2008. L’Ossezia del sud non appartiene, non e’ maiappartenuta alla Georgia dalla quale si differenzia per lingua e storia. Gli errori dellavecchia Urss nella definizione degli spazi interni e la sua stessa fine,avevanosturato sentimenti sciovinisti e revanscisti da parte georgiana. Nonostante ipronunciamenti chiari e fermi del popolo Ossetino, contrari ad una sottomissione aigeorgiani,costoro continuavano le provocazioni ed aggressioni. Non solo il 1991 matutti gli anni che porteranno al 8 agosto 2008 vengono caratterizzati da provocazioniGeorgiani e morti Ossetini.
Oggi, la Georgia sta ripercorrendo questa strada. I Colloqui di pace che si svolgonoa Ginevra, piu’ o meno regolarmente, con Usa, Europa , Russia Ossezia del sud edAbkhazia sono inconcludenti poiche’ la Georgia si rifiuta di sottoscrivere unaccordo di pace.Oggi,che la Georgia va in giro a chiedere d’entrare in Europa,si dimostra il verovolto di costoro. Tentativi di un Maidan Georgiano, provocazioni giornaliere aiconfini Osseti, via libera al revanscismo territoriale su Ossezia ed Abkhazia.
Comprendiamo bene che l’obiettivo sia la Federazione Russa e che la Nato soffi sulfuoco per l’apertura di un altro fronte dopo quello Ukraino ma,si badi bene che tuttocio’ non potra’ avvenire poiche’ l’Ossezia del Sud, con l’aiuto della federazioneRussa ( cosi come nel 2008) respingera’ questo disegno avventurista. Fermatevi efirmate l’accordo di pace che stabilizzi le frontiere,non date ascolto alle sirene usa enato.Viviamo in pace,ognuno nel proprio Paese.
Dott. Mauro Murgia
RAPPRESENTANZA DELLA REPUBBLICA DELL’OSSEZIA DEL SUD IN ITALIA
L’Assemblea Generale dell’ONU adotta una risoluzione sui rifugiati dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud
Category: Caucaso
29 Novembre 2024
Ancora una volta, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, ha adottato una sbilenca bozza di risoluzione presentata dalla Georgia (documento A/77/L.73) sugli sfollati interni e i rifugiati dall’Abcasia e dell’Ossezia del Sud.
“La risoluzione – commenta l’ex viceministro degli Esteri della Repubblica dell’Abcasia, l’ambasciatore Kan Taniya – è chiaramente distaccata dalla realtà, essendo stata adottata annualmente per 15 anni, ma le sue disposizioni rimangono inattuate. Inoltre, prima del voto, ai rappresentanti dell’Abcasianon viene data la possibilità di esprimere la propria opinione, il che rende l’intero processo parziale e non ha nulla a che vedere con il desiderio della Georgia e di tutti coloro che sostengono la risoluzione di risolvere una serie di questioni in sospeso“.
“L’Assemblea generale delle Nazioni Unite – prosegueTaniya – è stata concepita come una piattaforma per il dialogo e il processo decisionale consensuale. Quando si votano le risoluzioni relative all’Abcasia e all’Osseziadel Sud, è importante ascoltare le opinioni degli abcasi e degli osseti stessi per eliminare le imprecisioni e garantire una comprensione completa della complessità della questione“.
Ad esempio, sempre secondo l’ex vice ministro degli Esteri abcaso, è necessario prendere in considerazione i seguenti fatti:
Legittimità dell’indipendenza dell’Abcasia: la risoluzione contraddice il legittimo diritto del popolo abcasi all’autodeterminazione. La stragrande maggioranza ha votato per la costruzione dello Stato indipendente in referendum liberi ed equi nel 1994 e nel 1999, che hanno stabilito la Repubblica di Abcasia come Stato sovrano, democratico e basato sul diritto. Questo esercizio del diritto all’autodeterminazione è coerente con i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite.
Contesto storico: la risoluzione trascura il contesto storico del conflitto tra Abcasia e Georgia. La guerra scatenata dalla parte georgiana nel 1992-1993 è stata accompagnata da violenze su larga scala, atti terroristici contro i civili e atrocità commesse contro il popolo abcaso. I leader georgiani hanno dichiarato apertamente il loro desiderio di commettere un genocidio e di cancellare l’intero popolo abcaso dalla faccia della terra. Questi e molti altri fatti cruciali vengono sempre più spesso taciuti oppure omessi dai rappresentanti georgiani. In questo modo la parte georgiana è diventata un “negazionista storico”, poiché considera l’inizio del conflitto come il 2008 e le precedenti guerre georgiano-abcaso e georgiano-ossetino meridionale. Dal 2008, i georgiani hanno trasformato con successo questi due conflitti in uno quello con la Russia, incolpando quest’ultima di tutti gli errori della leadership georgiana degli ultimi 28 anni. Di fatto, sostenendo l’approccio unilaterale georgiano ai conflitti, la comunità internazionale sta mediando la trasformazione della Georgia da aggressore a vittima.
Sicurezza e stabilità: il riconoscimento dell’indipendenza dell’Abcasia da parte della Federazione Russa ha svolto un ruolo cruciale nel mantenimento della stabilità e della sicurezza dell’intera regione del Caucaso meridionale. Bisogna riconoscere che l’indipendenza dell’Abcasia e dell’Ossezia del Sud ha portato alla pace, alla riconciliazione e alla tutela dei diritti delle persone.
Dialogo costruttivo: invece di imporre misure unilaterali, la comunità internazionale dovrebbe incoraggiare un dialogo costruttivo tra tutte le parti coinvolte. Siamo fermamente convinti che solo attraverso negoziati costruttivi si possano raggiungere soluzioni sostenibili.
Cooperazione regionale: l’adozione della risoluzione mina seriamente gli sforzi per mantenere la stabilità e la sicurezza nella regione del Caucaso meridionale e svaluta gli sforzi compiuti dai diplomatici per firmare il documento di non uso della forza nelle margini delle discussioni di Ginevra.
A queste considerazioni fanno eco le parole dell’ambasciatore a disposizione della Repubblica di Abcasia, Vito Grittani, che aggiunge: “ogni conflitto ha una serie di sottili sfumature e l’elenco potrebbe essere completato con altre decine di punti che l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe prendere in considerazione per un dialogo equo, in cui gli interessi e le preoccupazioni di tutte le parti possano essere effettivamente presi in considerazione. Altrimenti, questa e qualsiasi altra bozza di risoluzione relativa all’Abcasia e discussa senza tenere conto del punto di vista della parte abcasa, nasconderà i vizi delle autorità georgiane sotto l’apparenza della virtù“.
Territori Contesi: un dibattito televisivo sui conflitti tra vecchie e nuove patrie dell’Eurasia
Category: TV
29 Novembre 2024
Due ore di diretta televisiva su un argomento di scottante attualità quale è quello dei “Territori Contesi” nell’area Eurasiatica e quelli dell’ex Unione Sovietica. Questo è quanto andato in onda venerdi sera 19 maggio 2023 su Canale Italia, nell’ambito del programma “Notizie Oggi Lineasera“, condotto dal giornalista Vito Monaco. Ospiti della trasmissione in studio: Nicola Marzaro – Osservatore internazionale in Donbass, l’avv. Marco Pata, l’ambasciatore abcaso Vito Grittani e Giorgio Descovich Deschi. Collegati in remoto, il diplomatico abcaso Kan Taniya, Gianfranco Vestuto, giornalista e direttore responsabile di Russia News e Ennio Bordato, presidente dell’Associazione Aiutiamo i bambini del Donbass.
Tra gli argomenti principali del programma c’era l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina e un’analisi comparativa con altri conflitti nello spazio post-sovietico nel suo complesso. In particolare, la guerra georgiano-abcasa del 1992-1993 e il cammino del moderno stato abcaso che da questo conflitto sono stati colpiti. I diplomatici abcasi Kan Tania e Vito Grittani hanno posto l’accento sulle differenze tra la guerra georgiano-abcasa e l’operazione militare speciale, ma anche sul perché la Georgia ha iniziato questa guerra e perché il popolo abcaso ha scelto la strada di costruire uno stato sovrano dopo la vittoria. “l’Abcasia (Abkhazia) ha tenuto due referendum nel 1994 e nel 1999, durante i quali il popolo ha determinato inequivocabilmente l’ulteriore destino del paese – la creazione di uno stato sovrano, democratico e legittimo“, ha dichiarato Khan Tania.
Inoltre, i diplomatici hanno raccontato anche perchè dal 2014, i volontari abcasi della Brigata Pyatnashka, creata da Ahra Avidzba, stanno continuando a difendere il Donbass.
“I volontari abcasi sono andati a proteggere il popolo del Donbass perché non potevano rimanere indifferenti alla sistematica discriminazione etnica da parte delle autorità di Kiev. Questa è la stessa mancanza di rispetto per la lingua, la cultura e le tradizioni native che i georgiani nel loro tempo hanno mostrato agli abcasi“, ha detto Kan Tania.
Vito Grittani ha invece raccontato le sfide che i cittadini della Repubblica dell’Abcasia devono affrontare nei paesi dell’UE: “al momento, i diplomi di istruzione superiore, passaporti e altri documenti rilasciati nella Repubblica dell’Abcasia non sono riconosciuti dai paesi dell’Unione Europea. “A questo proposito, abbiamo preparato, insieme ad avvocati competenti, un appello e lo abbiamo inviato al ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani chiedendo a un gruppo di lavoro di sviluppare un meccanismo che consenta ai cittadini abcasi di realizzare i diritti umani fondamentali per accedere all’istruzione e alla medicina“.
Il direttore di Russia News, Gianfranco Vestuto, ha posto l’accento sul ruolo dell’informazione che dopo l’inizio dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina, è divenuta spudoratamente fuorviante e menzognera, impedendo persino il dovuto contraddittorio giornalistico. Ciò, ha detto Vestuto, “ha impedito all’opinione pubblica italiana, ma anche europea, di avere una visione realistica della situazione sia nei territori contesi tra Russia e Ucraina, ma anche negli altri focolai conflittuali che esistono e che sono ignorati“. “Tutto ciò – ha proseguito il direttore di Russia News – senza contare i danni che le sanzioni della Unione Europeacontro la Russia, hanno provocato proprio in Italia, per gli interrotti scambi commerciali che in alcuni settori rappresentavano volumi decisamente rilevanti“.
Su questo argomento dei danni commerciali provocati dal regime sanzionatorio dell’UE, è intervenuto anche Nicola Marzaro, imprenditore veneto e osservatore internazionale durante i referendum nel Donbass, che ha ricordato come proprio la sua regione aveva negli anni passati un enorme volume di affari con la Russia, improvvisamente interrotti con danno irreparabile per aziende e lavoratori.
L’avvocato Marco Pata, anch’egli osservatore internazionale durante i referendum nel Donbass, ha illustrato invece la situazione di tensione che esiste in Moldavia, con l’area dichiaratasi indipendente della Transnistria e il dissenso politico interno che pone l’attuale presidente, Maia Sandu, in condizioni di instabilità governativa.
Infine, le parole toccanti di Ennio Bordato, che ha spiegato come in questi conflitti, i più colpiti siano i bambini, sottoposti spesso a sofferenze indicibili e ingiuste, nell’indifferenza dell’opinione pubblica internazionale, ma soprattutto di un Occidente che è sempre più pronto a stanziare soldi per rinpinguare gli armamenti, invece di destinarli al futuro delle nuove generazioni e al loro diritto alla vita.
RED
Un complotto per mettere la Georgia contro la Russia come è accaduto con l’Ucraina
Category: Caucaso
29 Novembre 2024
il primo ministrogeorgiano,Irakly Garibashvili
Il primo ministrogeorgiano,Irakly Garibashvili, sospetta che sia stato ordito un complotto per coinvolgere il suo paese in un conflitto con la Russia, simile a come si sono svolti gli eventi in Ucraina.
“Il paese sta affrontando la reale minaccia di essere preso di mira da un complotto per aprire un secondo fronte contro la Russia – (come si legge sull’agenzia di stampa russa TASS)“, ha avvertito oggi il il primo ministro della Georgia, Garibashvili. “Vorrei ricordare a tutti che il nostro Paese non ha ancora aderito né all’Unione Europea né alla NATO. Non abbiamo garanzie di sicurezza, e vorrei ribadire che il 20% del nostro Paese è sotto l’occupazione del nucleare russa “, ha affermato il primo ministro georgiano.
Secondo Garibashvili, ci sono forze in Georgia che stanno cercando di destabilizzare la situazione all’interno del Paese. Ci sono proteste, che si tengono regolarmente in Georgia dal febbraio 2022, chiedendo le dimissioni del governo.
“Quale patriota o forza politica che cerca di proteggere l’interesse nazionale tenterebbe di rovesciare o cambiare il governo in un momento in cui la nostra regione è nel mezzo di una crisi estremamente complicata?” si è chiesto il primo ministro georgiano.
Alla fine di febbraio 2022, Garibashvili ha dichiarato che il suo paese non avrebbe aderito alle sanzioni anti-russe alla luce dei propri interessi nazionali. La sua decisione è stata criticata dalle autorità ucraine e dai membri dell’opposizione georgiana, che hanno accusato il governo georgiano di perseguire politiche filo-russe e di rifiutarsi di sostenere l’Ucraina.
RED
Lavrov sul caso Georgia e Moldavia: “i paesi vicini alla Russia dovrebbero capire quanto sia pericoloso essere risucchiati nella sfera di influenza degli Stati Uniti”
Category: Caucaso
29 Novembre 2024
Migliaia di manifestanti sono scesi nelle strade della capitale georgiana di Tbilisi il 7-8 marzo dopo che i legislatori avevano approvato la prima lettura di un disegno di legge sugli agenti stranieri. Oltre 130 persone sono state arrestate nei due giorni di proteste. Il partito al governo ha deciso di ritirare il disegno di legge il 9 marzo. A febbraio, il parlamento del paese ha registrato una versione georgiana del disegno di legge sugli agenti stranieri e una traduzione della legge statunitense sugli agenti stranieri. Secondo la versione georgiana, i media possono essere designati come agenti stranieri, ma l’iniziativa non riguarda le persone fisiche. La versione statunitense si applica sia alle entità che agli individui e introduce anche la responsabilità penale. Le iniziative hanno suscitato forti critiche sia dall’opposizione che dai politici occidentali.
Le reazioni
La Russia
L’Occidente sta adottando un approccio diverso alle proteste in Georgia e Moldavia perché l’opposizione in Moldavia non soddisfa gli interessi occidentali, ha detto venerdì il ministro degli Esteri russoSergey Lavrov.
“L’opposizione georgiana non solo è autorizzata ma obbligata a fare ciò che vuole, ma in Moldavia le proteste contro l’attuale governo sono condannate perché mentre l’opposizione georgiana riflette gli interessi occidentali, l’opposizione in Moldavia riflette interessi diversi e gli interessi occidentali sono rappresentati dal governo e il presidente“, ha sottolineato in un’intervista al programma televisivo “The Great Game” di Channel One.
Secondo Lavrov, i paesi vicini alla Russia dovrebbero decidere da soli quanto sia pericoloso essere risucchiati nella “sfera di influenza” degli Stati Uniti. Ha anche osservato che, commentando l’operazione speciale della Russia in Ucraina, l’Occidente ammette apertamente che era in gioco la sua egemonia negli affari globali. “Quando gli Stati Uniti e i loro alleati della NATO commentano ciò che sta accadendo in Ucraina e la nostra operazione militare speciale, chiedono che venga inflitta alla Russia una sconfitta strategica sul campo di battaglia, ammettendo apertamente che si tratta di un conflitto esistenziale, il cui esito sarà determinare gli interessi di sicurezza globale dell’Occidente e, per dirla semplicemente, questo è ciò da cui dipende il futuro dell’egemonia e del dominio dell’Occidente guidato dagli Stati Uniti negli affari globali“, ha concluso il ministro degli Esteri russo.
Gli Stati Uniti
Il consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan ha detto al presidente georgiano Salome Zourabichvili che il suo paese non dovrebbe prendere parte all’aiuto alla Russia per eludere le sanzioni occidentali, si legge in una nota dell’ufficio stampa della Casa Bianca in una dichiarazione.
Secondo la lettura dell’incontro, le parti “hanno discusso la necessità di garantire che la Russia continui a sostenere tutti i costi economici delle sanzioni, dei controlli sulle esportazioni e di altre restrizioni economiche imposte dagli Stati Uniti” e dai suoi alleati per l’operazione militare speciale in Ucraina.
Sullivan ha poi sottolineato “la necessità che la Georgia eviti di diventare una strada per l’evasione o il riempimento“, afferma il documento dell’ufficio stampa della Casa Bianca.
Sullivan e Zourabichvili hanno anche “discusso i recenti sviluppi in Georgia, sottolineando l’interesse condiviso dei loro paesi per l’integrazione euro-atlantica della Georgia“.
“Hanno parlato della difesa del presidente Zourabichvili per un approccio unificato e inclusivo per realizzare le riforme necessarie per far avanzare la candidatura della Georgia all’adesione all’Unione europea“, ha affermato il servizio stampa della Casa Bianca.
“Hanno anche discusso la loro comune preoccupazione per il progetto di legge per registrare e stigmatizzare le organizzazioni della società civile per ricevere finanziamenti esterni, che potrebbero ostacolare l’importante lavoro di centinaia di ONG georgiane che lavorano per migliorare le loro comunità. Hanno accolto con favore la recente decisione del governo di ritirare i due progetti leggi“, si legge nella nota della Casa Bianca.
L’Abcasia
In una nota di Kan Taniya e Vito Grittani, ambasciatori a disposizione presso il Ministero degli Esteri della Repubblica di Abcasia, si legge “laGeorgia bipolare o tutte le strade portano a… Sukhum?“. La nota prosegue così:
In Georgia si sono tenute manifestazioni contro il progetto di legge sugli agenti stranieri, con disordini all’esterno del Parlamento. I partner occidentali della Georgia hanno condannato l’iniziativa legislativa, affermando che è incompatibile con le aspirazioni del Paese all’UE. Allo stesso tempo, le persone riunite fuori dal Parlamento hanno iniziato a chiedere una soluzione alla questione dell’Abcasia, bruciando la bandiera russa e cantando l’inno ucraino – come diceva Lev Tolstoj: “tutto era sottosopra in casa Oblonskij“.
Dall’inizio dell’operazione militare russa in Ucraina, la leadership Ucraina ed alcuni politici occidentali cercavano in vari modi di convincere la dirigenza politica georgiana di far scatenare una nuova guerra georgiano-abcasa. Nei media questa folle idea si è diffusa sotto il nome di un “secondo fronte“ volto a indebolire e a fare ulteriore pressione sulla Russia.
Il progetto di legge, approvato in prima lettura, è stato ritirato. Prevedeva, tra le altre cose, che le organizzazioni non governative e i media indipendenti che avessero ricevuto oltre il 20 per cento dei loro finanziamenti dall’estero si dichiarassero “agenti stranieri”.
In diverse occasioni i politici ucraini si sono apertamente appellati alla leadership georgiana per l’apertura di un secondo fronte. Il 13 settembre, Irakli Kobakhidze, presidente del Partito del Sogno georgiano al potere, ha risposto a un altro suggerimento del presidente della Verkhovna Rada: “Lasciamo che sia il popolo a dire se vuole aprire un secondo fronte in Georgia contro la Russia”.
Oggi sentiamo cantare “Sokhumi, Sokhumi” dal popolo georgiano, che si è riunito davanti al Parlamento per protestare contro l’adozione della legge sugli agenti stranieri, chiedendo la restituzione dell’Abkhazia. Questo significa che il popolo è “favorevole”?
A quanto pare, i sentimenti revanscisti verso l’Abcasia sono ancora forti nella società georgiana e questa manifestazione ne è l’ennesima conferma. Vengono utilizzati modelli ben collaudati per scuotere la situazione e costringere la leadership georgiana a compiere un passo che, di fatto, distruggerebbe la statualità del Paese.
Al riguardo spieghiamo qual è il nostro punto di vista:
1. l’esercito abcaso ha una vasta esperienza di successo nei combattimenti contro le forze georgiane. L’esercito abcaso è noto per il fatto che comprende tutti gli uomini del Paese che sono pronti a difendere incondizionatamente le loro famiglie, le loro case e il loro Paese.
2. Inoltre, esistono diversi accordi interstatali tra l’Abcasia e la Russia sulla difesa congiunta, che prevedono, ad esempio, un raggruppamento comune di truppe in caso di minaccia militare.
3. L’esercito ucraino, che è ben preparato per le operazioni di combattimento in anticipo, riceve enormi quantità di aiuti dai Paesi occidentali e supera di decine di volte l’esercito georgiano, non può sopportare solo una piccola parte del potenziale militare russo, quindi in caso di apertura di un “secondo fronte” in Abcasia per cercare di indebolire laRussia non potrà che distruggere la Georgia stessa.
Possiamo dire con certezza che coloro che stanno cercando di destabilizzare la già tesa situazione nel Caucaso meridionale e vogliono distruggere la Georgia e il suo popolo sono interessati allo sviluppo di uno scenario di “secondo fronte”.
In questo caso particolare, l’élite politica georgiana ne è ben consapevole e sta cercando di salvare lo Stato e il popolo nel suo complesso. Speriamo che non si lascino guidare da una piccola parte della popolazione e da alcuni politici folli.
RED
La diplomazia abcasa risponde al presidente della Georgia
Category: Abcasia
29 Novembre 2024
Salomé Zourabichvili
Il 1° febbraio, la presidente georgiana Ms. Salomé Zourabichvili ha rilasciato un’intervistaa Bloomberg, ripresa anche da Russia News, in cui ha suggerito che “la Russia dovrebbe abbandonare la sua occupazione di quasi 15 anni del territorio georgiano come parte di un accordo di pace dopo la fine della guerra del Cremlino in Ucraina“.
I politici georgiani credono ingenuamente che il destino dell’Abcasia possa essere negoziato con altri stati ma non con il popolo dell’Abcasia. Una pratica simile esiste già all’ONU, dove alle sessioni dell’Assemblea generale si ascolta solo l’opinione della parte georgiana. Sono passati decenni e non ci sono risultati concreti e non ci saranno fino a quando le Nazioni Unite non terranno conto della posizione abcasa sulle questioni relative all’Abcasia stessa.
Inoltre, le parole della signora Presidente contraddicono la posizione ufficiale delle autorità georgiane, che per preservare il proprio stato non interferiscono negli eventi intorno all’operazione militare speciale della Russia in Ucraina.
Vito Grittani e Kan Taniya – Abcasia
Salomé Zourabichvilitrasmette la posizione dei paesi occidentali, che stanno cercando in tutti i modi di collegare la guerra georgiano-abcasa del 1992-1993 con l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina.
Va ricordato che il 14 agosto 1992 la Georgia ha scatenato una guerra contro l’Abcasia e il 30 settembre 1993 le truppe abcase hanno liberato il territorio dall’aggressore. Ad oggi, non ci sono segni di occupazione in Abcasia. Se il paese è stato mai occupato, erano proprio i georgiani gli occupanti dal 1992 al 1993. Il popolo dell’Abcasia lo ricorda molto bene.
“La Russia deve capire dove sono i suoi confini“, continua il presidente. Un cattivo consigliere è colui che non segue i propri consigli. È giunto il tempo che la Georgia stessa comprenda e accetti che dal 1992-1993 confina con l’Abcasia e l’Ossezia del Sud.
La Georgia ha più volte dichiarato l’intenzione di negoziare pacificamente con l’Abcasia, ma l’intervista del Presidente della Georgia è un’altra provocazione che destabilizza la già tesa situazione nella regione del Caucaso meridionale, anche sullo sfondo della cancellazione unilaterale da parte dell’Occidente del prossimo round delle discussioni internazionali di Ginevra.
RED
Текст на русском языке:
Микрофонная дипломатия С.Зурабишвили
1 февраля Президент Грузии г-жа Зурабишвили дала интервью Bloomberg, в котором высказала мысль о том, что «Россия должна отказаться от почти 15-летней оккупации территории Грузии в рамках мирного соглашения по окончании войны Кремля на Украине».
Грузинские политики наивно полагают, что о судьбе Абхазии можно договориться не с народом Абхазии. Подобная практика уже существует в ООН, где на сессиях Генеральной ассамблеи заслушивается мнение только грузинской стороны. Прошли десятилетия и никакого фактического результата нет и не будет до тех пор, пока Организация Объединенных наций не учтет позицию абхазской стороны по вопросам, касающимся Абхазии.
Более того, слова г-жи Президента противоречат официальной позиции грузинских властей, не вмешивающихся в события вокруг СВО в целях сохранения своего государства.
С.Зурабишвили транслирует позицию западных стран, которые всеми способами пытаются связать между собой грузино-абхазскую войну 1992-1993 гг. и СВО России на Украине.
Надо напомнить, что 14 августа 1992 года Грузия развязала войну против Абхазии, а 30 сентября 1993 года абхазские войска одержали Победу. На сегодняшний день в Абхазии нет никаких признаков оккупации. Если страна и была когда-то оккупирована, так только грузинскими войсками с 1992 по 1993 годы. Мы это хорошо помним, и Вы не забывайте, пожалуйста.
«Россия должна понять, где ее границы» – продолжает Президент. Плох тот советник, который не следует своим же советам. Грузии пора бы уже самой понять и принять, что с 1992-1993 годов она граничит с Абхазией и Южной Осетией.
Грузия неоднократно заявляла о намерении мирным путем договориться с Абхазией, но интервью Президента Грузии – это очередная провокация, дестабилизирующая и без того напряженную обстановку в регионе Южного Кавказа, еще и на фоне односторонней отмены коллективным западом очередного раунда Международных Женевских дискуссий.
Il francobollo della discordia
Category: Abcasia
29 Novembre 2024
Vito Grittani e Kan Taniya
I media georgiani hanno annunciato la presentazione il 27 dicembre di un francobollo emesso in onore del 30° anniversario dell’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Italia e Georgia.
Questa celebrazione ha però immediatamente scatenato la reazione della rappresentanza diplomatica della Repubblica di Abcasia, Kan Taniya e Vito Grittani , ambasciatori a disposizione presso il MAE.
” Il dipinto raffigura un tempio a Bivchinti, ora Pitsunda – territorio attualmente fuori dal controllo delle autorità georgiane con lo status di occupato“, scrivono Taniya e Grittani sui media georgiani.
“Lasciando da parte il banale cliché sullo status, che non ha nulla a che fare con la realtà, vorrei attirare l’attenzione su come la Georgia utilizzi disonestamente la storia dei legami un tempo intensi tra l’Italia e L’Abcasia per servire i suoi obiettivi politici di fuorviare la comunità internazionale.È chiaro che il francobollo non è altro che un tentativo di pio desiderio. Questo è uno stile speciale dei moderni politici georgiani che hanno perso il contatto con la realtà e si appropriano del patrimonio storico e culturale di altri popoli“, ha detto Kan Taniya,
Tempio di Pitsunda – Repubblica di Abcasia
“Spero che tra coloro che saranno presenti alla presentazione di questo illusorio francobollo il 27 dicembre a Tiflis, ci siano storici adeguati che diranno che il tempio di Pitsunda è stato costituito e si trova nella Repubblica di Abcasia, che ha difeso la sua sovranità nella sanguinosa guerra scatenata dalla Georgia nel 1992“, ha aggiunto Vito Grittani.
RED
Vertice per la sicurezza e la stabilità nel Caucaso: rischio per la ripresa di diversi conflitti
Category: Caucaso
29 Novembre 2024
A Sokhum, in Abcasia, il 9 novembre scorso, i copresidenti del GID (Geneva International Discussions) hanno incontrato il “vice ministro degli esteri” abcaso Irakli Tuzhba. Secondo il ministero degli Esteri abcaso, l’argomento principale dell’incontro è stata l’agenda del 57° round dei colloqui del GID. In tale contesto, Tuzhba ha osservato che in questa fase, la loro priorità nell’agenda del GID rimane l’accordo sul non uso della forza. Tuzhba ha anche sollevato la questione della libertà di movimento per coloro che detengono la cittadinanza abcasa e ha sottolineato che “la questione del riconoscimento dei passaporti nazionali abcasi come documenti di viaggio sta diventando sempre più rilevante“.
Abbiamo chiesto all’Ambasciatore generale delMinistero degli Affari Esteri della Repubblica di Abcasia, Kan Taniya, già vice ministro degli Esteri, un suo parere su questo vertice. Qui di seguito le sue considerazioni:
Kan Taniya – Ambasciatore generale delMinistero degli Affari Esteri della Repubblica di Abcasia
Nel momento della crisi mondiale in cui viviamo oggi il rischio di scongelamento dei diversi conflitti è molto alto. Il conflitto georgiano-abcaso è uno di questi. Proprio nei momenti difficili si capisce a cosa servono i diplomatici, il dialogo in generale. Ecco perché le Discussioni Internazionali di Ginevra sulla sicurezza e stabilità nel Caucaso del Sud con la partecipazione di Abcasia, Ossezia del Sud, Russia, Georgia, Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e l’OSCE sono così importanti proprio in questo periodo. Noi diciamo che mentre i diplomatici parlano, I fucili sono silenziosi. Oppure affinché si dialoga sul nostro conflitto a Ginevra la guerra non si ripeterà. Sappiamo che nel 2008 la “Guerra dei Cinque Giorni” scoppiò per colpa della Georgia, che iniziò a bombardare di notte i civili di Tskhinval. Successivamente l’accordo Medvedev-Sarkozy portò tutte le parti coinvolte nella guerra del 08.08.08 al tavolo delle discussioni internazionali di Ginevra. L’obiettivo principale era e rimane anche oggi è la firma di un accordo di “non uso della forza” tra Abcasia e Georgia e tra Ossezia del Sud e Georgia.
Il Governo georgiano di Saakashviliha trasformato ilconflitto tra Abcasia e Georgia in un conflitto tra Georgia e Russia. E per questo, come dice laGeorgia, non firma il documento. Ma sappiamo bene che la realtà politica nel Caucaso del Sudè ormai diversa da quella che immagina il governo georgiano, e prima li capirà sarà meglio per tutta la regione del Caucaso. Ho partecipato nelle Discussioni per circa 6 anni dal 2012 fino alla fine del 2017 e per due volte ero capo della delegazione abcasa.
Per l’Abcasia il tavolo di Ginevra è importante, essendo l’unica piattaforma internazionale ufficiale dove noi abbiamo la possibilità di parlare direttamente agli attori geopolitici mondiali come ONU, UE, OSCE e di far conoscere loro il punto di vista abcaso. Il lavoro tradizionalmente si svolge in due gruppi: il primo si occupa delle questioni politiche, per esempio uno dei punti principale di cui si parla è appunto il documento di non uso della forza, mentre il secondo di quelle umanitarie.
Si possono constatare risultati concreti come, per esempio, il progetto “Missing Persons” con il contributo della Croce Rossa; un altro aiuta a combattere il “Box Tree Moth” – un parassita che si nutre delle foglie di bosso e così via. Oltre a questo, nei margini del GID è stato creato un meccanismo di prevenzione e reazione agli incidenti (IPRM) che tiene sotto controllo la stabilità e la sicurezza nelle zone intorno alla frontiera abcaso-georgiana.
Per un certo periodo le discussioni sono state messe in pausa e quando la Russia ha iniziato l’operazione speciale in Ucraina, considerando l’alta probabilità di un nuovo inizio della guerra tra Georgia e Abcasia, e l’assenza del dialogo, grazie ai diplomatici il formato GID è stato ripristinato. Purtroppo, nonostante la crisi la Georgia non firma comunque il patto di pace. Secondo me, e secondo tanti altri diplomatici abcasi, adesso è il momento più giusto per la Georgia di mostrare al popolo abcaso la voglia di risolvere il conflitto in un modo pacifico a lungo termine e non solo nelle circostanze quando conviene.
A parer mio, si deve partire almeno da una dichiarazione di “non uso di forza” da parte della Georgia, che diverse volte ha rifiutato di fare pure questo, mentre tutte le altre parti li hanno fatto durante uno dei round delle discussioni. E’ difficile parlare di prospettive pacifiche quando non c’è fiducia soprattutto tra i popoli e poi tra governi.
RED
I co-presidenti di Geneva International Discussions (GID) a Sukhum in Abcasia
Category: Caucaso
29 Novembre 2024
I co-presidenti dei prossimi Colloqui internazionali di Ginevra (GID – Geneva International Discussions) sulla sicurezza e la stabilità nel Caucaso meridionale dovrebbero arrivare oggi a Sukhum per discutere l’agenda del prossimo 57esimo round di colloqui, ha affermato il ministero degli Esteri dell’Abcasia in una nota riportata dall’agenzia di stampa russa TASS.
“Una delegazione dei copresidenti dei Colloqui internazionali di Ginevra (GID) sulla sicurezza e la stabilità nel Caucaso meridionale – Toivo Klaar (UE), Cihan Sultanoglu (ONU) e Viorel Mosanu (OSCE) – arriva oggi in Abcasia. Il L’incontro con il vice ministro degli Esteri dell’Abkhazia, Iraklii Tuzhba è previsto per toccare l’ordine del giorno del prossimo round di discussioni internazionali, la cui data non è stata ancora determinata“, si legge nella nota del ministero degli Esteri abcaso.
Il precedente, 56° round di colloqui del GIDsi è svolto dal 4 al 5 ottobre scorso dopo una lunga pausa causata dall’operazione militare speciale russa. Durante i negoziati, la Georgia ha rifiutato di discutere il tema dell’accordo sulle assicurazioni internazionali sul non uso della forza. L’Abcasia ha espresso preoccupazione per il continuo potenziamento militare e tecnico della Georgia con il sostegno diretto degli Stati Uniti e di altri membri della NATO, per le esercitazioni militari congiunte a guida NATO sul territorio georgiano, e ha ribadito il suo interesse a riprendere la procedura di prevenzione e risposta agli incidenti (IPRM) nella la città di Gal.
Le discussioni internazionali sulla sicurezza e la stabilità nel Caucaso meridionale, che coinvolgono Abcasia, Russia, Georgia, Ossezia del Sud, e Stati Uniti e mediate da rappresentanti speciali dell’ONU, dell’UE e dell’OSCE, si svolgono a Ginevra dal 2008. I lavori sono tradizionalmente svolti da due gruppi di lavoro – su questioni di sicurezza e umanitarie. I Colloqui internazionali di Ginevra restano l’unica piattaforma di dialogo tra Sukhum, Tskhinval e Tbilisi.
Sul summit di Sukhum, è intervenuto anche l’attuale ambasciatore a disposizione del ministero degli affari esteri abcaso, Vito Grittani, che ha evidenziato come “questa discussione sulla sicurezza nell’area caucasica con la Georgia, dura ormai da anni e purtroppo sino ad oggi non vi è stato alcun progresso, anzi – ha proseguito Grittani – il rischio che si apra un’altro conflitto in questo momento così delicato è altissimo“. L’ambasciatore abcaso ha poi concluso lanciando una proposta: “Bisognerebbe apportare un elemento aggiuntivo a questo contenzioso che riguarda Abcasia, Ossezia del Sud e Georgia, chiedendo all’Italia di riprendere lo storico ruolo di ‘stato mediatore politico’, affiancando all’azione legittima delle Nazione Unite, anche in maniera indipendente e parallela, quella del ministero degli Esteri“.