Geopolitica

Pubblicato il Giugno 19th, 2018 | Da Redazione Russia News

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La Russia con l’Europa tra il neoprotezionismo USA e l’allargamento dell’area commerciale della Cina

Si è svolto stamane, presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, un importante convegno organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, sulle strategie geopolitiche e commerciali internazionali. Tanti i partecipanti e gli interventi di grande rilievo, tra cui quello di Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo ed attuale assessore alla sicurezza della Regione Campania, dell’ambasciatore italiano Giovanni Battista Verderame, della prof.ssa Ida Caracciolo, docente di diritto internazionale, membro della Corte di Conciliazione dell’OSCE e della Corte permanente di arbitrato dell’Aja, di Alessandro Panaro della SRM e di Pietro SpiritoPresidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale.

Proprio al presidente Pietro Spirito, abbiamo a margine del convegno, rivolto alcune domande di approfondimento sull’argomento.

  • Presidente Spirito, qual’è lo scenario geopolitico strategico e commerciale internazionale e quali sono i paesi che avranno nel prossimo futuro un ruolo importante anche nell’area mediterranea?

“La Cina sta svolgendo un ruolo di controllo importante anche nel Mediterraneo, dopo l’acquisizione del porto del Pireo in Grecia, ma anche essendo molto presente nel ruolo di costruzione delle infrastrutture nel Nord Africa e avendo una visione di sviluppo lungo tutto il corridoio logistico che va dalla Cina fino all’Occidente,  fino all’Europa e poi agli Stati Uniti nel versante opposto. 

Il vettore logistico – prosegue Spirito – come strumento per allargare l’area del commercio. Si sta quindi verificando una tendenza opposta: da un lato l’America  che sta vivendo una stagione di neoprotezionismo e dall’altro la Cina che invece vuole allargare l’area del commercio. Questa è una grande battaglia culturale, nella quale in questo momento i due grandi paese (USA e Cina) si stanno scambiando misure protezionistiche da una parte e dall’altra. Noi come Europa siamo un po’ in mezzo a questi due grandi colossi e speriamo che comunque tutto ciò non danneggi l’economia del mondo nel suo insieme o con un eccesso di protezionismo americano o di allargamento dell’area commerciale da parte cinese.

  • Poi, c’è il ruolo della Russia…

-“Assolutamente, io però considero la Russia più vicina naturalmente all’area Europea…”

  • Tornando al Mediterraneo e a “casa nostra”, quale può essere la soluzione a questo scenario?

“Ora abbiamo uno strumento in più che prima non c’era, cioè la possibilità che nel Mezzogiorno d’Italia nascano le ZES (Zone Economiche Speciali) attorno ai porti, anche se ci siamo semplicemente adeguati alle altre realtà internazionali, come se fossimo finalmente entrati in un “campionato”, quello dell’attrazione degli investimenti con la grande portualità dell’Europa e del mondo, quindi possiamo cominciare a giocare la nostra partita, ma dobbiamo lavorare per attrarre investimenti produttivi per rafforzare l’industria meridionale nel Mezzogiorno d’Italia che ha subito gravi danni dalla crisi economica. Oggi infatti il Sud Italia ha il 30% in meno di capacità produttiva rispetto alla crisi del 2007, dobbiamo pertanto recuperare quello che è stato lasciato sul campo”.

RED



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