Volley

Pubblicato il settembre 4th, 2017 | Da Redazione

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VOLLEY MASCHILE: LA RUSSIA SI LAUREA CAMPIONE D’EUROPA

Cracovia (Polonia) – Si chiudono con il trionfo della Russia, i campionati europei di volley maschile che quest’anno si sono disputati in Polonia. Viene dunque bissato il successo del 2013, anche se la nazionale russa ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie per avere la meglio della coriacea, quanto sorprendente Germania allenata da Andrea “Giangio” Giani che ottiene un’altra medaglia dopo quella ottenuta con la Slovenia nel 2015.

Un successo tutto sommato meritato, se si pensa che la Russia sino a stasera non aveva perso neppure un set, avendo vinto tutti gli incontri sin qui disputati sempre con un perentorio 3-0! Ed invece, al cospetto degli indomiti tedeschi trascinati da un Grozer in versione extra-lusso (ben 27 punti ed MVP della finalissima per distacco), la compagine allenata da Shlyapnikov ha fornito una prestazione altalenante. A momenti di grande pallavolo, i russi hanno alternato veri e propri black-out in cui hanno subito l’aggressività di avversari per nulla disposti a recitare il ruolo di comodi sparring partner.

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La partenza russa era davvero bruciante e lasciava presagire una vittoria in scioltezza, così come qualcuno aveva profetizzato in sede di pronostico: Mikhaylov faceva breccia nella ricezione tedesca che forse tradiva l’emozione di essere presenti in maniera inaspettata all’atto finale della manifestazione continentale per nazioni. L’8-2 con cui si arrivava al time-out tecnico, era un’autentica manna dal cielo per Giani che aveva modo di rimettere le cose a posto negli altri fondamentali. La Germania trovava in Grozer ed in Kaliberda i terminali offensivi ideali per recuperare il pesante svantaggio iniziale, riuscendo addirittura ad impattare (15-15). La Russia però aveva il merito di non disunirsi e, dopo questa fase di sbandamento, ed era il solito Mikhaylov a ristabilire le distanze sino a conquistare il parziale con una certa disinvoltura (25-19), mettendo a terra il primo set-point.

I tedeschi reagivano nel secondo set e con Grozer costruivano in pochi scambi un vantaggio consistente: la grande reattività a muro e la lotta su ogni pallone, del resto, sono il marchio di fabbrica con cui Andrea Giani ha costruito le proprie fortune nella propria carriera agonistica. Ed era proprio con queste armi che la Germania scavava un solco anche di otto punti (15-23). I russi provavano la rimonta impossibile, piazzando un break di cinque punti consecutivi (20-23), ma ormai era troppo tardi. Era Grozer a chiudere, non senza però qualche scintilla sul parquet perché gli arbitri non vedevano toccare il taraflex la palla del 21-24 a Mikhaylov, prima di essere rigiocata con successo dai tedeschi. Un errore clamoroso, suffragato impietosamente dai replay televisivi che evidenziavano come il pallonetto dell’opposto russo era riuscito ad eludere la ricezione avversaria.

Nel terzo set, grande equilibrio sin dai primissimi scambi: la partita viveva sullo scontro a distanza fra i mattatori della serata Mikhaylov e Grozer che regalavano spettacolo in campo con colpi da autentici fuoriclasse. E quando non erano loro ad infiammare i tifosi presenti sugli spalti ci pensavano Kalyberda, Volkov, Fromm, Krick, Volcich a turno a rendere la frazione emozionante e combattuta. La spuntavano in volata i russi che con Mikhaylov trovavano il tocco a muro che valeva il 25-22.

La Germania però non era assolutamente disposta ad abdicare e nel quarto set, approfittando di una nazionale russa oltremodo fallosa, si rimetteva in carreggiata. Non c’era storia, perché Grozer & C. facevano breccia da tutte le posizioni ed il 17-25 con cui si chiudeva il parziale non sorprendeva nessuno.

Si arrivava così alla lotteria del tie-break, con un’altalena nel punteggio e negli stati d’animo in entrambi i sestetti che era la sintesi migliore della partita. Partiva bene la Russia (2-0), ma i tedeschi con la battuta di Krick piazzavano un terrificante break di 5 punti consecutivi che costringeva Shlyapnikov a parlarci su. Il time-out sortiva gli effetti sperati, anche se erano due errori di Grozer a rimettere in partita i russi. La sfida proseguiva punto a punto, sino a quando Mikhaylov e Volkov non spezzavano l’equilibrio (12-9). Sembrava fatta, ma Grozer e Kalyberda non gettavano la spugna permettendo ai tedeschi di rientrare in gara (13-12). Mikhaylov piazzava il lungo linea che valeva il 14-12, ma Volvich al primo match-point mandava il pallone sulla rete. Per annullare l’ultima palla match, Giani decideva di affidarsi a Zimmermann che però effettuava un servizio che era facile preda di Mikhaylov che sparava un autentico missile che non dava alcuno scampo ai tedeschi. Era l’apoteosi per la nazionale russa che poteva così tornare sul trono d’Europa a quattro anni di distanza, dall’oro ottenuto a Copenaghen ai danni della nazionale azzurra, allora allenata da Berruto.

RED SPORT RN

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