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Pubblicato il febbraio 28th, 2016 | Da admin

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LA RUSSIA EMETTERA’ 3 MILIARDI DI DOLLARI DI BOND E IL GOVERNO AMERICANO DICE: “NON COMPRATELI”

New York – Il governo Usa avverte le banche americane: non partecipate all’asta di titoli di stato russi. E’ potenzialmente redditizia ma anche politicamente rischiosa. L’idea di Washington è che metterebbe a repentaglio Wall Streetle sanzioni internazionali imposte dall’Occidente contro Mosca per il suo ruolo nell’Est dell’Ucraina dove parte dei territori sono controllati da separatisti pro-Russia. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti anonime.
La Russia intende emettere almeno tre miliardi di dollari di bond, la prima emissione in valuta estera da quando gli Usa e i suoi alleati hanno imposto sanzioni nel 2014 dopo l’annessione da parte del Cremlino della penisola di Crimea teoricamente sotto il controllo di Kiev. Per legge, alle banche statunitensi non è esplicitamente vietato di comprare i bond russi ma secondo il dipartimento di Stato aiutare a finanziare la Russia andrebbe contro la politica estera americana e l’efficacia delle sanzioni stesse. Dal canto suo la nazione presieduta da Vladimir Putin ha invitato a partecipare all’asta banche europee e cinesi così come quelle americane tra cui Bank of America Corp, Citigroup, Goldman Sachs, J.P. Morgan Chase & Co. e Morgan Stanley.
Borsa americanaE’ essenziale che le aziende private in Usa, Ue e nel resto del mondo capiscano che la Russia resterà un mercato ad alto rischio fino a quando le sue azioni volte a destabilizzare l’Ucraina continueranno“, ha commentato il dipartimento di Stato in una nota al Wall Street Journal. Il dipartimento guidato da John Kerry ha avvertito anche sui rischi “reputazionali” di tornare “a fare business come al solito in Russia“.  Le banche americane avevano fatto breccia nel mercato russo, aprendo uffici in loco e proponendosi per diverse operazioni. Dal 2002 in media circa un quarto delle entrate annuali da investment banking delle banche statunitensi proveniva dall’attività russa. Nel 2007, gli istituti statunitensi hanno guadagnato quasi 630 milioni di dollari dagli oltre 2 miliardi di dollari dell’attività di investment banking in Russia. Ma l’anno scorso, dopo l’entrata in vigore delle sanzioni, la stessa voce è scesa a 26 milioni di dollari.  JP Morgan è stata tra le banche più attive nell’ex-Unione Sovietica, anche se la sua attività nel Paese è sempre investire-in-russiastata una piccola percentuale del quadro complessivo. Secondo Dealogic, nel 2015 JP Morgan ha guadagnato più di qualsiasi altra banca statunitense nel settore dell’investment banking, anche se si tratta solo di 9 milioni di dollari. Secondo i dati di Dealogic, l’ultima emissione di bond esteri della Russia è stata nel 2013, un anno record visti gli 11,4 miliardi di dollari del totale. Lo scorso anno, i bond russi hanno raggiunto un rendimento totale del 21,1%, volando tra i top performer nel paniere dei 65 Paesi emergenti seguiti da JP Morgan.

L’indicazione dell’amministrazione Obama giunge in un momento particolarmente delicato per i rapporti Usa-Russia a causa della prolungata guerra civile in Siria. La Casa Bianca e il Cremlino hanno strettamente collaborato nel modellare un cessate il fuoco in questo teatro che dovrebbe entrare in vigore sabato. Tuttavia, dagli Usa soffia una ventata di scetticismo circa l’eventualità che la Russia sia seriamente intenzionata a far rispettare la cessazione delle ostilità. Nelle ultime settimane Mosca ha intensificato le operazioni John Kerrymilitari in Siria nel tentativo di sostenere il presidente Bashar al-Assad, l’alleato più stretto in Medio Oriente.
Sebbene gli Stati Uniti abbiano adottato le sanzioni contro le principali aziende e soggetti russi, non hanno fatto il passo più radicale di imporre provvedimenti più estensivi su settori strategici dell’economia russa, come l’energia e le banche. C’è chi insiste affinché Washington imponga nuove sanzioni alla Russia in caso di mancato rispetto del cessate il fuoco. In ogni caso, le disposizioni selettive attive al momento hanno messo in fuga le banche di investimento, vista la pressione dietro le quinte del governo americano contro le attività di business con la Russia.
Qualsiasi debito contratto tra il governo russo e le società di servizi finanziari con sede negli Stati Uniti tecnicamente non rappresenterebbe una violazione delle sanzioni Usa. Vladimir Putin RussiaTuttavia, i top manager di alcune banche temono che, partecipando all’operazione, darebbero modo alla Russia di iniettare in un secondo momento fondi nelle compagnie attualmente sotto sanzione. Di conseguenza, le banche potrebbero correre il rischio di violare inavvertitamente le sanzioni nello spirito. La questione dei bond russi esploderà nel momento in cui un minor numero di Paesi emergenti attingerà ai mercati internazionali, dato che il superdollaro e la brusca ondata di vendite che ha colpito le obbligazioni di questi Paesi ha fatto salire gli oneri finanziari. Secondo JP Morgan, i Paesi in via di sviluppo dovrebbero raccogliere 64,9 miliardi di dollari nel 2016, un fabbisogno di finanziamento minore rispetto agli 82 miliardi di dollari relativi agli ultimi dodici mesi.

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RED

(fonte: The Wall Street Journal )

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