Putin a Vladivostok per l’Eastern Economic Forum

L’undicesimo Forum Economico Orientale (EEF) ha preso il via a Vladivostok, città dellEstremo Oriente russo. Le discussioni di quest’anno si concentreranno sulle modalità per rendere tangibile lo sviluppo economico dell’Estremo Oriente per i suoi abitanti, a partire dalla costruzione di alloggi e dallo sviluppo urbano fino alla creazione di nuovi posti di lavoro, tecnologie avanzate e infrastrutture accessibili.

Il tema principale dell’EEF 2026 èL’Estremo Oriente: sviluppo a beneficio delle persone“.

Il forum rimane un evento chiave per lo sviluppo di soluzioni innovative e la firma di importanti accordi di investimento che migliorano la vita di migliaia di residenti locali. È in gran parte grazie all’EEF che quasi 3.000 progetti di investimento per un valore complessivo di 14 trilioni di rubli (162 miliardi di dollari) sono in fase di realizzazione nella regione. Di questi, 6,5 trilioni di rubli sono già stati investiti, sono state avviate più di 1.100 imprese e sono stati creati oltre 180.000 posti di lavoro“, ha dichiarato Yury Trutnev, inviato plenipotenziario del Presidente russo per il Distretto Federale dell’Estremo Oriente.

Nell’ambito del programma aziendale dell‘EEF si terranno oltre 70 sessioni suddivise in cinque percorsi tematici. I partecipanti discuteranno dell’attuazione dei piani regolatori per 25 città, della costruzione di alloggi in affitto, delle problematiche demografiche e della formazione del personale, nonché di nuove modalità per attrarre capitali privati, tra cui le obbligazioni “popolare”, gli asset finanziari digitali e lo sviluppo del Centro finanziario orientale.

Il futuro dell’Estremo Oriente sarà discusso al forum non solo da una prospettiva economica. Una sessione tematica si concentrerà su data center, robotica, veicoli senza pilota e digitalizzazione della pubblica amministrazione. Un’altra sessione affronterà il tema delle consegne di merci nei territori settentrionali della Russia, delle infrastrutture di trasporto, dei collegamenti aerei e dell’indipendenza energetica della regione.

Agenda del Presidente

Come sempre, il presidente russo Vladimir Putin parteciperà al Forum economico orientale. Il capo di Stato russo terrà un incontro sullo sviluppo del Distretto federale dell’Estremo Oriente. Inoltre, Putin assisterà a una presentazione interattiva sullo stato di avanzamento della regione, a seguito della quale verranno lanciate nuove imprese tramite videoconferenza. È previsto anche un incontro tra Putin e il governatore della regione di Primosky, Oleg Kozhemyako.

L’evento centrale del forum, la sessione plenaria, si terrà il 3 settembre. Oltre a Putin, interverranno anche il presidente indonesiano Prabowo Subianto, il primo ministro mongolo Nyam-Osoryn Uchral, ​​il vicepresidente del Myanmar Nyo Saw e il vice primo ministro cinese Ding Xuexiang.

Il presidente russo ha inoltre in programma una serie di incontri bilaterali con i capi delle delegazioni straniere.

“Far East Street”

The Far East Street sarà una delle principali piattaforme dell’EEF, con 11 regioni del Distretto Federale dell’Estremo Oriente russo e ministeri federali che presenteranno progetti di investimento, tecnologie avanzate e soluzioni volte a migliorare la qualità della vita. Poiché il 2026 è l’Anno dell’Unità dei Popoli della Russia, particolare attenzione sarà dedicata alle culture e alle tradizioni dei popoli dell’Estremo Oriente. I partecipanti al Forum avranno l’opportunità di conoscere l’artigianato, la cucina e gli sport di queste regioni, nonché di assistere a spettacoli di gruppi artistici. La mostra sarà aperta dal 1° al 4 settembre per i partecipanti all’EEF e dal 5 al 7 settembre per il pubblico generale.

Durante il forum, Vladivostok ospiterà importanti eventi culturali e sportivi. Gli ospiti potranno visitare mostre dedicate alla storia dell’Estremo Oriente, all’arte russa e alla cultura dei popoli indigeni, nonché assistere a concerti e partecipare a visite guidate del centro storico. Il programma culturale culminerà con uno spettacolo di gala intitolato “Melodie del Pacificoil 5 settembre.

Il programma sportivo comprende la decima edizione della corsa di cinque chilometri sull’isola di Russky, tornei internazionali di canottaggio costiero e lotta libera, nonché tornei di scacchi e tennis. Uno degli eventi più insoliti sarà una ultramaratona di nuoto di 68 chilometri lungo il fiume Amur, con la partecipazione di atleti provenienti da Russia e Cina. La baia dell’Amur ospiterà la Parata delle Vele dell’EEF, che riunirà oltre 1.000 velisti e appassionati di vela.

EEF 2026

Il Forum Economico Orientale si svolge a Vladivostok e la Fondazione Roscongress è l’organizzatrice del Forum.

RED




Due appuntamenti importanti per Vladimir Putin

Il presidente russo si recherà a Bishkek il 31 agosto e il 1° settembre per partecipare a un vertice dellOrganizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) e poi il 3 settembre a Vladivostok dove terrà un importante discorso alla sessione plenaria del Forum Economico Orientale (Eastern Economic Forum).

Incontro con Lukashenko

I presidenti di Russia e Bielorussia, Vladimir Putin e Alexander Lukashenko, terranno un incontro informale dopo i loro colloqui di sabato.

Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai

Putin visiterà il Kirghizistan il 31 agosto e il 1° settembre per partecipare al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Bishkek. Si prevede che dal vertice scaturiranno 20-25 documenti, tra cui la Dichiarazione di Bishkek.

Il 31 agosto Putin parteciperà alla cerimonia di apertura dei Giochi Mondiali dei Nomadi. La settima edizione dei Giochi Mondiali dei Nomadi, che si terrà a Kazan nel 2027, sarà annunciata al vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Sono previsti nove incontri bilaterali per il presidente a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO). Il 31 agosto, Putin incontrerà il presidente cinese Xi Jinping e avrà colloqui con il primo ministro indiano Narendra Modi. Sempre il 31 agosto, Putin incontrerà il suo omologo kazako, Kassym-Jomart Tokayev.

Il 1° settembre Putin incontrerà il presidente iraniano Masoud Pezershian: “Potete comprendere da soli quanto sia importante questo incontro, vista la turbolenta situazione in Medio Oriente e quella relativa all’Iran”. Sempre il 1° settembre, Putin avrà un colloquio con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan per discutere della situazione in Ucraina e nel Mar Nero.

L’orientamento europeo dell’Armenia sarà tra i temi discussi nel prossimo incontro tra il presidente Putin e il primo ministro armeno Nikol Pashinyan. Oltre a ciò, Putin incontrerà i leader di Kirghizistan, Tagikistan e Mongolia a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) a Bishkek. Dopo il vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO), il leader russo parlerà con i giornalisti.

Eastern Economic Forum (EEF)

Putin parteciperà poi all’Eastern Economic Forum (EEF) di Vladivostok dall’1 al 3 settembre. Il 3 settembre, Putin “pronuncerà un importante discorso, come di consueto, incentrato su una vasta gamma di questioni di grande rilevanza. Il suo intervento in plenaria sarà l’evento centrale“.

Anche il presidente indonesiano Prabowo Subianto, il primo ministro mongolo Nyam-Osoryn Uchral, ​​il vicepresidente del Myanmar Nyo Saw e il vice primo ministro cinese Ding Xuexiang terranno dei discorsi alla sessione plenaria del Forum economico orientale (EEF) il 3 settembre. Il 2 settembre, Putin incontrerà a Vladivostok il vice primo ministro cinese Ding Xuexiang e il primo ministro mongolo Nyam-Osoryn Uchral. Il 3 settembre, Putin terrà un colloquio a Vladivostok con il presidente indonesiano Prabowo Subianto, sotto forma di colazione di lavoro.

L‘Eastern Economic Forum si terrà dall’1 al 4 settembre a Vladivostok, presso il campus dell’Università Federale dell’Estremo Oriente. Il tema principale dell’EEF di quest’anno è “L’Estremo Oriente: sviluppo a beneficio delle persone“. L’evento è organizzato dalla Fondazione Roscongress con il supporto del governo russo. 

Insediamento ucraino

Il Cremlino intanto riferisce che non ha “alcuna informazione diretta” da Kiev sulla possibilità di riprendere i colloqui trilaterali con la partecipazione degli Stati Uniti a settembre.

RED




Putin al forum di Vladivostock: “il protezionismo danneggia coloro che lo applicano e il commercio globale”

La Russia è aperta, non si isola da nessuno e non si rinchiuderà in un “guscio nazionale“, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin alla sessione plenaria dell’Eastern Economic Forum (EEF).

Il mondo moderno è profondamente interconnesso grazie al progresso tecnologico, e isolarsi in un cosiddetto ‘guscio nazionale’ è dannoso e controproducente, poiché mina la competitività. La Russia rimane aperta alla cooperazione con tutti i Paesi, soprattutto con quelli disposti a collaborare con noi, i nostri amici. Non ci stiamo isolando da nessuno“, ha affermato il leader russo.

Rivolgendosi al pubblico, Putin ha espresso la fiducia che “la stragrande maggioranza, se non tutti i presenti in questa sala, concorderebbe sul fatto che tale apertura gioverebbe a chiunque abbracci questa posizione o segua questa politica“.

Alla domanda se ritenga il protezionismo in qualche modo vantaggioso, il capo di Stato russo ha risposto: “Danneggia coloro che lo applicano e danneggia il commercio globale. E porta al separatismo in termini di regioni e paesi, quindi non porta nulla di buono a coloro che cercano di seguire questa politica“.

Dal 3 al 6 settembre si sta svolgendo a Vladivostok il 10° Forum economico orientale sul tema “Estremo Oriente: cooperazione per la pace e la prosperità“. L’organizzatore dell’EEF è la Fondazione Roscongress.

Vladivostok (RU)

Davide Della Penna




Xi Jinping pronto a partecipare al vertice BRICS di ottobre

Russia e Cina continuano a tenere contatti molto stretti e stanno lavorando sulla partecipazione del leder cinese Xi Jinping al prossimo summit dell’alleanza BRICS, che si terrà a Kazan dal 22 al 24 ottobre.

Questo secondo la dichiarazione dell’Ambasciatore cinese in Russia, Zhang Hanhui, durante l’incontro con la stampa a margine del  Forum Economico Orientale (Eastern Economic Forum – EEF), iniziato ieri e attualmente in corso – fino al 6 settembre – nel campus dell’Università Federale dell’Estremo Oriente a Vladivostok.

Il Presidente della Repubblica Popolare di Cina è tra i 36 leader stranieri invitati al vertice BRICS dall’Assistente Presidenziale russo per gli Affari Internazionali, Yury Ushakov, e a tal proposito l’Ambasciatore Hanhui conferma ai media russi che Mosca e Pechinomantengono attualmente contatti molto stretti sulla questione“.

Oltre all’Ambasciatore, al Forum Economico Orientale di Vladivostok – organizzato dalla Fondazione Roscongress – è presente anche il Vice Presidente cinese, Han Zheng, che ha accolto l’invito congiunto da parte dei governi della Federazione Russa e della Mongolia; il tema principale dell’edizione di quest’anno è “Estremo Oriente 2030. Combinare i punti di forza per creare un nuovo potenziale“.

Le attività commerciali dell’EEF 2024 sono suddivise in sette blocchi tematici: “Nuovi contorni della cooperazione internazionale“, “Tecnologie per garantire l’indipendenza“, “Sistema finanziario di valori“, “L’Estremo Oriente russo“, “Persone, educazione e patriottismo“, “Trasporti e logistica: nuove rotte” e “Masterplan: dall’architettura all’economia“.

Al termine dell’evento, Han Zheng si recherà in Mongolia per una visita diplomatica, a dimostrazione che il blocco orientale è forte, compatto e unito da valori condivisi; di conseguenza porta avanti le proprie attività, fregandosene bellamente dei grotteschi tentativi di impartire ordini da parte dell’occidente, che non riesce proprio a digerire il mancato arresto del Presidente Putin da parte della Mongolia, durante la sua visita a Ulaanbaatar dei giorni scorsi, dove ha incontrato il suo omologo Ukhnaagiin Khurelsukh.

Ma le ridicolaggini dell’anglosfera non finiscono qui e, nel vano e patetico tentativo di darsi un contegno a livello internazionale, Kiev sta organizzando un proprio Forum Economico, che si terrà il 7 novembre prossimo. Nell’occasione gli invitati discuteranno in merito ai risultati delle elezioni americane del 5 novembre, oltre che del futuro economico, energetico, industriale e tecnologico del decadente regime ucraino, guidato da un ormai ex Presidente il cui potere appare sempre più appannato, oltre che non legittimo, dal momento che il suo mandato è scaduto lo scorso 31 marzo e, da bravo dittatore, non consente lo svolgimento di nuove elezioni.

Eva Bergamo




LE NUOVE DATE DELL’EASTERN ECONOMIC FORUM 2023

L’ottavo Forum economico orientale si terrà dal 12 al 15 settembre 2023 nel campus dell’Università federale dell’Estremo Oriente a Vladivostok. L’evento centrale dell’EEF 2023 – la sessione plenaria – è previsto per il 14 settembre 2023. Gli eventi sono organizzati dalla Roscongress Foundation.

“La decisione di modificare le date dell’Eastern Economic Forum è legata al calendario degli eventi internazionali. Ci aspettiamo la partecipazione di leader stranieri e ospiti di alto livello. L’EEF si è affermata come un’efficace piattaforma di comunicazione finalizzata allo sviluppo intensivo dell’economia dell’Estremo Oriente e all’espansione della cooperazione internazionale nell’Asia del Pacifico. Oggi l’influenza dell’Estremo Oriente russo sullo sviluppo del nostro Paese è cresciuta notevolmente. La direzione orientale sta diventando l’area principale per rafforzare l’economia del paese e aumentare il suo potenziale di esportazione. L’ottavo Forum economico orientale si terrà al livello più rappresentativo”, ha osservato Anton Kobyakov, consigliere del presidente della Federazione russa e segretario esecutivo del comitato organizzatore dell’EEF. 

Come da tradizione, verrà offerto un vasto programma culturale per ospiti e residenti dell’Estremo Oriente. Alla mostra “Far East Street“, le regioni del Distretto Federale dell’Estremo Oriente presenteranno i loro migliori progetti, artigianato unico e cucina distintiva, mentre il Vladivostok Seasons Festival si svolgerà in luoghi chiave di Vladivostok. L’edizione dell’Eastern Economic Forum 2022 ha riunito oltre 7.000 partecipanti provenienti da 68 paesi e territori, inclusa la Russia. Tra loro ci sono 1.700 rappresentanti di imprese di 700 aziende. A margine del Forum sono stati firmati 296 accordi per un valore totale di 3.272 trilioni di rubli.

RED




Aperto oggi a Vladivostok il 7°Eastern Economic Forum, il discorso del presidente russo Putin

Il Eastern Economic Forum si tiene dal 5 all’8 settembre 2022 a Vladivostok, nel campus della Far Eastern Federal University (FEFU). Il Forum è stato istituito con decreto del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin nel 2015 per sostenere lo sviluppo economico dell’Estremo Oriente russo e per espandere la cooperazione internazionale nella regione Asia-Pacifico. Lo slogan di quest’anno del Forum è “La via per un mondo multipolare“. L’EEF è organizzato dalla Fondazione Roscongress.

Vladivostok – Russia

Il Distretto Federale dell’Estremo Oriente occupa il 41% dell’area totale della Russia e unisce regioni dalla natura unica e alcune delle più grandi riserve di risorse. Il Programma di sviluppo dell’Estremo Oriente è una priorità su scala nazionale. Lo sviluppo del potenziale spaziale, delle risorse, della pianificazione urbana e del turismo dell’Estremo Oriente richiede decisioni manageriali basate su dati spaziali completi e accurati. È in corso la creazione di un’unica piattaforma digitale denominata National Spatial Data System (NSDS) per attuare le iniziative di sviluppo socioeconomico previste per il periodo fino al 2030. Un progetto pilota per la creazione della piattaforma digitale unica è in corso di attuazione con successo in 20 regioni della Russia , comprese le regioni dell’Estremo Oriente, vale a dire la Repubblica di Buriazia, il Territorio di Primorsky, il Territorio di Khabarovsk e le regioni dell’Amur e del Sakhalin. La creazione di questa risorsa aumenta l’efficienza dell’uso del suolo, consente un approccio più completo a questioni come la pianificazione territoriale, lo sviluppo territoriale e la progettazione e costruzione di immobili e contribuisce anche alla strategia russa di sostituzione delle importazioni. 

In che modo è possibile fornire agli utenti l’accesso a dati spaziali aperti e aggiornati, aumentando al contempo la capitalizzazione del paese? Di quali servizi digitali hanno bisogno persone e aziende per terreni e immobili? Come possiamo attrarre investitori in regioni lontane dal centro del Paese e in territori difficili da raggiungere? 

Conferenza sugli investimenti e il commercio nell’Artico

La zona artica russa non è solo la più grande base di risorse del paese, ma si estende anche su nove regioni ed è la più grande zona economica speciale del mondo. Oggi, sia i già collaudati e popolari regimi preferenziali dell’Estremo Oriente (zone economiche speciali avanzate e il Porto Franco di Vladivostok) sia la Zona Artica della Federazione Russa (AZRF), che sono stati appositamente sviluppati per accedere alla remota, poco popolata e aspra territorio dell’estremo nord, stanno operando con successo nell’Artico russo. Nonostante la turbolenza dell’economia globale e l’accresciuta pressione delle sanzioni quest’anno, numerosi progetti di investimento importanti e strategicamente importanti che mirano all’estrazione e alla lavorazione di varie risorse naturali (minerali, energetiche, idriche, biologiche, ecc.) continuano ad essere attuati oggi nella Zona artica della Russia . Quali sono le prospettive per la cooperazione tra la Russia ei paesi asiatici nell’Artico? Quali opportunità crea lo sviluppo della rotta del Mare del Nord man mano che vengono costruite nuove catene logistiche? Quali progetti nell’Artico russo potrebbero essere i più interessanti per investimenti a lungo termine?

Questi sono solo alcuni dei tanti temi e interrogativi che verranno trattati al EEF.

Il ministro delle finanze e del credito pubblico nicaraguense Ivan Acosta

A margine del 7° Eastern Economic Forum, ci sono da registrare anche le parole di apprezzamento del ministro delle finanze e del credito pubblico nicaraguense Ivan Acosta, sulle opportunità di sviluppo che l’associazione BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) offre e che intende approfondire le relazioni con i suoi Stati membri: “Riteniamo che i BRICS siano una scelta praticabile per un’alleanza globale che offre numerose opportunità di crescita nei paesi in via di sviluppo, in particolare quelli con una prospettiva diversa sulla situazione globale. Continueremo a cercare di rafforzare i legami con le nazioni BRICS“, ha affermato il ministro nicaraguense Acosta.

Qui di seguito riportiamo il discorso di benvenuto del presidente russo, Vladimir Putin:

Il Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin

Cari amici,

Vi porgo i miei saluti mentre prende il via il 7° Eastern Economic Forum.

Il Forum gode di un elevato prestigio internazionale e contribuisce in modo significativo alla costruzione di legami commerciali tra la Russia ei paesi della regione Asia-Pacifico. È fondamentale per attrarre investimenti e innovazioni tecnologiche, nonché per sbloccare più pienamente il ricco potenziale economico e sociale dell’Estremo Oriente russo.

Il tema principale del Forum di quest’anno – “Sulla via di un mondo multipolare” – sembra particolarmente rilevante e significativo. L’obsoleto modello unipolare viene sostituito da un nuovo ordine mondiale basato sui principi fondamentali di giustizia e uguaglianza, nonché sul riconoscimento del diritto di ciascuno Stato e popolo al proprio percorso sovrano di sviluppo. Potenti centri politici ed economici stanno prendendo forma proprio qui nella regione Asia-Pacifico, agendo da forza trainante in questo processo irreversibile.

Politici e uomini d’affari russi e stranieri, esperti e personaggi pubblici discuteranno un’ampia gamma di questioni relative alle prospettive di intensificazione della cooperazione commerciale, degli investimenti, scientifica e umanitaria. È importante che durante il Forum vengano firmati contratti commerciali e accordi a lungo termine con la partecipazione degli ambienti economici e delle autorità regionali.

Siamo lieti di notare che la cooperazione bilaterale diretta con le nazioni dell’Asia-Pacifico e la loro cooperazione nell’ambito di associazioni influenti come la Comunità economica eurasiatica, la SCO, i BRICS, l’APEC e l’ASEAN si stanno rafforzando e stanno guadagnando slancio. La Russia è pronta a continuare, insieme a tutti i partner interessati, a compiere sforzi per migliorare la cooperazione regionale in vari formati.

Spero che abbiate un lavoro di successo e produttivo e vi auguro tutto il meglio.

Vladimir Putin

RED




DAL 4 AL 6 SETTEMBRE LA RUSSIA CHE GUARDA AD ORIENTE E ALL’ARTICO SI RITROVA A VLADIVOSTOK PER L’EASTERN ECONOMIC FORUM

Vladivostok (RU) – Il Eastern Economic Forum (EEF), che si terrà dal 4 al 6 settembre 2019, rappresenterà l’occasione in cui il Ministero russo per lo Sviluppo del Lontano Oriente e dell’Artico, presenterà “i piani di sviluppo per quest’area della Russia fino al 2035”.

Il Distretto Federale del lontano Oriente è la parte orientale della Russia, che geograficamente comprende i bacini fluviali dei fiumi che sfociano nell’Oceano Pacifico, così come l’isola di Sakhalin, le isole Curili, l’isola di Wrangel, del Commodoro e le isole Shantar. Comprende un’area di 6.9429 milioni di km², circa il 41% del territorio della Federazione Russa.

Durante il Forum, sempre per i potenziali investitori, verrà messa a disposizione una mappa elettronica interattiva dei terreni agricoli disponibili nella regione dell’Amur (la regione dell’Amur è una delle 11 entità federali che comprendono tutto il Distretto Federale del Lontano Oriente ndr.). Grazie a tal supporto, gli investitori interessati saranno già in grado di scegliere un’area a loro adatta dove avviare eventuali progetti agricoli.
Come riferisce il servizio stampa del governo della regione dell’Amur: attualmente, 609 lotti di terreno agricolo disponibile nella regione dell’Amur sono già stati caricati su questo geo-servizio. Sulla mappa gli imprenditori saranno in grado di vedere la disponibilità in base: al tipo di terreno agricolo, alla loro estensione e dove si trovano.

Come dichiarato dal governatore della regione dell’AmurVasily Orlov: “Oggi la regione utilizza 1.300.000 ettari di terreno agricolo. Stiamo ora valutando la possibilità d’introdurre nuove aree nel programma di sviluppo agricolo della regione, pertanto entro il 2024 prevediamo di aumentare 3 volte la produzione di grano e 2 volte la produzione di soia”.

Certamente il Giappone considerando la prossimità marittima alla regione avrà un ruolo di primo piano nel Forum. In effetti, come riportato dall’agenzia TASS a conclusione di un incontro a “Roscongress” tra il consigliere del presidente della Federazione RussaAnton Kobyakov e l’ambasciatore del Giappone in Russia, Toyohisa Kozuki, è prevista un’ampia partecipazione giapponese all’evento: “Le parti hanno discusso della preparazione di un programma di eventi russo-giapponesi ai massimi livelli. L’incontro ha inoltre esaminato la possibilità di condurre un dialogo commerciale Russia-Giappone con la partecipazione dei circoli del business dei due paesi. È stato osservato che ad oggi oltre 130 rappresentanti della comunità imprenditoriale giapponese hanno già confermato la partecipazione al Forum”. Il 5 agosto, durante una conferenza stampa a Tokyo, il segretario generale del governo giapponese Yosihide Suga ha confermato la volontà del primo ministro giapponese Shinzo Abe di recarsi al Forum per un incontro col presidente russo Vladimir Putin.

La precedente edizione dell’EEF, nel 2018, ha portato a ottimi risultati: sono stati firmati 220 tra accordi, contratti, memorandum e protocolli per un importo di oltre 3 trilioni di rubli. L’anno scorso vi hanno partecipato 6.002 delegati e 1.357 rappresentanti dei media di 60 paesi stranieri.

RED

 

 




Vladimir Putin accoglie Kim Jong-un: “Felice di vederti in Russia”

Primo incontro e storica stretta di mano e forte sintonia tra il presidente russo, Vladimir Putin, e il leader nordcoreano, Kim Jong-un, che si sono incontrati oggi a Vladivostok, nella Russia orientale, e hanno posato brevemente davanti ai fotografi, prima di dare il via al loro primo vertice.  Putin, seduto a fianco a Kim, si è detto “felicedi incontrarlo in Russia e si è congratulato per la rielezione a leader supremo della Corea del Nord. “Accogliamo i vostri sforzi per il dialogo tra le due Coree e i vostri sforzi per normalizzare le relazioni tra Corea del nord e Stati Uniti“, ha dichiarato Putin, auspicando progressi nei colloqui per la denuclearizzazione della penisola coreana. “Naturalmente“, ha aggiunto il presidente russo, citando brevemente gli altri temi in agenda, “nelle nostre relazioni bilaterali abbiamo molto da fare per migliorare i rapporti commerciali e i contatti umanitari. Benvenuto“.

Kim ha ringraziato Putin per l’ospitalità e ha auspicato un vertice “significativo” con Putin per le questioni della penisola coreana. Il leader di Pyongyang ha ricordato i legamitradizionalmente fortitra Russia e Corea del Nord, aggiungendo che “la questione della penisola coreana è di interesse per la comunità internazionale“. Kim ha infine auspicato che il dialogo di oggi possa essere “un evento importante” nel processo della risoluzione della questione della penisola coreana. Lo scopo principale del vertice, secondo gli analisti, è per Mosca un ulteriore consolidamento del suo ruolo nello scacchiere internazionale, mentre Kim può dimostrare agli Stati Uniti che Pyongyang non ha Washington e Seul come unici riferimenti nella questione della denuclearizzazione, a soli due mesi dal fallito vertice con il presidente Usa, Donald Trump. Sul tavolo del summit, la denuclearizzazione della penisola coreana e le opportunità di cooperazione economica bilaterale. Non sono previsti accordi o comunicati congiunti.  Pyongyangha bisogno di garanzie sulla sua sicurezza e sulla sua sovranità” in cambio della sua denuclearizzazione, ha detto il presidente russo ai giornalisti dopo i colloqui con il leader nordcoreano.   Il summit è il primo tra i due leader e il primo tra Russia e Corea del Nord dal 2011, quando il leader nordcoreano, Kim Jong – il, padre dell’attuale dittatore, incontrò il presidente russo, Dmitry Medvedev. Kim è arrivato a Vladivostok nel tardo pomeriggio di mercoledì a bordo del suo treno blindato, accompagnato da alcuni alti funzionari, tra cui il ministro degli Esteri di Pyongyang, Ri Yong-ho, e la sua vice, Choe Son-hui. Ad accompagnare Putin, ci sono, tra gli altri, il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, e il consigliere presidenziale, Yuri Ushakov. Il presidente russo, Vladimir Putin, si è detto pronto a riferire al collega americano, Donald Trump, dei risultati dei suoi colloqui con il leader nordcoreano Kim Jong-un. “Non ci sono segreti, ne discuteremo sia con gli americani, che con gli amici cinesi“, ha garantito Putin, spiegando che è stato lo stesso Kim a chiedere alla parte russa di informare gli Usa sui risultati del loro summit e sulle questioni per lui problematiche. Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha poi spiegato che Mosca riferirà a Washington ma non obbligatoriamente “ad alto livello“. Non è necessario, ha sottolineato Peskov, che si parlino i due presidenti, ma i contatti possono avvenire “a diversi livelli“. Peskov non ha poi voluto rispondere ai giornalisti che chiedevano se fossero in programma, nel prossimo futuro, contatti telefonici tra il leader russo e il capo della Casa Bianca.




“I TERRITORI DEL CINEMA RUSSO CONTEMPORANEO”: A PALERMO DAL 5 AL 10 DICEMBRE

Palermo – Da mercoledi 5 a lunedi 10 dicembre al Cinema De Seta dei Cantieri Culturali alla Zisa (via Paolo Gili 4), è in programma “Iterritori del cinema russo contemporaneo”, rassegna curata da Claudia Olivieri, docente dell’Università degli Studi di Catania e ideata da Olga Strada, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Mosca. Sei film e un documentario che offrono una panoramica sulla cinematografia russa contemporanea.

La rassegna è nata, sotto il patrocinio del  Comune di Palermo, dalla sinergia tra l’Assessorato alla Cultura, il Centro Sperimentale di Cinematografia, il Ministero della Cultura della Federazione Russa e il Consolato Russo a Palermo.

Si svolge nell’ambito delle  “Russian Seasons” programma che il Ministero della Cultura della Federazione Russa sta realizzando nel corso dell’anno in Italia con l’intento di fare conoscere al pubblico italiano l’ampio diapason culturale della Russia nelle sue molteplici espressioni.

Secondo il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, “Palermo Capitale Italiana della Cultura, compie un ulteriore passo verso la sua nuova vita da “Palermo Città di Culturementre Evgenij Panteleev, console generale della Federazione Russa a Palermo, sottolinea come “le pellicole in programma rispecchiano lo stato del cinema russo dei giorni nostri che, come quello italiano, continua ad occupare un posto di prestigio e rilievo nella eterogeneità delle espressioni artistiche attuali”.

La rassegna prevede quindi sette proiezioni che abbracciano varie tematiche, da quelle a sfondo sociale a quelle storiche e letterarie. Alle sei pellicole russe, si affianca un documentario di Tommaso MottolaKarenina & I”, che analizza la figura della protagonista del celebre romanzo di Tolstoj. Ogni film sarà presentato al pubblico palermitano dal regista o da uno degli interpreti o dal produttore, per meglio coinvolgere gli spettatori nella visione e comprensione di ogni singola pellicola.  “Un viaggio attraverso i diversi linguaggi della cinematografia russa odierna, al cui interno convivono diverse anime stilistiche e narrative”, dice la direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di MoscaOlga Strada.

“Due ballerine (una “vera”, Matilda, l’altra una “verosimile” étoile del Bol’šoj), una cantante d’opera (che è la Dama di picche), un dottore (bravo con le Aritmie altrui, ma non con le proprie), un orfano (Aglio, che però il padre Ganghero ce l’ha), un’affabulatrice (con il suo Sacco senza fondo) e Anna Karenina sono solo alcuni dei protagonisti che popolano i territori del cinema russo contemporaneo. Territori non esclusivamente cinematografici, ma anche letterari, sociali, culturali, storici e, ovviamente, geografici. Lo spazio si dilata dalle due capitali (una “vecchia” e una “nuova), alla provincia, fino a Vladivostok; il tempo è quello dei nostri giorni, o di quelli appena passati, ma anche quello imperiale e fiabesco”scrive la curatrice Claudia Olivieri.

Giovedì 6 dicembre, dalle 10 in Sala Bianca al Centro Sperimentale di Cinematografia, il regista Rustam Khamdamov (che firma il secondo film della rassegna, “Il sacco senza fondo”) terrà una masterclass su “Stile ed estetica nel cinema come elementi di narrazione morale”, introdotta da Ivan Scinardo, direttore C.S.C. sede Sicilia.

IL PROGRAMMA DI PALERMO CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA (disponibile sul sito www.palermocapitalecultura.it):

CINEMA DE SETA | CANTIERI CULTURALI ALLA ZISA | VIA PAOLO GILI 4

  • 5 dicembre, ore 21             “Bolshoj”, 2016, di Valerij Todorovskij

Saranno presenti la ballerina e attrice Margarita Simonova  e il produttore Dmitrj Davidenko

  • 6 dicembre, ore 21             “Il sacco senza fondo”, 2017, di Rustam Khamdamov   Saranno presenti il regista, l’attrice Svetlana Nemoljaeva e Lora Guerra.
  • 7 dicembre, ore 21             “Aritmia”, 2017, di Boris Khlebnikov –  Il film sarà presentato da Claudia Olivieri
  • 8 dicembre, ore 18.30      “Karenina & I” di Tommaso Mottola –  Saranno presenti il regista e l’attrice Gørild Mauseth
  • 8 dicembre, ore 21             “Matilda”, 2017, di Aleksej Uchitel’ –  Il film sarà presentato da Olga Strada
  • 9 dicembre, ore 21            “La dama di picche”, 2016, di Pavel Lungin – Sarà presente il produttore  Evgenij Panfilov
  • 10 dicembre, ore 21        “Il viaggio di Vitja detto “Aglio” per accompagnare Lekha detto “Ganghero” all’ospizio”, 2017, di  Aleksandr Khant  –  Sarà presente il produttore Fedor Popov

Tutti i film sono proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano.

Ingresso libero

RED

 




Tyumen è la nuova mecca per gli investimenti in Russia

Appena un italiano pensa alla Russia, arrivano alla mente le immagini delle alte mura del Cremlino o i bianchi palazzi di San Pietroburgo attraversati dai placidi canali. Piazza Rossa e Nevskij Prospekt. Nelle statistiche economiche e sociali, le due capitali storiche hanno una collocazione a parte, sono casi tanto peculiari da essere spesso escluse, per dare una dimensione reale dell’altra Russia.

L’altro elemento che balza nel quadro del turista o dell’imprenditore italiano è la vastità, quasi incommensurabile del paese che si allunga come un felino lungo la strada ferrata più lunga del pianeta, la Transiberiana. E allora, si contano le stazioni principali, le grandi città ad est di Mosca che hanno costituito il cuore della produzione industriale nei tempi più drammatici dell’epoca sovietica: Nižnij Novgorod, Perm, Ekaterinburg, Omsk, Novosibirsk e via fino alla “regina dell’oriente” Vladivostok.

Buona parte dell’attenzione e degli investimenti europei, si sono rivolti alle due capitali e alle città di seconda fascia nella Russia europea e asiatica. Allora, nel rating nazionale sull’attrattività delle regioni russe, elaborato dall’Agenzia si aspetterebbe di trovare in testa Mosca e San Pietruburgo, seguite da grandi città come Novosibirsk.

Invece, nel 2018 a primeggiare risulta un territorio della Siberia occidentale, forse sconosciuto agli osservatori occasionali ma non a molte imprese italiane, che riconoscono il suo ruolo strategico per l’economia del paese: la ricca regione di Tyumen.
Il rating è basato su un incrocio di fattori cruciali per il business: la facilità ad addentrarsi nell’ambiente regolatorio, il sostegno alle piccole e medie imprese, la disponibilità di risorse finanziarie ed infrastrutture, e gli istituti di agevolazione per il business.
Nel 2017 la regione si attestava solo al sesto poco, sorpassata dalle grandi città, con un investimento in capitale fisso pari a 290,7 miliardi di rubli, + 20% rispetto all’anno precedente.

Il distretto di Tyumen è la porta della Siberia, a 1700 km e quasi due giorni di treno da Mosca. Nel ‘500 era una delle due capitali del Khanato di Sibir, che poi per estensione ha dato il nome al corpo della Russia asiatica. La città fu distrutta dai cosacchi che inseguivano le preziose pelli siberiane ma furono immediatamente ricostruite dal nuovo stato moscovita, nella sua espansione a oriente. La geografia l’ha sempre benedetta, diventando una stazione di commercio sulla via del tè dalla Cina all’Europa con un considerevole concentrazione di mestieri artigianali.
L’arrivo della ferrovia nel 1885 dà una dimensione industriale ai settori tradizionali, la lavorazione delle pelli, i mobilifici che modellavano i pregiati legni delle foreste siberiane e la cantieristica fluviale. La transizione a centro nevralgico dell’industria pesante avviene durante la Seconda guerra mondiale, quando vengono delocalizzate dalle città del fronte occidentale le produzioni belliche.

Il suo tumultuoso sviluppo corrisponde con la scoperta, negli anni ’60, di immensi giacimenti di petrolio e gas, che attira nella zona industriale della città, una imponente industria di trasformazione. In pochi anni, si assiste ad una crescita rapida della popolazione, attestatasi attorno al milione di abitanti solo al collasso dell’U.R.S.S. Infatti, segreto del benessere nella cittadina siberiana è la sua posizione geografica, a valle di alcuni dei giacimenti più longevi del pianeta e crocevia dei trasporti che collegano la Siberia alla Russia europea.

Se gli impianti estrattivi sono concentrati a centinaia di chilometri, gran parte dei servizi per l’industria e delle sedi delle grandi compagnie petrolchimiche risiedono in città, per via della sua eccellente logistica e delle connessioni aeree, stradali, navali e ferroviarie con il resto del paese. Tyumen, a dispetto delle relative dimensioni demografiche, può addirittura vantare una storica compagnia aerea, la UTair, fondata nel lontano 1967 come una branca di Aeroflot, per ovviare al crescente flusso di traffico diretto nel bacino petrolifero siberiano.

A testimonianza della sua attrattività, legata non solamente, Secondo la classifica redatta nel 2017 da Russian Reporter, Tyumen è la città di medie dimensioni oltre i 600.000 che gode della migliore qualità della vita nella Federazione. Gli introiti municipali assicurati dalla presenza dell’industria petrolifera nella regione, garantiscono alle casse regionali una stabilità che viene reinvestita nei servizi sociali e nel supporto all’economia. La qualità della produzione italiana è riconosciuta nell’apparato industriale della regione, che ha un rapporto privilegiato con primarie aziende nel settore della petrolchimico, della trasformazione e della metallurgia.

Negli ultimi anni molte aziende russe, tra cui Elektrostal Tyumen, il conglomerato di Tobolsk-Polimera e il gruppo petrolifero Antipinskiy NPZ hanno usufruito dei servizi di progettazione e della fornitura di componenti dalle società italiane.

Il gruppo Danieli ha avuto ingenti commesse per forni elettrici, macchine di colata continua e treni di laminazione mentre la «Angelo Cremona» ha fornito l’impianto per la fabbrica di legno compensato di Tyumen, una delle attività non petrolchimiche in maggior sviluppo. Il colosso privato della petrolchimica “Maire Tecnimont”, ha realizzato uno di più grandi impianti di deidrogenazione di propano del paese che a regime ha una capacità produttiva annuale pari a 510 mila tonnellate.

Il piano di sviluppo della città prevede anche incentivi per attrarre investimenti in nuove tecnologie. Nel 2016 Tyumen si aggiunge alla lista delle città russe in cui è stato aperto un parco industriale “Borovskiy” per le start-up, dove sono operative società nel settore alimentare, chimico e meccanico.
L’incubatore di imprese occupa 814 mq con 23 uffici attrezzati e sale riunioni per le piccole imprese innovative, spazi per uffici, una vasta area espositiva di 2084 mq.  In definitiva, la stabilizzazione del prezzo del petrolio e l’abbondanza di risorse naturali, la regione di
Tyumen ha tutte le caratteristiche per essere una delle regioni più dinamiche dell’intera Asia centrale e la prossimità con il Kazakhstan la regione una chiave imprescindibile nei collegamenti eurasiatici per le Nuove Vie della Seta. Sta alle aziende italiane decidere se saltare sul vagone del tumultuoso sviluppo della Siberia occidentale o aspettare la prossima fermata.

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