BIT 2026: Tecnologia e turismo dal 10 al 12 febbraio a Fiera Milano

Di trasformazione digitale si parla ormai di diversi anni. Ma cosa cambia nel 2026? Che la tecnologia non accompagna più il viaggio, lo struttura. Dall’ispirazione alla prenotazione, dalla fruizione dei luoghi alla relazione post-viaggio, il digitale è diventato l’infrastruttura invisibile che tiene insieme l’intera esperienza turistica. Un cambiamento profondo che non riguarda solo gli strumenti, ma il modo stesso in cui operatori, destinazioni e viaggiatori si incontrano, si riconoscono e costruiscono valore.

Rinnovando la storica capacità della manifestazione di anticipare e accompagnare le evoluzioni dei mercati, il rapporto tra tecnologia e turismo assume un ruolo centrale all’interno di BIT 2026, presentata da Fiera Milano al quartiere di Rho da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.

Tecnologia e innovazione protagoniste dei talk del Travel Makers Fest

Nel Travel Makers Fest, l’innovativo format di incontri di BIT 2026, questi temi trovano una declinazione diretta e operativa. A partire dalle anticipazioni sul futuro. The Future Is in Motion: Lessons from the U.S. Travel Market porta sul Main Stage di BIT 2026 uno sguardo sul futuro visto dagli Stati Uniti. A confrontarsi sono Duane Overgaard, President di DerbySoft, Zolon Wilkins, Chief Development Officer di WNS, Anil Aggarwal, CEO di Milestone. Il talk Il futuro è arrivato: come Trip.com sta ridisegnando il viaggio globale, invece, esplora l’evoluzione del settore grazie al contributo di Tania Cultraro, Senior Marketing Manager Hotel di Trip.com Group, che – anticipando trend emergenti e nuovi comportamenti dei viaggiatori – offre una finestra privilegiata sui cambiamenti in atto.

Di grande impatto anche gli incontri organizzati in collaborazione con Netcomm, il consorzio italiano del commercio elettronico a cui aderisce anche BIT. Le due sessioni di Turismo Digitale 5.0: ecosistemi, esperienze e innovazione per il viaggiatore del futuro esplorano come il digitale stia trasformando il turismo in un ecosistema di esperienze personalizzate, integrando mobilità, hospitality e retail. La prima sessione si focalizzerà su Dal viaggio alla relazione: esperienze, piattaforme e nuovo valore per il viaggiatore, mentre la seconda approfondirà il tema Ecosistemi digitali e governance del turismo: infrastrutture, dati e interoperabilità.

In primo piano anche Accenture e in particolare il talk Il futuro dei Tour Operator nell’era della rivoluzione AI in cui Stefania Filippone, Managing Director Business Transformation, Strategic di Accenture, dialogherà sul tema con Pier Ezhaya, General Manager di Tour Operating Alpitour Spa e Presidente di Astoi Confindustria Viaggi.

Denso anche il programma degli appuntamenti in collaborazione con The Data Appeal Company. Nel keynote L’AI come nuova alfabetizzazione digitale nel turismo, il Founder Mirko Lalli esplora il passaggio alla delega intelligente, in cui i sistemi autonomi supportano le decisioni. In Dati, AI e strategie per le destinazioni sarà invece Federica Amati, Sales Engineer, a parlare di come l’AI aiuti a leggere il territorio in modo dinamico. Martina Tabani, Senior Sales Manager, racconterà la customer experience come driver predittivo in Ospitalità data-driven: dalla customer experience ai ricavi, mentre Dati e AI per tour operator e agenzie di viaggi vedrà Mario Romanelli, Sales & Innovation, analizzare bisogni, comportamenti e aspettative per prioritizzare il catalogo.

BIT 2026 parlerà anche del valore dell’intermediazione nell’ambito della filiera. Il talk Perché il turismo organizzato crea valore per tutta la filiera del turismo, a cura di FTO, declinerà il i benefici concreti del turismo organizzato come valore non solo per il viaggiatore, ma anche per le destinazioni e i partner, con un focus sull’innovazione.

Infine, Il viaggio continua. Il futuro del turismo nell’epoca dell’AI, con Raffaele Gaito, growth coach e docente, esperto di innovazione digitale e AI applicata ai modelli di business, affronta il nodo centrale del rapporto tra tecnologia e fattore umano, esplorando come l’AI possa diventare un alleato per creare esperienze autentiche, relazioni significative e nuovi modelli di crescita.

Dati e trend: il digitale come cuore operativo del settore

Una rivoluzione che si esprime anche nei numeri. Secondo le stime di Statista, nel 2026 ben tre quarti (74%) del valore complessivo delle prenotazioni globali di viaggi, pari a 824 miliardi di dollari, saranno generati attraverso canali online, ovvero circa 610 miliardi di dollari. Il digitale non è più un canale alternativo, ma il principale motore economico del turismo globale. A guidare questa trasformazione è anche l’adozione dell’intelligenza artificiale: il 72% dei viaggiatori Gen Z, per esempio, utilizza regolarmente strumenti di AI per pianificare itinerari e confrontare offerte, contro una media globale del 54%, come rileva Skyscanner Travel Trends 2026.

Un’ispirazione che nasce sempre più da contenuti visivi: a dicembre 2025 una ricerca PhotoAiD riporta che il 74% dei viaggiatori utilizza i social media per fare ricerca sulle proprie destinazioni prima di prenotare. In linea anche i dati di Statista, secondo cui il 75% dei viaggiatori si lascia ispirare dai post sui social media per la scelta della meta finale. E grazie agli affondi sulle informazioni abilitati dalla tecnologia, un tempo impensabili, cresce l’attenzione alla trasparenza e sostenibilità: il 62% dei turisti europei utilizza strumenti digitali per verificare l’impatto ambientale delle proprie scelte di viaggio prima di prenotare, come evidenziato dal Booking.com Sustainability Report 2025/26.

In Europa, afferma Phocuswright Europe, il mercato del travel tech cresce a un tasso annuo del 12% nel periodo 2024-2026, trainato soprattutto da soluzioni digitali per le PMI turistiche.

Il caso italiano: tra maturità digitale e nuove sfide

In questo contesto, l’Italia si conferma la destinazione europea più desiderata online, concentrando oltre un terzo (34,2%) delle ricerche digitali relative al Sud Europa, secondo The Data Appeal Company – Tourism Forecast 2026. 

Un ruolo cruciale in questa scalata è giocato dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano-Cortina 2026. L’evento ha agito da acceleratore per progetti di Smart Tourism, portando oltre 35.000 operatori a integrarsi nel Tourism Digital Hub nazionale, sempre secondo il Ministero del Turismo. Il boom del digitale nel turismo ha contribuito a spingere la penetrazione internet nel Paese all’89,9% della popolazione, con 53,1 milioni di utenti attivi come calcola DataReportal – Digital 2026 Italy.

Un’innovazione che non è fine a sé stessa. Il viaggiatore del 2026 usa il digitale per cercare l’autenticità. Che si tratti di scoprire i borghi della Calabria attraverso la realtà aumentata o di prenotare una vacanza in agriturismo in Toscana (le cui recensioni sono aumentate del 300%, secondo il rapporto annuale sui trend di viaggio di Airbnb), la tecnologia è diventata lo strumento per ritrovare una dimensione umana, lenta e consapevole del viaggio.

L’Italia ha superato la fase sperimentale per trasformarsi in una Smart Destination diffusa, dove la tecnologia protegge l’identità locale anziché sostituirla. Torino, nominata Capitale Europea del Turismo Intelligente, guida questa rivoluzione utilizzando algoritmi predittivi per bilanciare i flussi tra i musei del centro e le residenze sabaude, riducendo drasticamente il sovraffollamento. Sempre L’asse Milano-Cortina ha invece valorizzato i Giochi Olimpici e Paralimpici per lanciare il primo ecosistema di mobilità integrata tra Lombardia e Veneto: un unico portafoglio digitale permette oggi ai turisti di gestire in modo fluido voli, treni regionali e accessi ai siti olimpici.

Nelle grandi città d’arte come Roma, il digitale è diventato lo strumento principale per combattere l’overtourism. Grazie al progetto Caput Mundi, la tecnologia indirizza i visitatori verso percorsi archeologici meno noti, decongestionando i siti iconici. A Napoli, l’analisi del “sentiment digitale” in tempo reale permette di promuovere le esperienze autentiche dei quartieri, migliorando la percezione di accoglienza del territorio. Questa spinta raggiunge anche le aree interne: in Calabria e Basilicata, la Realtà Aumentata (AR) permette ai viaggiatori di visualizzare ricostruzioni storiche di borghi e siti archeologici direttamente via smartphone.

Dalla tecnologia al valore: casi concreti di innovazione

Esempi come ITA Airways mostrano come l’AI possa incidere direttamente sull’efficienza operativa: l’introduzione di sistemi di assistenza clienti basati su AI generativa ha ridotto dell’80% i tempi di gestione delle richieste. In Veneto e Lombardia, in vista dei Giochi Olimpici, piattaforme di Smart Concierge integrano dati di aeroporti e trasporto ferroviario per offrire itinerari multimodali digitali, utilizzati dal 72% dei visitatori più giovani, come nota il Report Impatto Digitale Milano-Cortina 2026.

Sul fronte delle PMI, soluzioni sviluppate da aziende come Blastness e Titanka! consentono agli hotel indipendenti di aumentare del 25% le prenotazioni dirette, riducendo la dipendenza dalle OTA. Anche il turismo esperienziale evolve: il Consorzio del Parmigiano Reggiano utilizza blockchain e realtà aumentata per arricchire la visita ai caseifici, registrando un aumento del 45% dell’engagement digitale tra i giovani.

Sul piano internazionale, alcune destinazioni stanno utilizzando la tecnologia come leva strutturale per ripensare l’esperienza di viaggio lungo tutto il customer journey. A Singapore, il sistema “face-to-gate” sviluppato da Singapore Airlines in collaborazione con l’aeroporto di Changi consente a circa il 90% dei passeggeri di completare check-in e imbarco senza documenti fisici, rispondendo alla richiesta di velocità, fluidità e zero attrito tipica dei viaggiatori più giovani.

La Corea del Sud rappresenta uno dei casi più avanzati di Smart Tourism City: attraverso l’integrazione di reti ad altissima velocità, Realtà Estesa e servizi biometrici, destinazioni come Seoul permettono ai visitatori di accedere a pagamenti digitali, traduzioni AI in tempo reale e ricostruzioni storiche sovrapposte ai luoghi fisici. Secondo il Korea Tourism Tech Report 2026, il 78% dei visitatori internazionali utilizza l’app ufficiale durante il soggiorno, eliminando barriere linguistiche e operative.

In Egitto, la digitalizzazione dell’esperienza culturale è diventata centrale nei siti ad alta intensità di flussi. Presso il Grande Museo Egizio appena inaugurato e l’altopiano di Giza, guide olografiche basate su AI interagiscono con i visitatori in oltre 50 lingue, mentre sistemi di big data monitorano l’affollamento in tempo reale, riducendo i tempi di attesa del 30% e migliorando sensibilmente il sentiment digitale dei viaggiatori internazionali.

In questo quadro, BIT 2026 si configura come una piattaforma unica per la capacità di coniugare contenuti e business, in cui le riflessioni che attraversano i talk del Travel Makers si ampliano al percorso espositivo dove brand e operatori, trasformano trend e ispirazioni in proposte per il mercato. Un dialogo continuo tra contenuti e offerta i cui la grande rivoluzione della trasformazione digitale e dell’innovazione e tecnologia in senso prende la forma di strategie e soluzioni concrete per il Travel di domani.

L’appuntamento con BIT 2026 e il Travel Makers Fest è a Fiera Milano da martedì 10 a giovedì 12 febbraio prossimi.

Info:

BIT 2026 nasce come risposta a una domanda centrale per un settore del turismo in continua evoluzione: di cosa ha bisogno oggi l’industria del viaggio per creare valore. La manifestazione si propone come una piattaforma professionale dove il settore si incontra non solo per fare business, ma per costruire contenuti e relazioni di qualità e interpretare i cambiamenti in atto.

BIT integra networking, contenuti e momento espositivo in una visione strategica, con l’obiettivo di generare valore lungo tutta la filiera del turismo mettendo in relazione operatori, destinazioni, istituzioni e nuove professionalità. In una parola, la community dei Travel Makers: tutti coloro che, con ruoli e contributi diversi lungo la filiera, progettano, raccontano, sviluppano e vivono il viaggio attraverso competenze, idee, esperienze e narrazioni.

Il Travel Makers Fest rappresenta il cuore culturale della manifestazione: un format di incontri e talk che esplora il turismo come ecosistema complesso, dove sostenibilità, mobilità, cultura, tecnologia ed eventi si intrecciano. Il Fest mette esperti, accademici e protagonisti del settore in dialogo su trend e casi concreti, contribuendo a costruire valore condiviso prima, durante e dopo l’evento.

RED




Carnevale di Venezia 2026: torna l’appuntamento della Maschera Più Bella e la Festa delle Marie

Venezia si anima di colori, stoffe preziose, maschere e travestimenti che intrecciano tradizione e contemporaneità. Tornano le sfilate per vincere il titolo della Maschera Più Bella in Piazza San Marco e della Mascherina più bella in Piazza Ferretto. Grande attesa per le sfilate in Piazza San Marco, dove centinaia di partecipanti trasformano il “salotto buono” della città in un palcoscenico a cielo aperto. Qui sfilano costumi sontuosi, realizzati dai migliori atelier internazionali o cuciti a mano con passione dagli appassionati che, anno dopo anno, rendono il Carnevale un inno all’arte sartoriale e alla fantasia.

Sotto gli occhi del pubblico prendono vita abiti veneziani tradizionali e costumi di fantasia, pizzi e damaschi, merletti, pailettes, maschere e travestimenti che raccontano il presente, celebrano il fasto del Settecento e si spingono verso epoche immaginarie e futuristiche. Un dialogo raffinato tra passato e presente che, come da secoli accade a Venezia, annulla le differenze sociali dietro il fascino del travestimento.

Negli ultimi anni le protagoniste sono state maschere studiate nei minimi dettagli, capaci di sorprendere e incantare: dalla Corona alla Sinfonia di passioni, dai costumi ispirati a Marco Polo e Giacomo Casanova fino alle creazioni di pura fantasia. Per l’edizione 2026, in occasione delle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina, il tema scelto è “Olympus – Alle origini del gioco”: ci si attende dunque un’esplosione di costumi ispirati alla mitologia classica, al mondo del gioco e allo sport.

Gli appuntamenti per sfilare sono sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, sabato 7 e domenica 8 febbraio, da giovedì 12 a sabato 14 febbraio. Alla fine di ogni giornata viene proclamato un vincitore, che accede alla finale di domenica 15 febbraio per aggiudicarsi il titolo di “Maschera Più Bella”. È possibile iscriversi in un desk dedicato in Piazza San Marco tutti i giorni delle sfilate a partire dalle ore 11.

Un’ultima sfilata – dopo la proclamazione della Maria dell’Anno – si svolge martedì 17 febbraio alle ore 17.

Atmosfera più giocosa e contemporanea in Piazza Ferretto, dove bambini, ragazzi e adulti sfilano con costumi colorati e fantasiosi: fatine, supereroi, principesse, cavalieri e le intramontabili maschere della tradizione come Arlecchino, Pulcinella e Colombina. Gli appuntamenti sono sabato 31 gennaio e domenica 1 febbraio, sabato 7 e domenica 8 febbraio e da giovedì 12 a martedì 17 febbraio, sempre alle ore 16.30, con iscrizioni aperte dalle 15.30.

La Festa delle Marie torna protagonista

È uno dei momenti più attesi del Carnevale di Venezia, un rito che ogni anno rinnova il legame tra storia, tradizione e nuove generazioni. La Festa delle Marie torna protagonista anche nel 2026, pronta ad emozionare e a coinvolgere decine di giovani della Città metropolitana in un’esperienza unica, capace di unire memoria e sogno. Rilanciato nel 1999 da Bruno Tosi e oggi guidato con passione e competenza da Maria Grazia Bortolato, il concorso giunge alla sua 27ª edizione e si inserisce quest’anno in un contesto speciale, quello dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

Il primo appuntamento è in programma sabato 31 gennaio, dalle ore 15, nelle eleganti sale della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, dove la giuria selezionerà le 12 Marie tra le quali verrà scelta l’erede di Elena Sofia Cesca, Maria del Carnevale 2025.

Come da tradizione, le 12 ragazze indosseranno abiti ispirati ai capolavori di Tiziano, realizzati da Francesco Briggi dell’Atelier Pietro Longhi. La Maria dell’Anno, che sarà eletta il 16 febbraio, indosserà invece un abito speciale, attualmente in fase di creazione, che trae ispirazione anche dal tema del Carnevale 2026, “Olympus – Alle origini del gioco”, celebrazione del valore universale del gioco e dello sport nell’anno olimpico e paralimpico.

Lo scorso anno Elena Sofia Cesca ha sfilato con un abito simbolico, capace di fondere elementi maschili e femminili. Il colore azzurro richiamava Venezia e rimandava all’abito indossato da Giacomo Casanova al momento del suo arresto, appena ritirato dal sarto, che gli consentì poi di uscire dal Palazzo Ducale passando dalla porta principale, scambiato per un visitatore rimasto accidentalmente all’interno.

Fino a lunedì 16 febbraio, giorno della proclamazione ufficiale nelle Sale Apollinee del Teatro La Fenice, le 12 Marie saranno chiamate a dimostrare di meritare l’eredità e la corona di Elena Sofia Cesca. Sabato 7 febbraio si svolgerà il tradizionale corteo acqueo con le gondole che sfileranno lungo il Canal Grande, mentre martedì 17 la Maria del 2026 sarà presentata al pubblico di Piazza San Marco.

Oltre al suo valore storico, la Festa delle Marie è anche un’occasione privilegiata per ammirare l’eccellenza dei costumi della tradizione veneziana. L’Atelier Pietro Longhi, guidato da Francesco Briggi e dalla moglie Anna Zappella, ha ideato anche il modello che accompagnerà le 12 ragazze nei diversi appuntamenti del Carnevale di Venezia 2026.

La giuria – che sceglierà prima le 12 Marie del Carnevale tra le candidate provenienti dai comuni della Città metropolitana e poi la Maria dell’Anno – sarà presieduta dal direttore artistico del Carnevale di Venezia, Massimo Checchetto, e composta da: 

Claudia Marchiori – MARIA DELL’ANNO 2016 e attrice 

Cristina Scarpa – Direttore eventi Scuola Grande San Giovanni Evangelista

Gianandrea Seguso – Vetri d’arte Seguso 1397 

Eleonora Fuser – Attrice professionista, operatrice culturale / Regionale/ Naz./ Internazionale 

Giovanni Giusto – Consigliere delegato alla Tutela delle tradizioni del Comune di Venezia

Roberto Papetti – Direttore ” Il Gazzettino” 

Paolo Polato – Membro del Direttivo Nazionale ADUSBEF ANDREA FAVARETTO RUBELLI – Presidente della Sezione Industrie tessili, Amm. delegato Rubelli

 Claudio Vernier – commerciante e direttore Al Todaro 

Francesco Briggi – Stilista, titolare Atelier Pietro Longhi

Marco Ramot  Area Manager, Nord Italia – Costa Crociere 

Sir Oliver Skardy – cantante e fondatore del complesso musicale Pitura Freska 

Oltre alla Maria del Carnevale 2026 nella serata del 16 febbraio alla Fenice sarà eletta anche la Maria dei lettori del quotidiano “Il Gazzettino”.

La Festa delle Marie è una delle celebrazioni più antiche della Repubblica di Venezia e nasce come manifestazione popolare, in cui il popolo aveva un ruolo centrale. Le sue origini risalgono all’inizio del IX secolo: ogni 2 febbraio, giorno della Purificazione di Maria, dodici giovani del popolo, simbolo di tutta la città, ricevevano la benedizione nuziale nella chiesa di San Pietro di Castello. Lo Stato e le famiglie patrizie contribuivano alle loro doti, custodite in preziose cassette di legno chiamate arcelle.

La festa aveva una forte valenza sociale: favorire i matrimoni, sostenere le famiglie meno abbienti e rafforzare il legame tra popolo e nobiltà. Il Doge, insieme alle autorità, partecipava alla cerimonia e accompagnava le spose a San Marco, offrendo loro doni e un banchetto a Palazzo Ducale. Le vere protagoniste erano le ragazze, simbolo del futuro della città.

Secondo la tradizione, durante una di queste cerimonie – nell’844 o nel 946 – un gruppo di pirati dalmati rapì le fanciulle e le loro doti. Il Doge guidò personalmente l’inseguimento e i Veneziani riuscirono a liberarle nei pressi di Caorle, in un luogo che da allora prese il nome di “porto delle donzelle”. In segno di riconoscenza, i casseleri, artigiani che avevano costruito le arcelle, chiesero che il Doge visitasse ogni anno la chiesa di Santa Maria Formosa, dando origine a una tradizione che si mantenne per secoli, accompagnata da festeggiamenti popolari, regate e riti simbolici.

Con il tempo, però, il significato originario della festa si affievolì: dal XIV secolo le giovani spose furono sostituite da sagome di legno dipinto, le Marie de tola, spesso oggetto di scherno popolare. Dopo secoli di declino e abbandono, la Festa delle Marie è stata rilanciata nel 1999 da Bruno Tosi, tornando a essere uno degli eventi più amati e identitari del Carnevale di Venezia.

Alessandra Costantino




Come il mondo vede l’Italia turistica

Il turismo estero vede l’Italia come una destinazione di prima scelta, attirata da un mix unico di storia, arte, paesaggi mozzafiato ed enogastronomia. L’Italia ha un’altissima reputazione turistica in Europa, è una delle mete più desiderate e si posiziona ai primi posti per numero di presenze internazionali e spesa turistica. Le principali motivazioni di viaggio includono vacanze, lavoro, visita a parenti e amici, e turismo delle radici, specialmente dai mercati lontani. 

L’Italia di fatto continua a essere uno dei Paesi più ammirati al mondo. Lo conferma l’Anholt Nation Brands Index® (NBI), il sondaggio annuale che da vent’anni misura la percezione internazionale delle nazioni: oggi il nostro Paese vanta la quarta immagine più forte a livello globale, subito dopo Giappone, Germania e Canada, e davanti a Svizzera, Regno Unito e Australia.

Dal 2008 al 2020 l’Italia oscillava tra il sesto e il settimo posto, ma dal 2021 ha scalato la classifica, raggiungendo il terzo posto una volta, il quarto tre volte e il quinto una volta. Un risultato che riflette un’ottima salute del “brand Italia”, anche se le variazioni dipendono anche dai movimenti di altri Paesi: il recente calo di “Brand America”, ad esempio, ha contribuito alla nostra ascesa.

I principali driver dell’immagine italiana sono il turismo, dove siamo leader mondiali (davanti a Francia, Grecia e Giappone), la cultura, seconda solo alla Francia, e la qualità delle persone, che ci colloca al quarto posto dopo Canada, Australia e Giappone. Più deboli le performance sui fattori “hard”: governance (17° posto), export (11°) e immigrazione/investimenti (8°). La percezione di instabilità politica è prevedibile, ma sorprende il ranking sull’export, considerando la forza dei brand italiani nel mondo. Il cliché di un Paese “low-tech” e votato al piacere contrasta con la realtà di chi produce supercar e design d’eccellenza.

L’immagine italiana è stabile nel tempo e omogenea tra aree geografiche: terza tra i Paesi G7 e quinta tra i BRICS+, con differenze minime rispetto ad altre nazioni. Curioso il dato di genere: gli uomini ci collocano al secondo posto, le donne al quinto; i giovani al terzo, gli anziani al quinto. Segnali positivi per il futuro, anche se la crescita è lenta: l’Italia è 36ª su 45 Paesi per miglioramento nel tempo, mentre i brand nazionali in ascesa sono realtà come Corea del Sud, Arabia Saudita, Colombia e Qatar.

Perché l’immagine conta? Studi dimostrano una forte correlazione tra reputazione e capacità di attrarre commercio, talenti, investimenti e turismo. Un brand forte rende tutto più semplice e meno costoso; uno debole complica ogni relazione internazionale. In un contesto globale instabile, l’amore per l’Italia non svanirà dall’oggi al domani: il mondo resta legato ai nostri prodotti, alla cultura, al paesaggio, alla cucina e alla storia. Ma questi asset non si custodiscono da soli: il rischio non è che cambino, ma che cambi il contesto. Gusti e attitudini sono figli del loro tempo, e solo chi li monitora costantemente potrà affrontare le sfide future.

L’Italia però non deve dimenticare una regola fondamentale: la reputazione non si possiede, si affitta. E il canone va pagato ogni giorno.

Paolo Simoncini




TURISMO ONLINE: TUTTO PRONTO A FIRENZE PER BTO 2025

Oggi 11 novembre (fino al 12/11) apre i battenti alla Stazione Leopolda di Firenze BTO – Be Travel Onlife, la più importante manifestazione italiana dedicata all’innovazione e alle nuove frontiere del turismo giunta alla sua 17° edizione. Con 350 speaker nazionali e internazionali e 90 eventi in due giorni su 7 Hall, BTO avrà come filo conduttore “Cross-Travel”, un invito a superare confini, costruendo esperienze ibride dove la tecnologia amplifica – senza sostituire – l’intelligenza, l’empatia e la creatività umana.

L’inaugurazione è in programma alle ore 10 per il taglio del nastro alla presenza del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, del presidente della Camera di Commercio di Firenze Massimo Manetti, del direttore scientificodi BTO 2025 Francesco Tapinassi, del segretario generaledella Camera di Commercio di Firenze Giuseppe Salvini, del presidente di PromoFirenze Aldo Cursano e del direttore di Fondazione Sistema Toscana Francesco Palumbo insieme ai curatori dei quattro topic: Roberta Milano, Giulia Eremita, Rodolfo Baggio, Emma Taveri e Nicola Zoppi.

Destinazione Toscana: strategie e risultati – Subito dopo il momento inaugurale, nella Hall 5 spazio a “Destinazione Toscana”, il consueto appuntamento su trend e scenari del turismo regionale, nel quale interverranno, tra gli altri, il presidente della Regione Giani insieme ai vertici di Toscana Promozione e Fondazione Sistema Toscana e al delegato turismo Anci Toscana e sindaco di Montepulciano, Michele Angiolini.

Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025 – Da non perdere (ore 10 Hall 4 e ore 11 Hall 5), la presentazione del “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2025” curato da Roberta Garibaldi (presidente Associazione italiana Turismo Enogastronomico), che offrirà una lettura aggiornata dei trend del turismo enogastronomico nel nostro Paese, con la Toscana leader su molti aspetti. Quest’anno, per la prima volta, presenterà anche un focus sulla domanda straniera, con un’analisi dei desiderata dei turisti internazionali che scelgono l’Italia per le esperienze autentiche legate al food and wine.

Il ruolo dei mercati storici: Firenze, Barcellona e Kyoto – Il panel “Mercati storici e Cross-Travel” (11/11 ore 15 Hall 4) esplorerà come i mercati stiano evolvendo attraverso esperienze che uniscono innovazione e rispetto delle radici. A raccontare questa trasformazione tre protagonisti d’eccezione: il Mercato Storico di San Lorenzo a Firenze, con oltre 150 anni di storia; la Boqueria di Barcellona con più di 300 attività e 25 milioni di visitatori all’anno; e il Nishiki Market di Kyoto, simbolo della tradizione culinaria giapponese. Partecipano, tra gli altri: Massimo Manetti (presidente Consorzio Operatori Mercato Centrale), Akira Shimizu (Kyoto Nishiki Market Shopping Street Promotion Association Executive Director) e Jorge Mas Velasco (presidente Mercat de la Boqueria).

La tecnologia in aiuto dell’overtourism – Come trovare un equilibrio virtuoso tra turismo e qualità della vita? Più che di overtourism, nel caso di Firenze si parla di unbalanced tourism: una concentrazione di visitatori in alcune aree e momenti, a discapito di un’esperienza equilibrata e di una fruizione più diffusa del territorio. Un fenomeno che riflette una tendenza nazionale, dove il 70% dei turisti stranieri si concentra su appena l’1% del Paese. Per invertire la rotta, il capoluogo toscano ha avviato progetti pilota che sfruttano strumenti digitali e strategie innovative per monitorare i flussi e dialogare in tempo reale con i visitatori suggerendo loro mete alternative, distribuendo così in modo più armonico le presenze. Se ne parlerà nel panel “Smart Florence” in programma l’11 novembre ore 12 in Hall 5. Partecipano, tra gli altri: Alessandro Monti (Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze General Manager), Pio Macchiarulo (GetYourGuide Senior Account Manager), Laura Masi (Fondazione Destination Florence Presidente), Jacopo Vicini (Comune di Firenze, assessore allo Sviluppo Economico, Turismo, Fiere e Congressi).

BTO Women – Torna il format ideato da Clara Svanera (giornalista, turismo cultura e affari internazionali) per celebrare la creatività e la leadership delle donne che stanno trasformando il modo di viaggiare e di raccontare i territori.Quattro i talk di BTO Women, questi in programma l’11/11: “Radici e Innovazione” (ore 11 Hall #1), “Sfida” (ore 14 Hall #3). Il primo vedrà la partecipazione della chef greca Jota Koufatdaki, Alessandra Baruzzi (a capo delle Lady Chef italiane), Sandra Torre (direttrice generale del Turismo di Genova)e la Console del Messico María de los Ángeles Arriola Aguirre, con storie di tradizioni che si aprono al futuro. “Sfida” dà voce a donne che guidano i cambiamenti verso un turismo sostenibile e percorsi di rinascita,con Ginevra Moretti (Castello di Sammezzano), Lina Cha (progetto “Vie di pietra che abbracciano il mare”), Sandra Varaschin (albergo diffuso Sauris) e Francesca Chiocciolini (rifugio il Barbotto). Sul palco di BTO anche il Grand Tour delle Donne della Toscana, progetto editoriale che intreccia centinaia di storie femminili legate al turismo e al territorio (11/11 ore 16 Hall 3).

La prima giornata di BTO – inizio previsto alle 9.45 in Hall 5 – si concluderà in musica con “Cavaller – IA Rusticana”, il primo spettacolo in cui intelligenza artificiale ed esecuzione umana si fondono in tempo reale. Prodotto dal Mascagni Festival e presentato in anteprima mondiale al padiglione Italia di Expo Osaka 2025, unisce tecnologia e lirica in un’esperienza sensoriale senza precedenti (ore 17 Hall 5).

BTO 2025 è promossa da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze, e organizzata da Toscana Promozione Turistica, PromoFirenze e Fondazione Sistema Toscana.

Tra i main sponsor di BTO 2025 Turespaña Università di Cagliari. Media Partner BTO2025: Rainews.it, Trend, Travelworld.it, Turismo & Attualità, Travel Quotidiano, Italiabsolutely, Guida Viaggi, L’Agenzia di Viaggi, Quality Travel, Wine Meridian, intoscana.it.

Programma e info per l’acquisto ticket su https://www.bto.travel/

Paolo Simoncini




La Commissione Europea (CE) ha vietato il rilascio di nuovi visti a ingressi multipli ai cittadini russi

In un briefing a Bruxelles, il portavoce della CE, ha dichiarato che la decisione è stata presa il 6 novembre ed è entrata in vigore venerdì: la Commissione Europea (CE) ha vietato il rilascio di nuovi visti a ingressi multipli ai cittadini russi. I visti Schengen a ingressi multipli già rilasciati restano validi.

Dichiarazioni della CE

– Il 7 novembre la Commissione europea ha imposto il divieto di rilascio di nuovi visti a ingressi multipli ai cittadini russi.

– I cittadini russi dovranno richiedere un nuovo visto ogni volta che intendono visitare l’UE.

I russi già in possesso di un visto Schengen valido per ingressi multipli non sono interessati, la decisione si applica solo ai nuovi visti, ha affermato Lammert.

Eccezioni per i russi

I paesi dell’UE possono rilasciare visti a ingressi multipli ai familiari dei cittadini russi residenti nell’UE, ha affermato la Commissione europea in una nota.

– Le restrizioni non si applicheranno agli autisti di mezzi di trasporto merci, autobus e treni.

I paesi dell’UE potranno continuare a rilasciare visti Schengen a ingressi multipli ai russi la cui lealtà verso Bruxelles è “fuori dubbio”, ha affermato Lammert.

Reazione del Ministero degli Esteri russo

La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova ha dichiarato alla TASS che a quanto pare l’UE non ha bisogno di turisti dalla Russia.

A quanto pare, il ragionamento della Commissione europea è questo: perché l’Europa occidentale ha bisogno di turisti che abbiano effettivamente soldi quando ci sono migranti illegali ed evasori fiscali ucraini che vivono di sussidi?“, ha affermato Zakharova.

Impatto sul flusso turistico

– Anche prima del divieto, i turisti russi non ricevevano praticamente visti Schengen a ingressi multipli, ha affermato l’Unione russa dell’industria turistica (PCT).

– È improbabile che il divieto di rilasciare visti Schengen a ingressi multipli ai russi influisca in modo significativo sul flusso di turisti dalla Russia all’Unione Europea, afferma Alexander Bragin, direttore dell’Associazione degli aggregatori di viaggi (ATAG).

– Della stessa opinione è l’esperto del PCT, il CEO di VCP Travel, Mikhail Abasov, il quale ha affermato che è improbabile che la nuova restrizione riduca il già insignificante flusso turistico verso l’Europa.

Davide Della Penna




Il 19° pacchetto di sanzioni imposto dall’UE sui servizi turistici in Russia discrimina i suoi stessi cittadini europei

Nel 19° pacchetto di sanzioni antirusse, l’Unione Europea ha introdotto anche diverse restrizioni che colpiscono il settore turistico russo, tra cui un divieto alla fornitura di determinati servizi turistici, in particolare quelli che promuovono viaggi “non essenziali” verso la Russia, e misure restrittive sui visti. L’UE vieta anche la fornitura di servizi contabili, di auditing e fiscali, di costruzione, di consulenza informatica e legale, pubblicitari e di intermediazione finanziaria in relazione al trasporto di petrolio russo, ma il divieto specifico sui servizi turistici è stato implementato per ridurre i viaggi non essenziali dall’Europa. 

Introducendo il divieto di fornitura di servizi turistici in Russia, l’Unione Europea sta discriminando i propri cittadini provenienti dai paesi europei, ha affermato Arthur Muradyan, CEO del tour operator Space Travel, sul suo canale Telegram.

Si tratta di una palese discriminazione nei confronti dei suoi stessi cittadini, ai quali viene esplicitamente negata la libertà di movimento“, si legge nella dichiarazione.

Muradyan ha anche osservato che il divieto solleva interrogativi sia in termini di attuazione che di applicazione.

Arthur Muradyan, CEO del tour operator Space Travel

Inoltre, secondo lui, i turisti europei raramente interagiscono direttamente con i tour operator russi, prenotando i servizi nel 90% dei casi tramite siti web aggregatori, che potrebbero non avere alcun collegamento con la Russia. “Come si può impedire a un cittadino, per esempio, tedesco di prenotare un hotel su una piattaforma come Ostrovok? Si tratta di un caso legale estremamente complesso“, ha sottolineato.

Soprattutto, quali meccanismi intende utilizzare l’UE per monitorare tutto questo, e quanto costeranno? Si sospetta che saranno molto più costosi delle ipotetiche perdite delle aziende russe. Chi sarà effettivamente danneggiato è un grande interrogativo, ed è già chiaro che il settore turistico russo sarà in fondo a questa lista“, ha aggiunto Muradyan.

RED




LA NUOVA FRONTIERA È IL TURISMO SENZA SCHERMI: IL VIAGGIO DIVENTA DIGITAL DETOX

Troppe ore davanti allo smartphone: è allarme “intossicazione digitale”.  Fuga dai social e dalle notifiche per ritrovare benessere e relazioni autentiche.

I dati parlano chiaro. Secondo una recente indagine di EY (Decoding the Digital Home, gennaio 2025), il 38% dei consumatori percepisce un impatto negativo dell’uso eccessivo di Internet sul proprio benessere, mentre tra i giovani under 35 la percentuale sale al 47%. E uno studio DFS condotto su 2.000 adulti mostra che ridurre il tempo online migliora la salute mentale nel 71% dei casi, con benefici che vanno dal sonno più regolare alla maggiore presenza nel “qui e ora”. A metterlo in evidenza è Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in viaggi di gruppo, che intercetta una tendenza in rapida crescita: la fuga dai social e dalle notifiche per ritrovare benessere e relazioni autentiche.

Anche il British Standards Institution rileva segnali allarmanti: il 70% dei giovani dichiara di sentirsi peggio dopo aver usato i social e la metà sarebbe favorevole a una sorta di “coprifuoco digitale” che limiti l’uso delle app dopo le 22.

«È la scienza a confermare l’impatto positivo della disconnessione. Studi dell’Università di Bath e della University of Pennsylvania dimostrano che bastano pochi giorni di pausa dai social per ridurre ansia, depressione e solitudine percepita. Pubblicazioni su Nature Human Behaviour hanno inoltre evidenziato che il “digital detox” abbassa i livelli di cortisolo (ormone dello stress) del 31% e aumenta l’ossitocina (l’ormone della socialità) del 24%» commentano gli specialisti di Vamonos Vacanze.

«Non è una fuga dal mondo, ma un ritorno a sé stessi» spiegano gli esperti. Vamonos Vacanze ha colto questa domanda crescente e propone itinerari di gruppo all’insegna del viaggio esperienziale, lontano dagli schermi. Paesaggi incontaminati, attività condivise e socialità reale sostituiscono feed e notifiche.

Una nuova forma di lusso: il tempo offline. La vera rivoluzione è tornare oggi a vivere senza distrazioni: le pause detox non sono un’evasione, ma un ritorno: riscoprire emozioni autentiche, relazioni sincere e momenti che valgono perché vissuti, non condivisi.

Una tendenza che intercetta il bisogno di equilibrio in un’epoca di iperconnessione. «Non sorprende quindi che, come rilevato da DataReportal, passiamo in media 3 ore e 14 minuti al giorno sui social: l’equivalente di oltre 6 anni di vita. E così sempre più persone iniziano a chiedersi se ne valga davvero la pena».

Paolo Simoncini




BTO torna l’11 e 12 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze

Torna l’appuntamento di riferimento in Italia su turismo digitale, innovazione, formazione: l’11 e 12 novembre alla Stazione Leopolda di Firenze circa 100 appuntamenti tra keynote, panel discussion, “Cassette degli Attrezzi” e product presentation delle aziende del Club degli Espositori.

CROSS-TRAVEL: il viagio che incrocia mondi, esperienze e tecnologie
Il tema dell’edizione 2025 di BTO è Cross-Travel. Indagheremo le trasformazioni più̀ profonde e attuali del turismo contemporaneo.
Cross-Travel non è solo una tendenza, ma un vero e proprio mindset competitivo, capace di interpretare e anticipare i bisogni di un viaggiatore sempre più̀ fluido, curioso e poco incline a esperienze standardizzate. In un’epoca di contaminazioni continue tra linguaggi, culture e tecnologie, il viaggio non può̀ più̀ essere confinato entro categorie tradizionali.

Cross-Travel rappresenta dunque un nuovo modello di innovazione turistica, capace di attraversare — e connettere — temi, luoghi, strumenti e persone.
Dalla cross experience alla cross destination, dal cross media al cross food, passando per il cross booking e il cross device, la tecnologia digitale e l’intelligenza artificiale stanno ridefinendo ogni fase della customer journey. BTO 2025 sarà̀ il luogo in cui esplorare questo nuovo paradigma del viaggio.

Paolo Simoncini




Vacanze senza passaporto: i giovani preferiscono mete raggiungibili con la sola carta d’identità

Sempre più giovani italiani scelgono di partire senza passaporto. Con l’arrivo dell’estate, cresce la domanda di viaggi last minute e un basso impatto burocratico: le mete dove basta la carta d’identità diventano protagoniste delle vacanze 2025. A confermarlo è Vamonos Vacanze , tour operatorspecializzato in viaggi di gruppo , che ha osservato una netta impennata nelle prenotazioni verso destinazioni accessibili senza documentazione extra.

Un fenomeno che coinvolge in particolare la fascia 25-40 anni, attratta da viaggi semplici, immediati e organizzati in modo da ridurre al minimo gli ostacoli logistici.

Ricordiamo che attualmente come cittadino italiano, si può viaggiare senza passaporto in tutti i paesi dell’Unione Europea (UE). Questi paesi includono, ma non sono limitati a, Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda (Paesi Bassi), Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria. Inoltre, come membro dello Spazio Economico Europeo (SEE), puoi viaggiare anche in Norvegia, Islanda e Liechtenstein senza necessità di un passaporto. Questa facilità di spostamento è una delle comodità offerte ai cittadini dell’UE e SEE, che rende i viaggi in Europa più agevoli e privi di barriere burocratiche.

«Sempre più viaggiatori ci chiedono mete raggiungibili senza passaporto» ci raccontano gli esperti Vamonos Vacanze . «La richiesta —continua il tour operator— non è solo pratica, ma culturale: c’è un desiderio diffuso di partire con leggerezza, senza attese né burocrazia» .

Il trend riflette anche un contesto concreto: ottenere o rinnovare il passaporto in Italia è diventato spesso un percorso ad ostacoli, tra attese prolungate e difficoltà di prenotazione. Ma al di là delle problematiche amministrative, emerge un cambio di mentalità. I giovani italiani prediligono viaggi che uniscano avventura, socialità e flessibilità.

Nel catalogo estate 2025, Vamonos Vacanze propone diverse mete che rispecchiano perfettamente questo spirito.

Dal 2 al 9 agosto, si parte per 7 notti a Maiorca (volo incluso, da 1.599 euro), l’isola più grande delle Baleari, dove il Mediterraneo si fa caraibico e le giornate scorrono tra tuffi in acque cristalline, aperitivi al tramonto e serate nella movida di Palma.

Per chi vuole respirare l’anima più autentica della Grecia, dal 3 al 10 agosto c’è Creta (7 notti, volo incluso, da 1.899 euro). Lì, tra villaggi bianchi, siti archeologici e taverne vista mare, ogni giorno è una scoperta. È la meta ideale per chi ama viaggiare con curiosità e voglia di esplorare.

Chi invece sogna paesaggi più esotici, dal 10 al 17 agosto può partire verso il Mar Rosso (7 notti, volo incluso, da 1.699 euro). A Sharm El-Sheikh, basta una carta d’identità valida e due fototessere per vivere una settimana tra immersioni nella barriera corallina, escursioni nel deserto e cene beduine sotto le stelle.

Dall’11 al 18 agosto c’è Bodrum (7 notti, volo incluso, da 2.199 euro), la perla elegante della costa turca, affacciata su un mare color smeraldo. Qui si naviga in caicco, si passeggia tra boutique e rovine antiche e si brinda nei locali più chic dell’Egeo. Un’esperienza sofisticata ma rilassata, pensata per chi vuole il massimo senza interferenze.

In concomitanza, dall’11 al 18 agosto, c’è la Tunisia (7 notti, volo incluso da 1.799 euro). Djerba è un’isola del Mediterraneo famosa per le sue spiagge dorate e il mare cristallino. Nel centro di Houmt Souk puoi visitare mercati pieni di colori, spezie e artigianato locale. Grazie a specifici accordi, i cittadini italiani possono viaggiare solo con la carta d’identità valida per l’espatrio, senza passaporto. È la meta ideale per chi cerca cultura, relax e nuove amicizie.

Infine, per chiudere l’estate in bellezza, dal 31 agosto al 7 settembre c’è Formentera (7 notti, volo incluso da 1.699 euro). Situato nelle Isole Baleari, Formentera è l’ideale per chi sogna una settimana tra mare cristallino, spiagge paradisiache e tramonti spettacolari. Essendo parte dell’ Unione Europea e dell’ area Schengen, non serve il passaporto: è sufficiente una carta d’identità elettronica valida per l’espatrio per partire in tutta libertà. Tra una nuotata nelle acque turchesi e una passeggiata tra le calette più nascoste, non mancheranno momenti di scoperta, come la visita al suggestivo Faro di Cap de Barbaria o le serate nei locali tipici sul mare, dove rilassarsi e godersi l’atmosfera dell’isola.

«Il nostro obiettivo è rendere il viaggio accessibile e senza intoppi burocratici» proseguono gli specialisti di Vamonos Vacanze . «Partire solo con la carta d’identità —concludono— non è più una scelta di comodo, ma un vero e proprio stile di vita. Una risposta al bisogno di semplificazione, ma anche di autenticità e condivisione» .

RED




A Barga (Lucca) riparte la stagione culturale con 24 appuntamenti tra maggio e ottobre

Un borgo storico sdraiato sui monti lungo la Valle del Serchio, antico avamposto mediceo in terra lucchese, luogo di un suggestivo duomo da cui si scorge il Monte Forato sulle Apuane, cittadina scelta da Giovanni Pascoli in passato e nel presente da una variegata comunità internazionale di artisti: si risveglia Barga, in provincia di Lucca, con una nuova stagione culturale improntata al contemporaneo. Ventiquattro appuntamenti tra maggio e ottobre, tra spazi pubblici e privati, sotto l’egida dell’amministrazione comunale: mostre, momenti musicali, spazio ai giovani e agli artisti storicamente residenti nel borgo e nel territorio circostante.

Sarà la quinta edizione di InComune, la grande collettiva che raccoglie le opere della comunità dei creativi del luogo, a riaprire ufficialmente il calendario della Galleria Comunale, curato per il terzo anno consecutivo da Gian Guido Grassi, sulla base del progetto lanciato da Kerry Bell e Giorgia Madiai e sposato dall’amministrazione. Da sabato 17 maggio a domenica 8 giugno le centralissime sale ospiteranno le opere di Swietlan Nick Kraczyna, Petra Wend, Franco Bigagli, Leo Turri, Alba Calamari, Niki Spearman, Jan Donnelly, Giuseppe Cristofani, Riccardo Bertoni, Jane Richardson, Richard Clare, Donatella Nardini, Michele Citti, Tony Phillips, Siona Dunn. Il vernissage è in programma sabato alle ore 18 alla presenza delle istituzioni. La mostra resterà aperta dal giovedì alla domenica dalle 17 alle 20, ingresso libero.

“Abbiamo invitato a partecipare e riunito nella mostra artisti che vivono nel territorio della Valle del Serchio e in Toscana, accomunati dal linguaggio dell’arte. Una lingua che si traduce in espressioni pittoriche, scultoree, fotografiche, di design e performative, al di là di ogni formazione e percorso. La mostra è dedicata anche nel tema al territorio e ciascun artista realizzerà un’opera dedicata a Barga, alla sua natura, al borgo ma anche alla comunità e alla sua cultura e società”, dichiara il curatore Gian Guido Grassi.

A Barga vive una comunità di artisti e creativi molto nutrita, tra cui non possiamo non citare Sandra Rigali, i Da Prato, Mario e Giorgia Madiai, Swietlan Nicholas Kraczyna, Kean, Sarah Danays. Personalità nate qui o arrivate per scelta: questa comunità è fortemente internazionale grazie anche ai rapporti sviluppati nei decenni dagli emigranti barghigiani, che tra fine ‘800 e primi del ‘900 andarono all’esterno in cerca di fortuna ma mantennero sempre un legame con la loro terra natia”, sottolinea il sindaco Caterina Campani.

Sempre di più Barga diventa un ecosistema culturale dove componenti materiali, come luoghi, natura, arte e architettura, e immateriali, come l’immaginazione creativa, la spiritualità e la competenza artigianale, interagiscono positivamente per la tutela, la valorizzazione e lo sviluppo del territorio ma anche il benessere complessivo e condiviso per la comunità. Proprio per questo come amministrazione comunale stiamo cercando di aiutare la condivisione, affidando alla Galleria Comunale il ruolo di casa delle arti e centro di coordinamento”, aggiunge Sergio Suffredini, consigliere comunale con delega alla cultura.

Tra le realtà coinvolte nella programmazione culturale di questa stagione il museo Stanze della Memoria, la Bernabò Home Gallery, Quattro Archi Studio, Fondazione Ricci e il nuovo MUDY – Museo Dynamo.

“La Fondazione Ricci è una delle istituzioni di primissimo piano nel mondo della cultura barghigiana. Gli appuntamenti più importanti di quest’anno sono costituiti da quattro esposizioni che coprono tutto l’arco della stagione, dalla fotografia alla videoarte, dall’arte pittorica alla poesia. La mostra attualmente in corso “L’Arte della luce” racconta la storia della fotografia a Barga, un viaggio nell’Archivio Pietro Rigali con oltre 400 fotografie originali e inedite e un consistente nucleo di lastre in vetro risalenti all’Ottocento”, aggiunge Cristiana Ricci, Presidente della Fondazione.

Tra gli appuntamenti in calendario: la mostra di Giorgio Bartocci, “Pittura Pittura” (14 giugno – 13 luglio, Galleria Comunale), “Big and Small, il diario visivo di Sandra Rigali” (28 giugno – 20 luglio, Atrio Palazzo Comunale), “Barga incantata. Visioni del paesaggio dell’anima nell’arte di Alberto Magri – Adolfo Balduini – Bruno Cordati – Umberto Vittorini”, (11 luglio – 14 settembre, Stanze della memoria), la doppia mostra di Keane a cura della Fondazione Ricci tra agosto e settembre, “Essenzialità della materia”, Ciredz (30 agosto – 5 ottobre, Galleria Comunale), le personali di Andrea Alfieri e Stefano Tommasi nell’Atrio Palazzo Comunale tra settembre e ottobre.

Associazione stART Attitude. Nata nel giugno 2017, coinvolge un team di giovani creativi under 35 con competenze complementari nel mondo dell’arte, anche visuale, e della cultura. Ha all’attivo importanti rassegne internazionali, festival, mostre e pubblicazioni. Il curatore è Gian Guido Maria Grassi.

Gian Guido Grassi. Curatore di arte contemporanea: eredita questa passione in famiglia e nel 2017 fonda stART – Open your eyes con cui realizza progetti artistici, specializzandosi in street art e rigenerazione urbana. Dirige festival, cura e organizza mostre in spazi istituzionali e privati, scrive articoli, pubblica volumi e collabora con e artisti italiani e stranieri come il russo Alexey Morosov e l’uruguaiano Pablo Atchugarry. Tra le mostre più importanti ATTITUDE /Graffiti Writing, Street art, Neo muralismo” presso Palazzo Blu di Pisa, PABLO ATCHUGARRY/ Il risveglio della natura esposizione diffusa nel centro storico di Lucca.

Paolo Simoncini