Vertice per la sicurezza e la stabilità nel Caucaso: rischio per la ripresa di diversi conflitti

A Sokhum, in Abcasia, il 9 novembre scorso, i copresidenti del GID (Geneva International Discussions) hanno incontrato il “vice ministro degli esteri” abcaso Irakli Tuzhba. Secondo il ministero degli Esteri abcaso, l’argomento principale dell’incontro è stata l’agenda del 57° round dei colloqui del GID. In tale contesto, Tuzhba ha osservato che in questa fase, la loro priorità nell’agenda del GID rimane l’accordo sul non uso della forza. Tuzhba ha anche sollevato la questione della libertà di movimento per coloro che detengono la cittadinanza abcasa e ha sottolineato che “la questione del riconoscimento dei passaporti nazionali abcasi come documenti di viaggio sta diventando sempre più rilevante“.

Abbiamo chiesto all’Ambasciatore generale del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Abcasia, Kan Taniya, già vice ministro degli Esteri, un suo parere su questo vertice. Qui di seguito le sue considerazioni:

Kan Taniya – Ambasciatore generale del Ministero degli Affari Esteri della Repubblica di Abcasia

Nel momento della crisi mondiale in cui viviamo oggi il rischio di scongelamento dei diversi conflitti è molto alto. Il conflitto georgiano-abcaso è uno di questi. Proprio nei momenti difficili si capisce a cosa servono i diplomatici, il dialogo in generale. Ecco perché le Discussioni Internazionali di Ginevra sulla sicurezza e stabilità nel Caucaso del Sud con la partecipazione di Abcasia, Ossezia del Sud, Russia, Georgia, Stati Uniti, Nazioni Unite, Unione Europea e l’OSCE sono così importanti proprio in questo periodo. Noi diciamo che mentre i diplomatici parlano, I fucili sono silenziosi. Oppure affinché si dialoga sul nostro conflitto a Ginevra la guerra non si ripeterà. Sappiamo che nel 2008 la “Guerra dei Cinque Giorni” scoppiò per colpa della Georgia, che iniziò a bombardare di notte i civili di Tskhinval. Successivamente l’accordo Medvedev-Sarkozy portò tutte le parti coinvolte nella guerra del 08.08.08 al tavolo delle discussioni internazionali di Ginevra. L’obiettivo principale era e rimane anche oggi è la firma di un accordo di “non uso della forza” tra Abcasia e Georgia e tra Ossezia del Sud e Georgia.

Il Governo georgiano di Saakashvili ha trasformato il conflitto tra Abcasia e Georgia in un conflitto tra Georgia e Russia. E per questo, come dice la Georgia, non firma il documento. Ma sappiamo bene che la realtà politica nel Caucaso del Sud è ormai diversa da quella che immagina il governo georgiano, e prima li capirà sarà meglio per tutta la regione del Caucaso. Ho partecipato nelle Discussioni per circa 6 anni dal 2012 fino alla fine del 2017 e per due volte ero capo della delegazione abcasa. 

Per l’Abcasia il tavolo di Ginevra è importante, essendo l’unica piattaforma internazionale ufficiale dove noi abbiamo la possibilità di parlare direttamente agli attori geopolitici mondiali come ONU, UE, OSCE e di far conoscere loro il punto di vista abcaso. Il lavoro tradizionalmente si svolge in due gruppi: il primo si occupa delle questioni politiche, per esempio uno dei punti principale di cui si parla è appunto il documento di non uso della forza, mentre il secondo di quelle umanitarie

Si possono constatare risultati concreti come, per esempio, il progetto “Missing Persons” con il contributo della Croce Rossa; un altro aiuta a combattere il “Box Tree Moth” – un parassita che si nutre delle foglie di bosso e così via. Oltre a questo, nei margini del GID è stato creato un meccanismo di prevenzione e reazione agli incidenti (IPRM) che tiene sotto controllo la stabilità e la sicurezza nelle zone intorno alla frontiera abcaso-georgiana.

Per un certo periodo le discussioni sono state messe in pausa e quando la Russia ha iniziato l’operazione speciale in Ucraina, considerando l’alta probabilità di un nuovo inizio della guerra tra Georgia e Abcasia, e l’assenza del dialogo, grazie ai diplomatici il formato GID è stato ripristinato. Purtroppo, nonostante la crisi la Georgia non firma comunque il patto di pace. Secondo me, e secondo tanti altri diplomatici abcasi, adesso è il momento più giusto per la Georgia di mostrare al popolo abcaso la voglia di risolvere il conflitto in un modo pacifico a lungo termine e non solo nelle circostanze quando conviene. 

A parer mio, si deve partire almeno da una dichiarazione di “non uso di forza” da parte della Georgia, che diverse volte ha rifiutato di fare pure questo, mentre tutte le altre parti li hanno fatto durante uno dei round delle discussioni. E’ difficile parlare di prospettive pacifiche quando non c’è fiducia soprattutto tra i popoli e poi tra governi.

RED




I co-presidenti di Geneva International Discussions (GID) a Sukhum in Abcasia

I co-presidenti dei prossimi Colloqui internazionali di Ginevra (GIDGeneva International Discussions) sulla sicurezza e la stabilità nel Caucaso meridionale dovrebbero arrivare oggi a Sukhum per discutere l’agenda del prossimo 57esimo round di colloqui, ha affermato il ministero degli Esteri dell’Abcasia in una nota riportata dall’agenzia di stampa russa TASS.

“Una delegazione dei copresidenti dei Colloqui internazionali di Ginevra (GID) sulla sicurezza e la stabilità nel Caucaso meridionaleToivo Klaar (UE), Cihan Sultanoglu (ONU) e Viorel Mosanu (OSCE) – arriva oggi in Abcasia. Il L’incontro con il vice ministro degli Esteri dell’Abkhazia, Iraklii Tuzhba è previsto per toccare l’ordine del giorno del prossimo round di discussioni internazionali, la cui data non è stata ancora determinata“, si legge nella nota del ministero degli Esteri abcaso.

Il precedente, 56° round di colloqui del GID si è svolto dal 4 al 5 ottobre scorso dopo una lunga pausa causata dall’operazione militare speciale russa. Durante i negoziati, la Georgia ha rifiutato di discutere il tema dell’accordo sulle assicurazioni internazionali sul non uso della forza. L’Abcasia ha espresso preoccupazione per il continuo potenziamento militare e tecnico della Georgia con il sostegno diretto degli Stati Uniti e di altri membri della NATO, per le esercitazioni militari congiunte a guida NATO sul territorio georgiano, e ha ribadito il suo interesse a riprendere la procedura di prevenzione e risposta agli incidenti (IPRM) nella la città di Gal.

Le discussioni internazionali sulla sicurezza e la stabilità nel Caucaso meridionale, che coinvolgono Abcasia, Russia, Georgia, Ossezia del Sud, e Stati Uniti e mediate da rappresentanti speciali dell’ONU, dell’UE e dell’OSCE, si svolgono a Ginevra dal 2008. I lavori sono tradizionalmente svolti da due gruppi di lavoro – su questioni di sicurezza e umanitarie. I Colloqui internazionali di Ginevra restano l’unica piattaforma di dialogo tra Sukhum, Tskhinval e Tbilisi.

Sul summit di Sukhum, è intervenuto anche l’attuale ambasciatore a disposizione del ministero degli affari esteri abcasoVito Grittani, che ha evidenziato come “questa discussione sulla sicurezza nell’area caucasica con la Georgia, dura ormai da anni e purtroppo sino ad oggi non vi è stato alcun progresso, anzi – ha proseguito Grittani il rischio che si apra un’altro conflitto in questo momento così delicato è altissimo“. L’ambasciatore abcaso ha poi concluso lanciando una proposta: “Bisognerebbe apportare un elemento aggiuntivo a questo contenzioso che riguarda Abcasia, Ossezia del Sud e Georgia, chiedendo all’Italia di riprendere lo storico ruolo di ‘stato mediatore politico’, affiancando all’azione legittima delle Nazione Unite, anche in maniera indipendente e parallela, quella del ministero degli Esteri“.

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