Alla 75esima edizione della Mostra del Cinema di Venezia vince il messicano Alfonso Cuarón con il film “Roma”

Venezia – Chiusa la 75esima edizione della Mostra Internazionale d’Arte cinematografica di Venezia. La giuria per la selezione ufficiale, presieduta dal regista, sceneggiatore e produttore messicano Guillermo Del Toro e composta da SYlvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Małgorzata Szumowska, Taika Waititi, Christoph WaltzNaomi Watts, dopo aver visto i ventuno film in gara hanno assegnato i premi.

Il Leone d’oro è andato a Alfonso Cuarón per il film “Roma”.  Nato a Orozco (Città del Messico, 28 novembre 1961), Cuarón è  regista cinematografico, sceneggiatore, produttore cinematografico e montatore.

Di questa settantacinquesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, quella di Guillermo del Toro presidente, di un’unica regista in corsa per il Leone, del boom di film Netflix , quasia rispondere al Festival di Cannes che li aveva banditi dalla gara, ci ricorderemo il primo Leone d’oro a un film prodotto dalla piattaforma, Roma di Alfonso Cuarón e la totale assenza di italiani tra i vincitori, nonostante ci fosse il documentario blues di Roberto Minervini, l’anti horror Suspiria di Luca Guadagnino e l’affresco storico di Mario MartoneCapri – Revolution. D’altronde che il film messicano potesse agguantare il massimo premio era apparso chiaro fin dall’inizio, nonostante il potenziale conflitto di interessi con il presidente: “Cuarón ha vinto 9-0. C’è stata una decisione unanime della giuria” ha dichiarato Del Toro.

Vediamo un po’ se lo pronuncio correttamente“: così Guillermo del Toro ha scherzato chiamando sul palco “l’amigo” di sempre Alfonso Cuarón. Il Leone d’oro è andato , come detto, al suo Romaamarcord in bianco e nero dal nome del quartiere di Città del Messico dove abitava negli anni Settanta. Cinque anni dopo lo spettacolare Gravity, una fantascienza da Oscar che aveva debuttato proprio qui alla Mostra, il regista messicano consegna al pubblico (e a Netflix) il suo film più personale ispirato ai fatti della sua famiglia e della tata di origine indigene con cui è cresciuto.

Grazie mille alla Mostra d’arte cinematografica” ha detto in italiano, poi ha proseguito in inglese “questo riconoscimento e questo festival hanno un significato immenso per me“, poi è passato allo spagnolo per ringraziare i tanti che hanno collaborato e in particolare alle attrici che hanno raccontato con dignità  le donne che mi hanno cresciuto. “Oggi è il compleanno della donna che ha ispirato il personaggio di Cloe, vorrei cantare ‘tanti auguri a te’ ma forse non il caso. Posso dire però che il film è il prodotto del mio immenso amore per te, la mia famiglia e il mio Paese“.

Il Leone d’argento per la regia è stato assegnato a The Sisters Brothers. Sarà per via del suo regista che batte nazionalità francese, Jacques Audiard, alla sua prima prova in inglese e assente perché a Toronto, ma The Sisters Brothers con John C. Reilly, Joaquin Phoenix, Jake Gyllenhaal e Riz Ahmes è un western fuori dagli schemi.

Willem Dafoe, mimetico protagonista di At eternity’s gate di Julian Schnabel che racconta gli ultimi anni della vita di Vincent van Gogh, è stato premiato con la Coppa Volpi maschile. L’attore di Scorsese e Wes Anderson interpreta il grande artista ribaltando alcuni cliché, dopo aver raccontato la sua lucida follia il regista – pittore infatti nel film rifiuta l’idea di un artista depresso e tormentato che sceglie di morire ma propone un’alternativa al suicidio ipotizzando un furto finito male da parte di alcuni ragazzi.

La Coppa Volpi femminile è stata assegnata a Olivia Colman, incredibile regina Anna nel film La favorita. Del terzetto di attrici del regista greco Yorgos Lanthimos (che ha vinto il Gran Premio della Giuria), Colman è sicuramente la più talentuosa nonché la protagonista ma un po’ spiace che non siano state premiate, in un riconoscimento collettivo, anche le sue colleghe Emma Stone e Rachel Weisz. Bellissima in rosso  l’attrice inglese, impegnata sulla serie The Crown in cui interpreta la matura regina Elisabetta dalla quale è scappata per ritirare la Coppa Volpi.

                                                          Questo l’elenco completo di tutti i premi e i premiati:

  • LEONE D’ORO per il miglior film a: ROMA di Alfonso Cuarón (Messico)
  • LEONE D’ARGENTOGRAN PREMIO DELLA GIURIA a: THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (UK, Irlanda, USA)
  • LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a: Jacques Audiard per il film THE SISTERS BROTHERS (Francia, Belgio, Romania e Spagna);
  • COPPA VOLPI per la migliore interpretazione femminile a: Olivia Colman nel film THE FAVOURITE di Yorgos Lanthimos (UK, Irlanda, USA);
  • COPPA VOLPI per la migliore interpretazione maschile a: Willem Dafoe nel film AT ETERNITY’S GATE di Julian Schnabel (USA, Francia)
  • PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Joel Coen e Ethan Coen per il film THE BALLAD OF BUSTER SCRUGGS di Joel Coen e Ethan Coen (USA);
  • PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a: THE NIGHTINGALE di Jennifer Kent (Australia)
  • PREMIO MARCELLO MASTROIANNI a un giovane attore o attrice emergente a: Baykali Ganambarr nel film THE NIGHTINGALE di Jennifer Kent (Australia).

 

  • LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” La Giuria Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Ramin Bahrani e composta da Kaouther Ben Hania, Carolina Crescentini, Kanako Hayashi e Gastón Solnicki, assegna il:
    • LEONE DEL FUTURO PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a: YOM ADAATOU ZOULI (THE DAY I LOST MY SHADOW) di Soudade Kaadan (Repubblica Araba Siriana, Libano, Francia, Qatar) ORIZZONTI nonché un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro di Aurelio e Luigi De Laurentiis, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.
    • PREMI ORIZZONTI La Giuria Orizzonti della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Athina Tsangari e composta da Michael Almereyda, Frédéric Bonnaud, Fatemeh (Simin) Motamed-Arya, Mohamed Hefzy, Alison Maclean, Andrea Pallaoro, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 12 cortometraggi in concorso, assegna:

    il PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a: KRABEN RAHU (MANTA RAY) di Phuttiphong Aroonpheng                        (Thailandia, Francia, Cina);

     

    • il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a: Emir Baigazin per il film OZEN (THE RIVER) (Kazakistan, Polonia, Norvegia);

     

    • il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a: ANONS (THE ANNOUNCEMENT) di Mahmut Fazıl Coşkun (Turchia, Bulgaria);

     

    • il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE a: Natalya Kudryashova nel film TCHELOVEK KOTORIJ UDIVIL VSEH (THE MAN WHO SURPRISED EVERYONE) di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov (Russia, Estonia, Francia)

     

    • il PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIOR INTERPRETAZIONE MASCHILE a: Kais Nashif nel film TEL AVIV ON FIRE di Sameh Zoabi (Lussemburgo, Francia, Israele, Belgio);

     

    • PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a: Pema Tseden per il film JINPA di Pema Tseden (Cina);

     

    • PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a: KADO di Aditya Ahmad (Indonesia);

     

    • il VENICE SHORT FILM NOMINATION FOR THE EUROPEAN FILM AWARDS 2018 a: GLI ANNI di Sara Fgaier (Italia, Francia);

     

    PREMI VENEZIA CLASSICI La Giuria presieduta da Salvatore Mereu e composta da 25 studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, dei DAMS e della veneziana Ca’ Foscari, ha deciso di assegnare i seguenti premi:

     

    • il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a: THE GREAT BUSTER: A CELEBRATION di Peter Bogdanovich (USA);

     

    • il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a: LA NOTTE DI SAN LORENZO di Paolo e Vittorio Taviani (Italia, 1982);

     

    • VENICE VIRTUAL REALITY La Giuria internazionale della sezione Venice Virtual Reality, presieduta da Susanne Bier e composta da Alessandro Baricco e Clémence Poésy, assegna:

     

    • PREMIO MIGLIOR VR (STORIA IMMERSIVA) a: SPHERES di Eliza McNitt (USA, Francia);

     

    • PREMIO MIGLIORE ESPERIENZA VR (PER CONTENUTO INTERATTIVO) a: BUDDY VR di Chuck Chae (Repubblica di Corea);

     

    • PREMIO MIGLIORE STORIA VR (PER CONTENUTO LINEARE) a: L’ÎLE DES MORTS di Benjamin Nuel (Francia);

     

    • LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2018 a: David Cronenberg e Vanessa Redgrave ;

     

    • JAEGER-LECOULTRE GLORY TO THE FILMMAKER AWARD 2018 a: Zhang Yimou ;

     

    PREMI ORIZZONTI:  La Giuria Orizzonti della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da Athina Tsangari e composta da Michael Almereyda, Frédéric Bonnaud, Fatemeh (Simin) Motamed-Arya, Mohamed Hefzy, Alison Maclean, Andrea Pallaoro, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 12 cortometraggi in concorso, assegna:

    • PREMIO CAMPARI PASSION FOR FILM a: Bob Murawski.

 

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Galleria fotografica della 75ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia

(foto: Alessandra Costantino – Gloria Molin – Fiorenzo De Luca)






TUTTI I VINCITORI DELLA 74a MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

Venezia – Qualcuno ha detto che quello dell’edizione 2017 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è un Leone d’Oro da 110 chili, facendo riferimento al peso del messicano Guillermo Del Toro che ha appunto vinto con il suo magico “The Shape of Water”.

Alessandro Borghi, madrino del Festival di Venezia 2017, in Gucci “illuminante”, nella introduzione alla serata finale, ha raccontato il suo festival e insieme rivelato il segreto di un’edizione “speciale”, che ha davvero puntato sul cinema, le sue storie, i suoi personaggi, i suoi background. L’attore romano ha ringraziato famiglia, fidanzata, Claudio Caligari (il regista che l’ha lanciato con Non essere cattivo) e tutti gli incontri/sogni/momenti della sua Venezia 2017. Ha citato Jim Carrey visto di persona e sullo schermo, la colazione di Donald Sutherland, i divi incrociati… La sua vita privata (reale) e il mondo dei suoi sogni (coronati).

Venezia 2017 è stato un mix di tutto. Di America, Italia, Giappone, Libano… Di tante nazionalità come quelle della giuria, come ha ricordato la presidenta Annette Bening. Di fantasy e di musical (partenopeo…). Un documentario lungo 3 ore sulla più grande biblioteca newyorchese e la storia di un ragazzo che attraversa gli States con un cavallo da corsa.

Un western australiano premiato a sorpresa (Sweet Country, con tanto di aborigeni) e un attore teatrale palestinese venuto dal Libano e dalla sua storia di guerre senza fine alla sua prima prova da professionista e premiato con la Coppa Volpi (per il piccolo bellissimo e bellico The Insult)…

#Venezia74 è stato Charlotte Rampling che è Hannah e che ha ritirato la sua Coppa Volpi con la stessa giacca Giorgio Armani Privé con cui si era presentata al photo call del film.

E ancora… Una cantante bellissima e famosissima in fuga dalla sua bellezza e dalla sua fama (il vincitore della sezione Orizzonti Nico, 1988: con una protagonista, Trine Dyrholm davvero speciale, e un film di due antropologi su un caso famosissimo di cannibalismo (Caniba, film scandalo annunciato e premiato nella sezioni Orizzonti)…

La realtà virtuale (new entry, con una sezione e tre premi tutti suoi) e la tv (Suburra, i Leoni d’Oro alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford e via così. Col mondo e i film riuniti al Lido di Venezia per 10 giorni e con pochissime delusioni.

Il Festival  è organizzato dalla Biennale di Venezia, una delle più importanti istituzioni culturali al mondo. Il nome esatto del festival è “Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica”. È considerato importante sia per il cinema in quanto arte (l’anno scorso vinse un film filippino in bianco e nero, lungo più di tre ore, con lunghe inquadrature fisse) sia per il cinema dal punto di vista economico e sociale, che dà del lavoro ad alcune persone e ne fa divertire o emozionare altre.

Il festival di Venezia è il più antico del mondo (arrivò un paio d’anni dopo gli Oscar, ma quelli sono premi, non un festival con proiezioni di film nuovi) ed è anche piuttosto importante: già da qualche anno se ne parla come di una rampa di lancio per gli Oscar” perché capita spesso che i film prestigiosi che vengono presentati finiscano poi per vincere come Miglior film agli Oscar, com’è successo nel 2015 e nel 2016 con Birdman e con Spotlight. Un anno fa a Venezia fu presentato La La Land, che poi vinse l’Oscar per il Miglior film solo per un paio di minuti. Oltre a La La Land, che comunque è andato molto bene sotto diversi punti di vista,  un anno fa a Venezia furono mostrati per la prima volta anche Arrival, Jackie, Animali notturni e i primi episodi di The Young Pope. Nel 2016 il Leone d’oro fu assegnato a The Woman Who Left, il 19º film del regista filippino Lav Diaz: molto noto tra i critici, quasi sconosciuto a gran parte del pubblico.

Ecco tutti i vincitori del Festival del Cinema di Venezia 2017, compreso i tre neonati Venice Virtual Reality Awards:

– Leone d’oro per il miglior filmThe Shape of Water di Guillermo del Toro
Gran premio della giuriaFoxtrot di Samuel Maoz
Leone d’argento per la miglior regiaXavier Legrand per Jusqu’à la gard 
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Charlotte Rampling per Hannah
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Kamel El Basha per L’insulte
Miglior sceneggiaturaMartin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Premio Marcello Mastroianni (a un attore emergente): Charlie Plummer per Lean on Pete
Premio speciale della giuriaSweet Country di Warwick Thornthon
Miglior film della sezione Orizzonti: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
Premio Leone del futuro per la miglior opera primaJusqu’à la garde di Xavier Legrand

La giuria che ha assegnato i premi principali era presieduta quest’anno dall’attrice statunitense Annette Bening e ne facevano parte: la regista e sceneggiatrice rumena Ildikó Enyedi, il regista messicano Michel Franco, il regista Edgar Wright, il regista cinese Yonfan, il critico cinematografico David Stratton, e le attrici Rebecca Hall, Anna Mouglalis e Jasmine Trinca. Durante quest’edizione del festival sono stati assegnati anche due Leoni alla carriera, a Jane Fonda e a Robert Redford, prima della proiezione di Le nostre anime di notte, il loro film fuori concorso.

Durante la cerimonia sono stati anche assegnati dei premi per la Miglior storia in realtà virtuale (a Bloodless), per la Miglior esperienza in realtà virtuale (a La camera insabbiata) e per la Miglior realtà virtuale (a Arden’s Wake).

Il film The Prince and the Dybbuk ha vinto il Premio Venezia Classici per il Miglior documentario sul cinema; il premio per il Miglior film restaurato è andato a Idi Smotri. Il Premio per il Miglior cortometraggio è andato a Gros Chagrin. Il premio per il Miglior attore della sezione OrizzontiNavid Mohammadzadeh, quello per la Miglior attrice della sezione orizzonti a Lyna Khoudri. Il premio per la Miglior regia della sezione Orizzonti l’ha vinto Vahid Jalilvand per il film Bedoune Tarikh Bedoune Emza.

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L’album con tutte le foto di #Venezia74