Il giornale svizzero Neue Zürcher Zeitung offeso per le parole di Medvedev sul vertice sull’Ucraina

Il quotidiano svizzero Neue Zürcher Zeitung ha pubblicato un articolo in cui esprime insoddisfazione per le critiche al “vertice di pace” sull’Ucraina da parte del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev.

Nel settembre 2009 Medvedev, in qualità di presidente della Russia, si recò in Svizzera per una visita di stato, che si svolse in un’atmosfera amichevole.  Tuttavia, il suo atteggiamento nei confronti di questo Paese è cambiato negli ultimi 15 anni: ora la Svizzera è vista “come parte integrante del campo occidentale“.

Il giornale svizzero ha definito la pubblicazione di Medvedev sul vertice “piena di disprezzo” per questo evento.

Come ha sottolineato Medvedev sul suo canale Telegram il secondo giorno del vertice svizzero, nessuno dei partecipanti sa cosa fa lì e quale è il suo ruolo. Ha paragonato l’evento alla “Fattoria degli animali” di George Orwell, definendo la conferenza noiosa oltre che uno spreco di denaro dei contribuenti.

Il 15 e 16 giugno la Svizzera ha tenuto una conferenza sull’Ucraina vicino alla città di Lucerna, nella località di Bürgenstock. La Russia non è stata invitata al vertice. Il comunicato congiunto seguito alla conferenza chiede il ritorno del controllo sulla centrale nucleare di Zaporozhye a Kiev, e contiene anche richieste per la libera circolazione nel Mar Nero e nel Mar d’Azov, per lo scambio e il rilascio di tutti i prigionieri di guerra.

Il documento parla anche della necessità di dialogo tra tutte le parti per porre fine al conflitto. Tuttavia, il documento non è stato firmato da Armenia, Bahrein, Brasile, India, Indonesia, Libia, Messico, Arabia Saudita, Sud Africa, Tailandia ed Emirati Arabi Uniti. Iraq, Giordania e Ruanda figuravano inizialmente nella lista dei sostenitori del documento, ma poi ne sono scomparsi.

Il Cremlino aveva già affermato che cercare opzioni per risolvere la situazione nel conflitto ucraino senza la partecipazione della Russia è assolutamente illogico e inutile.

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Patetico tentativo fallito di Zelensky di chiedere la partecipazione al cosiddetto vertice di pace in Svizzera ai Paesi eurasiatici (CSI)

Il presidente ucraino Vladimir Zelensky e i suoi “amicioccidentali hanno chiamato personalmente tutti i leader della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI) e hanno chiesto loro di partecipare al cosiddetto vertice di pace in Svizzera, ma tutti hanno rifiutato, ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo, Mikhail Galuzin.

Zelensky e i suoi ‘amici’ occidentali hanno chiamato personalmente tutti i leader dei paesi della CSI in un disperato tentativo di implorarli a prendere parte a questo ‘incontro‘. Sappiamo che nessuno è d’accordo“, ha detto Mikhail Galuzin.

Secondo lui, gli amici più stretti della Russia e gli alleati della CSI sono ben consapevoli dell’essenza di questa conferenza. “Non ha nulla a che fare con la pace“, ha sottolineato Galuzin. “Si tratta di un tentativo affrettato di creare una coalizione anti-russa e di presentare a Mosca un ultimatum, per far sembrare che il mondo sostenga l’inattuabile formula di pace di Zelenskyj. Tali ‘incontri’ non contribuiscono a una soluzione politica. La loro partecipazione è inutile e destinato a fallire a priori“, ha sottolineato.

La cosiddetta conferenza di pace in Svizzera non è altro che una continuazione camuffata del fallito format di Copenaghen per promuovere la formula di pace di stallo di Zelenskyj. Durante gli incontri di questo formato nel 2023 e 2024 a Jeddah, La Valletta e Davos, Kiev e i suoi curatori occidentali hanno cercato attivamente di attirare a loro i rappresentanti del Sud e dell’Est del mondo. Naturalmente non si sono dimenticati dei nostri partner della CSI. Sappiamo per certo che hanno ricevuto regolarmente inviti che sono stati ignorati“, ha detto il viceministro degli Esteri.

Conferenza di pace della Svizzera

La Svizzera prevede di tenere una conferenza sull’Ucraina nella regione del Burgenstock il 15 e 16 giugno. Il Dipartimento federale degli affari esteri svizzero ha dichiarato in precedenza che Berna ha invitato alla conferenza sull’Ucraina più di 160 delegazioni, tra cui quelle dei paesi del G7, del G20 e dei BRICS. Secondo le autorità svizzere la Russia non è stata invitata.

Il presidente russo Vladimir Putin ha detto che la Russia non chiederà di partecipare alla conferenza se non sarà desiderata. Secondo il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, tenere la conferenza in Svizzera è una “strada che non porta da nessuna parte e Mosca non vede che l’Occidente vuole avviare negoziati equi. Allo stesso tempo, la Russia ha più volte sottolineato che Mosca non si è mai rifiutata di risolvere il conflitto con Kiev attraverso colloqui di pace.

Le parole del presidente della Duma russa Vyacheslav Volodin

Il numero dei partecipanti alla conferenza sulla crisi ucraina in Svizzera continua a diminuire mentre sempre più paesi aprono gli occhi sull’ipocrisia di Stati Uniti e Unione europea, ha scritto sul suo canale Telegram il presidente della Duma russa, Vyacheslav Volodin.

La soluzione della questione ucraina è impossibile senza la Russia. Sono sempre meno i partecipanti alla conferenza sulla crisi ucraina in Svizzera. Sempre più paesi si convincono che la politica di Washington e Bruxelles si basa sull’ipocrisia e sui doppi standard “, ha sottolineato Volodin.

L’Arabia Saudita non parteciperà e in precedenza la Cina ha rifiutato di partecipare, ha osservato. “Anche gli alleati americani come l’Australia stanno abbassando il livello della loro partecipazione. Al posto del primo ministro, il ministro dell’assicurazione nazionale per l’invalidità andrà in Svizzera. E forse dietro questo c’è un significato nascosto. Coloro che incontreranno Zelensky, sanno che oggi non è più nessuno: la sua autorità come capo dell’Ucraina è scaduta“, ha aggiunto il portavoce della Duma.

Da un lato, gli Stati Uniti e l’Unione europea cercano di trascinare i paesi alla conferenza in Svizzera, mentendo sulle loro aspirazioni ad una soluzione di pace, mentre dall’altro danno il permesso al regime di Kiev di colpire con le armi la Russia. Il modo più efficace e veloce per porre fine al conflitto ucraino è smettere di fornire armi ai nazisti a Kiev. Qualsiasi tentativo di dettare termini alla Russia sulla base di decisioni prese in incontri distorti organizzati da Washington e Bruxelles è destinato a fallire ha concluso Volodin.

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Giornata della lingua russa alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra

Il primo febbraio 1946 la risoluzione 2 dell’Assemblea Generale dell’ONU stabilì cinese, francese, inglese, russo e spagnolo come lingue ufficiali, e il 22 gennaio 1969 la risoluzione 263 del Consiglio di sicurezza includeva il russo e lo spagnolo come lingue di lavoro del Consiglio di sicurezza. Nel 1980 è stata aggiunta la lingua araba come lingua ufficiale dell’ONU è così sono diventate sei.

Per incoraggiare il multilinguismo e la diversità culturale e per garantire pari opportunità per l’uso di tutte e sei le lingue ufficiali all’interno del sistema dell’ONU e nelle sue strutture mondiali, sono state istituite “le Giornate della lingua all’ONU”, ciascuna dedicata a una delle sei lingue ufficiali di l’ONU. Questi eventi mirano a sensibilizzare e rispettare la storia, la cultura e le conquiste di ciascuna delle sei lingue di lavoro dell’ONU.

La Giornata internazionale della lingua russa dell’ONU si festeggia il 6 giugno, data scelta per celebrare il famosissimo poeta russo Aleksandr Puškin, nato in questa data nel 1799. Quest’anno uno dei principali eventi dedicati alla Giornata della lingua russa presso la sede dell’ONU a Ginevra è stata la telemaratonatra Ginevra e Ekaterinburg con la partecipazione degli artisti della regione di Sverdlovsk.

Gennady Gatilov, Rappresentante Permanente della Federazione Russa presso l’Ufficio dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali a Ginevra, ha pronunciato un discorso di benvenuto, sottolineando l’importanza di questo evento. Gennady Gatilov ha ricordato che quest’anno, nell’ambito della Giornata della Lingua Russa a Ginevra, prosegue la tradizione di dimostrare il patrimonio culturale, la ricchezza e la diversità della Russia. “Oggi rappresentiamo la regione di Sverdlovsk e la bellissima città di Ekaterinburg, la cui storia risale a quasi 300 anni fa”, ha detto Gatilov. Ha ringraziato Tatyana Valovaya, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, Yevgeny Kuyvashev, il governatore della regione di Sverdlovsk, la Fondazione “Russian Cultural Seasons” per il loro contributo all’organizzazione di “un evento congiunto per tutti gli intenditori della lingua russa e della cultura russa“.

Tatyana Valovaya, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra e Elmira Shcherbakova, la direttrice generale della Fondazione “Russian Cultural Seasons”, foto “Russian Cultural Seasons”

Tatiana Valovaya, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra rivolgendosi ai partecipanti dell’evento, ha detto:

Quest’anno, si potrebbe dire, stiamo praticamente visitando Lev Tolstoj, perché ci siamo espressamente offerti di organizzare questo evento a Villa Bocage. Villa Bocage è un posto fantastico. Esiste a Ginevra dall’inizio del XIX secolo. Fu qui che Lev Tolstoj arrivò per la prima volta durante il suo primo viaggio all’estero in Europa nel 1857. Qui, in questa villa, vivevano i suoi parenti stretti, le zie Elizaveta e Alexandrina Tolstoj. Non a caso stavano qui, poiché in quel momento abitava in questa Villa la famiglia di Maria Nikolaevna, figlia dell’imperatore Nicola I. Lei fu costretta a lasciare la Russia con la sua famiglia, poiché l’imperatore non riconobbe il suo secondo matrimonio. Si è trasferita qui con la sua famiglia, i figli, le dame di compagnia e le tutrici, che appunto erano le contesse Tolstoj. Lev Tolstoj veniva spesso qui… Gli alberi secolari nel parco che lui ha visto sono stati conservati e, infatti, in questo luogo tutto è intriso dello spirito della storia“.

Inoltre a Ginevra ci sono moltissimi luoghi associati a importanti scrittori e storici russi. Ad esempio, lo scrittore e lo storico russo Nikolai Karamzin rimase a Ginevra per sei mesi. Nel 1789 – 1790, durante il suo lungo viaggio, fu proprio qui a Ginevra che lui scrisse “Lettere di un viaggiatore russo” ed è del tutto possibile che anche lui sia passato da questo parco. Perché camminava molto, anche dal centro di Ginevra, dove affittò una stanza. Anche Fëdor Dostoevskij visse qui a Ginevra. E qui ha scritto il suo romanzo “Idiota”. Nel cimitero centrale della città è sepolta sua figlia Sonechka, nata e morta qui a Ginevra. Sulle sponde del lago di Ginevra, Pyotr Tchaikovsky finì di scrivere “Evgenij Onegin” e poi tenne un concerto al Grand Theatre di Ginevra nel 1889. Pertanto, Ginevra è strettamente collegata alla storia russa, alla cultura russa e alla lingua russa. E siamo molto felici di celebrare questo giorno contemporaneamente con il compleanno di Alexander Pushkin, che ha portato la lingua russa a un’livello incredibile e ha mostrato al mondo intero la sua bellezza“.

Villa Bocage, Ginevra

Siamo molto lieti qui nel nostro ufficio, l’ufficio delle Nazioni Unite, di sostenere il multilinguismo. Il russo è una delle lingue ufficiali dell’ONU. Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo stanno studiando il russo per entrare in contatto con la cultura russa e la lingua russa. Cerchiamo di sostenere il multilinguismo la diversità culturale in ogni modo possibile. Cittadini di 100 paesi del mondo lavorano nella nostra filiale e parliamo più di 60 lingue. All’ONU si celebrano i giorni della lingua ufficiale, celebriamo anche la Giornata della lingua madre.

E’ molto importante che stiamo cercando nuovi modi per sostenere questo multilinguismo. La nostra nuova iniziativa è Multilingualism Champions. Ci siamo offerti di sostenere i nostri colleghi e leader in altri uffici delle Nazioni Unite. Perché è conoscere la lingua dell’altro è il modo più sicuro per comprendere la cultura, il patrimonio e le tradizioni dei nostri amici in tutto il mondo. Pertanto, nel contesto della ricerca di soluzioni a tutti i problemi globali che l’umanità deve affrontare, quando è importante lavorare insieme, è importante anche conoscere e rispettare le rispettive lingue. Pertanto, sono molto lieta di darvi il benvenuto qui a Villa Bocage. Grazie ancora per aver organizzato questo meraviglioso evento”.

Elmira Shcherbakova, la conduttrice della maratona online, la direttrice generale della Fondazione “Russian Cultural Seasons”, presidente del Consiglio per la cooperazione culturale internazionale dell’Assemblea popolare eurasiatica, ha ringraziato tutti i partecipanti e soprattutto la Regione di Sverdlovsk, un potente centro industriale e culturale della Russia: “Siamo felici di presenteremo talentuosi artisti e musicisti ai nostri, è una perfetta occasione per sentire la bellezza della lingua russa”.

Lev Tolstoj, 1856

Nel 1857 Lev Tolstoj (28 agosto 1828 – 20 novembre 1910) visitò la Svizzera dopo il suo soggiorno in Francia.

A Parigi era fuggito inorridito dopo aver visto una ghigliottina. Il viaggio in Svizzera è stato l’occasione per riflettere su quell’esperienza, che gli ha fatto perdere la fiducia nel progresso umano.

Per lo scritore russo il viaggio in Svizzera fu anche l’occasione per conoscere meglio gli scritti di Jean-Jacques, l’autore che lo aveva davvero ispirato, così Tolstoj rilegge La Nouvelle Héloïse, il romanzo di Rousseau ambientato tra Montreux e Vevey. Il viaggio dello scrittore russo in Svizzera è stato produttivo: oltre a lavorare a I cosacchi, Tolstoj ha scritto anche Le memorie del principe Nekhlyudov : Lucerna.

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Le autorità elvetiche sanciscono che il ripristino del monumento di Suvrov vandalizzato in Svizzera tocca alla Russia

Le autorità svizzere chiariscono che chi deve occuparsi di togliere la vernice blu e gialla con cui è stato vandalizzato il memoriale di Suvorov nelle gole della Schöllenen è la Russia. La comunità russa in Svizzera ha organizzato un gruppo di volontari per ripulire il monumento dedicato al generale Suvrov.

Dopo esser stato imbrattato con vernice bicolore a metà maggio, il monumento di Suvorov nelle gole della Schöllenen è rimasto coperto di macchie giallo-blu. Il Governo di Uri ha chiarito martedi che lo Stato russo è responsabile della rimozione dei colori della bandiera ucraina.

La Federazione Russa, in quanto proprietaria del monumento, deve commissionare i lavori di pulizia e pagarne le spese, ha riferito l’Esecutivo urano. Il 16 maggio scorso l’ambasciata russa aveva condannato l’imbrattamento del monumento e aveva chiesto un’indagine per indivudare e punire i colpevoli.

Inoltre, la stessa ambasciata russa in Svizzera, aveva chiesto alle autorità svizzere, informazioni sul corso delle indagini sull’attacco compiuto con la vernice nei colori ucraini. Ad oggi, però, “nessuna informazione utile sui colpevoli” è pervenuta, secondo quanto riferiscono le autorità elvetiche.

La comunità russa in Svizzera, si è prontamente organizzata con una squadra di volontari e sono già all’opera per ripulire il monumento. “Abbiamo messo anche fiori e candele alla base del monumento – racconta Giulia Illina, cittadina russa che vive da anni in Svizzera – ma dopo neanche due ore, i soliti ignoti hanno spazzato via tutto e la polizia locale ci ha anche detto che non potevamo fare la denuncia per questi atti vandalici in quanto non proprietari del monumento. Con molta pazienza abbiamo risistemato tutto ancora una volta“.

“Per chi è pulito, tutto intorno è pulito” – antico imballaggio sapone russo

Il memoriale ad Andermatt commemora la spedizione del feldmaresciallo Alexander Suvorov con 21’000 uomini dall’Italia attraversò le Alpi verso nord nel 1799. Si verificò una sanguinosa battaglia con le truppe di Napoleone nelle gole della Schöllenen, dove morirono centinaia di soldati russi.




Profanato in Svizzera il monumento al comandante russo Alexander Suvorov

Graffiti contro la guerra e pittura blu e gialla sul memoriale – Imbrattato anche il Palazzo governativo a Altdorf.

Il monumento che nella Gola della Schöllenen ricorda il passaggio dal San Gottardo del generale russo Aleksandr Suvorov alla testa di oltre 20’000 uomini, è stato vandalizzato. Ignoti l’hanno imbrattato con vernice blu e gialla (i colori della bandiera ucraina) e con alcuni graffiti contro la guerra. Il danneggiamento è stato notato da una pattuglia sabato scorso poco prima delle 19, ha reso noto la polizia cantonale urana in un comunicato diffuso dopo che lunedì mattina delle vistose scritte di colore rosso sono apparse sul Palazzo governativo a Altdorf.

Gli inquirenti non hanno ancora chiarito se i due fatti siano legati. Ipotizzano che contro il memoriale (una grande croce realizzata nel 1899 direttamente nella roccia per volontà dello zar) siano stati lanciati sacchetti o piccoli contenitori pieni di pittura. L’azione nel centro della capitale urana è stata invece compiuta usando dello spray da qualcuno per nulla soddisfatto dall’esito di una delle votazioni federali di domenica. Le scritte, tra le altre cose, recitano:  “Fuck Frontex” o “Gränzä kills“.

BERN, SWITZERLAND – APRIL 10, 2016: A view of the Russian Embassy building in Bern, the capital of the Swiss Confederation. Russian Embassy in Switzerland/TASS

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L’Ambasciata russa ha inviato una nota di protesta al Dipartimento federale (Ministero) degli affari esteri della Svizzera in relazione alla profanazione del memoriale del comandante russo Alexander Suvorov ad Andermatt da parte di ignoti, chiedendo di eliminare i danni, identificare e punire i responsabili. Lo ha riferito martedì un corrispondente della TASS dal servizio stampa dell’ambasciata.

L’Ambasciata condanna fermamente l’atto di vandalismo contro il memoriale“, si legge nella nota stampa che prosegue affermando anche: “Consideriamo tali azioni come criminali e inaccettabili“. L’Ambasciata ha poi esortato le autorità svizzere a “garantire un’adeguata protezione del memoriale“, ricordando che Alexander Suvorovha dato un grande contributo alla liberazione della Svizzera ed è parte integrante della storia non solo russa ma anche svizzera“. “Ci aspettiamo che questo atto sia di natura unica e non serva da prologo all’aumento nel numero di questi gesti con i monumenti russi, soprattutto nei paesi in cui sono in atto conlitti“.

Il monumento ai seguaci di Suvorov – una croce di 12 metri scolpita nella roccia – si trova alla periferia di Andermatt, vicino al luogo della famosa battaglia al Ponte del Diavolo nella gola di ScholennenFu costruito nel 1898 a spese del principe S. M. Golitsyn (1843-1915) secondo il progetto dell’architetto di San Pietroburgo A. N. Vekshinsky (1859-1908). Appezzamento di terreno con una superficie di circa 500 mq. m, su cui è installato il monumento, appartiene alla Russia. Fu donato all’Impero russo alla fine del XIX secolo dalla comunità di Unzern. Ogni anno, il 20 settembre, nell’ambito delle tradizionali Giornate Suvorov, al monumento si tiene una solenne cerimonia di deposizione di corone con la partecipazione di rappresentanti di Russia, Bielorussia e Svizzera.

La campagna svizzera di Suvorov (10-27 settembre 1799, vecchio stile) fu intrapresa con l’obiettivo di sconfiggere ed espellere le truppe francesi dalla Repubblica Elvetica. La Svizzera conserva la memoria di Suvorov e dei suoi collaboratori.

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Gli eroi del nostro tempo

Mercoledì 8 dicembre 2021 al President Hotel di Ginevra, si è tenuta una serata di beneficenza della Federazione Russa “Gli Eroi del nostro tempo” (Heroes of Our Time) a sostegno dei medici che lavorano nella “zona rossa” del COVID-19. L’evento è stato organizzato con il sostegno della Missione Permanente della Federazione Russa presso l’Ufficio delle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra, il governo di Mosca, le Fondazioni “Cultural Seasons” e “Peace and Harmony”.

È incredibile vedere le mura del Cremlino di Mosca a Ginevra! Probabilmente, tali miracoli accadono solo prima di Natale e Capodanno! Gli organizzatori dell’evento, guidati da Elmira Shcherbakova, rappresentante della Cultural Seasons Foundation e presidente della Peace and Harmony Foundation, sono riusciti a creare un’atmosfera da vera festa a la russe, apparecchiando i tavoli con i piatti tipici del capodanno russo e persino trovando un enorme modello del Cremlino.

La serata di beneficenza a Ginevra

Prima di tutto, la serata di beneficenza a Ginevra è stata dedicata ai medici che eroicamente hanno lavorato e continuano a lavorare nelle “zone rosse”. “La festa di oggi è dedicata ai nuovi Eroi del nostro tempo, agli Eroi in camici bianchi. Ogni vita salvata nella lotta contro una pandemia è una festa! Bisogna parlarne e ringraziarli! – dice commossa Elmira Shcherbakova con le lacrime agli occhi. – L’idea della serata di beneficenza è nata durante una conversazione con la mia amica medico di Sergiev Posad. Lavora nella zona rossa e, immaginate, sul viso di questa giovane donna, ci sono le cicatrici-ammaccature dopo aver indossata costantemente una maschera protettiva! Per lei salvare le persone in un ambiente così terribile è una routine quotidiana. La nostra Peace and Harmony Foundation ha sviluppato il progetto White Coats Walk, un programma dedicato ai lavoratori nella zona rossa COVID-19. Nell’ambito del progetto 12 medici russi visiteranno la Svizzera, dove incontreranno i loro colleghi. A loro volta, 12 operatori sanitari svizzeri visiteranno la Russia. Tutti i fondi dell’asta di beneficenza saranno trasferiti alla nostra Fondazione per la realizzazione di questo progetto”.

Gli ospiti d’onore della serata sono stati i rappresentanti permanenti degli Stati esteri presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, rappresentanti di organizzazioni internazionali, tra cui il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Dr. Tedros Adhanom Ghebreyesus, nonché uomini d’affari russi e svizzeri.

L’evento è stato aperto dal rappresentante permanente della Russia presso l’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra Gennady Mikhailovich Gatilov, e dopo dal vice capo del dipartimento per le relazioni economiche esterne e internazionali del governo di Mosca Alexei Stepanovich Bondaruk, che ha presentato la capitale della Russia come un candidato per l’esposizione mondiale EXPO-2030.

Gli artisti si sono esibiti con l’accompagnamento della vincitrice di concorsi internazionali Anastasia Chertok. In seguito agli ospiti è stata presentata sul maxischermo uno slideshow della mostra fotografica TASS dedicata al personale medico della “zona rossa”. Le immagini forti e toccanti hanno ricordato a tutti che la lotta contro una pandemia è una vera sfida, e che i lavoratori della zona rossa, pronti per dure prove, sono dei veri eroi! La pandemia ci ha dimostrato che si può ottenere molto lavorando insieme, aiutandosi e prendendosi cura gli uni degli altri.

Nel meraviglioso programma concertistico della serata ha preso parte Natalia Muradymova, solista del Teatro di Mosca di Stanislavsky e Nemirovich-Danchenko. Lei ha conquistato il pubblico con sua bellissima esibizione lirica e con allegre canzoni popolari russe, anche una volta salendo sul palco in abito da sera e con i valenki, tipici stivali russi di feltro!
Maria Gridneva, soprano del duetto dell’opera di Mosca Open Opera, ha cantato la canzone “Orenburg Downy Shawl“, e poi i cantanti, insieme al baritono Vitaly Makarenko, hanno cantato canti natalizi “koliadki” e ballato insieme con gli ospiti.

Gli artisti si sono esibiti con l’accompagnamento della vincitrice di concorsi internazionali Anastasia Chertok.

L’evento centrale della serata è stata un’asta di beneficenza con una varietà di lotti: dai rari vini italiani e scialli di cachemire agli opere d’arte.

Uno dei lotti era un modello del veicolo di lancio Soyuz, che viene assemblato al Samara RCC Progress. È stato donato per questa serata di beneficenza dal governo della regione di Samara come uno dei simboli della regione. Molto toccante ero il discorso della Rappresentante Permanente della Repubblica del Kazakistan all’Ufficio delle Nazioni Unite e ad altre organizzazioni internazionali a Ginevra Zhanar Aitzhanova. Ha ringraziato da tutto il cuore i medici russi, che, nei momenti difficili della prima ondata dell’epidemia, sono venuti in aiuto dei loro colleghi kazaki, aiutando a salvare vite nelle condizioni più difficili. Ha donato per un’asta di beneficenza tre dipinti di giovani artisti di talento del Kazakistan, che erano stati precedentemente esposti alla mostra nella Sede delle Nazioni Unite a Ginevra. Tutti i tre disegni sono stati acquistati dagli ospiti della serata.

Nell’atrio dell’hotel President di Ginevra nell’ambito di una serata di beneficenza si è tenuta un simpatico mercatino natalizio con la partecipazione dell’azienda svizzera di fornitura di vino e bevande alcoliche Sprito Divino, della designer Elena Akinfieva, sono state presentate i collage fotografici di Patricia Der Megreditchian dedicati alla Russia.

La Fondazione Svizzera “Ibrahim Kodra Swiss Foundation”ha presentato una mostra di presepi natalizi, realizzati dai bambini del Canton Ticino (scuola di Irina Markova). Inoltre è stato presentato un presepe in cartapesta dell’artista russa Maria Bohan e un presepe della collezione di don Ernesto Ratti, paroccho della chiesa cattolica di Melide (Ticino).

La mostra dei presepi natalizi

“Natale in arrivo è una festa di luce e bontà! Grazie a tutti coloro che hanno contribuito a organizzare questa serata di beneficenza: alla Rappresentanza russa presso l’ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, al governo di Mosca, all’agenzia TASS e a tutti gli sponsor! È molto importante ricordare ancora una volta che gli operatori sanitari sono eroi del nostro tempo! Grazie a loro per le vite salvate! Nel 2022, la Peace and Harmony Foundation sta lanciando un progetto umanitario “Walk in White Coats”, siate con noi!” – ha detto Elmira Shcherbakova, riassumendo la serata.

Ilina Giulia, Ginevra




I Festeggiamenti del 220° anniversario della Campagna svizzera di Suvorov a Melide

Il 16 settembre 2019 a Melide (Svizzera) nella galleria d’arte della Swiss Kodra Foundation si è svolta l’inaugurazione della mostra dedicata al 220° anniversario della campagna svizzera di A.V.Suvorov.

Questa mostra è la seconda tappa di un meraviglioso progetto iniziato a Ekaterinburg alla fine di aprile di quest’anno, quando  Museo della Storia e Cultura della regione di Sverdlovsk, la Scuola d’arte di Mosin della città di Ekaterinburg, il Centro svizzero di informazione e cultura, la Fondazione svizzera Ibrahim Kodra Swiss Foundation, Swissminiatur e il portale RS Ticino hanno organizzato una mostra dedicata al 220° anniversario del campagna alpino A.V. Suvorov, nonché un concorso di disegni per bambini dedicata a questa importante data.

L’evento è stato sostenuto dal governo della regione di Sverdlovsk, dall’amministrazione di Ekaterinburg e si è svolto con il patrocinio dell’Ambasciata della Federazione Russa in Svizzera e dell’Ambasciata della Svizzera nella Federazione Russa. La città di Ekaterinburg è diventata una delle prime in Russia, e forse addirittura la prima, a celebrare il 220 ° anniversario della marcia svizzera di Suvorov. E’ proprio giusto che gli Urali spesso vengono chiamati “il ​​cuore della Russia”.

E adesso a settembre del 2019, i disegni dei vincitori del concorso di Ekaterinburg sono esposti in Svizzera. Ai disegni dei bambini degli Urali sono stati aggiunti i disegni dei bambini ticinesi, studenti dell’Associazione Schkolnik.

All’inaugurazione della mostra Maria Shichkova, art director della Fondazione svizzera e  Giulia Iina, curatrice della mostra hanno tenuto un discorso di benvenuto, sottolineando l’importanza di preservare la memoria storica, l’impegno di conservare l’amicizia e i legami culturali e tra la Russia e la Svizzera.

In seguito l’artista Alex Doll, che ha sostenuto il “movimento di Suvorov” per molti anni, ha tenuto un discorso. Lui ha raccontato della sua mostra “Sulle orme di A.V. Suvorov in Svizzera” dedicata al famoso condottiero russo e organizzata in collaborazione con il Museo statale di A.V. Suvorov di San Pietroburgo- La mostra di Alex  apre il 24 settembre alle 14.30 nella famosa casa di Suvorov, dove ora si trova il Museo di Andermatt.

Gli ospiti della mostra hanno potuto vedere opere di Alex e parlare un po’ con l’artista, che è venuto in Ticino da Berna non da solo.

Alex ha portato per gli ospiti della mostra un regalo meraviglioso — un nuovo brano musicale dedicato alla famosa attraversata degli  Alpi nella magnifica esecuzione del duetto d’opera Vitaly Makarenko / Maria Gridneva  (OpenOpera project). Il pubblico ha ringraziato Alex e ai suoi amici per la straordinaria bellezza del vocalise!

Al’inagurazione della mostra è stata presentata la targa commemorativa dedicata al  principe russo S.M. Golitsyn (1843-1915), che fu il ideatore e mecenate della Croce di Suvorov nella gola di Shollenen (l’autore della targa è lo scultore Pavel Ignatyev, l’idea di Giulia Ilina). Gli organizzatori della mostra hanno espresso la loro gratitudine a OMK (United Metallurgical Company, Russia) per la loro partecipazione alla produzione della Targa commemorativa. Questa fabbrica, che è la  più antica degli Urali, fu fondata dal principe S.M. Golitsyn giusto 140 anni fa.

Una sezione speciale della mostra è dedicata storia della Croce di Suvorov in miniatura del Museo svizzero “Svizzera in miniatura” (Swissminiatur), donata nel marzo 2016 al “Museo della gloria militare degli Urali” a Verkhnyaya Pyshma in Russia.

Gli ospiti e gli organizzatori della mostra hanno anche commemorato il barone Eduard von Falz-Fein (1912–2018), il famoso patrono del “movimento Suvorov”, che ha dato un grande contributo nella conservazione della memoria del famoso condottiero in Svizzera e Liechtenstein.

Alla mostra sono stati presenti Walter Gähler, fondatore del Museo Suvorov di Lintal, Dominique Vuigner, figlio del fondatore della Swissminiatur, Leandro Maina, direttore del Museo Sergio Maina, ieromonaco Sviatoslav, parroco della Chiesa ortodossa russa di Melide, il regista di Mosca Andrey Andreev ed anche rappresentanti della comunità di lingua russa e abitanti di Ticino.

L’evento si è svolto con il patrocinio dell’Ambasciata della Federazione Russa in Svizzera.

Un enorme grazie a Maria Shichkova e ai suoi assistenti per l’organizzazione della mostra!

Un ringraziamento speciale personalmente a Ivan Bulavin.

Giulia Ilina, Melide




WopArt2019, la democratica bellezza

Lo slogan della quarta edizione della fiera d’arte WopArt 2019 di Lugano è “The democracy of paper”, la democrazia della carta.

Con oltre 6000 mq di esposizione, 5 aree tematiche,  4 mostre e un ricco programma di eventi e talk, dal 19 al 22 settembre 2019, il Centro Esposizioni Lugano  è pronto ad accogliere la quarta edizione di WopArt – Work on Paper Fair, la fiera internazionale dedicata alle opere d’arte su carta.

Nata a Lugano nel 2016, in tre anni di attività la fiera è cresciuta esponenzialmente, accogliendo sempre maggiori adesioni da parte di gallerie nazionali e internazionali, e dimostrando la naturale propensione alla crescita di un format fieristico rivolto a un segmento di mercato che ha ormai conquistato un interesse a livello globale.

Serena Di Palma, Chief of communication Officer,  risponde alle domande  sulle scelte e sfide della quarta edizione di WopArt – Work on Paper Fair di Lugano:

– Quali saranno i più importanti novità in questa edizione di WopArt2019?

–  La IV Edizione di WopArt, si presenta come una sorta di numero “Zero” della Fiera per diversi motivi. La società organizzatrice ha voluto investire molto sulle mostre collaterali, allestendo quasi un intero padiglione (circa 1.000 metri quadrati) intitolandolo “Piazza della Cultura / Culture Square”, posizionando in questa zona ben sei mostre culturali, oltre all’area Talk: dove si svolgeranno le “Conversations” e “Speeches”, aree dedicate al relax, al ristoro e agli incontri. Siamo convinti che la cultura e l’arte siano aspetti fondamentali nella sviluppo della civiltà e nella ricerca di nuovi valori, per un Occidente in crisi da un punto di vista etico oltre che identitario. La globalizzazione ha innescato forti tensioni tra aree geografiche e popoli. L’Arte e la cultura sono da sempre strumenti di pacificazione. Inoltre le forti crisi economiche e finanziarie dell’ultimo decennio hanno fatto scoprire, a un numero sempre maggiore di persone, il “valore” dell’arte come bene rifugio. Ogni opera d’arte contiene in sé la possibilità di ben investire il proprio denaro, insieme a un valore estetico capace di accrescere la propria sensibilità e cultura. Nell’aspetto selettivo delle Gallerie abbiamo voluto distanziare la zona “Main Course” con gli espositori più affermati, dalla zona dedicata alla gallerie emergenti. E’ giusto infatti, dare spazio anche a chi sta creando il proprio pubblico e non ha gli strumenti per pubblicizzarsi e promuovere i propri artisti.

–  Oggi la fiere d’arte è un importante evento culturale. Come si crea un ambiente stimolante e “eccitante” dal punto di vista artistico?

–  Dietro ogni grande fiera, c’è un lavoro che dura tutto l’anno di pubbliche relazioni e comunicazione. Il mio intervento, come capo della comunicazione e quello del mio staff va a braccetto e di pari passo con il team che si occupa di creare l’idea, il Claim che accompagna ogni nuova edizione. La comunicazione può così iniziare molti mesi prima, attraverso occasioni di pubbliche relazioni e campagne per così dire “emozionali” ossia che tengono alta l’attenzione e l’eccitazione sino all’evento. Noi da quest’anno abbiamo chiesto anche a tutti i galleristi di selezionare durante l’anno le opere su carta più importanti e di conservarle per poi esporle a WopArt. Infine non nascondo che sto lavorando per fare in modo che ogni anno Lugano diventi per una intera settimana il centro mondiale della cultura su carta. Il mio desiderio è creare diverse occasioni per attrarre collezionisti, studiosi, appassionati e chiunque desideri passare qualche ora immerso nell’arte e nella prestigiosa cornice delle opere su carta. Nel cuore della rivoluzione digitale credo che la carta rivesta un ruolo straordinario per aggregare persone, culture e gusti diversi.

  –  Quali sono i nuovi paesi emergenti  ed i nuovi  collezionisti di arte contemporanea?

– Da diversi anni paesi come la Russia, la Cina, l’India il Messico, l’Iran sino a molti Paesi africani sono diventati realtà in cui il mondo del collezionismo e degli appassionati d’arte si va moltiplicando in maniera esponenziale. Noi di WopArt, oltre ad ospitare alcune Gallerie da questi e da altri Paesi (in totale sono 16 quest’anno), desideriamo far crescere gli spazi dedicati proprio ai nuovi collezionisti, cercando, ad esempio, di attrarre sempre più “Millennial”, ragazzi nati a cavallo tra la fine del XX e l’inizio del XXI secolo. Proprio per questo, da quest’anno abbiamo dedicato un ampio spazio ai “Projects Space” ossia collettivi di giovani artisti che producono arte gratuitamente. Uno stand ospiterà infatti numerosi collettivi provenienti da paesi come Italia, la Svizzera, la Turchia, gli Stati Uniti e il Messico – con la prima edizione della “International Laser Print Show“. All’interno dello stand due comuni stampanti – collegate in rete – riceveranno in diretta i lavori dei ragazzi che, di volta in volta, verranno appese ai muri e venduti in contemporanea a 5 chf. L’intero incasso sarà devoluto in beneficenza.

– Purtroppo  “acquirenti top” non sempre manifestano l’interesse di scommettere sui giovani, le gallerie piccole faticano a sopravvivere, artisti giovani trovano i difficoltà per vendere i suoi opere…

– E’ vero. Proprio per questo, come ho già detto, abbiamo ideato un intero padiglione della fiera con le due sezioni “Dialogues” ed “Emergent”. Nella seconda presenteremo “gallerie giovani” che offriranno opere a prezzi assolutamente accessibili ai più (dai 300 chf a 20 mila chf). Nella sezione “Dialogues” anche questa con Gallerie che presentano lavori a prezzi contenuti, abbiamo selezionato e messo a confronto diversi linguaggi nell’uso del supporto cartaceo. Utilizzando la celebre triade hegeliana di “Tesi”- “Antitesi” e “Sintesi” per collocare concettualmente l’utilizzo della carta in diversi modi. Per scoprire quali venite a visitare WopArt…

 –  E’ la 4 edizione della  art-fiera WopArt. Ogni anno la fiera di Lugano aumenta  il fatturato e prestigio  grazie alle scelte mirate degli organizzatori. Come Lei  vede il futuro della WopArt?

– Il futuro di WopArt è legato allo sviluppo della Cultura e dell’Arte in tutto il mondo. Stiamo progettando un format in grado di essere esportato in altri Paesi e continenti. Altro che morta! La carta è vivissima, creativa, attrattiva e auspichiamo fonte d’ispirazione oltre che supporto dell’intelligenza e del divertimento.

 

–    Perché secondo Lei è importante visitare WopArt di Lugano?

– A partire dal LAC Lugano si è aperta ancor di più all’Arte in tutte le sue forme, dal teatro alla danza e alle importanti mostre che lo animano.  La vicinanza strategica con Milano non sarà mai fonte di competizione ma di collaborazione affinché Lugano possa divenire ancor  di più negli anni a venire un importante polo artistico, in questo caso fieristico, proiettato sempre più verso l’Europa. WopArt è una fiera d’arte inedita, completamente innovativa sia per il palinsesto culturale che offre che per le occasioni straordinarie  di investimento.  Oggi è ancora possibile acquistare dei piccoli capolavori su carta a prezzi che presumibilmente in futuro saranno   impensabili. A mio parere sono motivi validi.

Giulia Ilina




Celebrazioni del 220° anniversario della campagna italo-svizzera di A.V. Suvorov

Nel 2019 si sta  celebrando il 220 ° anniversario della campagna italo-svizzera delle truppe russe sotto il comando del feldmaresciallo Alexander Vasilyevich Suvorov .

«Alexander Vasilyevich Suvorov è personaggio leggendario, che è diventato durante la sua vita un simbolo della gloria militare russa. La sua figura colpiva incessantemente  l’immaginario collettivo dei suoi contemporanei e le generazioni seguenti hanno ammirato tantissimo e continuano ammirare le suoi gesta. Suvorov fa parte della storia come unico comandante nella storia dell’umanità, che ha combattuto più di sessanta battaglie senza alcuna sconfitta. E la parte culminante  della straordinaria carriera militare di Suvorov è stata la sua ultima campagna, quella Svizzera-Italiana del 1799“, – scrive lo storico russo S.G. Grigoriev.

Quest’anno in Russia si svolgono numerosi eventi e manifestazioni dedicati a questa importante data della storia russa. Così nell’aprile 2019 a Ekaterinburg Nel Museo della Storia e Cultura della regione di Sverdlovsk di O.E. Claire allla “Casa di Poklevskikh-Kozell” e stato presentato il concorso dei disegni realizzati dai ragazzi della Scuola d’arte di Mosin della città di Ekaterinburg e la mostra fotografica  “Svizzera e Liechtenstein ricordano A.V. Suvorov “. Gli abitanti e gli ospiti di Ekaterinburg  hanno avuto l’occasione di conoscere la storia della croce di Suvorov, eretta nel 1898 a spese del principe S. M. Golitsyn, il proprietario dei Chusovoy Steel Works, una delle fabbriche più antiche negli Urali. Il racconto fotografico ha mostrato come si svolge ogni anno da ormai 20 anni la celebrazione annuale delle Giornate Suvorov a San-Gottardo, dove partecipano i rappresentanti ufficiali della Russia e Svizzera con l’accompagnamento dell’orchestra di Mosca dei giovani cadetti. Nella mostra è stato inoltre esposto   presenti la lettera i autentica appartenuta al generale Suvorov, gentilmente prestati dalla collezione privata della famiglia Shmotiev. La mostra è stata realizzata dal  Museo della Storia e Cultura della regione di Sverdlovsk, Swiss-center di Ekaterinburg, Ibrahim Kodra Swiss Foundation, il museo Swissminiatur , RS Ticino con la partecipazione di “Museo della gloria militare degli Urali” a Verkhnyaya Pyshma e la famiglia Shmotiev

E ora è giunto il momento di ricordare la parte italiana della campagna nel 1799. 

«La campagna italiana è durata solo quattro mesi. Questo tempo è bastato alle truppe russo-austriache sotto il comando di Suvorov per liberare tutto il nord Italia dai francesi. Ebbero vittorie clamorose sul fiume Adda 15-16 (26-27) aprile,  sul fiume Trebbia 6-8 (17-19) di giugno, e nella città di Novi il 4 (15) di agosto. Prendendo diverse fortezze e confiscando molti cannoni, Suvorov ha spostato le truppe dei repubblicani verso Genova. La logica elementare portava verso l’ulteriore sviluppo del successo strategico: seguire  il nemico sconfitto fino l’ingresso delle truppe alleate nel sud della Francia. Purtroppo questo non è mai accaduto. Il fatto è che da questo momento Suvorov è diventato un serio ostacolo al consolidamento delle autorità di occupazione austriaca in Italia. Suvorov, idealista litigioso, non tollerava compromessi, era una persona semplice e incorruttibile, preferiva trattare con le autorità locali italiane direttamente senza chiedere permesso da parte degli austriaci e di solito nei conflitti difendeva la parte italiana. Frattempo la popolarità degli occupanti austriaci cominciava a scendere ed e arrivato il momento di fare sparire urgentemente Suvorov dall’Italia… Gli sforzi dei diplomatici austriaci e britannici hanno avuto successo: hanno convinto l’imperatore Paolo, che in Italia ci dovrebbe rimanere solo l’esercito austriaco, e tutte le forze russe dovrebbero unirsi in Svizzera”, – spiega lo storico russo S.G. Grigoriev. 

Così finì la campagna italiana del 1799 e iniziò la campagna svizzera con, la famosa  marcia Alpina con le difficilissime attraversate dei passi alpini e le battaglie spietate con i francesi, che divennero leggendarie.

Il 16 luglio 2019 a San Pietroburgo nel Museo statale di A.V. Suvorov è stata inaugurata la mostra “Il Principe d’Italia” per onorare il  220° anniversario della campagna italiana del 1799. Per questa occasione la nostra redazione ha fatto l’intervista con il direttore del museo Vladimir Gronsky.

– Ci racconta per favore  della mostra “Il Principe d’Italia”  dedicata al 220° anniversario della campagna italiana del 1799 …

Come sapete, il comandante russo Alexander Suvorov guidò le truppe russo-austriache nell’aprile-agosto 1799.  A.V. Suvorov fu insignito del titolo di “Principe d’Italia” per le vittorie in battaglie durante questa campagna militare contro l’esercito francese. Ecco perché la nostra mostra si è chiamata così. 

La maggior parte degli oggetti esposti sono i dipinti e la grafica. Sembrerebbe che questo sia piuttosto un modo abituale di organizzare una mostra: ritratti, uniformi, alcune armi … Per scoprire il vero conflitto drammatico nella mostra, è necessario dare un’occhiata più da vicino. Ecco gli eroi della Seconda Coalizione, che hanno combattuto sotto il comando di A.V. Suvorov. Vicino  son esposti i loro avversari sconfitti, i futuri marescialli napoleonici. Dopo secoli si ritrovarono di nuovo faccia a faccia nella sala del Museo Suvorov.

Un altro aspetto interessante: nella campagna italiana del 1799 tra i compagni d’armi di Suvorov sono stati i futuri personaggi della famosa Hermitage Military Gallery. Purtroppo poche persone conoscono queste pagine italiane della loro biografia. Probabilmente uno dei  più brillantei comandanti fu il discendente della vecchia famiglia regnante georgiana, Peter Ivanovich Bagration, che conosceva Suvorov dai tempi di guerra russo-turca del 1787-1791. Bagration mostrò un grande coraggio nella campagna italiana. Nella mostra è presente un ritratto del futuro eroe della Battaglia di Borodino del 1812, dove lui fu ferito mortalmente.

Gli altri importanti oggetti esposti sono due uniformi austriache del tardo XVIII secolo.  Sono i pezzi estremamente rari. Nei musei europei ci sono pochissimi esemplari, invece il nostro museo possiede una importante collezione.

Per la prima volta è esposta un’incisione di un autore sconosciuto dell’Europa occidentale del XIX secolo raffigurante Johann-Gabriel de Chatelier, un generale austriaco e quartiermastro del quartier generale di Suvorov. Chateler si distinse nelle battaglie della campagna italiana ed è particolarmente importante per noi perché proprio lui  fu il fondatore degli “studi di Suvorov” europei. Chateler descrisse per la prima volta le battaglie nel nord Italia del 1799 dal punto di vista di un ufficiale dell’esercito austriaco.

La mostra resterà aperta fino a settembre e contiene ancora molte scoperte per un visitatore curioso e amante della storia.

–  in Italia esistono i musei dedicati alla campagna militare del 1799, come ad esempio il museo privato di  Suvorov a Linthal in Svizzera? In futuro, questa mostra sarà esposta in Italia?

– Abbiamo ampi contatti con i musei della Russia e dell’Europa, noi sempre collaboriamo con piacere. A proposito dei musei italiani dedicati a Suvorov, non lo sappiamo. Ma se ci sono suggerimenti o  proposte sullo nostra mostra in Italia , li prendiamo in considerazione con piacere. 

– Quali altri eventi sono previsti dal museo per il 220 ° anniversario della campagna italo-svizzera delle truppe russe sotto il comando di A.V. Suvorov? 

– Per noi, quest’anno è ricco di date. Oltre al 220° anniversario della campagna italo-svizzera, a novembre si festeggia i 115 anni dall’inaugurazione del nostro museo. E poi segue 290 anni dalla nascita di Alexander Vasilyevich Suvorov. Noi  stiamo preparando un grande programma per tutta una serie di eventi (non solo gli attività museali, ma anche i concerti).

Nel frattempo, vorrei sottolineare l’attiva collaborazione del museo con il progetto “Campagna svizzera” (noto anche come “Suvorov220”). Vi partecipano circa un centinaio di persone, ricostruttori militari di diverse regioni della Russia  hanno in programma di seguire la rotta delle truppe di Suvorov del 1799 in uniformi e con attrezzature vicine a quelle storiche, anche nello stesso periodo dell’anno e con la stessa tempistica. Per ripetere la marchia, almeno in parte, quella che i “miracolosi eroi” di Suvorov hanno intrapresi più di  due secolo fa è una sfida seria, un atto di vero patriottismo.

La preparazione per questa è in corso da parecchio  tempo e il Museo di Suvorov supervisiona questo processo. Conduciamo lezioni e consultazioni pubbliche e online per i partecipanti ai progetti, gli facciamo vedere gli oggetti autentici della nostra collezione museale, inoltre  forniamo le informazioni storiche necessarie. A sua volta gli organizzatori del progetto ci raccontano dei risultati del loro lavoro preparativo. Ad esempio, in occasione della Giornata dei Musei, i ricostruttori hanno dimostrato l’uniforme dei soldati del reggimento Preobrazhensky di varie anni e hanno fatto vedere le autentiche tecniche di uso dei fucile d’epoca. In seguito loro hanno del loro club e hanno risposto a numerose domande dagli ospiti del museo. Attendiamo con impazienza e con grande interesse la ricostruzione della campagna del 1799 in  settembre in Svizzera e gli auguriamo un grande successo! 

– Secondo l’opinione autorevole del museo quando nato veramente A.V. Suvorov  nel 1729 o nel 1730? 

Alexander Vasilyevich Suvorov era una persona eccezionale, già durante la sua vita diviene  una leggenda e la data della sua nascita diviene l’enigma. Ci sono due punti di vista, entrambi supportati da fonti e argomenti. Aderiamo alla versione della scuola storica di San Pietroburgo, che nomina  l’anno 1729 come lì anno di nascita di A.V.Suvorov. Ma noi siamo d’accordo a celebrare due volte l’anniversario del grande comandante russo: è ovvio che se l’è meritato con le sue gesta eroiche.

Ringraziamo  il direttore del Museo Suvorov per l’intervista! E vorremo sottolineare, che questi eventi sono molto importanti per il mantenimento della memoria storica, ricordando la frase del il famoso storico VO Klyuchevsky (1841-1911): “La storia è una torcia per il futuro che brilla dal passato”.

Данные мероприятия очень важны для поддержания исторической памяти. . Не зря знаменитый историк В. О. Ключевский (1841-1911 гг.) сказал: «История-это фонарь в будущее, который светит нам из прошлого».

Giulia Ilina 




The World’s 50 Best Restaurants 2019: primo il ristorante francese “Mirazur”

Il ristorante Mirazur di Mauro Colagreco si è guadagnato il 1° posto sul podio dei The World’s 50 Best Restaurants 2019.

Il Mirazur, sito a Mentone (Francia), è stato nominato The World’s Best Restaurant 2019, sponsorizzato da S.Pellegrino & Acqua Panna.  La lista del 2019 include ristoranti situati in 26 Paesi di tutto il mondo e presenta 12 ristoranti esordienti e 3 che ritornano sulla lista. L’Italia figura con due posizionamenti: il Piazza Duomo di Enrico Crippa a Alba al No.29 e Le Calandre di Max e Raffaele Alajmo a Rubano al No.31

• Il Noma, sito a Copenaghen (Danimarca), è stato annunciato come Highest New Entry, facendo il suo debutto nella lista alla posizione No.2 nella sua nuova incarnazione
• L’Azurmendi, sito a Larrabetzu (Spagna), si aggiudica il Westholme Highest Climber Award,
salendo di 29 posti fino alla posizione No.14
Alain Passard dell’Arpège, sito a Parigi (Francia), è stato votato dai suoi colleghi come
vincitore dello Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella Damm
• Il Den a Tokyo (Giappone), si aggiudica l’Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle
• Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau (Svizzera), si porta a casa il Sustainable Restaurant Award

Tra i vincitori dei premi speciali già annunciati che hanno ricevuto tali riconoscimenti alla cerimonia, vi sono:

Daniela Soto-Innes, chef residente a New York, vincitrice del The World’s Best Female Chef Award 2019
Jose Andres, chef e filantropo spagnolo, premiato con il primo American Express Icon Award
• Il ristorante italiano Lido 84, vincitore del Miele One To Watch Award 2019
Jessica Prealpato, chef francese, nominata The World’s Best Pastry Chef 2019, sponsorizzata da Sosa
• Il giovane chef canadese Andersen Lee, a cui è stata assegnata la 50 Best BBVA Scholarship

Le stelle del mondo della ristorazione si sono riunite questa sera (25 giugno 2019) per la premiazione dei The World’s 50 Best Restaurants 2019, sponsorizzati da S.Pellegrino & Acqua Panna, tenutasi presso il Marina Bay Sands a Singapore. L’evento di quest’anno ha visto 26 paesi dei cinque continenti premiati con un posto nella lista. L’evento è culminato con l’annuncio di un nuovo No.1, quando lo chef Mauro Colagreco è salito sul palco per ritirare il doppio premio per il suo ristorante Mirazur, a Mentone (Francia), in quanto The World’s Best Restaurant 2019 e The Best Restaurant in Europe 2019.
Subentrando alla posizione No.1, al posto dell’Osteria Francescana, ascesa al gruppo Best of the Best nella hall of fame, il Mirazur ha scalato la cima dalla posizione No.3 nel 2018. Nel 2017 il ristorante si era classificato al 4° posto nella lista. Il Mirazur di Colagreco è affiancato sul podio dal Noma (No.2) a Copenaghen (Danimarca) e dall’Asador Etxebarri (No.3) ad Atxondo (Spagna).

Il riconoscimento conferito al Mirazur, situato su una Costa Azzurra mozzafiato, è una testimonianza dell’amore che lo chef Colagreco nutre per i prodotti locali, la maggior parte dei quali sono coltivati nel giardino a tre piani del ristorante, a pochi metri dalla sala da pranzo.

William Drew, il direttore dei contenuti di The World’s 50 Best Restaurants, ha commentato: “Quest’anno siamo entusiasti di vedere il Mirazur aggiudicarsi il primo posto, dopo essere salito dal posto No.35 nella classifica dal suo debutto nella lista dei The World’s 50 Best Restaurants nel 2009. Assistere al suo progresso è stato fantastico. Questo è stato un anno di crescita meravigliosa per l’intera lista, con così tante nuove entrate da tutti gli angoli del mondo. Siamo altrettanto lieti di dare il benvenuto ai sette ristoranti che in precedenza hanno occupato la posizione No.1 nella nuova categoria Best of the Best“.

L’Italia è rappresentata nella lista di quest’anno da due ristoranti, oltre che il Lido 84, vincitore del premio Miele One To Watch 2019 e posizionatosi nella lista estesa al No.78. Piazza Duomo ad Alba si posiziona al No.29, mentre solo due posti più in basso si trova Le Calandre di Rubano. L’Osteria Francescana, che nel 2018 vinse il titolo di The World’s Best Restaurant, è quest’anno ascesa alla categoria Best of the Best con gli altri sei ristoranti che hanno raggiunto la posizione No.1 nella storia della lista. Lo chef Massimo Bottura, presente la sera della celebrazione, ha anche partecipato agli eventi #50BestTalks: Kitchen Karma, presentato da Miele, e al Food Meets Future, un evento sul futuro della gastronomia organizzato in occasione del 120° anniversario dello sponsor principale S.Pellegrino.

La Spagna è in prima linea con i suoi sette ristoranti presenti nei The World’s 50 Best Restaurants, di cui tre nella top 10: l’Asador Etxebarri (No.3), il Mugaritz (No.7), e il Disfrutar (No.9). Fuori dalla top 10 per poco, l’Azurmendi (Larrabetzu) ha saltato 29 posti fino ad arrivare al No.14 per vincere il Westholme Highest Climber Award 2019. Anche la Francia è rappresentata da cinque ristoranti di tutto rispetto che figurano nella top 50, tra cui l’Arpège (No.8), il Septime (No.15), l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16), l’Alléno Paris au Pavillon Ledoyen (No.25), così come il Mirazur.

Gli Stati Uniti contano sei ristoranti nella lista, tra cui il Cosme (No.23), guidato dal The World’s Best Female Chef 2019, Daniela Soto-Innes, e due nuove entrate: l’Atelier Crenn (No.35) e il Benu (No.47), entrambi a San Francisco (California).
Quest’anno la Danimarca vanta due dei primi cinque riconoscimenti per la nuova incarnazione del Noma (No.2) e per il Geranium (No.5), entrambi siti a Copenaghen. Anche il Perù è tra i primi dieci posti nella lista con ristoranti di Lima, tra cui vi sono il Central (No.6), ancora una volta votato come The Best Restaurant in South America, e il Maido (No.10). Il Messico vanta anche due posti al vertice della lista, tra cui il Pujol (No.12), nominato The Best Restaurant in North America, e il Quintonil (No.24), entrambi siti a Città del Messico. Anche il Regno Unito, l’Italia, il Giappone, la Cina, la Thailandia e la Russia sono rappresentati da due ristoranti nella lista.

Alain Passard dell’Arpège di Parigi (No.8) vince il Chefs’ Choice Award, sponsorizzato da Estrella Damm. Il prestigioso riconoscimento viene votato dai migliori chef del mondo presenti nella lista e assegnato a un collega che abbia ricoperto un ruolo decisivo nel mondo della ristorazione nell’ultimo anno. Il premio The Art of Hospitality Award, sponsorizzato da Legle, viene assegnato al Den di Tokyo (No.11). Il ristorante è molto apprezzato per il suo approccio olistico nel servire gli ospiti, dal momento in cui si siedono a tavola fino al momento in cui concludono il loro pasto. Tra i ristoranti asiatici vi sono anche il Gaggan (No.4) di Bangkok, nominato The Best Restaurant in Asia, e l’Odette (No.18) dalla città ospitante di Singapore. Il The Test Kitchen (No.44), sito a Città del Capo, è stato nominato The Best Restaurant in Africa.

Il Schloss Schauenstein, sito a Fürstenau, Svizzera (No.50), si aggiudica il Sustainable Restaurant Award 2019. Questo premio è stato aggiudicato attraverso un’ispezione indipendente condotta dalla Food Made Good Global, divisione internazionale della Sustainable Restaurant Association, che valuta le strutture nella lista di 120 ristoranti che si auto-nominano per il premio sulla base di criteri di sostenibilità stabiliti.

Nuovo per il 2019, l’American Express Icon Award è stato conferito allo chef e filantropo spagnolo José Andrés, residente negli Stati Uniti. Questo prestigioso riconoscimento celebra un personaggio che ha apportato un contributo eccezionale al mondo della ristorazione nel corso della propria carriera fino a oggi, la cui portata va ben oltre l’ambito culinario. Jessica Préalpato, capo pasticciere presso l’Alain Ducasse au Plaza Athénée (No.16) a Parigi, riceve il The World’s Best Pastry Chef Award, sponsorizzato da Sosa. L’etica innovativa di Préalpato si basa sulla creazione di dolci naturali con prodotti di stagione dal sapore deciso, ma a basso contenuto di zuccheri
e grassi.

Infine, il Lido 84 a Gardone Riviera (Italia) si aggiudica il Miele One To Watch Award, premio che celebra una stella nascente tra i ristoranti di tutto il mondo presenti nella classifica ampliata, un ristorante che possiede il potenziale per fare la differenza nelle classifiche dei prossimi anni. Adesso è al 78° posto, ma chissà dove arriverà nelle classifiche future.

Il processo di votazione La lista dei The World’s 50 Best Restaurants viene aggiudicata in modo indipendente dalla società di consulenza professionale Deloitte. Questo controllo assicura la protezione dell’integrità e dell’autenticità della votazione e della lista dei The World’s 50 Best Restaurants 2019 che viene così creata. La lista è votata da oltre 1000 esperti internazionali del settore della ristorazione e da gourmet che hanno viaggiato molto che formano la The World’s 50 Best Restaurants Academy. L’Academy comprende 26 regioni separate nel mondo, e ognuna ha 40 votanti con un presidente. Nessuno degli sponsor dell’evento ha alcuna influenza sulla votazione.

Best of the Best
I ristoranti d’élite classificatisi al 1° posto (sotto elencati) hanno dimostrato di gran lunga il proprio valore e adesso saranno riconosciuti per sempre come mete culinarie nella Best of the Best hall of fame. Gli chef e ristoratori che hanno portato i loro ristoranti in cima alla lista hanno espresso la volontà di investire nel futuro del settore e “ripagare” il mondo della ristorazione attraverso nuovi progetti e iniziative.

La famiglia di 50 Best include anche Latin America’s 50 Best Restaurants, Asia’s 50 Best RestaurantsThe World’s 50 Best Bars, Asia’s 50 Best Bars e le serie #50BestTalks e 50 Best Explores, tutte di proprietà della William Reed Business Media e da essa gestite.

I seguenti ristoranti sono stati nominati No.1 nei The World’s 50 Best Restaurants dalla nascita della lista e quindi non potevano ricevere voti nel 2019 o successivamente:
El Bulli (2002, 2006-2009)
The French Laundry (2003-2004)
The Fat Duck (2005)
Noma – sede originaria (2010-2012, 2014)
El Celler de Can Roca (2013, 2015)
Osteria Francescana (2016, 2018)
Eleven Madison Park (2017)

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