Il vero messaggio di Jorit

Il recente viaggio in Russia dello street artist napoletano (Ciro Cerullo), in arte Jorit ha fatto discutere per giorni.

L’artista si è recato a Sochi a inizio marzo per il Festival della Gioventù e, nell’occasione, si è scattato una foto con il Presidente Vladimir Putin, a cui ha chiesto lo scatto con questa motivazione: “Voglio mostrare all’Italia che sei un essere umano come tutti e contrastare la propaganda occidentale“.

Come facilmente immaginabile, le conseguenze sono state devastanti e hanno trasformato Jorit in un mostro mediatico, da perseguire e abbattere come se fosse il peggior terrorista sulla faccia della terra.

Politici di tutte le fazioni hanno vomitato insulti e diffamazioni, prontamente pubblicati su ogni giornale e TV, per esibire al Popolo il nemico filo-putiniano, reo anche di aver dipinto un murale dedicato a una bambina del Donbass a Mariupol, definita dai pennivendoli di regime “città ucraina occupata dai russi”.

Anche in questa occasione certi giornalisti si sono dimostrati i peggiori, anteponendo la propaganda atlantista all’informazione indipendente e dimostrando così il proprio servilismo al regime occidentale.

In tutto questo bailamme mediatico e nel polverone sollevato ad arte dai media, si è perso il vero messaggio, quello che l’artista partenopeo voleva trasmettere all’Italia e al mondo. Messaggio che vi proponiamo noi, con la trascrizione delle sue esatte parole, in riposta ad una intervista.

Lasciamo quindi la parola allo stesso Jorit.

Alla richiesta del perché si è fatto la foto con Putin, ha dichiarato:

Per scatenare quello che si è scatenato era il voler dividere l’Italia tra guerrafondai e chi invece vuole la pace. L’obiettivo mio e credo che in parte, in minima parte, sono riuscito a raggiungere quello di fare in modo che le persone si prendano una posizione netta e decisa, perché credo che in questo momento storico siamo davvero di fronte a un bivio. Se la Nato interviene militarmente direttamente con i propri uomini, credo che davvero si rischi la terza guerra mondiale“.

Spiega poi la sua idea della Russia come Paese:

L’idea che io ho della Russia è ininfluente. Il punto non è giudicare la Russia. Il punto non è giudicare Putin. Io non elogio Putin. Io non giudico Putin perché l’Occidente ha 500 anni di colonialismo. l’Occidente oggi ha rapporti con le peggiori dittature del mondo, l’Arabia Saudita. Le donne che alzano la testa, vengono lapidate. La Siria, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, i Balcani. Di cosa stiamo parlando? Dove sta questa democrazia? Adesso anche il Papa è diventato filo putiniano. Il Papa sta dicendo che dobbiamo dialogare. È più razionale il Papa di questi politici estremisti con la bava alla bocca“.

Il suo punto di vista sulla situazione in Donbass, in seguito alla sua visita a Mariupol:

Se si seguivano gli accordi che erano stati fatti, si davano degli statuti speciali a quelle regioni, si evitavano mezzo milione di morti per colpa di questi estremisti violenti, con la bava alla bocca per una guerra sporca voluta dagli Stati Uniti, che sta affossando l’Europa e ci sta portando nel baratro“.

Un pensiero poi ai soliti personaggi nominati dal mainstream come “martiri antifascisti”, morti perché “oppositori di Putin” (e qui ribadiamo bene che i giornalisti non hanno alcuna prova di ciò che asseriscono, anzi queste uccisioni puzzano molto di false flag):

Perché vengono nominati sempre queste stesse persone? E non si parla mai di Andrea Rocchelli? Perché non parliamo di quel giornalista? Lira si chiama, Gonzalo Lira se non sbaglio, che è morto nelle carceri ucraine perché non parliamo di Assange?

Io ho seri dubbi che si faccia questa battaglia perché davvero sta a cuore la democrazia in Russia, perché proprio la democrazia russa e non le democrazie dell’altra parte del mondo? Non si fa perché si ha a cuore la democrazia russa, si fa perché si vuole abbattere e si vuole spezzettare la Russia, si vogliono rubare le risorse e si vuole eliminare un nemico strategico. Questa è la verità. Se mi volete raccontare la bugia che all’Occidente freghi qualcosa di questi giornalisti, raccontatevela. Io so che questa è una bugia e non è la verità“.

Al di là delle sue eventuali simpatie politiche, che non ci riguardano, su queste dichiarazioni non possiamo che dar pienamente ragione all’artista italiano, che ha ben evidenziato come in occidente si parli più di un truffatore come Navalny, morto per cause naturali, che di torture e omicidi compiuti dal regime dittatoriale di Kiev, come quello recente di Gonzalo Lira, morto di stenti in un carcere ucraino, o quello nel 2014 del nostro connazionale, e collega giornalista, Andrea Rocchelli trucidato in Donbass assieme ad Andrej Mironov, dove si erano recati per raccontare la verità sulle angherie dei filo nazisti ucraini.

A questi veri martiri aggiungiamo Julian Assange, detenuto in isolamento e sotto torture psicologiche che ne stanno seriamente minando la salute, con l’unica colpa di aver esposto i crimini di guerra di cui si è macchiato il tanto “democratico” e “liberale” occidente.

Dove sono le anime belle quando si tratta di denunciare i veri criminali?

Eva Bergano

Jorit (Ciro Cerullo) – intervista



Putin: la Russia sta fronteggiando una costante e crescente pressione geopolitica

La Russia deve rispondere alla costante crescente pressione geopolitica, ha affermato giovedì il presidente Vladimir Putin in una sessione plenaria del Valdai International Discussion Club.

Deve rispondere alla costante crescente pressione militare e politica contro la Russia“, ha affermato.

La guerra scatenata dal regime di Kiev con il sostegno diretto e attivo dell’Occidente dura ormai da dieci anni e l’operazione militare speciale della Russia in Ucraina mira proprio a cessare le operazioni militari nella regione, ha detto il leader russo.

E l’operazione militare speciale ci ricorda che i passi unilaterali, indipendentemente da chi li intraprende, inevitabilmente scateneranno delle controazioni. Come sapete, l’azione innesca delle controazioni“, ha detto il capo dello Stato, aggiungendo che qualsiasi Stato responsabile, qualsiasi sovrano, un paese indipendente e che si rispetti agirebbe in questo modo.

Proprio al Valdai International Discussion Club, il presidente Vladimir Putin è intervenuto anche sugli altri argomenti di attualità:

La Russia sta lavorando per ricostruire la propria economia, continuando al contempo la sua operazione speciale in Ucraina e difendendo le sue tradizioni, la sua cultura e il suo popolo, ha affermato il presidente Vladimir Putin in risposta alle domande di Fyodor Lukyanov, moderatore di una sessione plenaria del Valdai Discussion Club, e dei partecipanti al incontro. 

Sull’economia russa

Finora abbiamo gestito la situazione bene e ho motivo di credere che continueremo così in futuro.” “È iniziata una ricostruzione naturale dell’economia”, come era avvenuto in seguito all’embargo alimentare del 2014.

A differenza dell’Europa, il reddito disponibile reale del popolo russo sta crescendo nonostante l’aumento delle spese per la difesa e la sicurezza. La Russia sta lasciando “il mercato europeo in declino”, aumentando “la sua presenza sui mercati in crescita in altre parti del mondo, compresa l’Asia”.

Su Nord Stream e forniture di gas

Gli Stati Uniti erano il partito più interessato a far saltare i gasdotti Nord Stream, “e non importa attraverso le mani di chi” ciò è stato realizzato. I responsabili verranno comunque individuati.

La Germania può ancora ricevere gas attraverso il rimanente ramo del gasdotto, ma Washington non è disposta a lasciare che ciò accada. Gli anglosassoni minacciano anche il gasdotto TurkStream sostenendo i piani dell’Ucraina di danneggiarlo.

La Russia resta impegnata nei contratti di gas con l’Europa e continua a far transitare il gas attraverso l’Ucraina, mentre Kiev “è felice” di essere pagata per questo.

Sulla dottrina nucleare

Non c’è bisogno di cambiare la dottrina nucleare nazionale poiché l’attacco di ritorsione della Russia a seguito di un attacco nucleare da parte di un potenziale aggressore lascerà il nemico senza possibilità di sopravvivenza. “Nessuno sano di mente e con la memoria lucida penserebbe di usare armi nucleari contro la Russia.”

La Russia ha avuto successo in termini di deterrenza nucleare poiché ha infatti completato i lavori sul missile Sarmat e presto ne lancerà la produzione di massa e lo metterà in servizio di combattimento insieme al missile Burevestnik.

Non c’è bisogno di effettuare test nucleari, ma in teoria la Russia potrebbe adottare un approccio “occhio per occhio” dato che gli Stati Uniti non sono riusciti a ratificare il Trattato sulla messa al bando totale dei test nucleari. “Tuttavia spetta ai membri della Duma di Stato (la camera bassa del parlamento – TASS) decidere.”

Sul Nagorno-Karabakh

La Russia ha suggerito come risolvere la questione del Nagorno-Karabakh prima che le tensioni si riaccendano nella regione. “Tuttavia, i nostri amici del Karabakh continuavano a dirci: <…> ‘Combatteremo’.”

Dopo che Yerevan riconobbe lo status della regione, “il Karabakh si unì ufficialmente all’Azerbaigian; questa era la posizione dell’attuale governo armeno”. Ciò ha immediatamente cambiato lo status delle forze di pace russe perché Baku è emersa come l’unica parte con cui discutere della loro presenza. Tuttavia, hanno fatto tutto il possibile “per affrontare i problemi umanitari”, mentre avevano solo il diritto di monitorare il cessate il fuoco. “Come sapete, le nostre forze di pace sono state uccise lì, mentre proteggevano gli armeni del Karabakh.”

Tuttavia, “non ci sono armeni lì; tutti se ne sono andati”. “Forse rimangono lì dalle 1.000 alle 1.500 persone.” La Russia è pronta ad aiutare i rifugiati e “l’Armenia rimane nostra alleata”.

Sull’operazione speciale in Ucraina

“Stiamo proteggendo le nostre tradizioni, la nostra cultura e la nostra gente.” “Ci stiamo muovendo costantemente verso il raggiungimento dei nostri obiettivi.”

Alla domanda su dove la Russia dovrebbe fermare le sue operazioni speciali in Ucraina, Putin ha risposto che “non si tratta di territori, ma di garanzie di sicurezza per il popolo russo” e “per le persone che considerano la Russia la loro Patria”.

La Russia ha aumentato significativamente la produzione di equipaggiamento militare. Quasi 350.000 soldati a contratto si sono arruolati nell’esercito lo scorso anno.

“Le forze russe si sentono fiduciose”; ieri sono avanzati “in 12 zone lungo tutta la linea di contatto”.

Su Odessa

“Odessa è certamente una città russa, e un po’ ebraica, questo diciamo adesso: solo un po’.”

Sulle prospettive del sostegno occidentale all’Ucraina

La valuta statunitense si trova ad affrontare un “ritardo tecnico nel sostenere l’Ucraina”, ma Washington “troverà” più soldi. Gli americani stamperanno denaro come hanno fatto durante la pandemia di coronavirus. “Mentre possiamo vedere l’economia americana in crescita”, il settore della produzione reale europea “si trova in una situazione molto difficile”. “Il peso sulla popolazione aumenta” a causa dell’aiuto all’Ucraina.

Tuttavia, l’Ucraina non potrà durare senza l’aiuto straniero. “Si fermerà” a meno che non continui a ricevere 4-5 miliardi di dollari ogni mese, e senza le forniture di armi occidentali, Kiev “durerà solo una settimana”.

La Russia si è sempre opposta all’adesione dell’Ucraina alla NATO, ma non si è mai opposta all’adesione del paese all’UE. Tuttavia, l’economia dell’Ucraina è disfunzionale e la sua popolazione è scesa da 41 milioni a 19,5 milioni. Se Bruxelles è pronta ad affrontare la questione, “allora sii mio ospite”.

Sulla riabilitazione del nazismo

“Garantire la denazificazione” dell’Ucraina è un obiettivo comune a tutto il mondo e quanto accaduto nel parlamento canadese ne è la prova.

L’ex presidente del parlamento canadese ha messo alla pari “i collaboratori di Hitler, le truppe delle SS e le attuali forze armate ucraine”, mentre il presidente ucraino Vladimir Zelensky, che è ebreo, ha applaudito un veterano nazista.

Sulla finanza globale

Il sistema finanziario globale “non è perfetto, né equilibrato, né in linea con gli interessi della maggioranza globale”. In particolare, i paesi africani sono gravati da prestiti per un valore superiore a mille miliardi di dollari. “Non verrà mai pagato.” La Russia, tuttavia, ha ridotto significativamente i suoi debiti.

Non c’è bisogno che i BRICS creino una moneta unica, a giudicare dall’esperienza dell’euro. Il gruppo ha bisogno di un sistema comune di pagamenti basato sulle valute nazionali.

Sulla nuova cortina di ferro

Russia ed Europa condividono lo stesso “codice di civiltà” basato sul cristianesimo. Tuttavia, l’Europa sta creando “una nuova cortina di ferro”, mentre la Russia tiene la porta aperta.

L’Europa è stata costretta a interrompere i commerci con la Russia e ha seguito gli Stati Uniti, anche se il suo benessere era basato sulle forniture energetiche a basso costo provenienti dalla Russia e sull’accesso al mercato cinese. Di conseguenza, “molti europei ora dicono che l’Europa ha perso la sua sovranità”.

Non è chiaro perché alcuni in Occidente abbiano fatto della Serbia il loro “bersaglio”. Tuttavia, i serbi non sono quelli da spezzare.

Sugli amici all’estero

“Ho degli amici lì [in Germania] e, per quanto strano possa sembrare, il loro numero sta crescendo”. L’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroeder è uno di loro. “La Germania dovrebbe essere orgogliosa di queste persone.

Anche in Francia la Russia ha molti “veri amici”, e il loro numero è in aumento.

Il presidente russo si è astenuto dal partecipare agli eventi del G20 e dei BRICSper non creare problemi ai miei amici“. Inoltre, “c’è molto da fare a casa“.

Sul gruppo Wagner

Il Gruppo Wagner non è mai stato legalmente legittimato “una compagnia militare privata”; così lo chiamavano i giornalisti. Le autorità non hanno ancora deciso se la Russia abbia bisogno di compagnie militari private, ma se verranno create, ciò avverrà in base alla legge.

Il capo del comitato investigativo ha recentemente presentato un rapporto sull’indagine sull’incidente aereo in cui sono morti i principali comandanti della Wagner. “Nei loro corpi sono stati trovati frammenti di bombe a mano”; “l’aereo non ha subito impatti esterni.”.

RED




Lavrov: la Russia continuerà a sostenere l’Ossezia del Sud

Il presidente dell’Ossezia meridionale Alan Gagloyev

La Russia continuerà a fornire sostegno all’Ossezia del Sud nel campo della sicurezza e della difesa, ha dichiarato a Sochi il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, aprendo l’incontro con il presidente dell’Ossezia meridionale Alan Gagloyev.

Prima di tutto vorrei congratularmi con voi per due date molto importanti: il 15° anniversario del riconoscimento internazionale e il 33° anniversario della Festa della Repubblica“, ha detto il massimo diplomatico russo. “Apprezziamo la nostra storia condivisa, senza esagerazioni, la fratellanza dei nostri popoli che rafforzeremo in ogni modo, e continueremo a sostenere la Repubblica dell’Ossezia del Sud nei campi della sicurezza, della difesa e dello sviluppo socio-economico“, ha affermato Lavrov. .

Egli ha osservato che le relazioni tra i due paesi si stanno sviluppando in modo dinamico, tutto nell’interesse dei cittadini russi e dell’Ossezia meridionale. “Il dialogo politico è piuttosto intenso anche a livello del presidente con il quale siete in contatto, a livello della leadership parlamentare e a livello del Consiglio di Sicurezza, dell’ufficio del presidente russo, dell’apparato governativo e insieme ad altri canali, compreso, ovviamente, il Ministero degli Esteri“, ha aggiunto il diplomatico.

Secondo Lavrov le parti stanno lavorando attivamente per rafforzare il quadro giuridico e contrattuale. “Abbiamo notato un andamento molto positivo nel settore del commercio reciproco, che l’anno scorso ha raggiunto quasi 140 milioni di dollari. Lo facciamo ancora in dollari, ma presto le cose cambieranno“, ha detto il ministro degli Esteri. “Vediamo un grande interesse da parte dei nostri cittadini ad approfondire i legami culturali e umanitari. È importante che il programma di investimenti per i prossimi tre anni venga attuato“, ha aggiunto.

Siamo grati per il sostegno ai nostri militari che partecipano all’operazione militare speciale, compresa la vostra attenzione personale alla spedizione di aiuti umanitari in quella regione. E partiamo dalla premessa che tutti gli obiettivi stabiliti dal presidente saranno sicuramente raggiunti“, si legge in alto. Il diplomatico russo ha sottolineato.

Lavrov ha osservato che oggi le parti firmeranno un piano di consultazioni tra i due ministri degli Esteri. “Siamo anche in stretto coordinamento sulle questioni di politica regionale, sulle questioni internazionali e sulla comunicazione esterna della Repubblica dell’Ossezia del Sud, che sosteniamo in ogni modo e faciliteremo in futuro“, ha concluso.

RED




Putin non rinnoverà l’accordo sul grano finché l’Occidente non eliminerà le restrizioni sull’export russo

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato oggi a Sochi, nell’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che l’accordo storico che consentiva all’Ucraina di esportare grano in sicurezza attraverso il Mar Nero nel corso della guerra non sarà ripristinato finché l’Occidente non eliminerà le restrizioni sulle esportazioni agricole russe.

Il presidente russo ha ribadito che Mosca si è ritirata dall’intesa – mediata da Onu e Ankara – perché “costretta” dagli impegni mancati dell’Occidente. Putin si è detto ancora una volta disposto a rientrare nell’accordo, solo quando verranno soddisfatte le condizioni accordate a Mosca, tra cui la rimozione delle restrizioni all’export dei prodotti agricoli e fertilizzanti russi.

Questo nonostante Erdogan fosse arrivato a Sochi con un pacchetto di nuove proposte preparate insieme all’Onu per ricollegare la filiale della banca agricola russa al sistema Swift e sbloccare i beni congelati delle aziende russe che producono fertilizzanti in Europa.

Crediamo che i punti mancanti vadano risolti e che l’accordo continuerà. Sono ottimista sul fatto che potremo raggiungere una soluzione con i nuovi sforzi dell’Onu“, ha detto il presidente turco.

Tuttavia, le osservazioni di Putin hanno infranto le speranze che i suoi colloqui con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan potessero rilanciare un accordo considerato vitale per le forniture alimentari globali, soprattutto in Africa, Medio Oriente e Asia.

La Russia pronta a nutrire gratis l’Africa

In conferenza stampa dopo i colloqui di tre ore, il leader del Cremlino ha ridimensionato l’impatto sui mercati internazionali della sospensione dell’intesa – da cui la Russia si è ritirata il 18 luglio – e ha annunciato che nelle prossime settimane invierà a 6 Paesi africani forniture gratuite di derrate alimentari.

A ciascun Paese (Burkina Faso, Zimbabwe, Mali, Somalia, Repubblica Centrafricana ed Eritrea) saranno fornite dalle 25 mila alle 50 mila tonnellate di cereali

Il leader del Cremlino è tornato ad attaccare l’Ucraina per avere, a suo dire, utilizzato il corridoio attraverso il quale trasportava il grano attraverso il Mar Nero “per attentati terroristici contro installazioni civili e militari russe” e non per scopi umanitari.

Ha nuovamente sostenuto che l’Occidente ha “ingannato” la Russia riguardo agli obiettivi umanitari dell’accordo, che consisteva nel fornire assistenza ai Paesi in via di sviluppo, affermando che, dei 32,8 milioni di tonnellate esportate dall’Ucraina, “più del 70% è andato ai paesi ricchi, principalmente dell’Unione europeasolo il 3% alle nazioni che hanno realmente bisogno di aiuti alimentari“.

Kiev: Erdogan non è riuscito a convincere Putin

L’agenzia Unian ha parlato di “fallimento“. “Erdogan non è riuscito a convincere Putin“, ha scritto la testata ucraina. Kiev ha lamentato che si discutesse della ripresa dell’accordo in sua assenza, mentre Erdogan da Sochi le lanciato un invito perentorio ad “ammorbidire il suo approccio per intraprendere passi congiunti con la Russia“.

La nostra posizione è molto semplice: l’iniziativa del Mar Nero (come si chiama tecnicamente l’accordo per l’export sicuro di grano ucraino) deve essere ripristinata“, ma non deve essere soggetta “ai capricci e ai ricatti della Russia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

Dobbiamo sviluppare corridoi alternativi per il grano dal Mar Nero“, ha aggiunto il capo della diplomazia ucraina, dopo che sia Putin che Erdogan avevano già chiarito che “non esiste un’alternativa sostenibile, sicura e duratura all’iniziativa del Mar Nero“.

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Putin lancia il Festival Mondiale della Gioventù nel 2024 a Sochi. Attesi sul Mar Nero diecimila giovani da 180 Paesi

A Sochi, in Russia, dal 1 al 7 marzo 2024 si  svolgerà il Festival Mondiale della Gioventù. L’evento è stato ratificato con il Decreto n. 249, firmato dal Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, il 5 aprile 2023.

Non è la prima volta nella storia recente della Russia che il Paese diventa un centro mondiale per unire i giovani che cercano di sviluppare relazioni veramente amichevoli basate sull’uguaglianza, il rispetto reciproco e la  responsabilità per il nostro futuro comune. Vale la pena notare che la data di  apertura del Festival coincide con il 10° anniversario della fine dei Giochi  olimpici invernali di Sochi del 2014 e il Parco olimpico sarà la sede principale.

Il Festival si propone di unire i giovani più proiettati verso un nuovo percorso del pianeta e preoccupati  per il nostro futuro comune. Questo obiettivo sarà raggiunto attraverso una serie  di attività scientifiche ed educative, insieme a discussioni aperte. Queste ultime permetteranno ai partecipanti di affrontare le questioni chiave dello sviluppo giovanile pertinenti alla transizione verso un ordine mondiale più giusto, democratico e multipolare.

L’evento riunirà giovani leader e specialisti che rappresentano vari settori della società, come le relazioni internazionali, l’imprenditoria, la scienza, la cultura, lo sport, i media,  la beneficenza e il volontariato provenienti da oltre 180 Paesi. L’età dei partecipanti va dai 18 ai 35 anni. Un totale di 20.000 partecipanti, 10.000 dalla Russia e 10.000 dall’estero, parteciperanno all’evento dopo aver superato un processo di selezione competitivo.

Il Festival promuoverà una visione collettiva per lo sviluppo futuro dei giovani.

Il programma del WYF comprende dibattiti, programmi educativi, culturali e sportivi. L’obiettivo è consolidare la gioventù globale attorno all’idea di giustizia e rafforzare il suo ruolo nel sistema in evoluzione delle relazioni internazionali.

Tutte le attività terranno conto del background geografico dei partecipanti e affronteranno i problemi di sviluppo delle varie regioni del mondo (Americhe, Medio Oriente, Africa, Europa, Asia e Oceania).

Il comitato organizzatore dedica particolare impegno alla preparazione della piattaforma di discussione. I partecipanti potranno scambiare opinioni su temi di attualità con i loro colleghi e con i relatori invitati, sotto forma di tavole rotonde, dibattiti e workshop. Questi temi includono l’attuale agenda internazionale, le sfide per il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e le prospettive per il movimento giovanile che si sta sviluppando in diverse regioni del mondo.

Il programma sportivo permetterà ai partecipanti di dimostrare la loro forma fisica superando gli standard GTO” e di ottenere un distintivo d’oro, d’argento o di bronzo.

Le 6 lingue ufficiali delle Nazioni Unite (russo, inglese, arabo, spagnolo, cinese e francese) sono state scelte come lingue di lavoro del Festival.

Gli eventi principali si svolgeranno nel Parco Olimpico di Sochi, un polo culturale, scientifico, educativo e sportivo della regione. Tutte le strutture sono state costruite appositamente per i XXII Giochi Olimpici Invernali e le XI Paralimpiadi Invernali del 2014. L’infrastruttura si basa sul concetto di “città in 15 minuti”: tutte le sedi e i servizi, compresi gli hotel, le strutture ricreative, le arene sportive e le sale per eventi e conferenze, sono situati a breve distanza l’uno dall’altro, rendendo la navigazione facile e conveniente. I partecipanti potranno inoltre godere di vari tipi di attività culturali e ricreative in tutta la città di Sochi.

I membri selezionati delle delegazioni straniere avranno l’opportunità di partecipare al programma regionale e di recarsi in una delle città russe dopo la conclusione del programma principale del Festival.

Un totale di 5.000 volontari di età superiore ai 18 anni, provenienti sia dalla Russia che dall’estero, contribuiranno a coordinare l’evento. Saranno formati in 20 centri di volontariato certificati.

Dall’Italia è già stato annunciata la nascita di un primo comitato per questo evento internazionale e sono calabresi i primi ragazzi che hanno accolto l’invito della Russia per prendere parte.

Domenica 13 agosto 2023 nella sede dell’associazione “Gioventù Controcorrente” di Lamezia Terme in provincia di Catanzaro, si è tenuto, alla presenza dell’ambasciatore a disposizione della Abcasia, Vito Grittani, l’incontro fondativo del Comitato per la partecipazione al Festival Mondiale dei Giovani.  I ragazzi Aurora Bonaddio, Gaia Bonaddio, Martina Sommacale, Julia Ferreira Dos Santos, Cristiano  Matteo, Valentina Vezio,  Nerea Mazzocca, Veronica Mazzocca  – tutti membri delle rispettive associazioni “Gioventù Controcorrente” e “Royal Team Lamezia” – hanno dato vita a questo Comitato in vista dell’importante appuntamento mondiale del prossimo anno.

La politica giovanile Italiana – commentano dal neo costituito comitato – è una viva realtà che ha molto da offrire nella costruzione del mondo dell’ avvenire. Le organizzazioni giovanili Italiane ambiscono a svolgere un ruolo fondamentale nella definizione delle politiche statali, nell’influenzare le attività sociali e comunitarie, nella conduzione di ricerche scientifiche, nell’organizzazione di manifestazioni sportive e culturali. Per questo saremo entusiasti a partecipare alla prossima edizione del Festival Mondiale della Gioventù nel 2024 a Sochi, rafforzando così i rapporti con giovani intraprendenti provenienti da tutto il mondo. In questi tempi di ostilità crediamo che solamente collaborando con altri movimenti giovanili di tutto il mondo sia possibile fornire un’autentica alternativa di un mondo migliore.

La delegazione italiana è composta dalle seguenti organizzazioni: Gioventù Controcorrente Lamezia Terme,  Royal Team Lamezia Terme, Fronte della Primavera Triestina.

L’entusiasmo e la voglia di partecipare di questi giovani – ha commentato Vito Grittani – è un segnale importante della volontà delle nuove generazioni di essere protagonisti di un mondo in continua transizione. Sarà, per loro, una straordinaria occasione per confrontarsi su tematiche che impattano sull’intero pianeta, con giovani che arriveranno a Sochi da ben 180 Paesi”.

Per informazioni inviare mail a: info@italeurasia.it

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Nel 2022 il fatturato commerciale tra Russia e Africa ha raggiunto i 18 miliardi di dollari

Il fatturato commerciale tra Russia e Africa ha raggiunto i 18 miliardi di dollari nel 2022, che è uno dei risultati del vertice Russia-Africa di Sochi, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin in una sessione plenaria del forum Russia-Africa.

Vorrei sottolineare che lo scorso anno il fatturato commerciale tra Russia e Africa ha raggiunto i 18 miliardi di dollari“, ha affermato. “Questo è uno dei risultati evidenti del vertice Russia-Africa a Sochi“, ha aggiunto Putin.

Sono fiducioso che tutti noi possiamo aumentare il commercio in modo più massiccio nel prossimo futuro“, ha sottolineato il presidente russo.

Il primo vertice e forum Russia-Africa si è tenuto a Sochi in Russia nel 2019, con la partecipazione di rappresentanti di tutti i 54 paesi del continente, nonché di otto principali integrazioni e organizzazioni africane. A Sochi sono stati firmati circa 92 accordi per un valore complessivo di 1.004 trilioni di rubli. La dichiarazione congiunta adottata al vertice ha fissato gli obiettivi e gli obiettivi dell’ulteriore sviluppo della cooperazione in tutti i settori. Inoltre, è stato definito un nuovo meccanismo di dialogo, il Forum del partenariato Russia-Africa, con un vertice da tenersi una volta ogni tre anni come organo di vertice. Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto incontri bilaterali con i leader di 16 paesi a margine del forum di Sochi.

RED




La Turchia pronta ad aprire una nuova pagina nelle relazioni con la Russia

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha annunciato l’intenzione di aprire una nuova pagina nelle relazioni bilaterali durante l’incontro con il presidente russo Vladimir Putin a Sochi venerdì.

I colloqui di oggi sono cruciali per quanto riguarda il ruolo che Turchia e Russia svolgono nella regione circostante. Spero che aprano una nuova pagina nelle relazioni bilaterali. Stiamo pianificando di discutere le relazioni tra i due paesi in tutte le aree e raggiungere una conclusione su come si andrà avanti“, ha detto Erdogan.

Sono positivi per la nostra regione i passi compiuti sia nel settore energetico che nella realizzazione di un corridoio del grano nel Mar Nero, così come i colloqui sull’industria del turismo e le iniziative messe in atto nel settore dei trasporti“, ha affermato il presidente turco disse.

Aprendo i colloqui con Erdogan, il presidente russo ha affermato che i due Paesi hanno molti progetti bilaterali da realizzarePutin ha sottolineato che il commercio bilaterale è raddoppiato nel primo trimestre del 2022.

Basta dire che il nostro commercio è aumentato del 57% l’anno scorso e nei primi mesi di quest’anno, incluso maggio, è raddoppiato“, ha detto Putin.

Il volume degli scambi tra Russia e Turchia è stato di circa 35 miliardi di dollari nel 2021. Nel 2022, secondo la prognosi degli esperti, è probabile che il commercio cresca fino a 50-60 miliardi di dollari.

Vedremo, ma conoscendo le “giravolte” opportuniste di Erdogan, il Presidente russo, dovrà guardarsi bene le spalle.

RED




Formula 1: domenica 27 si corre il Gp della Russia 2020

Dopo un weekend di pausa, la Formula 1 è pronta a riaccendere i motori: domenica 27 settembre si svolgerà il Gp della Russia, decima gara delle diciassette nel campionato 2020. Si riparte con Lewis Hamilton saldamente al comando della classifica piloti, dove ha un vantaggio di 65 punti nei confronti del compagno di scuderia Valtteri Bottas, ma il margine potrebbe farsi ancora più consistente dopo la gara di domenica.

La Russia è terreno di conquista per Hamilton e la Mercedes: entrato nel calendario dal 2014, il Gp è sempre stato vinto dalla scuderia tedesca, che vanta quattro successi con il campione inglese e uno a testa per Bottas e Nico Rosberg. Inoltre, la Mercedes ha fatto incetta anche di pole position: quattro su sei. Vincendo la gara di domenica, Hamilton salirebbe a novantuno vittorie in Formula 1, eguagliando il record assoluto di Michael Schumacher.

E la Ferrari? Dopo una prima parte di stagione avara di risultati, il team di Maranello è reduce dal quinto posto dello scorso Gp, il miglior risultato delle ultime cinque gare, e si presenta al Gran Premio della Russia con alcune lievi novità aerodinamiche, messe a punto per rendere più competitiva la monoposto SF1000. Queste novità, come ha dichiarato il direttore sportivo Laurent Mekies al sito internet della Formula 1, serviranno anche come base per lo sviluppo aerodinamico in vista della stagione 2021, quando i team saranno al via con monoposto evolute rispetto a quelle attuali.

Il Gp della Russia 2020 si svolge sul circuito cittadino di Sochi, ricavato all’interno del parco olimpico realizzato per le Olimpiadi invernali del 2014: misura 5,848 metri, ha diciotto curve e va percorso cinquantatre volte. La pista ha un tipo di asfalto poco abrasivo e non impegna duramente i pneumatici, stando alle indicazioni fornite dalla Pirelli, che fornisce le gomme a tutte le scuderie: si stimano livelli di degrado fra i più bassi di tutta la stagione. Molti team opteranno per una strategia di gara a una sosta.

La pista di Sochi si rivela invece molto impegnativa per i freni, che vengano “spremuti” in media per 15 secondi al giro; ciò equivale al 17% del tempo. Delle dieci frenate presenti, tre sono di lieve entità, cinque di media e due impegnano severamente i freni. Il circuito russo è attualmente l’unico in Formula 1 con due decelerazioni da almeno 5,5 G: i piloti rallentano di almeno 200 km/h prima di entrare in curva. La staccata più impegnativa è alla curva 2, dove le monoposto impiegano meno di due secondi per rallentare da circa 335 a circa 130 km/h.

IL GRAN PREMIO IN TV :  Il Gp verrà trasmesso in diretta su Sky. Le prove libere 1 e 2 saranno visibili domani dalle 10.00 e dalle 14.00 su Sky Sport F1, lo stesso canale che manderà in onde le libere 3 sabato dalle 11.00 e le qualifiche tre ore più tardi. Anche la gara si potrà vedere su Sky Sport F1, ma in questo caso alle 13.10 di domenica. Sul canale gratuito TV8, le qualifiche verranno trasmesse in differita sabato dalle 18.30 e la gara domenica dalle 15.10, sempre in differita.

Sochi Autodrom
ORARI
Venerdì 25 Settembre
Prove 1   08:00 – 09:30
Prove 2   12:00 – 13:30
Sabato 26 Settembre
Prove 3   09:00 – 10:00
Qualifiche 12:00 – 13:00
Domenica 27 Settembre
Gara  11:00
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FORMULA 1: CONFERMATO IL GP DI RUSSIA A SOCHI DAL 25 AL 27 SETTEMBRE

Sochi – La Formula 1  di automobilismo tornerà a Sochi dal 25 al 27 settembre,  per disputare il GP di Russia, come decimo appuntamento di questo calendario rivisto a causa della pandemia di Covid-19. Nelle prossime settimane, saranno confermati gli ulteriori appuntamenti che dovrebbero consentire di disputare una stagione in linea con gli obiettivi annunciati  con un numero di eventi compreso tra 15 e 18.

In programma invece in Italia nel weekend del 11-13 settembre, il Gran Premio della Toscana Ferrari 1000.  Questa la denominazione ufficiale dell’evento che si terrà sul circuito del Mugello ed in quella occasione, infatti, la Ferrari – che è anche proprietaria dell’impianto toscano – potrà celebrare la gara numero mille della Scuderia nel Mondiale. Il Mugello diventerà così il quarto circuito italiano, insieme a Monza, Imola e Pescara, a ospitare un Gran Premio di Formula 1. L’ultimo test ufficiale della F.1 al Mugello si è tenuto nel 2012, ma gli ultimi a girare tra le sinuose curve del tracciato toscano sono stati Charles Leclerc e Sebastian Vettel, durante il filming day organizzato dalla Ferrari pochi giorni prima dell’inizio del Mondiale.

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San Pietroburgo: 7 atlete russe ai nastri di partenza della V edizione del WTA Premier Ladies Trophy

San Pietroburgo – Dopo gli Australian Open nei quali si è assistito al trionfo dell’ennesima prima volta slam di questi ultimi tempi, che a Melbourne ha preso forma nell’angelico sorriso di Sofia Kenin (classe ’98, nata a Mosca ma di cittadinanza statunitense), il circuito WTA riparte da San Pietroburgo. La città, fondata sul delta della Neva per volontà di Pietro il Grande, si appresta ad accogliere la quinta edizione del WTA Premier Ladies Trophy (il cui montepremi quest’anno sarà di 782.900 dollari) che, dopo la due giorni di qualificazioni (tra sabato 8 e domenica 9) che ne hanno completato il tabellone, si disputerà tra il 10 ed il 16 febbraio. Ad ospitare il torneo indoor saranno alternativamente la Sibur Arena ed il Dynamo Tennis Club

Saranno ben sette le atlete russe a rappresentare la propria nazione nel torneo di casa. Dopo tre anni di assenza (dovuti agli infortuni che non le avevano consentito di essere presente), tornerà a disputare il torneo nella città che le ha dato i natali Svetlana Kuznetsova, beneficiaria di una wild card. La bicampionessa slam (New York 2004, Parigi 2009) attuale numero 49 della classifica WTA, che nella sua ultima partecipazione (2017) aveva raggiunto i quarti di finale, se la vedrà al primo turno con la statunitense Jennifer Brady (numero 52 del ranking). L’altra wild card Daria Kasatkina (attuale numero 71 del ranking) è invece attesa dal derby con la connazionale Ekaterina Alexandrova, che dopo l’ottimo avvio di stagione, culminato con il primo successo in carriera a Shenzen, ha scalato la classifica ed è entrata tra le prime trenta giocatrici al mondo (al momento è al numero 28, la migliore delle russe). Direttamente ammessa al tabellone principale anche Veronika Kudermetova: la ventiduenne originaria di Kazan (attuale numero 38 del mondo) affronterà al primo turno la kazaka (ma moscovita di nascita) Yulia Putintseva (numero 34 della classifica WTA, finalista nel 2017). Dalle qualificazioni hanno raggiunto il tabellone principale e si affronteranno al primo turno Anastasia Potapova (nata a Saratov, classe 2001, numero 101 del ranking), brava a superare nettamente sia l’italiana Martina Di Giuseppe (6-1, 6-4) prima che l’esperta francese Pauline Parmentier (6-3, 6-1) poi, e Liudmila Samsonova che, dopo aver superato la connazionale Ekaterina Shalimova (6-2, 6-1) ha rimontato l’ungherese Timea Babos (5-7, 6-3, 6-2). Nel main draw ci sarà anche Vitalia Diatchenko, che per qualificarsi ha dovuto superare due connazionali: Daria Mishina (6-7, 7-5, 6-3) e Natalia Vikhlyantseva (7-6, 6-4). La tennista di Sochi (numero 89 al mondo) è attesa al primo turno dalla greca Maria Sakkari (numero 6 del tabellone e 21 del mondo).

Protagoniste annunciate la numero uno del seed Belinda Bencic (attualmente al quinto posto del ranking WTA, già finalista nel 2016), la numero due Kiki Bertens (trionfatrice nella passata edizione), la numero tre Petra Kvitova (vincitrice dell’edizione 2018), Caroline Garcia, Donna Vekic (finalista nel 2019), Marketa Vondrousova, Anastasia Sevastova, Kristina Mladenovic (trionfatrice nel 2017 e finalista nel 2018), Joanna Konta ed Elena Rybakina. A tutte le giocatrici, come da tradizione, sono arrivati gli auguri del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

In attesa che inizi il torneo, buone notizie per il tennis russo sono intanto arrivate dalla Fed Cup. La Russia, capitanata da Igor Andreev, ha superato la Romania 3 a 2 qualificandosi così per le finali che si disputeranno a Budapest tra il 14 ed il 19 aprile. Decisivi i due successi in singolare di Ekaterina Alexandrova (il 6-1, 6-4 rifilato alla Ruse ed il 7-5, 3-6, 7-5 con cui ha superato Ana Bogdan) e quello in doppio di Anna Blinkova ed Anna Kalinskaya sulla coppia romena formata da Cristian e Ruse per 6-3, 6-2. 

Stefano Tardi