Luna di miele in Russia

Se si sa almeno un po’ di russo, cercare un viaggio speciale non è un’impresa così difficile. Per qualche giorno ho navigato e navigato in Rete alla ricerca dell’offerta che facesse al caso nostro e ho trovato alcune soluzioni per tutti i gusti.

 

Per i romantici: Mosca, la capitale
Un week end a Mosca

Mosca e San Pietroburgo sono tra le mete turistiche più popolari della Russia e dell’Europa centrale. La capitale è perfetta per gli appassionati delle “city escapades”: chiese ortodosse accanto a case in stile moderno, grattacieli di epoca stalinista e il costruttivismo sovietico mischiato a magnifiche costruzioni e antichi monumenti. I tour operator propongono romantiche passeggiate in battello sul fiume Moscova, visite guidate della metropolitana della capitale, considerata la più bella al mondo, visita della famosa Galleria Tretyakov, nella quale sono esposti i capolavori dell’arte mondiale; i biglietti per il palco reale del Teatro Bolshoj, la salita all’ultimo piano della torre di Ostankino e una cena nel ristorante panoramico “Settimo cielo” o un appuntamento romantico al ristorante situato sulla punta di un grattacielo stalinista.
Le agenzie di viaggio propongono sia tour soltanto a Mosca, sia combinati Mosca-San Pietroburgo. Si possono consultare le offerte ad hoc per neosposi di “Romantic Bug”, dell’hotel moscovita “Marco Polo Presnja”, i consigli sugli alberghi più romantici della capitale suggeriti da Tripadvisor, da 5star Russia e da Hungry Bags Moscow Pakages.

San Pietroburgo, una delle migliori mete turistiche del mondo
Un week end a San Pietroburgo

Nel 2013 San Pietroburgo è rientrata tra le venti migliori mete turistiche di TripAdvisor. La capitale del Nord, come viene chiamata dai russi, è considerata la più romantica città della Russia: l’architettura dei palazzi, il golfo di Finlandia, la maestosità imperiale e il respiro della sua storia secolare sono riconoscibili in ogni vicolo, per non parlare dei meravigliosi lungofiume, dei ponti mobili e degli ampi corsi. In questa città i feromoni aleggiano nell’aria e le passeggiate a cavallo, i voli sopra la città con i charter o in mongolfiera, le escursioni in motoscafo sul fiume Neva, le colazioni nei ristoranti amati da Shaljapin, Nicola II ed Esenin non possono non incantare i romanticoni. In più Pietroburgo è anche il punto di concentrazione dei migliori alberghi “Honeymoon” d’Europa.
I viaggi organizzati sono offerti da Priora tours, da Baltic Travel Company e Grand Hotel Europe.
Hotels.com e 5star Russia propongono un elenco di alberghi romantici.

Francesca Brienza

Fonte: Russia Oggi




In Russia i diamanti più grandi e duri del mondo

Diamanti PopigaiProprio pochi giorni fa vi sono stati trovati i tre diamanti più grandi al mondo e per giunta tutti di diverso colore. Parliamo del cratere Popigai al confine con la regione Krasnoyarsk e Yakutia in Russia dove si trova il più grande giacimento di diamanti del mondo. Siamo nell’area siberiana e questo giacimento è stato gelosamente tenuto nascosto dai russi per oltre 40 anni, da quando venne scoperto. Parliamo di diamanti non del tutto normali , in quanto risultano essere due volte più duri rispetto a quelli noti finora. La loro provenienza non è il cuore della Terra, come per la maggior parte degli altri diamanti, bensì sono il risultato dell’impatto di un grande asteroide precipitato sul nostro Pianeta circa 35 milioni di anni fa. I trilioni di carati di diamanti, che corrispondono a centinaia di migliaia di tonnellate di preziosi minerali, si trovano proprio sotto questo cratere e stando a quanto rilasciato da un’agenzia giornalistica russa vi è una quantità di diamanti almeno 10 volte superiore a quella di tutti quelli presenti sul nostro pianeta finora scoperti.  Come si diceva, i russi conoscevano da almeno 40 anni la presenza di questo giacimento, ma lo hanno tenuto gelosamente nascosto al fine di poter vendere ad un prezzo più elevato i diamanti presenti in altri territori della Russia anche per non influenzare quella che era la produzione di Mirny, in Yakutia, capace già allora di generare enormi profitti con conseguente controllo del mercato.  Non è una coincidenza che l’enorme quantità di diamanti presenti sotto il cratere del Popigai si trovino proprio lì. Il cratere, che è il settimo per dimensioni sulla Terra, possiede un diametro di circa 100 chilometri e si formò in seguito all’impatto di un asteroide con un diametro compreso tra 5 e i 7 km. Il caso volle che proprio in quell’area vi era un grande deposito di grafite, che, come i diamanti, è un minerale composto unicamente da carbonio. Esso si differenza dal diamante per il modo con il quale sono strutturati gli atomi di carbonio (vedi immagine a sinistra). Le gigantesche temperature e pressioni che si svilupparono trasformarono la grafite in diamante, allo stesso modo con il quale la Terra a profondità di diverse decine di chilometri sotto la superficie produce i propri diamanti. La maggior parte dei diamanti prodotti dall’asteroide non sono di grosse dimensioni e quindi sono poco adatti nel mondo della gioielleria, ma essendo particolarmente duri sono estremamente apprezzati là dove si richiede qualcosa di resistente per abradere, pulire o nel mondo dei semiconduttori. Ma quanti ce ne sono in termini pratici? Secondo i russi almeno per soddisfare le esigenze attuali per i prossimi 3.000 anni. Quel giacimento Potrebbe realmente rivoluzionare l’industria manifatturiera.

Francesca Brienza

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Dopo Stalingrado allarme terrorismo anche a Mosca

Un kamikaze si fa esplodere all’ingresso della stazione di Volgograd provocando la morte di almeno 17 persone e il ferimento di altre 40. È stato il secondo attentato in pochi mesi nella ex Stalingrado dopo quello del 21 ottobre che causò la morte di sette persone. La tensione è alle stelle. A Mosca è stata evacuata la Piazza Rossa per un allarme bomba. Secondo le informazioni diffuse dal canale tv Ntv, è stato ordinato lo sgombero urgente della piazza a ridosso delle mura del Cremlino. L’allarme è scattato quando una donna, che poi è stata arrestata, ha lasciato una borsa presso la Torre Spasskaya. Ormai anche nella Capitale è alta l’attenzione sul terrorismo. Per ora sono due le stazioni della metropolitana della capitale transennate. La prima e più centrale è Biblioteca Lenin, accanto al Cremlino: secondo quanto riferito, sulla piattaforma tra i due treni è stata trovata una borsa sospetta. Stessa cosa per la più periferica Izmailovskaja, vicina al mercato di Izmailov, noto anche ai turisti: è stato trovato un oggetto sospetto. Gli esperti hanno esaminato una valigia incustodita. In entrambi i casi, non sono state evacuate le stazioni della linea sotterranea.
Putin, intanto, ha firmato una legge per bloccare i siti con contenuto estremista. In base a quanto pubblicato, la norma prevede il blocco immediato di siti web che distribuiscono appelli a sommosse e altre informazioni estremiste.
L’attacco è un colpo alla strategia del presidente russo Vladimir Putin, che punta al rilancio internazionale con le Olimpiadi invernali di Sochi.

Questa in definitiva sembrerebbe la scelta dei terroristi islamici, che sono tornati a colpire nel territorio della Federazione. Gli agenti hanno sequestrato finora 152 armi da fuoco e 4,7 chili di sostanze stupefacenti e fermato 87 persone. Lo si apprende da fonti della sicurezza. Ma non c’è nessuna indicazione su eventuali connessioni tra i fermati e gli attentati degli ultimi giorni. Secondo le forze dell’ordine, le persone fermate hanno opposto resistenza agli agenti o non avevano documenti d’identità o di registrazione validi. All’operazione, denominata “Vortice“, stanno partecipando 5.200 poliziotti. Secondo il portavoce della polizia Andrei Pilipchuk, gli agenti hanno già controllato 152 alberghi, 104 dormitori, 32 stazioni degli autobus, 23 stazioni ferroviarie, l’aeroporto e tre porti fluviali, nonché 592 soffitte e 673 scantinati. Secondo l’agenzia Itar-Tass, gli agenti stanno concentrando i controlli sui lavoratori provenienti dal Caucaso, persone che secondo le associazioni per la difesa dei diritti umani sono spesso vittime di violenze da parte della polizia russa. Per l’attentato di domenica alla stazione ferroviaria di Volgograd, dove sono morte 18 persone, gli investigatori hanno dapprima pensato a una vedova nera, la 26enne daghestana Oksana Aslanova, poi però hanno detto che il kamikaze potrebbe anche essere stato un uomo: Pavel Pecenkin, che nel 2012 si è unito ai militanti del Daghestan dopo essersi convertito all’Islam.

 




Il Presidente Putin arriva in Italia ed anche il Papa deve attendere

Un corteo di 50 automobili, cinque aerei e 11 ministri. Dopo sette anni, il Presidente russo Vladimir Putin torna in veste ufficiale in Italia per due giorni di incontri che vanno da quello in Vaticano con Papa Francesco a quello di Palazzo Grazioli con l’amico Silvio Berlusconi.

Ed è proprio in Vaticano che Papa Francesco ha atteso Putin quasi un’ora oltre l’orario previsto.  Percorsa via della Conciliazione e attraversata piazza San Pietro, il corteo presidenziale è infatti entrato in Vaticano dall’Arco delle Campane.  L’incontro è durato un’ora e mezza.

A seguire un incontro di circa 40 minuti con Romano Prodi, di cui Ushakov ha ricordato le vesti di emissario Onu per il Sahel, e infine l’incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Quirinale.

Un’agenda  fittissima, ma Vladimir Putin non poteva certo rinunciare a un rendez-vous con il vecchio amico Silvio Berlusconi. E così, il leader russo si è diretto verso  Palazzo Grazioli, nella settimana più difficile del Cavaliere che, a sole 48 ore dal voto del Senato sulla sua decadenza, potrà così trovare il conforto di un amico dal quale non è mai stato abbandonato. Il Cavaliere potrebbe trovare ben più di una spalla su cui sfogarsi. Putin, secondo i retroscena più estremi emersi su alcuni quotidiani nei giorni scorsi, potrebbe addirittura consegnare a Berlusconi un passaporto diplomatico russo per fornirgli una via di fuga dalle toghe. Fantapolitica? Può darsi, ma di certo la Costituzione russa dà al presidente questa prerogativa. E in gennaio lo stesso Putin accordò con un decreto all’attore francese Gerard Depardieu – in cerca di una nuova residenza per sfuggire alla tassa sui super ricchi di Hollande – la cittadinanza russa.  “È un’ipotesi che non ho mai considerato, desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo, io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere», ha tagliato però corto il leader di Forza Italia rispondendo alla stampa in una suo intervento odierno.

Anche Il premier Enrico Letta è convinto che la cooperazione tra Italia e Russia, «già ai massimi livelli», crescerà ulteriormente e sarà «particolarmente proficua» il prossimo anno, quando Roma avrà la presidenza di turno della Ue e Mosca quella del G8. “Dobbiamo superare luoghi comuni e timori che gettano un’ombra sui nostri rapporti. Lo vediamo oggi nei problemi del cosiddetto partnenariato orientale della Ue, nei rapporti con Ucraina e altri paesi”, ha osservato in un’intervista all’agenzia Itar-Tass, al quotidiano governativo Rossiskaya Gazeta e alla tv statale Rossia 24. “Con la nostra presidenza Ue vogliamo lavorare per superare queste divergenze e pregiudizi perché siamo sicuri che è nell’interesse sia della Ue che della Russia la cooperazione nei campi politico, economico ed energetico“, ha proseguito. Letta ha sottolineato che la necessità di trovare un accordo con la Russia per risolvere molte questioni internazionali, dalla Libia (dove il «caos è diventato un fattore di instabilità per l’Italia») all’Africa del nord, dalla crisi siriana al Medio Oriente, a partire dal processo di pace israeliano-palestinese.

Pmi, agroalimentare e turismo: sono alcuni dei settori dove sfruttare un potenziale non ancora realizzato pienamente, ha sottolineato Letta. Il vertice di Trieste apre “enormi possibilità” in una città di “importante significato geopolitico” perché “ponte tra Italia ed Europa orientale“, ha spiegato. Per il capo del governo quello energetico resta il “settore chiave”, ma la cooperazione deve crescere in molti settori, tra cui quello metallurgico e aerospaziale. Sul piano economico Letta vorrebbe fosse fatto “un grande passo” verso lo sviluppo delle Pmi, “motore del nostro sistema economico“, per aiutarle ad entrare in un mercato che rappresenta una “grande opportunità”. Idem per il settore agroalimentare e turistico, anche in vista dell’Expo 2015 (che avrà come tema ‘Nutrire il pianeta’). Cultura e arte, osserva il premier, sono il nostro “petrolio“, beni che “noi vogliamo mantenere e tutelare”, anche in chiave di prospettive occupazionali. Sul piano turistico, Letta ha ricordato l’idea di voler proclamare ogni anno una città italiana capitale culturale per promuovere il Belpaese anche al di fuori degli itinerari tradizionali perché l’italia non è solo Roma, Venezia e Firenze.

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