CERIMONIA FINALE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE “LA ROMA RUSSA” 2018: I VINCITORI

Roma – I vincitori del Festival Culturale Internazionale “La Roma Russa” sono stati annunciati nell’ambito di una cerimonia solenne che ha avuto luogo presso il leggendario Palazzo Poli. Il premio è stato assegnato alle più illustri figure distintesi nel campo artistico e culturale, il cui lavoro rende popolare la cultura russa all’estero. All’evento hanno preso parte personaggi del mondo dell’arte e della cultura provenienti da diversi paesi europei, interessati alla cultura russa. Quasi 200 anni fa, durante il suo soggiorno a Roma, la principessa Zinaida Volkonskaja organizzò i primi salotti russi. Vi si unirono i grandi scrittori e artisti di quell’epoca: P. Vjazemskij, V. Žukovskij, N. Kazykov, I. Turgenev, K. Brjullov, A. Ivanov, Stendhal, Walter Scott, J. F. Cooper. “Quest’anno il Festival si svolge per la seconda volta, però è già riuscito ad imporsi come un luogo ricercato che introduce l’esigente pubblico italiano nel patrimonio letterario, artistico e musicale russo. È particolarmente importante che questo forum su larga scala riunisca tutti gli intenditori della cultura nazionale che danno un contributo significativo alla sua divulgazione all’estero” – ha dichiarato in un suo messaggio rivolto ai partecipanti del Festival il Ministro della Cultura della Federazione Russa, Vladimir Medinskij.

“Il nostro festival riunisce persone che non sono indifferenti alla cultura russa. Siamo molto lieti che in due anni il progetto abbia guadagnato fama, riconoscimento e nuovi estimatori. Sempre più persone da tutta Europa esprimono il desiderio e l’intenzione di collaborare con il nostro Festival” – ha affermato il Presidente del Festival, Vladimir Torin.
La statuetta del premio per i vincitori del Festival “La Roma Russa-2018” è stata appositamente progettata dal famoso scultore e Artista del popolo russo Aleksandr Rukavišnikov.

Nella categoria “Per la preservazione del patrimonio culturale russo all’estero” è stata premiata Elisabeth Cheauré, fondatrice e organizzatrice del Centro Marina Cvetaeva di Friburgo (Germania). E. Cheauré è titolare di cattedra di studi slavi all’Università di Friburgo. Sotto la sua guida si svolgono regolarmente eventi legati alla Russia negli ambiti culturali e sociali.

Nella categoria “Arte teatrale” è stato premiato Andris Liepa, l’Artista del popolo della Russia, ballerino solista, regista teatrale e produttore. Per otto anni ha lavorato nel corpo di ballo del leggendario Bol’šoj, dove ha interpretato i ruoli principali del repertorio teatrale. Ha ballato come solista e come artista ospite nei migliori teatri del mondo. La Maris Liepa Charity Foundation sotto la direzione di Andris e Ilze Liepa mantiene e sviluppa le tradizioni del balletto russo.
Il violinista russo-italiano e direttore d’orchestra Sergej Krylov è il vincitore della categoria “Musica”. Il musicista si esibisce con numerose orchestre di fama mondiale. M. Rostropovich ha scritto su di lui: “Sergej Krylov è tra i cinque migliori violinisti moderni al mondo“.

Nella categoria “Arti visive“, è stato premiato Sergej Čoban, l’artista di fama mondiale, l’architetto. È l’autore di oltre 40 edifici in varie città di Russia, Germania e Italia, molti dei quali hanno ricevuto prestigiosi riconoscimenti internazionali. Per due volte è stato il curatore del padiglione russo alla Biennale di Architettura di Venezia (nel 2010 e nel 2012). Nel 2012, ha ricevuto il primo premio nella storia della Russia alla Biennale di architettura: un premio speciale della giuria.
Professoressa, membro onorario dell’Accademia Russa di Belle Arti, insignita del premio conferito dal Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, Silvia Burini è stata premiata per la categoria divulgazione dell’arte russa in Occidente. Silvia è curatrice di numerose mostre dedicate all’arte russa e organizzatrice di manifestazioni che introducono al pubblico italiano il cinema russo. Autrice di pubblicazioni sull’arte slava e russa e sulla semiotica della cultura.
Nella categoria “Letteratura” è stata premiata Guzel’ Jachina, la scrittrice russa, vincitrice dei premi “Bol’šaja kniga” e “Jasnaja Poljana“. Autrice dei romanzi “Zuleika apre gli suoi occhi” e “I miei bambini“. Il romanzo “Zuleika apre gli occhi” è stato pubblicato in 30 lingue del mondo. G. Jachina è stata l’autrice del “Dettato totale” del 2018. Tre testi per diversi fusi orari, chiamati “Mattina”, “Giorno” e “Sera”, fanno parte del romanzo “I miei bambini”.
Nel corso dell’evento si sono esibiti la cantante Nina Šackaja, l’attrice Olga Kabo e il pianista Dmitrij Selipanov, l’attrice del Teatro Bol’šoj Anastasija Zacharova, la cantante lirica Nata Pavlova, il violinista Sergej Krylov e la pianista Kaori Matsui.
Il Festival culturale internazionale “La Roma Russa” si è tenuto per la prima volta a novembre 2017. Quest’anno il Festival “La Roma Russa” è incluso nel calendario ufficiale delle “Stagioni russe in Italia” e si è svolto nell’arco di tre giorni. Il 7 novembre, è stato proiettato il film “Ivan Turgenev. Un europeo russo” girato per il 200 ° anniversario di I.S. Turgenev dal Museo statale A.S. Puskin. L’8 novembre, le artiste onorarie della Russia Nina Šackaja e Olga Kabo si sono esibite nella commedia letteraria e musicale “La quinta stagione… l’amore”.

Il Festival è stato sostenuto da: Ambasciata Russa in Italia, Assessorato alla crescita culturale di Roma Capitale, Unione libraria della Russia, Unione degli scrittori della Russia, Conservatorio statale intitolato a P.Tchaikovsky di Mosca, Istituto Italiano di Cultura a Mosca, Agenzie di stampa italiane: Askanews e Agenzia Nova, Agenzia di stampa russa: TASS, piattaforma online in lingua italiana Sputnik Italia, Azienda radiotelevisiva “Russia” (VGTRK), quotidiano russo “Rossijskaja gazeta”, Associazioni culturali dell’Italia e dell’Europa.

Riportiamo qui di seguito il testo dell’intervento dell’On. Marta Grande, presidente della commissione Esteri della Camera che ha conferito il premio nella categoria “Arte teatrale” al ballerino Andris Liepa:

  • “Mai quando in questo momento storico, dove il multiculturalismo ha profondamente contribuito ad accrescere le distanze fra le comunità e i singoli cittadini del mondo, la cultura gioca un ruolo fondamentale nelle relazioni internazionali. Sulla base della cultura, infatti, gli uomini costruiscono i ponti, cooperano, si studiano reciprocamente, arrivando, in questo nobile percorso di avvicinamento, a comprendersi. L’anima russa e quella italiana sono legate da un nodo speciale, profondo: in esse risiede un antico istinto di elevazione spirituale, di ricerca della bellezza attraverso il lavoro interiore. La nobiltà, permettetemi di affermarlo con un certo orgoglio, abita i cuori dei nostri popoli. Questo 2018, gli eventi che lo hanno scandito, spiegano questa intesa meglio di qualsiasi altra parola: il maxi-progetto culturale “stagioni russe” – progetto-vetrina attraverso il quale si è potuto ammirare il meglio della cultura del vostro Paese e nel quale (pare proprio non sia un caso) sono state coinvolte più di 70 città italiane. Fra qualche giorno tra l’altro, dal 15 al 17 novembre l’Italia parteciperà al Forum internazionale culturale di San Pietroburgo e come Paese ospite proporremo, a nostra volta, il meglio della nostra scienza e della nostra arte ed è proprio partendo dall’assunto intellettuale, che rimane sempre il più valido che io, stasera, nella veste istituzionale che mi compete, voglio rammentare ai presenti quanto la Russia sia per noi italiani un riferimento autentico. La grande prosa di Dostoevskij ci ha indicato la via della bellezza , concepita come atto d’amore prima che come vanità effimera. E poi Cechov, Tolstoj, l’estesa eleganza dei balletti leggiadri e variopinti, l’altezza interiore del teatro di Stanislavsky. La scienza di questi maestri, per noi, vale più di un contratto ed è sullo sfondo di questa “grande bellezza” che voglio salutarvi e stringervi calorosamente la mano“.

RED




LA RUSSIA DEL DOPO VOTO PUNTA ALLA STABILITA’

A distanza di circa un mese dalle elezioni presidenziali, pubblichiamo alcune riflessioni fatte da Luigi Marino, presidente dell’Associazione “Massimo Gorki” e Osservatore Internazionale in occasione del voto (nella Regione di Volgograd).

I commenti dei giornali russi sono abbastanza univoci: in Russia si è votato per la stabilità.

Dalla “Nezavisimaja  gazeta alla  “Izvestija“, “Vedomosti”, “Rossijskaja gazeta” è tutto un riportare di dati elettorali che parlano da soli. Per Putin hanno votato 56,4 milioni di elettori su 73,4 milioni di votanti, ottenendo quasi 11 milioni di voti in più rispetto al 2012. Anche Mosca e San Pietroburgo, ove l’opposizione è più consistente, hanno votato per il Presidente uscente. Gli esperti hanno sottolineato che vi è stata una campagna di mobilitazione degli elettori, mentre l’elettorato di protesta è risultato disorganizzato e confuso sia per i numerosi candidati alternativi che per lo stesso invito al boicottaggio della consultazione da parte di A. Naval’nyj .

Il Segretario del Comitato Centrale del KPRF Sergej Obuchov così si è espresso: “Hanno contribuito la possente mobilitazione delle compagnie statali, le risorse amministrative, la carnevalizzazione dei seggi con i banchetti per i buffet, i concerti degli allievi di parecchi istituti e scuole”. Ma al di là di queste rimostranze va in ogni caso rilevato che la partecipazione al voto è stata del 67,47%, un risultato che di per sé sta a significare che l’appello a disertare le urne non ha ottenuto riscontro, dal momento che solo nel 1991 si raggiunse il 76,66 % dei votanti.

Inoltre non si può ignorare che in tutti i seggi erano presenti i rappresentanti dei diversi candidati, gli osservatori nazionali ed internazionali, nonché un sistema di video-controllo delle operazioni. Ma soprattutto non vi sono state significative trasgressioni sia nel corso delle votazioni che dello spoglio.

Per il KPRF è il peggior risultato ottenuto nelle presidenziali. Zirinovskj aspirava al 2° posto, ma il suo risultato è di gran lunga inferiore alle sua aspettative, il che significa che anche parte del suo elettorato ha preferito un Presidente garante della stabilità.

A Mosca Putin ha ottenuto il 72,6%, un successo personale dal momento che nella precedente elezione del 2012 aveva ottenuto il 47% dei voti. A San Pietroburgo  79,5 %.

In tutta la Russia i risultati sono stati questi:

–   Putin 76,6%, Grudinin del KPRF 11,8%, Zirinovskij  5,65, K.Sobcak 1,68%. Javlinskij 1,05%

Occorre rimarcare che Mironov del partito “Russia Giusta” non aveva presentato la propria candidatura né altri candidati, per cui è da pensare che i voti siano confluiti sul Presidente Putin.

Che il Presidente uscente parta avvantaggiato nella competizione per evidenti motivi di quasi quotidiana esposizione pubblica, soprattutto in rapporto a chi si candidi per la prima volta, è indubbio. Questo vale in qualsiasi sistema di Repubblica presidenziale e comunque riguarda gli alti esponenti di tutte le istituzioni parlamentari e non. Ma obiettivamente questo di per sé non può costituire motivo per “delegittimare” il successo di Putin ed il consenso ottenuto al di là di ogni aspettativa, del resto in linea con gli stessi sondaggi effettuati precedentemente alle elezioni.

I fattori determinanti del successo di Putin sono stati diversi: la determinazione nelle scelte, chiaramente esposte nel messaggio all’Assemblea Federale del 1° Marzo, certamente il risvegliare l’orgoglio nazionale ferito, ma anche l’assicurare una crescita concreta delle condizioni generali di vita dei cittadini, tutelando l’identità culturale e la sicurezza del paese.

A Mosca come in tutto il paese, dalle Olimpiadi in poi sino alle più recenti accuse da parte del Governo inglese, si è venuta a creare una situazione per cui i cittadini della Russia si sono sentiti come in una fortezza assediata ed hanno reagito con il riconfermare il Presidente uscente.

Se qualcuno ha pensato che le accuse inglesi a distanza di qualche settimana dal voto potessero indebolire il prestigio di Putin e quindi influire negativamente sul risultato elettorale ha certamente sbagliato a fare i conti e alla luce del consenso ottenuto il tutto si è risolto in un vero e proprio boomerang.

Anche gli elettori russi all’estero a fronte di questa campagna anti Russia hanno dato un voto quasi plebiscitario a Putin.

La “Nezavisimaja gazeta” del 20 marzo ha scritto che undici organizzazioni della comunità russa presente negli Stati Uniti si erano rivolte al Congresso americano perché non riconoscesse il risultato elettorale e non si rallegrasse con un “presidente illegittimamente eletto”. Così pure nel Regno Unito ed in alcuni paesi della Unione Europea. E’ stato un abbaiare alla luna, dal momento che per la prima volta invece nella storia della Russia post-sovietica il vincitore delle elezioni presidenziali ha ricevuto più della metà dei voti di tutti gli elettori.

Come anche in precedenza Putin il giorno dopo la sua elezione ha incontrato tutti gli altri candidati per esporre i suoi piani per il futuro, sollecitando sforzi unitari per la soluzione dei problemi.

In sintesi il suo discorso è stato questo: “L’unità è necessaria per andare avanti ! E per questo occorre sentire il polso di ogni cittadino, mettendo all’ordine del giorno anzitutto le questioni interne (crescita economica, innovazione tecnologica, produzione industriale, infrastrutture, sviluppo dl sistema sanitario, istruzione e formazione) per elevare il livello di vita della popolazione della Federazione russa. Va da sé che poniamo e porremo la necessaria attenzione all’ulteriore rafforzamento del sistema difensivo del Paese. Nessuno intende retrocedere dalla corsa agli armamenti, ma noi al contrario intendiamo costruire rapporti con tutti gli Stati affinché questi diventino costruttivi”

Con questi risultati e con queste linee di politica interna ed estera tutti gli altri paesi dovranno confrontarsi nel prossimo futuro.

Luigi Marino

Osservatore Internazionale in Russia (Regione di Volgograd)