Anna Netrebko è Aida, regina del 99°Arena di Verona Opera Festival 2022

Anna Netrebko interpreta per la prima volta in Arena il ruolo più amato del Festival dal 1913∙ Debutto anche sul podio di Aida per Marco Armiliato, Direttore Musicale del Festival∙ In scena con Netrebko il compagno d’arte e di vita Yusif Eyvazov, Clémentine Margaine, Gűnther Groissbőck∙ Esordio stagionale per Ambrogio Maestri, Romano Dal Zovo, con i giovani Rados e Maionchi e le stelle della danza Eleana Andreoudi, Alessandro Staiano e Ana Sophia Scheller ∙ L’allestimento è quello dorato e sontuoso di Franco Zeffirelli con i multicolori costumi di Anna Anni e le coreografie di Vladimir Vasiliev.

L’Arena di Verona ha fatto il suo trionfale debutto tre anni fa come regale Leonora in tre serate de Il Trovatore, immortalate anche in video. Nel difficile biennio segnato dalla pandemia, è stata vicina al pubblico internazionale del Festival veronese con un memorabile concerto e portando per la prima volta in Italia la sua principessa Turandot. L’atteso ritorno per il 99° Opera Festival 2022 avviene di nuovo nel segno di Verdi, con il titolo più amato e rappresentato in Arena da quella prima serata d’opera il 10 agosto 1913: Aida. Anna Netrebko ne ha interpretato l’eroina eponima solo in pochissime selezionate occasioni: dopo il debutto avvenuto al Festival di Salisburgo sotto la direzione di Riccardo Muti, ha affrontato l’impegnativo ruolo solamente al Metropolitan di New York e per il proprio esordio al San Carlo di Napoli. Ogni rappresentazione è stata accolta con entusiasmo da pubblico e critica: ora è il millenario anfiteatro veronese ad attendere col suo abbraccio unico la prima volta di Anna Netrebko come protagonista dell’opera regina dell’Arena.

Al suo fianco torna il compagno d’arte e di vita, il tenore azero Yusif Eyvazov, già applaudito Radamès: il giovane generale egizio è conteso fra l’amata e amante Aida e la principessa Amneris, ruolo in cui si conferma il mezzosoprano francese Clémentine Margaine dopo il grande successo personale riscosso sia nell’opera di Verdi che nella Carmen inaugurale. Il gran sacerdote Ramfis, dopo il felice doppio esordio in Arena e nel ruolo, è di nuovo il basso austriaco Gűnther Groissbőck, così come si confermano i giovani Riccardo Rados quale Messaggero e Francesca Maionchi come Sacerdotessa. Il cast prevede altre grandi novità.

Il basso veronese Romano Dal Zovo interpreta il Re degli Egizi, padre della principessa Amneris, e sullo schieramento opposto fa il suo esordio stagionale il celebre baritono Ambrogio Maestri quale Amonasro, Re degli Etiopi e padre di Aida. Insieme al Ballo areniano coordinato da Gaetano Petrosino, oltre alla Akmen di Ana Sophia Scheller, debuttano due giovani étoile: l’applaudita Eleana Andreoudi, prima ballerina dell’Opera Nazionale Greca, e Alessandro Staiano, primo ballerino del massimo teatro napoletano.

Infine, per la prima di quattro imperdibili rappresentazioni di luglio, sale sul podio di Aida il Maestro Marco Armiliato, Direttore musicale del 99° Arena di Verona Opera Festival 2022, alla guida di Orchestra della Fondazione Arena e Coro preparato da Ulisse Trabacchin. L’allestimento propone l’Egitto aureo e i multicolori tessuti preziosi immaginati da Franco Zeffirelli per il Festival areniano esattamente vent’anni fa con i costumi di Anna Anni: una visione che restituisce alla perfezione la doppia anima dell’opera di Verdi, in equilibrio fra intimismo e grandeur, fra amori, gelosie, passioni turbolente e messaggi di pace tra popoli.

La prima si è tenuta l’8 luglio, le repliche: 16, 24, 28 luglio (ore 21.00)∙ 5, 21, 28 agosto e 4 settembre (ore 20.45)

Fondazione Arena di Verona desidera esprimere il proprio speciale ringraziamento a tutti gli sponsor che hanno confermato il loro prezioso contributo a sostegno della Fondazione e del suo prestigioso Festival. In primis Unicredit, da oltre 25 anni a fianco del nostro teatro, che si riconferma major partner del Festival e gestore della Biglietteria insieme a TicketOne. Un grande ringraziamento va ai partner Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB BAHN, RTL 102.5 e una menzione speciale va anche a tutte le aziende, gli imprenditori, gli ordini professionali e le associazioni di categoria che hanno aderito alla campagna di fundraising 67 colonne per l’Arena di Verona 2022. Al suo primo anno, è stata insignita del 1° premio come miglior progetto di fundraising del 2021 nella VI Edizione del Concorso Art Bonus, indetto dal Ministero della Cultura. La cerimonia si è tenuta proprio nell’Anfiteatro veronese e ha ospitato tutti i finalisti del concorso nazionale.

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LUCIA DI LAMMERMOOR APRE LA STAGIONE LIRICA 2020 DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO

Verona – La Stagione Lirica 2020 al Teatro Filarmonico inaugura domenica 26 gennaio portando in scena uno dei titoli più conosciuti e rappresentati di Gaetano Donizetti: Lucia di Lammermoor. L’allestimento del capolavoro drammatico del compositore bergamasco proviene dal Teatro Verdi di Salerno, ed è firmato da Renzo Giacchieri per regia e costumi, con le scene ed il projection design di Alfredo Troisi, i movimenti mimici di Barbara Pessina e le luci di Paolo Mazzon. A concertare è il maestro ucraino Andriy Yurkevych, esperto direttore d’opera acclamato in tutti i più importanti teatri del mondo. Lucia di Lammermoor è considerata l’opera simbolo del romanticismo italiano. La Prima assoluta va in scena il 26 settembre 1835 al Real Teatro di San Carlo di Napoli, conseguendo uno straordinario successo e una ininterrotta fortuna, tanto che l’opera non uscirà mai dal repertorio lirico. Il compositore infatti, successivamente alla prima napoletana, scrive al suo editore Ricordi che «Lucia di Lammermoor andò, e permetti che amichevolmente mi vergogni e ti dica la verità. È piaciuto e piaciuto assai. Per molte volte fui chiamato fuori e ben molte anche i cantanti. Ogni pezzo fu ascoltato con religioso silenzio e da spontanei evviva festeggiato». Da quella data il dramma tragico in due parti e tre atti di Gaetano Donizetti entra con forza nell’immaginario romantico, specialmente con la “scena della pazzia” che forse ne è il momento più rappresentativo non solo nel panorama del melodramma romantico, ma in tutto il teatro musicale e, ancora più in generale, nella cultura moderna.  La vicenda prende spunto da The Bride of Lammermoor, romanzo storico del 1819 di Walter Scott, da cui il librettista Salvatore Cammarano trae i tradizionali numeri operistici semplificando i personaggi e sistemando la trama, per renderla più concisa ed efficace a rappresentare quell’«amor violento» senza il quale i soggetti, secondo Donizetti, sono freddi e che ben si addice al contesto scenico e musicale dell’opera romantica in stile gotico. Lucia di Lammermoor ha quindi rivoluzionato il gusto dello spettatore ottocentesco e ne ha turbato l’animo, con il suo finale tragico per nulla scontato, con la scena conclusiva affidata al tenore e non alla primadonna ed il suicidio di lui in bellavista.  La regia di Renzo Giacchieri proveniente dal Teatro Verdi di Salerno è in linea con lo spirito romantico e al tempo stesso profondamente drammatico dell’opera e traccia in maniera nitida le molteplici passioni che animano i protagonisti. La fedeltà alla veridicità storica ed emozionale è l’elemento fondamentale attorno a cui ruota la vicenda. I costumi sono dello stesso Giacchieri, le scene e il projection design sono firmati da Alfredo Troisi, i movimenti coreografici sono di Barbara Pessina, mentre le luci sono dell’esperto lighting designer di Fondazione ArenaPaolo Mazzon. Giacchieri è stato profondamente colpito dal racconto di Nicola CiprianiLe tre Lucie. Un romanzo, un melodramma, un caso giudiziario”, soprattutto per la terza vicenda, nel caso processuale di una ragazza dei nostri tempi che ha patito la stessa situazione della fanciulla di Lammermoor. «La storia si ripete e individua lungo il suo percorso anime in pena che vivono e rivivono le stesse identiche sofferenze, atroci dolori di vittime predestinate che seguono ignare il progetto dei loro carnefici». Giacchieri conosce bene l’opera, che ha messo in scena in 5 differenti allestimenti a partire dal 1984, e ricrea sapientemente il dramma della protagonista, le nevrosi convulsive e la malattia che la consuma per l’incapacità di resistere al dolore immenso che la pervade, dando vita ad una regia elegante e estremamente raffinata. Il cast è guidato da Andriy Yurkevych, al debutto operistico al Filarmonico dopo un impegno sinfonico nel 2010; Ruth Iniesta ed Enkeleda Kamani daranno voce a Lucia a fianco di Enea Scala e Pietro Adaini nel ruolo di Sir Edgardo di Ravenswood. Alberto Gazale e Biagio Pizzuti vestiranno i panni di Lord Enrico Ashton, mentre Simon Lim darà voce a Raimondo Bidebent. Enrico Zara sarà Lord Arturo Buclaw e Riccardo Rados sarà Normanno; infine Lorrie Garcia interpreterà il personaggio di Alisa La produzione vede impegnati l’Orchestra, il Coro – preparato per la quinta stagione da Vito Lombardi – e i Tecnici dell’Arena di Verona. Con Lucia di Lammermoor prosegue l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2019-2020: martedì 28 gennaio alle ore 18.00 e giovedì 30 gennaio alle ore 19.00 gli studenti delle scuole primaria e secondaria, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone un Preludio, momento introduttivo allo spettacolo alla presenza di alcuni dei protagonisti dell’opera, seguito da un aperitivo nel Bar del Teatro.  Per informazioni e prenotazioni: Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it 

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