Confindustria Lombardia: crisi demografica e carenza di competenze

Si è svolto lunedi 1 dicembre a Milano l’evento “Internazionalizzazione e capitale umano la Lombardia e la sua filiera tecnico professionale protagonisti nel mondo”, organizzato da Confindustria Lombardia, con il patrocinio di Regione Lombardia e in collaborazione con Assolombarda e Confindustria Bergamo.

L’incontro ha approfondito gli impatti che la crisi demografica e la carenza di competenze avranno sulla società e in particolare sul sistema produttivo lombardo, delineando possibili soluzioni in linea con il modello di sviluppo regionale e all’interno di un quadro nazionale ed europeo, rappresentato dalla cornice del Piano Mattei.

Solamente per il periodo 2025-2029 si stima un fabbisogno per i settori privati di circa 617mila lavoratori stranieri, e l’industria con 245mila unità rappresenterà il 40% della domanda complessiva. La Lombardia è la regione dove si prevede la necessità di oltre 146mila lavoratori, il 24% del totale nazionale[1].

Partendo da questi presupposti che rimodelleranno il mercato del lavoro regionale, durante l’incontro sono state messe in luce buone pratiche di integrazione dei lavoratori stranieri nella filiera tecnico-professionale e il ruolo centrale delle imprese e delle istituzioni nella creazione di percorsi formativi e opportunità.

“Le dinamiche demografiche e la carenza di competenze rischiano di mettere in crisi il nostro modello competitivo. La chiave per far fronte a questa sfida è la collaborazione tra imprese, istituzioni regionali e enti di formazione come gli ITS finalizzata alla creazione di un contesto ottimale, dal punto di vista lavorativo, di housing e integrazione. Inoltre, per Confindustria Lombardia, la cornice fornita dal Piano Mattei e la sua declinazione regionale, con la costruzione di rapporti bilaterali con Paesi strategici e la collaborazione con le istituzioni, rappresenta un’opportunità che le imprese lombarde sono già pronte a cogliere” ha affermato il presidente di Confindustria Lombardia, Giuseppe Pasini nel suo intervento. 

Intervenendo nella tavola rotonda, la presidente di Confindustria Bergamo, Giovanna Ricuperati, ha dichiarato che “anche la nostra provincia è pesantemente investita da una prospettiva di declino demografico che sta mettendo a rischio il futuro del nostro territorio e del suo tessuto produttivo, radicato nell’innovazione e integrato nelle filiere globali, la cui competitività è strettamente connessa alle competenze tecniche e professionali delle persone. Di qui il nostro impegno per metterci in sintonia con le giovani generazioni, contribuire al rafforzamento della filiera formativa e aiutare le imprese ad essere più attrattive. In questo quadro – prosegue Giovanna Ricuperati – è diventato pressante immaginare anche progetti internazionali per facilitare l’arrivo qualificato di giovani, come il percorso ITS Tecnologie per la Vita di Bergamo, diventato un modello per il bando nazionale del Piano Mattei, che ha portato sul nostro territorio 70 studenti etiopi ed egiziani, prossimamente coinvolti in percorsi di stage nelle nostre aziende. Elemento strategico è inoltre il progetto “Live in Bergamo” a cui sta lavorando la nostra Associazione, attraverso la creazione di un fondo immobiliare, con l’obiettivo di coniugare rigenerazione urbana, risposte ai fabbisogni delle imprese e promozione di una reale integrazione sociale. Una qualità abitativa adeguata, infatti, è condizione imprescindibile per accogliere chi cerca nel nostro territorio nuove opportunità di lavoro e, più in generale, di vita”.

Sempre nel corso della tavola rotonda, Giulia Castoldi, vicepresidente vicaria di Assolombarda, ha sottolineato che “gli scenari demografici, caratterizzati da un invecchiamento della popolazione e da tassi di natalità in calo, impongono serie riflessioni legate al mercato del lavoro e alla competitività dei nostri territori – ha dichiarato la vicepresidente vicaria di Assolombarda, Giulia Castoldi -. Già oggi, le imprese avvertono l’elevato mismatch tra competenze necessarie e profili professionali ma, in prospettiva, la riduzione della forza lavoro necessita di nuove strategie per sostenere la crescita economica. Attrarre giovani e lavoratori, anche stranieri, attraverso politiche di formazione e inclusione, per colmare i gap occupazionali e favorire la diversità, diventa quindi una priorità. Come Assolombarda, siamo impegnati per sostenere questa epoca di transizione. Promuoviamo, con forza, lo sviluppo degli ITS Academy, oltre che la sempre più stretta collaborazione tra istituzioni formative e imprese, potendo anche contare sull’attenzione e sul sostegno delle politiche promosse da Regione Lombardia: una sinergia funzionale ad attrarre e realizzare investimenti trasformativi e a rafforzare le leve locali di sviluppo”.

All’incontro, moderati dal giornalista de Il Sole 24 ore Luca Orlando, sono intervenuti il Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana e Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, Simona Tironi, Assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro, Regione Lombardia, Giuseppe Pasini, Presidente di Confindustria Lombardia, Giovanna Ricuperati,  Presidente di Confindustria Bergamo, Giulia Castoldi, Vicepresidente vicaria con delega alle Imprese familiari Assolombarda, Alessandro Mele, Vicepresidente, Rete ITS ITALY, Giuseppe Nardiello, Presidente, ITS Nuove Tecnologie della Vita, Don Marco Perrucchini, Direttore Generale AFP Patronato San Vincenzo.

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WMF 2022, IL FUTURO DELL’INDUSTRIA MANIFATTURIERA AL BIVIO

Si svolge oggi e domani, presso il Porsche Experience Center Franciacorta, la X edizione del World Manufacturing Forum, l’evento internazionale dedicato all’industria manifatturiera. Il WMF 2022, dal titolo ‘Riprogettare le catene del valore nella nuova era del Manifatturiero’, vede confrontarsi imprenditori, istituzioni, manager e rappresentanti del mondo accademico europei e internazionali sulla riorganizzazione delle supply chain, tema diventato imprescindibile per l’industria manifatturiera alla luce degli eventi che hanno sconvolto l’economia e il commercio globale, e sulle opportunità per l’industria del futuro. Oltre 700 i partecipanti previsti in presenza nel corso della due giorni del Forum.

L’industria manifatturiera svolge un ruolo essenziale nell’economia, contribuendo alla crescita economica (genera il 17% del PIL mondiale), stimolando la domanda negli altri settori, offrendo opportunità di lavoro (occupa il 13% dei lavoratori), e rappresentando una quota considerevole di commercio globale. Questa sua centralità, e la crescente interdipendenza delle catene globali del valore, fa sì che i fattori economici e geopolitici abbiano un impatto significativo sulle aziende manifatturiere e sulle loro operazioni sia a breve che a lungo termine.

Il Presidente della World Manufacturing Foundation, Diego Andreis, nell’aprire la decima edizione del WMF, ha dichiarato “le sfide e i rischi affrontati dalle imprese in questi 2 anni sono state complesse e diversificate. La rapida successione di interruzioni sulle catene del valore globali non ha precedenti nella storia recente dell’industria manifatturiera. L’industria che ne emergerà ne sarà profondamente trasformata. Il successo di questa trasformazione dipenderà dalla capacità di adeguarsi al nuovo mondo multipolare e agli shock che ne derivano, garantendo sicurezza energetica ed informatica. L’utilizzo dei dati in un contesto end to end, uscendo dal perimetro delle fabbriche. Ecosistemi regionali con filiere più corte caratterizzate da un rinnovato ruolo per le SMEs. Digitale e sostenibilità che guidano l’evoluzione dell’offerta. Nuovi modelli di organizzazione del lavoro con competenze e talenti che sempre più diventano il fattore chiave di valore e competitività. Tutto questo in un contesto di attenzione crescente alla sostenibilità e alla responsabilità sociale.” ha concluso Andreis.

Nel corso della prima giornata del WMF 2022, introdotta dagli interventi istituzionali del Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana e del Presidente di Confindustria Lombardia, Francesco Buzzella, del Managing Director di UNIDO Ciyong Zou, è stato presentato da Marco Taisch, professore del Politecnico di Milano e Presidente Scientifico della World Manufacturing Foundation, il nuovo Report e le 10 raccomandazioni WMF per una efficace riorganizzazione delle supply chain globali:

  1. Evitare politiche iperattive che riportino indietro il pendolo della globalizzazione;
  2. Assicurare una riorganizzazione prudente, intelligente, imprenditoriale e proattiva delle catene del valore per garantire un’offerta critica;
  3. Adottare un approccio iterativo e di miglioramento continuo da parte delle filiere;
  4. Delineare prodotti per un agile ripensamento delle catene del valore;
  5. Sfruttare l’opportunità di ridisegnare le supply chain per stimolare l’adozione di approcci circolari e sostenibili;
  6. Accelerare l’urgente adozione di strumenti digitali abilitanti per catene del valore resilienti e adattive;
  7. Sostenere le PMI includendole nella riorganizzazione delle catene del valore facendo leva sulla loro capacità e soddisfacendo le loro esigenze;
  8. Adottare un approccio multidimensionale per considerare i rischi geopolitici e gli altri fattori non-costi;
  9. Riconoscere le competenze come prossima risorsa scarsa della produzione;
  10. Agire attraverso politiche per rafforzare comportamenti responsabili dei consumatori al fine di raggiungere uno sviluppo economico stabile;

WMF REPORT 2022 – DOWNLOAD

Per il Presidente Scientifico del WMF Marco Taisch “le raccomandazioni del World Manufacturing Report 2022 sono un vademecum per il manifatturiero globale affinché possa cogliere le trasformazioni del prossimo futuro con successo: azioni necessarie a superare le sei sfide disruptive che impatteranno sulle imprese nell’immediato futuro. Queste sei evoluzioni, individuate dagli oltre 50 esperti internazionali che hanno contribuito al Report stesso, prevedono una produzione che dovrà essere sempre più cognitiva, circolare, resiliente ai rischi, iper-personalizzata, rapida e inclusiva. La complessità che le imprese dovranno affrontare è ulteriormente aumentata dalla contemporaneità di accadimento di questi trend”.

Domani, giornata conclusiva del Forum, sono previsti gli interventi di Klaus Beetz, CEO di EIT Manufacturing, Martin Blok, Managing Director Sales di DHL Express Italy, Andreas Kühmichel, IBM CTO & Director Industry Engineering, Global Manufacturing & Energy Industries, Francesco Ferrero, Director ITIS Department LIST, Matthew Simpkins, RVP EMEA Industry Advisor Manufacturing and Automotive Salesforce, Rhonda Barnet, CEO Palette Skills, Ugo Caratti, Managing Director and CFO Sales Europe South Bosch Rexroth, Ralph Kohler, Director Strategy and PMO EMEA Supply Chain Hewlett Packard Enterprise, Rainer Brehm, CEO, Factory Automation Siemens.

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COMUNITA’ ENERGETICHE, INDIPENDENZA E SOSTENIBILITA’ ECONOMICA PER LE IMPRESE

Si è tenuto oggi a Palazzo Gio Ponti a Milano l’incontro ‘Comunità energetiche: le opportunità per le imprese’ organizzato da Lombardy Energy Cleantech Cluster – LE2C e Confindustria Lombardia, con il supporto della rete Enterprise Europe Network. Nel corso dell’evento, che ha coinvolto oltre 70 partecipanti tra imprese ed enti, sono state illustrate le opportunità e i vantaggi che le comunità energetiche portano al tessuto imprenditoriale lombardo nell’attuale contesto di crisi energetica ma anche in una prospettiva di transizione sostenibile.

Nel corso dell’incontro, moderato dalla Cluster Manager del Lombardy Energy Cleantech Cluster Carmen Disanto, si è evidenziato come la diffusione delle Comunità Energetiche sia facilitata, da un lato, dalla presenza di importanti incentivi e finanziamenti in corso di erogazione e stanziati per i prossimi anni (PNRR, Misure del MiTE, Bando Filiera di Regione Lombardia) e, dall’altro, dai costi dell’energia che rendono molto redditizio l’investimento. I benefici tangibili dell’appartenenza alle comunità energetiche è emerso dalla presentazione della best practice lombarda della neo-costituita filiera “Transizione verso l’ecosistema delle Comunità Energetiche Rinnovabili”: una realtà composta esclusivamente da realtà imprenditoriali lombarde e presentata in occasione del Bando Filiere di Regione Lombardia con il supporto di LE2C.

“L’alta partecipazione e l’interesse per l’incontro organizzato da Confindustria Lombardia e LE2C conferma che per le imprese lombarde è prioritario risolvere la questione energetica. La crisi che stiamo affrontando può rappresentare, per il sistema industriale regionale, una vera opportunità di transizione verso una maggiore indipendenza e sostenibilità economica energetica, e le comunità energetiche rispondono a queste esigenze. Con questi presupposti, l’obiettivo di Regione Lombardia della creazione di 6.000 comunità nei prossimi 5 anni con il supporto del sistema industriale è realisticamente conseguibile. La costituzione di comunità energetiche può rappresentare un ulteriore strumento per attrarre investimenti ed imprese esteri sul territorio lombardo” dichiara il Segretario Generale di Confindustria Lombardia Dario Voltattorni.

“Costruire una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) significa attivare un sistema di aggregazione a livello locale, che metta al centro le persone e crei valore attraverso l’innovazione nel modo di generare, consumare e gestire l’energia all’interno della comunità. Sono orgoglioso che il lavoro fatto da LE2C abbia portato ad un altro caso di successo come l’appena costituita filiera sulle CER, riconosciuta da Regione Lombardia, sinonimo della vitalità del tessuto imprenditoriale lombardo – spiega Luca Donelli, Presidente del Lombardy Energy Cleantech Cluster (LE2C) –. Il risultato raggiunto, seppur importante, rappresenta però soltanto un primo passo. Per incrementare il più possibile il meccanismo delle CER a livello regionale e nazionale, bisogna adesso uscire dell’attuale regime transitorio e accelerare il processo verso l’approvazione dei decreti attuativi, fondamentali per la diffusione delle CER in Lombardia”.

All’evento sono intervenuti Fabio Armanasco, Senior Project Manager, RSE SpA, Giovanna Landi, Avvocatessa e Name Partner Studio Legale LandiLex, Gian Luca Gurrieri, Dirigente – Unità Organizzativa Clima e qualità dell’aria di  Regione Lombardia, Paolo Gianoglio, Direttore Innovazione e Sviluppo ICIM SpA, Giuseppe Maffeis,  CEO e fondatore di TerrAria srl, Marcello Panzone,  Project Manager Confindustria Lombardia, Carmen Disanto (moderatore), Cluster Manager LE2C e Confindustria Lombardia.

L’incontro si è concluso con l’intervento della rete Enterprise Europe Network rivolto ai servizi gratuiti che EEN mette a disposizione per le PMI operanti nei settori dell’energia e dell’economia circolare, come l’accesso ai fondi UE e la ricerca di partner commerciali e tecnologici. A seguito dell’evento si sono poi tenuti incontri one-to-one tra la rete EEN e le PMI interessate.

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IL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA FRANCESCO BUZZELLA: E’ NECESSARIO RISOLVERE IN MANIERA STRUTTURALE LA QUESTIONE ENERGETICA

La rilevazione di Unioncamere Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia e Confindustria Lombardia relativa all’ultimo trimestre del 2021 conferma un anno da record per il manifatturiero lombardo. La media annuale della produzione (+15,6%) e il +22,2% del fatturato rispetto al 2020 testimoniano che la Lombardia ha ampiamente recuperato le perdite del 2020 e, anzi, ha ripreso a viaggiare a ritmi più veloci rispetto al pre-pandemia.

Mai come in questo – ha dichiarato il presidente di Confindustria Lombardia Francesco Buzzella – caso vorrei che venissero riconosciuti i meriti dell’impresa che ha tenuto in piedi l’economia italiana riuscendo oltretutto a trainare l’industria europea. L’imprenditoria lombarda, nello specifico, come emerge dai dati presentati oggi ha compiuto dei veri e propri miracoli in un anno caratterizzato ancora dall’incertezza sanitaria, da inflazione dei prezzi e precarietà delle forniture, crisi energetiche, riassetto dei mercati e delle catene globali.

Anche il mercato del lavoro lombardo (+0,2% saldo congiunturale; disoccupazione Lombardia al 5,5% – dato Istat) gode di ottima salute nonostante le aziende stiano attraversando una fase di difficoltà nel reperire risorse professionali specializzate. Il gap di professionalità tra domanda e offerta rischia di diventare in prospettiva un freno alla competitività delle imprese come lo stanno rappresentando i rincari energetici e la riduzione delle scorte di magazzino. I segnali che ci arrivano dai territori sono di rallentamenti indotti alla produzione – a causa della necessità di diminuire l’impatto dei costi energetici sui bilanci delle aziende – già a fine dicembre ma che si sono diffusi maggiormente nel 2022.

Oltre ad auspicare una risoluzione strutturale della questione energetica – attraverso un aumento della disponibilità di energia (gas e fonti rinnovabili) – le imprese chiedono che venga messo un freno all’inflazione perché nuovi shock potrebbero vanificare le performance e il clima di fiducia che si è ricreato nel corso del 2021.

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FRANCESCO BUZZELLA ELETTO NUOVO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia ha eletto con consenso unanime Francesco Buzzella Presidente per il quadriennio 2021-25. Buzzella nel corso delle consultazioni dei componenti del Consiglio, svolte dalla Commissione di designazione (composta dagli ultimi tre Past President di Confindustria Lombardia), era stato individuato come candidato unico.

Nato nel 1968 a Crema, Francesco Buzzella, laureato in Economia presso l’Università Bocconi, amministratore di Coim e Presidente di Green Oleo, aziende chimiche con un fatturato superiore ad un miliardo di euro e con 1250 dipendenti, operanti nella chimica dei poliuretani e nella chimica verde da fonti rinnovabili’. Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona dal 2017 al giugno 2021, Buzzella dal 2014 è membro della giunta di Federchimica e dal Luglio 2017 membro del Consiglio di Presidenza di Federchimica.

“Ringrazio i colleghi del Consiglio di Presidenza per la fiducia riposta nella mia persona – ha dichiarato Francesco Buzzella –. Rappresentare tutta l’industria lombarda, in una fase storica così decisiva per il futuro economico e sociale della nostra regione e dell’Italia, è un grandissimo onore e una forte responsabilità. Per affrontare le sfide e i cambiamenti che ci attendono le peculiarità che contraddistinguono la nostra industria – laboriosità, qualità, capitale umano, collaborazione pubblico-privato, fiducia nei giovani – devono continuare ad essere il nostro punto di forza. Queste sono caratteristiche che hanno fatto grande l’industria lombarda e che continueranno a guidarci negli anni a venire, anni che vorrei fossero all’insegna del più puro orgoglio lombardo” ha concluso il neo eletto presidente di Confindustria Lombardia Buzzella. 

Al termine del Consiglio di Presidenza elettivo si è svolto, presso l’ADI Museum a Milano, l’evento di presentazione pubblica del nuovo Presidente di Confindustria Lombardia alla presenza della stampa e dei principali stakeholders degli industriali lombardi. All’incontro sono intervenuti il Presidente uscente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, destinatario di un caloroso ringraziamento da parte dei colleghi imprenditori per l’ottimo lavoro svolto in questi quattro anni di presidenza, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

L’incontro è stato anche l’occasione per annunciare agli attori sociali ed economici lombardi la nomina del nuovo Segretario Generale di Confindustria Lombardia, il Dott. Dario Voltattorni, entrato in carica il 1° luglio 2021.

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VACCINI, LE AZIENDE CHIEDONO TEMPI E REGOLE CERTI

Con il Protocollo siglato dal sistema confindustriale lombardo con Regione Lombardia e ANMA nello scorso mese di marzo abbiamo sancito la ferma volontà delle nostre imprese di mettersi a disposizione per sostenere e promuovere la campagna vaccinale, contribuendo a dare un supporto importante in questo momento per combattere la crisi sanitaria, vaccinando il maggior numero di persone in poco tempo.

Questa iniziativa è nata dalla volontà di contribuire allo sforzo che l’intero Paese sta affrontando, proiettando finalmente l’Italia verso quella fase di ricostruzione che dipenderà in larga parte dalla imminente cantierizzazione e attuazione del PNRR.

“Per le imprese adesso è fondamentale avere risposte e tempistiche certe sulla possibilità di dare il via ai propri piani vaccinali e assicurare così la salute dei propri collaboratori, guardando al futuro con fiducia. L’industria lombarda è pronta. Ora servono i vaccini. Oltre 1400 aziende lombarde, a testimonianza dell’importante ruolo sociale che esse svolgono sul territorio, si sono già messe a disposizione per effettuare nelle fabbriche le vaccinazioni dei lavoratori, nel rispetto delle priorità dettate da Governo e Regione. A questo punto, servono decisioni da parte delle istituzioni” dichiara il Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti.

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ITS ATTORI FONDAMENTALI PER LA RIPRESA OCCUPAZIONALE

Milano – Si è svolto in data 15 aprile 2021, in diretta streaming, il convegno “Le competenze per la Transizione 4.0: l’esperienza degli ITS Lombardi” organizzato da Confindustria Lombardia in collaborazione con ADAPT.

Il webinar è stato introdotto dal Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti e dall’assessore alla Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli, a testimonianza dell’importanza delle sinergie tra pubblico e privato nella valorizzazione degli Istituti tecnici superiori.

Per il Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti “le imprese vogliono ripartire con fiducia e dinamismo e per far ciò hanno bisogno di poter trovare le competenze di cui hanno bisogno. Tra queste le competenze digitali, – richieste al 60,4% dei profili ricercati nel 2020 -, saranno uno dei principali driver su cui faranno leva le imprese per gestire la ripresa. Bisogna perciò affrontare il nodo delle competenze sul mercato del lavoro – ha sottolineato Bonometti – con l’obiettivo di ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta. Ciò sarà possibile puntando sulla formazione tecnica e su un modello duale di formazione integrato tra scuola e industria che vede negli ITS uno strumento di virtuosa ed efficace collaborazione. I risultati parlano chiaro: in Lombardia gli studenti che escono dagli ITS hanno un tasso di collocazione all’80% a pochi mesi dal conseguimento del titolo. Nel contempo sarà necessario un salto culturale da parte di tutti, – a partire dalle famiglie e dai giovani – affinché gli ITS e l’istruzione tecnica più in generale non vengano considerati percorsi di serie b rispetto agli altri percorsi formativi, che agevoli un corretto orientamento dei giovani verso il mondo del lavoro e concrete opportunità di occupazione”.

“La sfida dei prossimi mesi – ha dichiarato l’Assessore alla Formazione e al Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli – è quella di gettare le basi per definire il futuro prossimo del sistema ITS Lombardo con l’obiettivo ambizioso di passare nel giro di 5 anni dagli attuali 3.500 studenti ad oltre 30mila, garantendo però lo stesso livello qualitativo dei percorsi e la stessa efficacia in termini di risultati occupazionali. Far crescere il sistema ITS è un dovere per una Regione che vuole guardare con fiducia al futuro e che vuole soddisfare sia le esigenze sia delle aziende che dei nostri giovani. Abbiamo un’occasione unica per far evolvere il sistema grazie alle risorse del PNRR e del nuovo POR FSE. Coinvolgeremo tutte le Fondazioni e tutti i nostri Stakeholder nella definizione di questa vera e propria rivoluzione su cui metteremo il nostro massimo impegno” ha concluso Rizzoli.

Al centro del dibattito il Report ‘Gli ITS Lombardi e il Piano di sviluppo nazionale 4.0’ di Confindustria Lombardia e curato da ADAPT. Lo studio, presentato dal ricercatore di ADAPT Matteo Colombo, analizza i risultati dell’offerta formativa ITS su Industria 4.0 finanziata da Governo e Regione Lombardia a partire dall’anno formativo 2018-2019.

Nel corso dell’ultima sessione del webinar, la consigliera del Ministero dell’Istruzione Cristina Grieco, e il Vicepresidente di Confindustria Giovanni Brugnoli, si sono confrontati sulle politiche nazionali necessarie per aumentare le sinergie tra Istituti e imprese e garantire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

“Con i fondi Ue il sistema Its farà un salto in avanti – ha detto Cristina Grieco, consigliera del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per le tematiche legate a regioni ed enti locali -. Dobbiamo però lavorare sodo, fin da ora. I finanziamenti vanno sistematizzati, va salvaguardata la flessibilità dei percorsi, e aggiornati profili e competenze. Gli Its devono passare da start-up a offerta formativa ordinamentale”.

“L’eccellenza degli ITS lombardi nasce dal loro profondo legame con l’industria” – chiosa Brugnoli, Vicepresidente di Confindustria per il capitale umano –. “Legame che è garanzia di un’alta formazione tecnologica e, soprattutto, garanzia di occupazione. Va sottolineato perché è urgente, mentre in tanti parlano di ITS, prima di tutto orientare verso gli ITS: sarà l’obiettivo degli ITS POP DAYS, dal 5 al 7 maggio, dove gli ITS lombardi assieme ad altri 90 di tutta Italia potranno presentarsi ai giovani e alle loro famiglie in una città digitale degli ITS.”

Al webinar sono inoltre intervenuti: la Referente di Confindustria Lombardia per la valorizzazione degli ITS Monica Poggio, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Augusta Celada e Barbara Mazzali, Presidente Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione del Consiglio Regionale della Lombardia.

L’evento è stato moderato dal giornalista de Il Sole 24 Ore Claudio Tucci.

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ALPLINKBIOECO, COME POTENZIARE FILIERE INNOVATIVE NELLA BIOECONOMIA CIRCOLARE

Milano  –  Si è chiuso il 31 marzo 2021 , con una conferenza online, il progetto Interreg europeo AlpLinkBioEco, progetto nato tre anni fa nell’ambito della Strategia macroregionale Alpina EUSALP con l’obiettivo di sviluppare proposte interregionali per il potenziamento delle filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia circolare. All’evento sono intervenuti il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Lombardia Alvise Biffi e l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo.

AlpLinkBioEco, di cui Confindustria Lombardia è partner, nell’arco dei tre anni ha lavorato sui temi della bioeconomia e dell’economia circolare, considerati motore per la competitività, portatori di valore aggiunto per le imprese e tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Per sostenere la transizione da un’economia basata sui combustibili fossili a un’economia biobased, ad inizio progetto è stato sviluppato un database interattivo, il Value Chain Generator, mappando decine di associazioni settoriali e centinaia di aziende e successivamente sviluppando nuove catene del valore e occasioni di simbiosi industriale a livello locale, nazionale e transnazionale.

Inoltre, grazie alla raccolta di input da stakeholders politici e industriali delle regioni europee coinvolte, è stato definito un piano di azione condiviso (Masterplan) per stimolare lo sviluppo della bioeconomia nello Spazio Alpino.

“Progetti come AlpLinkBioEco dimostrano che l’industria è l’attore principale della transizione sostenibile e le filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia e dell’economia circolare, sono elementi fondamentali della competitività. La crisi ci ha insegnato che la dinamicità dei territori è fondamentale e va agevolata valorizzando le specificità del contesto, costruendo un sistema interconnesso. In questa cornice, i progetti macroregionali vanno a inserirsi in un contesto omogeneo e al tempo stesso complementare dal punto di vista delle specializzazioni, creando le condizioni di competitività in cui operano le imprese, sia in termini di produzione che di valorizzazione delle risorse, in una prospettiva di circolarità. Le imprese sapranno certamente cogliere le opportunità offerte dall’economia circolare per crescere e svilupparsi” ha dichiarato il Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti “ma per realizzare questa transizione servono urgentemente regole chiare e certe”.

“La sfida di oggi consiste nell’integrare la bioeconomia e l’economia circolare: unire il modello circolare a un modello che guarda all’impiego delle risorse biologiche L’azione di Regione Lombardia – afferma l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo – va in questa direzione. Mettiamo in campo politiche che guardano alla sostenibilità, in un’ottica di alleanza tra imprese e ambiente. E lo stesso va fatto anche per la bioeconomia che va sostenuta affinché sviluppi azioni che guardano all’economia circolare. Infatti, in Lombardia ci sono più di 25 mila imprese che operano nel settore biochimico, oltre un quinto del totale in Italia, che fanno della ricerca e dell’innovazione un loro punto di forza. Investono oltre 3 miliardi di euro e gli addetti del settore arrivano a 33 mila (su 50 mila in Italia). E il ruolo del Progetto AlpLinkBioEco è fondamentale perché ha creato valore, supportando le imprese in questa sfida. Il tutto all’interno di Eusalp, che vede Regione Lombardia protagonista, e dove la Green economy e la sostenibilità sono al centro delle politiche delle Regioni alpine”.

Il Progetto ha visto la partecipazione di 6 Stati dell’arco alpino (Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia) e 9 Regioni, di cui 3 facenti parte dei 4 Motori d’Europa (Lombardia, Baden-Württemberg e Auvergne Rhône-Alpes). Quattordici i partner che hanno lavorato al progetto:

Centro di competenza per l’innovazione delle materie plastiche – Centro di ricerca (CH); Affari Alta Austria – OÖ Wirtschaftsagentur Ltd. – Autorità pubblica regionale (AT); Poly4EmI ospita Anteja ECG doo – Business Support Organization (SI); Università della Tuscia – CSALP – Università (IT); Confindustria Lombardia – Organizzazione di sostegno alle imprese (IT – Lombardia); BIOPRO Baden-Württemberg GmbH – Agenzia di sviluppo regionale (DE –Baden-Württemberg); Hub Innovazione Trentino – Organizzazione di supporto alle imprese (IT – Trentino); Technology Center Horb GmbH & Co.KG – Organizzazione di supporto alle imprese (DE – Stoccarda); Associazione Lombardia della Chimica Verde- Cluster (IT Lombardia); Plastipolis – Organizzazione di sostegno alle imprese (FR – Alvernia Rodano-Alpi); Cluster francesi – Organizzazione di sostegno alle imprese (FR – Auvergne Rhône-Alpes); Ministero dell’Istruzione, della Scienza e dello Sport – Pubblica Amministrazione (SI); Chemie Cluster Bavaria – Cluster (DE – Bavaria); Fraunhofer Italia – Ente di ricerca senza scopo di lucro (IT – Alto Adige).

Oltre a Regione Lombardia, il progetto ha visto la partecipazione in qualità di osservatore anche del Cluster regionale LE2C.

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Smartland: dalla Lombardia la ripartenza per il Paese ma dal Governo italiano, solo “misure frammentarie, non risolutive e non compensative”

Fari puntati ieri 3 dicembre sulla Lombardia, con l’evento digitale “Smartland – Dalla Lombardia la ripartenza per il Paese” organizzato dal Sole 24 ORE, in partnership con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia e Fondazione Fiera Milano.

Il convegno digitale ha fatto il punto sul territorio lombardo e sulla sua situazione economica attuale; al centro del dibattito tra istituzioni e imprese gli strumenti a sostegno delle imprese, l’export come driver strategico per ridare slancio alla crescita economica e il sistema fieristico, ulteriore asset per la ripresa economica e sociale del Paese.

Ad aprire i lavori è stato il saluto del Direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, che ha lanciato subito l’intervento di apertura del Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana: “Siamo chiamati, oggi, a fare scelte che incideranno sul nostro domani in maniera irreversibile. Per questo motivo serve elaborare una visione che abbia come traguardo la regione dei prossimi 30 anni, individuando quei settori strategici in cui investire risorse e programmare riforme. Noi abbiamo selezionato alcuni temi chiave: digitalizzazione della pubblica amministrazione; investimenti in ricerca e sviluppo, valorizzando il ruolo di Regione quale facilitatore d’innovazione sul territorio e presso le PMI; sostenibilità, preferendo alle politiche del bonus programmi di più ampio respiro, ad esempio sulla rigenerazione urbana; formazione, colmando quel gap tra la domanda e offerta sul mercato del lavoro soprattutto con riferimento alla formazione professionale qualificata. Con il Recovery Fund – ha proseguito Fontana – l’Italia ha un’occasione preziosa per disegnare un Rinascimento economico, sociale e culturale. Ritengo tuttavia fondamentale che le Regioni siano coinvolte nella fase programmatoria per l’utilizzo dei 209 miliardi assegnati affinché sia costruita una proposta concreta per il futuro del nostro Paese. La Lombardia – ha precisato il Governatore della Lombardia – ha già elaborato un proprio progetto di utilizzo dei fondi che valorizza i seguenti settori: digitalizzazione, transizione verde, rigenerazione urbana e attrattività. Questa è la nostra direzione. Questa è l’idea di Smartland a cui guardiamo”, ha concluso Attilio Fontana.

Critico nei confronti del Governo e delle misure per gli indennizzi alle imprese il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che nel suo intervento a Smartland sottolinea come “solo adesso il Governo sembra rendersi veramente conto di dover indennizzare le imprese; lo sta facendo con misure frammentarie e non risolutive e non compensative della voragine che si è aperta nei bilanci del 2020. Mentre era necessario farlo dall’inizio” ha continuato il Presidente di Confindustria: “Sarebbe bastato chiedere alle imprese quali fossero i problemi da risolvere per scoprire che è mancata la copertura dei costi fissi rispetto alle minori entrate generate dalle restrizioni amministrative. E la soluzione non è ricorrere al debito“. Grande capacità di resilienza hanno dimostrato di avere le imprese lombarde di fronte a una crisi senza precedenti. Lo ha confermato Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia, che ha sottolineato come la Lombardia nel 2020 abbia dovuto fronteggiare “non solo lo tsunami Covid ma anche il rischio di compromettere la sua forte propensione manifatturiera, la libertà economica, la collaborazione pubblico-privato e le radici fortemente radicate sui territori ma aperte al mondo e all’internazionalizzazione. La Lombardia ha però resistito prima e reagito dopo – ha affermato Bonometti – mostrato resilienza e capacità di ripensarsi, grazie anche a dimostrazioni concrete di responsabilità sociale da parte delle imprese. Proprio dall’input dell’industria lombarda si è avviato un confronto con sindacati e governo per la creazione del primo protocollo anti-Covid sui luoghi di lavoro per tutelare l’occupazione e la sopravvivenza delle fabbriche; la disponibilità immediata del comparto sanitario privato ad affiancare il sistema sanitario regionale ha consentito di alleggerire il peso dell’emergenza sul settore pubblico. Questi esempi concreti, – ma potrei anche citare la riconversione delle produzioni, i gesti di solidarietà di cui si sono rese protagoniste le aziende e il contributo che il manifatturiero sta dando per tenere economicamente in vita l’Italia -, sono le fondamenta sulle quali costruire la Lombardia del futuro post-Covid”, ha concluso Bonometti.

Smartland è poi entrato nel vivo del convegno con un momento di confronto sugli strumenti messi a disposizione delle imprese da parte di istituzioni e istituti bancari per uscire dalla crisi e ripartire nel 2021. Ne hanno discusso insieme a Bonometti, Ambrogio Carzaniga, Socio e Vicepresidente di Fimer S.p.A e Tito Nocentini, Direttore Regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo, che nel 2020 ha sostenuto famiglie e imprese con finanziamenti fino a 30 mila euro per un volume complessivo di 600 milioni, mentre i finanziamenti oltre i 30 mila euro valgono circa 4 miliardi. Complessivamente, il sostegno finanziario alla Lombardia da parte di Intesa Sanpaolo è ammontato a circa 7 miliardi di euro. Altro settore affrontato è stato quello del sistema fieristico. Sulla ripresa del comparto Enrico Pazzali, Presidente di Fondazione Fiera Milano, ha dichiarato che le fiere del prossimo futuro “potranno essere diverse da quelle cui eravamo abituati; dovremo integrare le manifestazioni “fisiche” con le tecnologie digitali che ci hanno supportati in questi mesi; diventerà indispensabile la partnership tra virtuale e reale. Di certo la fiera “in presenza” continuerà a costituire un elemento imprescindibile del nostro settore. Ne abbiamo avuta conferma anche durante un recente incontro dell’UFI, Unione delle Fiere Internazionali, dal quale è emerso che tutti i principali attori mondiali del nostro settore aspettano con ansia il momento di tornare a organizzare manifestazioni nei padiglioni con le presenze degli espositori e dei visitatori. “Fiera Milano – ha ricordato Pazzali – in realtà, era già ripartita a settembre con mostre in presenza. I numeri ci stavano confortando. Poi gli eventi hanno costretto Fiera Milano SpA a fermarsi ancora e a tornare anche al virtuale; ma dai primi mesi del 2021 Fiera Milano ricomincerà con la filiera del fashion system; per settembre sono state già fissate le date del Salone del Mobile 2021. E’ dunque un grande segnale di ottimismo quello che viene da Fiera Milano – ha fatto sapere il Presidente – che ogni anno fa convergere sull’intero sistema economico di Milano e della Regione Lombardia ricadute valutate intorno agli 8 miliardi di euro. Con la capacità collaudata di fare sistema tra privati e istituzioni messa in campo proficuamente in questi primi cento anni di storia della Fiera di Milano, forniremo il migliore contributo come sistema fieristico milanese alla ricostruzione e rigenerazione dell’economia del nostro Paese e delle imprese.”

RED




CORONAVIRUS, CONFINDUSTRIA LOMBARDIA: AUTOREGOLAMENTAZIONE E CONTINUITA’ PRODUTTIVA

Milano – Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia, presieduto dal presidente, Marco Bonometti , si è riunito ieri in via straordinaria.

Confindustria Lombardia comprende il momento di grave emergenza sanitaria che la nostra Regione sta attraversando e vuole contribuire concretamente, insieme a Regione Lombardia, nell’elaborazione di politiche che possano contenere l’espansione del contagio da Coronavirus. In questo senso, le imprese lombarde, fortemente orientate a continuare a garantire la continuità aziendale, si impegnano a rafforzare le proprie misure di prevenzione e contenimento della diffusione dell’epidemia in linea con le indicazioni dell’Istituto Superiore di Sanità.

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia, , ritiene quindi indispensabile la necessità di tenere aperte le aziende, dando continuità a tutte le attività produttive e alla libera circolazione delle merci, poiché interrompere oggi le filiere significherebbe perdere il mercato di appartenenza e chiudere imprese di territori a forte vocazione export vuol dire dare all’estero un segnale di mancata capacità produttiva difficile da recuperare nel breve periodo.

Le associazioni territoriali di Confindustria Lombardia stanno lavorando sin dal primo giorno dell’emergenza, anche attraverso l’istituzione di task force dedicate, e sono disponibili a mettere in campo un codice di autoregolamentazione in linea con le prescrizioni sanitarie più ferree e auto imporsi una sospensione in caso di impossibilità a soddisfare i requisiti di sicurezza richiesti dall’emergenza.

Il Codice di autoregolamentazione regionale prevede:

  • sul luogo di lavoro e in tutte le attività connesse, andranno applicati criteri stringenti di sicurezza sanitaria (già oggi adottati) ma che potrebbero essere ulteriormente implementati;
  • limitazione massima degli spostamenti all’interno dei siti e accesso contingentato agli spazi comuni;
  • Smart working per tutte quelle attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
  • Incentivo per i propri dipendenti a godere di ferie e congedi retribuiti;
  • Chiusura dei reparti aziendali non indispensabili per la produzione;

Le fabbriche sono oggi probabilmente il posto più sicuro perché hanno adottato da subito misure di prevenzione per la tutela della salute (temperatura misurata con telecamere termiche, controlli su distanze minime obbligatorie, accesso contingentato agli spazi comuni).

Confindustria Lombardia si impegna, infine, ad avviare da subito un censimento delle proprie imprese associate disponibili a chiudere i propri impianti.

Superata questa drammatica fase sappiamo inoltre già che dovremo rimboccarci le maniche per ricostruire dalle macerie, come dopo un terremoto. E in tal senso rappresenta una importante iniezione di fiducia conoscere con certezza le misure che il governo metterà a disposizione delle imprese per superare la crisi.

RED