Al Forum“Army-2024” di Mosca presentato il nuovo elicottero d’attacco russo Mi-28NMEAl: il discorso di Putin

L’elicottero d’attacco russo Mi-28NME è stato presentato per la prima volta al Forum tecnico-militare internazionale “Army-2024”, che si tiene dal 12 al 14 agosto nella regione di Mosca, presso il distretto urbano Odintsovo, territorio del Patriot Park.

L’elicottero è posizionato vicino al gruppo d’ingresso del Padiglione B. Lì viene anche mostrato il video sulla potenza di combattimento dell’elicottero. Durante l’evento saranno mostrati ai partecipanti esemplari di armamenti, materiali e veicoli speciali

Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, nell’inaugurare la mostra, ha fatto un suo intervento di benvenuto a tutti i partecipanti:

Vladimir Putin:

Cari amici! Cari ospiti stranieri! Signore e signori!

Sono lieto di dare il benvenuto a tutti i partecipanti e agli ospiti del Forum tecnico-militare internazionale Army-2024.

Questo forum più grande e rappresentativo si tiene per la decima volta e attira sempre un’attenzione particolare e crescente da parte di specialisti, esperti e media di tutto il mondo.

Apprezziamo e sosteniamo tale interesse, apprezziamo le nostre partnership e siamo pronti a svilupparle, a lavorare insieme per creare una sicurezza uguale e indivisibile e costruire un mondo nuovo, più giusto e multipolare.

Vediamo che il nostro spirito di cooperazione costruttiva è richiesto e trova una risposta sincera e vivace. Quest’anno decine di stati hanno inviato al nostro forum delegazioni di alto livello e capi dei dipartimenti della difesa nazionale. Oltre 120 aziende straniere hanno annunciato la loro partecipazione.

Inoltre, abbiamo fornito una piattaforma per ospitare diverse esposizioni straniere.

Una copertura così ampia e veramente internazionale, la reciproca apertura al dialogo e un ricco programma commerciale fanno parte delle migliori tradizioni di questo forum.

Naturalmente, anche in questo caso è stata lanciata una presentazione su larga scala dei risultati avanzati, per molti versi unici, dell’industria della difesa russa e delle principali società di fama mondiale. Vengono presentati oltre 240 articoli di sole armi da esportazione, varie attrezzature militari e speciali.

Vorrei sottolineare che molte competenze nazionali e soluzioni innovative senza pari hanno già dimostrato la loro efficacia sul campo di battaglia. Inoltre, le loro caratteristiche principali e di base vengono costantemente migliorate e migliorate. Il lavoro di progettisti, ingegneri, scienziati e squadre di lavoro delle fabbriche della difesa continua attivamente, tenendo conto dell’esperienza di combattimento acquisita durante un’operazione militare speciale.

È anche estremamente importante che le attività del complesso militare-industriale nell’interesse dell’esercito e della marina russa ricevano un sostegno significativo e proattivo da parte delle piccole imprese, delle organizzazioni pubbliche e patriottiche, del movimento di volontariato di massa e dei cittadini del nostro Paese.

I settori prioritari di tale lavoro congiunto sono le attrezzature moderne, le comunicazioni, le attrezzature per la difesa e la guerra elettronica, i sistemi senza pilota e le tecnologie di intelligenza artificiale.

A queste e molte altre questioni urgenti nel campo dello sviluppo militare, dell’arte operativa e delle tattiche di combattimento è dedicata un’intera serie di circa un centinaio di eventi scientifici e commerciali all’interno del forum.

Cari amici!

Il programma intensivo e tematico del nostro forum Army 2024 si rivolge specificamente al pubblico professionale. Non ho dubbi che, a seguito del forum, verranno rafforzati e stabiliti nuovi legami promettenti e verranno conclusi contratti reciprocamente vantaggiosi tra il Ministero della Difesa e le imprese del complesso militare-industriale russo.

E l’interazione dei nostri paesi vicini e amici nel campo della garanzia della sicurezza e della protezione degli interessi nazionali sarà ancora più efficace.

Auguro a tutti i partecipanti al forum successo e tutto il meglio“.

Paolo Simoncini




Via dalla Turchia: la fuga dei russi dal Paese di Erdogan

L’agenzia di stampa britannica Reuters, riporta un’indagine sull’esodo dei cittadini russi dalla Turchia. Le statistiche ufficiali mostrano che il numero di russi con permesso di soggiorno in Turchia è sceso a 96mila questo mese rispetto ai 154mila della fine del 2022. Anche il numero di società con capitale russo è sceso da 140 nel 2022 a 68 l’anno scorso.

Le interviste della Reuters a nove russi che hanno lasciato il Paese o che conoscevano coloro che se ne sono andati hanno indicato che Serbia e Montenegro sono le principali nuove destinazioni. I russi hanno dovuto affrontare problemi con l’estensione dei permessi di soggiorno, i servizi bancari a causa delle sanzioni e l’elevata inflazione in Turchia, che ha raggiunto il 70% ad aprile.

Ad esempio, Dmitry, uno specialista informatico di 46 anni, aveva lasciato San Pietroburgo dopo l’annuncio della mobilitazione parziale in Russia, per trasferirsi con la sua famiglia a Istanbul.

Un altro russo, Kirill Alekseev, 35 anni, legato all’opposizione, se n’è andato a causa di un procedimento penale e ritiene che restare in Turchia sia diventato troppo costoso.
Molti russi se ne vanno a causa di problemi burocratici e dell’incertezza sul futuro della Turchia e della sua instabilità finanziaria.

Paolo Simoncini




Il vero messaggio di Jorit

Il recente viaggio in Russia dello street artist napoletano (Ciro Cerullo), in arte Jorit ha fatto discutere per giorni.

L’artista si è recato a Sochi a inizio marzo per il Festival della Gioventù e, nell’occasione, si è scattato una foto con il Presidente Vladimir Putin, a cui ha chiesto lo scatto con questa motivazione: “Voglio mostrare all’Italia che sei un essere umano come tutti e contrastare la propaganda occidentale“.

Come facilmente immaginabile, le conseguenze sono state devastanti e hanno trasformato Jorit in un mostro mediatico, da perseguire e abbattere come se fosse il peggior terrorista sulla faccia della terra.

Politici di tutte le fazioni hanno vomitato insulti e diffamazioni, prontamente pubblicati su ogni giornale e TV, per esibire al Popolo il nemico filo-putiniano, reo anche di aver dipinto un murale dedicato a una bambina del Donbass a Mariupol, definita dai pennivendoli di regime “città ucraina occupata dai russi”.

Anche in questa occasione certi giornalisti si sono dimostrati i peggiori, anteponendo la propaganda atlantista all’informazione indipendente e dimostrando così il proprio servilismo al regime occidentale.

In tutto questo bailamme mediatico e nel polverone sollevato ad arte dai media, si è perso il vero messaggio, quello che l’artista partenopeo voleva trasmettere all’Italia e al mondo. Messaggio che vi proponiamo noi, con la trascrizione delle sue esatte parole, in riposta ad una intervista.

Lasciamo quindi la parola allo stesso Jorit.

Alla richiesta del perché si è fatto la foto con Putin, ha dichiarato:

Per scatenare quello che si è scatenato era il voler dividere l’Italia tra guerrafondai e chi invece vuole la pace. L’obiettivo mio e credo che in parte, in minima parte, sono riuscito a raggiungere quello di fare in modo che le persone si prendano una posizione netta e decisa, perché credo che in questo momento storico siamo davvero di fronte a un bivio. Se la Nato interviene militarmente direttamente con i propri uomini, credo che davvero si rischi la terza guerra mondiale“.

Spiega poi la sua idea della Russia come Paese:

L’idea che io ho della Russia è ininfluente. Il punto non è giudicare la Russia. Il punto non è giudicare Putin. Io non elogio Putin. Io non giudico Putin perché l’Occidente ha 500 anni di colonialismo. l’Occidente oggi ha rapporti con le peggiori dittature del mondo, l’Arabia Saudita. Le donne che alzano la testa, vengono lapidate. La Siria, l’Iraq, l’Afghanistan, la Libia, i Balcani. Di cosa stiamo parlando? Dove sta questa democrazia? Adesso anche il Papa è diventato filo putiniano. Il Papa sta dicendo che dobbiamo dialogare. È più razionale il Papa di questi politici estremisti con la bava alla bocca“.

Il suo punto di vista sulla situazione in Donbass, in seguito alla sua visita a Mariupol:

Se si seguivano gli accordi che erano stati fatti, si davano degli statuti speciali a quelle regioni, si evitavano mezzo milione di morti per colpa di questi estremisti violenti, con la bava alla bocca per una guerra sporca voluta dagli Stati Uniti, che sta affossando l’Europa e ci sta portando nel baratro“.

Un pensiero poi ai soliti personaggi nominati dal mainstream come “martiri antifascisti”, morti perché “oppositori di Putin” (e qui ribadiamo bene che i giornalisti non hanno alcuna prova di ciò che asseriscono, anzi queste uccisioni puzzano molto di false flag):

Perché vengono nominati sempre queste stesse persone? E non si parla mai di Andrea Rocchelli? Perché non parliamo di quel giornalista? Lira si chiama, Gonzalo Lira se non sbaglio, che è morto nelle carceri ucraine perché non parliamo di Assange?

Io ho seri dubbi che si faccia questa battaglia perché davvero sta a cuore la democrazia in Russia, perché proprio la democrazia russa e non le democrazie dell’altra parte del mondo? Non si fa perché si ha a cuore la democrazia russa, si fa perché si vuole abbattere e si vuole spezzettare la Russia, si vogliono rubare le risorse e si vuole eliminare un nemico strategico. Questa è la verità. Se mi volete raccontare la bugia che all’Occidente freghi qualcosa di questi giornalisti, raccontatevela. Io so che questa è una bugia e non è la verità“.

Al di là delle sue eventuali simpatie politiche, che non ci riguardano, su queste dichiarazioni non possiamo che dar pienamente ragione all’artista italiano, che ha ben evidenziato come in occidente si parli più di un truffatore come Navalny, morto per cause naturali, che di torture e omicidi compiuti dal regime dittatoriale di Kiev, come quello recente di Gonzalo Lira, morto di stenti in un carcere ucraino, o quello nel 2014 del nostro connazionale, e collega giornalista, Andrea Rocchelli trucidato in Donbass assieme ad Andrej Mironov, dove si erano recati per raccontare la verità sulle angherie dei filo nazisti ucraini.

A questi veri martiri aggiungiamo Julian Assange, detenuto in isolamento e sotto torture psicologiche che ne stanno seriamente minando la salute, con l’unica colpa di aver esposto i crimini di guerra di cui si è macchiato il tanto “democratico” e “liberale” occidente.

Dove sono le anime belle quando si tratta di denunciare i veri criminali?

Eva Bergano

Jorit (Ciro Cerullo) – intervista



Da Putin a Putin: Eurasia e il mondo multipolare

Il libro che vi farà cambiare prospettiva sul nuovo ordine mondiale

E’ uscito in libreria l’ultimo libro del nostro direttore, Gianfranco Vestuto. Il libro non è soltanto un’analisi geopolitica e storica: è un invito a riflettere e discutere, informandosi da fonti che offrono qualcosa di veramente diverso dalla banalità dell’omologazione.

Chi è Putin e in cosa consiste il progetto del mondo multipolare?

Vuoi sapere qual è (e quale sarà) il ruolo della Russia nella politica internazionale?
Ti interessano le dinamiche geopolitiche contemporanee?
Vuoi conoscere i dettagli più importanti sulla figura di Vladimir Putin, per capire il suo reale impatto sulla scena mondiale?
Ti piacerebbe sapere qual è la situazione nel Donbass, la regione dell’ex Ucraina orientale in cui è ancora in corso un conflitto armato?
Vuoi sapere come sono andate davvero le cose? Questo volume approfondito e coinvolgente, infatti, ti porterà alla scoperta dei segreti della politica internazionale, offrendoti una visione alternativa in merito alle sfide e alle opportunità per la Russia, nella costruzione dell’ordine mondiale multipolare.
Ti svelerò il percorso di Vladimir Putin, analizzando le sue ambizioni, le sue capacità di analisi prospettica e la sua visione del futuro, con tutte le delucidazioni necessarie, per capire come è riuscito a diventare un leader politico di rilevanza globale.

Cosa troveranno i lettori nel libro “Da Putin a Putin”?

  • La scalata di Putin verso il potere. Dalle sue origini all’ascesa come presidente russo.
  • La mia esperienza diretta da giornalista e da osservatore internazionale nelle elezioni in Donbass, che ti darà una visione unica sulle dinamiche politiche della regione.
  • Perché si chiama Operazione Speciale? L’intervista di Oliver Stone che ha fatto luce sulle strategie e sugli obiettivi di Putin.
  • La politica energetica della Russia e l’impatto sulla geopolitica internazionale.
  • Il concetto di Eurasia secondo Dugin e l’intervista in esclusiva all’ideologo di Putin, condotta da Russia News, la testata giornalistica che ho l’onore di dirigere da tanti anni.
  • La diplomazia “non riconosciuta dall’Italia” e il ruolo delle ambasciate al giorno d’oggi.
  • Il cammino verso il mondo multipolare, i BRICS e i nuovi scenari globali.
Gianfranco Vestuto – Direttore responsabile di “Russia News” ed “Eurasia News

Queste le parole del direttore di “Russia News“, nel presentare questo libro:

Il contributo che ho voluto sviluppare non è una biografia fredda che ripercorre l’esistenza di un individuo qualunque. Nel cammino che si affronta in questo percorso, infatti, vengono evidenziati gli aspetti più rilevanti della vita personale e professionale del presidente russo. Ci tengo particolarmente a mostrare le ambizioni, le capacità di analisi prospettica e la visione del futuro, che hanno portato Vladimir Putin ad essere un leader politico in grado di impattare significativamente sugli equilibri mondiali. Scopriremo insieme chi è Putin e perché il mondo sta andando “da Putin a Putin”.

“Esiste un altro modo di interpretare il mondo, basato sulla comprensione della diversità e sulla solidarietà tra popoli. Sovranità e identità non significano affatto cancellazione delle tradizioni. Casomai è la filosofia occidentale che cancella le specificità perché vuole uniformare tutti al pensiero che rappresenta una singola parte. La visione eurasiatica è inclusiva, tende a valorizzare i popoli senza prescindere dalle loro ambizioni territoriali, culturali, politiche e amministrative. È per questo motivo che il racconto della mia esperienza come osservatore in Donbass in occasione del referendum è l’elemento centrale del lavoro che ho proposto”.

Gianfranco Vestuto

Il libro, dunque, non è soltanto un’analisi geopolitica e storica: è un invito a riflettere e discutere, informandosi da fonti che offrono qualcosa di veramente diverso dalla banalità dell’omologazione. Solo con la conoscenza si può raggiungere l’obiettivo della pace e dello sviluppo. Costruire un ponte tra l’Occidente e l’Eurasia significa abbandonare l’arretratezza del passato, non commettere gli errori del presente e proiettarsi nel futuro. In questo viaggio “da Putin a Putin”, si aprono prospettive inedite per imprese e cittadini italiani. La storia del mondo multipolare e dell’Eurasia è ancora tutta da scrivere. Ed è entusiasmante!”.

Paolo Simoncini

Il libro è disponibile su Amazon




Maria Zakharova: nessuno potrà distruggere le fondamenta delle relazioni Russia-Italia

La Russia è sicura che nessuno riuscirà a distruggere completamente le basi delle relazioni russo-italiane nonostante l’attuale congelamento nei settori dell’interazione bilaterale, ha dichiarato in una conferenza stampa la portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova.

Per colpa della parte italiana sono stati congelati praticamente tutti gli ambiti dell’interazione bilaterale. I meccanismi istituzionali ormai consolidati sono stati del tutto sospesi. Siamo però certi che nessuno potrà distruggere senza lasciare traccia, cancellare, riorganizzare le solide basi delle relazioni russo-italiane, che si basano sull’interesse reciproco e sulla simpatia reciproca dei popoli“, ha affermato Zakharova.

Mosca crede fermamente che l’abbandono da parte dell’Italia della sua politica anti-russa e il graduale ripristino di una cooperazione pragmatica e reciprocamente rispettosa andranno effettivamente incontro agli interessi bilaterali.

Non abbiamo dubbi che il popolo italiano, con la sua innata saggezza, lungimiranza e buon senso, prima o poi si renderà conto della controproducenza dell’attuale distruttivo corso anti-russo volto alla distruzione piuttosto che alla creazione“, ha concluso la portavoce del Ministero degli Esteri .

RED




Vladimir Putin: la Russia ha dimostrato al mondo intero di essere autosufficiente 

La cosa principale che abbiamo dimostrato a noi stessi e al mondo intero è che la Russia è un paese autosufficiente sotto ogni aspetto. È forte, sta andando avanti e guarda con fiducia al futuro. Questo è senza dubbio il risultato più importante dell’ultima edizione. anno“. Questo è quanto sottolineato dal presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, in un incontro con i residenti locali nella città più orientale della Russia, Anadyr.

Anche le principali economie europee stanno attraversando momenti difficili. Noi siamo in crescita e loro in declino. Ebbene non siamo qui per parlare di questi dettagli. Questo non ci rende felici ma resta il fatto che si sono trasformati di dipendere da noi più di quanto noi dipendessimo da loro“, ha osservato Putin.

I problemi in cui sono coinvolti non possono nemmeno essere paragonati ai nostri problemi“, ha sottolineato il capo dello Stato.

Quando guardo tutte queste persone giovani, belle, attive e di talento, sento che sono miei figli, che siamo una famiglia. Sono così felice per i loro successi, il loro benessere, il loro potenziale“, ha detto.

È qui che vediamo il potenziale della Russia. Quando lavoriamo tutti insieme per risolvere problemi e sfide specifici, come adesso, e lo facciamo in modo calmo, professionale, benevolo, in modo sistematico, il successo è inevitabile“, ha sottolineato Putin.

RED

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Sono già 29 i candidati per le elezioni alla carica di presidente della Federazione Russa

Il numero dei contendenti per la nomina presidenziale alle prossime elezioni russe ha già raggiunto 29, ha detto la presidente della Commissione elettorale centrale (CEC), Ella Pamfilova nel corso di una riunione della commissione. “Molti dei nostri colleghi stanno attualmente partecipando ai congressi dei contendenti, il cui numero è arrivato a 29“, ha osservato Pamfilova.

Secondo la legge russa sulle elezioni presidenziali, i candidati autonominati devono assicurarsi il sostegno di un gruppo di elettori, informando in anticipo la CEC della riunione del gruppo e presentando la documentazione alla commissione entro il 27 dicembre. I partiti politici invece, hanno il diritto di nominare i propri candidati ai congressi; i candidati del partito devono presentare la documentazione entro il 1° gennaio.

Dal 24 dicembre i partiti politici russi hanno ufficialmente selezionato i loro candidati per le elezioni presidenziali previste per marzo 2024. Leonid Slutsky sarà l’alfiere del Partito Liberal Democratico Russo (LDPR), Nikolay Kharitonov è stato nominato dal Partito Comunista di della Federazione Russa (KPRF) e Vladislav Davankov si candiderà come candidato del Partito Popolare Nuovo, che lo stesso giorno si è fuso con il Partito della Crescita. Il partito al governo, Russia Unita, aveva precedentemente approvato all’unanimità durante un congresso del partito l’autonomina del presidente in carica Vladimir Putin. Lo stesso ha fatto il partito Una Russia Giusta-Per la Verità, che ha deciso di non nominare un proprio candidato per la carica più alta. 

Anche nei collegi elettorali sono in corso seri preparativi. Come ha riferito il Centro indipendente di monitoraggio sociale al giornale russo Izvestia, in quasi tutte le 89 regioni della Russia sono state aperte sedi comunitarie per il monitoraggio delle elezioni presidenziali, mentre le altre inizieranno le operazioni a gennaio.

È inoltre in corso la formazione degli osservatori elettorali pubblici con piani che richiedono di preparare più di 200.000 persone a fungere da osservatori elettorali in tempo per le elezioni. Inoltre, la Russia concederà l’accesso alle elezioni di marzo a tutti gli osservatori stranieri a condizione che arrivino con “intenzioni oneste” e non diffamino o tentino di sovvertire apertamente la situazione politica interna, ha detto la portavoce del Consiglio della Federazione Russa (camera alta del parlamento), Valentina Matviyenko. Secondo lei sono in preparazione inviti anche ad organizzazioni e strutture parlamentari internazionali.

La presidente della Commissione elettorale centrale Ella Pamfilova

Il politologo Alexey Martynov ritiene che la situazione relativa all’operazione militare speciale diventerà il tema principale della campagna elettorale. E qui, a suo avviso, è importante evidenziare non solo la componente politica interna, ma anche il sostegno ai militari russi e alle loro famiglie e, in generale, la risoluzione delle questioni sociali legate in un modo o nell’altro all’operazione militare speciale. La pista internazionale è altrettanto importante perché l’operazione speciale è direttamente collegata al processo di formazione di un mondo multipolare. I candidati dovranno esprimere una posizione chiara su come vedono la vita del Paese sotto la continua pressione delle sanzioni occidentali e lo stallo con l’Occidente, ha aggiunto l’esperto.

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Putin non rinnoverà l’accordo sul grano finché l’Occidente non eliminerà le restrizioni sull’export russo

Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato oggi a Sochi, nell’incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che l’accordo storico che consentiva all’Ucraina di esportare grano in sicurezza attraverso il Mar Nero nel corso della guerra non sarà ripristinato finché l’Occidente non eliminerà le restrizioni sulle esportazioni agricole russe.

Il presidente russo ha ribadito che Mosca si è ritirata dall’intesa – mediata da Onu e Ankara – perché “costretta” dagli impegni mancati dell’Occidente. Putin si è detto ancora una volta disposto a rientrare nell’accordo, solo quando verranno soddisfatte le condizioni accordate a Mosca, tra cui la rimozione delle restrizioni all’export dei prodotti agricoli e fertilizzanti russi.

Questo nonostante Erdogan fosse arrivato a Sochi con un pacchetto di nuove proposte preparate insieme all’Onu per ricollegare la filiale della banca agricola russa al sistema Swift e sbloccare i beni congelati delle aziende russe che producono fertilizzanti in Europa.

Crediamo che i punti mancanti vadano risolti e che l’accordo continuerà. Sono ottimista sul fatto che potremo raggiungere una soluzione con i nuovi sforzi dell’Onu“, ha detto il presidente turco.

Tuttavia, le osservazioni di Putin hanno infranto le speranze che i suoi colloqui con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan potessero rilanciare un accordo considerato vitale per le forniture alimentari globali, soprattutto in Africa, Medio Oriente e Asia.

La Russia pronta a nutrire gratis l’Africa

In conferenza stampa dopo i colloqui di tre ore, il leader del Cremlino ha ridimensionato l’impatto sui mercati internazionali della sospensione dell’intesa – da cui la Russia si è ritirata il 18 luglio – e ha annunciato che nelle prossime settimane invierà a 6 Paesi africani forniture gratuite di derrate alimentari.

A ciascun Paese (Burkina Faso, Zimbabwe, Mali, Somalia, Repubblica Centrafricana ed Eritrea) saranno fornite dalle 25 mila alle 50 mila tonnellate di cereali

Il leader del Cremlino è tornato ad attaccare l’Ucraina per avere, a suo dire, utilizzato il corridoio attraverso il quale trasportava il grano attraverso il Mar Nero “per attentati terroristici contro installazioni civili e militari russe” e non per scopi umanitari.

Ha nuovamente sostenuto che l’Occidente ha “ingannato” la Russia riguardo agli obiettivi umanitari dell’accordo, che consisteva nel fornire assistenza ai Paesi in via di sviluppo, affermando che, dei 32,8 milioni di tonnellate esportate dall’Ucraina, “più del 70% è andato ai paesi ricchi, principalmente dell’Unione europeasolo il 3% alle nazioni che hanno realmente bisogno di aiuti alimentari“.

Kiev: Erdogan non è riuscito a convincere Putin

L’agenzia Unian ha parlato di “fallimento“. “Erdogan non è riuscito a convincere Putin“, ha scritto la testata ucraina. Kiev ha lamentato che si discutesse della ripresa dell’accordo in sua assenza, mentre Erdogan da Sochi le lanciato un invito perentorio ad “ammorbidire il suo approccio per intraprendere passi congiunti con la Russia“.

La nostra posizione è molto semplice: l’iniziativa del Mar Nero (come si chiama tecnicamente l’accordo per l’export sicuro di grano ucraino) deve essere ripristinata“, ma non deve essere soggetta “ai capricci e ai ricatti della Russia”, ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba.

Dobbiamo sviluppare corridoi alternativi per il grano dal Mar Nero“, ha aggiunto il capo della diplomazia ucraina, dopo che sia Putin che Erdogan avevano già chiarito che “non esiste un’alternativa sostenibile, sicura e duratura all’iniziativa del Mar Nero“.

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Putin si è congratulato con il presidente del Kirghizistan per gli ottimi rapporti

Il presidente russo Vladimir Putin si è congratulato con il suo omologo kirghiso Sadyr Japarov per il Giorno dell’Indipendenza della repubblica, sottolineando lo sviluppo positivo delle relazioni bilaterali in vari ambiti, secondo il messaggio di congratulazioni pubblicato oggi sul sito web del Cremlino.

Caro Sadyr Nurgozhoyevich, ti prego di accettare le mie più sentite congratulazioni in occasione della festa nazionale della Repubblica del Kirghizistan, il Giorno dell’Indipendenza. Le relazioni tra i nostri stati si basano sui principi di partenariato strategico e alleanza. Sviluppiamo con successo la cooperazione bilaterale in vari ambiti e interagiamo in modo costruttivo all’interno dell’EAEU (l’Unione Economica Eurasiatica) , della CSTO (l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva), della CIS (la Comunità degli Stati Indipendenti) , della SCO (l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai) e di altre strutture multilaterali“, si legge nel messaggio.

Gli sforzi per costruire ulteriormente legami versatili tra Russia e Kirghizistan soddisfano pienamente gli interessi dei popoli amici di entrambi i paesi “e aiutano anche a rafforzare la sicurezza e la stabilità nella regione eurasiatica“, ha sottolineato Putin.

Il leader russo ha augurato a Japarov buona salute e successo e ai cittadini kirghisi felicità e prosperità.

Il Kirghizistan celebra la sua festa nazionale, il Giorno dell’Indipendenza, il 31 agosto. Il paese dell’Asia centrale ha adottato la Dichiarazione di indipendenza dello Stato il 31 agosto 1991.

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Putin prenderà parte al 15°vertice BRICS il 22-24 agosto in collegamento video

Il presidente russo Vladimir Putin prenderà parte al 15° vertice dei leader dei BRICS di Johannesburg, in Sudafrica (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) il 22-24 agosto tramite videoconferenza per informare i suoi partecipanti sulle priorità della Russia quando assumerà la presidenza del associazione nel 2024. Questo quanto riferito oggi il servizio stampa del Cremlino.

Il 22-24 agosto, il presidente russo Vladimir Putin parteciperà (in formato videoconferenza) al 15° vertice dei BRICS, che si terrà sotto la presidenza sudafricana“, si legge nella nota stampa.

Secondo il Cremlino, i leader discuteranno questioni urgenti delle attività dell’associazione, compresa la sua possibile espansione, l’agenda globale e regionale, le prospettive per l’ulteriore sviluppo del partenariato BRICS nelle aree politiche, economiche, culturali, umanitarie e di altro tipo.

A parte questo, “Putin informerà i partecipanti al vertice sulle priorità della presidenza russa nei BRICS, che inizierà nel 2024“, ha affermato.

Inoltre, il programma del vertice prevede un incontro nel formato BRICS+ e BRICS Outreach, a cui sono stati invitati i leader di oltre 50 paesi del mondo e i capi delle strutture esecutive delle organizzazioni regionali.

Il leader russo parlerà anche ai partecipanti al BRICS Business Forum, che precederà il vertice.

Gli accordi finali saranno messi per iscritto nella dichiarazione di Johannesburg del 15° vertice BRICS“, ha affermato il Cremlino.

Il vertice BRICS si terrà a Johannesburg dal 22 al 24 agosto. Con i leader di 54 nazioni africane invitate, questo sarà il più grande incontro dei capi di stato e di governo del Sud del mondo negli ultimi anni. Il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov rappresenterà personalmente la Russia in Sudafrica.

Lo stessso Lavrov ha affermato che “i BRICS hanno avviato il processo di espansione per diventare uno dei pilastri di un nuovo ordine mondiale più giusto e policentrico, stiamo costantemente lavorando per sviluppare l’interazione dei BRICS con i paesi che rappresentano la maggioranza mondiale. In particolare, una delle priorità della Presidenza sudafricana è il rafforzamento della cooperazione con i paesi africani. Condividiamo pienamente questo approccio“.

RED