Tatarstan e Lombardia siglano un accordo sul rafforzamento della cooperazione

Milano – Visita in Lombardia, per il presidente della Repubblica autonoma russa del Tatarstan, Rustam Minnikhanov, che il 12 dicembre ha incontrato presso la sede di Assolombarda, il governatore della Regione Lombardia, Roberto Maroni ed il presidente di Pirelli, Marco Tronchetti Provera.

Presenti anche i dirigenti della Nizhnekamskneftekhim (azienda attiva nel settore chimica e materie plastiche), l’amministratore delegato della compagnia petrolifera Tatneft, Nail Maganov e dirigenti di Kamaz (automotive), e Kazanorgsintez (la più grande industria chimica della Russia).

Il Tatarstan è una repubblica autonoma situata in Russia centrale nella regione centrale del Volga, con capoluogo Kazan. I settori traino dell’economia locale sono quello petrolifero e meccanico, che costituisce il 45% del prodotto interno lordo regionale. Tra le aziende più importanti ci sono Kamaz, Kazanorgsintez e Kazan Helicopters.

Il presidente Minnikhanov ha dichiarato: “Nei prossimi anni in Tatarstan saranno realizzate nuovi grandi opere, quali il corridoio di trasporto “Europa-Cina Occidentale” e la linea ad alta velocità “Mosca-Kazan”. Si tratta di buone opportunità per il business e noi saremo ben felici di sviluppare la collaborazione con gli imprenditori italiani. La partnership tra Tatarstan e Italia ha grandi potenzialità e dobbiamo lavorare attivamente insieme sulla loro realizzazione”

Al termine dell’incontro è stato siglato un protocollo di intesa che porterà alla creazione di un gruppo di lavoro atto alla preparazione di un accordo di rafforzamento economico e di cooperazione culturale.  Questo documento sarà firmato nel corso di una visita di dello stesso Maroni in Russia, sicuramente ancora prima dell’inizio del campionato del mondo di calcio,  che si svolgeranno anche a Kazan.

RED

 

 




V FORUM EURASIATICO 2016: A VERONA IL 20 E 21 OTTOBRE

Saranno  oltre 60 i relatori del V Forum Eurasiatico, il vertice  economico che si terrà a Verona il 20 e 21 ottobre (Palazzo della Gran Guardia).antonio_fallico

Tra i temi affrontati nelle 8 sessioni di lavoro del focus sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia, l’Europa e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan, quelli relativi ai processi geopolitici  in movimento nella grande Eurasia; all’economia e alla finanza nel contesto della crisi globale; al mercato dell’energia in prospettiva 2020, fino ai nuovi modelli di cooperazione economica, alle infrastrutture e all’agroindustria. All’evento, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa forum-eurasiatico-tosi-boschi-fallicoSanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handing Services, sono attese circa 600 aziende provenienti, oltre che dall’Italia, anche dai Paesi UEEA, Cina, India, Corea del Sud e Aerbaijan.
Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l’UEEA e l’Italia si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell’export made  in Italy verso i Paesi dell’Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell’1%, (-30% l’import, a/a), con un bilancio non omogeneo a livello geografico. In notevole crescita il Mezzogiorno, che vede aumentare le proprie esportazioni del 130,5% grazie al balzo delle forniture di metallurgia in Kazakistan. Chiudono a +0,2% le forniture del Centro Italia, palazzo-della-gran-guardia-a-verona-dove-si-svolge-il-forum-eurasiaticocomplice il settore della meccanica dell’area fiorentina, che ha compensato gli arretramenti dell’industria del mobile. Ma per lo studio di Intesa Sanpaolo, in parte anticipato oggi, le perdite maggiori del primo semestre arrivano dalle aree epicentro del commercio verso l’Unione Eurasiatica. Il Nord-Est – dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la perdita in particolare della meccanica – il dato chiude a -4,1%; mentre il Nord-Ovest ha registrato il dato più negativo (-10,7%), complice anche in questo caso la caduta della meccanica oltre a cantieristica, aerospazio  ed elettrotecnica. Complessivamente si intravede comunque un segnale diverso rispetto a quello che ha distinti il crollo dell’ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l’export italiano a 8,4mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%). Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di evgeny-utkin-romano-prodiBanca Intesa Russia: “I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane ed europee non solo comprendono la strategicità dell’Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export’ ma deve investire in forme innovative di cooperazione”.
Sul fronte degli interventi italiani, il Forum Eurasiatico vedrà la partecipazione, tra gli altri, di: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Massimo Mucchetti, presidente della 10^ Commissione del Senato; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, presidente e Ceo Pirelli & C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam ; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscererazov-sechin-e-fallico Eurasia; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, oltre ai presidenti delle Regioni Puglia e Liguria, Michele Emiliano e Giovanni Toti e al sindaco di Catania e presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, Enzo Bianco.
Molti i relatori dell’area eurasiatica: Igor Sechin, presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, presidente Novatek; Andrey Akimov, presidente del Management Board Gazprombank; Alexander Shokhin, presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Grigory Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Tatiana Valovaya, ministro dell’Integrazione e della Macroeconomica romano-prodi-al-forum-eurasiaticodella Commissione economica eurasiatica; Alekey Meshov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Evgeny Shestakov, vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Berlarus; Sergey Roumas, presidente del Cda Banca dello Sviluppo della Repubblica di Belarus; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia;   Sergey Cheremin, ministro del Governo di Mosca e Alexander Stuglev, Ad Fondazione Roscongress.

Barbara Cassani

 




FORUM ECONOMICO INTERNAZIONALE DI SAN PIETROBURGO, I MANAGER ITALIANI: RUSSIA STRATEGICA, AVANTI CON IL “MADE WITH”

San Pietroburgo – “La Russia assieme ai Paesi dell’Unione economica eurasiatica contribuiscono per il 4% alla formazione del Pil mondiale. Si tratta di un’area strategica per la nostraPutin nell'incontro con Renzi non era daccordo sulle conseguenze negative della eventuale uscita dell'Inghilterra dalla UE economia e per questo la politica deve superare le tensioni esistenti”. Così oggi Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, al Forum economico internazionale di San Pietroburgo durante la tavola rotonda sullo sviluppo delle relazioni bilaterali tra Italia e Russia, organizzata da Conoscere Eurasia.

Dello stesso parere anche l’Ad Pirelli, Marco Tronchetti Provera: “La frattura tra il mondo asiatico e quello europeo è inimmaginabile: la Russia è strategica non solo per Italia ed Europa ma anche per la stabilità geopolitica globale. E il governo italiano con la presenza a questo Forum ha dato un segnale forte in favore del processo di normalizzazione dei rapporti”.

Italian bank says country friendly to Russia - photo Luca Bruno APPer il ceo di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti: “Oggi chiudiamo con Rostec un accordo sugli Agusta Westland 189, il nostro gioiello elicotteristico. Con questo ricostruiamo un’alleanza importante e strategica sul fronte dell’alta tecnologia”.

Sul fronte del “Made with Italy” il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia è convinto che: “Il settore agroalimentare rappresenta ancor più degli altri il concetto di ‘Made with Italy’, proprio per la complementarietà delle produzioni dei due Paesi. Il ‘Made with’ non è in conflitto con il ‘Made in Italy’: ben vengano quindi le partnership legate al know-how e alla tecnologia italiana, ma allo stesso tempo auspichiamo pieno appoggio dal Governo russo in favore della tutela delle nostre denominazioni”.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche il presidente di Conoscere Eurasia, Antonio Fallico; Sergey Chemezov, Ceo Rostec; AndreyRussian President Vladimir Putin addresses the St. Petersburg International Economic Forum in St.Petersburg, Russia, Friday, June 17, 2016. (AP Photo/Dmitry Lovetsky) Melnichenko, presidente Eurochem; Patrizia Grieco, presidente Enel; Guido Barilla, Ceo Barilla; Leonid Mikhelson, Ceo Novatek; Claudio Descalzi, Ceo ENI. Le conclusioni sono state affidate al Vice Primo Ministro russo, Arkady Dvorkovich e al ministro dello Sviluppo Economico italiano, Carlo Calenda.

Lo stesso ministro Carlo Calenda, ha anche sottolineato come “fino a oggi le nostre relazioni commerciali si sono concentrate tra Mosca e San Pietroburgo nel 60% dei casi. Il prossimo obiettivo è coinvolgere le altre regioni, per questo stiamo lavorando con il Governo centrale russo e con i Carlo Calenda - Arkady Dvorkovich  Spief2016 - photo Agenzia InterCOMdiversi governatori su 340 proposte legate a progetti di investimento comune. Con il ‘Made with Italy’ si può fare molto di più ma un altro elemento di crescita può essere dato anche in casa nostra con il ‘Made with Russia’.  Queste proposte che saranno esaminate entro l’anno con un’operatività a partire dal 2017 – ha concluso il ministro italiano dello Sviluppo Economico –  possono essere una risorsa importante anche per le Pmi italiane”.

Anna Tumanova

(Fonte: Ufficio stampa Conoscere Eurasia – Agenzia InterCOM)




ROSARIO ALESSANDRELLO (PRESIDENTE CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA): “LE SANZIONI ECONOMICHE ALLA RUSSIA CI COSTERANNO MILIARDI DI EURO!”

Milano – La questione delle vergognose sanzioni comminate alla Russia, pone una serie di interrogativi per il nostro mondo imprenditoriale alla ricerca di valide opportunità di business. In un periodo in cui fra le grosse tensioni internazionali ed una crisi economica da cui si fa fatica ad intravedere la via d’uscita, regna sovrana una grande confusione nel capire quali possano essere gli sviluppi futuri delle relazioni non solo politiche, ma anche economiche e strategiche fra il nostro paese ed il gigante euroasiatico. Ne abbiamo parlato con il Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa, Rosario Alessandrello.

  • Presidente Alessandrello, quali sono le attività della camera di commercio italo-russa?Rosario Alessandrello - Presidente della Camera si Commercio Italo-Russa - photo Evgeny Utkin 2

– “Accediamo a tutte le camere di commercio delle regioni russe, attraverso il contatto diretto come la Camera di Commercio della Federazione Russa che permette ai nostri iscritti di operare a Vladivostok come ad Irkutsk. Molte imprese mi stanno chiedendo in questo periodo molte informazioni assai dettagliate su come investire ed in quali regioni. Segno tangibile che si tratta di un paese molto appetibile dal punto di vista degli investimenti, nonostante le sanzioni comminate dall’UE”.

  • Quanti iscritti avete?

“La quota di iscrizione annuale minima costa 1.400 Euro e attualmente le imprese paganti e che dunque si sono associate con la nostra struttura sono oltre 300, di cui un centinaio russe ed il resto italiane. Forniamo assistenza, consulenza professionale ed anche rigorosa garanzia delle regole, a tutela di chi ne fa parte anche perché non accogliamo chi intende creare affari con zone grigie”.

  • Quali iniziative state preparando per il 2016 anche in considerazione dell’embargo?

“Proseguiremo senz’altro nella campagna associativa per l’anno 2016, avvalendoci anche del supporto dell’Ufficio di Mosca mettendo sul piatto della bilancia il rafforzamento della collaborazione con le istituzioni preposte allo Rosario Alessandrello, Presidente della Camera di Commercio Italo-Russa con Sergey Lavrov Ministro degli affari esteri della Federazione Russa -photo TPP tpp-inform.rusviluppo dei rapporti internazionale, con particolare interesse verso quelle che si occupano dei rapporti fra Italia e Russia. Dal punto di vista istituzionale, collaboreremo con il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSe) per l’organizzazione della Task Force Italo-Russa sui distretti e le PMI, organizzeremo, insieme all’ICE, le riunioni, sia dalla parte italiana che russa, del Comitato Imprenditoriale Italo-Russo (Milano e Mosca), in vista del Consiglio Italo-Russo di Cooperazione Economica, Industriale e Finanziaria, nel quale la CCIR è presente. Collaborazione costante con le istituzioni russe in Italia ed italiane in Russia, e con le realtà camerali di questi due paesi. Naturalmente, continueremo ad organizzare missioni imprenditoriali di outgoing in Russia per i settori dell’eccellenza del Made in Italy, quali turismo, meccanica leggera, tutela ambientale, tessile, tecnologie, legno-arredo, moda, ecc.. Così come fra l’altro ne svilupperemo una ad hoc per le imprese operanti nel campo delle energie rinnovabili”.

  • Quali sono le categorie merceologiche che maggiormente hanno risentito delle assurde sanzioni che sono state comminate alla Russia?

“Sicuramente l’alimentare, seguito dal tessile e dal calzaturiero perché l’Italia importava il semilavorato e lo trasformava in prodotto finito. In particolare, hanno pesato molto duramente le contro-sanzioni russe sul pellame. Invece posso affermare con certezza che hanno retto bene la microelettronica, l’imballaggio ed il mechanical engineering. L’agroalimentare senza queste sanzioni, oggi poteva invece riprendersi molto bene perché con il crollo delle esportazioni turche, avrebbe avuto una grossa chance per riconquistare le quote di mercato perdute”.

  • Quali sono le caratteristiche del mercato russo?

“La Russia è un mercato eterogeneo, dove la presenza di diversi territori pone problematiche differenti. Le imprese italiane chiedono, per poter entrare in queste realtà, di poter DSC_7476 photo TPP tpp-inform.ru“russificare” il prodotto. Ovvero di renderlo adeguato ai particolari standard esistenti in questo paese. La Russia si presenta con indubbi vantaggi riassumibili nei costi bassi per l’energia e le materie prime, manodopera specializzata ed anche un ottimo coefficiente ambientale. Quale svantaggi: c’è ancora da fare chiarezza sui diritti di proprietà in cui la discrezionalità non aiuta; poi vi sono regioni che sono dotate di buone infrastrutture perciò diventano competitive. E qui non parlo solo di strade, energia elettrica o il gas, ma anche di quelle tecnologiche. Indubbiamente, la presenza dei parchi industriali come ad esempio quello di Mosca sta dando una grossa spinta, nonostante l’alto costo della vita che prima ne limitava le possibilità. Adesso la presenza di un regime fiscale molto favorevole, l’ha resa particolarmente attrattiva. Il rapporto pubblico-privato necessita di un maggior coinvolgimento dei privati, allo scopo di limitare corruttele”.

  • La recente firma del Memorandum di Cooperazione fra la Camera di Commercio Italo-Russa, l’ICE e la Camera di commercio e industria della Federazione Russa, in che modo potrà cambiare, nell’immediato futuro, i rapporti fra questi due paesi?

“In questa nuova fase, l’Italia è interessante per la Federazione Russa perché le sue aziende sono particolarmente predisposte a rendersi flessibili, come ho affermato prima, sul mercato russo. Le opportunità presenti in Russia ancoraCesare Ragaglini, l’Ambasciatore Italiano a Mosca  Sergey Katyrin  Presidente TPP RF- Sergey Lavrov- Ministro degli affari esteri della Federazione Russa-  MID oggi hanno fatto resistere le imprese italiane e questo è stato notato dalle istituzioni più importanti. Durante la colazione di lavoro con il Ministro degli affari esteri Sergey Lavrov, ho sottolineato che, contrariamente ad un’opinione “superficiale”, l’Italia è uno dei Paesi più competitivi al mondo con una straordinaria posizione di “leadership” nel commercio mondiale. Questo è riconosciuto dal Trade Performance Index (TPI) che viene compilato ogni anno da UNCTAD / WTO’S International Trade Centre. Questo indice pone l’Italia al secondo posto (subito dopo la Germania) nella classifica relativa alla competitività del commercio internazionale, basato nell’analisi dei 14 macrosettori nei quali è diviso il commercio internazionale, esclusi i settori oil&gas e materie prime. Sono stati presi in esame 932 prodotti in termini di “Foreign Trade Surplus”, e l’Italia occupa la 1° posizione per 235 prodotti (con un totale positivo di 56 mld di $ di surplus nella bilancia commerciale); la 2° posizione per 376 prodotti (con un surplus di 68 mld di $); la 3° posizione per 321 prodotti (con un surplus di 53 mld di $).
Soltanto tre Paesi (Cina, Germania e USA) hanno risultati migliori dell’Italia nel mondo e soltanto cinque Paesi (i tre precedenti, più Giappone e Sud Corea) superano per l’export un surplus della bilancia commerciale superiore all’Italia. Questo dimostra la profonda trasformazione che il “Made in Italy” ha operato negli ultimi anni; infatti il manifatturiero Il Ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa Sergey Lavrov - photo TPP tpp-inform.ruitaliano nell’export si è affermato non solo nei settori tradizionali quali la moda, l’arredo e i prodotti alimentari, ma anche nella “mechanical engineering” e altri settori come il farmaceutico in rapido sviluppo.
Mi piace ricordare la frase conclusiva del discorso del Ministro S. Lavrov perché sintetizza la politica estera russa oggi: “Le molteplici sfide e minacce della “contemporaneità”, in particolar modo l’esplosione senza precedenti del terrorismo internazionale, richiedono che vengano unite le forze sulla solida base del diritto internazionale. È evidente che per fare ciò è necessario allontanarsi dalla logica viziata di azioni unilaterali e dai tentativi di creare nuove linee di divisione”.

  • Spontaneo chiederle un suo parere sulla vicenda delle sanzioni.

“Sono un assurdo storico, c’è poco da dire. Le sanzioni che l’America si è inventata per evitare la guerra, le ha fatte già con l’Iran. Quando poi si è resa conto che erano inutili e fallimentari, ha avuto bisogno di questo paese per provare a risolvere la questione del Medio-Oriente. Per la Russia, l’idea era quella di indebolire e danneggiare l’economia russa, in particolare sulla parte finanziaria. E questo allo scopo di indebolire Putin e rinforzare le opposizioni; ma il risultato è stato che Putin non solo si è rafforzato perché l’opposizione in Russia è quasi inesistente, ed alla fine addirittura questa vicenda ha finito Rosario Alessandrello - Presidente della Camera si Commercio Italo-Russa - photo Evgeny Utkin 1paradossalmente con il danneggiare l’Europa. Gli americani sono i professionisti delle sanzioni e nella fattispecie le imprese americane con personalità giuridica russa, che comprende colossi come Mc Donald’s, Coca Cola o Pepsi, invece ne sono escluse come le imprese automobilistiche (General Motors). Un paradosso incredibile dove l’Europa, eccezion fatta per la Germania che ha quasi 5.000 imprese in Russia, sta facendo la figura del pollo. Le imprese italiane operanti in Russia sono circa 80 e questo spiega perché registriamo, attualmente e mal volentieri una certa indifferenza da parte delle nostre istituzioni che non capiscono che le imprese hanno bisogno di ampliare, e non certo di restringere, il mercato dove operano. La nostra Camera si sta battendo instancabilmente affinché siano abolite, perché stiamo parlando di danni per le nostre imprese che a tutt’oggi superano i 2 miliardi di euro. Una cifra che se si considerano i migliaia di posti di lavoro persi, così come le perdite in termini di contratti conclusi e le spese che bisognerà sostenere, in caso di revoca delle sanzioni, per ricostituire la nicchia di mercato occupata in precedenza, arriva addirittura alle decine di miliardi di Euro nell’interscambio commerciale”.

  • Come giudica l’esperienza dell’Expo 2015 da poco conclusa?Russian Pavilion Expo Milano 2015

“Giudizio positivo perché il tema che fu scelto dalla Moratti, all’epoca sindaco di Milano, è stato a dir poco azzeccato. Non solo perché è stata brava ad individuarlo ma anche nell’organizzarlo. Chi poi lo ha avuto in mano quest’anno, non ha fatto altro che raccogliere i frutti anche di eventi organizzati al di fuori della manifestazione. Abbiamo contribuito alla perfetta riuscita di tutti gli eventi promossi dalle regioni russe, all’interno e all’esterno del padiglione della Federazione Russa”.

  • Che bilancio si può fare per questo 2015 che ormai si sta avviando a conclusione?

“E’ stato un anno molto proficuo, e questo grazie all’Expo che ci ha messo in condizione di ospitare molte regioni e repubbliche autonome della Federazione Russa. Così come ricordo molto volentieri che nella prima parte di questo anno che ormai sta per finire, abbiamo organizzato e condotto 6 missioni d’affari di istituzioni ed imprese russe in Italia. Cito ad esempio le positive esperienze del Gruppo Manni che Lo staff di Milano del CCIRnella città di Volzhsky ha costruito e recentemente inaugurato la fabbrica Isopan-RUS che produrrà panelli sandwich per l’edilizia, con un volume di investimenti pari a 25 milioni di Euro. Così la General Invest (il cui presidente Vincenzo Trani è anche Vice Presidente della nostra Camera) che ha investito 10 milioni di euro nello sviluppo e nel lancio a Mosca di Delimobil, un sistema per il noleggio a breve termine di auto, ovvero il car sharing. Poi ci sono il gruppo Cremonini, leader nella lavorazione delle carni che circa un anno fa ha aperto un grande stabilimento di macellazione a Orenburg che diventerà uno dei più importanti del settore nel mercato russo. O anche la Pirelli, anch’essa nostra associata, che ha acquistato in Russia due fabbriche per la produzione dei pneumatici e che dopo aver già investito 200 milioni di euro nella loro modernizzazione, né spenderà altrettanti quest’anno, arrivando così a fornire il 10% del mercato russo dei pneumatici invernali”.

Francesco Montanino

(foto cover di Evgeny Utkin)

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FALLICO AL IV FORUM EUROASIATICO DI VERONA: “C’E’ UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA DEL RUOLO NECESSARIO DELLA RUSSIA”

Verona (Palazzo della Gran Guardia) – E’ partito nel migliore dei modi il IV Forum Euroasiatico, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia fondatrice del format, da Intesa Sanpaolo e Gazprombank. Il ForumIl giornaista ed economista Evgeny Utkin con Igor Sechin presidente e Amministratore Delegato di Rosneft Eurasiatico  è oggi il punto di riferimento non solo delle relazioni economiche italo russe, ma di tutti i paesi che gravitano in questa estesissima area socio-economica .

Un elemento che ha accomunato questa prima delle due giornate di lavori,  è sicuramente il ruolo di centralità, sia nell’economia che nell’ambito della sicurezza internazionale, che è stato riconosciuto seppure in modalità diverse, alla Russia.  Veniamo pero agli interventi più significativi che si sono succeduti e nei quali l’Unione Euroasiatica non sembra più apparire come una comunità da definire, ma come una comune unità di destino ormai punto di riferimento delle nuove economie mondiali.  “L’Unione Economica Eurasiatica è molto importante per l’Italia ed è nostro interesse mantenere un rapporto sinergico. In questo senso il nostro Paese è in prima linea a livello europeo, in quanto crede molto al dialogo bilaterale. Ad oggi però Bruxelles non ha ancora riconosciuto ufficialmente la nuova unione eurasiatica”. Ha così esordito oggi nel suo intervento, Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alle Politiche e Affari europei che ha poi chiuso rilevando come “tra Europa ed Eurasia esiste un’interdipendenza economica e politica. Ora che stiamo uscendo dalla crisi occorre lavorare per cercare soluzioni comuni, a cominciare dall’energia: l’Unione europea non ha ancora attuato una politica comune per arrivare ad una vera politica unitaria sull’energia”.

Evgeny Utkin - Romano Prodi - Maria Elena Boschi“Abbiamo in previsione investimenti nel mondo per 22-23mld di euro l’anno, nel biennio 2017-2018. I settori maggiormente interessati saranno quelli della meccanica e dell’industria petrolchimica”, ha annunciato invece il presidente del Management Board di Rosneft, Igor Sechin. Proprio oggi al Forum infatti, Pirelli, Rosneft e Synthos hanno siglato un Memorandum of understanding relativo ai positivi risultati dello studio di fattibilità iniziato in aprile e alla futura cooperazione nello sviluppo di un progetto per la costruzione di un impianto di gomma sintetica in Nakhodka. Pirelli diventerebbe così il cliente chiave per la gomma sintetica, come indicato nell’intesa siglata con Rosneft nel 2014. Per Sechin: “In futuro saremo grado di fornire i mercati asiatici e della Cina di pneumatici, grazie a una piattaforma tecnologica e produttiva all’avanguardia realizzata per supportare lo sviluppo dei cluster automotive e petrolchimico nell’estremo oriente russo. In particolare – ha proseguito Sechin – l’accordo che abbiamo firmato con due riconosciuti leader a livello mondiale nella tecnologia di fascia alta per la gomma sintetica e produzione di pneumatici, ci permetterà non Maria Elena Boschi - Ministro delle Riforme e dei rapporti con il Parlamentosolo di costruire impianti più avanzati nell’ambito della gomma sintetica – come parte del nostro progetto Fepco in Nakhodka – ma anche, in futuro, di essere in grado di fornire i mercati dell’area”.

“Il trattato Eurasiatico va bene, fa progressi, si sta allargando però non può creare un’area commerciale paragonabile alla grande alleanza frutto dell’accordo atlantico/pacifico”. Questo invece quanto detto dal presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi. “Quelli dell’Unione Eurasiatica sono Paesi abbastanza omogenei tra loro, fanno buoni risultati ma non possono produrre quello scatto in avanti di cui la Russia ha bisogno. La grande trasformazione dell’Economia russa – ha proseguito Prodi – ha perciò bisogno di un rapporto stretto con l’Europa, è una questione vitale, per questo penso che la scelta europea sia conveniente per noi e per loro. Come ho sempre detto Europa e Russia sono vodka e caviale, ma solo il rasserenamento della situazione ucraina può sanare i rapporti che si sono avvelenati in questo periodo: l’Ucraina deve essere ponte e non campo di battaglia”.

“In un momento in cui in Europa si sta cercando di alzare i muri e di rinchiudersi nei propri confini, temendo chissà quale minaccia dall’esterno e non rendendosi conto che chiudersi Il Ministro Boschi e Igor Sechin tra i partecipanti al Forum Euroasiatico di Veronasignifica perdere delle occasioni, noi cerchiamo di svolgere un ruolo di dialogo e di confronto nell’area Eurasiatica. Lo testimoniano la storica prerogativa italiana rispetto al dialogo e i viaggi in Russia, Kazakistan e Cina del nostro presidente del Consiglio: oggi noi vogliamo fare da ponte verso quest’area”. Così ha esordito invece nel suo intervento  il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, che ha poi concluso con un passaggio sulla situazione interna all’Italia, dicendo che: “Il nostro Paese cresce più di quanto ci si aspettasse: cresce di più l’export, che nonostante la lieve flessione degli ultimi 2 mesi è già a +4,7% contro una stima inizialmente fissata a +3,7%, grazie anche grande occasione che ha rappresentato l’Expo. Oggi – ha aggiunto – c’è una scossa nuova rispetto agli anni scorsi, in cui il Paese era fermo, impaludato. I primi dati del cambiamento sono incoraggianti: non a caso il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di 11 dei 16 principali Paesi mondiali, ma per Italia e Regno Unito – unici 2 Paesi – la stima è stata rivista al rialzo”.

Da sottolineare anche l’intervento del sindaco della città scaligera, Flavio Tosi: “Conosciamo la determinazione e il coraggio del nostro presidente del Consiglio, e lo dico con sincera ammirazione perché ha dimostrato di essere determinato nel condurre questo Paese e provare a cambiarlo. Questo va riconosciuto a Renzi: la speranza è che il ministro Boschi, qui Gli Ambasciatori de vari paesipresente, possa intercedere affinché ci sia un’apertura nei rapporti tra noi e l’Eurasia. Le sanzioni sono difficili da comprendere rispetto alle tematiche dell’economia del nostro territorio, perché i rapporti sono già strettissimi ma occorre agevolarli”.

“Abbiamo apprezzato la recente dichiarazione di Renzi secondo cui è un errore pensare di costruire un’Unione Europea senza la Russia“, ha dichiarato nel suo intervento Alexey Meshkov, vice ministro Affari Esteri della Federazione Russa. “Allo stesso tempo questo Forum sta crescendo e dimostra di stare al passo con i tempi, a testimonianza della volontà di ricercare una via d’uscita e soluzioni ragionate sui rapporti Eurasia-Europa“.

E veniamo infine all’intervento del presidente di Banca intesa Russia e dell’associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico che ha detto: “Oggi riapriamo il Forum Eurasiatico in un clima sicuramente più positivo rispetto allo scorso anno, per due ordini di motivi. Il primo, perché c’è una nuova consapevolezza geopolitica internazionale che riconosce come necessario il contributo della Russia in materia di sicurezza per la comunità internazionale. Il secondo perché la crisi economica sta rallentando Valery Fadeev - Sargis Ghazaryan - Basant Kumar Guptae – secondo gli osservatori – l’economia russa tornerà a virare in positivo nel 2016”.  A fare da eco all’intervento di Fallico, lo stesso presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, che ha concluso dicendo: “Condivido il titolo il di questo IV Forum Eurasiatico che si apre all’insegna di un nuovo dialogo politico e una innovativa visione delle relazioni economiche, da costruire attraverso uno sguardo condiviso e una prospettiva di lungo termine. La complementarietà delle nostre economie è un fatto storico, l’unione delle loro differenze può portare ricchezza e uno sviluppo per le risorse naturali paragonabile a quello degli Stati Uniti. Gli istituti finanziari e i governi devono continuare a collaborare per garantire le condizioni necessarie alla continuità degli investimenti nel medio-lungo termine. Le economie eurasiatiche sono salite ma hanno bisogno di forti investimenti, soprattutto nelle infrastrutture. Settore, quest’ultimo, dove l’Italia può dare un fondamentale contributo”. Così il presidente di Banca Intesa Russia e presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico a chiusura della prima giornata di lavori del IV Forum Eurasiatico di Verona.

Il vertice economico internazionale proseguirà domani con quattro sezioni tematiche dedicate a infrastrutture, food e agroindustria, aziende innovative e start up, energie alternative. Con 600 imprese accreditate e 900 operatori provenienti da 23 Paesi, il forum vedrà protagonisti domani, tra gli altri, il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi; l’ambasciatore d’Italia in Russia, Cesare Ragaglini; il vice direttore generale della Compagnia per investimenti REGION, Anatoly Khodorovskiy; il coordinatore per S&D della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro; il presidente dell’Unione degli Industriali e degli Imprenditori della Russia, Alexander Shokhin; il presidente di IREN Holding, Francesco Profumo; il presidente della 10° Commissione permanente del Senato della Repubblica Italiana (Industria, Commercio, Turismo), Massimo Mucchetti; il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli; l’Amministratore Delegato dell’Agenzia delle Iniziative Strategiche, Andrey Nikitin; il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia; il direttore esecutivo, responsabile private equity di Nevastar Finance, Bruno Mathieu; e il CEO e presidente del Consiglio di Amministrazione di Heerim Architects & Planners, Young Kyoon Jeong.

RED

( Forum Eurasiatico: intercom)