Ministero degli Esteri russo: le cosiddette “forze di rassicurazione” europee in Ucraina mirano al controllo di Odessa e Leopoli
Category: Esteri
3 Aprile 2025
Keir Starmer e Emmanuel Macron
I piani di diversi paesi europei di schierare le cosiddette “forze di rassicurazione” in Ucraina e di prendere sotto controllo Odessa e Leopoli ricordano l’intervento alleato nella guerra civile russa, ha affermato laportavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova in un briefing.
“Si ha l’impressione che gli europei abbiano già puntato gli occhi su queste città e stiano covando i propri piani per esse“, ha osservato. “In realtà, gli obiettivi di tali forze includono anche il contenimento della potenziale aggressione della Russia. Ciò ricorda l’intervento militare dell’Intesa durante la guerra civile del 1917-1922 nel nostro paese. Ma va bene, conosciamo bene la storia“, ha aggiunto il diplomatico.
“Forze di rassicurazione”
La portavoce ha ribadito che l’iniziativa franco-britannica di inviare alcune “forze di rassicurazione” in Ucraina è stata discussa a Parigi il 27 marzo, durante l’ennesimo vertice europeo della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, formata un mese fa allo scopo di radunare un contingente di “mantenimento della pace” da inviare in Ucraina.
“Si ha l’impressione che questo venga fatto per fuorviare completamente i propri cittadini, i cittadini dell’UE e del Regno Unito, che già non capiscono ‘cosa è cosa’, chi sta giocando a quali giochi, chi sta supportando chi, come vengono chiamati e quali funzioni svolgono“, ha affermato Zakharova. “Queste forze non saranno di stanza sulla linea di combattimento, né sostituiranno le forze armate ucraine. Il loro scopo è proteggere punti strategici in coordinamento con gli ucraini, ad esempio Odessa e Leopoli, che viene apertamente menzionato sia a Parigi che a Londra“, ha concluso.
Davide Della Penna
Francia e Inghilterra: ancora sanzioni alla Russia e sostegno all’Ucraina
Category: UE
3 Aprile 2025
Zelensky, Macron e Starmer
I partecipanti al vertice di Parigi sul sostegno a Kiev nel conflitto con Mosca ritengono che non sia ancora giunto il momento di revocare le sanzioni anti-russe, ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron.
“Per quanto riguarda il sostegno a breve termine all’Ucraina, abbiamo concordato all’unanimità che non è il momento di revocare le sanzioni. Non può esserci una politica di revoca delle sanzioni finché non ci sarà una pace inequivocabile. Pertanto, intendiamo mantenere la pressione economica, in particolare sulla flotta ombra, ma anche su alcuni settori industriali, e continueremo a lavorare in questa direzione“, ha affermato in una conferenza stampa dopo il summit.
Allo stesso tempo, il presidente francese ha sottolineato che l’Unione Europea non ha alcuna base giuridica per sequestrare i beni russi congelati.
“Secondo il diritto internazionale, non possiamo sequestrare i beni congelati, non abbiamo alcuna base giuridica per farlo“, ha affermato Macron.
Il premier britannico esorta a non revocare le sanzioni contro la Russia
Il primo ministro del Regno Unito Keir Starmer
Il momento di revocare le sanzioni contro la Russia non è ancora arrivato, ha affermato il Primo Ministro britannico, Keir Starmer in seguito al summit della “Coalizione dei volenterosi” sulla fornitura di garanzie di sicurezza per l’Ucraina, tenutosi a Parigi.
“Al contrario, abbiamo discusso di come possiamo aumentare le sanzioni per sostenere l’iniziativa degli Stati Uniti, per portare la Russia al tavolo delle trattative attraverso un’ulteriore pressione da parte di questo gruppo di paesi“, ha affermato Starmer.
Ha inoltre sottolineato che la sessione, a cui hanno partecipato circa 30 stati, si è concentrata sulla determinazione a sostenere Kiev e a garantire la pace in Ucraina, compresi i piani per operazioni militari via terra, via aria o via mare.
In seguito alle consultazioni tra Russia e Stati Uniti a Riyadh, il Cremlino ha annunciato un accordo sull’attuazione dell’iniziativa del Mar Nero, comprese misure per garantire la sicurezza della navigazione. Gli accordi sul Mar Nero entreranno in vigore una volta revocate le sanzioni alle banche russe che facilitano il commercio di prodotti agricoli e fertilizzanti minerali.
RED
Djokovic si schiera con la Serbia contro Kosovo e NATO
Category: Tennis
3 Aprile 2025
Novak Djokovic è un grande tennista, anche per chi non segue questo sport e lo sport in generale, ma è anche un campione che non ha paura di esporrele proprie idee politiche e sociali, spesso pagando per questo. Lo abbiamo visto in occasione della vaccinazione di massa a livello mondiale contro il Covid-19, quando fu estromesso dagli Australian Open per non essersi vaccinato. Ora il campione serbo si è schierato apertamente anche in favore della Serbia, nell’ultima crisi con il Kosovo.
Dopo il comunicato della Nato Kosovo Force che informava dei 25 militari rimasti feriti negli scontriavvenuti in Kosovo, in seguito all’insediamento di sindaci di etnia albanese nelle aree a netta maggioranza serba, Novak Djokovic,impegnato nel torneo delRoland Garros a Parigi, ha dichiarato:
“Non sono un politico, né intendo entrare in dibattiti. Come serbo, mi fa male quello che sta accadendo in Kosovo. La nostra gente è stata espulsa dai comuni. Questo è il minimo che potessi fare. Come personaggio pubblico, sento l’obbligo di mostrare sostegno alla nostra gente e a tutta la Serbia. Ho sentito che ci sono state molte critiche sui social. Non so se qualcuno mi punirà o qualcosa del genere, ma lo rifarei. Sono contrario a guerre e conflitti di qualsiasi tipo. Il Kosovo è il nostro cuore, la roccaforte, il centro degli eventi più importanti, la più grande battaglia si è svolta lì, il maggior numero di monasteri. Ci sono molte ragioni per cui ho scritto questo, mio padre è nato lì“.
Le parole del serbo, che a Parigi insegue il 23esimo Slam, arrivano come detto, dopo gli episodi di tensione registrati lunedì a Zvecan, la città nel nord del Kosovo dove è cresciuto proprio il padre di Djokovic cosi come lui stessso ha dichiarato. Gli scontri hanno causato una trentina di feriti tra i soldati della Kfor, la forza di peacekeeping della NATO.
RED
Giornata della lingua russa alla sede delle Nazioni Unite a Ginevra
Category: ONU
3 Aprile 2025
Il primo febbraio 1946 la risoluzione 2 dell’Assemblea Generale dell’ONU stabilì cinese, francese, inglese, russo e spagnolo come lingue ufficiali, e il 22 gennaio 1969 la risoluzione 263 del Consiglio di sicurezza includeva il russo e lo spagnolo come lingue di lavoro del Consiglio di sicurezza. Nel 1980 è stata aggiunta la lingua araba come lingua ufficiale dell’ONU è così sono diventate sei.
Per incoraggiare il multilinguismo e la diversità culturale e per garantire pari opportunità per l’uso di tutte e sei le lingue ufficiali all’interno del sistema dell’ONU e nelle sue strutture mondiali, sono state istituite “le Giornate della lingua all’ONU”, ciascuna dedicata a una delle sei lingue ufficiali di l’ONU. Questi eventi mirano a sensibilizzare e rispettare la storia, la cultura e le conquiste di ciascuna delle sei lingue di lavoro dell’ONU.
La Giornata internazionale della lingua russa dell’ONU si festeggia il 6 giugno, data scelta per celebrare il famosissimo poeta russo Aleksandr Puškin, nato in questa data nel 1799. Quest’anno uno dei principali eventi dedicati alla Giornata della lingua russa presso la sede dell’ONU a Ginevra è stata la telemaratonatra Ginevra e Ekaterinburg con la partecipazione degli artisti della regione di Sverdlovsk.
Gennady Gatilov, Rappresentante Permanente della Federazione Russa presso l’Ufficio dell’ONU e di altre organizzazioni internazionali a Ginevra, ha pronunciato un discorso di benvenuto, sottolineando l’importanza di questo evento. Gennady Gatilov ha ricordato che quest’anno, nell’ambito della Giornata della Lingua Russa a Ginevra, prosegue la tradizione di dimostrare il patrimonio culturale, la ricchezza e la diversità della Russia. “Oggi rappresentiamo la regione di Sverdlovsk e la bellissima città di Ekaterinburg, la cui storia risale a quasi 300 anni fa”, ha detto Gatilov. Ha ringraziato Tatyana Valovaya, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra, Yevgeny Kuyvashev, il governatore della regione di Sverdlovsk, la Fondazione “Russian Cultural Seasons” per il loro contributo all’organizzazione di “un evento congiunto per tutti gli intenditori della lingua russa e della cultura russa“.
Tatyana Valovaya, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra e Elmira Shcherbakova, la direttrice generale della Fondazione “Russian Cultural Seasons”, foto “Russian Cultural Seasons”
Tatiana Valovaya, la direttrice generale dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra rivolgendosi ai partecipanti dell’evento, ha detto:
“Quest’anno, si potrebbe dire, stiamo praticamente visitando Lev Tolstoj, perché ci siamo espressamente offerti di organizzare questo evento a Villa Bocage. Villa Bocage è un posto fantastico. Esistea Ginevra dall’inizio del XIX secolo. Fu qui che Lev Tolstoj arrivò per la prima volta durante il suo primo viaggio all’estero in Europa nel 1857. Qui, in questa villa, vivevano i suoi parenti stretti, le zie Elizaveta e Alexandrina Tolstoj. Non a caso stavano qui, poiché in quel momento abitava in questa Villa la famiglia di Maria Nikolaevna, figlia dell’imperatore Nicola I. Lei fu costretta a lasciare la Russia con la sua famiglia, poiché l’imperatore non riconobbe il suo secondo matrimonio. Si è trasferita qui con la sua famiglia, i figli, le dame di compagnia e le tutrici, che appunto erano le contesse Tolstoj. Lev Tolstoj veniva spesso qui… Gli alberi secolari nel parco che lui ha visto sono stati conservati e, infatti, in questo luogo tutto è intriso dello spirito della storia“.
“Inoltre a Ginevra ci sono moltissimi luoghi associati a importanti scrittori e storici russi. Ad esempio, lo scrittore e lo storico russo Nikolai Karamzin rimase a Ginevra per sei mesi. Nel 1789 – 1790, durante il suo lungo viaggio, fu proprio qui a Ginevra che lui scrisse “Lettere di un viaggiatore russo” ed è del tutto possibile che anche lui sia passato da questo parco. Perché camminava molto, anche dal centro di Ginevra, dove affittò una stanza. Anche Fëdor Dostoevskij visse qui a Ginevra. E qui ha scritto il suo romanzo “Idiota”. Nel cimitero centrale della città è sepolta sua figlia Sonechka, nata e morta qui a Ginevra. Sulle sponde del lago di Ginevra, Pyotr Tchaikovsky finì di scrivere “Evgenij Onegin” e poi tenne un concerto al Grand Theatre di Ginevra nel 1889. Pertanto, Ginevra è strettamente collegata alla storia russa, alla cultura russa e alla lingua russa. E siamo molto felici di celebrare questo giorno contemporaneamente con il compleanno di Alexander Pushkin, che ha portato la lingua russa a un’livello incredibile e ha mostrato al mondo intero la sua bellezza“.
Villa Bocage, Ginevra
Siamo molto lieti qui nel nostro ufficio, l’ufficio delle Nazioni Unite, di sostenere il multilinguismo. Il russo è una delle lingue ufficiali dell’ONU. Centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo stanno studiando il russo per entrare in contatto con la cultura russa e la lingua russa. Cerchiamo di sostenere il multilinguismo la diversità culturale in ogni modo possibile. Cittadini di 100 paesi del mondo lavorano nella nostra filiale e parliamo più di 60 lingue. All’ONU si celebrano i giorni della lingua ufficiale, celebriamo anche la Giornata della lingua madre.
“E’ molto importante che stiamo cercando nuovi modi per sostenere questo multilinguismo. La nostra nuova iniziativa è Multilingualism Champions. Ci siamo offerti di sostenere i nostri colleghi e leader in altri uffici delle Nazioni Unite. Perché è conoscere la lingua dell’altro è il modo più sicuro per comprendere la cultura, il patrimonio e le tradizioni dei nostri amici in tutto il mondo. Pertanto, nel contesto della ricerca di soluzioni a tutti i problemi globali che l’umanità deve affrontare, quando è importante lavorare insieme, è importante anche conoscere e rispettare le rispettive lingue. Pertanto, sono molto lieta di darvi il benvenuto qui a Villa Bocage. Grazie ancora per aver organizzato questo meraviglioso evento”.
Elmira Shcherbakova, la conduttrice della maratona online, la direttrice generale della Fondazione “Russian Cultural Seasons”, presidente del Consiglio per la cooperazione culturale internazionale dell’Assemblea popolare eurasiatica, ha ringraziato tutti i partecipanti e soprattutto la Regione di Sverdlovsk, un potente centro industriale e culturale della Russia: “Siamo felici di presenteremo talentuosi artisti e musicisti ai nostri, è una perfetta occasione per sentire la bellezza della lingua russa”.
Lev Tolstoj, 1856
Nel 1857 Lev Tolstoj (28 agosto 1828 – 20 novembre 1910) visitò la Svizzera dopo il suo soggiorno in Francia.
A Parigi era fuggito inorridito dopo aver visto una ghigliottina. Il viaggio in Svizzera è stato l’occasione per riflettere su quell’esperienza, che gli ha fatto perdere la fiducia nel progresso umano.
Per lo scritore russo il viaggio in Svizzera fu anche l’occasione per conoscere meglio gli scritti di Jean-Jacques, l’autore che lo aveva davvero ispirato, così Tolstoj rilegge La Nouvelle Héloïse, il romanzo di Rousseau ambientato tra Montreux e Vevey. Il viaggio dello scrittore russo in Svizzera è stato produttivo: oltre a lavorare a I cosacchi, Tolstoj ha scritto anche Le memorie del principeNekhlyudov : Lucerna.
RED
Europei maschili di Volley 2019: la Russia, campione in carica, cerca la riconferma nella competizione continentale che inizia il 12 settembre
Category: Volley
3 Aprile 2025
Parigi – Archiviata la manifestazione femminile dei campionati europei con il successo della Serbia, con la stessa innovativa formula partirà il 12 settembre l’edizione maschile, con 24 nazionali ai nastri di partenza pronte a contendersi il titolo. Come nell’edizione femminile, anche la XXXI edizione degli europei maschili di pallavolo vedrà quattro nazioni coinvolte nell’organizzazione: la Francia (Montpellier, Nantes, Parigi), l’Olanda (Amsterdam, Apeldoorn, Rotterdam), la Slovenia (Lubiana) ed il Belgio (Anversa e Bruxelles). Nella prima fase (12-19 settembre) le squadre saranno divise in 4 gironi da 6: in Francia si giocheranno i match della Pool A (Bulgaria, Francia, Grecia, Italia, Portogallo, Romania), in Belgio quelli della Pool B (Austria, Belgio, Germania, Serbia, Slovacchia, Spagna), in Slovenia quelli della Pool C (Bielorussia, Finlandia, Macedonia del Nord, Russia, Slovenia, Turchia), in Olanda quello della Pool D (Estonia, Montenegro, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca, Ucraina). Le prime quattro di ogni girone accederanno alla fase ad eliminazione diretta: ottavi di finale (21-22 settembre), quarti (23-24 settembre), semifinali (26-27 settembre), prima della conclusione parigina alla AccorHotels Arena, con la finale per il bronzo (28 settembre) e quella per l’oro (29 settembre).
La Federazione Russa di Pallavolo, che non ha mai mancato la qualificazione al torneo continentale, è alla sua quattordicesima partecipazione consecutiva dal 1993, ed ha fin qui conquistato otto medaglie (2 ori, 3 argenti e 3 bronzi). La nazionale allenata da Tuomas Sammelvuo proverà a rendere indimenticabile un’estate fin qui praticamente perfetta (coronata dal successo nella Volleyball Nations League e dal raggiungimento della qualificazione olimpica per Tokyo 2020), difendendo il titolo conquistato nel 2017, quando la formazione allora guidata in panchina da Sergey Shlyapnikov s’impose sulla coriacea Germania di Andrea Giani 3 set a 2 (25-17, 22-25, 19-25, 25-22, 15-12). Una formazione, quella russa, che già aveva avviato un graduale ricambio generazionale che Sammelvuo dovrà completare, per costruire un ciclo che avrà come primo obiettivo le Olimpiadi di Tokyo (2020) per poi puntare al Mondiale del 2022, che la Russia ospiterà. Tra le protagoniste annunciate dalle manifestazione, l’Italia guidata dallo “Zar” Ivan Zaytsev, desiderosa di riscattare il mondiale casalingo (2018) chiuso al quinto posto e di ritrovare una medaglia che agli europei manca dal 2015, quando conquistò il bronzo, mentre l’ultimo successo degli azzurri risale al 2005. Candidata all’oro è anche la Polonia (campione del mondo in carica), così come la Francia (campione d’Europa nel 2015) che, ospitando le finali, può essere considerata la vera padrona di casa di questa edizione. Nel lotto delle favorite anche la Serbia che, nonostante un’estate difficile, con la mancata qualificazione diretta per le Olimpiadi ed il conseguente cambio in panchina (con Slobodan Kovac al posto di Nikola Grbic), resta una della formazioni più temibili.
La Russia, inserita nel gruppo C della Slovenia, disputerà la fase a gironi nella Arena Stozice di Lubiana (inaugurata nel 2010 e con una capienza di 12.480 posti), affrontando nell’ordine: Turchia (12 settembre), Bielorussia (13 settembre), Macedonia del Nord (14 settembre), Finlandia (16 settembre) e Slovenia (18 settembre).
Stefano Tardi
Roland Garros: Khachanov supera anche Del Potro e stacca il pass per i quarti di finale dello slam parigino
Category: Tennis
3 Aprile 2025
Parigi – Dopo tre turni complessivamente agevoli e superati in scioltezza , Karen Khachanov si è trovato per la prima volta nel torneo ad affrontare il match da sfavorito, almeno secondo le quote dei bookmakers, al cospetto dell’argentino Juan Martin Del Potro, testa di serie numero 8 del torneo, semifinalista nella passata edizione del Roland Garros; un big del cricuito dal curriculum importante: uno Us Open conquistato nel 2009, il Master 1000 di Indian Wells dello scorso anno, l’argento olimpico conquistato a Rio nel 2016 ed una storica Coppa Davis, sempre nel 2016, vinta da protagonista assoluto contro la Croazia a Zagabria. Un giocatore amato dalle folle e capace di portare sempre il tifo dalla sua parte, e non solo quello degli argentini che lo seguono in tutto il mondo. “DelPo”, come è soprannominato, con quel suo dritto spettacolare da molti indicato come il più devastante del circuito.
Il gigante di Tandill (198 cm di altezza, come Khachanov), classe 1988, all’inizio fa valere tutta la sua potenza, serve una altissima percentuale di prime palle impedendo al giovane moscovita di essere pericoloso in risposta. Per inverso l’argentino riesce a farsi minaccioso sul servizio del russo tanto da procurarsi ben cinque palle break (tre nel quinto, due nell’undicesimo gioco) senza però riuscire a concretizzare. Merito anche di Karen, che nei momenti importanti trova il massimo dalla battuta e non consente a Del Potro la possibilità di giocarsi le chance di break. Poi, quando il tie break sembra essere l’epilogo più scontato, arriva la zampata del russo. Dopo cinque turni al servizio praticamente perfetti l’argentino cala il rendimento in battuta e Khachanov è concentrato nel cogliere al volo l’opportunità. Si procura l’unica palla break grazie ad un dritto in avanzamento dal centro del campo e chiude il set grazie ad un errore dell’argentino che manda in rete un tentativo di variazione di rovescio in lungolinea: 7 a 5 dopo 56 minuti. Il successo nel primo parziale dà sicurezza al russo che gioca un secondo set praticamente perfetto.
Comanda lo scambio con regolarità, varia il gioco con qualche smorzata e scende a rete con buona efficacia. Nel secondo gioco trova il break a zero e, grazie ad un ottimo rendimento in battuta, non concede nulla sui propri turni a DelPo, aggiudicandosi il secondo parziale per 6 giochi a 3. Sotto due a zero, nel terzo parziale l’argentino reagisce d’orgoglio. Strappa la battuta a Khachanov nel secondo gioco ma il russo non si scompone, resta lucido, e nel game successivo conquista l’immediato contro break grazie ad un vincente di dritto in lungolinea. L’inerzia del match sembra essere ormai dalla parte del russo che però, nel sesto gioco, incappa in un pessimo turno di servizio consentendo a Del Potro un altro, stavolta decisivo, break. Khachanov prova a pareggiare i conti ma l’argentino ritrova l’efficacia della battuta e, soprattutto, trova nel rovescio, fin li poco efficace (come di consueto suo punto debole), un insperato alleato e porta a casa il parziale: 2 a 1 e match riaperto.
Sono ormai quasi le 21, quando inizia il quarto set, e la sensazione è che, comunque vada, sia l’ultimo di giornata: in caso di vittoria del parziale da parte dell’argentino e conseguente aggancio sul due pari, il rinvio del quinto set al giorno dopo appare scontato. Del Potro prova a sfruttare l’onda lunga del set appena conquistato e si procura due palle break consecutive senza però riuscire a trasformarle. L’occasione non sfruttata pesa sulla testa dell’argentino, così come fisicamente, ormai da un po’, pesano sulle gambe gli scambi lunghi. Nel game successivo, con un doppio fallo regala due opportunità a Khachanov a cui basta la prima, che arriva grazie ad una risposta profonda non controllata da Del Potro, per ottenere il break decisivo. Dà li in avanti, come nel secondo parziale, il russo è impeccabile. Detta lo scambio provando a muovere e l’argentino, sempre più in difficoltà negli spostamenti, per decidere poi il momento in cui accelerare, e quando l’argentino prova a sfondare col dritto Khachanov si difende efficaciemente, riuscendo spesso a ribaltare le sorti dello scambio. Nel sesto gioco si procura altre due palle break, una delle quali grazie ad una splendida demi-volée, ma Del Potro si salva con un vincente di dritto. Fino al nono gioco, quando Khachanov serve per il set. Un rovescio out dell’argentino vale il match point che il giovane russo trasforma con un imprendibile ace al centro: finisce 7-5, 6-3, 3-6, 6-3 dopo tre ore e dodici minuti di battaglia. Un successo che significa la top ten nel ranking ATP ed i quarti di finale, il miglior risultato di sempre per il ventitreenne moscovita in un torneo del grande slam. Prossimo avversario uno specialista della terra, l’austriaco Dominic Thiem.
Stefano Tardi
Roland Garros: Khachanov travolge Klizan e raggiunge gli ottavi di finale
Category: Tennis
3 Aprile 2025
Parigi – L’obiettivo, per tutti, quando si affronta un torneo del grande slam è sempre quello: arrivare alla seconda settimana. Ovvero quando, dagli ottavi di finale in poi, inizia un torneo nel torneo, dove restano solo i migliori. Una fase a cui arrivare possibilmente senza aver speso troppo energie, fisiche e nervose, nei match precedenti, per giocarsi, nel caso specifico, l’ambita coppa dei moschiettieri trovando la miglior condizione proprio quando il gioco si fa duro. Una missione perfettamente compiuta da Karen Khachanov, 23 anni compiuti lo scorso 21 maggio, una settimana prima dell’inizio di questa avventura parigina. Il giovane moscovita, accreditato della teste di serie numero 11, nel primo turno ha travolto il tedesco Stebe (6-1, 6-1, 6-4 in un’ora e trentanove minuti), ha lasciato un solo set al francese Barrere (6-3, 7-6, 0-6, 7-5 in due ore e quarantesei minuti), prima di trovarsi di fronte il sempre temibile slovacco Martin Klizan, numero 55 del mondo, capace di estromettere dal torneo il beniamino di casa Lucas Pouille.
Nei primi due giochi entrambi tengono la battuta a zero. Il primo punto in risposta lo firma il russo, che trova il dritto vincente sul servizio dello slovacco. Un passante di rovescio, invece, porta Kachanov sul 15- 40 che significa due palle break consecutive. Basta la prima: Klizan non tiene lo scambio da fondo e va fuori giri con il dritto. Khachanov tiene ancora la battua nel game successivo confermando il break di vantaggio e strappa nuovamente il servizio allo slovacco che non riesce a tenere da fondo la pressione esercitata dal russo con il dritto. Due errori di fila (un dritto in rete nel tentativo di cercare la variazione in lungolinea ed uno slice di rovescio che supera la riga di fondo) regalano un altro break al russo: 4 ad 1 e parziale in cassaforte. Il set si chiude poco dopo, con Khacahanov che strappa la battuta a zero a Klizan; sei giochi di fila e 6 ad 1 il punteggio finale, dopo appena ventitre minuti. Nel secondo set, però, Khachanov perde efficacia al servizio, dimunendo drasticamente la percentuale di prime in campo (a fine parziale saranno appena il 50%). Nei primi tre giochi si susseguono così altrettanti break (2 ad 1 per lo slovacco). Il russo pareggia il conto dei break nel sesto giocco: un vincente di dritto in lungolinea vale il tre pari. Nel game successivo Khachanov, per la prima volta nel parziale, tiene la battuta e si porta avanti nel punteggio. Nel decimo gioco, sul 5 a 4 per il russo, Klizan si ritrova a servire per provare a restare nel set. Khachanov però è implacabile, gioca un game perfetto e chiude il parziale con due dritti vincenti (il primo in risposta, l’altro al termine di un lungo scambio). Nel terzo e decisivo set Klizan alza il livello di gioco, ma il russo non fa sconti e tiene alta la concentrazione. Nei primi cinque giochi non ci sono palle break; poi, nel sesto, la svolta. Sul trenta pari Klizan regala palla break con un doppio fallo e poi spedisce un rovescio in corridoio: 2 a 4. Khachanov non concede palle break e chiude sul proprio turno di servizio; l’ennesimo dritto vincente il lungolinea vale il match point, trasformato alla prima occasione grazie ad un ace esterno (l’undicesimo della partita). Finisce 6-1, 6-4, 6-3 dopo un’ora e quarantadue minuti.
Un risultato importante, che eguaglia il miglior risultato raggiunto dal russo fin qui negli slam (a Parigi è per la terza volta consecutiva agli ottavi di finale). Un risultato prestigioso, arrivato in un momento tutt’altro che esaltante, con Khachanov che si è presentato al Roland Garros con il non lusinghiero bilancio di 10 vittorie e 12 sconfitte in stagione. Un inizio di 2019 difficile che, ad esclusione dei quarti di finale raggiunti in marzo ad Indian Wells e le due vittorie in Coppa Davisa febbraio, non lo ha mai visto protagonista. A differenza del 2018, culminato con la vittoria nel Master 1000 di Parigi-Bercy e con il record stagionale nel circuito di vittorie sul cemento indoor. Prossimo avveesario, l’argentino Juan-Martin Del Potro, semifinalista lo scorso anno a Parigi, rientrato a Roma (dove ha raggiunto i quarti di finale) dopo un lungo (l’ennesimo) infortunio. Per il russo in palio ci sono i quarti di finale e la possibilità di entrare tra i primi dieci giocatori al mondo.
Stefano Tardi
Roland Garros: sul Philippe Chatrier va in scena il primo acuto di Anastasia Potapova
Category: Tennis
3 Aprile 2025
Parigi – Le prime volte non si dimenticano mai, sono destinate a lasciare il segno, a restare impresse nella mente, ricordi indelebili che segnano vite, storie, carriere. Le urla di gioia, la commozione di questo 26 maggio 2019, saranno emozioni che Anastasia Potapova si porterà per sempre nel cuore. La prima vittoria al Roland Garros, lo slam parigino, da debuttante. Non è stata la prima vittoria in assoluto in un torneo dello slam. Quella era già avvenuta qualche mese fa, a Melbourne, quando era ancora diciassettenne. 15 gennaio, primo turno dell’Australian Open, un’ora e quarantatre minuti per avere la meglio sulla veterana francese Pauline Parmentier (6-4, 7-6). Ma lì, non c’erano i riflettori, niente luci della ribalta. Stavolta, invece, match di primo turno in programma sul leggendario Philippe Chatrier, il campo centrale di Parigi, uno di quei luoghi dove si scrive la storia del tennis. Il nuovo Chatrier, ristrutturato ed ammodernato, è stato così inaugurato dal match tra la numero 5 del tabellone Angelique Kerber (ex numero uno della classifica WTA, tre titoli slam in bacheca) e, per l’appunto, Anastasia Potapova, presentatasi esordiente nello slam parigino da numero 81 al mondo.
La giovane russa, nata a Saratov il 30 marzo 2001, è entrata in campo decisa, determinata a far sua la partita, a comandare lo scambio, per nulla intimorita né dal prestigio dell’avversaria né dalla responsabilità di giocare sullo Chartier. Anastasia ha iniziato a picchiar duro, come è solita fare, già dal primo game al servizio, tenuto agevolmente. Nel secondo gioco, un gran rovescio lungolinea le ha regalato la prima palla break, sprecata da un tentativo di drop shot, non perfettamente eseguito, che ha consentito alla tedesca di arrivare sulla pallina e portare il game ai vantaggi. Anastasia però non si è scomposta, ha ricominciato a pressare da fondo campo costringendo la Kerber a due errori di fila, strappandole così la battuta. Match iniziato come meglio non si potrebbe ma l’impazienza, la giovanile frenesia, se non controllata, rischia di produrre anche conseguenze negative. La ricerca della potenza e della profondità ad ogni costo, unitamente alla volontà di chiudere il punto velocemente, portano Potapovaa commettere qualche errore gratuito di troppo, regalando alla tedesca, senza sforzo, l’immediato contro break e, nel game successivo, l’aggancio sul due pari. A questo punto la giovane russa ha il merito di leggere la partita, di intuire che contro una delle migliori giocatrici in fase difensiva del circuito (se non la migliore), che sa perfetttamente appoggiarsi alla spinta dell’avversaria, serve la pazienza di saper giocare qualche colpo in più, reggere gli scambi lunghi aspettando il momento giusto per sfoderare il vincente senza forzare troppo, senza prendere rischi eccessivi, contenendo l’irruenza. Muovere l’avversaria, variare il gioco, magari anche con qualche palla corta, e perchè no insistendo sul gioco in contropiede, approfittando delle non perfette condizioni della Kerber.
La strategia funziona, Potapova si porta a condurre 5 giochi a 4 e la tedesca si ritrova a servire per restare nel set. Kerber si porta sul 40-0 ma la giovane russa infila sei punti consecutivi (il primo, una splendida palla corta – l’ultimo, un poderoso diagonale di rovescio) e si aggiudica il primo set 6 giochi a 4. Il secondo parziale è, di fatto, un lungo assolo della Potapova che s’invola sul 4 a 0 prima di avere un piccolo passaggio a vuoto, un momento di esitazione, che porta la tedesca sul 2 a 4 ad un solo break di distanza. Ma è solo un attimo, la giovane russa riprende la sua strada e chiude trionfalmente il match (6-4, 6-2) in un’ora e quattordici minuti.
Certo, si dirà che quella vista sullo Chatrier non era la migliore Kerber, che la terra rossa non è la sua superficie prediletta, che la tedesca non giocava un match dal 5 maggio in seguito ad un infortunio che, per sua stessa ammissione nella conferenza stampa pre match, aveva rischiato di mettere in dubbio la sua partecipazione allo slam parigino. Tutto vero, come evidenziato anche dalle due vistose fasciature alle caviglie della tedesca. Vero è anche, però, che Anastasia è entrata determinata fin da subito, ha mostrato carattere, non ha ceduto all’emozione, ha saputo mantenere alta la concentrazione nei momenti importanti non consentendo ad una giocatrice esperta come la Kerber di rientrare in partita. Segnali di crescita, da una ragazza da poco maggiorenne, formatasi nell’accademia di Alexander Ostrovsky (suo manager), che alla fine del 2016, neanche sedicenne, annunciava il ritiro dalla categoria juniores per esordire nel circuito professionistico. Un successo che segna anche il primo importante risultato da quando a seguirla nel suo angolo c’è, da pochi giorni, Iain Hughes (ex coach di giocatrici come Elina Svitolina e Belinda Bencic), che ha preso il posto della sua storica allenatrice, Irina Doronina.
Stefano Tardi
Roland Garros: inizia a Parigi l’Open di Francia, lo slam che ha fatto la storia del tennis russo
Category: Tennis
3 Aprile 2025
Parigi – Dopo Madrid e Roma, la stagione su terra rossa raggiunge il momento più alto ed atteso dell’anno con ilRoland Garros, secondo slam stagionale. Un torneo, quello parigino, particolarmente ricco di significato nella storia del tennis russo. Nel 1996, infatti, sul Philippe Chatrier, Evgeny Kafelnikov conquistò la Coppa dei Moschettieri e divenne il primo giocatore russo nella storia ad aggiudicarsi un titolo del grande slam, superando in tre set il tedesco Michael Stich (7-6, 7-5, 7-6). Anche in ambito femminile Parigi è stata la terra dove si è scritta la storia. Nel memorabile 2004, il 5 giugno resta una data indelebile; sul Philippe Chatrier, sotto gli occhi dell’ex presidente Boris Eltsin, due russe scendono in campo per regalarare alla Russia il primo titolo dello slam: Anastasia Myskina e la connazionale Elena Dementieva, con la prima ad alzare al cielo la Coppa Suzanne Lenglen e ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo imponendosi 6-1, 6-2. Nel 2009, in un’altra finale tutta russa, Svetlana Kuznetsova conquista il suo secondo titolo slam in carriera (dopo lo Us Open del 2004) superando Dinara Safina (6-4, 6-2). Tre finali consecutive e due successi per Maria Sharapova, nel 2012 su Sara Errani (6-3, 6-2) e nel 2014 su Simona Halep (6-4, 6-7, 6-4). Da ricordare anche il 2013, con il successo in doppio della coppia formata da Elena Vesnina ed Ekaterina Makarova su quella italiana composta da Sara Errani e Roberta Vinci (7-5, 6-2).
Anche questa edizione vedrà una nutrita partecipazione di atleti russi, soprattutto in ambito femminile. Nella parte alta del tabellone, al primo turno sarà derby tra Margarita Gasparyan, ammessa direttamente nel main draw, e la qualificata Anna Blinkova; Evgeniya Rodina si troverà di fronte la statunitense Madison Keys. Primo turno decisamente complicato per Vitalia Diatchenko: la tennista di Sochi dovrà infatti fronteggiare Serena Williams e la sua determinazione nel cercare il ventiquattresimo titolo slam in carriera. Daria Kasatkina (unica testa di serie russa, numero 21) è attesa al primo turno dalla qualificata italiana Jasmine Paolini; Ekaterina Alexandrova affronterà la testa di serie numero 30 Mihaela Buzarnescu, mentre l’esperta Vera Zvonareva si troverà di fronte la qualificata Aliona Bolsova Zadoinov. Nella parte bassa, invece, primo turno di prestigio per Anastasia Potapova, opposta alla tedesca Angelique Kerber (tre titoli slam in carriera) e Veronika Kudermetova che si troverà di fronte l’ex numero del mondo Caroline Wozniacki; la veterana Anastasia Pavlyuchenkova incrocerà le racchette con Mandy Minella, mentre l’ex detentrice del titolo Svetlana Kuznetsova si troverà di fronte la qualificata Kristina Kucova. Dalle qualificazioni hanno raggiunto il tabellone principale anche Sofya Zhuk (opposta alla tedesca Laura Siegemund) e Liudmila Samsonova, attesa dalla croata Donna Vekic. Assente Maria Sharapova, ancora infortunata.
In campo maschile occhi puntati su Karen Khachanov (testa di serie numero 10), inserito nella parte alta del tabellone, che al primo turno sarà opposto al tedesco Marcel-Cedric Stebe. Nella parta bassa del tabellone, invece, Daniil Medvedev (testa di serie numero 12) se la vedrà con il francese Pierre-Hugues Herbert. Ostacolo francese anche per Alexey Vatutin (arrivato dalle qualificazioni), opposto a Corentin Moutet.
Stefano Tardi
Roma, iniziato il tour delle “canzoni della vittoria” con il coro Turetskij
Category: Eventi
3 Aprile 2025
Il coro Turetskij in 14 città per commemorare la fine della Seconda Guerra Mondiale ed i valori della pace.
È iniziato da Roma il primo maggio il tour mondiale “Unity songs” del leggendario coro Turetskij, formazione musicale russa accompagnata in quest’occasione dal gruppo Soprano. Al teatro Auditorium della Conciliazione il coro guidato da Mikhail Turetskij ha eseguito le canzoni tradizionali russe e quelle ispirate dagli anni della Seconda Guerra Mondiale (chiamata in Russia “Grande Guerra Patriottica“), oltre a brani dedicati esclusivamente al pubblico italiano.
Il concerto, gratuito in quanto sostenuto dal Governo di Mosca e dai Ministeri degli Affari Esteri e della Cultura russi, ha visto il tutto esaurito (per prenotare il posto era sufficiente iscriversi online sul sito unitysongs.moscow).
L’iniziativa inaugurata a Roma è proseguita in questi giorni a Parigi e Washington, e continuerà poi in diverse altre città europee, nord americane e cinesi fino al 3 luglio, sempre in forma gratuita. L’appuntamento tradizionale e forse più atteso è tuttavia quello del 9 maggio, celebrato in Russia come Giorno della Vittoria contro la Germania nazista, data in cui il coro si esibirà a Mosca.
La serie di concerti costituisce dunque una vera maratona musicale che, nell’idea degli organizzatori, è volta a portare in giro per il mondo le note non soltanto dei valori della lotta al nazifascismo, ma in generale quelli della pace e dell’unità. Il progetto, ideato dallo stesso Turetskij, decorato Artista Nazionale della Russia, era nato nel 2015 dalla sola città di Mosca ed in appena quattro anni è giunto ad espandersi in più continenti. E per il prossimo anno si prevede una realizzazione ancora più in grande, per celebrare il settantacinquesimoanniversario della Vittoria.