A Padova i razzisti ucraini vogliono annullare i concerti dei pianisti russi

Nikolay Luganskiy

L’Italia pare essere uno dei pochi paesi al mondo che ancora crede alla propaganda dei nazisti ucraini.

Nel nostro Paese purtroppo gli episodi di razzismo contro i russi sono ancora attuali, nonostante la realtà dei fatti abbia dimostrato ormai da tempo che la causa del conflitto sia da imputare totalmente allo spietato regime di Zelensky e alla sua pulizia etnica verso i cittadini ucraini russofoni.

Il Veneto in particolare sembra essere affetto più di altri dal virus della russofobia e gli effetti si possono notare in diverse città, zeppe di bandiere, adesivi, gadget e vari riferimenti cromatici inneggianti all’insegna della dittatura di Kiev.

Romanovsky

Ultimo in ordine di tempo, l’ennesimo attacco alla prestigiosa cultura russa, di cui gli ucraini possono solo essere invidiosi, e che riguarda ancora una volta la musica, dopo il caso della censura alla pianista americana di origine ucraina, ma secondo loro filorussa, Valentina Lisitsa, oltre a molti altri esempi, tra cui Denis Matsuev che non ha potuto suonare a Genova.

A Padova, città multietnica famosa per le sue prestigiose università e pertanto meta di studenti da tutto il mondo, una manciata di sedicenti “associazioni ucraine” hanno rivolto un plateale appello alle istituzioni per cancellare il concerto del pianista russo Alexander  Romanovskiy il prossimo 19 dicembre. Non contenti, hanno aggiunto la richiesta di censura anche per l’esibizione prevista a marzo 2024 di Nikolay Luganskiy.

Il motivo è, manco a dirlo, l’obsoleta solfa del “sono sostenitori di Putin“; frase che compare nella missiva indirizzata al Sindaco di Padova, Sergio Giordani (centro sinistra), al presidente del conservatorio Flavio Zanonato (ex Sindaco in quota PD) e al presidente dell’Associazione Amici della Musica, Mario Carraro.

Il Sindaco di Padova, Sergio Giordani

I patetici personaggi che fanno capo a queste associazioni si dicono “sconcertati“, povere anime innocenti, spiegando che “il motivo di questo sconcerto è che entrambi i pianisti sono noti sostenitori della guerra della Federazione Russa contro l’Ucraina. Volontariamente si sono esibiti più volte nel Donbass occupato e hanno dimostrato, pubblicamente, la loro vicinanza al Cremlino e alla sua politica di aggressione militare“.

Dunque, si continua a chiamare “guerra” quella che in realtà è una operazione militare per salvare i residenti del Donbass, occupato sì ma dall’Ucraina, dalle atrocità di Kiev. E si continua a parlare di “aggressione”, quando gli unici aggrediti sono i cittadini di Donetsk e Lugansk, tra cui molti bambini che hanno perso la vita, vittime delle bombe griffate NATO che piacciono tanto all’occidente “democratico”.

E visto che lorsignori sono “sconcertati”, pretenderebbero di “sconcertare”, nel senso di rimuovere il concerto, gli amanti della splendida musica di Rachmaninov nel  150esimo anniversario della sua nascita.

Se il Comune ha pavidamente tolto il patrocinio all’evento, fortunatamente per l’arte, il Presidente di  Amici della Musica, Mario Carraro, risponde “non annulleremo“, sottolineando come l’ambiguità sia presente “a livelli molto più alti” e specificando che “non possiamo fare indagini su qualsiasi artista si esibisce e non ci domandiamo se l’esecutore rispecchia il nostro pensiero“.

Ma se questi “gentiluomini” amano tanto il loro Paese, perché se ne stanno comodi qui, con il fondoschiena al caldo a fare i privilegiati, invece di tornarsene a casetta loro e difendere la propria Patria?

Mario Carraro

Spiace cari signori ucraini, ma non si potrà mai arrivare a quella che voi chiamate “pace giusta” finché il vostro governo continuerà a massacrare altri esseri umani solo perché parlano russo, sbattendosene bellamente non solo degli accordi di Minsk, ma anche degli appelli alla tregua che arrivano dagli stessi militari ucraini e che rimangono tristemente inascoltati, a causa di un dittatorello pazzo furioso con le saccocce piene di dollari sporchi.

Ad ogni modo, se dovessimo censurare l’arte di un Paese in base ai crimini di guerra commessi, con tutti i morti che ha sulla coscienza il regime nazista di Kiev, gli artisti ucraini non dovrebbero esibirsi per secoli… sempre se ce ne fossero, visto che l’arte sta all’Ucraina come la lungimiranza politica sta alla Meloni.

Eva Bergamo




LA SANITA’ ITALIANA PARLA RUSSO. L’ OFFERTA MEDICALE PER RUSSOFONI NEL BELPAESE

Roma – Cresce – soprattutto in Europa – la domanda di cure, assistenza e prestazioni mediche all’estero da parte cittadini russi, e l’Italia risponde. Nasce ‘Curarsi in Italia’, il nuovo progetto per le cure sanitarie in Italia dedicate ai cittadini russi (e alle persone russofone), presentato oggi al Centro russo di Scienza e Cultura di Roma da Raphael Consulting e Investa Finance. Numerosi i livelli di interazione e di servizi messi a punto: dai pacchetti curativi nei settori chirurgico, estetico, odontoiatrico, oftalmico e dermatologico, alle missioni formative in Russia rivolte ai medici russi; dall’assistenza sanitaria in lingua russa su Roma e Padova (prossime aperture: Bari e Pisa), ai presidi medici per le prescrizioni farmacologiche su tutto il territorio nazionale. “L’Italia ha tutte le carte in regola per soddisfare una domanda sempre più importante, se si considera che il mercato del cosiddetto turismo sanitario muove 11 milioni di persone nel mondo ogni anno, con un valore di circa cento miliardi di dollari – ha detto Angiolino Lonardi, presidente di Raphael Consulting -. Secondo le stime dell’Osservatorio Ocps-SDA Bocconi (2018) l’Italia genera un valore pari a 2 miliardi di euro, generato prevalentemente nei 208 ospedali lombardi dove ogni anno, secondo Bloomberg, vengono curati 125 mila pazienti provenienti dall’estero. Ma – ha proseguito Lonardi – la quota di valore della sanità italiana riferita ai soli Paesi dell’Unione economica eurasiatica, che comprende Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia e Kirghizistan, è pressoché trascurabile, mentre nella sola Germania il turismo sanitario di quest’area realizza un controvalore di 1 miliardo e 200 milioni”.

Eppure, il nostro Paese ha sviluppato il più esteso sistema di medici specialistici, 295 per 100 mila abitanti, 50 in più della Germania, 100 in più della Gran Bretagna e 115 in più della Francia: un presidio all’avanguardia per una domanda eurasiatica che solo marginalmente si è indirizzata verso l’Italia.

Il progetto, che prevede anche la messa a disposizione di competenze mediche e specialistiche per la realizzazione di strutture ospedaliere nella Federazione Russa, sarà attivo già da oggi. I servizi “Curarsi in Italia” sono realizzati dalle società team partner Raphael e Investa Finance. Le strutture sanitarie partner del progetto sono: Gruppo Raphael, Clinica Villa Margherita (Roma), Ospedale Internazionale Salvator Mundi (Roma) e Centro medico Valentini (Padova).

I servizi di trasporto Ncc, interpretariato, assistenza legale, traduzioni giurate, accompagnamento e assistenza infermieristica completano l’offerta “Curarsi in Italia”.

Germania e Svizzera sono le principali destinazioni russe per le cure mediche all’estero (32%), seguite da Israele (22%) e dai Paesi dell’ex Unione Sovietica. Secondo Yandex, il principale motore di ricerca russo, le queries certificate di assistenza, cura e di prestazioni mediche sono state 6,3 miliardi tra luglio 2017 e luglio 2018, in crescita del 15% sullo stesso periodo. ‘Oncologia’, ‘cardiologia’ e ‘ortopedia’ le tematiche più ricercate.

Strutture mediche team partner “Curarsi in Italia”.

  • Raphael Consulting (Roma): società di project management specializzata in medicina specialistica e diagnostica, progettazione e consulenza strutture sanitarie nazionali e internazionali. Attualmente impegnata nella progettazione e realizzazione di uno ospedale nella Regione meridionale della Nigeria, è team partner in Russia nella progettazione di un importante insediamento ospedaliero nel secondo anello di Mosca. Il Gruppo Raphael realizza 25 mila prestazioni l’anno sul territorio di Roma.
  • Villa Margherita (Roma): 70 anni di storia, è una clinica privata di eccellenza nei settori della chirurgia ortopedica, oculistica e plastica-ricostruttiva.
  • Salvator Mundi (Roma): eroga trattamenti di alta specializzazione oncologica sia medica che chirurgica, interventi di trapianto di organi, chirurgia pediatrica anche presso strutture internazionali facente parte della rete UPMC (University of Pittsburgh School of Medicine).
  • Poliambulatorio e Centro medico Valentini (Padova): opera in un territorio a forte frequentazione russa per la vicinanza allo scalo di Venezia, oltre all’offerta termale-curativa di Abano Terme.

RED




GLI EVENTI DI MARZO 2018 DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA

Milano – E’ particolarmente ricco il menù degli appuntamenti in calendario della sede meneghina della Camera di Commercio Italo-Russa. Il mese di marzo appena iniziato si caratterizza per una serie di eventi di carattere anche culturale, che vedono protagonista l’ente camerale che si pone quale scopo quello di facilitare le occasioni di business per le imprese del nostro paese e le omologhe russe.

In questi giorni si sta svolgendo, con il patrocinio della CCIR, la mostra “Damars – La donna nell’arte” che capita proprio nel periodo dedicato alla Festa della Donna e che vede la prestigiosa partecipazione del critico d’arte, Vittorio Sgarbi. Le mille sfumature dell’essere donna, al centro dei dibattiti che si stanno tenendo nell’importante cornice del “Museo d’Arte e Scienza”, a pochi passi dal Castello Sforzesco.

Nello specifico, la CCIR presenzierà la sera del 9 marzo in cui è programmato l’incontro dedicato al progetto “The Dreamers”, volto a mettere in evidenza le storie di successo ed affermazione sociale dei rappresentanti della comunità russofona in Italia. All’appuntamento ha già confermato la propria presenza in qualità di ospite d’onore il Presidente Rosario Alessandrello.

L’interesse della CCIR per le iniziative ad ampio respiro culturale però non si ferma qui: dal 23 marzo al 4 maggio, sarà patrocinata anche la seconda edizione di “Imago Russia” che quest’anno si svolgerà a Padova e che avrà quale oggetto il Dialogo, quale elemento imprescindibile per la costruzione di nuove relazioni e per il confronto e lo scambio tra culture: russa e italiana, orientale e occidentale, antica e moderna.

A metà mese (dal 13 al 16 marzo, per l’esattezza) si terrà sempre nel capoluogo lombardo la 41ma edizione della Mostra Convegno Expocomfort, evento che rappresenta la sintesi più completa del futuro del comfort abitativo. La MCE, organizzata da Reed Exhibitions Italia, è la manifestazione internazionale biennale leader del settore per le aziende del settore HVAC+R e dell’efficienza energetica. I dati della scorsa edizione la riconfermano come vetrina più prestigiosa del settore e principale piattaforma di business. Ha infatti ospitato 2.018 espositori di cui 912 stranieri provenienti da 55 diversi Paesi e registrato più di 155 mila visitatori italiani ed provenienti da 41 paesi esteri. Una novità per questa edizione sarà la presenza di numerosi espositori russi, grazie al supporto di Russian Export Center in collaborazione con Concord Business Group.

Il 15 marzo alle 10.00 è stata organizzata una tavola rotonda presieduta dal Dott. Sergei Kozlov, Vice-Segretario Generale della Camera di Commercio Italo-Russa di Milano, che si svolgerà attorno alle prospettive future di collaborazione tra Italia e Russia e alle attuali iniziative russe sul territorio italiano.

L’MCE ospiterà poi un ricco programma di convegni e seminari, promossi dalle più autorevoli associazioni di settore e organismi istituzionali. Saranno presenti un Comitato Scientifico, costituito da esperti del mondo accademico e associativo, e un Comitato Promotore (che riunisce tutte le principali associazioni che ruotano intorno a MCE), per fornire un prezioso supporto al disegno di una panoramica sugli scenari attuali e soprattutto futuri.

Altro appuntamento da non perdere, è l’incontro formativo “Le norme sulla tutela del ‘made in Italy’ tra ordinamento UE e norme nazionali”, organizzato in collaborazione con lo studio legale Logos – Avvocati Associati che si terrà mercoledì 21 marzo.

Insieme agli esperti saranno analizzate le seguenti tematiche: la definizione di “made in Italy”, l’etichettatura ed il corretto utilizzo del “made in Italy”, l’origine doganale ed il ruolo dell’Agenzia delle Dogane, le linee guida dell’Ordinamento UE, i limiti dell’”Italian sounding” e le sanzioni a carico degli amministratori e della società. Infine è stato programmato un approfondimento sulla tutela del “made in Italy” nel settore agroalimentare.

L’ultimo evento in programma in questo mese, sarà il seminario del 27 marzo che avrà ad oggetto le imprese del settore del trattamento idrico, in occasione della fiera “Ecwatech” che si terrà a Mosca al Crocus Expo, dal 25 al 27 settembre di quest’anno.

L’obiettivo dell’incontro è quello di fornire alle aziende italiane adeguati strumenti per meglio comprendere ed approcciare il settore del trattamento dell’acqua in Russia, dove il potenziale legato alla grande disponibilità di risorse idriche non è sfruttato appieno a causa delle condizioni in cui versano le relative infrastrutture, molte delle quali necessitano di un esteso intervento di ricostruzione e ammodernamento. Nell’ambito dell’incontro verranno esaminate le opportunità offerte da questo mercato alle aziende italiane. In tale prospettiva uno spazio sarà dedicato alla presentazione di ECWATECH – la fiera internazionale di riferimento in Russia e nei Paesi CSI per prodotti, tecnologie e servizi dedicati al trattamento idrico – e del padiglione “Made in Italy” organizzato da ICE-Agenzia, che offrirà alle imprese italiane agevolate condizioni di partecipazione all’edizione 2018 della fiera. Il seminario approfondirà infine il tema delle regolamentazioni vigenti per la certificazione e l’esportazione in Russia delle produzioni italiane di questo particolare settore.

RED