Al via la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma: “Bad Times at The El Royale” di Drew Goddard inaugura il programma

Roma – Al via domani, giovedì 18 ottobre, la tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma che si terrà fino al 28 ottobre con la direzione artistica di Antonio Monda, prodotta dalla Fondazione Cinema per Roma guidata da Laura Delli Colli, con Francesca Via, Direttore Generale. L’Auditorium Parco della Musica sarà il fulcro dell’evento, con le sue sale di proiezione e il red carpet. Come ogni anno, la Festa coinvolgerà numerosi altri luoghi della Capitale, dal centro alla periferia. “Sono particolarmente entusiasta di annunciare l’ottimo andamento delle prevendite che hanno fatto registrare un incremento di biglietti acquistati dell’otto per cento che già premia l’alta qualità dei film e la scelta di grandi personalità del cinema di partecipare alla Festa di Roma a prescindere dall’aspetto promozionale” ha detto Antonio Monda. Viste le numerose richieste, la Festa del Cinema ha organizzato un secondo appuntamento con Martin Scorsese, che incontrerà il pubblico prima della proiezione di San Michele aveva un gallo (mercoledì 24 ottobre ore 16 Sala Petrassi). A seguito del successo riscosso dal film di preapertura 1938 – Quando scoprimmo di non essere più italiani di Pietro Suber, il pubblico potrà assistere a una replica della proiezione domenica 21 alle ore 16 presso la Casa del Cinema.

Domani, giovedì 18 ottobre, alle ore 19.30, la Sala Sinopoli dell’Auditorium ospiterà il film di apertura della Selezione Ufficiale, Bad Times at the El Royale (7 sconosciuti a El Royale). L’opera seconda di Drew Goddard – autore della sceneggiatura di Cloverfield e The Martian, che gli è valsa una candidatura all’Oscar®, creatore della serie NetflixDaredevil e regista di Quella casa nel bosco – rientra nella grande tradizione del noir: all’interno di un misterioso e fatiscente hotel al confine tra California e Nevada, l’El Royale sul lago Tahoe, si incontrano sette estranei, ognuno con un passato da nascondere e un segreto da proteggere. La notte del loro incontro sarà un momento decisivo: tutti avranno un’ultima, fatidica possibilità di redenzione. A presentare il film, ci saranno il regista e la giovane protagonista, Cailee SpaenyBad Times at the El Royale andrà in replica alle ore 20 presso la Sala Petrassi e alle ore 21.30 alla Cinema Hall.

Due le mostre che saranno inaugurate presso l’Auditorium Parco della Musica.

Three Minutes” di Riccardo Ghilardi (Foyer Sala Sinopoli e Foyer Sala Petrassi) accompagna lo spettatore in un viaggio attraverso i volti del cinema, colti in quei luoghi iconici che ogni anno diventano vetrina della fabbrica dei sogni: Cannes, Venezia, Berlino, Los Angeles con gli Oscar® e i Golden Globe, e ancora Toronto, Roma, New York e tanti altri. La mostra presenta circa cinquanta ritratti realizzati da Ghilardi, fotografo ritrattista dell’agenzia internazionale Contour by Getty Images, nel corso della sua vita artistica e professionale, durante i suoi anni vagabondi tra i festival internazionali di cinema. La mostra è realizzata in collaborazione con Rai Cinema e con il sostegno di Istituto Luce Cinecittà.

In continuità con l’impegno dell’anno passato, nell’ambito del progetto promosso dal Dipartimento per le Pari Opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri volto alla prevenzione e al contrasto alla violenza alle donne, la Festa del Cinema dedica nuova particolare attenzione a questo tema. La mostra “Riso Amaro”, presso il Villaggio del Cinema, ospita una selezione di opere di illustratori, grafici, disegnatori, umoristi di tutto il mondo: il titolo dell’esposizione parafrasa quello del film di Giuseppe De Santis (1949), dedicato alle durissime condizioni di vita delle mondine, in cui si consuma uno stupro di cui è vittima la protagonista. L’esposizione, con la forza della creatività e il linguaggio graffiante della satira, affronta un argomento serio e attuale, nella convinzione che la satira declinata in forma grafica possa svolgere un’importante funzione di riflessione e di denuncia: un vero e proprio manifesto per dire “Mai più violenza contro le donne”. La mostra è a cura della Associazione Culturale Festival Grafico, con l’ideazione e la direzione artistica di Julio Lubetkin e la consulenza di Marilena Nardi.

Fra gli Altri eventi della Festa, al via la programmazione presso il Cinema Trevi. Fino a domenica 21 ottobre, si terrà la rassegna dal titolo “Antonella Lualdi, diva con grazia”: alle ore 17 sarà proiettato Abbiamo vinto! di Robert A. Stemmle, alle ore 18.30 Il cappotto di Alberto Lattuada, alle ore 20.30 Cronache di poveri amanti di Carlo Lizzani.

RED




TUTTI I VINCITORI DELLA 74a MOSTRA INTERNAZIONALE D’ARTE CINEMATOGRAFICA DI VENEZIA

Venezia – Qualcuno ha detto che quello dell’edizione 2017 della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, è un Leone d’Oro da 110 chili, facendo riferimento al peso del messicano Guillermo Del Toro che ha appunto vinto con il suo magico “The Shape of Water”.

Alessandro Borghi, madrino del Festival di Venezia 2017, in Gucci “illuminante”, nella introduzione alla serata finale, ha raccontato il suo festival e insieme rivelato il segreto di un’edizione “speciale”, che ha davvero puntato sul cinema, le sue storie, i suoi personaggi, i suoi background. L’attore romano ha ringraziato famiglia, fidanzata, Claudio Caligari (il regista che l’ha lanciato con Non essere cattivo) e tutti gli incontri/sogni/momenti della sua Venezia 2017. Ha citato Jim Carrey visto di persona e sullo schermo, la colazione di Donald Sutherland, i divi incrociati… La sua vita privata (reale) e il mondo dei suoi sogni (coronati).

Venezia 2017 è stato un mix di tutto. Di America, Italia, Giappone, Libano… Di tante nazionalità come quelle della giuria, come ha ricordato la presidenta Annette Bening. Di fantasy e di musical (partenopeo…). Un documentario lungo 3 ore sulla più grande biblioteca newyorchese e la storia di un ragazzo che attraversa gli States con un cavallo da corsa.

Un western australiano premiato a sorpresa (Sweet Country, con tanto di aborigeni) e un attore teatrale palestinese venuto dal Libano e dalla sua storia di guerre senza fine alla sua prima prova da professionista e premiato con la Coppa Volpi (per il piccolo bellissimo e bellico The Insult)…

#Venezia74 è stato Charlotte Rampling che è Hannah e che ha ritirato la sua Coppa Volpi con la stessa giacca Giorgio Armani Privé con cui si era presentata al photo call del film.

E ancora… Una cantante bellissima e famosissima in fuga dalla sua bellezza e dalla sua fama (il vincitore della sezione Orizzonti Nico, 1988: con una protagonista, Trine Dyrholm davvero speciale, e un film di due antropologi su un caso famosissimo di cannibalismo (Caniba, film scandalo annunciato e premiato nella sezioni Orizzonti)…

La realtà virtuale (new entry, con una sezione e tre premi tutti suoi) e la tv (Suburra, i Leoni d’Oro alla carriera a Jane Fonda e Robert Redford e via così. Col mondo e i film riuniti al Lido di Venezia per 10 giorni e con pochissime delusioni.

Il Festival  è organizzato dalla Biennale di Venezia, una delle più importanti istituzioni culturali al mondo. Il nome esatto del festival è “Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica”. È considerato importante sia per il cinema in quanto arte (l’anno scorso vinse un film filippino in bianco e nero, lungo più di tre ore, con lunghe inquadrature fisse) sia per il cinema dal punto di vista economico e sociale, che dà del lavoro ad alcune persone e ne fa divertire o emozionare altre.

Il festival di Venezia è il più antico del mondo (arrivò un paio d’anni dopo gli Oscar, ma quelli sono premi, non un festival con proiezioni di film nuovi) ed è anche piuttosto importante: già da qualche anno se ne parla come di una rampa di lancio per gli Oscar” perché capita spesso che i film prestigiosi che vengono presentati finiscano poi per vincere come Miglior film agli Oscar, com’è successo nel 2015 e nel 2016 con Birdman e con Spotlight. Un anno fa a Venezia fu presentato La La Land, che poi vinse l’Oscar per il Miglior film solo per un paio di minuti. Oltre a La La Land, che comunque è andato molto bene sotto diversi punti di vista,  un anno fa a Venezia furono mostrati per la prima volta anche Arrival, Jackie, Animali notturni e i primi episodi di The Young Pope. Nel 2016 il Leone d’oro fu assegnato a The Woman Who Left, il 19º film del regista filippino Lav Diaz: molto noto tra i critici, quasi sconosciuto a gran parte del pubblico.

Ecco tutti i vincitori del Festival del Cinema di Venezia 2017, compreso i tre neonati Venice Virtual Reality Awards:

– Leone d’oro per il miglior filmThe Shape of Water di Guillermo del Toro
Gran premio della giuriaFoxtrot di Samuel Maoz
Leone d’argento per la miglior regiaXavier Legrand per Jusqu’à la gard 
Coppa Volpi per la miglior interpretazione femminile: Charlotte Rampling per Hannah
Coppa Volpi per la miglior interpretazione maschile: Kamel El Basha per L’insulte
Miglior sceneggiaturaMartin McDonagh per Tre manifesti a Ebbing, Missouri
Premio Marcello Mastroianni (a un attore emergente): Charlie Plummer per Lean on Pete
Premio speciale della giuriaSweet Country di Warwick Thornthon
Miglior film della sezione Orizzonti: Nico, 1988 di Susanna Nicchiarelli
Premio Leone del futuro per la miglior opera primaJusqu’à la garde di Xavier Legrand

La giuria che ha assegnato i premi principali era presieduta quest’anno dall’attrice statunitense Annette Bening e ne facevano parte: la regista e sceneggiatrice rumena Ildikó Enyedi, il regista messicano Michel Franco, il regista Edgar Wright, il regista cinese Yonfan, il critico cinematografico David Stratton, e le attrici Rebecca Hall, Anna Mouglalis e Jasmine Trinca. Durante quest’edizione del festival sono stati assegnati anche due Leoni alla carriera, a Jane Fonda e a Robert Redford, prima della proiezione di Le nostre anime di notte, il loro film fuori concorso.

Durante la cerimonia sono stati anche assegnati dei premi per la Miglior storia in realtà virtuale (a Bloodless), per la Miglior esperienza in realtà virtuale (a La camera insabbiata) e per la Miglior realtà virtuale (a Arden’s Wake).

Il film The Prince and the Dybbuk ha vinto il Premio Venezia Classici per il Miglior documentario sul cinema; il premio per il Miglior film restaurato è andato a Idi Smotri. Il Premio per il Miglior cortometraggio è andato a Gros Chagrin. Il premio per il Miglior attore della sezione OrizzontiNavid Mohammadzadeh, quello per la Miglior attrice della sezione orizzonti a Lyna Khoudri. Il premio per la Miglior regia della sezione Orizzonti l’ha vinto Vahid Jalilvand per il film Bedoune Tarikh Bedoune Emza.

RED



L’album con tutte le foto di #Venezia74