NUOVE STELLE PER LA TRAVIATA ALL’ARENA DI VERONA

Verona – La Traviata di Giuseppe Verdi va in scena giovedì 22 agosto alle 20.45 ( repliche: 30 agosto, 5 settembre – ore 20.45) con nuovi straordinari interpreti: l’applaudita Lana Kos nei panni della protagonista, accanto al tenore americano Costello, al suo esordio assoluto all’Arena di Verona, e al grande baritono Enkhbat, all’esordio nel ruolo. Daniel Oren guida i complessi artistici areniani nell’ultimo sogno di Franco Zeffirelli.

Dopo il pienone e lo strepitoso successo dello scorso 17 agosto, il capolavoro di Verdi torna per conquistare il pubblico areniano con nuove stelle tra le migliori dell’Opera di oggi. Sono tutti ancora molto giovani ma già afffermati sui palcoscenici più importanti del mondo i nuovi interpreti principali de La Traviata. Per le ultime tre recite infatti la protagonista è Lana Kos, soprano croato già acclamato a Verona proprio come Violetta Valéry e qui per la prima volta nella nuova produzione firmata da Franco Zeffirelli, estremo lascito registico e scenografico del maestro fiorentino. È un esordio assoluto all’Arena quello del tenore di Philadelphia Stephen Costello, già premio Tucker e ora star irrinunciabile di teatri come il Metropolitan di New York, nei panni di Alfredo per le ultime tre repliche di La Traviata. Con loro fino a settembre il possente baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, già Amonasro e protagonista di Rigoletto e Nabucco nelle ultime edizioni del Festival, debutta nel ruolo di Germont padre.

La locandina comprende nelle parti di fianco altri cantanti di assoluto rilievo nel panorama lirico internazionale e giovani scoperti e applauditi proprio sul grande palcoscenico areniano: Marcello Nardis come Gastone di Letorières, Clarissa Leonardi come Flora, Nicolò Ceriani come Barone Douphol, Daniela Mazzucato come Annina, Alessandro Spina come Dottor Grenvil, Max René Cosotti come Giuseppe, Dario Giorgelé come Marchese d’Obigny, Stefano Rinaldi Miliani come Domestico e Commissionario. Il Ballo dell’Arena di Verona coordinato da Gaetano Petrosino si esibisce nelle coreografie dell’étoile Giuseppe Picone, con la prima ballerina Eleana Andreoudi.

Alla guida dell’Orchestra e del Coro istruito da Vito Lombardi, c’è il maestro Daniel Oren, Direttore Musicale del Festival areniano 2019. Lo spettacolo è l’ultima creazione registica e scenografica dello scomparso maestro Zeffirelli, mentre i costumi sono del prestigioso Maurizio Millenotti e le luci dell’areniano Paolo Mazzon. Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, ha disegnato il make-up dei personaggi principali.

Informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social.

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PLÁCIDO DOMINGO, UNA SETTIMANA IN ARENA PER I 50 ANNI DAL SUO DEBUTTO

Dal 28 luglio al 4 agosto Plácido Domingo, la star planetaria dell’Opera, torna all’Arena di Verona per una settimana di festeggiamenti a lui dedicata nel Festival 2019: direttore d’orchestra, baritono e protagonista della serata evento che ne celebra in un gala i 50 anni dal debutto assoluto in Arena e in Italia. 

Si apre con la direzione della storica Aida firmata da de Bosio la settimana per i 50 anni dal debutto di Plácido Domingo in Arena, luogo del cuore e palco mai più abbandonato da lui, fedele ospite per la gioia delle masse artistiche e del pubblico internazionale della Fondazione veronese. Domingo ha cominciato il suo illustre percorso in Italia proprio all’Arena di Verona nell’estate 1969, conTurandot di Puccini (era il 16 luglio ed anche il suo debutto nel temibile ruolo di Calaf) e Don Carlo di Verdiaccanto ad altre leggende come Birgit Nilsson, Montserrat Caballé (entrambe per la prima volta a Verona), Piero Cappuccilli, Fiorenza Cossotto, Ivo Vinco e Gabriella Tucci, in allestimenti favolosi (registi erano Luigi Squarzina e Jean Vilar mentre Pier Luigi Pizzi curava scene e costumi). Da allora è seguita una carriera inarrestabile ai massimi livelli, come cantante, direttore d’orchestra, general manager e mentore di giovani talenti. Gli eventi che lo vedono protagonista nel 2019 consolidano il suo profondo legame con l’Arena Opera Festival, a conferma di quel talento eclettico che gli ha consentito negli anni di sviluppare una sconfinata curiosità artistica su più fronti, dagli amati ruoli baritonali al podio, dimostrandosi musicista a tutto tondo e vero mattatore dal carisma mediatico e popolare.

Domenica 28 luglio, ore 21 – Aida

Il 28 luglio 2019 il grande artista madrileno sale sul podio areniano per dirigere orchestra, coro e cast d’eccezione in Aidadi Verdi, nell’edizione storica di Gianfranco de Bosio, maestro del teatro italiano che con il suo fortunato allestimento ricrea la magica prima notte operistica del 10 agosto 1913, quando tutto iniziò per il Festival in Arena. Domingo ha diretto per la prima volta questo capolavoro verdiano nel 1975 ad Amburgo e da allora per ben 35 recite. Sul palcoscenico salgono artisti internazionali come Tamara Wilson (Aida), Violeta Urmana (Amneris), Fabio Sartori (Radamès), Sebastian Catana (Amonasro), Marko Mimica (Ramfis), Krzysztof Bączyk (Re), Francesco Pittari (messaggero), Yao Bo Hui (sacerdotessa) e primi ballerini dalla Scala, dal San Carlo di Napoli e dal Los Angeles Ballet: Petra Conti, Mick Zeni e Alessandro Macario.

Giovedì 1 agosto, ore 20.45 – La Traviata

Si prosegue nel segno del genio di Busseto e in particolare de La Traviata, nella nuova produzione del Festival 2019, ultima creazione di Franco Zeffirelli, da poco scomparso. Il 1 agosto 2019 Plácido Domingo interpreta la più importante delle grandi figure paterne verdiane: Giorgio Germont, il vero motore dell’infelice storia d’amore tra Violetta ed Alfredo, ruolo che Domingo ha interpretato più volte come tenore e che rimarrà storico nel film-opera di Franco Zeffirelli. Con lui, per quest’unica speciale serata due star indiscusse del belcanto mondiale: Lisette Oropesa, voce impeccabile e personalità di grande appeal, e l’estroverso ed eclettico Vittorio Grigolo, altro grande amante sia dei teatri internazionali sia della divulgazione popolare dell’opera, a cui dedica appuntamenti trasversali di notevole impatto, come la recente esperienza nella tv nazionalpopolare con Amici di Maria de Filippi e la conduzione con Antonella Clerici della diretta mondiale della première della medesima Traviata il 21 giugno scorso. Quella del 1 agosto sarà dunque una Traviata indimenticabile sotto l’egida dell’ultimo grande protagonista dell’epoca d’oro dell’arte registica italiana, Franco Zeffirelli, amico ed estimatore di Domingo, per un’unica serata speciale ad altissimo tasso emotivo per rendere ancora più saldo e importante il rapporto tra il compianto Maestro fiorentino e la città di Verona. Col Ballo dell’Arena sono protagonisti le étoile Petra Conti e Giuseppe Picone, creatore delle coreografie. A dirigere solisti e l’orchestra e il coro areniani è per l’occasione il maestro Marco Armiliato.

Domenica 4 agosto, ore 20.45 – Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night

Questa irripetibile settimana si conclude con una serata evento unica: il 4 agosto 2019 va in scena la Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night, un nuovo allestimento in forma scenica completa per tre atti operistici. Il cast riunito attorno a Domingo in occasione del festeggiamento dei suoi 50 anni dal debutto in Arena è interamente composto da artisti di primo piano: il soprano Anna Pirozzi, il tenore Fabio Sartoriil mezzosoprano Géraldine Chauvet e il basso Marko Mimica con Elisabetta Zizzo, Carlo Bosi, Lorrie Garcia e Romano Dal Zovo. Il programma è tutto dedicato a Verdi e a tre dei suoi più complessi e maestosi ruoli baritonali, ruoli a cui per la loro intensità espressiva Domingo ambiva già da molti anni e che ora sono più adatti alla sua voce brunita. Aprono la serata la celebre Sinfonia iniziale e le parti III e IV di Nabucco (che affiancano l’immancabile “Va’ pensiero” alla grande aria Dio di Giuda). La seconda parte comprende ampi brani dagli atti II e III di Simon Boccanegra (vero capolavoro di rara esecuzione in Arena, dove manca dal 1973) con la celebre aria di Gabriele Adorno, interpretato da Fabio Sartori, “Oh inferno! Cielo pietoso rendila”, e l’impressionante scena finale che culmina con la morte del Doge. Il gala si conclude con l’intero atto finale di Macbeth, scrigno di perle musicali quali la grande scena del Sonnambulismo affidata ad Anna Pirozzi e l’aria finale di Macbeth Mal per me che m’affidai, scritta da Verdi per la prima assoluta dell’opera e tanto amata da Domingo. Lo spettacolo si avvale della regia di Stefano Trespidi, di scene e proiezioni disegnate da Ezio Antonelli, dei costumi coordinati da Silvia Bonetti, delle luci di Paolo Mazzon e delle coreografie create da Giuseppe Picone per il Ballo dell’Arena istruito da Gaetano Petrosino, nonché di numerosi figuranti sull’immenso palcoscenico areniano. Dirige il maestro valenciano Jordi Bernàcer, già applaudito nell’anfiteatro veronese in Aida e Nabucco e nel gala Antologìa de la Zarzuela proprio con Plácido Domingo, e qui di nuovo alla guida dell’Orchestra areniana e del grande Coro preparato da Vito Lombardi.

Informazioni e biglietti ( Prezzi da 22 a 230 euro): www.arena.it e sui canali social.

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Il Nabucco di Giuseppe Verdi inaugurerà la 95a edizione dell’Opera Festival 2017 all’Arena di Verona

Verona – Il “Nabucco“, dramma verdiano composto sul libretto di Temistocle Solera, sarà proposto per 12 serate, dal 23 giugno ( serata inaugurale) fino al 26 agosto, in un nuovo allestimento che porta la firma di Arnaud Bernard per regia e costumi e di Alessandro Camera per le scene. Alla direzione d’orchestra potremo apprezzare Daniel Oren (23, 29/6 – 7/7 – 4, 9, 12, 18, 23, 26/8), che dal 1984 ha guidato magistralmente solisti, Orchestra e Coro areniani in 45 titoli lirici per 28 Festival; mentre per tre serate salirà sul podio Jordi Bernàcer (12, 15, 18/7), talentuoso direttore al suo debutto all’Arena di Verona.

In scena spiccano i nomi di grandi interpreti verdiani: nei panni del protagonista Nabucco troviamo per la Prima e le due recite successive George Gagnidze (23, 29/6 – 7/7), cui seguono Leonardo Lòpez Linares (12, 15, 18/7 – 4/8), Boris Statsenko (9, 12, 18/8), al suo debutto nell’anfiteatro, e Sebastian Catana (23, 26/8). Il personaggio della fiera Abigaille è affidato a Tatiana Melnychenko (23, 29/6 – 7/7) e Anna Pirozzi (4, 9, 12/8) – che proprio in questo ruolo hanno visto il loro debutto in Arena rispettivamente nel 2013 e nel 2015 – e Susanna Branchini (18, 23, 26/8), apprezzata interprete areniana dal 2008, mentre sarà alla sua prima nell’anfiteatro veronese Rebeka Lokar (12, 15, 18/7). Altro debutto con Fondazione Arena, nel ruolo di Zaccaria, per Stanislav Trofimov (23, 29/6 – 7/7 – 23, 26/8), a cui fanno seguito i ritorni di Rafał Siwek (12, 15, 18/7) e In-Sung Sim (4, 9, 12, 18/8). Nei panni di Fenena vedremo Carmen Topciu (23, 29/6 – 7, 12/7 – 4/8), Anna Malavasi (15, 18/7) e Nino Surguladze (9, 12, 18, 23, 26/8), e in Ismaele Walter Fraccaro (23, 29/6 – 7/7), Mikheil Sheshaberidze (12, 15, 18/7 – 4, 9/8) e Rubens Pelizzari (12, 18, 23, 26/8).

Completano il cast, nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo Romano Dal Zovo (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7) e Nicolò Ceriani (4, 9, 12, 18, 23, 26/8); nei panni di Abdallo Paolo Antognetti (23, 29/6 – 7/7 – 18, 23, 26/8) e Cristiano Olivieri (12, 15, 18/7 – 4, 9, 12/8); infine, daranno voce ad Anna Madina Karbeli (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7 – 4/8) ed Elena Borin (9, 12, 18, 23, 26/8).

Il titolo impegna l’Orchestra, il Coro preparato dal M° Vito Lombardi ed i Tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse.

Repliche: 29 giugno, ore 21.00 – 7, 12, 15, 18 luglio, ore 21.00 – 4, 9, 12, 18, 23, 26 agosto, ore 20.45

Con oltre 200 rappresentazioni tra le antiche pietre dell’Arena, Nabucco è tra i colossal delle stagioni areniane: terza per numero di recite dopo Aida e Carmen, l’opera, dalla sua prima rappresentazione nell’anfiteatro nel 1938, tornerà infatti in cartellone per 21 Festival, presentata in 10 gloriosi diversi allestimenti. Titolo di un giovane Verdi infervorato di passione politica e dalla voglia di riscatto nel panorama musicale, è molto amato dal pubblico, soprattutto per il celeberrimo coro del Va’, pensiero, magistralmente eseguito e bissato ogni sera dal Coro areniano. Grandi nomi si sono susseguiti per questo titolo in Arena: tra tutti ricordiamo la direzione d’orchestra di Gianandrea Gavazzeni per l’edizione del 1962, la regia di Sandro Bolchi nel 1971 e le memorabili interpretazioni di Ghena Dimitrova, quale potente Abigaille, oltre a Renato Bruson, Leo Nucci e Plácido Domingo nel ruolo del protagonista.

Nabucco lega la sua storia anche a Verona: la terza opera del compositore di Busseto viene portata per la prima volta sulla scena cittadina al Teatro Filarmonico nel 1844, a due anni dal debutto milanese, con la supervisione dello stesso Giuseppe Verdi, la direzione di Carlo Sampietro e le voci protagoniste di Filippo Collini e Giuseppina Strepponi.

Per il Festival 2017 Nabucco è proposto nel nuovo allestimento del regista francese Arnaud Bernard che traspone la messa in scena tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto. La regia di Bernard, difatti, legge nel contrasto insito nella vicenda narrata nell’opera – che si esprime nel conflitto tra Babilonia e Gerusalemme – la storia d’Italia negli anni turbolenti del Risorgimento. Ed è proprio questa visione profondamente risorgimentale suggerita da musica e libretto, e propria dei rivoluzionari italiani negli anni in cui Verdi componeva l’opera, che ha permesso a Nabucco di diventare nell’immaginario collettivo il titolo patriottico per eccellenza, con il suo Va’, pensiero che si eleva come una bandiera ad inno del riscatto nazionale. Bernard quindi parte da questa interpretazione, per rendere il dramma più storico, umano e verosimile: a riprova di ciò, nel secondo atto Nabucco non verrà colpito da un fulmine divino, ma si farà allegoria dell’uomo politico vittima di un attentato da parte di rivoluzionari armati di fucile; il Va’, pensiero sarà cantato dietro le barricate, fra i gesti di conforto e aiuto che si scambiano i reduci di ritorno da una battaglia; e tutta la messa in scena avrà come ambientazione luoghi ben riconoscibili: un noto teatro, il sagrato di una cattedrale, un bastione semi-diroccato, la sala di un palazzo nobiliare. Come ci racconta il regista, la vicenda parte da un momento storicamente ben definito, quasi fosse una fotografia d’epoca: «L’azione si svolge attorno al Teatro [alla Scala] durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare ed accendere gli animi ancor più di mille proclami». Perché, chiarisce Bernard, «sicuramente la colonna sonora di questo periodo storico è stato il melodramma italiano, e in particolare le opere di Giuseppe Verdi».

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CONCERTO DI CAPODANNO AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Sabato 31 Dicembre 2016 alle ore 21.30 al Teatro Filarmonico di Verona, Fondazione Arena propone il tradizionale Concerto di Capodanno per brindare con il suo locandina-concerto-di-capodanno-teatro-filarmonico-di-veronapubblico l’arrivo del Nuovo Anno. La serata vede protagonisti l’Orchestra e il Coro della Fondazione Arena di Verona diretti da Andrea Battistoni e sarà presentata da Davide da Como.

Il Concerto di Capodanno si conferma un appuntamento molto amato dagli spettatori del Teatro Filarmonico, che fin dalle prime edizioni hanno gremito ogni ordine di posti per godere della variegata offerta musicale e brindare insieme all’arrivo del Nuovo Anno.

Il Concerto diretto da Andrea Battistoni, impegnato sul podio anche lo scorso anno, è composto da celebri brani del repertorio operistico e sinfonico. La serata si apre sulla note dell’Ouverture del Guglielmo Tell di Gioachino Rossini, ultima opera del compositore pesarese; viene quindi eseguito il Coro di zingarelle e mattadori dal secondo atto de La Traviata di Giuseppe Verdi. Il terzo brano in programma è la Danza delle ore dal terzo atto de La Gioconda di Amilcare Ponchielli. Si prosegue con il Coro delle campane tratto da Pagliacci, dramma di Ruggero Leoncavallo in cartellone al Teatro Filarmonico dal 22 pubblico-al-teatro-filarmonico_foto-ennevigennaio al 2 febbraio 2017. Dal Nabucco di Giuseppe Verdi viene proposto il più conosciuto tra i brani corali: Va’ pensiero sull’ali dorate, cui segue un’altra famosa aria corale verdiana, Fuoco di gioia, tratta dal primo atto dell’Otello. Conclude la prima parte del Concerto La Cavalcata delle Walkirie, da Die Walküre di Richard Wagner.

La seconda parte della serata si apre sulle note delle Danze Sinfoniche dal celeberrimo musical West Side Story, ispirato a Romeo e Giulietta di Shakespeare, scritto dal pianista e direttore d’orchestra statunitense Leonard Bernstein. Segue, da Romeo e Giulietta del compositore francese Charles Gounod, il brano corale L’Heure s’envole. Viene quindi eseguito il poema sinfonico L’apprendista stregone, composto dal francese Paul foto-natalizia_foto-enneviDukas nel 1897, che descrive in musica la trama dell’omonima ballata di Goethe. Chiude infine una selezione di arie tratte dal IV atto di Carmen di Georges Bizet.

La serata sarà arricchita da esecuzioni fuori programma e dal tradizionale brindisi offerto dalla Fondazione Arena al suo pubblico per salutare l’arrivo del 2017.

Si ricorda che il concerto è fuori abbonamento.

Informazioni

 Ufficio Stampa Fondazione Arena di Verona – Via Roma 7/D, 37121 Verona

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Biglietti: Prezzi da € 30,00 a € 50,00

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Orari

da lunedì a venerdì                        9:00-12:00           15:15-17:45

sabato                                               9:00-12:00

 

Biglietteria del Teatro Filarmonico

Via dei Mutilati 4/k – 37122 Verona

Tel. 045 8002880 – Fax 045 8013266

Orari

da lunedì a venerdì                        12:00-17:45

sabato                                               10:00-12:45

nei giorni di spettacolo                 12:00-fino a inizio spettacolo

sabato                                               10:00-12:45        17:00-fino a inizio spettacolo

domenica                                         10:00-fino a inizio spettacolo

 

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