FARE TURISMO CON LA RUSSIA: ISTRUZIONI PER L’USO

Milano – La Russia come meta per lo sviluppo del business, nel settore turistico. Lo svolgimento dell’ultima edizione dei Campionati Mondiali di Calcio e, ancor più recentemente di una tappa del Mondiale di Formula 1, ha posto alla ribalta planetaria il gigante eurasiatico. Al di là dell’indubbio successo dal punto di vista organizzativo, ha impressionato anche la capacità del sistema ricettivo ed infrastrutturale russo, nel far fronte all’arrivo di tantissimi tifosi ed appassionati provenienti da tutti gli angoli del pianeta. Si tratta di un aspetto di fondamentale importanza, perché è proprio la cura dei dettagli a fare la differenza, anche nel processo di acquisizione e fidelizzazione dei turisti russi.

Infatti, oltre ad essere stata una delle destinazioni più gettonate di questo 2018, da questo paese ogni anno si spostano milioni di persone, desiderose di conoscere ed approfondire la propria cultura. Se n’è parlato nel corso di un interessante seminario tenutosi stamani alla sede milanese della Camera di Commercio italo-russa (CCIR) ed organizzato con la collaborazione di EsplorEst, in cui erano presenti operatori del settore interessati ad allargare il proprio business.

Dalle varie testimonianze di addetti ai lavori e dalle relazioni del segretario generale della CCIR, Leonora Barbiani e di Caterina Horbatkova, direttore Marketing di Esplorest, è emerso un quadro sorprendente, ma non troppo, in cui si evince che i russi prediligono quali destinazioni turistiche Turchia, Cina e Finlandia (per ragioni di vicinanza geografica) mentre il nostro paese non è molto gettonato nei circuiti dei tour operator, e non solo a causa delle famigerate sanzioni. Pur restando una naturale attrazione, grazie alla presenza dell’enorme patrimonio culturale ed artistico, che da sempre è uno dei marchi di fabbrica dell’Italia.

A determinare le scelte di viaggio, i prezzi, la predisposizione a destinazioni in cui si combinino aspetti come il relax o l’opportunità di visitare città d’arte e – last but not least – l’aspetto linguistico che non va assolutamente sottovalutato, quale altro fondamentale fattore critico di successo. Un sito con una perfetta traduzione in lingua russa fa la differenza rispetto ad uno in cui, ci si preferisce avvalere del traduttore istantaneo di Google. I prodotti turistici di successo del nostro paese inoltre annoverano mare, montagna, laghi, terme e wellness, borghi, crociere ed anche gli itinerari enogastronomici.

L’identikit del turista russo tipo, è quello di una persona fra i 35 ed i 55 anni, che non conosce appieno la lingua inglese e che, per le prime scelte di viaggio, ricorre sempre più spesso all’utilizzo di internet (87 milioni di navigatori e 35 milioni di utilizzatori di smartphone), ed in particolare ai social. Un fattore che non va assolutamente sottovalutato è costituito dal fatto che la Russia, annovera 95 regioni con differenze culturali che si traducono in diversi stili di vita, distribuiti fra 11 fusi orari. Questo significa che nell’ideazione di un prodotto turistico, è indispensabile conoscere in maniera approfondita le abitudini del target di riferimento. Anche se è facile intuire che, lo standard qualitativo richiesto è particolarmente alto: a sostegno di ciò, basti pensare che il 47% dei turisti russi predilige alberghi di categoria a 3 e 4 stelle se individuali, mentre il 58% dell’utenza business, punta su quelli a 5 stelle con trattamento di lusso.

Dopo aver fatto un’analisi di mercato accurata ed approfondita, è necessaria l’ottimizzazione dei siti, utilizzare un’adeguata strategia comunicativa sui social network ed, in ultima analisi per i tour operator, nel post-vendita adeguata attività off-line e di stampa per fidelizzare i clienti. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex Business (48,3%) particolarmente gettonato dalle fasce d’età medio-alte per il costo per click più basso ed il rating che tiene conto del livello di conoscenza della lingua russa del sito, mentre i più giovani prediligono Google (45,1%).

In particolare, il primo prevede anche l’utilizzo di un apposito software (Yandex Metrica e Yandex Commander) che è simile a Google Analytics, per l’impostazione degli obiettivi da raggiungere nelle campagne pubblicitarie, delle keywords e del budget da utilizzare. La scelta su Yandex trova la sua logica spiegazione nel fatto che i turisti russi esigono la descrizione dettagliata di come trascorreranno il tempo libero al di fuori della struttura, lo storytelling del territorio, le informazioni sul visto, l’organizzazione del viaggio ed una serie di convenzioni e pacchetti speciali a loro riservati.

Ovvero, una serie di contenuti particolarmente apprezzati perché amano essere guidati in tutte le fasi della loro esperienza di viaggio da chi può dare loro utili e preziosi consigli sul modo con cui spostarsi con autobus e treni, sul dove soggiornare e quali angoli nascosti del nostro paese scoprire.

Per quanto riguarda i social, la gestione del contest su Instagram (che in Russia è utilizzato in modo ben diverso che nel nostro paese) può essere determinante il modo con cui ci si presenta ai blogger ed agli influencer che, nell’ambito dell’ottimizzazione SEO, hanno il delicato compito veicolare il messaggio e l’immagine della struttura turistica, sul target di riferimento.

La scelta delle foto, nel caso in cui ci si rivolga ad un blogger (naturalmente russo), deve avere uno stile comune ed un tema ben preciso, allo scopo di trasmettere ai follower la voglia di approfondirne i contenuti e dunque di creare una proficua interazione, specificando bene prezzi e caratteristiche che si intendono promuovere.

Meno gettonati VKontakte (che si rivolge ad un pubblico essenzialmente giovane, composto in maggioranza da donne) e Facebook, anche se per gli alberghi appare indicato l’utilizzo del Wiki-Menù che è simile alle pagine sponsorizzate di FB, in cui è possibile inserire recensioni, consultare cataloghi, leggere una descrizione ecc.

Per le newsletter, generalmente è consigliato Telegram con l’utilizzo di un coupon in euro e l’invio di gadget nelle occasioni particolari (compleanno, capodanno, Natale, ecc.) che possono tradursi nell’acquisizione di un cliente a vita. Va comunque tenuto presente che il processo decisionale dei turisti russi, può essere lungo e abbastanza articolato. Appare perciò fondamentale, creare siti e video ben fatti e ricchi di contenuti, che possano suscitare un certo appeal fra i seguaci del blogger.

In particolare, nella scelta del content bisogna tenere presente che ai russi (soprattutto alle donne giovani) piace leggere molto e quindi, oltre alla foto, è necessario trasmettere anche molte informazioni che si possono rivelare molto preziose. Senza però scadere nel banale e nel noioso, utilizzando testi che sappiano catturare l’attenzione del potenziale cliente.

Insomma, per avere successo con i turisti russi le strutture ricettive del nostro paese sono chiamate a cambiare il modo con cui vendono e concepiscono il proprio prodotto. Innanzitutto raccontandosi, e poi trasmettendo “valore” attraverso la cura dei dettagli, una costante interazione e la creazione di un rapporto basato sulla fiducia e la capacità di far vivere loro un sogno ed un emozione.

F.M.

 




ALEXANDER NURIZADE: “TRENI GRATIS PER I TIFOSI DURANTE I MONDIALI DI RUSSIA 2018”

Milano – I Mondiali di calcio, ma non solo. Oltre alla prestigiosa kermesse sportiva che inizierà fra poco meno di un mese, sono tante le iniziative che il Consolato della Federazione Russa a Milano sta organizzando anche nell’ambito culturale. Ne abbiamo parlato con il Console GeneraleAlexander Nurizade che ci ha gentilmente rilasciato quest’intervista in esclusiva.

Console Nurizade, qual è l’importanza di questa manifestazione calcistica per la Russia?

“Ormai mancano meno di 30 giorni all’inizio dei Mondiali e da circa 7 anni, ovvero da quando le è stata data la possibilità di organizzarli, sono iniziati importanti lavori che sono proseguiti ininterrottamente. Si tratterà di un evento importante non solo per la Russia ma anche per la parte ad est del nostro paese, ovvero quella che guarda verso l’Asia. 12 città coinvolte, con 12 stadi di cui 8 costruiti ex novo ed altri 4 invece sono stati ristrutturati. Una mole di investimenti di notevole entità, così come confermano – secondo i dati del Comitato organizzativo – i circa 9 miliardi di euro stanziati, che hanno influito positivamente sull’economia russa per 11,5 miliardi di euro (l’1% del PIL nazionale russo). Ma non è tutto. Lo svolgimento di questa manifestazione comporterà un PIL aggiuntivo di circa 2,7 miliardi di euro per cinque anni e la creazione di 240mila nuovi posti di lavoro l’anno. Per quest’occasione, oltre gli stadi, sono stati creati 95 campi di allenamento, numerosi alberghi ed ospedali oltre che migliorato notevolmente la rete infrastrutturale dei nostri trasporti con la modernizzazione di 20 stazioni ferroviarie e la costruzione di più di 200 km. di nuove strade. Inoltre abbiamo curato anche la preparazione del personale, con circa 210mila russi che hanno migliorato le proprie competenze nei settori delle costruzioni, dei servizi ed in quello alberghiero.  Ci aspettiamo che i tanti turisti che verranno ad assistere alle partite possano vedere con i propri occhi cosa effettivamente sia la Russia. Ovvero un paese che valorizza le diversità culturali, e che è l’esatto contrario di quello che descrivono i giornali. Sarà inoltre garantita loro la sicurezza perché anche lì abbiamo investito tantissimo, Un’ultima cosa che per me significa molto, è che questi mondiali attrarranno tanti ragazzi nel giocare a calcio insegnando loro i migliori valori”.

Ci può spiegare nel dettaglio l’iniziativa della “Fan Id”?

“Nonostante gli enormi sforzi fatti, indubbiamente esiste un problema sui visti per accedere nel nostro paese, e ciò vale tanto per l’Italia quanto per l’Unione Europea. Ad ogni buon conto, chi ha acquistato i biglietti per le partite potrà accedere in Russia senza visto. Basterà compilare una particolare modulistica chiamata “Fan Id” attraverso cui, durante il periodo in cui si svolgeranno i mondiali, ci si potrà spostare gratuitamente e liberamente fra le città in cui si svolgeranno le gare usufruendo dei treni appositamente adibiti dalla compagnia ferroviaria RZD che metterà a disposizione 728 convogli, in grado di ospitare circa 440mila persone, con posti speciali anche per i diversamente abili. Per facilitare la pianificazione del viaggio in Russia segnalo infine la creazione del portale “Welcome 2018.com disponibile in russo, inglese, tedesco, francese e spagnolo che è una vera e propria guida illustrata delle città in cui avranno luogo i match. In cui sarà anche possibile visualizzare il calendario degli incontri, procedere alla prenotazione degli alloggi ed infine acquistare i biglietti per il trasporto, oltre che avere a predisposizione appositi itinerari turistici. Ad assistere alle partite della Coppa del Mondo, sono attesi in Russia centinaia di migliaia di tifosi. Al momento, sono già stati venduti quasi il 90% dei biglietti a disposizione – ovvero, 2 milioni e 374 mila tagliandi – di cui il 46% è stato acquistato dai tifosi russi mentre il restante 54% dai sostenitori provenienti dagli altri paesi. Il sold-out è questione di poche settimane”.

Quali saranno le iniziative organizzate dal Consolato della Federazione Russa, non solo per i Mondiali, ma anche per il futuro?

“Alcuni giorni fa abbiamo presentato, qui al Consolato i Mondiali, ospitando alcuni grandi nomi del calcio italiano come Carrera, Fabio Capello e tanti calciatori. Ma il 2018 è, ad ogni modo, un anno interessante perché si terranno le “Stagioni Russe in Italia” (Russian Seasons) che è un programma di ampio respiro culturale, approvato a livello governativo. Pochi giorni fa, c’è stata ad esempio l’esibizione a Milano del complesso dei “Grandi cosacchi del Kuban” così come – sempre nel capoluogo lombardo – sarà di scena nel prossimo mese di settembre la troupe del balletto del Teatro Bolshoi. Il cartellone degli appuntamenti è però davvero ricco, ed un’altra iniziativa che voglio evidenziare è il “Romeo e Giulietta” che sarà organizzato ad Ottobre nell’Arena di Verona”.

                                                                                                                                                                                 Francesco Montanino



 




BIT 2018 CONCLUSO A MILANO, MA E’ GIA’ BOOM DI TURISTI IN RUSSIA PER I MONDIALI DI CALCIO

Milano – La Borsa Internazionale del Turismo che si è appena conclusa sarà ricordata non solo per i numeri notevoli che l’hanno contraddistinta (46.000 visitatori, 1500 top buyer provenienti da 79 paesi) ma anche per il rinnovato interesse mostrato, da semplici curiosi ed operatori del settore verso la Russia.

Presente con uno dei più grandi spazi espositivi della fiera, gli stand che si occupavano delle offerte e delle opportunità per visitare questo immenso ed affascinante paese, sono stati in assoluto fra i più gettonati. A testimonianza che, i legami storici e culturali che legano il nostro paese alla patria di Tolstoj sono e resteranno sempre ben saldi e forti nonostante l’astrusità e l’antistoricità di un regime sanzionatorio che in tanti si auspicano possa essere presto revocato.

“L’interesse degli italiani per la Russia è di vecchia data – ha osservato Ugo Congedo, amministratore dell’agenzia di viaggi SanPietroburgo.ited è legato essenzialmente da fattori di carattere culturale. Dopo la fine della perestrojka, è iniziata una fase in cui molti nostri connazionali visitano Mosca e città dal grande richiamo come San Pietroburgo. Così come un numero sempre maggiore di russi affluisce nel nostro paese, a scoprirne le tante bellezze. Ciò è stato indubbiamente favorito anche dai gemellaggi fra le città e dalle numerose iniziative che sono stati organizzati in questi ultimi anni e che hanno portato i flussi ad aumentare in maniera sostanziosa. Per il resto parliamo di un turismo standard, per il quale la nostra organizzazione ha cercato di rispondere alle tante richieste provando a diversificare ed a personalizzare le soluzioni di viaggio. Nell’immaginario collettivo, la Russia è percepita come una meta esotica ma a medio raggio perché non occorrono troppe ore di aereo per raggiungere un paese sicuramente molto diverso da quelli europei. Parliamo di una realtà che sommato è ancora poco conosciuta e visitata e che, rispetto al recente passato, incute meno timore divenendo dunque decisamente attraente ed affascinante. I flussi turistici per questi motivi saranno anche per quest’anno in costante crescita, con picchi che prevediamo si aggireranno fra l’8 ed il 10%, anche grazie al favorevole cambio valutario”.

Percezione confermata anche dagli operatori russi che confidano in un rinnovato interesse da parte degli italiani. Anche se, la mancanza della nazionale azzurra ai Mondiali di Calcio che si disputeranno in Russia nel prossimo mese di giugno, potrebbe paradossalmente essere un’occasione da non perdere per i tantissimi turisti provenienti da altri paesi.

“Per quest’anno – ha osservato Oleg Tumanov, Direttore Generale della InterCenter Groupci aspettiamo che circa 300mila italiani verranno in Russia. Stimiamo un incremento, rispetto al 2017, di circa 5 punti percentuali. Rispetto ad altri paesi, le cifre sono ancora basse ma confidiamo in un’inversione di tendenza. Il dato che però va assolutamente evidenziato, è rappresentato dal milione di tifosi che a Giugno verranno a Mosca per assistere ai campionati mondiali di calcio, per i quali gli alberghi della capitale hanno già fatto registrare il tutto esaurito”.

RED





 




CONCLUSA LA CONFEDERATIONS CUP IN RUSSIA: LA PRIMA VOLTA DELLA GERMANIA

San Pietroburgo – La Germania si aggiudica la decima edizione della Confederations Cup. Nella finalissima disputata nell’avveniristico impianto di una “San Pietroburgo Arena” gremita ed in cui erano, fra gli altri presenti in tribuna vip Ronaldo e Maradona (che hanno premiato i giocatori in campo prima della cerimonia di chiusura), gli uomini di Joachim Low hanno regolato il Cile con il minimo scarto (1-0).

I tedeschi si dimostrano, in questo periodo, autentici “cannibali” dal momento che, anche con una formazione decisamente giovane e sperimentale riescono a prevalere, e ad andare fino in fondo nelle competizioni in cui partecipano. Non sfugge a questa regola neppure la Confederations Cup che sinora non aveva mai visto la Germania collocarsi sul gradino più alto del podio.

Dopo aver trionfato solo pochissimi giorni fa nel Campionato Europeo Under 21 disputato in Polonia, i teutonici hanno primeggiato anche in quella che viene considerata dagli addetti ai lavori, come l’anteprima dei Mondiali di Calcio. Lanciata dunque la sfida per bissare il successo iridato di Brasile 2014, potendo anche contare su un ricambio generazionale che promette molto bene. E che rappresenta una garanzia per un Low, che si è così potuto togliere anche alcuni sassolini dalle scarpe, pensando alle critiche ricevute in patria, in sede di convocazioni, per aver gettato nella mischia giocatori che non avevano mai disputato tornei di questo tipo.

Una squadra quadrata, ben messa in campo, che sa soffrire e che gioca un calcio propositivo: con questo mix vincente, i tedeschi hanno avuto la meglio di un avversario che ci ha provato fino all’ultimo ed a cui va comunque reso l’onore delle armi.

Il Cile, dal canto suo, ci ha messo il cuore, disputando una partita dignitosa e gagliarda ma alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca di fronte alla forza ed alla concretezza evidenziati da una Germania che, dopo aver sofferto per i primi 20’ la verve e l’intraprendenza dei sudamericani (pericolosi con due conclusioni ravvicinate di Vidal), l’ha poi colpito alla prima occasione utile. Era infatti il 21’ quando, dopo un’ottima occasione fallita da Alexis Sanchez, sull’immediato capovolgimento di fronte Marcelo Diaz sbagliava clamorosamente il disimpegno e permetteva a Werner di regalare il più comodo degli assist che Stindl (già a segno contro i cileni nella fase a gironi) non doveva far altro che sospingere in rete. La roja provava a reagire con alcune conclusioni da fuori area di Vidal, ma Ter Stegen si limitava solo ad interventi di ordinaria amministrazione dopo gli spaventi di inizio gara.

Anzi, erano i campioni del mondo a fallire con Goretzka e Draxler (premiato come miglior giocatore della competizione) in diverse occasioni il 2-0, sempre approfittando delle incertezze manifestate dalla retroguardia cilena.

In particolare Goretzka, quasi allo scadere della frazione di gioco, si faceva letteralmente ipnotizzare da Bravo che teneva fede al suo cognome sventando un altro pericolo nato da una palla persa in maniera maldestra in fase di disimpegno.

Nella ripresa, non cambiava il canovaccio dell’incontro con il Cile che provava a spingersi in avanti ed una Germania che non solo riusciva a difendere con ordine ma in maniera sorniona, con un monumentale Draxler, trovava sempre il modo di rendersi minacciosa  dalle parti di Bravo.

Al 64’ altra svolta del match: l’arbitro serbo Mazic  (autore sin lì di un’ottima prova) fermava il gioco ricorrendo alla VAR per sanzionare solo con un giallo una brutta gomitata di Jara su Kimmich. Un intervento apparso a tutti da rosso diretto, ma non per il direttore di gara che non ha voluto assumersi la responsabilità di applicare soltanto ciò che la moviola aveva invece evidenziato in maniera lapalissiana. La discrezionalità degli arbitri resta sicuramente un problema da superare urgentemente dal Board della FIFA nelle sue prossime riunioni, perché altrimenti la moviola in campo è destinata purtroppo a fallire. L’ausilio tecnologico supera la prova a pieni voti, ma gli arbitri con le loro manie di protagonismo hanno comunque trovato il modo di rovinare tutto.

Il direttore di gara teneva dunque in gioco i sudamericani che continuavano a non lesinare interventi duri ed al limite del regolamento, provando ad innervosire gli avversari che dal canto loro gestivano con impressionante tranquillità la situazione. Come logica conseguenza, la gara diventava più brutta perché spezzettata dalle continue interruzioni, ma ancora aperta perché l’1-0 lasciava tutto in bilico.

Al 71’, Vargas e Sanchez provavano a scardinare il muro difensivo predisposto dai tedeschi, ma con scarsa fortuna.

Due minuti dopo, era ancora l’ex calciatore del Napoli a liberarsi in piena area tedesca ma la sua conclusione era fiacca e facilmente bloccata da Ter Stegen. Il Cile continuava  generosamente a premere ed al 75’ chiedeva il rigore per un intervento, in realtà assolutamente pulito, su Vargas che reclamava e rimediava l’ammonizione. La successiva conclusione di Vidal veniva deviata in corner, nella disperazione del centrocampista in forza al Bayern Monaco. La panchina cilena protestava vibratamente e ne faceva le spese il ct Pizzi, allontanato dal campo dal direttore di gara.

All’80 una velenosa conclusione di Aranguiz era smanacciata in angolo da Ter Stegen. Pizzi da bordo campo richiamava in panchina Vargas ed Aranguiz, inserendo Puch e Sagal. Ed erano proprio i nuovi entrati all’84’ a confezionare una ghiotta palla-gol, anche approfittando di un’incertezza di Ter Stegen. La conclusione di Sagal a porta vuota era però incredibilmente alta.

La Germania si limitava a controllare, senza però riuscire ad affondare il colpo quando nelle battute finali si aprivano invitanti spazi in una retroguardia cilena che si sguarniva, nel disperato tentativo di raggiungere il pareggio. Nel quarto dei 5’ di recupero, Ter Stegen era bravo a disinnescare una pericolosa punizione dai 20 metri di Sanchez, e regalava così il successo ai suoi.

Nella finalina per il terzo posto, a Mosca il Portogallo nel pomeriggio ha superato, non senza soffrire, ai supplementari (2-1) il Messico al termine di una gara gradevole e ricca di colpi di scena. Orfani di Cristiano Ronaldo che non è stato della partita per motivi personali, i lusitani nella prima frazione di gioco avevano la possibilità di portarsi in vantaggio dal dischetto con Andrè Silva, dopo ricorso alla VAR. La conclusione del neo-milanista era però lenta e prevedibile e così Ochoa aveva buon gioco, rifugiandosi in angolo.

Sventato il pericolo, il Messico si riorganizzava ma era sempre il Portogallo a costruire le migliori occasioni da gol. Si andava al riposo sullo 0-0 e la ripresa si apriva con il vantaggio dei centroamericani che andavano a segno con una sfortunata deviazione di Neto, sul cross del “chicharito” Hernandez.

I Campioni d’Europa si catapultavano in massa in attacco, ed era sempre l’estremo difensore messicano (fra i migliori in campo) ad opporsi ai tentativi dei rossoverdi. E quando i giochi sembravano fatti, ci pensava Pepe a mandare le squadre all’overtime con una conclusione di destro straordinariamente precisa.

Il Messico accusava il colpo ed i portoghesi si vedevano assegnati dal direttore di gara Al-Mirdasi il secondo penalty dell’incontro. Stavolta Adrien Silva non lasciava scampo a Ochoa e così il Portogallo non doveva far altro che gestire il vantaggio fino alla fine. Le squadre finivano in 10, per le espulsioni in pochi minuti di Nelsinho (Portogallo) e di Raul Jimenez (Messico).

Cala dunque il sipario sulla Confederations Cup ma il count-down verso i Mondiali, è ormai partito. L’organizzazione esce a pieni voti da queste due settimane di partite, come attestano gli oltre 600.000 tagliandi staccati per assistere allo spettacolo, i tanti bambini presenti sugli spalti, gli spostamenti gratuiti con i mezzi di trasporto pubblico appositamente predisposti per coprire le lunghe distanze fra una città ed un’altra e l’unanime soddisfazione degli atleti, che si sono sentiti a proprio agio per il trattamento ricevuto.

In sede di analisi squisitamente tecnica, emergono alcuni interessanti spunti di riflessione. Manca, è vero, solo un anno ma appare chiaro che questa Germania così solida e ricca di talento è l’indiziata numero uno per essere ancora una volta davanti a tutti. Se anche nei momenti in cui non sono accreditati per il successo finale i tedeschi la spuntano, più di un campanello d’allarme per i tradizionali avversari (Brasile ed Argentina in primis, seguiti da Spagna, Francia ed Italia) sarà sicuramente scattato.

Bene anche il Cile che ha confermato di essere formazione rognosa e pronta a dare filo da torcere a tutti, mentre ha deluso il Portogallo di CR7 che inizia a sentire il peso degli anni ed è l’unico a portare la croce in una compagine, afflitta da una sterilità offensiva che da sempre, del resto, è il suo principale tallone d’Achille.

Non ci si aspettava infine molto da una Russia che espone il cartello “lavori in corso” e sulla quale Cherchesov nei prossimi 12 mesi dovrà lavorare assai duramente per evitare figuracce, quando si farà sul serio e non sarà più possibile sbagliare.

REDSPORT RN