La Russia con l’Europa tra il neoprotezionismo USA e l’allargamento dell’area commerciale della Cina

Si è svolto stamane, presso il Centro Congressi della Stazione Marittima di Napoli, un importante convegno organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania, sulle strategie geopolitiche e commerciali internazionali. Tanti i partecipanti e gli interventi di grande rilievo, tra cui quello di Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo ed attuale assessore alla sicurezza della Regione Campania, dell’ambasciatore italiano Giovanni Battista Verderame, della prof.ssa Ida Caracciolo, docente di diritto internazionale, membro della Corte di Conciliazione dell’OSCE e della Corte permanente di arbitrato dell’Aja, di Alessandro Panaro della SRM e di Pietro Spirito, Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno centrale.

Proprio al presidente Pietro Spirito, abbiamo a margine del convegno, rivolto alcune domande di approfondimento sull’argomento.

  • Presidente Spirito, qual’è lo scenario geopolitico strategico e commerciale internazionale e quali sono i paesi che avranno nel prossimo futuro un ruolo importante anche nell’area mediterranea?

–“La Cina sta svolgendo un ruolo di controllo importante anche nel Mediterraneo, dopo l’acquisizione del porto del Pireo in Grecia, ma anche essendo molto presente nel ruolo di costruzione delle infrastrutture nel Nord Africa e avendo una visione di sviluppo lungo tutto il corridoio logistico che va dalla Cina fino all’Occidente,  fino all’Europa e poi agli Stati Uniti nel versante opposto. 

Il vettore logistico – prosegue Spirito – come strumento per allargare l’area del commercio. Si sta quindi verificando una tendenza opposta: da un lato l’America  che sta vivendo una stagione di neoprotezionismo e dall’altro la Cina che invece vuole allargare l’area del commercio. Questa è una grande battaglia culturale, nella quale in questo momento i due grandi paese (USA e Cina) si stanno scambiando misure protezionistiche da una parte e dall’altra. Noi come Europa siamo un po’ in mezzo a questi due grandi colossi e speriamo che comunque tutto ciò non danneggi l’economia del mondo nel suo insieme o con un eccesso di protezionismo americano o di allargamento dell’area commerciale da parte cinese.

  • Poi, c’è il ruolo della Russia…

-“Assolutamente, io però considero la Russia più vicina naturalmente all’area Europea…”

  • Tornando al Mediterraneo e a “casa nostra”, quale può essere la soluzione a questo scenario?

– “Ora abbiamo uno strumento in più che prima non c’era, cioè la possibilità che nel Mezzogiorno d’Italia nascano le ZES (Zone Economiche Speciali) attorno ai porti, anche se ci siamo semplicemente adeguati alle altre realtà internazionali, come se fossimo finalmente entrati in un “campionato”, quello dell’attrazione degli investimenti con la grande portualità dell’Europa e del mondo, quindi possiamo cominciare a giocare la nostra partita, ma dobbiamo lavorare per attrarre investimenti produttivi per rafforzare l’industria meridionale nel Mezzogiorno d’Italia che ha subito gravi danni dalla crisi economica. Oggi infatti il Sud Italia ha il 30% in meno di capacità produttiva rispetto alla crisi del 2007, dobbiamo pertanto recuperare quello che è stato lasciato sul campo”.

RED






V FORUM EURASIATICO 2016: A VERONA IL 20 E 21 OTTOBRE

Saranno  oltre 60 i relatori del V Forum Eurasiatico, il vertice  economico che si terrà a Verona il 20 e 21 ottobre (Palazzo della Gran Guardia).antonio_fallico

Tra i temi affrontati nelle 8 sessioni di lavoro del focus sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia, l’Europa e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan, quelli relativi ai processi geopolitici  in movimento nella grande Eurasia; all’economia e alla finanza nel contesto della crisi globale; al mercato dell’energia in prospettiva 2020, fino ai nuovi modelli di cooperazione economica, alle infrastrutture e all’agroindustria. All’evento, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa forum-eurasiatico-tosi-boschi-fallicoSanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handing Services, sono attese circa 600 aziende provenienti, oltre che dall’Italia, anche dai Paesi UEEA, Cina, India, Corea del Sud e Aerbaijan.
Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l’UEEA e l’Italia si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell’export made  in Italy verso i Paesi dell’Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell’1%, (-30% l’import, a/a), con un bilancio non omogeneo a livello geografico. In notevole crescita il Mezzogiorno, che vede aumentare le proprie esportazioni del 130,5% grazie al balzo delle forniture di metallurgia in Kazakistan. Chiudono a +0,2% le forniture del Centro Italia, palazzo-della-gran-guardia-a-verona-dove-si-svolge-il-forum-eurasiaticocomplice il settore della meccanica dell’area fiorentina, che ha compensato gli arretramenti dell’industria del mobile. Ma per lo studio di Intesa Sanpaolo, in parte anticipato oggi, le perdite maggiori del primo semestre arrivano dalle aree epicentro del commercio verso l’Unione Eurasiatica. Il Nord-Est – dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la perdita in particolare della meccanica – il dato chiude a -4,1%; mentre il Nord-Ovest ha registrato il dato più negativo (-10,7%), complice anche in questo caso la caduta della meccanica oltre a cantieristica, aerospazio  ed elettrotecnica. Complessivamente si intravede comunque un segnale diverso rispetto a quello che ha distinti il crollo dell’ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l’export italiano a 8,4mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%). Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di evgeny-utkin-romano-prodiBanca Intesa Russia: “I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane ed europee non solo comprendono la strategicità dell’Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export’ ma deve investire in forme innovative di cooperazione”.
Sul fronte degli interventi italiani, il Forum Eurasiatico vedrà la partecipazione, tra gli altri, di: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Massimo Mucchetti, presidente della 10^ Commissione del Senato; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, presidente e Ceo Pirelli & C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam ; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscererazov-sechin-e-fallico Eurasia; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, oltre ai presidenti delle Regioni Puglia e Liguria, Michele Emiliano e Giovanni Toti e al sindaco di Catania e presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, Enzo Bianco.
Molti i relatori dell’area eurasiatica: Igor Sechin, presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, presidente Novatek; Andrey Akimov, presidente del Management Board Gazprombank; Alexander Shokhin, presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Grigory Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Tatiana Valovaya, ministro dell’Integrazione e della Macroeconomica romano-prodi-al-forum-eurasiaticodella Commissione economica eurasiatica; Alekey Meshov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Evgeny Shestakov, vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Berlarus; Sergey Roumas, presidente del Cda Banca dello Sviluppo della Repubblica di Belarus; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia;   Sergey Cheremin, ministro del Governo di Mosca e Alexander Stuglev, Ad Fondazione Roscongress.

Barbara Cassani