LA RUSSIA DEL DOPO VOTO PUNTA ALLA STABILITA’

A distanza di circa un mese dalle elezioni presidenziali, pubblichiamo alcune riflessioni fatte da Luigi Marino, presidente dell’Associazione “Massimo Gorki” e Osservatore Internazionale in occasione del voto (nella Regione di Volgograd).

I commenti dei giornali russi sono abbastanza univoci: in Russia si è votato per la stabilità.

Dalla “Nezavisimaja  gazeta alla  “Izvestija“, “Vedomosti”, “Rossijskaja gazeta” è tutto un riportare di dati elettorali che parlano da soli. Per Putin hanno votato 56,4 milioni di elettori su 73,4 milioni di votanti, ottenendo quasi 11 milioni di voti in più rispetto al 2012. Anche Mosca e San Pietroburgo, ove l’opposizione è più consistente, hanno votato per il Presidente uscente. Gli esperti hanno sottolineato che vi è stata una campagna di mobilitazione degli elettori, mentre l’elettorato di protesta è risultato disorganizzato e confuso sia per i numerosi candidati alternativi che per lo stesso invito al boicottaggio della consultazione da parte di A. Naval’nyj .

Il Segretario del Comitato Centrale del KPRF Sergej Obuchov così si è espresso: “Hanno contribuito la possente mobilitazione delle compagnie statali, le risorse amministrative, la carnevalizzazione dei seggi con i banchetti per i buffet, i concerti degli allievi di parecchi istituti e scuole”. Ma al di là di queste rimostranze va in ogni caso rilevato che la partecipazione al voto è stata del 67,47%, un risultato che di per sé sta a significare che l’appello a disertare le urne non ha ottenuto riscontro, dal momento che solo nel 1991 si raggiunse il 76,66 % dei votanti.

Inoltre non si può ignorare che in tutti i seggi erano presenti i rappresentanti dei diversi candidati, gli osservatori nazionali ed internazionali, nonché un sistema di video-controllo delle operazioni. Ma soprattutto non vi sono state significative trasgressioni sia nel corso delle votazioni che dello spoglio.

Per il KPRF è il peggior risultato ottenuto nelle presidenziali. Zirinovskj aspirava al 2° posto, ma il suo risultato è di gran lunga inferiore alle sua aspettative, il che significa che anche parte del suo elettorato ha preferito un Presidente garante della stabilità.

A Mosca Putin ha ottenuto il 72,6%, un successo personale dal momento che nella precedente elezione del 2012 aveva ottenuto il 47% dei voti. A San Pietroburgo  79,5 %.

In tutta la Russia i risultati sono stati questi:

–   Putin 76,6%, Grudinin del KPRF 11,8%, Zirinovskij  5,65, K.Sobcak 1,68%. Javlinskij 1,05%

Occorre rimarcare che Mironov del partito “Russia Giusta” non aveva presentato la propria candidatura né altri candidati, per cui è da pensare che i voti siano confluiti sul Presidente Putin.

Che il Presidente uscente parta avvantaggiato nella competizione per evidenti motivi di quasi quotidiana esposizione pubblica, soprattutto in rapporto a chi si candidi per la prima volta, è indubbio. Questo vale in qualsiasi sistema di Repubblica presidenziale e comunque riguarda gli alti esponenti di tutte le istituzioni parlamentari e non. Ma obiettivamente questo di per sé non può costituire motivo per “delegittimare” il successo di Putin ed il consenso ottenuto al di là di ogni aspettativa, del resto in linea con gli stessi sondaggi effettuati precedentemente alle elezioni.

I fattori determinanti del successo di Putin sono stati diversi: la determinazione nelle scelte, chiaramente esposte nel messaggio all’Assemblea Federale del 1° Marzo, certamente il risvegliare l’orgoglio nazionale ferito, ma anche l’assicurare una crescita concreta delle condizioni generali di vita dei cittadini, tutelando l’identità culturale e la sicurezza del paese.

A Mosca come in tutto il paese, dalle Olimpiadi in poi sino alle più recenti accuse da parte del Governo inglese, si è venuta a creare una situazione per cui i cittadini della Russia si sono sentiti come in una fortezza assediata ed hanno reagito con il riconfermare il Presidente uscente.

Se qualcuno ha pensato che le accuse inglesi a distanza di qualche settimana dal voto potessero indebolire il prestigio di Putin e quindi influire negativamente sul risultato elettorale ha certamente sbagliato a fare i conti e alla luce del consenso ottenuto il tutto si è risolto in un vero e proprio boomerang.

Anche gli elettori russi all’estero a fronte di questa campagna anti Russia hanno dato un voto quasi plebiscitario a Putin.

La “Nezavisimaja gazeta” del 20 marzo ha scritto che undici organizzazioni della comunità russa presente negli Stati Uniti si erano rivolte al Congresso americano perché non riconoscesse il risultato elettorale e non si rallegrasse con un “presidente illegittimamente eletto”. Così pure nel Regno Unito ed in alcuni paesi della Unione Europea. E’ stato un abbaiare alla luna, dal momento che per la prima volta invece nella storia della Russia post-sovietica il vincitore delle elezioni presidenziali ha ricevuto più della metà dei voti di tutti gli elettori.

Come anche in precedenza Putin il giorno dopo la sua elezione ha incontrato tutti gli altri candidati per esporre i suoi piani per il futuro, sollecitando sforzi unitari per la soluzione dei problemi.

In sintesi il suo discorso è stato questo: “L’unità è necessaria per andare avanti ! E per questo occorre sentire il polso di ogni cittadino, mettendo all’ordine del giorno anzitutto le questioni interne (crescita economica, innovazione tecnologica, produzione industriale, infrastrutture, sviluppo dl sistema sanitario, istruzione e formazione) per elevare il livello di vita della popolazione della Federazione russa. Va da sé che poniamo e porremo la necessaria attenzione all’ulteriore rafforzamento del sistema difensivo del Paese. Nessuno intende retrocedere dalla corsa agli armamenti, ma noi al contrario intendiamo costruire rapporti con tutti gli Stati affinché questi diventino costruttivi”

Con questi risultati e con queste linee di politica interna ed estera tutti gli altri paesi dovranno confrontarsi nel prossimo futuro.

Luigi Marino

Osservatore Internazionale in Russia (Regione di Volgograd)




CULTURA, ASSOCIAZIONE CONOSCERE EURASIA: SCRITTORI RUSSI IN CAMPANIA SULLE TRACCE DI GORKI (DAL 14 AL 21 APRILE)

Napoli – Sarà un viaggio sulle orme di Massimo Gorki quello dei 7 scrittori russi che, dal 14 al 21 aprile, saranno accompagnati dall’Associazione Conoscere Eurasia alla scoperta di Napoli, Capri e Sorrento, città care allo scrittore e drammaturgo russo che, per molti anni, vi ha vissuto.

In occasione del 150° anniversario dalla sua nascita, i letterati russi saranno quindi protagonisti di un itinerario alla scoperta di alcuni dei luoghi più significativi legati al soggiorno in Italia del grande classico del XX secolo. In particolare, due tappe saranno dedicate alla Fondazione Premio di Napoli, impegnata dal 1961 a promuovere la produzione letteraria e il dibattito culturale nel territorio campano, e all’Associazione culturale “Massimo Gorki”, che dal 1946 promuove iniziative di reciproca conoscenza tra la regione Campania e la Federazione Russa.

Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia: “L’amicizia tra Italia e Russia ha radici antiche, fondate su un terreno fertile di relazioni culturali importanti che Conoscere Eurasia vuole continuare a promuovere e stimolare. Per questo ogni anno creiamo occasioni di incontro, scambio e dialogo che arricchiscono un patrimonio culturale condiviso sempre più ricco. Tra l’altro – ha concluso – stiamo finalizzando, in collaborazione con l’Istituto della letteratura mondiale di Mosca, la prima pubblicazione della “Sorrentiyskaya Pravda”, giornale manoscritto creato da Gorki e alcuni dei suoi celebri ospiti intellettuali durante una delle sue tappe sorrentine”.

Massimo Gorki – nome d’arte di Aleksej Maksimovič Peškov – è nato nel 1868 a Nižnij Novgorod e ha vissuto a Capri dal 1906 al 1913 e a Sorrento tra il 1921 e il 1928. In gran parte autodidatta, ha pubblicato i suoi primi racconti nel 1892. Ha lasciato una multitudine di scritti, tra cui romanzi e opere drammatugiche ed ha svolto una grande attività editoriale e pedagogica. Da giovane ha partecipato al movimento rivoluzionario, non ha accettato la rivoluzione del 1917 ma poi si era riconciliato con la Russia sovietica, dove rientò definitivamente nel 1932.

Candidato 5 volte al Nobel per la letteratura e stimato da letterati come Lev Tolstoj e Anton Čechov, è considerato il padre del realismo socialista. Nelle sue opere, Gorki (“amaro” in russo) coniuga romanticismo e realismo, studia e glorifica la natura dell’Uomo. La madre, I bassifondi, la trilogia Le mie università, La vita di Klim Samghin possono essere citati tra i suoi lavori più rappresentativi e conosciuti.

Organizzato da Associazione Conoscere Eurasia con il sostegno di Banca Intesa Russia, il viaggio degli scrittori russi è realizzato in collaborazione con Rospechat, Agenzia Federale per la Stampa e Mass Media della Federazione Russa, Consolato Onorario della Federazione Russa in Verona e Russkiy Mir Foundation.

 

Biografia degli scrittori partecipanti:

  • BASINSKYPavel Valerievich Basinsky è nato nel 1961 nella regione di Volgograd. È un noto teorico della letteratura (dottore di ricerca nelle scienze filologiche) e l’autorevolissimo critico letterario negli articoli e nei saggi del quale una profonda analisi è sempre accompagnata da un espressivo principio personale. È l’osservatore letterario permanente della “Rossiyskaya gazeta” (La gazzetta russa). Nelle sue opere originali Basinsky combina un ampio materiale documentale con una vera artisticità: un profondo psicologismo, un intrico coinvolgente, un senso dello stile. È l’autore della biografia di Massimo Gorki “Maksim Gorki. Mif i biografija” (Massimo Gorki. Il mito e la biografia, 2008). È il vincitore del premio letterario russo “Anti-Booker” (1999, per gli articoli sulla stampa letteraria). Ha vinto il Premio letterario nazionale “Bolshaya kniga” (Libro Grande) per il libro “Lev Tolstoy: begstvo iz raya” (Leone Tolstoi: la fuga dal paradiso, 2010) e per il libro “Sviatoy protiv Lva. Ioann Kronstadsky i Lev Tolstoy: istoria odnoy vrazhdy” (Il santo contro il Leone. Giovanni di Kronštadt e Leone Tolstoy: la storia di un’ostilità (2014) è stato insignito con il premio del Governo della Federazione Russa in materia di cultura.

 

  • ДАНИЛКИН_1Lev Aleksandrovich Danilkin è un giornalista, scrittore, critico letterario influente. È nato nel 1974 a Vinnitsa, si è laureato alla facoltà filologica e ha fatto il dottorato di ricerca presso l’Universita` Statale di Mosca. Ha lavorato come columnista, redattore capo della versione russa della rivista Playboy, è stato l’osservatore letterario al giornale “Vedomosti” (Prospetto), ha pubblicato la critica letteraria sulle autorevoli edizioni russe e straniere. Attualmente è il redattore della rubrica cultura della “Rossiyskaya gazeta” (La gazzetta russa). È l’autore della rassegna annuale della letteratura russa contemporanea, della biografia dello scrittore Aleksandr Prokhanov “Chelovek s yaitsom” (Uomo con l’uovo), anno 2007, shortlist dei premi russi “Bolshaya kniga” (Libro Grande) e “Bestseller nazionale”; delle biografie facenti parte della serie “Zhizn zamechatelnykh lyudey” (Vite degli uomini illustri) – Yuri Gagarin (casa editrice “Molodaya gvardiya”, 2011; Premio “Aleksandr Nevsky”) e Vladimir Lenin “Lenin: Pantokrator solnechnykh pylinok” (Pantocratore dei granelli di polvere solare, casa editrice “Molodaya gvardiya”, 2017; premio letterario nazionale “Bolshaya kniga”), della raccolta dei racconti “Kludge”.
  • КРУСАНОВ_3Pavel Vasilievich Krusanov è nato nel 1961 a Leningrado. Si è laureato presso l’Università pedagogica statale A. I. Herzen di Leningrado. Nella prima metà degli anni 1980 era un attivo rappresentante di underground musicale, un membro del rock club di Leningrado, partecipante del rock band “Abzats”. Negli stessi anni era l’editore in proprio di una rivista letteraria clandestina “Gastronomicheskaya subbota” (Sabato gastronomico). Faceva il datore luci nel teatro delle marionette, giardiniere, tecnico della registrazione sonora, pubblicitario, addetto stampa rotocalco. Le prime pubblicazioni nelle edizioni ufficiali erano uscite nell’anno 1989. Ha vinto il premio della rivista “Oktyabr” (Ottobre) per il romanzo “Ukus angela” (Il morso dell’angelo) altamente valutato dai critici. Negli anni 2003, 2014 entrava nella shortlist del premio “Bestseller nazionale”. Nel libro “Tsar golovy” (Lo zar della testa, 2014), permeato dalla fantasticheria del mondo di Pietroburgo e dal suo speciale umorismo amaro, tratta le leggende e la mitologia della citta`il che` fa ricordare Gogol con i suoi “Peterburgskye povesti” (Racconti di Pietroburgo). È componente dell’Associazione degli scrittori di San Pietroburgo.
  • Левенталь_Levental5Vadim Andreevich Levental è nato il 25 ottobre 1981 a Leningrado. Si è laureato presso la facoltà di filologia dell’Università di San Pietroburgo. Lavora come redattore presso la casa editrice “Limbus Press” e come direttore esecutivo del premio “Bestseller nazionale”. Nel 2013 è diventato famoso dopo la pubblicazione del suo primo romanzo “Masha Regina” che era entrata nella shortlist del premio “Bolshaya kniga” (Libro Grande). Nel 2015 il libro successivo “Komnata strakha” (Camera di spavento) crea un’immagine misteriosa della città nativa dimostrandone la vita parallela, normalmente nascosta dagli occhi umani. È esordito anche come autore dell’idea nonché compilatore dell’edizione in due volumi “Literaturnaya matritsa” (Matrice letteraria), altamente valutata dai critici.
  •  Сенчин_2Roman Valerievich Senchin è nato nel 1971 nella città di Kyzyl della Repubblica Autonoma di Tuva. Ha fatto gli studi presso la scuola tecnica degli operai edili, l’istituto pedagogico dei Kyzyl. Ha lavorato come tecnico del palcoscenico, spazzino, scaricatore. Ha avuto le prime pubblicazioni sulla stampa locale negli anni 1995-1996. Nel 2001 si è laureato presso l’Istituto di Letteratura Massimo Gorki. Nel 2009 il suo romanzo “Yoltyshevy” entrava a far parte di shortlist dei maggiori premi letterari russi. Il Premio del Governo della Federazione Russa nel 2012. È stato insignito del premio letterario nazionale “Bolshaya kniga” (Libro Grande) per il romanzo “Zona zatopleniya” (Zona di allagamento) che narra come la costruzione di una centrale idroelettrica rompe le vite degli abitanti dei territori che saranno allagati. All’inizio dell’anno 2017 si e`trasferito da Mosca a Ekaterinburg.
  •  Фото Степанцовой Екатерины1Ekaterina Aleksandrovna Stepantsova è nata a Mosca nell’anno 1975.  Si è laureata presso l’Istituto di Letteratura Massimo Gorki con la specializzazione nelle traduzioni letterarie dalla lingua italiana. Nel 1998 ha passato un periodo di stage in Italia. Ha fatto il dottorato di ricerca all’Istituto della letteratura mondiale A. M. Gorki presso l’Accademia russa delle scienze. Ha tradotto dall’italiano le opere di Umberto Eco, Leonardo Sciascia, Federico Tozzi, Roberto Saviano, Milena Agus, Niccolò Ammaniti ed altri, nonché dei film per il canale televisivo “Kultura”.
  • ЗАМШЕВ_1Maksim Adolfovich Zamshev è un poeta, narratore, critico letterario, traduttore. È nato nel 1972 a Mosca, si è diplomato al liceo musicale Gnesin e si è laureato presso l’Istituto di Letteratura Massimo Gorki. È autore di dieci libri di poesia e di quattro libri di narrazione. Lavora parecchio come traduttore dalle lingue romena e serba. È il primo segretario del Consiglio di amministrazione dell’organizzazione della città di Mosca facente parte dell’Unione degli scrittori della Russia. È il redattore capo della “Literaturnaya gazeta” (La gazzetta di letteratura) e della rivista “Rossiysky kolokol” (Campana della Russia). È vincitore dei premi letterari intitolati agli scrittori russi Nikolay Rubtsov, Nikolay Gumiliov, Aleksandr Griboedov, Dmitry Kedrin, Sergey Mikhalkov. Nomina al premio “Bestseller nazionale” (2017) per il romanzo “Vesna dlya reportiora” (La primavera per un cronista).

RED

(fonte: Ispropress – Ufficio stampa Conoscere Eurasia)