L’Arena di Verona celebra “CARMEN”

Dal 4 luglio, un cast di stelle per lo spettacolo con cui Franco Zeffirelli debuttò in Arena Akhmetshina, Alagna, Kurzak, Schrott diretti dal maestro Ciampa con i complessi artistici e tecnici areniani e centinaia di mimi, figuranti, coro A.Li.Ve. e le danze della compañia Antonio Gades. Fino al 3 settembre in scena anche Rachvelishvili, Eyvazov, Sicilia, Micheletti, Meli, Beczała, Grigolo.

L’Arena di Verona celebra Carmen, Bizet e Zeffirelli. Tre anniversari in un unico grande spettacolo in scena a Verona dal 4 luglio, a 150 anni dalla prima assoluta dell’opera e dalla scomparsa del suo autore Bizet. E a 30 anni dal debutto areniano del maestro Franco Zeffirelli, proprio con questo allestimento che, nel 1995, vide nel ruolo di Micaela il soprano Cecilia Gasdia.

Una messinscena ‘colossal’ per numero di personale artistico e tecnico coinvolto che, anche quest’anno, vede una parata di stelle nel cast diretto da Francesco Ivan Ciampa. Protagonista della prima Aigul Akhmetshina con Roberto Alagna, Aleksandra Kurzak, Erwin Schrott. Tornano anche le storiche coreografie spagnole del Camborio, con il Ballo areniano e la Compañia Antonio Gades.

Un capolavoro che ha cambiato la storia della musica, dell’opera e, nel tempo, della società. Carmen, dalla novella di Prosper Merimée, fece scandalo già alle prove, per le innovazioni di scrittura e presto anche per la libertà della protagonista, disposta a morire pur di difenderla. Il 3 marzo 1875 debuttò alla presenza del mondo musicale parigino ma senza il pubblico abituale dell’Opéra Comique, allertato del “forte soggetto” da una campagna negativa dello stesso impresario. Georges Bizet (1837-1875) non visse abbastanza a lungo per vederne il successo: morì, tre mesi dopo, neanche trentottenne, e la consacrazione partì da Vienna, lo stesso anno, con le scene originariamente parlate messe in musica come recitativi dall’amico Ernest Guiraud, quindi in tutto il mondo. Dopo aver stregato il pubblico, illustri colleghi come Brahms e Čajkovskij e intellettuali come Nietzsche, Carmen arrivò in Italia e, nel 1914, fu il primo titolo ad essere rappresentato in Arena dopo il successo della prima Aida: protagonista allora Maria Gay, compagna del fondatore Giovanni Zenatello. È tuttora la seconda opera più ricorrente in Anfiteatro dopo il capolavoro verdiano: il 14 agosto 2025 è prevista la recita numero 300 da quella prima Carmen.

Tutti i grandi interpreti di ieri e di oggi sono passati dall’Arena di Verona e da Carmen in particolare: per citarne solo alcuni, Elena Nicolai, Fedora Barbieri, Giulietta Simionato, Grace Bumbry, Franco Corelli, Mario Del Monaco, Veriano Luchetti, José Carreras, Mirella Freni, Renata Scotto, Alida Ferrarini, Ettore Bastianini, Piero Cappuccilli, Tom Krause, Giorgio Zancanaro.

Nel luglio 1995, esattamente 30 anni fa, Carmen fu il primo biglietto da visita in Arena del regista e scenografo Franco Zeffirelli. Fiorentino, classe 1923, già dagli anni ’50 era attivo nel teatro, di prosa e d’opera, e nel cinema, acclamato internazionalmente. A lungo corteggiato dall’Arena, attese con un certo timore, quasi diffidenza, il suo debutto, avvenuto con le massime cure di allora, per un titolo che conosceva bene, messo in scena con una disponibilità di grandi masse per lui inedita. Fu l’inizio di una lunga storia d’amore con l’immenso palcoscenico areniano, sviluppatasi in altri 10 spettacoli altrettante inaugurazioni del Festival, compresa quella del 2022 che ha riportato questa Carmen in tutta la grandiosità immaginata ma non realizzabile trent’anni fa.

Nel primo cast di allora, quale Micaela, Cecilia Gasdia, dal 2018 Sovrintendente di Fondazione Arena: «La prima volta che ho assistito ad uno spettacolo in Arena, con la mia famiglia, avevo 5 anni, mi portarono a vedere proprio Carmen. Nessuno poteva immaginare che trent’anni dopo sarei stata nel cast di quell’opera, esattamente su quel palcoscenico. Ogni volta che riprendiamo Carmen, e questo allestimento in particolare, l’emozione e la meraviglia sono sempre grandissime. Ho avuto l’onore di interpretare Micaela nel 1995, alla prima volta in Arena del maestro, e amico, Franco Zeffirelli, posso assicurare che quel senso di meraviglia è ancora vivo e cattura, di anno in anno, tanto il pubblico quanto gli artisti in scena».

Oggi come allora, all’appello sono presenti le voci più importanti della scena internazionale: sabato 4 luglio alle 21.15 protagonista è Aigul Akhmetshina, la Carmen più richiesta di oggi, mezzosoprano reduce dal trionfale debutto l’anno scorso e in Arena fino a settembre; accanto a lei l’appassionato Don José di Roberto Alagna e l’applaudita Micaela di Aleksandra Kurzak; Escamillo per antonomasia il basso-baritono uruguaiano Erwin Schrott, di casa in Arena. A loro si alternano nelle diverse serate del Festival grandissimi interpreti di oggi: Anita Rachvelishvili fa il suo atteso ritorno come Carmen il 18 luglio, così come Alisa Kolosova 12 e (26/7). Parata di tenori per José: Francesco Meli, Yusif Eyvazov (per la prima volta), Piotr Beczała, Paolo Lardizzone, Vittorio Grigolo; Mariangela Sicilia è titolare di Micaela in tutte le recite successive, mentre come Escamillo si avvicendano Luca Micheletti, Alexander Vinogradov e Giorgi Manoshvili (altro debutto nel ruolo). Apprezzati artisti e giovani affermati anche nelle parti di fianco, come Sofia Koberidze (Mercedes), Daniela Cappiello (Frasquita), Jan Antem (Dancairo), Carlo Bosi (Remendado in alternanza con Francesco Pittari e Vincent Ordonneau), Gabriele Sagona (Zuniga) e Giulio Mastrototaro (Morales).

Alla guida dell’Orchestra areniana, il maestro Francesco Ivan Ciampa (che debuttò in Arena proprio con questo titolo nel 2018) che per la prima volta affronta lo spettacolo di Zeffirelli: in scena rivive una Siviglia da set cinematografico, più vera del vero e curata in ogni dettaglio, con centinaia tra solisti, artisti del Coro, voci bianche, figuranti e mimi di ogni età, nonché il Ballo dell’Arena, a cui si aggiunge la danza autenticamente spagnola della Compañia Gades sulle coreografie originali di El Camborio e nei costumi fedeli ai disegni di Anna Anni. Oltre al Coro di Fondazione Arena preparato da Roberto Gabbiani, nella piazza sivigliana cantano anche i monelli, interpretati dalle giovanissime voci bianche di A.Li.Ve. istruite da Paolo Facincani.

Repliche il 12, 18, 26 luglio alle 21.15, il 14, 23, 29 agosto e il 3 settembre ore 21. I biglietti per tutte le date sono già in vendita su arena.it, sui canali social dell’Arena di Verona e su Ticketone. Speciali riduzioni sono riservate agli under 30 e agli over 65.

All’interno del programma di sala del 102° Festival, Fondazione Arena ha dedicato nuovi approfondimenti a Carmen e a Bizet, con l’opera introdotta dalla giornalista e musicologa Valentina Anzani, un saggio inedito sul compositore a firma di Hervé Lacombe, oggi massimo studioso d’opera francese e di Bizet in particolare, e una gallery con immagini storiche di Carmen in Arena dal 1914 ad oggi.

L’Arena di Verona Opera Festival 2025 conta sul sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, Numia, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che sostiene i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Calvisius Arena Foyer, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP e Ferroli. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner. 

Paolo Simoncini




Carmen di Bizet inaugurerà il 96° Opera Festival 2018 dell’Arena di Verona

Venerdì 22 giugno alle ore 21.00 un attesissimo nuovo allestimento della celeberrima Carmen di Bizet inaugurerà il 96° Opera Festival 2018 dell’Arena di Verona. La nuova produzione porta la prestigiosa firma di Hugo de Ana, regista, scenografo e costumista argentino di fama internazionale.

Dopo l’ultima storica edizione di Carmen, firmata da Franco Zeffirelli e proposta in Arena dal 1995, Hugo de Ana propone per il 2018 una lettura inedita dell’opera, consapevole della sfida che pone un titolo tanto caro alla storia e al pubblico del Festival. Il regista argentino vuole affrancare la Siviglia di Carmen dal cliché variopinto e folkloristico immaginato da molti artisti di fine Ottocento e dalla tradizione. Per andare al cuore delle passioni e del mondo gitano in cui la protagonista si muove, de Ana traspone la vicenda un secolo dopo rispetto al libretto, negli anni Trenta del Novecento, periodo storico significativo per sottolineare la ricerca incessante della protagonista verso la sua indipendenza e libertà, che la porterà come un torero nella Plaza de Toros, un’arena nell’Arena, ad affrontare fino alla morte la prepotenza maschile e una società ostile al suo essere zingara quindi diversa.

«La vicenda di Carmen rappresenta quindi – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia – il più famoso femminicidio della storia. L’Arena e l’opera sono parte della società moderna e per questo, in punta di piedi e con rispetto, abbiamo pensato di ricordare e denunciare questo grave fenomeno in occasione della prima rappresentazione. Sono già tragicamente arrivate al numero di 31 le donne uccise dai propri compagni nel solo 2018. Per questo motivo venerdì 22 lasceremo vuoto un posto in platea e su di esso poseremo un mazzo di 31 rose rosse».

La messa in scena è arricchita dalle nuove coreografie di Leda Lojodice, dal lighting design dell’areniano Paolo Mazzon e dal projection design dell’artista Sergio Metalli. Anche il trucco è ideato nei minimi dettagli: le face chart per i personaggi principali sono state create dal make-up designer Michele Magnani, global senior artist di M.A.C. Cosmetics, in collaborazione con Hugo de Ana. I costumi, ideati dal Maestro argentino e frutto di una raffinata ricerca su tagli e tessuti vintage, sono completati da una selezione di capi Intimissimi, noto brand del Gruppo Calzedonia.

Debutta sia nel titolo di Bizet sia sull’ambito podio dell’anfiteatro veronese Francesco Ivan Ciampa, giovane direttore già apprezzato alla guida dei complessi areniani nella stagione lirica al Teatro Filarmonico, chiamato per l’occasione a guidare musicalmente grandissimi cantanti della ribalta internazionale, molti presenti per la prima volta in Arena, insieme ad attesi ritorni di nomi prestigiosi e giovani voci al loro esordio nella magica cornice del teatro sotto le stelle.

Nel ruolo della protagonista debuttano a VeronaAnna Goryachova (22, 29/6 – 11, 17, 21/7 – 3, 9/8) e Ksenia Dudnikova (12/8) che si alternano alla già apprezzata Carmen Topciu (6/7 – 22, 25, 28, 31/8). Vi sono grandi debutti anche come Don José: Brian Jagde (22, 29/6 – 25, 28, 31/8), Marcelo Puente (6, 11, 17/7) e Luciano Ganci (22/8) accanto all’acclamato ritorno di Francesco Meli (21/7 – 3, 9, 12/8). Micaela è interpretata da altre giovani artiste al debutto in Arena: Mariangela Sicilia (22, 29/6 – 6, 11/7), Ruth Iniesta (17/7) ed Eleonora Buratto (22, 25, 28, 31/8), mentre è atteso nello stesso ruolo il ritorno di Serena Gamberoni (21/7 – 3, 9, 12/8). Nella plaza de toros scendono Escamillo di spessore quali Alexander Vinogradov (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3/8), Erwin Schrott (9, 12, 22, 25/8) e Alberto Gazale (28, 31/8). Nei panni di Frasquita si alternano Ruth Iniesta (22, 29/6 – 6, 11, 21/7 – 3, 9/8) e Barbara Massaro (17/7 – 12, 22, 25, 28, 31/8); in quelli di Mercédès Arina Alexeeva (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3, 9/8) e Clarissa Leonardi (12, 22, 25, 28, 31/8). Come Dancairo si avvicendano Davide Fersini (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3, 9, 12, 22/8) e Biagio Pizzuti (25, 28, 31/8) e come Remendado Roberto Covatta (22, 29/6 – 6, 11, 21/7 – 3, 9/8) ed Enrico Casari (17/7 – 12, 22, 25, 28, 31/8). Completano il cast Zuniga interpretato da Luca Dall’Amico (22, 29/6 – 9, 12, 22, 25, 28, 31/8) e Gianluca Breda (6, 11, 17, 21/7 – 3/8), e Moralès in cui si alternano Biagio Pizzuti (22/6 – 21/7 – 3, 9, 12, 22/8) e Gocha Abuladze (29/6 – 6, 11, 17/7 – 25, 28, 31/8).

Il capolavoro del compositore francese è in scena per 13 serate fino al 31 agosto e vede impegnati l’Orchestra areniana, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, numerosi figuranti e i Tecnici dell’Arena di Verona, con il gradito ritorno dei giovanissimi componenti del Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani.

La serata inaugurale sarà, inoltre, dedicata alla memoria di Tullio Serafin per il cinquantenario della scomparsa, storico direttore d’orchestra che tenne a battesimo il Festival areniano nel 1913 e, tornandovi per molti anni a seguire, proprio in questa magica cornice scoprì grandi talenti come la divina Maria Callas.

Repliche: 29 giugno, ore 21.00 – 6, 11, 17, 21 luglio, ore 21.00 – 3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto, ore 20.45.

La vicenda di Carmen, opéra-comique in quattro atti su musica di Georges Bizet e libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, proviene dall’omonima novella di Prosper Mérimée ed è universalmente nota per il carisma dirompente della sua protagonista: appena arrivato a Siviglia, il giovane soldato Don José si innamora perdutamente di Carmen, sigaraia dal sangue gitano, al punto da abbandonare tutto per seguirla – compresa la fidanzata Micaela – compromettendo la propria carriera e ritrovandosi disertore tra i contrabbandieri. Ma Carmen nasce e vuole restare libera e l’arrivo del torero Escamillo la allontana da Don José, il quale però è follemente deciso a non lasciarla andare, anche a costo di doverla uccidere per tenerla con sé.

Rappresentata per la prima volta il 3 marzo 1875 all’Opéra-Comique di Parigi, ebbe un esordio travagliato e l’autore non poté godere del successo che sarebbe arrivato subito dopo: morì infatti in giugno a soli 36 anni. Ma la fortuna travolgente di quest’opera continua oggi ininterrotta in tutto il mondo, così come all’Arena di Verona: dal lontano 1914, anno del secondo storico Festival lirico in cui l’opera viene rappresentata per la prima volta, Carmen rimane il titolo più amato e frequentato dopo Aida con le sue 250 recite per 25 edizioni del Festival in 13 diversi allestimenti.

Nella messa in scena che inaugura il Festival areniano 2018 e di cui Hugo de Ana cura regia, scene e costumi, inquietudine ed emancipazione convivono in una Siviglia popolare, tutt’altro che da cartolina: sono gli stessi anni in cui la Repubblica spagnola riconosce alle donne i primi diritti, mentre venti di guerra soffiano dentro e fuori i suoi confini. Carmen tuttavia non è una donna conforme alla società dell’epoca: usi, tradizioni e superstizioni del suo retaggio zingaro ne limitano la libertà personale, ma lei rivendica la sua indipendenza, da donna senza legami e senza figli, scegliendo i propri uomini e la propria sorte, senza subire mai nulla, fino alla fine. Per raccontare questa storia, de Ana crea una Plaza de Toros affollata di uomini, donne, carri, camion e jeep che aprono e chiudono a vista le diverse scene in un unico spazio mutevole. Il pubblico viene quindi proiettato nella realtà di un popolo picaresco, sempre in movimento, povero, anche violento, mai domo. Non mancano tra i ricercati costumi anche gli abiti dei toreri fedelmente ricreati: nello scenografico rito finale si assiste alla vestizione degli impavidi eroi della corrida, tra presagi di morte e concitazione della folla.

Per informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

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