FRANCESCO BUZZELLA ELETTO NUOVO PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA

Il Consiglio di Presidenza di Confindustria Lombardia ha eletto con consenso unanime Francesco Buzzella Presidente per il quadriennio 2021-25. Buzzella nel corso delle consultazioni dei componenti del Consiglio, svolte dalla Commissione di designazione (composta dagli ultimi tre Past President di Confindustria Lombardia), era stato individuato come candidato unico.

Nato nel 1968 a Crema, Francesco Buzzella, laureato in Economia presso l’Università Bocconi, amministratore di Coim e Presidente di Green Oleo, aziende chimiche con un fatturato superiore ad un miliardo di euro e con 1250 dipendenti, operanti nella chimica dei poliuretani e nella chimica verde da fonti rinnovabili’. Presidente dell’Associazione Industriali della Provincia di Cremona dal 2017 al giugno 2021, Buzzella dal 2014 è membro della giunta di Federchimica e dal Luglio 2017 membro del Consiglio di Presidenza di Federchimica.

Ringrazio i colleghi del Consiglio di Presidenza per la fiducia riposta nella mia persona – ha dichiarato Francesco Buzzella –. Rappresentare tutta l’industria lombarda, in una fase storica così decisiva per il futuro economico e sociale della nostra regione e dell’Italia, è un grandissimo onore e una forte responsabilità. Per affrontare le sfide e i cambiamenti che ci attendono le peculiarità che contraddistinguono la nostra industria – laboriosità, qualità, capitale umano, collaborazione pubblico-privato, fiducia nei giovani – devono continuare ad essere il nostro punto di forza. Queste sono caratteristiche che hanno fatto grande l’industria lombarda e che continueranno a guidarci negli anni a venire, anni che vorrei fossero all’insegna del più puro orgoglio lombardo” ha concluso il neo eletto presidente di Confindustria Lombardia Buzzella

Al termine del Consiglio di Presidenza elettivo si è svolto, presso l’ADI Museum a Milano, l’evento di presentazione pubblica del nuovo Presidente di Confindustria Lombardia alla presenza della stampa e dei principali stakeholders degli industriali lombardi. All’incontro sono intervenuti il Presidente uscente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti, destinatario di un caloroso ringraziamento da parte dei colleghi imprenditori per l’ottimo lavoro svolto in questi quattro anni di presidenza, il Presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana e il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi.

L’incontro è stato anche l’occasione per annunciare agli attori sociali ed economici lombardi la nomina del nuovo Segretario Generale di Confindustria Lombardia, il Dott. Dario Voltattorni, entrato in carica il 1° luglio 2021.

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IMPRESE INTERNAZIONALIZZATE PIÙ FORTI DELLA PANDEMIA

Rapporto Internazionalizzazione 2021: Le imprese lombarde guardano all’UE per le supply chain e a USA, Russia e Germania per i mercati.

La quasi totalità delle imprese manifatturiere lombarde presenti sui mercati esteri prediligono l’export rispetto ad altre forme di internazionalizzazione come la scelta di avere sedi commerciali o produttive. Inoltre, il 45% del fatturato è realizzato all’estero ma nel 2020 il 55% delle imprese ha subito una diminuzione dei ricavi; la ricerca di controparti estere e incontri B2B sono i principali servizi richiesti; USA, Russia e Germania sono i place to be per il prossimo triennio. Questi i principali risultati emersi dall’Indagine internazionalizzazione 2021 ‘Gli effetti della pandemia negli scambi globali delle imprese lombarde’ realizzata da Confindustria Lombardia, Assolombarda e Sace e con il coinvolgimento di tutte le Associazioni territoriali di Confindustria Lombardia.

L’Indagine, presentata quest’oggi presso la sede degli industriali lombardi a Milano con un evento organizzato in forma in presenza e online, è stata realizzata su un campione di oltre 1200 imprese lombarde associate.

Nonostante l’eredità pesante della pandemia il sistema produttivo della nostra regione ha dimostrato e sta dimostrando una grande capacità di reazione: le imprese lombarde hanno una straordinaria capacità di adattamento riuscendo ad attutire gli shock a cui sono state sottoposte e sostenendo, specialmente nei momenti di crisi, l’economia regionale e nazionale. Ad oggi, le imprese lombarde hanno già raggiunto quote di export pari al periodo pre-covid. Per tornare a eccellere nei nuovi scenari competitivi globali adesso però le imprese hanno bisogno di politiche di supporto modulate sulla base delle dimensioni e degli obiettivi. La competitività rimane il fattore chiave per il successo dei nostri prodotti sui mercati esteri. La valorizzazione degli ecosistemi dell’innovazione e delle filiere attraverso incentivi e semplificazione, soprattutto se parte dall’Europa, può essere l’arma per attrarre investimenti produttivi capaci di generare un impatto positivo in termini di crescita, occupazione, innovazione e sostenibilità” ha dichiarato il Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti.

Nonostante il covid abbia provocato uno stop al commercio estero, Milano respira ancora internazionale – ha dichiarato Veronica Squinzi, Vicepresidente di Assolombarda con delega a Internazionalizzazione ed Europa -. Infatti, sebbene le imprese milanesi abbiano perso 5,7 miliardi di esportazioni nel 2020, la nostra città conferma la propria vocazione cosmopolita, accentrando il 35% delle esportazioni della Lombardia e il 9% di quelle italiane. Ora che la ripresa è in atto, è necessario puntare su digitalizzazione, sostenibilità e innovazione, i nuovi paradigmi che guideranno l’epoca post-Covid, con l’obiettivo di riuscire a intercettare le opportunità strategiche in tutti i settori del Made in Italy a livello internazionale. In questa direzione, il PNRR è un’occasione unica per costruire le competenze trasversali orientate alla transizione digitale e alla transizione ecologica richieste sui mercati globali. Le riforme previste dal PNRR dovranno essere anche la leva per migliorare i contenuti di innovazione e competitività dei nostri prodotti e sostenere una ripresa strutturata dei nostri percorsi di internazionalizzazione”.

Noi siamo Regione Lombardia, siamo innovatori, anticipatori dei tempi, abbiamo a disposizione un tessuto produttivo fatto dall’ingegno dei nostri imprenditori e dalla qualità del lavoro dei lavoratori lombardi. Sui percorsi d’internazionalizzazione e sulla forza che possiamo avere nella competizione internazionale noi dobbiamo fare la rivoluzione, con gli strumenti messi in campo, con la ricetta che è sempre stata vincente per noi e per il nostro tessuto economico: il rapporto pubblico-privato” ha dichiarato l’Assessore all’Sviluppo economico di Regione Lombardia Guido Guidesi.

risultati dell’Indagine contenuti nel Rapporto Internazionalizzazione 2021:

  • Per il 95% delle imprese manifatturiere lombarde internazionalizzate la modalità di presenza estera più diffusa si confermano le esportazioni;
  • il 45% del fatturato è realizzato all’estero, ma nel 2020 il 55% delle imprese ha subito una diminuzione dei ricavi all’estero;
  • Covid-19 ha invitato a un potenziale ripensamento delle ‘supply chain’ in futuro: infatti, mentre il 67% delle imprese rispondenti ha mantenuto invariati composizione e numero dei propri fornitori nel 2020, ben il 25% delle imprese ha intenzione di modificarli nel prossimo anno; Tra le imprese che hanno cambiato fornitori esteri, principalmente l’attenzione è rivolta a Paesi Ue.
  • I principali fattori critici per l’operatività all’estero durante la pandemia sono stati la mobilità internazionale, il calo degli ordinativi e i rincari dei prezzi delle materie prime;
  • Tra i servizi richiesti per l’internazionalizzazione le imprese prediligono la ricerca di clienti e controparti estere, l’organizzazione di B2B e le consulente tecniche;
  • il 66% delle imprese esportatrici rispondenti non ha intenzione di attivare canali di e-commerce;
  • Germania, Francia e Spagna sono i principali Paesi per le vendite;
  • USA, Russia e Germania sono i Paesi target per i prossimi anni;

Al convegno di presentazione dell’Indagine Internazionalizzazione 2021 sono intervenuti il Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, l’assessore allo Sviluppo Economico di Regione Lombardia Guido Guidesi, la VP Internazionalizzazione ed Europa di Assolombarda Veronica Squinzi, il Direttore del Centro Studi di Assolombarda Valeria Negri, il Responsabile Canali Indiretti Simest Carlo De Simone, il Presidente di ICE Agenzia Carlo Ferro, il Presidente e AD di Alfredo Grassi Spa Roberto Grassi, il Capo Ufficio I DG per la Promozione del Sistema Paese – Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Stefano Nicoletti.

L’incontro è stato moderato da Sara Cristaldi, Senior Advisor e Co-Head Osservatorio Geoeconomia, ISPI.

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VACCINI, LE AZIENDE CHIEDONO TEMPI E REGOLE CERTI

Con il Protocollo siglato dal sistema confindustriale lombardo con Regione Lombardia e ANMA nello scorso mese di marzo abbiamo sancito la ferma volontà delle nostre imprese di mettersi a disposizione per sostenere e promuovere la campagna vaccinale, contribuendo a dare un supporto importante in questo momento per combattere la crisi sanitaria, vaccinando il maggior numero di persone in poco tempo.

Questa iniziativa è nata dalla volontà di contribuire allo sforzo che l’intero Paese sta affrontando, proiettando finalmente l’Italia verso quella fase di ricostruzione che dipenderà in larga parte dalla imminente cantierizzazione e attuazione del PNRR.

Per le imprese adesso è fondamentale avere risposte e tempistiche certe sulla possibilità di dare il via ai propri piani vaccinali e assicurare così la salute dei propri collaboratori, guardando al futuro con fiducia. L’industria lombarda è pronta. Ora servono i vaccini. Oltre 1400 aziende lombarde, a testimonianza dell’importante ruolo sociale che esse svolgono sul territorio, si sono già messe a disposizione per effettuare nelle fabbriche le vaccinazioni dei lavoratori, nel rispetto delle priorità dettate da Governo e Regione. A questo punto, servono decisioni da parte delle istituzioni” dichiara il Presidente di Confindustria LombardiaMarco Bonometti.

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ITS ATTORI FONDAMENTALI PER LA RIPRESA OCCUPAZIONALE

Milano – Si è svolto in data 15 aprile 2021, in diretta streaming, il convegno “Le competenze per la Transizione 4.0: l’esperienza degli ITS Lombardi” organizzato da Confindustria Lombardia in collaborazione con ADAPT.

Il webinar è stato introdotto dal Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti e dall’assessore alla Formazione e Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli, a testimonianza dell’importanza delle sinergie tra pubblico e privato nella valorizzazione degli Istituti tecnici superiori.

Per il Presidente di Confindustria Lombardia Marco Bonometti “le imprese vogliono ripartire con fiducia e dinamismo e per far ciò hanno bisogno di poter trovare le competenze di cui hanno bisogno. Tra queste le competenze digitali, – richieste al 60,4% dei profili ricercati nel 2020 -, saranno uno dei principali driver su cui faranno leva le imprese per gestire la ripresa. Bisogna perciò affrontare il nodo delle competenze sul mercato del lavoro – ha sottolineato Bonometti – con l’obiettivo di ridurre lo squilibrio tra domanda e offerta. Ciò sarà possibile puntando sulla formazione tecnica e su un modello duale di formazione integrato tra scuola e industria che vede negli ITS uno strumento di virtuosa ed efficace collaborazione. I risultati parlano chiaro: in Lombardia gli studenti che escono dagli ITS hanno un tasso di collocazione all’80% a pochi mesi dal conseguimento del titolo. Nel contempo sarà necessario un salto culturale da parte di tutti, – a partire dalle famiglie e dai giovani – affinché gli ITS e l’istruzione tecnica più in generale non vengano considerati percorsi di serie b rispetto agli altri percorsi formativi, che agevoli un corretto orientamento dei giovani verso il mondo del lavoro e concrete opportunità di occupazione”.

“La sfida dei prossimi mesi – ha dichiarato l’Assessore alla Formazione e al Lavoro di Regione Lombardia Melania Rizzoli – è quella di gettare le basi per definire il futuro prossimo del sistema ITS Lombardo con l’obiettivo ambizioso di passare nel giro di 5 anni dagli attuali 3.500 studenti ad oltre 30mila, garantendo però lo stesso livello qualitativo dei percorsi e la stessa efficacia in termini di risultati occupazionali. Far crescere il sistema ITS è un dovere per una Regione che vuole guardare con fiducia al futuro e che vuole soddisfare sia le esigenze sia delle aziende che dei nostri giovani. Abbiamo un’occasione unica per far evolvere il sistema grazie alle risorse del PNRR e del nuovo POR FSE. Coinvolgeremo tutte le Fondazioni e tutti i nostri Stakeholder nella definizione di questa vera e propria rivoluzione su cui metteremo il nostro massimo impegno” ha concluso Rizzoli.

Al centro del dibattito il Report ‘Gli ITS Lombardi e il Piano di sviluppo nazionale 4.0’ di Confindustria Lombardia e curato da ADAPT. Lo studio, presentato dal ricercatore di ADAPT Matteo Colombo, analizza i risultati dell’offerta formativa ITS su Industria 4.0 finanziata da Governo e Regione Lombardia a partire dall’anno formativo 2018-2019.

Nel corso dell’ultima sessione del webinar, la consigliera del Ministero dell’Istruzione Cristina Grieco, e il Vicepresidente di Confindustria Giovanni Brugnoli, si sono confrontati sulle politiche nazionali necessarie per aumentare le sinergie tra Istituti e imprese e garantire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

“Con i fondi Ue il sistema Its farà un salto in avanti – ha detto Cristina Grieco, consigliera del ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, per le tematiche legate a regioni ed enti locali -. Dobbiamo però lavorare sodo, fin da ora. I finanziamenti vanno sistematizzati, va salvaguardata la flessibilità dei percorsi, e aggiornati profili e competenze. Gli Its devono passare da start-up a offerta formativa ordinamentale”.

“L’eccellenza degli ITS lombardi nasce dal loro profondo legame con l’industria” – chiosa Brugnoli, Vicepresidente di Confindustria per il capitale umano –. “Legame che è garanzia di un’alta formazione tecnologica e, soprattutto, garanzia di occupazione. Va sottolineato perché è urgente, mentre in tanti parlano di ITS, prima di tutto orientare verso gli ITS: sarà l’obiettivo degli ITS POP DAYS, dal 5 al 7 maggio, dove gli ITS lombardi assieme ad altri 90 di tutta Italia potranno presentarsi ai giovani e alle loro famiglie in una città digitale degli ITS.”

Al webinar sono inoltre intervenuti: la Referente di Confindustria Lombardia per la valorizzazione degli ITS Monica Poggio, il Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale per la Lombardia Augusta Celada e Barbara Mazzali, Presidente Comitato Paritetico di Controllo e Valutazione del Consiglio Regionale della Lombardia.

L’evento è stato moderato dal giornalista de Il Sole 24 Ore Claudio Tucci.

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ALPLINKBIOECO, COME POTENZIARE FILIERE INNOVATIVE NELLA BIOECONOMIA CIRCOLARE

Milano  –  Si è chiuso il 31 marzo 2021 , con una conferenza online, il progetto Interreg europeo AlpLinkBioEco, progetto nato tre anni fa nell’ambito della Strategia macroregionale Alpina EUSALP con l’obiettivo di sviluppare proposte interregionali per il potenziamento delle filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia circolare. All’evento sono intervenuti il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Lombardia Alvise Biffi e l’assessore all’Ambiente e Clima di Regione Lombardia Raffaele Cattaneo.

AlpLinkBioEco, di cui Confindustria Lombardia è partner, nell’arco dei tre anni ha lavorato sui temi della bioeconomia e dell’economia circolare, considerati motore per la competitività, portatori di valore aggiunto per le imprese e tasselli fondamentali per raggiungere gli obiettivi del Green Deal europeo e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite.

Per sostenere la transizione da un’economia basata sui combustibili fossili a un’economia biobased, ad inizio progetto è stato sviluppato un database interattivo, il Value Chain Generator, mappando decine di associazioni settoriali e centinaia di aziende e successivamente sviluppando nuove catene del valore e occasioni di simbiosi industriale a livello locale, nazionale e transnazionale.

Inoltre, grazie alla raccolta di input da stakeholders politici e industriali delle regioni europee coinvolte, è stato definito un piano di azione condiviso (Masterplan) per stimolare lo sviluppo della bioeconomia nello Spazio Alpino.

Progetti come AlpLinkBioEco dimostrano che l’industria è l’attore principale della transizione sostenibile e le filiere innovative operanti nel settore della bioeconomia e dell’economia circolare, sono elementi fondamentali della competitività. La crisi ci ha insegnato che la dinamicità dei territori è fondamentale e va agevolata valorizzando le specificità del contesto, costruendo un sistema interconnesso. In questa cornice, i progetti macroregionali vanno a inserirsi in un contesto omogeneo e al tempo stesso complementare dal punto di vista delle specializzazioni, creando le condizioni di competitività in cui operano le imprese, sia in termini di produzione che di valorizzazione delle risorse, in una prospettiva di circolarità. Le imprese sapranno certamente cogliere le opportunità offerte dall’economia circolare per crescere e svilupparsi” ha dichiarato il Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonomettima per realizzare questa transizione servono urgentemente regole chiare e certe”.

La sfida di oggi consiste nell’integrare la bioeconomia e l’economia circolare: unire il modello circolare a un modello che guarda all’impiego delle risorse biologiche L’azione di Regione Lombardia – afferma l’assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia, Raffaele Cattaneova in questa direzione. Mettiamo in campo politiche che guardano alla sostenibilità, in un’ottica di alleanza tra imprese e ambiente. E lo stesso va fatto anche per la bioeconomia che va sostenuta affinché sviluppi azioni che guardano all’economia circolare. Infatti, in Lombardia ci sono più di 25 mila imprese che operano nel settore biochimico, oltre un quinto del totale in Italia, che fanno della ricerca e dell’innovazione un loro punto di forza. Investono oltre 3 miliardi di euro e gli addetti del settore arrivano a 33 mila (su 50 mila in Italia). E il ruolo del Progetto AlpLinkBioEco è fondamentale perché ha creato valore, supportando le imprese in questa sfida. Il tutto all’interno di Eusalp, che vede Regione Lombardia protagonista, e dove la Green economy e la sostenibilità sono al centro delle politiche delle Regioni alpine”.

Il Progetto ha visto la partecipazione di 6 Stati dell’arco alpino (Italia, Francia, Germania, Austria, Svizzera e Slovenia) e 9 Regioni, di cui 3 facenti parte dei 4 Motori d’Europa (Lombardia, Baden-Württemberg e Auvergne Rhône-Alpes). Quattordici i partner che hanno lavorato al progetto:

Centro di competenza per l’innovazione delle materie plastiche – Centro di ricerca (CH); Affari Alta Austria – OÖ Wirtschaftsagentur Ltd. – Autorità pubblica regionale (AT); Poly4EmI ospita Anteja ECG doo – Business Support Organization (SI); Università della Tuscia – CSALP – Università (IT); Confindustria Lombardia – Organizzazione di sostegno alle imprese (IT – Lombardia); BIOPRO Baden-Württemberg GmbH – Agenzia di sviluppo regionale (DE –Baden-Württemberg); Hub Innovazione Trentino – Organizzazione di supporto alle imprese (IT – Trentino); Technology Center Horb GmbH & Co.KG – Organizzazione di supporto alle imprese (DE – Stoccarda); Associazione Lombardia della Chimica Verde- Cluster (IT Lombardia); Plastipolis – Organizzazione di sostegno alle imprese (FR – Alvernia Rodano-Alpi); Cluster francesi – Organizzazione di sostegno alle imprese (FR – Auvergne Rhône-Alpes); Ministero dell’Istruzione, della Scienza e dello Sport – Pubblica Amministrazione (SI); Chemie Cluster Bavaria – Cluster (DE – Bavaria); Fraunhofer Italia – Ente di ricerca senza scopo di lucro (IT – Alto Adige).

Oltre a Regione Lombardia, il progetto ha visto la partecipazione in qualità di osservatore anche del Cluster regionale LE2C.

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Smartland: dalla Lombardia la ripartenza per il Paese ma dal Governo italiano, solo “misure frammentarie, non risolutive e non compensative”

Fari puntati ieri 3 dicembre sulla Lombardia, con l’evento digitale “Smartland – Dalla Lombardia la ripartenza per il Paese” organizzato dal Sole 24 ORE, in partnership con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia e Fondazione Fiera Milano.

Il convegno digitale ha fatto il punto sul territorio lombardo e sulla sua situazione economica attuale; al centro del dibattito tra istituzioni e imprese gli strumenti a sostegno delle imprese, l’export come driver strategico per ridare slancio alla crescita economica e il sistema fieristico, ulteriore asset per la ripresa economica e sociale del Paese.

Ad aprire i lavori è stato il saluto del Direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini, che ha lanciato subito l’intervento di apertura del Presidente della Regione LombardiaAttilio Fontana: “Siamo chiamati, oggi, a fare scelte che incideranno sul nostro domani in maniera irreversibile. Per questo motivo serve elaborare una visione che abbia come traguardo la regione dei prossimi 30 anni, individuando quei settori strategici in cui investire risorse e programmare riforme. Noi abbiamo selezionato alcuni temi chiave: digitalizzazione della pubblica amministrazione; investimenti in ricerca e sviluppo, valorizzando il ruolo di Regione quale facilitatore d’innovazione sul territorio e presso le PMI; sostenibilità, preferendo alle politiche del bonus programmi di più ampio respiro, ad esempio sulla rigenerazione urbana; formazione, colmando quel gap tra la domanda e offerta sul mercato del lavoro soprattutto con riferimento alla formazione professionale qualificata. Con il Recovery Fund ha proseguito Fontana – l’Italia ha un’occasione preziosa per disegnare un Rinascimento economico, sociale e culturale. Ritengo tuttavia fondamentale che le Regioni siano coinvolte nella fase programmatoria per l’utilizzo dei 209 miliardi assegnati affinché sia costruita una proposta concreta per il futuro del nostro Paese. La Lombardia – ha precisato il Governatore della Lombardia – ha già elaborato un proprio progetto di utilizzo dei fondi che valorizza i seguenti settori: digitalizzazione, transizione verde, rigenerazione urbana e attrattività. Questa è la nostra direzione. Questa è l’idea di Smartland a cui guardiamo”, ha concluso Attilio Fontana.

Critico nei confronti del Governo e delle misure per gli indennizzi alle imprese il Presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che nel suo intervento a Smartland sottolinea come “solo adesso il Governo sembra rendersi veramente conto di dover indennizzare le imprese; lo sta facendo con misure frammentarie e non risolutive e non compensative della voragine che si è aperta nei bilanci del 2020. Mentre era necessario farlo dall’inizio” ha continuato il Presidente di Confindustria: “Sarebbe bastato chiedere alle imprese quali fossero i problemi da risolvere per scoprire che è mancata la copertura dei costi fissi rispetto alle minori entrate generate dalle restrizioni amministrative. E la soluzione non è ricorrere al debito“. Grande capacità di resilienza hanno dimostrato di avere le imprese lombarde di fronte a una crisi senza precedenti. Lo ha confermato Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia, che ha sottolineato come la Lombardia nel 2020 abbia dovuto fronteggiare “non solo lo tsunami Covid ma anche il rischio di compromettere la sua forte propensione manifatturiera, la libertà economica, la collaborazione pubblico-privato e le radici fortemente radicate sui territori ma aperte al mondo e all’internazionalizzazione. La Lombardia ha però resistito prima e reagito dopo – ha affermato Bonometti – mostrato resilienza e capacità di ripensarsi, grazie anche a dimostrazioni concrete di responsabilità sociale da parte delle imprese. Proprio dall’input dell’industria lombarda si è avviato un confronto con sindacati e governo per la creazione del primo protocollo anti-Covid sui luoghi di lavoro per tutelare l’occupazione e la sopravvivenza delle fabbriche; la disponibilità immediata del comparto sanitario privato ad affiancare il sistema sanitario regionale ha consentito di alleggerire il peso dell’emergenza sul settore pubblico. Questi esempi concreti, – ma potrei anche citare la riconversione delle produzioni, i gesti di solidarietà di cui si sono rese protagoniste le aziende e il contributo che il manifatturiero sta dando per tenere economicamente in vita l’Italia -, sono le fondamenta sulle quali costruire la Lombardia del futuro post-Covid”, ha concluso Bonometti.

Smartland è poi entrato nel vivo del convegno con un momento di confronto sugli strumenti messi a disposizione delle imprese da parte di istituzioni e istituti bancari per uscire dalla crisi e ripartire nel 2021. Ne hanno discusso insieme a Bonometti, Ambrogio Carzaniga, Socio e Vicepresidente di Fimer S.p.A e Tito Nocentini, Direttore Regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo, che nel 2020 ha sostenuto famiglie e imprese con finanziamenti fino a 30 mila euro per un volume complessivo di 600 milioni, mentre i finanziamenti oltre i 30 mila euro valgono circa 4 miliardi. Complessivamente, il sostegno finanziario alla Lombardia da parte di Intesa Sanpaolo è ammontato a circa 7 miliardi di euro. Altro settore affrontato è stato quello del sistema fieristico. Sulla ripresa del comparto Enrico Pazzali, Presidente di Fondazione Fiera Milano, ha dichiarato che le fiere del prossimo futuro “potranno essere diverse da quelle cui eravamo abituati; dovremo integrare le manifestazioni “fisiche” con le tecnologie digitali che ci hanno supportati in questi mesi; diventerà indispensabile la partnership tra virtuale e reale. Di certo la fiera “in presenza” continuerà a costituire un elemento imprescindibile del nostro settore. Ne abbiamo avuta conferma anche durante un recente incontro dell’UFI, Unione delle Fiere Internazionali, dal quale è emerso che tutti i principali attori mondiali del nostro settore aspettano con ansia il momento di tornare a organizzare manifestazioni nei padiglioni con le presenze degli espositori e dei visitatori. “Fiera Milano – ha ricordato Pazzaliin realtà, era già ripartita a settembre con mostre in presenza. I numeri ci stavano confortando. Poi gli eventi hanno costretto Fiera Milano SpA a fermarsi ancora e a tornare anche al virtuale; ma dai primi mesi del 2021 Fiera Milano ricomincerà con la filiera del fashion system; per settembre sono state già fissate le date del Salone del Mobile 2021. E’ dunque un grande segnale di ottimismo quello che viene da Fiera Milano – ha fatto sapere il Presidente – che ogni anno fa convergere sull’intero sistema economico di Milano e della Regione Lombardia ricadute valutate intorno agli 8 miliardi di euro. Con la capacità collaudata di fare sistema tra privati e istituzioni messa in campo proficuamente in questi primi cento anni di storia della Fiera di Milano, forniremo il migliore contributo come sistema fieristico milanese alla ricostruzione e rigenerazione dell’economia del nostro Paese e delle imprese.

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WORLD MANUFACTURING FORUM 2020: LA RIPRESA POST COVID 19 PARTE DAL MANIFATTURIERO

Il World Manufacturing Forum in streaming da Cernobbio ha presentato il progetto “Back to the Future” e  analizzato il ruolo dell’Intelligenza Artificiale per il rinascimento del manifatturiero

Cernobbio (Co) – Si è aperta ieri 11 novembre, l’edizione 2020 del World Manufacturing Forum, l’evento internazionale organizzato dalla WM Foundation che ogni anno riunisce a Cernobbio istituzioni, imprenditori, manager, mondo accademico e ricercatori da tutto il mondo per fare il punto sulle sfide e le prospettive del manifatturiero e più in generale dell’economia. Protagonista inevitabile dell’evento l’emergenza Covid-19 che ha sconvolto anche il mondo economico e industriale con un impatto sui mercati e le catene del valore senza precedenti.

‘Intelligenza Artificiale per il rinascimento manifatturiero’ è il tema al centro della due giorni che si è svolta ieri e si chiude oggi in modalità streaming, partendo dal presupposto che la produzione rappresenta il più importante motore dell’economia globale, sia in termini di lavoro che di ricchezza creata e distribuita. Tutto ciò è ora messo a repentaglio dalla crisi sanitaria in corso che, secondo il FMI, causerà un calo del 3% del PIL globale. Dal palco del World Manufacturing Forum, però, la via della ripresa è chiara: è stata indicata da oltre 160 esperti da tutto il mondo che hanno dibattuto su 4 temi prescelti (People, Policy, Preparedness, Productivity) all’interno del progetto “Back to the future” ideato dalla Fondazione WMF in piena emergenza Covid (Marzo ’20). I contenuti del white paper che ne è derivato verranno illustrati nella prima giornata di dibattito.

La WM Foundation sta rafforzando il proprio ruolo di riferimento nel manifatturiero globale attraverso iniziative che puntano a incrementare le relazioni e il confronto e mettere a fattor comune le esperienze positive, valorizzando la sinergia tra industria, ricerca e politiche provenienti da ogni parte del mondo. Ci siamo molto sforzati dai primi mesi di quest’anno di dotarci degli strumenti (nuovo sito web, definizione del Piano Strategico) per consolidare ed allargare la nostra community. Mai come dopo questa lunga e inaspettata fase emergenziale le esperienze di resilienza manifatturiera rappresentano una speranza per una più rapida ripartenza di tutta l’economia e l’industria. A testimonianza dell’effettivo allargamento del nostro network è doveroso citare l’organizzazione della prima World Manufacturing Week, con ben 8 eventi a corollario del Forum di Cernobbio, ed in particolare  il World Manufactirng Forum North America, che si svolge simultaneamente a Phoenix (Arizona), con l’obiettivo di ampliare questo format anche ad altre parti del mondo. Titolo della manifestazione americana sarà ‘Il valore dell’Industria 4.0 per le PMI’ che sottolinea l’importanza delle piccole imprese ancghe nella più grande economia del mondo. L’evento è organizzato da Intelligent Manufacturing Systems, uno dei partner fondatori della WM Foundation con Confindustria Lombardia e il Politecnico di Milano” ha dichiarato il Presidente della World Manufacturing FoundationAlberto Ribolla. “Occorre notare – continua Ribolla – che l’emergenza Covid non solo non ha allontanato la nostra comunità dal WMF, anzi, data la modalità in distance, ciò permetterà ad oltre 3.000 persone, ad oggi già registrate ai 16 eventi da tutto il mondo (rispetto alle 1.500 del 2019) di partecipare ai momenti nel Forum di loro interesse con grande flessibilità”.

Nel corso della prima giornata del WMF 2020 sono intervenuti, tra gli altri: Carlo Bonomi, Presidente Confindustria, Li Yong, Direttore Generale, UNIDO – United Nations Industrial Development Organization, Pierre Gattaz, Presidente, BusinessEurope, Lucilla Sioli, Direttrice per Artificial Intelligence and Digital Industry, DG Connect, Commissione Europea, Mike Lackey, Vice president mondiale di Solution Management Manufacturing, SAP e Daria Taglioni, Research Manager, Trade and International Integration, Development Research Group della Banca Mondiale, Stefan Pan, delegato nazionale di Confindustria per le relazioni con le altre organizzazioni industriali europee.

Significativo anche l’intervento del Presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, che ha dichiarato: “Il futuro dell’industria italiana dipenderà dalle scelte che faremo in questi mesi. L’industria manifatturiera è stata colpita da un duplice shock indotto dalla pandemia, che ha colpito sia la domanda che l’offerta. La conferma viene dal calo dei fatturati e della perdita di produzione, che subiranno nel 2020 una contrazione a doppia cifra. Le industrie italiane hanno saputo resistere prima e stanno reagendo ora, confermando come il manifatturiero sia il traino per l’intera economia e unica leva per creare sviluppo e occupazione. Vanno create le condizioni per ridare fiducia alle imprese. C’è quindi bisogno di una politica industriale concentrata su poche priorità di lungo periodo, per sostenere l’industria ad affrontare la competizione mondiale, favorendo l’adattamento verso i megatrend della manifattura del futuro a livello globale. Dobbiamo rafforzare la capacità delle aziende di consolidare la propria posizione nelle catene globali del valore, di accedere alle nuove tecnologie e di stare sui mercati internazionali. La fase di crisi accelererà alcuni processi di innovazione che erano già avviati verso la transizione al 4.0 e che si tradurranno in investimenti in automazione, nella gestione degli stabilimenti produttivi e della logistica, in incremento della digitalizzazione, in investimenti green e in nuove infrastrutture per la mobilità. Saranno necessari grandi investimenti anche sui nuovi prodotti con innovazioni tecnologiche e soluzioni sostenibili, per soddisfare la richiesta del mercato globale. In questa epoca di incertezza e disorientamento, la visione e i progetti della World Manufacturing Foundation – di cui Confindustria Lombardia è uno dei fondatori – indicano la via da seguire. Le risorse messe a disposizione dal Recovery Fund non dovrebbero essere spese per preservare l’esistente, ma dovrebbero favorire una vera e propria rivoluzione dell’assetto produttivo del paese“.

Il WMF 2020 si chiuderà oggi, 12 novembre, con il prof. Marco Taisch, Scientific Chairman WMF, che presenterà il World Manufacturing Report 2020 ‘Il manifatturiero nell’era dell’Intelligenza Artificiale’ e con gli interventi , tra gli altri, di Chandrakant Salunkhe, Founder and President, SME Chamber of India, Marta Batalla Massana, Policy Officer, DG Grow – European Commission, Fabrizio Sala, vicepresidente e Assessore per la Ricerca, Innovazione, Università, Export e Internazionalizzazione Regione Lombardia e Bernardo Calzadilla-Sarmiento, Director, Department of Trade, Investment and Innovation, United Nation Industrial Development Organization, John Polowczyk, Admiral, US Navy.

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OLIMPIADI INVERNALI 2026: FONDAZIONE MILANO CORTINA, CONFINDUSTRIA LOMBARDIA E CONFINDUSTRIA VENETO SIGLANO DUE PROTOCOLLI D’INTESA

Milano-Cortina – Fare sinergia e attivare il meglio delle eccellenze industriali, creative e sportive delle due regioni che da sole producono oltre il 30% del Pil nazionale in vista delle Olimpiadi invernali del 2026: è questo l’obiettivo dei due protocolli d’intesa siglati da Fondazione Milano Cortina 2026, Confindustria Lombardia, Confindustria Veneto, Assolombarda, Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Belluno Dolomiti.

I protocolli, in vigore fino a luglio 2026, stabiliscono una collaborazione finalizzata a diffondere e promuovere le opportunità derivanti dalla partecipazione alle selezioni di prodotti, servizi e forniture indette dalla Fondazione per assicurare un efficiente ed efficace riuscita dell’evento olimpico.

«Ho sempre sostenuto che la sinergia tra i territori fosse una delle chiavi vincenti dei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 – spiega Giovanni MalagòPresidente della Fondazione. – Questi protocolli d’intesa con le due Confindustrie di Lombardia e Veneto rappresentano una conferma di quanto il mondo imprenditoriale sia al fianco di questo grande progetto innovativo e sostenibile che può rilanciare l’immagine dell’Italia nel mondo».

«Le intese che annunciamo oggi dimostrano che i Giochi di Milano Cortina non possono aspettare il 2026 e devono cominciare subito”, dice Vincenzo NovariAmministratore Delegato della Fondazione Milano Cortina 2026. “La nostra sfida è organizzare un grande evento sportivo globale valorizzando le eccellenze locali in un quadro di sostenibilità economica, ambientale, sociale. E senza pesare sulle tasche dei cittadini. Un’occasione di sviluppo imperdibile per i territori Olimpici e una vetrina per l’intero Paese: dimostreremo che oltre alla creatività e al genio, siamo capaci di mettere in campo una solida cultura dell’innovazione e un’organizzazione impeccabile. I due protocolli non sono solo un invito rivolto alle imprese di Lombardia e Veneto perché diventino protagoniste dei Giochi come partner. Essi rappresentano una buona prassi da replicare, un modello per attivare tutte le energie economiche che, in Italia, possono dare e ricevere valore abbracciando questa meravigliosa avventura olimpica».

«Le Olimpiadi Milano Cortina possono rappresentare per la Lombardia una grande opportunità di crescita, di sviluppo, di ammodernamento tecnologico e di valorizzazione dei nostri territori, adeguando anche le infrastrutture necessarie. Le imprese lombarde sono in grado di soddisfare il fabbisogno olimpico con forniture d’eccellenza in tutti le filiere, dalle attrezzature tecniche ai beni e competenze necessari per infrastrutturare e mettere in sicurezza le competizioni olimpiche. Questo darebbe un ulteriore segnale di forza del Made in Italy nel mondo oltre a testimoniare la qualità e la variegata capacità produttiva manifatturiera della nostra regione, con effetti importanti anche in termini di ricaduta economica per tutti i nostri territori» ha dichiarato Marco BonomettiPresidente di Confindustria Lombardia.

Per Enrico CarraroPresidente di Confindustria Veneto: «Oggi iniziamo un percorso olimpico grazie al quale il nostro territorio potrà contare su investimenti reali, attivare nuove sinergie, mettere a fattor comune competenze, beneficiare di grande visibilità. Dobbiamo essere bravi a valorizzare e ottimizzare tutte le opportunità che questi grandi eventi possono innescare. La piattaforma che stiamo creando con questo protocollo ha l’obiettivo di facilitare contatti diretti tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e il sistema produttivo veneto, facendo sì che le nostre imprese siano solo semplici spettatori ma possano partecipare concretamente all’organizzazione delle olimpiadi invernali fornendo beni e servizi che abbiano un valore aggiunto».

I territori che ospiteranno le competizioni olimpiche avranno un ruolo chiave nella preparazione e nello svolgimento dell’evento olimpico e questo ruolo nel medio periodo potrà rappresentare un driver strategico di crescita e sviluppo.

«Gli inglesi lo chiamano call to action, noi lo chiamiamo invito all’azione, ma il significato non cambia. Le Olimpiadi Milano Cortina – spiega Alessandro SpadaPresidente di Assolombarda – rappresentano un volano e un motore di opportunità enorme, un acceleratore che le nostre imprese sono pronte a premere fino in fondo, una chiamata, per le nostre aziende, ad essere parte, con il loro know how, le loro eccellenze, i loro prodotti e servizi, di un evento di portata globale. È un percorso verso le Olimpiadi che ci permette di valorizzare e ulteriormente mettere a reddito l’enorme multisettorialità dei nostri territori e delle nostre eccellenze».

«L’assegnazione delle Olimpiadi invernali del 2026 ai nostri territori è stata frutto di un gioco di squadra ed è questa la strada sulla quale dobbiamo continuare in vista dell’appuntamento, dando spazio a collaborazioni e sinergie ad ampio spettro per organizzare un’Olimpiade indimenticabile e massimizzarne le ricadute. Il protocollo sottoscritto si inserisce in questa logica e sosterrà le imprese delle nostre province, non solo quelle del comparto turistico ma anche le manifatturiere e le aziende fornitrici di servizi, nell’agganciare le molte opportunità collegate alla preparazione e gestione dell’evento, trasformandolo in un acceleratore di crescita. A questo proposito, non dimentichiamo che siamo anche di fronte ad un’occasione unica per affrontare il nodo nevralgico delle infrastrutture: il loro potenziamento è un obiettivo che non solo il territorio ma il Paese non può mancare» commenta il Presidente di Confindustria Lecco e SondrioLorenzo Riva.

«Il protocollo siglato tra Fondazione e Confindustria è strategico per le nostre imprese: trasparenza e massimo coinvolgimento del territorio sono i punti chiave di questo accordo che mira a costruire un futuro di sviluppo integrato e sostenibile» – afferma Lorraine Berton, presidente di Confindustria Belluno Dolomiti. «Le Olimpiadi, per il Bellunese, non sono un fine ma il mezzo per trattenere sul territorio le migliori energie, dare certezze ai giovani e fare una seria programmazione. In tutto questo, il mondo dell’impresa – che nella nostra provincia ha sempre fatto la differenza – deve continuare ad avere voce. Non solo le nostre aziende, conoscendo bene il territorio, sanno dove, quando e come agire nel migliore dei modi con rispetto e grande senso di responsabilità sociale. Nel Tavolo istituito dal protocollo, faremo da raccordo con le nostre aziende: oggi più che mai, anche a causa della crisi innescata dal Covid, gli imprenditori non possono perdere nessuna opportunità di crescita. Coinvolgere le imprese del territorio fa bene al territorio. Solo così si può davvero crescere insieme».

Protocollo di intesa Fondazione Milano Cortina

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INDUSTRIA, COME RIPARTIRE DOPO L’EMERGENZA CORONAVIRUS. EDIZIONE 2020 DEL WMF L’11 e 12 NOVEMBRE A CERNOBBIO

Presentati a Bergamo il Piano strategico 2020-25 della World Manufacturing Foundation e la nuova edizione del Forum

Bergamo – Presentato, presso la sede di Confindustria Bergamo inserita nell’innovation district Kilometro Rosso, il Piano strategico 2020-25 della World Manufacturing Foundation. Alla conferenza stampa di presentazione sono intervenuti Alberto Ribolla, Presidente WMF, Stefano Scaglia, Presidente di Confindustria Bergamo, Fabrizio Sala, Vicepresidente di Regione Lombardia, Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano e Marco Bonometti, Presidente di Confindustria Lombardia.

“Abbiamo scelto di presentare a Bergamo il piano strategico della World Manufacturing Foundation perchè è da qui, dove all’improvviso tutto si è fermato, che devono arrivare segnali di ripartenza, fiducia e coraggio. E il manifatturiero, che per definizione è resiliente, inclusivo, sostenibile e innovativo, deve sempre più incarnare il ruolo di attore positivo e dinamico affinché la ripartenza del settore avvenga in maniera ancor più competitiva e sostenibile oltre che con un rafforzato compito di traino dell’intero sistema economico” ha dichiarato Alberto Ribolla nel corso della conferenza stampa.

La World Manufacturing Foundation nasce nel 2018 per volontà di Confindustria Lombardia, Politecnico di Milano, IMS con il support di Regione Lombardia e Commissione Europea. Il Piano strategico delinea l’azione della WM Foundation nei prossimi 5 anni, che si concentrerà sulla diffusione di valori quali:  sostenibilità, apertura, eccellenza, approccio globale e mentalità orientata al futuro per promuovere cultura industriale e migliorare la competitività del settore manifatturiero.

Il Piano Strategico 2020-25 si avvale del contributo dei 150 esperti che, da ogni parte del mondo, hanno inviato le proprie opinioni, contribuendo a delineare le azioni e le best practices per affrontare le sfide dei cambiamenti in atto nel settore manifatturiero.

Alla base dell’agire della World Manufacturing Foundation, con la sua rete globale di partner, c’è un modello rodato di collaborazione aperta tra l’ambito industriale, accademico e di ricerca e il settore pubblico. Questo network globale, nell’ambito del progetto ‘Back to the Future’, ha consentito di costruire una vision più ampia sull’impatto che il ‘new normal’ avrà sul settore manifatturiero, oltre a poter individuare nuove dinamiche competitive sia dal punto di vista delle politiche industriali che delle catene del valore.

La conferenza si è chiusa dando appuntamento al World Manufacturing Forum 2020: il tradizionale meeting che ogni anno riunisce piccoli e grandi imprenditori, istituzioni, accademici, manager e associazioni industriali provenienti da tutto il mondo si svolgerà a Cernobbio (Co) l’11 e 12 novembre in modalità ibrida (online e in presenza). Al centro dell’edizione 2020 del Word Manufacturing Forum, arricchita da appuntamenti collaterali che andranno a comporre la Manufacturing Week, il tema della Intelligenza Artificiale e la resilienza delle imprese del manifatturiero: “Artificial Intelligence for the Manufacturing Renaissance. The resilience of companies in a New Normal society”.

La prima giornata del Forum sarà interamente dedicata alle sfide e ai cambiamenti che la pandemia impone al settore manifatturiero.

Al WMF 2020 interverranno, tra gli altri: Carlo Bonomi, Presidente di Confindustria, Pierre Gattaz, Presidente di Business Europe, Chandrakant Salunkhe, Presidente SME Chamber India, Linda Hasenfratz, CEO di Linamar, Paolo Benanti, francescano del Terzo Ordine Regolare, esperto di etica, bioetica ed etica delle tecnologie, John Polowczyk, Supply Chain Stabilization Task Force – Covid-19, FEMA / Health and Human Services (USA). Attesi a Cernobbio anche esponenti del Governo italiano e della Commissione Europea.

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SOLIDARIETA’ AL PRESIDENTE DI CONFINDUSTRIA LOMBARDIA MARCO BONOMETTI MINACCIATO CON LETTERE E UN PROIETTILE

MilanoConfindustria Lombardia esprime la massima solidarietà e vicinanza al Presidente Marco Bonometti per le minacce ricevute.

Marco Bonometti è sotto scorta dopo che nella sede di Bergamo sono arrivate due lettere indirizzate allo stesso imprenditore con un proiettile. Pochi giorni fa Bonometti era stato anche ascoltato dai magistrati della procura di Bergamo per la mancata istituzione della zona rossa all’inizio della pandemia. Bonometti si era mostrato contrario alla chiusura delle attività industriali e secondo gli investigatori le minacce ricevute potrebbero essere legate proprio a questa sua presa di posizione.

Confindustria Lombardia si è prodigata fin dal principio dell’emergenza per salvaguardare la salute e la sicurezza dei lavoratori, sostenendo e promuovendo il protocollo siglato da tutte le parti sociali a livello nazionale affinché le aziende potessero continuare a lavorare garantendo il massimo rispetto delle norme anti-Covid e invitando tutte quelle imprese che non fossero state in grado di rispettare tale regolamentazione a interrompere le attività.

Confindustria Lombardia, inoltre, si è sempre adoperata affinché fossero garantite le attività essenziali, la cui chiusura avrebbe compromesso l’approvvigionamento di beni e strumenti fondamentali ad assicurare la salute di tutti i cittadini.

Le recenti vicende di cronaca confermano la presenza di un clima di odio verso l’impresa e gli imprenditori, alimentato da importanti attori del dibattito pubblico nazionale. Confindustria Lombardia auspica un rasserenamento dei toni e il riconoscimento dell’impresa come attore fondamentale per la tenuta sociale del Paese e la creazione di benessere e ricchezza.

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