Le sanzioni di Zelensky

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha firmato sabato un decreto che impone sanzioni per 10 anni a 192 persone, per lo più cittadini russi.

Le ultime sanzioni colpiscono anche 291 persone giuridiche, comprese fabbriche e imprese russe. Inoltre, le società bielorusse, georgiane e kazake sono state inserite nella lista nera.

Sul sito web del presidente ucraino è stato pubblicato il relativo decreto, che attua la decisione sanzionatoria del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale dell’Ucraina.

Tra le altre imprese russe, 17 raffinerie di petrolio, comprese quelle affiliate alle major petrolifere Lukoil e Gazprom Neft, sono state sanzionate per il decennio successivo.

Le ultime restrizioni ucraine si applicano anche a Mosenergosbyt, il più grande distributore di energia della Russia, nonché a due zone economiche speciali russe, Technopolis Mosca e Lotos.

Zelensky ha inserito nella lista nera Georgian Airways sulla scia della ripresa dei voli diretti tra Georgia e Russia. Inoltre, il presidente della compagnia aerea Tamaz Gaiashvili è stato sanzionato per 10 anni.

Gaiashvili ha detto all’agenzia di stampa russa TASS, di non essere preoccupato per quelle sanzioni. “Non mi interessa se qualcuno mi ha imposto sanzioni. Lo lascerò senza commenti“, ha detto l’uomo d’affari georgiano.

Il presidente russo Vladimir Putin il 10 maggio ha firmato un decreto per abolire i visti per i cittadini georgiani a partire dal 15 maggio. In un altro decreto, ha revocato il divieto di voli diretti delle compagnie aeree russe per la Georgia che Mosca aveva in vigore dal 2019. La compagnia aerea russa Azimut era il prima compagnia aerea ad iniziare i voli il 19 maggio, dopo aver ottenuto il permesso dalle autorità aeronautiche georgiane. Georgian Airways è stata la seconda compagnia aerea ad avviare voli diretti tra la Georgia e la Russia il 20 maggio.

RED




MAIRE TECNIMONT: NUOVE COMMESSE PER 90 MILIONI DI DOLLARI IN RUSSIA E IN EUROPA

MilanoMaire Tecnimont S.p.A. annuncia l’aggiudicazione, attraverso alcune delle sue principali controllate, di commesse per un valore complessivo pari a circa USD 90 milioni per licensing, servizi di ingegneria, attività EP (Engineering e Procurement) e EPC.
I contratti, aggiudicati da alcuni dei più prestigiosi clienti internazionali, sono stati conseguiti principalmente in Federazione Russa ed Europa. In particolare, Tecnimont Russia (controllata di Tecnimont S.p.A.) si è aggiudicata un contratto Lump Sum da parte di OOO Stavrolen, controllata di PJSC Lukoil (“Lukoil“), per attività di ingegneria, procurement e costruzione per il revamping di una linea di compounding per un’unità di polietilene già esistente, all’interno del complesso petrolchimico nella regione di Stavropolskiy, nella Federazione Russa.

Gli altri progetti sono stati aggiudicati nei settori Oil&Gas RefiningFertilizzanti. Pierroberto Folgiero, Maire Tecnimont Chief Executive Officer, ha commentato: “Questo risultato conferma il nostro focus nel core business technology-driven. In particolare, siamo davvero entusiasti di consolidare la collaborazione con Lukoil, facendo leva sulle nostre forti capacità nel realizzare progetti di revamping, parte della nostra strategia di business“.

RED




Il presidente della società petrolifera russa Lukoil incontrerà a Vienna i ministri del Petrolio di Iran e Iraq

L’amministratore delegato della società petrolifera russa Lukoil, Vagit Alekperov, ha dichiarato che prevede di tenere una riunione con i ministri del Petrolio iracheno e iraniano a Vienna la prossima settimana. “Lukoil terrà incontri con il ministro iraniano del petrolio Bijan Zangeneh e con quello iracheno Jabar Luaibi la prossima settimana a Vienna“, ha detto Alekperov ai giornalisti. La ministeriale dell’OPEC e dei paesi al di fuori dell’Organizzazione per monitorare l’attuazione dell’accordo sulla riduzione della produzione petrolifera si terrà il 24 maggio a Vienna. Il giorno successivo ci sarà il vertice OPEC, nel quale sarà adottata la decisione di prorogare l’accordo di Vienna. L’OPEC, il 30 novembre 2016, si è riunito a Vienna di ridurre la produzione di 1,2 milioni di barili al giorno a partire dai livelli di ottobre 2016. Undici paesi non OPEC, il 10 dicembre dello stesso anno, hanno deciso di tagliare l’output per un totale di 558.000 barili al giorno, tra cui la Russia per 300.000 bpd. L’accordo è stato concluso per la prima metà del 2017 con la possibilità di estensione.

RED




AZERBAIGIAN: 22 ANNI FA IL “CONTRATTO DEL SECOLO”

Il 20 settembre 2016 ricorre il XXII anniversario del “Contratto del Secolo”, la cui firma avviò un nuovo periodo nello sviluppo dell’industria petrolifera dell’Azerbaigian e dell’economia azerbaigiana in generale.

Firmato nel PalazzoGulustan” di Baku il 20 settembre 1994, il contratto si articolava in 400 pagine e fu preparato in 4 lingue. Esso riguardava lo sviluppo e la gestione produttivaloleodotto-baku-tblisi-ceyhan dei giacimenti “Azeri”, “Chirag”, e “Guneshli” con la partecipazione di 13 aziende (Amoco, BP, McDermott, Unocal, SOCAR, Lukoil, Statoil, Exxon, Turkish petrolium, Penzoil, Itochu, Remko, Delta) provenienti da 8 paesi (Azerbaigian, USA, Gran Bretagna, Russia, Turchia, Norvegia, Giappone, Arabia Saudita).

Dopo aver firmato il Contratto, i partecipanti crearono lo Steering Committee,  l’Azerbaijan International Operating Company (AIOC), e il Consiglio consultivo, che iniziarono ad operare dopo aver ottenuto l’autorità legale con la firma, da parte del Presidente dell’Azerbaigian, di un decreto speciale, il 2 dicembre 1994.

La firma del “Contratto del Secolo” ha contribuito fortemente ad accrescere il prestigio internazionale dell’Azerbaigian, che è divenuto un OLYMPUS DIGITAL CAMERAimportante esportatore petrolifero.

Proprio la necessità di esportare verso il mercato mondiale le crescenti risorse petrolifere dell’Azerbaigian rese più attuale l’idea dell’oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.

La firma di 22 anni fa con le compagnie petrolifere internazionali, ha gettato le basi di una cooperazione efficace e reciprocamente vantaggiosa con i paesi delle società partecipanti al contratto, ha aperto la strada per rafforzare la posizione geo-politica del paese, accelerando il processo di integrazione nel mondo dell’economia.

L’Azerbaigian è un Paese leader nella regione, ed oggi – forte dello sviluppo economico avviato proprio dall’esportazione petrolifera – è nel pieno della diversificazione della sua economia.

Barbara Cassani