Il voto pilatesco del Parlamento Europeo

Nonostante l’Europarlamento abbia votato a favore del regolamento proposto da Bruxelles, l’assemblea, a maggioranza centro destra, su richiesta delle associazioni di categoria tra cui Coldiretti, ha bocciato gli articoli che riguardano la ricostituzione delle zone verdi in aree agricole.

Nello specifico, sono stati approvati gli emendamenti che annullano l’articolo 9, sulle misure a protezione degli insetti impollinatori e sugli impegni misurabili per il ripristino delle aree verdi nelle zone agricole.

Rimangono inalterati invece gli obiettivi relativi ai centri urbani, per aumentarne gli spazi verdi e quelli per la rimozione delle barriere fluviali per arrivare a 25mila km di fiumi a flusso libero entro il 2030.

Franco Ferroni, responsabile agricoltura del WWF Italia

Delusione per gli ambientalisti e vittoria per le associazioni che sostengono l’industria di settore tra cui Coldiretti e Copa-Cogeca, che rappresentano gli imprenditori italiani ed europei e che avevano manifestato proprio contro le “ingerenze” della normativa futura sulla gestione dei terreni agricoli.

L’amarezza degli ecologisti è percepibile nelle parole di Franco Ferroni, responsabile agricoltura del WWF Italia, secondo cui l’abolito articolo 9 prevedeva di istituire degli strumenti di misurazione che evidentemente creavano fastidio all’agroindustia.

Ferroni spiega alla stampa che: “Il ripristino della natura negli agroecosistemi aveva come indicatori l’andamento delle popolazioni di uccelli negli ambienti agricoli, il carbonio nel suolo e la presenza di infrastrutture verdi nelle aziende agricole, che secondo la strategia UE per la biodiversità dovrebbe essere il 10% delle aree agricole entro il 2030. Su questi indicatori Copa-Cogeca ha alzato le barricate ottenendo alla fine lo stralcio dell’articolo 9 del regolamento“.

Del tenore opposto sono invece le parole dell’amministratore delegato di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, veterinario famoso per le sue ospitate in Tv soprattutto quando c’era da saccentare in merito alle restrizioni antivirus.

L’ad di Filiera Italia, Scordamaglia

Dopo il voto di Strasburgo, questa la sua dichiarazione: “Alla fine, tramite emendamenti sono stati apportati notevoli miglioramenti sui punti più critici da noi sin dall’inizio segnalati nella proposta di regolamento per il ripristino della natura“.

Calca quindi ancora di più la mano, affermando che: “la salvaguardia del territorio e della biodiversità si fa con la lotta all’omologazione delle produzioni e non smantellando filiere produttive essenziali“.

Parole che, francamente, suonano un po’ vuote, soprattutto se pensiamo che nella fondazione da lui rappresentata trovano posto industrie sulle quali pesano sospetti di poca attenzione all’ecologia e al benessere animale, umano e ambientale, quali Aia, Montana, McDonald’s, Fileni (il cui recente scandalo mette a rischio la sua certificazione bio), oltre a colossi dell’energia quali Eni ed Enel.

Quindi, quando si parla di ecologia e rispetto per la natura, dovremmo fidarci di questi soggetti? O sarebbe meglio mandarli letteralmente a zappare la terra, naturalmente dopo aver pagato i danni?

Eva Bergamo




V FORUM EURASIATICO 2016: A VERONA IL 20 E 21 OTTOBRE

Saranno  oltre 60 i relatori del V Forum Eurasiatico, il vertice  economico che si terrà a Verona il 20 e 21 ottobre (Palazzo della Gran Guardia).antonio_fallico

Tra i temi affrontati nelle 8 sessioni di lavoro del focus sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia, l’Europa e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan, quelli relativi ai processi geopolitici  in movimento nella grande Eurasia; all’economia e alla finanza nel contesto della crisi globale; al mercato dell’energia in prospettiva 2020, fino ai nuovi modelli di cooperazione economica, alle infrastrutture e all’agroindustria. All’evento, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa forum-eurasiatico-tosi-boschi-fallicoSanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handing Services, sono attese circa 600 aziende provenienti, oltre che dall’Italia, anche dai Paesi UEEA, Cina, India, Corea del Sud e Aerbaijan.
Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l’UEEA e l’Italia si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell’export made  in Italy verso i Paesi dell’Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell’1%, (-30% l’import, a/a), con un bilancio non omogeneo a livello geografico. In notevole crescita il Mezzogiorno, che vede aumentare le proprie esportazioni del 130,5% grazie al balzo delle forniture di metallurgia in Kazakistan. Chiudono a +0,2% le forniture del Centro Italia, palazzo-della-gran-guardia-a-verona-dove-si-svolge-il-forum-eurasiaticocomplice il settore della meccanica dell’area fiorentina, che ha compensato gli arretramenti dell’industria del mobile. Ma per lo studio di Intesa Sanpaolo, in parte anticipato oggi, le perdite maggiori del primo semestre arrivano dalle aree epicentro del commercio verso l’Unione Eurasiatica. Il Nord-Est – dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la perdita in particolare della meccanica – il dato chiude a -4,1%; mentre il Nord-Ovest ha registrato il dato più negativo (-10,7%), complice anche in questo caso la caduta della meccanica oltre a cantieristica, aerospazio  ed elettrotecnica. Complessivamente si intravede comunque un segnale diverso rispetto a quello che ha distinti il crollo dell’ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l’export italiano a 8,4mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%). Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di evgeny-utkin-romano-prodiBanca Intesa Russia: “I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane ed europee non solo comprendono la strategicità dell’Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export’ ma deve investire in forme innovative di cooperazione”.
Sul fronte degli interventi italiani, il Forum Eurasiatico vedrà la partecipazione, tra gli altri, di: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Massimo Mucchetti, presidente della 10^ Commissione del Senato; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, presidente e Ceo Pirelli & C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam ; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscererazov-sechin-e-fallico Eurasia; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, oltre ai presidenti delle Regioni Puglia e Liguria, Michele Emiliano e Giovanni Toti e al sindaco di Catania e presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, Enzo Bianco.
Molti i relatori dell’area eurasiatica: Igor Sechin, presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, presidente Novatek; Andrey Akimov, presidente del Management Board Gazprombank; Alexander Shokhin, presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Grigory Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Tatiana Valovaya, ministro dell’Integrazione e della Macroeconomica romano-prodi-al-forum-eurasiaticodella Commissione economica eurasiatica; Alekey Meshov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Evgeny Shestakov, vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Berlarus; Sergey Roumas, presidente del Cda Banca dello Sviluppo della Repubblica di Belarus; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia;   Sergey Cheremin, ministro del Governo di Mosca e Alexander Stuglev, Ad Fondazione Roscongress.

Barbara Cassani

 




A PRANZO CON PUTIN PARLANDO DI IGP E SANZIONI

Milano – In una intervista rilasciata a Evgeny Utkin in occasione del 4°Food & Made in Italy del Sole 24 Ore, Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare Italia, parla del Forum Economico di San Pietroburgo (SPIEF 2016), del pranzo con Vladimir Putin e su come superare le sanzioni per i prodotti IGP. 

– Presidente Scordamaglia, come valuta la partecipazione italiana al recente Forum Economico di san Pietroburgo?Vladimir Putin

  • E’ stato un appuntamento sicuramente importante, importante per l’economia mondiale, importante per le relazioni tra Italia e Russia visto che per la prima volta c’era un paese ospite ed era l’Italia, importante anche per l’agroalimentare dei due Paesi che ha avuto un ampio spazio sia nei dibattiti pubblici, sia nei colloqui tra il presidente Putin e il presidente Renzi. L’Agroalimentare è stato descritto anche come un ponte di ripresa del colloquio, di dialogo e di superamento delle attuali tensioni e sanzioni. L’Italia ha tutto quello che alla Russia serve e la Russia ha tutto quello che all’Italia serve. La Russia ha territorio agricolo, fertile, pronto ad essere valorizzato, l’Italia ha strumenti di valorizzazione, tecnologie, know how, aziende in grado di valorizzare sul posto e di investire sul posto…

– Quindi lei sta parlando praticamente di made in Italy e made with Italy?Luigi Scordamaglia - Presidente Federalimentare Italia

  • Questo era il tema del dibattito tra Russia e Italia, ma non direi solo di questo, direi che made in Italy è made with Italy perchè se ci sono determinati prodotti agricoli che necessariamente bisognerà fare in Russia, senza produrre ad esempio carni bovine per poi mandarle in Russia, d’altro canto ci sono prodotti ad alto valore aggiunto che per la loro natura e legame al territorio, si devono fare sul territorio e poi esportare in Russia. In questo senso c’è stata anche una apertura del governo russo che ha detto che avrebbe valuato con particolare attenzione la tutela ed un rafforzamento della collaborazione su questo aspetto.

– Di quali prodotti parla?tutto food Milano 2016

  • DOP e IGP, di tutti, vuol dire “Parmigiano Reggiano“,  “Prosciutto di Parma“… che oggi in Russia sono oggetto di contraffazioni e imitazioni perchè non potendoli importare li producono in loco e vogliamo che il governo russo si impegni a difendere l’originalità dei prodotti e a riaprire le esportazioni dall’Italia.

– Ho capito, ma non ha avuto occasione di assagiare ad esempio “Mozzarella” russa o qualche altro prodotto…Spaghetti italiani

  • Certo che si… 

– E com’è?

  •  Tutt’altra cosa, è un buon prodotto che però non ha niente a che fare con la mozzarella…

– E invece al pranzo con Putin?

  • Turri prodotti di cucina locale ad altissimo livello, ma eravamo tutti molto presi dalla personalità dei presenti per apprezzare il cibo.Vladimir Putin e Matteo Renzi al Forum di San Pietroburgo 2016 - SPIEF 2016

– Quindi non cibo italiano ma prevalentemente russo, locale…?

  • Si, era un cibo prevalentemente internazionale  e d’altronde il vero cibo italiano mancava perchè non poteva arrivare neanche in quella occasione.

– Come state andando in Russia, avete piani di espandervi?(Davide Monteleone/VII pour Le Monde)

  • Si, certo, sicuramente si… oggi abbiamo già quasi 900 dipendenti, siamo presenti con la più grande industria della lavorazione delle carni a Mosca, abbiamo un macello ad Orenburg, stiamo creando nuovi allevamenti oltre che nella stessa regione di Orenburg ma anche del Tatarstan. Siamo in costante sviluppo perchè crediamo che questo sia il momento giusto per rilanciare gli investimenti del Paese.

– Quindi le sanzioni vi hanno ostacolato o vi hanno in un certo senso aiutato, stimolato per farvi rivedere nuove opportunità o modelli di business…?agroalimentare italiano di qualità

  • Credo nè ostacolato, nè aiutato. Noi abbiamo fatto sempre due cose, produrre localmente ed importare le eccellenze dall’Italia ed è quello che continuiamo a voler fare. Chiaramente oggi ci mancano dei prodotti, che speriamo tornino presto nella nostra distribuzione.

Evgeny Utkin






FORUM ECONOMICO INTERNAZIONALE DI SAN PIETROBURGO, I MANAGER ITALIANI: RUSSIA STRATEGICA, AVANTI CON IL “MADE WITH”

San Pietroburgo – “La Russia assieme ai Paesi dell’Unione economica eurasiatica contribuiscono per il 4% alla formazione del Pil mondiale. Si tratta di un’area strategica per la nostraPutin nell'incontro con Renzi non era daccordo sulle conseguenze negative della eventuale uscita dell'Inghilterra dalla UE economia e per questo la politica deve superare le tensioni esistenti”. Così oggi Giovanni Bazoli, presidente emerito di Intesa Sanpaolo, al Forum economico internazionale di San Pietroburgo durante la tavola rotonda sullo sviluppo delle relazioni bilaterali tra Italia e Russia, organizzata da Conoscere Eurasia.

Dello stesso parere anche l’Ad Pirelli, Marco Tronchetti Provera: “La frattura tra il mondo asiatico e quello europeo è inimmaginabile: la Russia è strategica non solo per Italia ed Europa ma anche per la stabilità geopolitica globale. E il governo italiano con la presenza a questo Forum ha dato un segnale forte in favore del processo di normalizzazione dei rapporti”.

Italian bank says country friendly to Russia - photo Luca Bruno APPer il ceo di Leonardo-Finmeccanica, Mauro Moretti: “Oggi chiudiamo con Rostec un accordo sugli Agusta Westland 189, il nostro gioiello elicotteristico. Con questo ricostruiamo un’alleanza importante e strategica sul fronte dell’alta tecnologia”.

Sul fronte del “Made with Italy” il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia è convinto che: “Il settore agroalimentare rappresenta ancor più degli altri il concetto di ‘Made with Italy’, proprio per la complementarietà delle produzioni dei due Paesi. Il ‘Made with’ non è in conflitto con il ‘Made in Italy’: ben vengano quindi le partnership legate al know-how e alla tecnologia italiana, ma allo stesso tempo auspichiamo pieno appoggio dal Governo russo in favore della tutela delle nostre denominazioni”.

Alla tavola rotonda hanno partecipato anche il presidente di Conoscere Eurasia, Antonio Fallico; Sergey Chemezov, Ceo Rostec; AndreyRussian President Vladimir Putin addresses the St. Petersburg International Economic Forum in St.Petersburg, Russia, Friday, June 17, 2016. (AP Photo/Dmitry Lovetsky) Melnichenko, presidente Eurochem; Patrizia Grieco, presidente Enel; Guido Barilla, Ceo Barilla; Leonid Mikhelson, Ceo Novatek; Claudio Descalzi, Ceo ENI. Le conclusioni sono state affidate al Vice Primo Ministro russo, Arkady Dvorkovich e al ministro dello Sviluppo Economico italiano, Carlo Calenda.

Lo stesso ministro Carlo Calenda, ha anche sottolineato come “fino a oggi le nostre relazioni commerciali si sono concentrate tra Mosca e San Pietroburgo nel 60% dei casi. Il prossimo obiettivo è coinvolgere le altre regioni, per questo stiamo lavorando con il Governo centrale russo e con i Carlo Calenda - Arkady Dvorkovich  Spief2016 - photo Agenzia InterCOMdiversi governatori su 340 proposte legate a progetti di investimento comune. Con il ‘Made with Italy’ si può fare molto di più ma un altro elemento di crescita può essere dato anche in casa nostra con il ‘Made with Russia’.  Queste proposte che saranno esaminate entro l’anno con un’operatività a partire dal 2017 – ha concluso il ministro italiano dello Sviluppo Economico –  possono essere una risorsa importante anche per le Pmi italiane”.

Anna Tumanova

(Fonte: Ufficio stampa Conoscere Eurasia – Agenzia InterCOM)




FALLICO AL IV FORUM EUROASIATICO DI VERONA: “C’E’ UNA NUOVA CONSAPEVOLEZZA DEL RUOLO NECESSARIO DELLA RUSSIA”

Verona (Palazzo della Gran Guardia) – E’ partito nel migliore dei modi il IV Forum Euroasiatico, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia fondatrice del format, da Intesa Sanpaolo e Gazprombank. Il ForumIl giornaista ed economista Evgeny Utkin con Igor Sechin presidente e Amministratore Delegato di Rosneft Eurasiatico  è oggi il punto di riferimento non solo delle relazioni economiche italo russe, ma di tutti i paesi che gravitano in questa estesissima area socio-economica .

Un elemento che ha accomunato questa prima delle due giornate di lavori,  è sicuramente il ruolo di centralità, sia nell’economia che nell’ambito della sicurezza internazionale, che è stato riconosciuto seppure in modalità diverse, alla Russia.  Veniamo pero agli interventi più significativi che si sono succeduti e nei quali l’Unione Euroasiatica non sembra più apparire come una comunità da definire, ma come una comune unità di destino ormai punto di riferimento delle nuove economie mondiali.  “L’Unione Economica Eurasiatica è molto importante per l’Italia ed è nostro interesse mantenere un rapporto sinergico. In questo senso il nostro Paese è in prima linea a livello europeo, in quanto crede molto al dialogo bilaterale. Ad oggi però Bruxelles non ha ancora riconosciuto ufficialmente la nuova unione eurasiatica”. Ha così esordito oggi nel suo intervento, Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con deleghe alle Politiche e Affari europei che ha poi chiuso rilevando come “tra Europa ed Eurasia esiste un’interdipendenza economica e politica. Ora che stiamo uscendo dalla crisi occorre lavorare per cercare soluzioni comuni, a cominciare dall’energia: l’Unione europea non ha ancora attuato una politica comune per arrivare ad una vera politica unitaria sull’energia”.

Evgeny Utkin - Romano Prodi - Maria Elena Boschi“Abbiamo in previsione investimenti nel mondo per 22-23mld di euro l’anno, nel biennio 2017-2018. I settori maggiormente interessati saranno quelli della meccanica e dell’industria petrolchimica”, ha annunciato invece il presidente del Management Board di Rosneft, Igor Sechin. Proprio oggi al Forum infatti, Pirelli, Rosneft e Synthos hanno siglato un Memorandum of understanding relativo ai positivi risultati dello studio di fattibilità iniziato in aprile e alla futura cooperazione nello sviluppo di un progetto per la costruzione di un impianto di gomma sintetica in Nakhodka. Pirelli diventerebbe così il cliente chiave per la gomma sintetica, come indicato nell’intesa siglata con Rosneft nel 2014. Per Sechin: “In futuro saremo grado di fornire i mercati asiatici e della Cina di pneumatici, grazie a una piattaforma tecnologica e produttiva all’avanguardia realizzata per supportare lo sviluppo dei cluster automotive e petrolchimico nell’estremo oriente russo. In particolare – ha proseguito Sechin – l’accordo che abbiamo firmato con due riconosciuti leader a livello mondiale nella tecnologia di fascia alta per la gomma sintetica e produzione di pneumatici, ci permetterà non Maria Elena Boschi - Ministro delle Riforme e dei rapporti con il Parlamentosolo di costruire impianti più avanzati nell’ambito della gomma sintetica – come parte del nostro progetto Fepco in Nakhodka – ma anche, in futuro, di essere in grado di fornire i mercati dell’area”.

“Il trattato Eurasiatico va bene, fa progressi, si sta allargando però non può creare un’area commerciale paragonabile alla grande alleanza frutto dell’accordo atlantico/pacifico”. Questo invece quanto detto dal presidente della Fondazione per la Collaborazione tra i Popoli, Romano Prodi. “Quelli dell’Unione Eurasiatica sono Paesi abbastanza omogenei tra loro, fanno buoni risultati ma non possono produrre quello scatto in avanti di cui la Russia ha bisogno. La grande trasformazione dell’Economia russa – ha proseguito Prodi – ha perciò bisogno di un rapporto stretto con l’Europa, è una questione vitale, per questo penso che la scelta europea sia conveniente per noi e per loro. Come ho sempre detto Europa e Russia sono vodka e caviale, ma solo il rasserenamento della situazione ucraina può sanare i rapporti che si sono avvelenati in questo periodo: l’Ucraina deve essere ponte e non campo di battaglia”.

“In un momento in cui in Europa si sta cercando di alzare i muri e di rinchiudersi nei propri confini, temendo chissà quale minaccia dall’esterno e non rendendosi conto che chiudersi Il Ministro Boschi e Igor Sechin tra i partecipanti al Forum Euroasiatico di Veronasignifica perdere delle occasioni, noi cerchiamo di svolgere un ruolo di dialogo e di confronto nell’area Eurasiatica. Lo testimoniano la storica prerogativa italiana rispetto al dialogo e i viaggi in Russia, Kazakistan e Cina del nostro presidente del Consiglio: oggi noi vogliamo fare da ponte verso quest’area”. Così ha esordito invece nel suo intervento  il ministro per le Riforme costituzionali e i rapporti con il Parlamento, Maria Elena Boschi, che ha poi concluso con un passaggio sulla situazione interna all’Italia, dicendo che: “Il nostro Paese cresce più di quanto ci si aspettasse: cresce di più l’export, che nonostante la lieve flessione degli ultimi 2 mesi è già a +4,7% contro una stima inizialmente fissata a +3,7%, grazie anche grande occasione che ha rappresentato l’Expo. Oggi – ha aggiunto – c’è una scossa nuova rispetto agli anni scorsi, in cui il Paese era fermo, impaludato. I primi dati del cambiamento sono incoraggianti: non a caso il Fondo monetario internazionale ha rivisto al ribasso le stime di 11 dei 16 principali Paesi mondiali, ma per Italia e Regno Unito – unici 2 Paesi – la stima è stata rivista al rialzo”.

Da sottolineare anche l’intervento del sindaco della città scaligera, Flavio Tosi: “Conosciamo la determinazione e il coraggio del nostro presidente del Consiglio, e lo dico con sincera ammirazione perché ha dimostrato di essere determinato nel condurre questo Paese e provare a cambiarlo. Questo va riconosciuto a Renzi: la speranza è che il ministro Boschi, qui Gli Ambasciatori de vari paesipresente, possa intercedere affinché ci sia un’apertura nei rapporti tra noi e l’Eurasia. Le sanzioni sono difficili da comprendere rispetto alle tematiche dell’economia del nostro territorio, perché i rapporti sono già strettissimi ma occorre agevolarli”.

“Abbiamo apprezzato la recente dichiarazione di Renzi secondo cui è un errore pensare di costruire un’Unione Europea senza la Russia“, ha dichiarato nel suo intervento Alexey Meshkov, vice ministro Affari Esteri della Federazione Russa. “Allo stesso tempo questo Forum sta crescendo e dimostra di stare al passo con i tempi, a testimonianza della volontà di ricercare una via d’uscita e soluzioni ragionate sui rapporti Eurasia-Europa“.

E veniamo infine all’intervento del presidente di Banca intesa Russia e dell’associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico che ha detto: “Oggi riapriamo il Forum Eurasiatico in un clima sicuramente più positivo rispetto allo scorso anno, per due ordini di motivi. Il primo, perché c’è una nuova consapevolezza geopolitica internazionale che riconosce come necessario il contributo della Russia in materia di sicurezza per la comunità internazionale. Il secondo perché la crisi economica sta rallentando Valery Fadeev - Sargis Ghazaryan - Basant Kumar Guptae – secondo gli osservatori – l’economia russa tornerà a virare in positivo nel 2016”.  A fare da eco all’intervento di Fallico, lo stesso presidente del Consiglio di Gestione di Intesa Sanpaolo, Gian Maria Gros Pietro, che ha concluso dicendo: “Condivido il titolo il di questo IV Forum Eurasiatico che si apre all’insegna di un nuovo dialogo politico e una innovativa visione delle relazioni economiche, da costruire attraverso uno sguardo condiviso e una prospettiva di lungo termine. La complementarietà delle nostre economie è un fatto storico, l’unione delle loro differenze può portare ricchezza e uno sviluppo per le risorse naturali paragonabile a quello degli Stati Uniti. Gli istituti finanziari e i governi devono continuare a collaborare per garantire le condizioni necessarie alla continuità degli investimenti nel medio-lungo termine. Le economie eurasiatiche sono salite ma hanno bisogno di forti investimenti, soprattutto nelle infrastrutture. Settore, quest’ultimo, dove l’Italia può dare un fondamentale contributo”. Così il presidente di Banca Intesa Russia e presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia, Antonio Fallico a chiusura della prima giornata di lavori del IV Forum Eurasiatico di Verona.

Il vertice economico internazionale proseguirà domani con quattro sezioni tematiche dedicate a infrastrutture, food e agroindustria, aziende innovative e start up, energie alternative. Con 600 imprese accreditate e 900 operatori provenienti da 23 Paesi, il forum vedrà protagonisti domani, tra gli altri, il Ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi; l’ambasciatore d’Italia in Russia, Cesare Ragaglini; il vice direttore generale della Compagnia per investimenti REGION, Anatoly Khodorovskiy; il coordinatore per S&D della Commissione Agricoltura e sviluppo rurale del Parlamento Europeo, Paolo De Castro; il presidente dell’Unione degli Industriali e degli Imprenditori della Russia, Alexander Shokhin; il presidente di IREN Holding, Francesco Profumo; il presidente della 10° Commissione permanente del Senato della Repubblica Italiana (Industria, Commercio, Turismo), Massimo Mucchetti; il presidente del Consiglio di Sorveglianza di Intesa Sanpaolo, Giovanni Bazoli; l’Amministratore Delegato dell’Agenzia delle Iniziative Strategiche, Andrey Nikitin; il presidente di Federalimentare, Luigi Scordamaglia; il direttore esecutivo, responsabile private equity di Nevastar Finance, Bruno Mathieu; e il CEO e presidente del Consiglio di Amministrazione di Heerim Architects & Planners, Young Kyoon Jeong.

RED

( Forum Eurasiatico: intercom)