Vladimir Putin ha parlato con gli imprenditori italiani di investimenti e cooperazione tra Russia e Italia

Nel formato di videoconferenza si è svolto l’incontro di Vladimir Putin con i dirigenti delle grandi aziende italiane. Sono state discusse la cooperazione economico-commerciale e d’investimento tra la Russia e l’Italia, le prospettive dell’ulteriore allargamento dei legami d’affari. Alla conferenza ha preso parte anche il presidente della Camera di Commercio italo-russa, dott. Vincenzo Trani. Hanno preso parte i ceo di 16 grandi aziende italiane, riuniti in collegamento con dall’hotel Principe di Savoia a Milano e dal St Regis a Roma, inclusi Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, Francesco Starace, ceo di Enel, Guido Barilla, presidente del gruppo alimentare di famiglia, Andrea Orcel, ceo di Andrea Orcel, e Gabriele Galateri, presidente delle Assicurazioni Generali. Assenti, anche se invitati, i manager di Eni, Snam e Saipem. Il governo italiano avrebbe chiesto alle società partecipate di dare forfait, ma solo l’Eni ha ammesso di aver rinunciato «alla vigilia» dell’evento.

Qui di seguito il suo discorso e il VIDEO integrale dell’intervento del presidente russo, Vladimir Putin:

Vladimir Putin: Egregi colleghi, buongiorno!

Sono molto lieto di avere la possibilità di vedervi – gli imprenditori leader italiani, nostri colleghi e amici.

Ci siamo visti nell’ottobre 2018 ed allora abbiamo avuto un colloquio costruttivo sulle prospettive dello sviluppo dei legami economico-commerciali e d’investimento tra Russia e Italia. Molte delle vostre utili raccomandazioni sono state prese in considerazione nel nostro lavoro quotidiano sulla formazione del clima favorevole per la crescita e lo sviluppo dell’ambiente economico, perfezionamento della gestione aziendale e, ovviamente, sul miglioramento del clima d’affari di cui ho appena parlato, compreso il contesto dell’attrazione degli investimenti dall’estero.

Certo, causa pandemia di coronavirus, i contatti di lavoro sono stati ostacolati, ed in generale la situazione volatile nell’economia globale, ovvio, non ha contribuito alla realizzazione di nuovi progetti ed iniziative. Però possiamo constatare con soddisfazione che i nostri Paesi sono riusciti a conservare la cooperazione nel settore economico ad un livello abbastanza alto. Negli undici mesi dell’anno scorso il commercio bilaterale è cresciuto del 53,8% fino a 27,5 miliardi di dollari. Credo anche che alla fine del conteggio molto probabilmente questo indice supererà la soglia di 30 miliardi di dollari.

Oggi, egregi colleghi, propongo di concentrare la nostra discussione sui temi che preoccupano voi – nostri colleghi, investitori, imprenditori che lavorano in Russia e che sono interessati nell’allargamento dei legami commerciali con il nostro Paese, discutere le questioni più incalzanti della cooperazione economica russo-italiana.

Vorrei sottolineare in particolare che noi consideriamo l’Italia uno dei principali partner economici. Il vostro Paese occupa il terzo posto tra gli stati dell’Unione Europea per il livello degli scambi commerciali con la Russia. Gli investimenti delle aziende italiane nell’economia russa ammontano a circa 5 miliardi di dollari, e gli investimenti russi in Italia sono stimati di circa 3 miliardi di dollari.

Con grande rendimento funziona la piattaforma di investimenti russo-italiana creata con la partecipazione del Fondo degli investimenti diretti nel 2019 per il finanziamento dei grandi progetti comuni ad alta intensità di capitale.

Adesso in Russia lavorano circa 500 strutture di business italiane. Lo spettro dei settori in cui sono presenti è veramente impressionante: energia elettrica, acciaieria, industria petrolifera e petrochimica, produzione di elicotteri, alte tecnologie, complesso di produzione agraria, infrastrutture di trasporti, settore bancario e assicurativo e molti altri.

In particolare siamo soddisfatti dalla cooperazione di successo con le aziende italiane e con le banche nei progetti di grande portata nel settore energetico. Intendo “Yamal LNG” nonché “Arctic LNG-2” in cui sono coinvolte più di 60 imprese dall’Italia. I produttori italiani di attrezzature di alta tecnologia sono molto presenti nel progetto “Vostok Oil” che la “Rosneft” sta realizzando al Nord di Russia nella Regione di Krasnoyarsk.

Il nostro Paese è un fornitore affidabile delle risorse energetiche ai consumatori italiani. Nel 2021 Gazprom” ha inviato in Italia 22,7 miliardi di metri cubi del gas naturale, il ciò è significativamente più del 2020. Allora c’erano 20,8 miliardi di metri cubi.

Vorrei evidenziare che le aziende italiane energetiche continuano a lavorare con “Gazprom” su base dei contratti a lungo termine ed oggi hanno la possibilità di acquistare il gas ai prezzi più bassi, direi, molto più bassi di quelli di mercato, di cosiddetti di mercato, in realtà di spot, che sono cresciuti notevolmente sullo sfondo del freddo inverno e del deficit dell’offerta.

Vediamo delle serie prospettive per l’allargamento del partneriato russo-italiano in altri campi d’energia. Prima di tutto si tratta di lavorazione, impiego e commercializzazione dell’energia delle fonti rinnovabili.

L’imprenditoria italiana ha già investito circa 500 milioni di euro nella costruzione degli impianti eolici in tre regioni russe: Regione di Stavropol, Rostov – il Sud di Russia, la Regione di Murmansk al Nord. Sulla base dell’impianto di generazione dal vento di Murmansk verrà prodotto congiuntamente il cosiddetto idrogeno verde per l’ulteriore esportazione nei Paesi d’Europa.

A proposito, negli ultimi tempi la Russia ha intrapreso una serie di passi importanti nel processo di creazione dell’economia a basso tenore di carbonio. In programma – avrete sentito, ed io ho già detto – raggiungere la neutralità carbonica entro il 2060 mantenendo nello stesso tempo sostenibile crescita economica.

La Russia possiede grandi risorse e possibilità tecnologiche che intendiamo utilizzare per lo sviluppo dell’energia “verde”. Nei prossimi anni cominceranno dei progetti pilota nella produzione dell’idrogeno a basso livello dell’emissione di gas serra ed il suo utilizzo nel settore energetico, nei trasporti, nell’industria. Viene realizzato il concetto dell’energia ad idrogeno ed entro il 2035 la Russia può diventare uno dei più grandi produttori ed esportatori mondiali di idrogeno.

Siamo interessati al fatto che gli imprenditori stranieri inclusi quelli italiani si sentino al mercato russo quanto più possibile a loro agio. Intraprendiamo sistematicamente delle misure per migliorare il clima di affari e di investimenti. Un grande contributo a questo dà il Consiglio di consulenza per gli investimenti stranieri presso il Governo della Russia, che già da 26 anni si occupa del perfezionamento delle condizioni per l’imprenditoria.

In Russia si svolgono regolarmente numerosi forum economici internazionali e voi li conoscete tutti: Il Forum di San Pietroburgo, Il Forum Orientale, l’esposizione annuale “Innoprom” a Ekaterinburg ed altri. Le aziende italiane tradizionalmente prendono parte attiva ai loro lavori. L’anno scorso ai margini del Forum di San Pietroburgo è stata organizzata una sessione speciale del dialogo imprenditoriale russo-italiano, invece a “Innoproml’Italia è venuta in qualità del Paese-Partner.

Vorrei menzionare anche che la capitale russa Mosca ha avanzato la propria candidatura ad ospitare l’Esposizione universale mondiale “EXPO-2030”. Certo, sappiamo, stimati colleghi, che anche Roma è la città-candidata. L’Italia ha già svolto tali eventi, è stata padrona dell’Esposizione universale mondiale. Il nostro Paese non l’ha mai fatto malgrado che partecipa da 170 anni e fa parte del movimento internazionale d’esposizione, era presente alla prima “EXPO” a Londra nel 1851. Facciamo gara con voi, facciamo gara.

Egregi colleghi!

Riteniamo, il fattore chiave dell’attrattività d’investimenti della Russia sia la stabilità macroeconomica, al supporto della quale dedichiamo e intendiamo dedicare nel futuro l’attenzione prioritaria.

Vorrei sottolineare che la crisi economica globale provocata dalla pandemia non ha avuto un impatto grave sul nostro Paese in paragone agli altri stati. È stato reso possibile per molti versi grazie all’affidabilità strutturale dell’economia russa. Secondo le stime, come l’esito dell’anno passato il PIL ammonterà a circa 4,5%. La disoccupazione si mantiene ai minimi storici – 4,3%.

Vorrei notare anche, che le aziende operanti nel nostro Paese usufruiscono attivamente dei diversi meccanismi di sostegno. Se ne approfittano siccome noi li offriamo a partner sia nostri che stranieri. Le aziende straniere che hanno localizzato la produzione sul territorio della Russia, ricevono ulteriori benefici, possono usufruire dei benefici fiscali nelle zone “porto franco”, lavorare in base a contratti d’investimento speciali. Oltre a questo a metà dell’anno corrente entrerà in vigore un ordine preferenziale e semplificato del rilascio del permesso di soggiorno agli investitori stranieri.

È ovvio che non contribuisce all’intensificazione dei contatti di lavoro e dei viaggi il fatto che tra la Russia e l’Unione Europea non è terminato fino ad oggi il processo del riconoscimento reciproco dei vaccini e dei certificati di vaccinazione.

A questo punto voglio menzionare la recente ricerca congiunta russa-italiana comparativa sui vaccini, condotta nell’Istituto nazionale di malattie infettive L.Spallanzani, secondo l’esito della quale il vaccino russo “SputnikV” ha dimostrato il titolo più alto di anticorpi neutralizzanti la variante “Omicron” ed ha di nuovo ribadito con questo la propria alta efficienza.

Egregi colleghi!

All’incontro di oggi sono presenti da parte russa i ministri chiave del blocco economico del Governo, nonché i dirigenti di una serie di grandi aziende nazionali. Loro, naturalmente, terranno presenti i problemi che vi preoccupano e saranno con voi in costante contatto per favorire il vostro ulteriore lavoro di successo in Russia.

Passiamo al nostro lavoro, direttamente alla discussione. Vi ringrazio dell’attenzione e con piacere cedo la parola al presidente della Camera di commercio italo-russa, dott. Vincenzo Trani.

Certo, un’altra volta vorrei sottolineare che proprio adesso sono collegati con noi i componenti del Governo della Federazione Russa, miei colleghi, come ho già detto, dirigenti delle grandi aziende – che sono spesso vostri partner. E come la volta scorsa, con piacere passerò la parola a loro durante la nostra discussione. Cosi potrete sentire in prima persona le valutazioni dei vostri colleghi russi sulle prospettive dell’ulteriore sviluppo dei legami economici russo-italiani.

RED

IL VIDEO INTEGRALE DEL DISCORSO DEL PRESIDENTE RUSSO VLADIMIR PUTIN:




Elicottero russo con 18 persone a bordo cade a Krasnoyarsk in Siberia

Un elicottero Mi-8 con 18 persone a bordo si è schiantato nella regione di Krasnoyarsk, in Siberia. Nessuno è riuscito a salvarsi. Lo riferiscono i media russi. L’elicottero, secondo quanto riportato dalla compagnia aerea di Utair, trasportava 15 passeggeri e tre membri dell’equipaggio ed era diretto verso un pozzo petrolifero.

L’incidente è avvenuto poco dopo il decollo alle 10.20 di ieri (ora locale, le 5.20 in Italia). Secondo fonti di forze dell’ordine e servizi di emergenza citati dai media russi, le pale dell’elica dell’elicottero avrebbero colpito il carico esterno trasportato da un altro elicottero, provocando lo schianto. Il secondo velivolo coinvolto non ha subito danni.

RED

(fonte: AGI)




LA RUSSIA PIANGE LA MORTE DI DMITRY HVOROSTOVSKY

Èmorto il baritono russo Dmitri Hvorostovsky: lo scrive la Tass citando l’agente del cantante. Hvorostovskij è deceduto a Londra dopo una lunga malattia. Aveva 55 anni. Secondo la testata online Meduza, nel 2015 gli era stato diagnosticato un tumore al cervello.

Hvorostovsky (16 ottobre 1962), acclamato internazionalmente, è nato e ha studiato a Krasnoyarsk, nella Siberia meridionale. Nel 1989 ha vinto il prestigioso concorso di Cardiff, Singer of the world. Fin dall’inizio il pubblico è rimasto conquistato dalla sua voce educata, dal suo innato senso delle linee musicali e dal legato naturale. Dopo il suo debutto in Occidente, all’Opéra di Nizza nella Dama di Picche, la carriera lo ha portato a regolari impegni nei maggiori teatri d’opera del mondo, dalla Royal Opera House al Covent Garden di Londra, dal Metropolitan di New York, all’Opéra di Parigi, poi l’Opera di Stato Bavarese. È stato protagonista al Festival di Salisburgo, al Teatro alla Scala di Milano, all’Opera di Stato di Vienna e alla Lyric Opera di Chicago.

In Italia, dopo il suo memorabile debutto nel 1991 nell’Evgenij Onegin di Ciaikovskij al Teatro La Fenice di Venezia, ha interpretato I Pagliacci diretti da Riccardo Muti al Teatro alla Scala di Milano. Ha vestito i panni di Germont padre nella Traviata del 2004 nel restaurato Teatro La Fenice di Venezia, a Cagliari (2004) e al Teatro di San Carlo di Napoli (2007).

RED



 

 




In Russia i diamanti più grandi e duri del mondo

Diamanti PopigaiProprio pochi giorni fa vi sono stati trovati i tre diamanti più grandi al mondo e per giunta tutti di diverso colore. Parliamo del cratere Popigai al confine con la regione Krasnoyarsk e Yakutia in Russia dove si trova il più grande giacimento di diamanti del mondo. Siamo nell’area siberiana e questo giacimento è stato gelosamente tenuto nascosto dai russi per oltre 40 anni, da quando venne scoperto. Parliamo di diamanti non del tutto normali , in quanto risultano essere due volte più duri rispetto a quelli noti finora. La loro provenienza non è il cuore della Terra, come per la maggior parte degli altri diamanti, bensì sono il risultato dell’impatto di un grande asteroide precipitato sul nostro Pianeta circa 35 milioni di anni fa. I trilioni di carati di diamanti, che corrispondono a centinaia di migliaia di tonnellate di preziosi minerali, si trovano proprio sotto questo cratere e stando a quanto rilasciato da un’agenzia giornalistica russa vi è una quantità di diamanti almeno 10 volte superiore a quella di tutti quelli presenti sul nostro pianeta finora scoperti.  Come si diceva, i russi conoscevano da almeno 40 anni la presenza di questo giacimento, ma lo hanno tenuto gelosamente nascosto al fine di poter vendere ad un prezzo più elevato i diamanti presenti in altri territori della Russia anche per non influenzare quella che era la produzione di Mirny, in Yakutia, capace già allora di generare enormi profitti con conseguente controllo del mercato.  Non è una coincidenza che l’enorme quantità di diamanti presenti sotto il cratere del Popigai si trovino proprio lì. Il cratere, che è il settimo per dimensioni sulla Terra, possiede un diametro di circa 100 chilometri e si formò in seguito all’impatto di un asteroide con un diametro compreso tra 5 e i 7 km. Il caso volle che proprio in quell’area vi era un grande deposito di grafite, che, come i diamanti, è un minerale composto unicamente da carbonio. Esso si differenza dal diamante per il modo con il quale sono strutturati gli atomi di carbonio (vedi immagine a sinistra). Le gigantesche temperature e pressioni che si svilupparono trasformarono la grafite in diamante, allo stesso modo con il quale la Terra a profondità di diverse decine di chilometri sotto la superficie produce i propri diamanti. La maggior parte dei diamanti prodotti dall’asteroide non sono di grosse dimensioni e quindi sono poco adatti nel mondo della gioielleria, ma essendo particolarmente duri sono estremamente apprezzati là dove si richiede qualcosa di resistente per abradere, pulire o nel mondo dei semiconduttori. Ma quanti ce ne sono in termini pratici? Secondo i russi almeno per soddisfare le esigenze attuali per i prossimi 3.000 anni. Quel giacimento Potrebbe realmente rivoluzionare l’industria manifatturiera.

Francesca Brienza

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