Tennis: ATP e WTA contro la decisione di escludere gli atleti russi da Wimbledon

“È nostra intenzione rifiutare le iscrizioni di giocatori russi e bielorussi ai Championships 2022”. Il comunicato dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club ufficializza quanto i media di tutto il mondo hanno già diffuso, riprendendo l’indiscrezione di Christopher Clarey (firma del New York Times) che aveva dichiarato di aver appreso la notizia da “un alto funzionario internazionale del tennis rimasto anonimo perché non autorizzato a parlare a nome dell’All England Club”. La decisione degli organizzatori del torneo di Wimbledon è stata condivisa anche dalla Lawn Tennis Association, la Federazione Britannica di Tennis, che impedirà agli atleti russi e bielorussi la partecipazione a tutti i tornei che avranno luogo questa estate in terra inglese. Una presa di posizione isolata a livello internazionale, che non ha mancato di suscitare le reazioni contrariate del governo mondiale del Tennis.

L’ATP (che organizza il circuito maschile) presieduta da Andrea Gaudenzi ha così espresso il suo disappunto: “Il nostro sport è orgoglioso di operare secondo i principi fondamentali del merito e dell’equità, in cui i giocatori competono individualmente per guadagnarsi un posto nei tornei basati sulle classifiche ATP. Riteniamo che la decisione unilaterale odierna di Wimbledon e della LTA di escludere i giocatori di Russia e Bielorussia dallo swing britannico di quest’anno sull’erba sia ingiusta e abbia il potenziale per creare un precedente dannoso”. Dello stesso tono la reazione della WTA (che organizza il circuito femminile) guidata da Steve Simon: “Siamo molto delusi dall’annuncio odierno dell’AELTC e dell’LTA di vietare ai singoli atleti provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia di competere nei prossimi eventi sull’erba del Regno Unito. Un principio fondamentale della WTA è che i singoli atleti possano partecipare agli eventi del tennis professionistico in base al merito e senza alcuna forma di discriminazione. Tale principio è espressamente stabilito nelle nostre regole ed è stato concordato sia da AELTC che da LTA. 

I divieti contro la discriminazione sono chiaramente espressi anche nei regolamenti. Come la WTA ha costantemente affermato, i singoli atleti non dovrebbero essere penalizzati o impossibilitati a gareggiare a causa della loro provenienza. La discriminazione e la decisione di concentrare tale discriminazione contro gli atleti che gareggiano come individui non è né giusta né giustificata. La WTA continuerà ad applicare le sue regole per rifiutare la discriminazione e garantire che tutti gli atleti siano in grado di competere ai nostri eventi del Tour se si qualificano per farlo, una posizione che fino all’annuncio di oggi è stata condivisa dal tennis professionistico. La WTA valuterà i prossimi passi e quali azioni potranno essere intraprese in merito a queste decisioni”. Dopo aver appreso la notizia, il presidente della Federazione Russa di Tennis (RTF) Shamil Tarpischev ha annunciato ricorso contro la decisione: “Ho dato indicazione di lavorare legalmente sulla questione. Dobbiamo essere pronti e tra pochi giorni invieremo un appello a tutte le organizzazioni possibili. Dal nostro punto di vista, questa è una violazione dell’etica e dei diritti umani”. Un pensiero condiviso anche dai protagonisti del circuito. Il numero uno del mondo Novak Djokovic non ha usato mezzi termini: “non posso sostenere la decisione di Wimbledon, penso sia folle. Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è mai buono”.

A risultare esclusi sarebbero (solo per citarne alcuni) Daniil Medvedev (numero 2 della classifica ATP), Andrey Rublev (n. 8), Karen Khachanov (n. 26), Aslan Karatsev (n. 30), Anastasia Pavlyuchenkova (n. 15 della classifica WTA), Daria Kasatkina (n. 26), Veronika Kudermetova (n. 29) ed Ekaterina Alexandrova (n. 39) per la Russia; Aryna Sabalenka (n. 3), Victoria Azarenka (n. 18) ed Ilya Ivashka (n. 44) per la Bielorussia. E mentre i ricordi vanno all’estate del 2004, a Maria Sharapova che scavalca le tribune dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club per andare abbracciare il papà dopo aver trionfato sul Centre Court, un velo di tristezza alberga nel cuore al pensiero delle parole, oggi forse dimenticate, che un giorno pronunciò Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare e unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove dilaga la disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni”.

Stefano Tardi




CROAZIA SCONFITTA DALLA RUSSIA CHE VINCE LA SUA TERZA COPPA DAVIS

La Coppa Davis 2021 è della Russia. Nella finale di Madrid contro la Croazia, Rublev e Medvedev non deludono e riportano a Mosca la prestigiosa ‘insalatiera’, conquistata per la terza volta dopo i successi del 2002 e del 2006.

Nessuna bandiera nazionale, una squadra chiamata Russian Tennis Federation, il concerto per pianoforte di Tchaikovsky come inno a causa delle sanzioni legate al doping nello sport russo, ma è comunque festa. I russi confermano i favori del pronostico dominando i due match di finale. D’altra parte la squadra può contare sui suoi big, a cominciare da Daniil Medvedev, numero 2 del mondo e vincitore quest’anno degli Us Open oltre a Andrey Rublev (n.5), Aslan Karatsev (18) e Karen Khachanov (29) Il primo match vede di fronte Andrey Rublev e Borna Gojo: finisce 6-4 7-6 per il russo che parte subito forte vincendo uno scambio sfiancante da 36 colpi nel primo game.

Più aggressivo del croato, Rublev ha piazzato il break decisivo sul 4-3 e mantenuto il dominio fino a chiudere un parziale nel quale ha ceduto solo due punti nei suoi turni di battuta. Nel secondo, il croato sale di livello mentre il russo fatica a dare il colpo del ko. Gojo trascina il parziale al tiebreak, forte anche di 14 ace fino a quel punto del match, ma lo inizia con un doppio fallo e un errore di valutazione su un passante di rovescio del russo. Rublev non difende l’iniziale vantaggio ma piazza l’allungo decisivo con un paio di diritti devastanti. L’ultimo gratuito di rovescio del croato, numero 279 del mondo, chiude la partita. “C‘è sempre molta pressione nei miei incontri di singolare perché per tutti io devo vincere sempre – ha detto Rublev nell’intervista a caldo -. Borna però ha giocato un match straordinario, come nelle ultime due settimane. E’ stata una partita durissima, sono felicissimo“.

Il punto decisivo lo porta Daniil Medvedev che supera, non senza fatica Martin Cilic. Il primo set è in perfetto equilibrio e si decide al tie break, vinto 9-7 dal russo. Nel secondo set Medvedev prende le redini del gioco e liquida la pratica in 29 minuti e chiudendo sul 6-2 che vale la terza Coppa Davis della storia del tennis russo.

RED




Roma, al Foro Italico l’edizione numero 78 degli Internazionali BNL d’Italia: 11 russi in gara

Roma – Il pubblico (contingentato) arriverà solo giovedì, ovvero quando sarà ormai giunto il momento degli ottavi di finale. Nella Città Eterna sono però già arrivati quasi tutti i protagonisti, pronti ad illuminare con le loro giocate il Foro Italico, il teatro in cui (fino a domenica 16 maggio – giorno delle finali) andranno in scena degli Internazionali BNL d’Italia. Torneo di categoria Master 1000 sia del circuito ATP (maschile) che WTA (femminile), quello di Roma (preludio al Roland Garros – il grande slam parigino) è ormai da anni uno degli appuntamenti più amati ed attesi della stagione. All’edizione numero 78 degli Ibi prenderanno parte 11 atleti russi: 4 nei tabelloni maschili, 7 in quelli femminili. 

Il numero 3 del mondo Daniil Medvedev (già trionfatore quest’anno a Marsiglia), dopo aver superato il Covid che gli aveva impedito di partecipare a Montecarlo ed essere tornato in campo solo a Madrid, scenderà in campo direttamente a partire dal secondo turno. Ad attenderlo il vincente del match tra il connazionale Aslan Karatsev ed il serbo Miomir Kecmanovic. Vera rivelazione di questo inizio 2021, dopo essere stato partecipe della trionfale spedizione della Russia nella ATP Cup ed aver sorpreso appassionati ed addetti ai lavori raggiungendo in febbraio la semifinale degli Australian Open, in marzo Karatsev ha trionfato a Dubai (6-3, 6-2 al sudafricano Lloyd Harris) e nel mese di aprile ha raggiunto la finale al torneo di Belgrado dopo aver eliminato il numero uno del mondo nonché padrone di casa Novak Djokovic (cedendo poi in finale 1-6, 6-3, 6-7 solo all’italiano Matteo Berrettini). Accreditato della testa di serie numero 7, inizierà dal secondo turno anche il torneo di Andrey Rublev: il russo (vincitore a Rotterdam e finalista a Montecarlo) dovrà versela con il tedesco Jan-Lennard Struff o con un qualificato. In main draw anche il numero 23 del mondo Karen Khachanov, che attende dell’esito delle qualificazioni il nome dell’avversario del primo turno. Khachanov si è iscritto anche al torneo di doppio, dove farà coppia con Rublev; Medvedev concorrerà invece con il brasiliano Marcelo Demoliner. 

In campo femminile, la numero 28 del mondo Veronika Kudermetova (vincitrice quest’anno a Charleston) affronterà al primo turno la belga Elise Mertens. Daria Kasatkina (trionfatrice a San Pietroburgo) è attesa invece dalla statunitense Jessica Pegula. Dall’esito delle qualicazioni conoscerà il nome della sua avversaria Ekaterina Alexandrova, mentre Anastasia Pavlyuchenkova proverà a superare l’ostacolo spagnolo (testa di serie numero 12) incarnato dalla bicampionessa slam Garbine Muguruza. Passando invece dalle qualificazioni è arrivata in main draw Vera Zvonareva, dopo aver superato prima la giapponese Misaki Doi (4-6, 6-3, 6-3) e poi la francese Kristina Mladenovic (6-2, 7-5). Iscritta anche al torneo di doppio, Zvonareva farà coppia con la connazionale Elena Vesnina, mentre Kasatkina concorrerà con la croata Petra Martic, Kudermetova con la statunitense Cori Gauff, Alexandrova con la cinese Yang, ed Alla Kudryavtseva con la rumena Monica Niculescu. 

A Roma il tennis russo vanta quattro successi in singolare, tutti al femminile: il trionfo di Dinara Safina nel 2009 (6-3, 6-2 in finale alla connazionale Svetlana Kuznetsova) e quelli di Maria Sharapova (2011, 2012, 2015). 

Stefano Tardi




Parigi-Bercy: Daniil Medvedev rimonta Sascha Zverev e conquista il terzo Master 1000 in carriera

Parigi – Dopo un 2019 concluso con quattro titoli (di cui due di categoria Master 1000) e l’impresa sfiorata a New York (finale degli Us Open persa da Rafa Nadal al quinto set), Daniil Medvedev sembrava aver smarrito per strada gioco e convinzione nei propri mezzi in questo 2020 che, al netto della particolarità di una stagione condizionata dalla pandemia mondiale in corso, lo aveva visto protagonista solo a Flushing Meadows (fermato in semifinale solo dal futuro trionfatore dello slam statunitense, Dominic Thiem). Eppure, proprio quando il circuito si stava apprestando a spegnere i riflettori (prima delle Finals di Londra), è arrivata la zampata del campione. Il russo ha ritrovato a Parigi sia la solidità mentale che il suo tennis. Nel torneo francese Daniil (arrivato da numero 5 al mondo ed accreditato della testa di serie numero 3 del seeding), dopo essere stato agevolato dal ritiro del sudafricano Kevin Anderson (durante il tie break del primo set), ha rimontato l’australiano Alex De Minaur (5-7, 6-2, 6-2), travolto l’argentino Diego Schwartzman (6-3, 6-1) e superato il canadese Milos Raonic (6-4, 7-6), per ritrovarsi quindi all’ultimo atto ad affrontare il tedesco (di origini russe) Alexander “Sascha” Zverev, capace di estromettere dalla corsa la testa di serie numero uno del tabellone, ovvero il fuoriclasse maiorchino Nadal (6-4, 7-5 in semifinale) e reduce complessivamente da un buon momento di forma (come certificato dalla finale raggiunta agli Us Open e dai due successi nei tornei disputati a Colonia). 5 a 1 i precedenti per Sascha, ma la sensazione è che si parta in sostanziale equilibrio.

Primo set. Si inizia con Zverev che tiene agevolmente la battuta grazie a due ace. Medvedev, subito dopo, ne infila tre pareggiando i conti. Il dominio dei servizi, del resto, è il copione ampiamente annunciato che i due interpreti eseguono per lunghi tratti senza sbavature. Quando, raramente, si riesce a scambiare, Sascha evidenzia una maturazione tattica che lo vede più completo rispetto al passato (frutto del lavoro con il nuovo coach David Ferrer), più propositivo ed incline alla discesa a rete quando se ne presenta l’opportunità ma, nei fatti, nulla che possa far uscire dai binari il treno di servizi vincenti che Medvedev non smette di scagliare. Stesso problema per il russo che, pur ottendendo di più direttamente dalla battuta, non riesce mai ad incidere in risposta. Fino al settimo gioco quando, prima con un passante di rovescio, poi vincendo il duello sul dritto, Daniil costringe per due volte Zverev ai vantaggi. Il tedesco però non si scompone portando comunque a casa il game (4-3). Nel dodicesimo gioco (sul 6-5 Zverev) cala il rendimento al servizio del russo che, con due errori, va subito sotto (0-30). Zverev indovina un pasante di rovescio e si guadagna tre palle break consecutive (le prime dell’intero set) che significano altrettanti set point a disposizione: Medvedev annulla le prime due opportunità, ma al terzo tentativo va fuori giri con il dritto e consegna il primo parziale ad Alexander Zverev: 7 a 5 in 42 minuti.

Secondo set. Nel primo gioco delle seconda frazione Medvedev prova a reagire vincendo uno scambio importante (15-30), ma Sascha si aggrappa alla battuta e con tre punti di fila tiene il servizio in apertura. Dopo aver pareggiato i conti nel secondo, nel terzo game (in cui vince anche uno scambio di 38 colpi concluso con un gran vincente di dritto) Daniil costringe Sascha ai vantaggi costruendosi 4 palle break (non consecutive), tutte però annullate dal tedesco (di cui una stoppando un tentativo di passante del russo con una spettacolare volée in allungo) che resta così avanti. Medvedev è bravo a non subire il contraccolpo e pareggia subito i conti: 2 a 2. Calano le percentuali delle prime in campo, ma il tennista moscovita compensa il momentaneo calo di rendimento al servizio crescendo nel gioco, nella profondità e precisione dei colpi che tengono sempre più lontano dal campo il tedesco, sfiancato dalle continue variazioni, che comincia a dare segni di cedimento. Per la svolta bisogna però attendere il nono gioco quando, con un’ottima palla corta, Medvedev si procura una nuova palla break (30-40): seconda di servizio per Zverev che perde il controllo del rovescio cedendo così la battuta per la prima volta nel match. Il russo mette la testa avanti (5 a 4) e si presenta a servire per il set non fallendo l’occasione: un ace esterno conclude in 52 minuti il secondo parziale sul 6 a 4 che vale la parità.

Terzo set. L’ultimo e decisivo parziale si apre con un gran passante incrociato di dritto del russo (0-15), che replica poi di rovescio (0-30), mette quindi alle corde il tedesco e con un dritto lungo linea dal centro del campo si porta sullo 0-40: delle tre palle break consecutive basta la prima (errore in volée di Sascha) per consentire a Daniil di strappare in avvio il servizio al rivale. Il tedesco prova la reazione immediata nel game successivo conquistando quattro palle break (non consecutive), annullate però tutte dal russo che tiene così la battuta (2 a 0). Uno Zverev sempre più a corto di energia torna a servire pagando ancora dazio: un’accelerazione di rovescio di Daniil vale il 15-40 che significa altre due palle break consecutive: Medvedev manca la prima chance, poi, dopo una seconda di servizio, trova la risposta che lo porta a condurre 3 a 0 (con doppio break di vantagggio), mettendo una seria ipoteca sul risultato finale. Il russo tiene poi agevolmente il servizio conquistando il settimo gioco consecutivo: 4 a 0. Zverev tiene la batutta solo nel quinto game e, nel settimo e decisivo gioco, un errore di dritto del tedesco consegna al rivale due championship points (15-40): Sascha annulla il primo, poi si arrende con un doppio fallo che chiude così il match (il cui epilogo era già stato scritto qualche game prima) dopo 2 ore ed 8 minuti sul 5-7, 6-4, 6-1 in favore di Medvedev, che può finalmente gioire con la moglie Daria Medvedeva ed il coach Gilles Cervara.

Con questo successo, il primo del 2020, l’ottavo in carriera (il terzo di categoria Master 1000 dopo i trionfi di Cincinnati e Shanghai del 2019), il tennista nato l’11 febbraio del 1996 a Mosca diventa il quarto russo ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Rolex Paris Masters, dopo i trionfi di Marat Safin (2000, 2002, 2004), Nikolay Davydenko (2006) e Karen Khachanov (2018). Tornato nuovamente ad occupare il quarto posto del ranking mondiale, alle ATP Finals di Londra (in programma dal 15 al 22 novembre) anche il ritrovato Daniil Medvedev potrà dire la sua.

Stefano Tardi




European Open: ad Amburgo Andrey Rublev supera Tsitsipas e vince il terzo titolo in stagione

Amburgo – Un anno fa, la terra tedesca aveva significato il rientro in campo dopo l’ennesimo infortunio della sua giovane carriera, e la finale raggiunta il punto di partenza verso la risalita tra i grandi del tennis mondiale. Andrey Rublev, che a febbraio del 2018 si era spinto a ridosso della top 30 (numero 31 al mondo il 19 febbraio), un anno dopo (nel 2019) si era ritrovato scaraventato fuori dalla top 100 (n. 115 del ranking il 18 febbraio). Il russo, però, dopo aver recuperato la condizione, ha avuto la forza di reagire, di ritrovare match dopo match il suo tennis e, dopo la finale di Amburgo, finire in crescendo il 2019, culminato con il trionfo casalingo alla Kremlin Cup, a Mosca, ovvero nella città che il 20 ottobre del 1997 gli ha dato i natali. Terminato il 2019 da numero 23 del mondo, Andrey ha iniziato il 2020 in modo entusiasmante, vincendo due tornei consecutivi: a Doha (Qatar) ed Adelaide (Australia), spingendosi fino alla posizione numero 14 del ranking ATP. Poi, sul più bello, è arrivata la pandemia. Dopo aver vinto un torneo esibizione in Austria a luglio, Rublev ha raggiunto i quarti di finale agli US Open, fermato nella sua corsa solo dal connazionale Daniil Medvedev. Un risultato importante, quello ottenuto sul cemento newyorkese, che gli ha consentito di agguantare il suo best ranking, ovvero la posizione numero 12 al mondo, ad un passo dall’obiettivo da sempre dichiarato: la top ten.

All’European Open di Amburgo, torneo di categoria ATP 500, Andrey Rublev si è presentato da testa di serie numero 5. Il giovane tennista russo al primo turno ha avuto la meglio sullo statunitense Tennys Sandgren, liquidato con un doppio 6-3 in poco più di un’ora di partita, mentre agli ottavi di finale un altro statunitense, Tommy Paul, lo ha costretto al terzo set (6-1, 3-6, 6-2). D’autorità il successo ai quarti sullo spagnolo Roberto Bautista-Agut (numero 11 del ranking e 4 del seeding), superato in due set (6-2, 7-5) e di spessore (6-2, 6-4) quello sul norvegese Casper Ruud (semifinalista a Roma e tra i più in forma sulla terra rossa) che gli ha spalancato le porte della finale. Ultimo ostacolo per la conquista del titolo il greco (di madre russa) Stefanos Tsitsipas, numero 6 al mondo e 2 del tabellone. In una finale ben giocata, a tratti spettacolare, ad avere la meglio è stato Rublev, che ha visto premiata la sua maggior regolarità, a discapito di un greco troppo discontinuo e letteralmente crollato nel finale quando, presentatosi a servire per il titolo nel terzo parziale sul 5 a 4 in suo favore, ha perso tre game di fila chiudendo il match con un doppio fallo che, dopo due ore e ventuno minuti di battaglia sportiva senza esclusione di colpi, ha sancito il 6-4, 3-6, 7-5 in favore del moscovita. Per Andrey, che ha issato la bandiera russa in Germania per la prima volta dopo il 2009 (quando ad imporsi fu Nikolay Dadydenko), è arrivato così il quinto successo in carriera nel circuito ATP, il terzo in stagione, il primo nella categoria 500.

Non ci sarà però neanche il tempo di godersi il meritato successo. Mentre si giocava la finale ad Amburgo, a Parigi si sono già aperte le danze per il terzo ed ultimo slam stagionale (a Wimbledon non si è giocato quest’anno), il Roland Garros. In Francia, Andrey (testa di serie numero 13) giocherà il primo turno contro lo statunitense Sam Querrey. Nel main draw anche i connazionali Daniil Medvedev (testa di serie numero 4), atteso dal confronto con l’ungherese Marton Fucsovics, e Karen Khachanov (testa di serie numero 15) che al primo turno sfiderà il polacco Kamil Majchrzak.

Stefano Tardi




Gli incendi non fermano l’Australian Open:16 russi ai nastri di partenza

Melbourne – Gli incendi che hanno devastato l’Australia (per una superficie ben superiore a quella che colpì lo scorso anno Siberia ed Amazzonia messe insieme) e le cui immagini hanno scosso il mondo,  hanno messo a rischio anche lo svolgimento del primo slam stagionale. Che però, alla fine, si giocherà. Nonostante le difficoltà riscontrate durante le qualificazioni, di cui si ricordano le immagini di Dalila Jakupovic, caduta in ginocchio dopo un colpo di tosse (mentre si trovava in vantaggio nell’incontro che stava disputando contro Stefanie Voegele) e la notizia di un raccattapalle letteralmente collassato durante la partita tra Kavcic e Clarke. Motivo l’aria irrespirabile, che non ha risparmiato nemmeno il match di esibizione in programma tra Maria Sharapova e Laura Siegemund, costringendo la siberiana ad abbandonare il campo. Una situazione che ha suggerito a molti big di allenarsi al coperto. Eppure, i medici hanno dichiarato che, a Melbourne, non è a rischio la salute degli atleti, quindi si giocherà. Intanto, il mondo del tennis si è già mobilitato per dare il suo sostegno alle vittime degli incendi.

Già nel corso dell’Atp Cup, l’australiano Nick Kyrgios aveva comunicato la volontà di donare di 200 dollari per ogni ace che avrebbe messo a segno, seguito poi da altri colleghi. Il 5 gennaio Maria Sharapova (tramite twitter) aveva annunciato una donazione di 25.000 dollari, trovando l’adesione del campione serbo Novak Djokovic, chiamato in causa nell’iniziativa direttamente dalla tennista russa. L’ITF e gli altri tre slam (Roland Garros, Wimbledon, Us Open) sono scesi in campo con 400.000 mila dollari (cento mila a testa). Serena Williams ha donato l’intera vincita conquistata in seguito al successo nel torneo di Auckland. Roger Federer e Rafael Nadal hanno annunciato una donazione congiunta di 250.000 dollari. Il 15 gennaio, alla Rod Laver Arena di Melbourne, molti dei migliori giocatori del circuito (Roger Federer, Serena Williams, Rafael Nadal, Naomi Osaka, Novak Djokovic, Petra Kvitova, Alxander Zverev, Caroline Wozniacki ed altri ancora) si sono esibiti nell’evento “Rally for Relief”, organizzato per devolverne l’incasso in beneficenza.

Tabellone maschile. Nel tabellone maschile, guidato dai soliti tre, Rafael Nadal (1), Novak Djokovic (2) e Roger Federer (3), la testa di serie numero 4 sarà rappresentata da Daniil Medvedev, attualmente il primo dei terrestri, inserito (come tutti gli altri russi) nella parte alta del main draw, ovvero quella presieduta da Nadal, vincitore dell’ultimo slam del 2019 (gli US Open), conquistato dopo una battaglia di cinque set proprio contro il russo. Al primo turno, Daniil dovrà fronteggiare lo statunitense Frances Tiafoe. Andrey Rublev (testa di serie numero 17), reduce dai due trionfi di Doha e Adelaide, è atteso dal confronto con l’australiano Christopher O’Connell. Karen Khachanov (testa di serie numero 16) sfiderà invece al primo turno il qualificato spagnolo Mario Martinez Vilella. Per Evgeny Donskoy, proveniente dalle qualificazioni, il confronto sarà con l’esperto spagnolo Fernando Verdasco.

Tabellone femminile. Nutrita la presenza di tenniste russe nel tabellone degli Australian Open. Direttamente in main draw Maria Sharapova (grazie ad una wild card), che al primo turno dovrà fronteggiare la croata (numero 19 del tabellone) Donna Vekic. Uniche teste di serie, la numero 25 Ekaterina Alexandrova (reduce dal primo trionfo in carriera sul cemento di Shenzen), opposta alla svizzera Jil Belen Teichmann, e la numero 30 Anastasia Pavlyuchenkova, che affronterà al primo turno la serba Nina Stojanovic. Ammesse direttamente al tabellone principale anche Daria Kasatkina (che sfiderà la statunitense Madison Keys – testa  di serie numero 10), Svetlana Kuznetsova (opposta alla talentuosa ceca Marketa Vondrousova – testa di serie numero 15), Veronika Kudermetova (attesa dalla spagnola Sara Sorribes Tormo),  Anna Blinkova (che se la vedrà con l’italiana Jasmine Paolini), Vitalia Diatchenko (che si troverà di fronte la statunitense Danielle Collins), Margarita Gasparyan (opposta alla greca Maria Sakkari – testa di serie numero 22) ed Anastasia Potapova, che troverà sulla sua strada Serena Williams, testa di serie numero 8 e, soprattutto, una della grandi favorite del primo slam stagionale. Hanno raggiunto il tabellone principale partendo dalle qualificazioni Anna Kalinskaia (attesa al primo turno dalla cinese Saisai Zheng) e Liudmila Samsonova, che sfiderà al primo turno la slovena Jelena Ostapenko.

Stefano Tardi




ATP Cup 2020: la Russia, dopo l’Italia, batte anche gli Stati Uniti

Perth – Secondo successo per la Russia in altrettanti incontri nella Atp Cup in corso di svolgimento in Australia. All’esordio nella competizione, la selezione capitanata da Marat Safin aveva superato l’Italia per 3 a 0. Nei match di singolare, Karen Khachanov si era imposto su Stefano Taravaglia (7-5, 6-3), mentre Daniil Medvedev aveva avuto la meglio su Fabio Fognini (1-6, 6-1, 6-3); poi, Khachanov e Medvedev avevano completato il successo vincendo insieme l’incontro di doppio (6-3, 6-4 alla coppia azzurra Bolelli / Lorenzi). Nella seconda giornata, dopo il successo dell’Italia sulla Norvegia (2 match ad 1), sono scese in campo la Russia e gli Stati Uniti (questi ultimi reduci dalla sconfitta nel primo turno subita dalla Norvegia per due incontri ad uno).

Khachanov – Fritz. Il primo match in programma ha visto fronteggiarsi il ventitreenne moscovita Karen Khachanov, numero 17 del mondo, ed il califoriniano Taylor Fritz (classe ’97), numero 32 della classifica Atp. Primo set. Lo statunitense vince il sorteggio e sceglie di servire per primo, tenendo la battuta. Nel secondo gioco il russo fatica ad ingranare, non è efficace in battuta e Fritz ne approfitta aggredendolo in risposta; due errori di Khachanov (uno in apertura ed un altro in chiusura di game) ed altrettanti rovesci vincenti incrociati di Fritz consegnano il break agli Stati Uniti, che si portano subito avanti 2 a 0. E’ il game che decide il parziale, perchè il californiano non conquisterà più palle break, concentrandosi sul proprio turno di servizio, senza però dare troppe possibilità a Khachanov di rientrare. Il russo, sul turno di battuta dell’avversario, arriva ai vantaggi nel settimo gioco, e trova la prima la palla break nel nono game, andando a segno con un dritto vincente in lungo linea; poi, però, non sfrutta la seconda di servizio dello statunitense mandando in rete il rovescio al termine di un lungo scambio. Fritz può così chiudere con una volèe il primo parziale sul 6-3.

Secondo set. Parte forte lo statunitense che si conquista due palle break consecutive, salvo poi sprecare tutto con due errori non forzati che salvano Khachanov in avvio di parziale. Il russo, però, cede la battuta nel quinto gioco, quando (sotto 15-40), dopo aver salvato una prima palla break con il servizio, manda in rete il tentativo di variazione di dritto in lungo linea. Avanti di un set e di un break (3-2), il match sembra nelle mani di Fritz, ma Khachanov non ci sta e reagisce subito dopo: con uno smash, seguente ad un gran dritto in avanzamento, si conquista la palla dell’immediato contro break che ottiene grazie al doppio fallo del californiano: 3 pari. E’ il game che cambia la partita. Khachanov cresce in fiducia, mentre iniziano a vacillare le certezze dell’americano. Nel dodicesimo gioco (sul 6 a 5 per il russo), Fritz non chiude la volèe dopo essersi aperto il campo e Khachanov trova il passante (15-40) che vale due set point consecutivi; lo statunitense salva il primo con il servizio, poi però il russo trova il dritto in accelerazione che chiude il secondo parziale sul 7 a 5 riaprendo la partita. Terzo set. L’inerzia del match è ormai girata. Khachanov apre il parziale tenendo la battuta a zero. Nel successivo game in risposta, l’errore di rovescio di Fritz gli consegna due palle break consecutive: al russo basta la prima, che concretizza con un dritto a sventaglio portandosi avanti due a zero. Un Khachanov praticamente perfetto al servizio non consente chance di break allo statunitense. Per inverso, un Fritz sempre più in difficoltà subisce anche nel sesto game, quando, dopo un doppio fallo, concede palla break al russo e perde il servizio dopo che il suo rovescio non supera il nastro: 5 a 1. Khachanov va a servire per il match  e chiude sul 6 a 1 portando la Russia in vantaggio.

Medvedev – Isner. Nel secondo match di singolare, Daniil Medvedev (numero 5 del mondo), è sceso in campo da favorito contro l’esperto vincitore del Miami Open 2018, John Isner, numero 19 della classifica Atp. Primo set. Partita praticamente perfetta del moscovita classe ’96 che in tutto il primo set non concede neanche una palla break al gigante statunitense. Al contrario, Daniil non sfrutta due palle break consecutive nel terzo gioco, ma riesce a strappare il servizio ad Isner nel settimo game quando, dopo un’ottima costruzione del punto con il rovescio lungo linea, chiude in diagonale e si porta avanti 4 a 3. Medvedev tiene la battuta nel game successivo e porta lo statunitense (nel nono gioco) a servire per restare nel set.  Due errori consecutivi di Isner consegnano al russo altrettanti set point consecutivi (15-40): Daniil approfitta di una seconda di servizio per aggredire con una risposta profonda e chiudere il punto con un rovescio vincente lasciato partire dal centro del campo: 6 a 3.

Secondo set. La strategia di Isner di accorciare lo scambio si rivela inefficace per la bassa percentuale di prime di servizio messe in campo e l’imprecisione nel gioco di volo. Al contrario, il russo è una macchina infallibile che nei primi due turni di servizio lascia all’avversario un solo punto in riposta. Nel quarto gioco, arriva il primo break. Un passante in diagonale colpito in corsa da Daniil vale il 15-40; nel punto successivo, un altro passante, stavolta centrale, non è difeso da Isner che non riesce ad alzare la volèe oltre la rete: 3 a 1 per il russo. Con il match ormai in pugno, Medvedev ha un attimo di esitazione e concede allo statunitense le uniche due palle break del match; il russo però si aggrappa al servizio e tiene la batutta: 4 a 1. L’occasione sfumata pesa sul morale di Isner che, infilato ancora dai passanti di rovescio del russo, cede ancora la battuta. Sul 5 a 1 Daniil va a servire per il match e chiude il game a zero, imponendosi 6-3, 6-1 in un’ora di partita. Il successo porta la Russia sul 2 a 0, regalando quindi alla selezione capitanata da Marat Safin il successo sugli Stati Uniti.

La nazionale USA si consola con la vittoria in doppio (6-3, 6-4) che rende meno pesante la sconfitta. Per effetto di questi risultati, prima dell’ultimo turno, la classifica del giorne D vede la Russia al comando con 2 successi (5 incontri vinti ed 1 solo perso), la Norvegia seconda con un successo ed una sconfitta (3 incontri vinti e 3 persi), l’Italia terza con un successo ed una sconfitta (2 incontri vinti e 4 persi), ultimi gli Stati Uniti (fin qui senza successi, con 2 incontri vinti e 4 persi). Il prossimo 7 novembre sarà decisiva la sfida tra Russia e Norvegia per il primato nel girone. 

Stefano Tardi




ATP Cup 2020: Marat Safin sarà il capitano della Russia

Sydney – Dopo il trionfo spagnolo nella rinnovata Coppa Davis che aveva chiuso il 2019, il 2020 del tennis maschile riparte da un’altra competizione a squadre. Un nuovo format voluto dai vertici della Association of Tennis Professionals che torna così ad organizzare un torneo delle nazioni dopo la World Team Cup (che di fatto viene così sostituita), evento disputatosi tra il 1978 ed il 2012 (e che vide la Russia arrivare in finale in quattro occasioni – nel 2000, 2001, 2002 e 2008). Nella prima edizione della ATP Cup (questo il nome della nuova competizione) che si disputerà in Australia tra Brisbane, Perth e Sydney, parteciperanno 24 nazioni, qualificate sulla base del ranking Atp del loro miglior giocatore (per le prime 18 con la classifica al 9 settembre, per le restanti 6 con quella all’11 novembre). Lo scorso 16 settembre sono stati sorteggiati i 6 gironi da quattro squadre da cui si qualificheranno le 8 selezioni (le prime 6 e le 2 migliori seconde classificate) che daranno inizio alla fase ad eliminazione diretta a partire dai quarti di finale. A Brisbane saranno di scena i gironi A (Serbia, Francia, Sudafrica e Cile) ed F (Germania, Grecia, Canada ed Australia); a Perth si disputeranno i match dei gironi B (Spagna, Giappone, Georgia ed Uruguay) e D (Russia, Italia, Stati Uniti e Norvegia); infine a Sydney si daranno battaglia le nazionali dei gironi C (Belgio, Gran Bretagna, Moldavia e Bulgaria – quest’ultima in sostituzione della Svizzera che ha rinunciato alla partecipazione) ed E (Austria, Croazia, Argentina e Polonia). Così come nella Coppa Davis, i match si disputeranno al meglio delle tre partite (con due prove di singolare ed una di doppio).

La fase a gironi scatterà il 3 gennaio per concludersi il giorno 8; il 9 ed il 10 saranno dedicati ai quarti di finale; sabato 11 sono in programma le due semifinali, prima della finale di domenica 12. Il ricco montepremi sarà di 15 milioni di dollari ed il torneo metterà in palio fino a 750 punti validi per la classifica di singolare dell’Atp, 250 per il doppio (con assegnazione dei punti parametrata in relazione al turno ed al ranking dell’avversario affrontato). Non ci sarà invece la Hopman Cup (come già annunciato lo scorso marzo – conclusasi di fatto nel 2019, con il successo nell’ultima edizione andato alla Svizzera di Roger Federer e Belinda Bencic), il torneo di esibizione a squadre miste organizzato dalla ITF sin dal 1989 a Perth, nello stesso periodo precedente agli Australian Open, che nel 2007 vide il trionfo della Russia di Nadia Petrova e Dmitry Tursunov.

La Russia, inserita nel girone D con Italia, Stati Uniti e Norvegia, ritrova Daniil Medvedev (assente nella Coppa Davis che ha visto la selezione guidata in panchina da Shamil Tarpischev ed in campo da Andrey Rublev e Karen Khachanov approdare fino alle semifinali), autore di un 2019 indimenticabile in cui (tra gli altri) ha conquistato due Master 1000 (Cincinnati e Shangai) concludendo la stagione alla quinta posizione del ranking mondiale. Con Daniil, ci saranno Karen Khachanov (da cui ci si attende un riscatto dopo un 2019 ben al di sotto delle aspettative), Ivan Nedelko e Konstantin Kravchuk. Capitano della spedizione sarà l’ex tennista, ex parlamentare della Duma, Hall of Fame, due volte vincitore slam (Us Open 2000, Australian Open 2005), Marat Safin. La Russia farà il suo esordio il 3 gennaio contro l’Italia (priva della punta di diamante Matteo Berrettini – assente per un infortunio agli addominali) di Fabio Fognini (battuto proprio da Daniil Medvedev lo scorso 14 dicembre in un match di esibizione in Arabia Saudita; 6-2, 6-2 il risultato in favore del moscovita) e Stefano Travaglia; due giorni dopo affronterà gli Stati Uniti di John Isner e Taylor Fritz, per concludere poi la fase a gironi il 7 gennaio contro la Norvegia. 

Stefano Tardi




Mosca: al via l’edizione 2019 della VTB Kremlin Cup: Kasatkina e Khachanov difendono il titolo

Mosca – Con le qualificazioni al tabellone principale iniziate il 12 ottobre ha avuto inizio la Kremlin Cup, giunta all’edizione numero 30 per quel che riguarda il circuito ATP (922.520 dollari di montepremi), e la numero 24 per quello WTA (1.032.000 dollari di montepremi), che quest’anno si disputa all’interno dell’Ice Palace Krylatskoe. Lunghissima la lista di successi dei padroni di casa nel torneo moscovita che dal 2007 si gioca sul cemento indoor. In campo maschile le prime due edizioni (1990, 1991) furono conquistate da Andrey Cherkasov. Dopo il successo di Volkov (1994), restano indelebili nella memoria i cinque trionfi consecutivi (dal 1997 al 2001) di Evgeny Kafelnikov, a tutt’oggi il tennista che vanta il maggrior numero di successi nel torneo. Tre i trionfi di Nikolay Davydenko (2004, 2006, 2007), inframmezzati dal successo di Igor Andreev (2005) e seguiti poi da quelli di Igor Kunicyn (2008) e Mikhail Youzhny (2009). Poi un lungo digiuno, interrotto nella passata edizione (2018) dal trionfo di Karen Khachanov, vittorioso in finale sul francese Adrian Mannarino 6-2, 6-2. Khachanov, reduce dal secondo turno a Shangai e dalla semifinale di Pechino, sembra in ripresa ed inizia a vedere i frutti della collaborazione con l’ex tennista Nikolay Dadydenko, iniziata a fine estate. Testa di serie numero 2 del tabellone e quindi già al secondo turno, attende il vincitore del match di primo turno tra il tedesco Kohlschreiber ed il francese Herbert. Numero uno del tabellone è Daniil Medvedev che, fresco vincitore del Master di Shangai, attende al secondo turno l’esito dell’incontro del derby russo tra le wild card Alibek Kachmazov ed Alen Avidzba. Nella parte alta del main draw anche la testa di serie numero 6, Andrey Rublev, che al primo turno se la vedrà con il kazako Alexander Bublik e cerca un risultato importante davanti al proprio pubblico per provare l’assalto alle prime trenta posizioni della classifica mondiale. In tabellone dalle qualificazioni anche Artem Dubrivnyy, atteso dal serbo Kecmanovic. Nella parte bassa, Evgeny Donskoy, in tabellone grazie ad una wild card, è atteso da un primo turno insidioso contro il kazako Mikhail Kukushkin.
In ambito femminile, i primi successi nella Kremlin Cup portano la firma di Anastasia Myskina (2003, 2004). Nel 2006 fu la volta di Anna Chakvetadze, mentre nel 2007 fu Elena Dementieva ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo di casa rimontando 5-7, 6-1, 6-1 Serena Williams. Il sucesso di Anastasia Pavlyuchenkova (2014) precede la doppietta di Svetlana Kuznetsova, vittoriosa nel 2015 e 2016. Poi, nell’ultima edizione, il trionfo di Daria Kasatkina, capace di rimontare la tunisina Ons Jabeur 2-6, 7-6 (3), 6-4. Per Dasha, reduce dai quarti di finale raggiunti a Pechino (miglior risultato in stagione), il torneo di Mosca è forse l’ultima possibilità per provare a raddrizzare una stagione fin qui difficilissima. Inserita nella parte bassa del main draw, al primo turno troverà l’ucraina Dayana Yastremska (testa di serie numero 5 del tabellone) poi, in caso di successo, possibile derby con la connazionale Natalia Vikhliantseva, che attende l’esito delle qualificazioni per conoscere il nome della propria avversaria. Così come, nella parte alta, la testa di serie numero 8 Ekaterina Alexandrova che, incaso di successo, al secondo turno troverà sicuramente una connazionale, quella che uscirà vincitrice nel derby tra Anastasia Potapova e la wild card Anna Kalinskaya. Svetlana Kunetsova trova al primo turno la giovane promessa ceca Karolina Muchova, mentre Anastasia Pavlyuchenkova è attesa dal difficile confronto con la greca Maria Sakkari (testa di serie numero 7). La finalista della passata edizione Ons Jabeur sarà invece invece l’avversario di primo turno per Veronika Kudermetova.
Stefano Tardi



ATP San Pietroburgo: Medvedev, Khachanov e Rublev a caccia del titolo in patria. Berrettini guida la delegazione italiana

San Pietroburgo – Conclusa la stagione nordamericana con lo slam newyorkese, il circuito si avvia, tra Asia ed Europa, verso il finale di questo 2019 che culminerà con le ATP Finals di Londra, prima della Coppa Davis. Questa settimana, fino a domenica 22 settembre, i riflettori saranno puntati sul Petersburg Sports and Concert Complex, l’impianto che è il teatro del torneo ATP 250 di San Pietroburgo (cemento indoor, montepremi da 1.248.665 dollari). Un evento che ha fatto la sua prima apparizione nel 1995 e che (con la sola eccezione del 2014 in cui non si disputò) è giunto ormai alla sua ventiquattresima edizione. Quattro i successi dei padroni di casa: Evgeny Kafelnikov (1995), Marat Safin (2000, 2001) e Mikhail Youzhny (2004).

Dopo le fatiche nordamericane (4 finali su 4 tornei, tra cui quella epica degli US Open conclusa al quinto set dopo quasi cinque ore di battaglia sportiva con Rafael Nadal), Daniil Medvedev non sembra intenzionato ad arrestare la sua corsa. Il giovane moscovita (classe ’96), dopo il Master 1000 conquistato a Cincinnati e la finale di New York, si è issato fino alla quarta posizione del ranking mondiale, alle spalle solo delle tre leggende viventi che rispondono ai nomi di Novak Djokovic, Rafael Nadal e Roger Federer. Daniil (finito anche sull’ultimo numero di Vogue Russia), che a San Pietroburgo è la testa di serie numero 1 (e già al secondo turno grazie ad un bye, dove potrebbe trovare sulla sua strada il connazionale Evgeny Donskoy entrato nel main draw grazie ad una wild card), proverà a conquistare il titolo per la gioia dei sostenitori, che da 15 anni non vedono un russo imporsi sul cemento amico. Ma non sarà l’unico. Dall’altro lato, nella parte bassa del tabellone, Karen Khachanov (testa di serie numero 2 e pertanto anche lui già al secondo turno in attesa di sfidare il vincente del match tra il portoghese Joao Sousa e lo slovacco Jozef Lovalik), proverà a riscattare una stagione fin qui piuttosto deludente. Karen è chiamato a dare una sterzata decisa ad una situazione che rischia di complicarsi ulteriormente nei prossimi mesi. Sebbene occupi ancora la nona posizione mondiale, nella race il russo è il numero 19 della classifica e, da qui a fine anno, avrà due cambiali pesantissime da riscattare, la Kremlin Cup e, sopratutto, il Master 1000 di Parigi-Bercy, conquistati in un 2018 che fu, invece, da incorniciare. Situazione diversa per Andrey Rublev (testa di serie numero 5, atteso al primo turno dal qualificato bielorusso Ivashka), che dal rientro dopo l’infortunio ha inanellato una serie di buoni risultati, trovando una continuità che gli sta permettendo di risalire rapidamente la classifica, dove attualmente ricopre la posizione numero 38 (ma è già 31 nella race). Inserito nella stessa parte di tabellone del connazionale Medvedev, Andrey è atteso da un probabile derby nei quarti di finale. Partendo dalle qualificazioni è entrato nel tabellone principale Alexey Vatutin, opposto al primo turno all’ungherese Marton Fucsovics.

Tra i protagonisti annunciati del torneo spicca la testa di serie numero 3 del tabellone, Matteo Berrettini, che, al pari di Medvedev, può essere considerato la vera rivelazione di questo 2019. Nato a Roma il 12 aprile 1996, Matteo, dopo aver conquistato il primo titolo in carriera a Gstaad nel luglio dello scorso anno, aveva chiuso il 2018 alla posizione numero 54 della classifica ATP.  Quest’anno, dopo aver confermato la sua competitività su terra rossa vincendo l’Hungarian Open, ha sfruttatto le sue qualità fisiche (196 cm di altezza) e tecniche (un servizio devastante) per imporsi anche sulle superfici veloci. Dopo una spettacolare stagione sull’erba, impreziosita dal successo di Stoccarda nella Mercedes Cup (6-4, 7-6 all’astro nascente canadese Félix Augier-Aliassime), cui è seguita la semifinale di Halle e l’ottavo di finale conquistato a Wimbledon (dove si è inchinato solo a Sua Maestà Roger Federer), Berrettini, dopo un infortunio che lo ha costretto a saltare parte della stagione nordamericana, si è confermato ai massimi livelli raggiungendo la semifinale degli US Open. Per l’azzurro, adesso, il sogno è raggiungere le ATP Finals di Londra. Un obiettivo tutt’altro che impossibile per il tennista romano, che attualmente occupa la posizione numero 13 (ma che è nono nella race) e che da qui a fine anno ha pochi punti da difendere. Una rincorsa che partirà da San Pietroburgo, di cui Matteo conserva ottimi ricordi. Nella scorsa edizione infatti, insieme al connazionale Fabio Fognini, ha conquistato il titolo in doppio. A completare la nutrita spedizione italiana ci saranno anche il lucky loser Matteo Viola (che se la vedrà al primo turno con il padrone di casa Donskoy), Thomas Fabbiano e Salvatore Caruso (attesi da un derby nel primo turno). Eliminati invece in apertura di torneo la giovane promessa Jannik Sinner, classe 2001 e già numero 127 del mondo (in tabellone grazie ad una wild card), sconfitto 6-3, 7-6 (4) dal kazako Mikhail Kukushin (numero 6 del seed) e Stefano Travaglia, superato 7-5, 6-2 dal francese Adrian Mannarino. Tra i favoriti della vigilia, il croato Borna Coric (numero 4 del tabellone) rappresenta una delle novità più significative del circuito maschile (è coetaneo di Medvedev e Berrettini) ed attualmente ricopre la quindicesima posizione del ranking ATP.

Stefano Tardi