Mostra del Cinema: tutti i vincitori di Venezia82

Cate Blanchett e Jim Jarmusch

Il Leone d’oro è andato al film “Father Mother Sister Brother” di Jim Jarmusch, “The voice of Hind Rajab” della regista tunisina Kaouther Ben Hania, ha vinto il secondo premio.

Father Mother Sister Brother del regista statunitense Jim Jarmusch ha vinto il Leone d’oro, il premio più importante assegnato alla Mostra del cinema di Venezia. Racconta in tre episodi relazioni familiari complesse, in modo ironico e in situazioni poco convenzionali. Jarmusch è dagli anni Novanta uno degli autori più noti del cinema indipendente statunitense.

La regista tunisina Kaouther Ben Hania vincitrice del Leone d’argento con “The voice of Hind Rajab

Il Gran premio della giuria, il secondo premio, è andato invece a The voice of Hind Rajab della regista tunisina Kaouther Ben Haniache racconta mescolando scene di finzione e documenti reali la storia della bambina palestinese di sei anni che a gennaio del 2024 fu uccisa durante un’operazione dell’esercito israeliano nel nord della Striscia di Gaza.

Benny Safdie, anche lui statunitense, ha vinto il Leone d’argento per la migliore regia per The Smashing Machine, mentre l’italiano Toni Servillo (La Grazia di Paolo Sorrentino) e la cinese Xin Zhilei (The sun rises on us all di Cai Shangjun) hanno vinto la Coppa Volpi per il migliore attore e la migliore attrice. Il premio per la miglior sceneggiatura lo hanno vinto Valérie Donzelli e Gilles Marchand per À pied d’œuvre. Il Premio speciale della giuria è andato a Sotto le nuvole, documentario sui Campi Flegrei di Gianfranco Rosi.

Coppa Volpi come miglior attore a Paolo Sorrentino con il film “La Grazia

Il film messicano En el camino, di David Pablos, ha vinto il premio come miglior film della sezione Orizzonti, dedicata a film e corti «rappresentativi di nuove tendenze estetiche». Il Premio Marcello Mastroianni, che viene assegnato a un attore o un’attrice emergente, è stato vinto da Luna Wedler, protagonista di Silent Friend, mentre il Premio Leone del futuro per la miglior opera prima è stato assegnato a Short Summer, della regista tedesca di origini russe Nastia Korkia.

Ecco tutti i premi assegnati:

PREMI UFFICIALI – 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica
VENEZIA 82
La Giuria di VENEZIA 82, presieduta da Alexander Payne e composta da Stéphane Brizé,
Maura Delpero, Cristian Mungiu, Mohammad Rasoulof, Fernanda Torres e Zhao Tao,
dopo aver visionato i 21 film in competizione ha deciso di assegnare i seguenti premi:
LEONE D’ORO per il miglior film a:
FATHER MOTHER SISTER BROTHER
di Jim Jarmusch (USA, Irlanda, Francia)
LEONE D’ARGENTO – GRAN PREMIO DELLA GIURIA a:
THE VOICE OF HIND RAJAB
di Kaouther Ben Hania (Tunisia, Francia)
LEONE D’ARGENTO – PREMIO PER LA MIGLIORE REGIA a:
Benny Safdie
per il film THE SMASHING MACHINE (USA)
COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione femminile a:
Xin Zhilei
nel film RI GUA ZHONG TIAN (THE SUN RISES ON US ALL) di Cai Shangjun (Cina)
COPPA VOLPI
per la migliore interpretazione maschile a:
Toni Servillo
nel film LA GRAZIA di Paolo Sorrentino (Italia)
PREMIO PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Valérie Donzelli e Gilles Marchand
per il film À PIED D’ŒUVRE di Valérie Donzelli (Francia)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA a:
SOTTO LE NUVOLE
di Gianfranco Rosi (Italia)

PREMIO MARCELLO MASTROIANNI
a un giovane attore o attrice emergente a:
Luna Wedler
nel film SILENT FRIEND di Ildikó Enyedi (Germania, Ungheria, Francia)
ORIZZONTI
La Giuria ORIZZONTI della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta
da Julia Ducournau e composta da Yuri Ancarani, Fernando Enrique Juan Lima, Shannon
Murphy e RaMell Ross, dopo aver visionato i 19 lungometraggi e i 14 cortometraggi in
concorso, assegna:
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR FILM a:
EN EL CAMINO (ON THE ROAD)
di David Pablos (Messico)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE REGIA a:
Anuparna Roy
per il film SONGS OF FORGOTTEN TREES (India)
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA ORIZZONTI a:
HARÀ WATAN (LOST LAND)
di Akio Fujimoto (Giappone, Francia, Malesia, Germania)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE ATTRICE a:
Benedetta Porcaroli
nel film IL RAPIMENTO DI ARABELLA di Carolina Cavalli (Italia)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR ATTORE a:
Giacomo Covi
nel film UN ANNO DI SCUOLA di Laura Samani (Italia, Francia)
PREMIO ORIZZONTI PER LA MIGLIORE SCENEGGIATURA a:
Ana Cristina Barragán
per il film HIEDRA (THE IVY) (Ecuador)
PREMIO ORIZZONTI PER IL MIGLIOR CORTOMETRAGGIO a:
UTAN KELLY (WITHOUT KELLY)
di Lovisa Sirén (Svezia)

LEONE DEL FUTURO
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS”
La Giuria LEONE DEL FUTURO – PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE
LAURENTIIS” della 82. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, presieduta da
Charlotte Wells e composta da Erige Sehiri, Silvio Soldini assegna il premio
LEONE DEL FUTURO
PREMIO VENEZIA OPERA PRIMA “LUIGI DE LAURENTIIS” a:
SHORT SUMMER
di Nastia Korkia (Germania, Francia, Serbia)
GIORNATE DEGLI AUTORI
VENEZIA SPOTLIGHT
PREMIO DEGLI SPETTATORI – ARMANI BEAUTY
a:
CALLE MÁLAGA
di Maryam Touzani (Marocco, Francia, Spagna, Germania, Belgio)
VENEZIA CLASSICI
La Giuria di VENEZIA CLASSICI presieduta da Tommaso Santambrogio e composta da 23
studenti – indicati dai docenti – dei corsi di cinema delle università italiane, assegna:
il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR DOCUMENTARIO SUL CINEMA a:
MATA HARI
di Joe Beshenkovsky e James A. Smith (USA)
il PREMIO VENEZIA CLASSICI PER IL MIGLIOR FILM RESTAURATO a:
BASHU, GHARIBEYE KOOCHAK (BASHU, THE LITTLE STRANGER)
di Bahram Beyzaie (Iran, 1985)

VENICE IMMERSIVE
La Giuria VENICE IMMERSIVE presieduta da Eliza McNitt e composta da Gwenael
François e Boris Labbé dopo aver visionato i 30 progetti in concorso, assegna:
il GRAN PREMIO VENICE IMMERSIVE a:
THE CLOUDS ARE TWO THOUSAND METERS UP
di Singing Chen (Taipei, Germania)
il PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA VENICE IMMERSIVE a:
LESS THAN 5GR OF SAFFRON
di Négar Motevalymeidanshah (Francia)
il PREMIO PER LA REALIZZAZIONE VENICE IMMERSIVE a:
A LONG GOODBYE
di Kate Voet e Victor Maes (Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi)
LEONE D’ORO ALLA CARRIERA 2025 a:
KIM NOVAK
WERNER HERZOG
CARTIER GLORY TO THE FILMMAKER AWARD 2025 a:
JULIAN SCHNABEL
PREMIO CAMPARI PASSION FOR FILM 2025 a:
GUS VAN SANT

Alessandra Costantino




A Venezia 2025 “The Voice of Hind Rajab”il film della regista tunisina Kaouther ben Hania su Gaza

La regista tunisina Kaouther Ben Hania

Una bambina di sei anni, Hind Rajab, nel gennaio 2024 a Gaza è rimasta intrappolata in un’automobile dove viaggiava con dei parenti. L’auto colpita dalle forze israeliane lasciò casualmente sopravvivere solo lei. Contattata fortunosamente dalle forze palestinesi della Mezzaluna Rossa la piccola riuscì a tenere un legame telefonico. Quei colloqui furono registrati dai soccorritori e oggi il film, fatto con vera professionalità e cuore, dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania si impernia sugli strazianti dialoghi  tra loro: la voce della bambina è reale e invoca aiuto, cosciente del pericolo della morte, dando la dimensione della crudele “strage degli innocenti”.

Fin dal mattino alla Mostra del cinema di Venezia per questo film – molto affollato dalla stampa e con evidenza il più applaudito di tutti, non solo per l’aspetto politico, ma anche per la capacità della confezione stilistica – la sicurezza aveva aumentato i controlli dei giornalisti in entrata in sala, creando lunghissime file, per le quali alcuni hanno avuto accesso in ritardo o hanno dovuto rinunciare. Dopo la manifestazione pro Gaza, che ha inondato il Lido il 30 agosto, c’era molta paura tra gli organizzatori. Ma l’ambiente che frequenta queste manifestazioni è per antonomasia  nonviolento e non è successo nulla.

Nell’emozionante conferenza stampa, la regista tunisina Kaouther ben Hania ha spiegato perché ha deciso di fare il film: “Le notizie si dimenticano, il cinema può costruire preziosi momenti di empatia, permette di vedere il mondo da un altro punto di vista, quello dei palestinesi e specificatamente degli eroi che cercano di salvare vite e si confrontano con ostacoli tremendi. Questo film è molto importante per me, quando ho sentito per la prima volta la voce di Hind Rajabera la voce di Gaza che chiedeva aiuto. La rabbia e il senso di impotenza hanno dato origine al film”.

C’era qualcosa di elettrico nell’energia – ha poi proseguito la regista tunisina – che circondava questo progetto, così immediato, così vivo. Non avrei mai immaginato che sarebbe stato possibile completarlo dall’inizio alla fine in soli dodici mesi. Ecco come è iniziato tutto: ero nel bel mezzo della campagna per gli Oscar di Les filles d’Olfa e mi preparavo mentalmente a entrare finalmente in pre-produzione per un film che avevo passato dieci anni a scrivere. Poi, durante uno scalo all’aeroporto di Los Angeles, tutto è cambiato. Ho sentito una registrazione audio di Hind Rajab che implorava aiuto. A quel punto la sua voce si era già diffusa su Internet. Ho subito provato un misto di impotenza e di sconvolgente tristezza. Una reazione fisica, come se la terra mi fosse mancata sotto i piedi. Non potevo continuare come previsto. Ho contattato la Mezzaluna Rossa e ho chiesto loro l’audio completo. Dopo averlo ascoltato, ho capito che non c’erano più dubbi e che dovevo lasciar perdere qualunque altra cosa. Dovevo fare questo film. Ho parlato a lungo con la madre di Hind, con le persone reali che erano dall’altra parte di quella chiamata, quelle che hanno cercato di aiutarla. Ho ascoltato, ho pianto, ho scritto. Poi ho tessuto una storia attorno alle loro testimonianze, usando la vera registrazione audio della voce di Hind e costruendo un film ambientato in un’unica location, in cui la violenza rimane fuori campo. È stata una scelta deliberata. Perché le immagini violente sono ovunque sui nostri schermi, sulle nostre timeline, sui nostri telefoni. Volevo concentrarmi sull’invisibile: l’attesa, la paura, il suono insopportabile del silenzio quando l’aiuto non arriva.

A volte ciò che non vedi è più devastante di ciò che vedi. Al centro di questo film c’è qualcosa di molto semplice, e molto difficile da affrontare. Non posso accettare un mondo in cui un bambino chiede aiuto e nessuno arriva. Quel dolore, quel fallimento, appartengono a tutti noi. Questa storia non riguarda solo Gaza. Parla di un dolore universale. E credo che l’invenzione narrativa (soprattutto quando trae spunto da eventi verificati, dolorosi e reali) sia lo strumento più potente del cinema. Più potente del rumore delle ultime notizie o dell’indifferenza dello scrolling. Il cinema può preservare un ricordo. Il cinema può resistere all’amnesia.
Che la voce di Hind Rajab possa essere ascoltata.

RED

(foto: Alessandra Costantino per Russia News)