IL FLAUTO MAGICO INAUGURA LA STAGIONE ARTISTICA 2024 AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Fra le ultime creazioni del genio di Salisburgo, summa musicale e spirituale di fine ‘700, Die Zauberflöte apre domenica la Stagione d’Opera e Balletto 2024 di Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico. L’opera tedesca di Mozart, con dialoghi in italiano ad intervallare alcuni dei brani più celebri di sempre, racconta una fiaba metaforica vivace, tenera, appassionata e insieme buffa, affidata a giovani interpreti già applauditi su importanti palcoscenici internazionali, tra cui Vinogradov, Fiume, Mezzaro, Siminska. Tre le repliche fino al 28 gennaio; biglietti, abbonamenti e carnet disponibili ai prezzi del 2023. Lo spettacolo rientra nel cartellone del Festival Mozart a Verona, giunto alla quinta edizione.

Era nel pieno della maturità artistica il 35enne Mozart quando, nel 1791, accettò di musicare il libretto dell’amico Schikaneder: in un periodo estremamente denso di impegni, onorati con veri e propri capolavori, Il Flauto magico nacque in poche settimane e andò in scena con successo di pubblico il 30 settembre al teatro viennese auf der Wieden. Il genio salisburghese prese parte alla stesura dell’opera in tutte le sue fasi, aggiungendo una simbologia massonica a quella che si può leggere a più livelli come avvincente fiaba, racconto di formazione, opera popolare ricca di situazioni comiche e personaggi buffi, elementi e stili diversi che solleticarono la fantasia del compositore. Certamente, la qualità dell’esito ha fissato da subito Il Flauto magico nel repertorio: a Verona è stato rappresentato nel ‘79, nel ’90 e nel 2015 in tre diversi allestimenti e ora torna in un nuovo spettacolo firmato per regia, scene e costumi dall’esperto Ivan Stefanutti, con l’assistenza di Filippo Tadolini e Stefano Nicolao, e luci del giovane Emanuele Agliati.

L’allestimento, coprodotto fra i teatri di OperaLombardia, il Verdi di Trieste e la statunitense Opera Carolina, approda a Verona con la sua carica visionaria, onirica e fiabesca, come uscita dall’oriente magico delle Mille e una notte. Sul palcoscenico sale un cast di prestigio internazionale, con alcuni debutti importanti: il basso Alexander Vinogradov, applaudito in Arena e nel mondo, interpreta il saggio Sarastro, la coppia destinata ad amarsi e incontrarsi è composta dal tenore Matteo Mezzaro (Tamino) e dal soprano Gilda Fiume (Pamina) e la temibile Regina della Notte è interpretata da Anna Siminska al suo esordio veronese. Sarà una prima volta anche per la giovane coppia comica Papageno-Papagena, affidata a Michele Patti e Giulia Bolcato. Completano il cast diversi giovani talentuosi: Matteo Macchioni (Monostatos), Marianna MappaFrancesca MaionchiMarta Pluda (le tre Dame al servizio della Regina), Viktor ShevchenkoGianluca Moro (sacerdoti/armigeri) e Alberto Comes. Due terzetti di giovanissime voci bianche si alterneranno nei panni dei genietti, tre fanciulli fatati che guideranno gli eroi nelle loro peripezie (Jacopo Lunardi, Lorenzo Pigozzi, Erika Zaha il 21 e il 26, Maria Vittoria Caputo, Carlotta Caruso, Anna Russo il 24 e il 28). L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona e il Coro preparato da Roberto Gabbiani saranno diretti dal maestro Gianna Fratta, molto apprezzata nelle ultime stagioni al Teatro Filarmonico.

La forma è quella del Singspiel, non lontana dall’operetta come la conosciamo oggi, che prevede dialoghi parlati tra i diversi numeri musicali: senza alterare la lingua originale delle sublimi pagine mozartiane, proprio i dialoghi recitati sono stati adattati e tradotti in italiano per facilitare la comprensione e la scorrevolezza della storia. Il Flauto magico va quindi in scena domenica 21 gennaio alle 15.30 e replica mercoledì 24 gennaio alle 19, venerdì 26 gennaio alle 20 e domenica 28 gennaio alle 15.30. Biglietti, abbonamenti e nuovi carnet sono disponibili al link https://www.arena.it/it/teatro-filarmonico, alla Biglietteria dell’Arena e, due ore prima di ogni recita, alla Biglietteria stessa del Teatro in via Mutilati.

Fra le novità del 2024, Fondazione Arena propone incontri di approfondimento gratuiti che precedono l’andata in scena di ogni titolo d’opera e balletto in cartellone. Per Il Flauto magico, primo appuntamento del 2024, l’incontro di formazione del pubblico sarà guidato dal professore e musicologo Fabio Sartorellivenerdì 19 gennaio alle 18 presso la Sala Filarmonica (via Roma 1). L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

«Anche la Stagione 2024 di Fondazione Arena si apre di concerto con tutta la città, in occasione del V Festival Mozart a Verona – dichiara Cecilia Gasdia, Sovrintendente della Fondazione Arena di Verona. – Il Flauto magico, la penultima delle sue oltre venti opere per il teatro, è un capolavoro di umanità, azione e musica, adatto a tutte le età. Siamo particolarmente felici di omaggiare il compositore guardando a questo frutto maturo del suo genio compiuto e, nello stesso tempo, ai primi passi di quel bambino prodigio destinato ad affascinare l’Europa, compresa Verona nel 1770. Raccontiamo infatti Mozart bimbo e le sue primissime composizioni in Baby Mozart, spettacolo pensato proprio per i più piccoli, che apre le matinée per le scuole di Arena Young e la rassegna del sabato pomeriggio, Sogniamo ad occhi aperti».

Fondazione Arena di Verona desidera ringraziare particolarmente BCC di Verona e Vicenza, che per il secondo anno conferma il proprio sostegno alle attività della Stagione Artistica 2024 al Teatro Filarmonico in qualità di main sponsor«Il rinnovo della partnership con Fondazione Arena è tra le prime azioni che la nostra banca lancia nel 2024 per la base sociale e le comunità locali – commenta Flavio Piva, Presidente di BCC di Verona e Vicenza. – La nostra realtà è prossima al completamento dell’iter di fusione con Banca Patavina. Dal 12 febbraio diventeremo a tutti gli effetti BCC Veneta e il nostro impegno, che ha guidato sin dalle prime fasi il percorso di integrazione, è di continuare a dialogare, ascoltare ed essere in relazione con le persone dei territori di presidio. Questo a conferma delle nostre strategie e politiche, da sempre fondate sulla missione del credito cooperativo e sull’impegno per il sociale, la cultura e la solidarietà, con un approccio di reale sinergia con enti, persone e imprese del territorio. Per questo, anche quest’anno siamo orgogliosi di essere a fianco di Fondazione Arena per la stagione lirica e sinfonica al Teatro Filarmonico, convinti della straordinaria qualità artistica della rassegna e della sua rilevanza per lo sviluppo della città e del Veneto in tutti i settori, sia culturale che dell’indotto turistico di così fondamentale rilevanza. La disponibilità ad accompagnare un progetto come questo, di importanza strategica per Verona e per la sua immagine internazionale, potrà incontrare anche la piena soddisfazione dei nostri 29mila soci che potranno beneficiare di tariffe agevolate e iniziative loro dedicate»

La ricca programmazione di Arena Young 2024, con nuovi spettacoli, incontri e iniziative per bambini, studenti, famiglie, personale di scuole, università, accademie, inizia proprio con uno spettacolo dedicato a Mozart e riservato per la prima volta alla scuola dell’infanzia e primaria, dal 17 al 20 gennaio. Il Flauto magico riprende la richiesta Anteprima scuole, lo spettacolo di venerdì 19 gennaio alle 16 riservato a studenti e giovani. Dopo la première, la rassegna Andiamo a teatro propone un avvicinamento all’opera per il mondo della Scuola, con la possibilità di assistere alle rappresentazioni infrasettimanali al Teatro Filarmonico e di partecipare ad un Preludio un’ora prima dello spettacolo: un momento di approccio alla trama, ai personaggi e al linguaggio del teatro in musica, a cura di Fondazione Arena, che avrà luogo nella prestigiosa Sala Maffeiana. Per Il Flauto magico è possibile partecipare al Preludio mercoledì 24 alle 18.00 e venerdì 26 gennaio alle 19.00. Info e prenotazioni: Ufficio Formazione scuola@arenadiverona.it – tel 045 8051933.

Paolo Simoncini




ELEGANZA E BELLE ÉPOQUE PER ADRIANA LECOUVREUR DI FRANCESCO CILEA

Domenica 31 marzo 2019 alle 15.30 va in scena al Teatro Filarmonico di Verona, Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, quarto titolo operistico della Stagione Lirica 2018-2019 di Fondazione Arena. L’opera è proposta nell’allestimento del Teatro Sociale di Como (As.Li.Co) firmato da Ivan Stefanutti per regia, scene e costumi, con le luci di Paolo Mazzon e i movimenti mimici di Michele Cosentino. Sul podio Massimiliano Stefanelli dirigerà Solisti, il Coro e l’Orchestra areniani.

Repliche: martedì 2 aprile ore 19.00; giovedì 4 aprile ore 20.00; domenica 7 aprile ore 15.30.

L’opera, il cui soggetto è tratto dal dramma Adrienne Lecouvreur di Eugène Scribe e Ernest Legouvé, inizia a prendere forma nel 1899, tuttavia alcuni problemi nella collaborazione tra Francesco Cilea e il librettista Arturo Colautti ritardano la fine della composizione fino all’autunno del 1902. La scelta del soggetto è dovuta alla “varietà dell’azione che potevano offrirmi situazioni nuove ed eleganti, la fusione della commedia e del dramma nella cornice dell’ambiente settecentesco (che conoscevo bene), il passionale amore della protagonista toccarono il mio cuore e accesero la mia fantasia”, per usare le parole del compositore stesso. La prima assoluta ha luogo il 6 novembre 1902 al Teatro Lirico di Milano con la direzione di Cleofonte Campanini e con Angelica Pandolfini, Enrico Caruso e Giuseppe De Luca, riscuotendo un enorme successo. Da quel momento l’opera viene ampiamente rappresentata sia in Italia che all’estero, per poi essere pressoché dimenticata intorno al 1910. Solamente dagli anni Trenta in poi, a seguito anche di alcuni tagli e modifiche, torna stabilmente nel repertorio. Al ruolo della protagonista sono legate indissolubilmente la voce e la fama di grandi artiste quali Magda Olivero, ritenuta dallo stesso Cilea come l’interprete perfetta del ruolo di Adriana, oltre a numerosissime altre grandi interpreti che si sono alternate: Giuseppina Cobelli, Renata Tebaldi, Leyla Gencer, Montserrat Caballé, Joan Sutherland, Raina Kabaivanska, Mirella Freni, Daniela Dessì, Angela Gheorghiu fino ad Anna Netrebko.

Ivan Stefanutti, che firma la regia, le scene e i costumi di questo allestimento dell’Associazione Lirica Concertistica Italiana (As.Li.Co.), traspone l’opera dal primo ‘700 all’epoca della composizione del titolo in un vivace clima culturale fin de siècle, per presentare una messa in scena senza stravolgimenti drammaturgici volta ad esaltare invece il divismo della personalità di Adriana attraverso movimenti che rimandano alle pose delle grandi attrici di inizio Novecento. La messa in scena, essenziale ma completa, è fedele alla trasposizione storica, risultando assolutamente efficace nei suoi rimandi ai film in bianco e nero del cinema muto in un continuo contrasto cromatico che richiama la vena di decadentismo che permea l’opera. Non più stucchi, parrucche e atmosfere ancien régime, ma un’eleganza liberty in cui scenografia, costumi, movenze e luci devono molto alla connotazione teatrale del cinema di quegli anni. Ovviamente il tema della protagonista che veste i panni della diva non sfugge al regista e, anzi, viene posto in estremo risalto. Adriana è la stella che svela la sua natura passionale e fragile di donna e Stefanutti per la sua protagonista si rifà proprio alle personalità delle attrici dell’epoca, come emerge dalle sue stesse parole: “Adriana Lecouvreur è un’attrice di teatro all’apice della sua carriera, famosa e venerata dai suoi ammiratori. La sua vicenda privata si svolge tra teatro e palazzi nobiliari, tra recite e declamazioni. Tutto fa pensare che, nella definizione del personaggio di Adriana si deve tenere conto di quelle che erano le dive operanti al momento della composizione dell’opera. La loro magia nasceva in teatro ma per alcune raggiungerà l’apice con l’apparizione della nuova arte, il cinematografo. Nella decima musa, che dovrà fare i conti con le nove che l’hanno preceduta, confluiranno tutte le esperienze teatrali, letterarie e musicali e, naturalmente, le relative attrici. Adriana è un’attrice che discende dalla stirpe di Sarah Bernhardt. Nel teatro classico stavano per affacciarsi nuovi nomi come Eleonora Duse, Gys Leda, Francesca Bertini e Lyda Borelli. Trovo che Adriana assomigli molto più a queste ”umili ancelle” che a quelle effettivamente vissute nel ‘700. Ed è soprattutto al personaggio conturbante di Lyda Borelli, che debutta in teatro nel 1902 come proprio come Adriana Lecouvreur, a cui il regista fa riferimento: “Lyda Borelli fu la prima grande sacerdotessa del nascente divismo. La sua morbida bellezza preraffaellita, le sue pose da femme fatale dannunziana, la sua recitazione fatta di gesti eccessivi, di subitanei languori e di sguardi torbidi, divennero il modello di una intera generazione di attrici, ed influenzarono la moda fino a diventare un vero e proprio fatto di costume…”.

Massimiliano Stefanelli, che ritorna sul podio del Teatro veronese dopo 19 anni, sarà impegnato a dirigere il Coro, l’Orchestra areniani e i Solisti. Nei panni della protagonista Adriana si alterneranno Hui He (31/03 – 4, 7/04), artista molto conosciuta e amata dal pubblico, e Valentina Boi (2/04), dopo il recente debutto al Teatro Filarmonico nella produzione di Don Giovanni. Fabio Armiliato (31/03 – 4, 7/04), impegnato per la prima volta al Filarmonico in un titolo operistico, e Mikheil Sheshaberidze (2/04) vestiranno i panni di Maurizio, mentre Alessandro Abis interpreterà Il principe di Bouillon. Nel ruolo della Principessa di Bouillon vedremo Carmen Topciu (31/03 – 4, 7/04), al suo debutto al Teatro Filarmonico, a fianco di una grande interprete come Rossana Rinaldi (2/04). Michonnet avrà le voci di Alberto Mastromarino (31/03 – 4, 7/04) e Federico Longhi (2/04), quest’ultimo recentemente applaudito a Verona nel Don Pasquale lo scorso mese. Debuttano al Filarmonico Roberto Covatta come L’abate di Chazeuil, Klodian Kacani come Poisson e Massimiliano Catellani come Quinault. Completano il cast la Mad.lla Jouvenot di Cristin Arsenova (31/03 – 4/04) e della debuttante Jessica Zizioli (2,7/04), Mad.lla Dangeville interpretata da Lorrie Garcia (31/03 – 4/04) e Annapaola Pinna (2, 7/04), anch’esse per la prima volta sul palcoscenico veronese; l’attore Michelangelo Brunelli, infine, interpreta Un maggiordomo.

Con Adriana Lecouvreur prosegue l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2018-2019martedì 2 aprile alle ore 18.00 e giovedì 4 aprile alle ore 19.00 gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone anche un Preludio all’Opera, momento introduttivo durante il quale viene spiegata la trama e vengono forniti ai ragazzi elementi utili per la comprensione dello spettacolo, grazie alla partecipazione di alcuni dei protagonisti; segue quindi un aperitivo nel Bar del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni:

Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona

tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

RED




STAGIONE ARTISTICA 2018-2019 DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO

VeronaFondazione Arena presenta la Stagione Artistica 2018-2019, in programma dal 16 dicembre 2018 al 26 maggio 2019.  In cartellone per la Stagione Lirica al Teatro Filarmonico cinque grandi titoli d’opera: La Bohème di Giacomo Puccini, Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, Il Maestro di cappella di Domenico Cimarosa proposto insieme a Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

Il primo appuntamento è con La Bohème di Giacomo Puccini, in scena dal 16 al 31 dicembre 2018 nell’allestimento classico ed elegante di Giuseppe Patroni Griffi con scene di Aldo Terlizzi Patroni Griffi, inedito a Verona, creato per il centenario dal debutto del capolavoro pucciniano al Teatro Regio di Torino, con la direzione di Francesco Ivan Ciampa, trionfatore sul podio areniano di Carmen. L’opera, la cui vicenda inizia alla vigilia di Natale e prosegue tra i fiocchi di neve alla Barriera d’Enfer, concluderà il 2018 e darà il benvenuto al nuovo anno: alle quattro date in abbonamento – 16, 18, 20 e 23 dicembre – si aggiungono infatti le due recite straordinarie fuori abbonamento del 29 e 31 dicembre.

La Stagione Lirica inaugura ufficialmente domenica 27 gennaio con Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, opera che sarà oggetto di una conferenza. Sul podio sarà impegnato Renato Balsadonna, direttore dal curriculum internazionale.

Dal 24 febbraio al 3 marzo, Don Pasquale di Gaetano Donizetti corona il carnevale 2019 con un elegante e sapiente sorriso: l’allestimento di Fondazione Arena è firmato dall’attore e regista Antonio Albanese in una delle sue rarissime incursioni nel mondo dell’Opera, avvenuta nel 2013. Il dramma buffo donizettiano conta per 4 recite sulle originali scene di Leila Fteita e i costumi di Elisabetta Gabbioneta, per la direzione di Alvise Casellati, direttore residente del Teatro Carlo Felice di Genova e talento italiano in ascesa.

Segue dal 31 marzo al 7 aprile Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, altro titolo importante del Novecento ma oggi poco rappresentato in Italia. A trent’anni dall’ultima edizione al Teatro Filarmonico di Verona, il titolo più ricco e fortunato di Cilea va in scena per 4 recite nell’allestimento di Ivan Stefanutti, che firma regia, scene e costumi, diretto da Massimiliano Stefanelli.

Altri due titoli completano la Stagione Lirica, capolavori separati da 130 anni di storia ma uniti dal fil rouge della commedia musicale in un inedito dittico in scena per 4 recite dal 19 al 26 maggio: Il Maestro di cappella di Domenico Cimarosa, mai rappresentato a Verona, e Gianni Schicchi, atto unico di Giacomo Puccini dal successo intramontabile. L’allestimento torinese è firmato da Vittorio Borrelli ed è diretto dal giovanissimo veronese Alessandro Bonato, che a soli 23 anni fa il suo debutto con Fondazione Arena dopo essere stato tra i vincitori della Malko Competition, il più importante concorso internazionale di direzione d’orchestra che si tiene ogni tre anni a Copenaghen.

Con l’anno nuovo, si ritorna nell’elegante cornice del Teatro Filarmonico di Verona, dove verranno proposti sei concerti con protagonisti direttori e solisti di prestigio internazionale.

Con il primo appuntamento di venerdì 11 gennaio alle 20.00 con replica sabato 12 alle 17.00, Fondazione Arena dà ufficialmente il via alla Stagione Sinfonica proponendo al suo pubblico una delle pagine più celebri e apprezzate di Beethoven, sotto la direzione di Gustav Kuhn, Maestro dalla carriera internazionale.

Per il secondo concerto del 8 e 9 febbraio torna sul podio del Filarmonico Roman Brogli-Sacher, impegnato in un ricco programma che spazia da Mahler a Donizetti, da Bassi a Wagner, con la voce solista del basso Andrea Mastroni. Apriranno il concerto Kindertotenlieder e Rückert-Lieder del compositore austriaco, mentre il Concertino per clarinetto e orchestra in si bemolle maggiore vedrà protagonista Giampiero Sobrino, primo clarinetto dell’orchestra areniana, impegnato anche nel brano successivo, Fantasia su temi di Rigoletto per clarinetto e orchestra di Luigi Bassi. Chiudono il concerto Il Coro Nuziale da Lohengrin di  Wagner e Die Meistersinger von Nurnberg, Silentium-Silentium!.

Per terzo appuntamento, in programma l’1 e 2 marzo, Francesco Ommassini guida al pianoforte Roman Lopatynskyi il secondo assoluto del concorso “Città di Verona” nel Quarto Concerto di Rachmaninov e il giovane violoncellista Edgar Moreau nel Concerto per violoncello e orchestra in mi minore op. 85 di Edward Elgar.

Accanto alla tradizionale offerta concertistica, si rinnova per il secondo anno l’appuntamento fuori abbonamento al Teatro Ristori venerdì 8 marzo alle 20.30, con replica sabato 9 marzo alle 17.00, in un progetto di collaborazione tra le due importanti realtà cittadine. L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona sarà diretta da Timothy Brock, direttore-compositore specialista di colonne sonore per il cinema muto e non solo, per il terzo appuntamento della rassegna Luci della città proposta dal Teatro Ristori, che prosegue il ciclo “Suonando Chaplin”, già felicemente accolto nelle ultime stagioni. Sarà un omaggio al grande divo del XX Secolo Charlie Chaplin, con la proiezione del film Luci della città (City Lights) e l’esecuzione integrale dal vivo della colonna sonora originale restaurata dallo stesso Brock.

La Stagione Sinfonica prosegue quindi il 12 e 13 aprile: Alpesh Chauhan dirige l’Ouverture Ruy Blas Opus 95 di Mendelssohn insieme alla Fantasia Corale in do minore op. 80 per pianoforte, soli, coro e orchestra, di  Beethoven che vede impegnato al pianoforte Edoardo Maria Strabbioli. Termina il concerto la Sinfonia n. 2 op. 52 in si bemolle maggiore “Lobgesang” (Canto di lode) di Felix Mendelssohn.

Il 3 e 4 maggio è la volta del concerto-spettacolo Big Nightmare Music proposto dal duo Igudesman & Joo  formato dal violinista russo Aleksej Igudesman e dal pianista anglo-coreano Hyung-ki Joo. Lo spettacolo fa scoprire le esuberanti potenzialità della musica classica unita alla cultura popolare, per raccontare la musica classica all’insegna della comicità.

L’ultimo appuntamento della Stagione Sinfonica, il 17-18 maggio, dal titolo Songs! Scent of swing, vedrà protagonisti il Coro dell’Arena di Verona insieme ad un quintetto d’archi, un pianoforte e una batteria e saranno diretti da Vito Lombardi  in un imperdibile appuntamento dal sapore swing all’interno di celebri colonne sonore.

La Stagione Artistica vedrà impegnati l’Orchestra, il Coro – diretto per la quarta stagione consecutiva da Vito Lombardi –  e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Gli abbonamenti della Stagione Lirica possono essere sottoscritti a partire da martedì 20 novembre fino ad esaurimento della disponibilità. I prezzi degli abbonamenti vanno da € 42,00 a € 225,00 in base al settore prescelto.

Oltre agli abbonamenti tradizionali si segnala la formula aperta Carnet 3 ingressi – da € 40,50 a
€ 159,00 – che permette di costruire una propria agenda di appuntamenti con gli spettacoli proposti da Fondazione Arena al Teatro Filarmonico. Infatti, superando la modalità del turno e del posto fisso, il carnet permette di scegliere trasversalmente tra tutte le recite in programma e di utilizzare i tagliandi uno per volta o globalmente, per una o più serate, risparmiando così sull’acquisto del singolo biglietto. I biglietti per le due recite fuori abbonamento de La Bohème saranno in vendita da mercoledì 31 ottobre 2018 fino ad esaurimento della disponibilità, mentre biglietti e Carnet per tutti gli spettacoli in cartellone saranno disponibili a partire da martedì 11 dicembre.

La vendita degli abbonamenti per la Stagione Sinfonica inizia da martedì 11 dicembre fino ad esaurimento della disponibilità. I prezzi degli abbonamenti variano da € 40,00 a € 101,00. Quest’anno viene inoltre proposto il nuovo Carnet da 4 concerti, con prezzi che vanno da € 34,00 a € 82,00 e la possibilità di scegliere 4 date a piacimento all’interno della Stagione Sinfonica. La vendita dei biglietti per i singoli Concerti, del Concerto al Teatro Ristori e dei Carnet 4 concerti avrà inizio lunedì 7 gennaio 2019.

È possibile acquistare abbonamenti, biglietti e Carnet presso la Biglietteria dell’Arena di Verona in Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – Call center 045 8005151 – biglietteria@arenadiverona.itwww.arena.it

RED




GRANDE SUCCESSO PER LA VEDOVA ALLEGRA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Verona – Grande successo, ieri sera, per la prima rappresentazione dell’operetta La vedova allegra di Franz Lehár che ha aperto la Stagione 2017-2018 della Fondazione Arena di Verona al Teatro Filarmonico.

Un pubblico entusiasta, che gremiva platea e palchi, ha tributato lunghissimi applausi agli interpreti: dal direttore Sergio Alapont ai cantanti, tutti impegnati in ruoli di bravura, fino all’attrice Marisa Laurito che ha avuto modo di sfoggiare le sue doti di ironia e comicità. Molti consensi anche per l’allestimento firmato da Gino Landi (regia e coreografia), Ivan Stefanutti (scene) e Wiilliam Orlandi (costumi) e per i complessi artistici areniani, uno per tutti Peter Szanto, violino solista in palcoscenico.

Per La vedova allegra sono previste altre 6 recite: martedì 19 dicembre alle ore 19.00, giovedì 21 dicembre alle ore 20.00, sabato 23 dicembre alle ore 15.30 ed ancora, fuori abbonamento, mercoledì 27, venerdì 29 e domenica 31 dicembre alle ore 20.30; al termine di quest’ultima rappresentazione è previsto un brindisi al Nuovo Anno offerto dalla Fondazione Arena al suo pubblico.

Eva Bergamo

Qui di seguito, per gentile concessione della Fondazione Arena di Verona, alcune delle parti salienti dello spettacolo:











 

 

 

 




LA VEDOVA ALLEGRA APRE LA STAGIONE LIRICA 2017-2018 AL TEATRO FILARMONICO TRA LUSTRINI E CAN-CAN

Verona – Oggi, domenica 17 dicembre 2017 alle ore 15.30, torna al Teatro Filarmonico un titolo molto amato dal grande pubblico: La vedova allegradi Franz Lehár. L’operetta in tre atti dà il via alla Stagione 2017-2018 della Fondazione Arena di Verona e accompagna il pubblico fino alla notte di San Silvestro, per festeggiare con una musica appassionante e balli coinvolgenti l’arrivo dell’anno nuovo.

L’allestimento della Fondazione Arena di Verona, che ha debuttato al Filarmonico nel febbraio 2005 e da allora ha sempre riscosso grande successo, porta la firma di Gino Landi per regia e coreografia, Ivan Stefanutti per le scene e William Orlandi per i costumi. In questa edizione, la regia è ripresa da Federico Bertolani e le coreografie da Cristina Arrò.

Per la prima volta dal podio scaligero, il giovane e affermato direttore spagnolo Sergio Alapont è chiamato a dirigere l’Orchestra areniana, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino e le grandi voci soliste in programma.

Repliche: martedì 19 dicembre, ore 19.00 – giovedì 21 dicembre, ore 20.00 – sabato 23 dicembre, ore 15.30 – mercoledì 27 dicembre, venerdì 29 dicembre, domenica 31 dicembre ore 20.30 (fuori abbonamento).

Sfarzi, Can-Can, gag divertenti e intrighi amorosi sono gli ingredienti per gustose serate all’insegna della grande musica e del divertimento al Teatro Filarmonico in occasione delle festività natalizie. Per 7 recite dal 17 al 31 dicembre l’ambientazione scintillante e la trama coinvolgente de La vedova allegra di Franz Lehár accompagneranno il pubblico in un’atmosfera dorata e fiabesca, “molto femminile e tradizionale… perché la gente vuole sognare” come ha suggerito lo stesso regista Gino Landi in un’intervista del 2005. E dopo lo straordinario successo ottenuto quell’anno e confermato nel 2014, oltre alle recite in abbonamento sono proposte altre tre rappresentazioni fuori abbonamento nelle serate del 27, 29 e 31 dicembre, con inizio alle ore 20.30.

La vedova allegra” (Die lustige Witwe) oltre ad essere ancora oggi la più celebre delle operette, è stata uno dei più grandi successi viennesi del XX secolo e può essere considerata un’importante chiave di lettura del genere nel suo complesso. La vicenda è tratta da L’attaché d’ambassade, commedia del 1861 di Henri Meilhac, uno dei più grandi librettisti di Jacques Offenbach, e messa in libretto da Victor Léon e Leo Stein che affidano la stesura della partitura a Franz Lehár.
La prima rappresentazione dell’operetta avviene al Theater an der Wien il 30 dicembre 1905 sotto la direzione dello stesso compositore suscitando nel pubblico un enorme entusiasmo tanto che il titolo resterà in cartellone per mesi registrando sempre il tutto esaurito, per poi approdare anche all’estero. Tradotta in ben 25 lingue, La vedova allegra sarà oggetto di diverse trasposizioni cinematografiche già dal 1907.

L’azione si svolge in una Parigi ancora capitale della Belle époque ed i personaggi sono nobili e alti funzionari dell’ambasciata dello Stato immaginario di Pontevedro, nell’Europa centrale, sull’orlo della bancarotta. L’operetta si svolge giocando sui temi tipici del genere: il soggetto sentimentale, l’ambientazione falso-storica, le danze (soprattutto il valzer con il suo sottile erotismo), il matrimonio, l’infedeltà, il denaro, la politica e l’eccentrica mondanità aristocratica, fatua e donnaiola. Su tutto questo, tuttavia, aleggia una sensazione di decadenza, di un mondo che sta per morire, seppur dipinto in modo gioioso e festante, come si volesse rispecchiare la situazione dell’Austria tra Ottocento e Novecento. Il clima in cui questo lavoro nasce è difatti caratterizzato da una società che preferisce abbandonarsi agli slanci sentimentali e alle frenesie di canzoni e operette, piuttosto che ammettere con consapevolezza di vivere in un periodo di crisi. Da questo parte la lettura registica di Gino Landi, che mette ben in evidenza queste tematiche, ricreando fasti e ricchezze per una Vedova «allegra, come dice il titolo… uno spettacolo molto leggero ma di grandi prestazioni», che nel terzo atto si arricchisce di un estratto del balletto Gaité Parisienne di Jacques Offenbach e Manuel Rosenthal culminante con il popolarissimo quanto sfrenato Can-Can.

Altra peculiarità da sottolineare nella visione registica di Landi, è la scelta ormai da anni vincente di affidare il ruolo di Njegus ad un’attrice, anziché ad un comico, per esaltare ancora di più la femminilità dell’allestimento: ritroveremo quindi la geniale Marisa Laurito alle prese con le furberie del ruolo e le trovate più esilaranti.

Tra le voci protagoniste, graditi ritorni di interpreti amati dal pubblico del Filarmonico, a partire dall’avvenente Hanna Glawari di Mihaela Marcu (17, 23, 27, 31/12), che per alcune recite si dà il cambio con Elisa Balbo (19, 21, 29/12) accanto all’amato Conte Danilo Danilowitsch impersonato da Enrico Maria Marabelli. Veste quindi i panni del Barone Mirko Zeta Giovanni Romeo, di fianco alla Valencienne di Desirée Rancatore (17, 21, 27, 31/12) e Lucrezia Drei (19, 23, 29/12). Interpretano il diplomatico Camille de Rossillon Giorgio Misseri (17, 21, 27, 31/12) e Francesco Marsiglia (19, 23, 29/12), mentre nel Visconte Cascada troviamo Francesco Paolo Vultaggio e in Raoul de St. Brioche Stefano Consolini. Completano quindi il cast nuove interessanti voci, al loro debutto sul palcoscenico del Teatro Filarmonico: Daniele Piscopo in Bogdanowitsch e Serena Muscariello in sua moglie Sylviane; Andrea Cortese per Kromow, Lara Rotili nel ruolo di Olga, Nicola Ebau per Pritschitsch e Francesca Paola Geretto nella consorte Praškowia.

La produzione impegna Orchestra, Coro, Ballo e Tecnici dell’Arena di Verona.

Per info e prenotazioni: tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – biglietteria@arenadiverona.it

Eva Bergamo




TEATRO FILARMONICO: PRESENTATA LA STAGIONE LIRICA 2017-2018

Verona – Fondazione Arena presenta la Stagione Lirica 2017-2018 al Teatro Filarmonico: 6 titoli d’opera e 27 rappresentazioni in scena dal 17 dicembre 2017 al 27 maggio 2018.

Dopo la positiva conclusione del Festival areniano, la Fondazione Arena conferma il proprio impegno per un rilancio dell’offerta artistica con un concreto investimento sia sui cast, con grandi interpreti e nuove proposte, sia sugli allestimenti, affiancando regie tradizionali a proposte più moderne. Il programma è ambizioso e poliedrico e spazia dall’operetta a Richard Strauss attraversando Mozart, Verdi, Puccini e il belcanto donizettiano, nel costante tentativo di proporre agli spettatori una varietà di genere e di gusto.

In occasione delle festività natalizie, dal 17 dicembre, sarà proposta per sette recite La vedova allegra di Franz Lehár, operetta frizzante e graditissima al pubblico presentata nel divertente e scintillante allestimento di Fondazione Arena con regia di Gino Landi, scene di Ivan Stefanutti e costumi di William Orlandi. La lettura di Gino Landi mette in scena il soggetto sentimentale, l’ambientazione falso-storica, le danze, il matrimonio, l’infedeltà, il denaro, la politica e l’eccentrica mondanità aristocratica, fatua e donnaiola, in un clima di decadenza, presagio di un mondo che sta per morire, sempre tuttavia dipinto in maniera gioiosa e festante, in un’atmosfera dorata e fiabesca “molto femminile e tradizionale… perché la gente vuole sognare”, per usare le parole del regista. Dopo lo straordinario successo ottenuto nel 2005 e nel 2014, il calendario è stato arricchito da tre rappresentazioni fuori abbonamento: 27, 29 e 31 dicembre, con inizio alle 20.30. Debutta alla guida dell’orchestra areniana Sergio Alapont, giovane e affermato direttore spagnolo.

La Stagione si inaugura ufficialmente il 4 febbraio 2018 con Otello, penultima opera di  Verdi tratta dall’omonima tragedia shakespeariana e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1887. Al Filarmonico il titolo del grande repertorio romantico è stato messo in scena solamente nel 1990 e per questo atteso ritorno viene proposto nella coproduzione del 2013 tra l’Arena di Verona e il Teatro La Fenice di Venezia, con la regia di Francesco Micheli, le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Silvia Aymonino. Sul podio, per le quattro recite, torna Antonino Fogliani che dirige per la prima volta l’opera verdiana.

Dal 4 all’11 marzo ritorna per quattro rappresentazioni Manon Lescaut di Giacomo Puccini nella provocatoria messa in scena proposta da Graham Vick nel 2011, con le scene di Andrew Hays e i costumi di Kimm Kovac. L’allestimento, prodotto da Fondazione Arena, si discosta con forza da una lettura tradizionale dell’opera e la rivisita invece come fosse una “lezione morale”; lo stesso regista ha dichiarato: “Ho pensato di ricreare l’impatto giovane e fresco della prima Manon; una freschezza che emerge anche dalla ricchezza e dall’abbondanza delle invenzioni musicali di Puccini, un Puccini che sogna un amore romantico, ideale, poetico”. La direzione è affidata ad un altro giovane musicista, Francesco Ivan Ciampa che, dopo l’ottima sinergia instaurata con i complessi areniani durante la scorsa Stagione Lirica, torna sul palcoscenico veronese al debutto nel titolo.

Dal 31 marzo all’8 aprile è la volta di quattro recite de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, nello storico allestimento del Teatro San Carlo di Napoli con regia firmata da Mario Martone, scene di Sergio Tramonti e costumi di Ursula Patzak. La messa in scena, elegante, tradizionale e di grande impatto, è uno tra i maggiori successi del regista partenopeo, in un magistrale connubio tra gusto musicale e teatralità. La bacchetta è di Sesto Quatrini, giovane direttore romano che vanta già prestigiose collaborazioni con teatri internazionali tra cui il Metropolitan di New York.

Dal 29 aprile al 6 maggio torna Anna Bolena di Gaetano Donizetti, proposta per quattro date nell’allestimento di Fondazione Arena del 2007 con un’altra regia firmata da Graham Vick, scene e costumi di Paul Brown. Si tratta dell’unica messa in scena dell’opera donizettiana al Teatro Filarmonico e per questo ritorno si è scelto di riproporre un allestimento simbolico e carico di significato con la costruzione di uno spazio scenico molto evocativo arricchito da costumi ricercatissimi. Con questa regia Vick si addentra nell’ambiguità etica dei personaggi da cui scaturiscono situazioni complesse dettate dalla costante antitesi tra potere e sentimenti. L’allestimento è stato portato in scena nel 2016 al Teatro de la Maestranza di Siviglia e successivamente a Lisbona, riscuotendo unanime successo. Dopo l’applaudito debutto areniano con Nabucco, sale per la prima volta sul podio del Teatro Filarmonico il valenciano Jordi Bernàcer.

Salome di Richard Strauss va in scena dal 20 al 27 maggio per quattro rappresentazioni. Il capolavoro dell’opera tedesca post-wagneriana, composto tra il 1902 e il 1905 e rappresentato quello stesso anno al Teatro Reale di Dresda, è stato eseguito al Filarmonico solo nel 2000. La regia è affidata a Gabriele Lavia, le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti, in un allestimento in coproduzione tra la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Verdi di Trieste. Sul podio Michael Balke, uno tra i più giovani e affermati direttori specialisti nel repertorio tedesco, forte di una lunga esperienza come Direttore stabile del Teatro di Magdeburgo.

Le produzioni vedranno impegnati l’Orchestra, il Coro – diretto per la terza stagione consecutiva da Vito Lombardi –  il Ballo e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Si ricorda che il periodo di prelazione per il rinnovo degli abbonamenti è dal 2 ottobre al 3 novembre, mentre i nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti a partire dal 7 novembre. Dall’11 dicembre, fino ad esaurimento delle disponibilità, saranno in vendita i Carnet a 3 ingressi e i biglietti per i singoli spettacoli in cartellone. Infine, le recite fuori abbonamento di mercoledì 27 dicembre, venerdì 29 dicembre e  di domenica 31 dicembre, tutte con inizio alle 20.30, sono già in vendita.

Un ringraziamento particolare da parte della Fondazione Arena, è andato agli Sponsor Ufficiali della Stagione Artistica 2017-2018 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico: AGSM, storico gruppo industriale leader nel settore energetico che per il terzo anno supporta la mission culturale della Fondazione Arena di Verona, Volotea, la compagnia aerea low cost impegnata per il terzo anno a diffondere nei cieli europei l’amore per l’Opera, Banco Popolare che conferma il suo importante sostegno all’attività invernale della nostra Fondazione per il nono anno consecutivo.

Eva Bergamo

 

 

Per informazioni su abbonamenti e biglietti:

Biglietteria di via Dietro Anfiteatro: Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – Call center 045 8005151

biglietteria@arenadiverona.itwww.arena.it

Orari (dal 25 settembre 2017)

da lunedì a venerdì                        09:45-16:00

sabato                                                 09:15-12:30

Periodo di prelazione per conferme abbonamenti: dal 2 ottobre al 3 novembre 2017.

Vendita biglietti e carnet: dall’11 dicembre 2017. Vendita recite fuori abbonamento: dal 2 ottobre 2017 fino ad esaurimento delle disponibilità.