TORNA A MILANO IL SEMINARIO ITALO-RUSSO “L’ARTE DELL’INNOVAZIONE”

Milano – Sarà l’innovazione il tema dell’ottavo seminario italo-russo, promosso dall’Associazione  Conoscere Eurasia e dal Consolato Generale della Federazione Russa a Milano.

L’appuntamento per le aziende e gli addetti ai lavori è in calendario oggi giovedì 20 febbraio presso lo studio legale internazionale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners (Piazza Belgioioso, 2).

Secondo i dati ISTAT elaborati dalla Direzione Ufficio Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo, tra gennaio e novembre 2019 le esportazioni italiane verso la Russia hanno superato 7,3 miliardi di euro, in crescita del 4,9%, con macchinari e attrezzature in primo piano.

Il trend dell’interscambio tra Italia e Russia nel 2019 risulta in rialzo per l’export, con la Lombardia che rappresenta un quinto dell’export nazionale. 

“La Russia è un partner economico e commerciale imprescindibile dichiara Antonio Fallico, Presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e Presidente di Banca Intesa Russia – con uno scambio che nel 2019 ha superato i 21 miliardi di euro e un potenziale di incremento del nostro export del 5% per i prossimi due anni. Il settore energetico rappresenta la componente centrale delle relazioni economiche Italia-Russia ed è seguito da un comparto strategico come quello dell’industria, della difesa e dell’alta tecnologia”. 

Sempre secondo ISTAT, le importazioni hanno raggiunto 13,3 miliardi di euro (-2%): il calo è attribuibile alla riduzione dei prezzi degli idrocarburi, gas naturale in primis. 

La Lombardia nei rapporti istituzionali, economici e commerciali con la Russia, occupa il primo posto in Italia e Milano si conferma una delle città protagoniste nelle relazioni economiche con la Russia. 

Milano, nei primi 9 mesi del 2019, si conferma con il 48,8%, alla guida dell’export lombardo verso la Federazione Russa, con un lieve incremento rispetto al 2018 e per un controvalore di 797 milioni di euro. In aumento, rispetto al periodo di riferimento del precedente anno, anche l’import che sale a 582 milioni rispetto ai 419 del 2018. 

“La Lombardia è il motore dell’interscambio commerciale con l’estero dell’Italiaaggiunge Fallicoe nel periodo gennaio-settembre 2019, per valore delle esportazioni, ha occupato il primo posto nella graduatoria delle regioni italiane con il 26,8% (94 miliardi 434 milioni di euro); e il primo posto per valore delle importazioni con il 31,5% (99 miliardi 948 milioni di euro)”. 

Di seguito i dati ISTAT elaborati dalla Direzione Ufficio Studi e Ricerche Intesa Sanpaolo:

In apertura del seminario, nel panel moderato da Fabio Tamburini, direttore de Il Sole 24 Ore, si discuterà del ruolo strategico dell’Italia e della Russia nelle relazioni politiche e economiche tra l’Europa e l’Eurasia.

I lavori si apriranno alle ore 9.00 con i saluti di Gianbattista Origoni, avvocato e socio fondatore dello studio legale internazionale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners; Attilio Fontana, Presidente della Regione Lombardia; Sergey Razov, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana e nella Repubblica di San Marino; Gaetano Miccichè, Presidente Banca IMI; Antonio Fallico, Presidente Banca Intesa Russia e Presidente Associazione Conoscere Eurasia.

Moderatore delle due sessioni del seminario, sarà Antonella Scott, giornalista de Il Sole 24 Ore; focus sulla cooperazione economica, industriale e finanziaria tra Italia e Russia.   

L’evento è organizzato da Associazione Conoscere Eurasia, Consolato Generale della Federazione Russa in Milano, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo e Fondazione Roscongress in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e lo Studio Legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.

RED





L’UNIONE ECONOMICA EURASIATICA E’ UN MERCATO STRATEGICO PER L’ITALIA

Roma – Supera i 5,7 miliardi di euro l’interscambio tra l’Italia e l’Unione Economica Eurasiatica (UEE), il mercato di libero scambio tra Russia, Kazakistan, Bielorussia, Armenia e Kirghizistan che, nel corso del primo trimestre 2018, ha importato made in Italy per più di 2 miliardi di euro, in aumento dell’1,7% sullo stesso periodo dello scorso anno. Una crescita prudente che però conferma l’importanza dell’asse commerciale con l’alleanza eurasiatica dopo un 2017 chiuso oltre quota 9,1 miliardi di export da parte italiana (+15,1%), per circa 22,9 miliardi di interscambio (+13,7%). Sono i dati presentati durante il 6° Seminario eurasiatico del 15 giugno 2018  a Roma, organizzato da Associazione Conoscere Eurasia, Roscongress, Forum Economico Internazionale di San Pietroburgo, Camera di Commercio Bielorussa, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, Banca Intesa Russia e Studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners. “Le imprese italiane – ha detto in apertura del forum il presidente dell’Associazione Conoscere Eurasia e di Banca Intesa Russia, Antonio Fallicostanno potenziando la loro presenza non solo in Russia, dove il pragmatismo del business continua a scontrarsi con le difficoltà imposte dalla geopolitica, ma anche negli altri mercati dell’Unione. L’Eurasia ha un ruolo centrale nelle relazioni tra Est e Ovest e nella scacchiera geopolitica globale, e i recenti accordi tariffari dell’Unione Economica Eurasiatica (UEE) con la Cina e l’Iran – ha concluso – ne sono una chiara dimostrazione. L’Italia non può non giocare questa partita. Così come può avere un ruolo determinante nel dibattito europeo per eliminare le sanzioni contro la Russia, che nel primo trimestre ha ridotto gli acquisti dal nostro Paese dell’1,1% e dell’1,3% nel solo mese di aprile”.

Con quasi 8 miliardi di importazioni di made in Italy nel 2017 (+19,3%), la Russia si conferma l’economia di riferimento per le aziende italiane in Eurasia, mentre sul fronte delle performance è la Bielorussia il mercato che si è dimostrato più dinamico, con un aumento della domanda di beni e servizi italiani del 31,7% (367,4 milioni di euro), seguita da Armenia (+23,9%, 117 milioni di euro) e Kirghizistan (+2%, 22,1 milioni di euro). Per quanto riguarda il Kazakistan, dopo una riduzione delle esportazioni italiane nel 2017 (-24,7%, 632,3 milioni di euro), penalizzate dal manifatturiero (macchinari -28%, metalli -65%), nel primo trimestre di quest’anno le vendite tricolori tornano a crescere: quasi 160 milioni di euro, + 18,2% sullo stesso periodo 2017.

Complessivamente, oltre ai macchinari e alle attrezzature Made in Italy, che nel 2017 hanno realizzato vendite nell’UEE per più di 2,7 miliardi dell’export (+25%), sono i tessili (1,75 miliardi di euro, +13%) e i prodotti chimici (670 milioni di euro, +9%) a trainare le esportazioni italiane nell’Unione Eurasiatica, mentre sulla bilancia commerciale pesano soprattutto le importazioni di prodotti minerari (9,6 miliardi di euro), metalli (2 miliardi di euro) e prodotti petroliferi (1,24 miliardi di euro).

Tra i temi dei lavori, anche due focus dedicati specificamente alla Bielorussia e all’Uzbekistan, quest’ultimo anello di congiunzione verso il Medio Oriente nello scenario della “Greater Eurasia” e con uno status di osservatore nell’ambito dell’UEE. Attualmente l’economia uzbeca rappresenta un potenziale da 32 milioni di persone, come ha ribadito nel corso del suo intervento Luigi Iperti, presidente della Camera di Commercio Italia-Uzbekistan ; un mercato emergente che nel 2017 è valso all’Italia solo 169,3 milioni di euro di esportazioni, con un interscambio commerciale che non ha raggiunto i 200 milioni di euro. La meccanica, il tessile e i prodotti chimici sono i settori del Made in Italy più richiesti, ma le opportunità future di partnership si estendono ai settori ad alto contenuto tecnologico e di know-how tricolore, come il comparto agricolo, quello industriale e la moda.

RED

EXPORT 1 TRIM 2017 1 TRIM 2018 VARIAZIONE
Bielorussia 70.403.737 93.394.578 32,7%
Russia 1.755.759.378 1.735.951.637 -1,1%
Armenia 23.804.632 29.497.138 23,9%
Kazakhstan 135.299.293 159.879.146 18,2%
Kirghizistan 4.858.717 5.975.569 23,0%
UEE 1.990.125.757 2.024.698.068 1,7%
Elaborazione Conoscere Eurasia su base Istat