Alessandro Camelio: quando il tempo diventa l’ingrediente principale
Category: Food
25 Ottobre 2026
Il 30 ottobre, il ristorante «GOSTЬ», situato all’interno del complesso esclusivo «Zolotoy Ruchey» a Sestroretsk, San Pietroburgo, in Russia, ospiterà un evento gastronomico d’eccezione: una cena d’autore italiana con Alessandro Camelio, fondatore e proprietario di “Stato Brado“, un innovativo progetto gastronomico italiano. Fondato in Italia nel 2019, “Stato Brado” è molto più di un ristorante. È un vero e proprio laboratorio gastronomico, dove le tradizioni della cucina italiana incontrano la ricerca scientifica, le tecniche innovative di fermentazione della carne e l’arte di esaltarne il sapore. Alessandro Camelioha dedicato oltre sei anni allo studio dei processi di frollatura e fermentazione della carne. Dopo un percorso imprenditoriale, ha scelto di dedicarsi completamente alla gastronomia, formandosi professionalmente come macellaio e specialista nei processi di fermentazione della carne. Ha così sviluppato una propria filosofia: il gusto autentico nasce dal rispetto della materia prima, dalla precisione tecnica e dal valore del tempo. Il suo approccio innovativo ha ottenuto importanti riconoscimenti professionali. Nel 2024 Alessandro è stato candidato al premio «Leone d’Oro» a Venezia per il suo contributo innovativo al settore gastronomico.
Nel 2025 “Stato Brado” ha ottenuto un brevetto per una speciale marinatura enzimatica, frutto di anni di ricerca applicata, capace di valorizzare in modo nuovo la consistenza e le caratteristiche organolettiche della carne. «Il tempo diventa un ingrediente»: è questa l’idea alla base della filosofia di Stato Brado. Qui la gastronomia si trasforma in arte e ogni prodotto è il risultato di un lavoro meticoloso, di sperimentazione continua e di autentica maestria artigianale. Il 30 ottobre 2026 con inizio alle ore 19:00, gli ospiti di «Zolotoy Ruchey» avranno la rara opportunità di conoscere personalmente questa filosofia gastronomica.
Lo chef Maurizio Liccardi
Insieme allo chef Maurizio Liccardi,Alessandro presenterà una cena d’autore articolata in sei portate, accompagnate da una selezione di vini accuratamente abbinati. Musica italiana dal vivo, un’atmosfera di raffinata ospitalità e l’opportunità di scoprire da vicino l’arte della gastronomia italiana contemporanea renderanno questa serata un’esperienza davvero speciale.
30 ottobre 2026, ore 19:00 – Ristorante «GOSTЬ» – Complesso «Zolotoy Ruchey» – Sestroretsk, San Pietroburgo, Russia.
RED
SPELLO: UN’OASI DI LUCE NELLA VERDE UMBRIA TRA CULTURA, NATURA E GASTRONOMIA
Category: Umbria
25 Ottobre 2026
Spello va molto più in là del suo slogan che la enfatizza come “città d’arte e dei fiori”, ma è un borgo che vive il suo passato strizzando un occhio al suo futuro, grazie alla tecnologica struttura di “Villa dei Mosaici”, realizzata con materiali ecosostenibili e che è divenuta il fiore all’occhiello, non solo del suo tessuto urbano, quanto un fulgido esempio di progettazione integrata con nuovi sistemi costruttivi. Siamo in provincia di Perugia, nella verde Umbria.
I panelli solari, alternati al tetto giardino e sorretti da arcate in legno lamellare sono divenuti un must di architettura contemporanea, tanto da aver vinto un premio a Bruxelles ed aver avuto il plauso da parte della nomenklatura cinese, che è rimasta così entusiasta da aver invitato una spedizione locale in terra asiatica.
Nel suo interno è possibile visitare antichi mosaici, che riportano in auge fasti passati di una domus romana, un viaggio in cui il visitatore può immedesimarsi grazie ad appropriate time-lime e tour virtuali.
Nonostante sia bassa stagione, la cittadina pullula di visitatori e capiamo all’istante che il turismo insieme all’ottima gastronomia siano i suoi motori economici trainanti. Ci fermiamo un attimo prima d’iniziare i lavori ed assaggiamo un prodotto tipico: la Crescia, una specie di Piadina. Norcinerie e vendita di prodotti tipici sono presi letteralmente d’assalto, tanto che prima di pagare il nostro conto dobbiamo aspettare una buona mezz’ora.
Il primo step che ci eravamo prefissati per la sua forte ambientazione sono le torri romaniche di Properzio, che sembrano fungere da guardiani della città e che sono state rese agibili dopo un accurato restauro. Nonostante la loro robustezza e la forma dodecagonale, la loro altezza ed asimmetria è tale da renderle più snelle di quelle che in verità sono.
Tendenzialmente i borghi da me visitati, hanno sempre una modesta estensione, ed è facili girali in una oretta scarsa. Spello, invece ha un centro storico così vasto da suggerirci sempre nuovi spunti per begli scatti fotografici, che vanno dalla Collegiata di Santa Maria Maggiore, che ospita addirittura affreschi del Pinturicchio fino al suo palazzo Comunale, senza dimenticare le tante chiese “minori”, che si avvicendano durante il nostro tragitto tra le eleganti rue in muratura.
Ci spingiamo sulla parte più in alto, dove una croce in ferro, adiacente l’arco romano e la piccola chiesa di San Severino, domina lo scenario. Il magnetico silenzio che si è impossessato del contesto ci fa all’istante pensare che siamo nella terra dei Santi, per magia gli strumenti che hanno gravato sulle nostre spalle durante il nostro cammino tra le ripide salite sembrano, infatti divenuti più leggeri.
Un signore dai modi garbati ci viene incontro, ci dice che nonostante abbia un figlio addetto al controllo del traffico aereo Enav, non ha mai visto decollare un drone e ci chiede gentilmente, se possiamo farlo volteggiare sopra le nostre teste. Mi spingo in alto sfiorando i limiti imposti dalle normative, ma nonostante l’altezza non riesco a prendere tutto il centro storico, che da questo punto di vista è ancora più affascinante. Ci ringrazia dopo l’atterraggio e scopriamo sulla nostra pelle l’amabilità di tutta la cittadinanza, che si avvicina sempre con garbo, augurandoci speranzosi che il nostro pezzo possa far lievitare le già cospicue presenze.
L’accoglienza di Spello è cementata dalla nostra amichevole chiacchierata con il sindaco, Moreno Landrini, che ha lasciato probabilmente i suoi cari per venirci a salutare. E’ il primo dei cittadini sì, ma dall’umiltà delle sue parole sembra essere uno dei tanti suoi amati paesani, che lavorano con impegno per migliorare il vissuto quotidiano di Spello.
Un cittadino americano residente ci saluta e rifletto a quello che sta accadendo in tutta la nostra amata penisola. Questi nuovi “italiani”, che stanno acquistando sia le nostre proprietà immobiliari che il nostro tessuto produttivo, come sta accadendo con la comunità olandese e belga nelle Marche, quella inglese in Toscana e via discorrendo, creeranno nuove sinergie o saranno solo degli speculatori che si muoveranno liberi tra gli interstizi della nostra debole economia?
Spello ci ha donato un po’ di luce, poiché sembra agli antipodi con le problematiche italiane e da quella frase detta dai più e che sminuisce il nostro sapere. “…Potremmo vivere solo di turismo, data la nostra storia”. La nostra nazione è il capofila mondiale in questo settore, ma bisogna prendere coscienza che le nuove economie corrono veloci verso nuovi lidi di conoscenza, come sviluppo delle rinnovabili e nanotecnologie. La nostra politica sembra dimenticarselo, mentre qui nella verde Umbria, un piccolo borgo è divenuto un vero e proprio laboratorio sperimentale.
Spello è un esempio di vivibilità e sostenibilità, un punto di partenza, ma non di arrivo per l’arenata nave Italia, per portarci lontani da quel “disagio della libertà”, che come spesso ripete lo stesso Augias, ci trasciniamo per inerzia da troppo tempo.