A Roma il Festival di Musica e Arte Sacra con Orchestra e Coro della Fondazione Arena

Capolavori sacri che si fondono. Circondati da un solenne silenzio. Lo Stabat Mater di Rossini ieri sera è risuonato nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Orchestra e Coro di Fondazione Arena si sono esibiti a Roma in occasione del 24° Festival Internazionale di Musica e Arte Sacra. Alla presenza del Cardinale James Michael Harvey Arciprete della Basilica, di alti prelati, e davanti ad una chiesa gremita, il Maestro Francesco Ivan Ciampa ha diretto magistralmente i complessi artistici  e i solisti che hanno composto un quartetto vocale d’eccezione per l’intensa partitura rossiniana: il soprano Eleonora Buratto, recentemente protagonista di Tosca in diretta televisiva, il mezzosoprano Agnieszka Rehlis, principessa dell’Aida areniana negli ultimi Festival, il tenore Marco Ciaponi, apprezzato belcantista a Verona in opere di Mozart e Salieri, e il basso Adolfo Corrado, vincitore a soli ventinove anni del BBC Singer of the World.

Presenti anche il Sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, il Presidente dell’AGIS Francesco Giambrone, il Sovrintendente Cecilia Gasdia, il Vicedirettore artistico Stefano Trespidi.

Sotto il dorato soffitto di San Paolo Fuori le mura, Basilica Papale maggiore nota anche per ospitare i ritratti di tutti i pontefici da San Pietro ad oggi, un ascolto attento e raccolto e, al termine, calorosi applausi per l’Orchestra e il Coro di Fondazione Arena, preparato da Roberto Gabbiani.

Il Festival, giunto alla 24^ edizione, è organizzato dalla Fondazione Pro Musica e Arte Sacra, presieduta dal Senatore Hans-Albert Courtial, e propone ogni autunno meditazioni con alcuni tra i maggiori complessi artistici al mondo, tra cui i Wiener Philharmoniker, i Tallis Scholars, i Wiener Sängerknaben, nelle basiliche maggiori e chiese di Roma e Vaticano. Ad ispirare il Festival, sono le parole che Papa Paolo VI, oggi Santo, rivolse agli artisti nel discorso conclusivo del Concilio Vaticano II nel 1965: “Questo mondo nel quale viviamo ha bisogno di bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza, come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione”.

L’edizione 2025, dedicata in particolare a Palestrina, a 500 anni dalla nascita, unisce in realtà compagini e repertori diversissimi, dalla polifonia rinascimentale ai canti sacri ortodossi. L’opera proposta da Fondazione Arena è la maggiore composizione sacra di Gioachino Rossini, lo Stabat Mater, insieme alla Petite Messe Solennelle (che sarà proposta al Teatro Filarmonico di Verona nella Settimana Santa 2026). Rossini, all’apice della fama dopo il trionfo parigino di Guillaume Tell, scelse il ritiro dalle scene in favore di un silenzio creativo interrotto in poche occasioni: lo Stabat Mater, su testo della celebre sequenza medievale attribuita a Jacopone da Todi, fu la prima eclatante eccezione.

Scritto nel 1831, pare senza troppa convinzione, su insistenza del prelato spagnolo padre Varela e destinato solo ad esecuzioni private, fu interrotto a metà per problemi di salute e completato dall’amico e collega Giovanni Tadolini per il Venerdì Santo. Dopo la morte di Varela, un editore francese venne in possesso dello spartito e, pur di impedirne la pubblicazione, Rossini completò il lavoro nel 1842, sostituendo gli interventi di Tadolini con brani propri, e curando poi la prima pubblica con grandi voci dell’epoca a Parigi e in una tournée italiana di successo, culminata in un’esecuzione all’Arena di Verona (allora solo di rado utilizzata per avvenimenti musicali).

RED




Aspettando l’edizione 2025 ecco i numeri da record del 101°Arena di Verona Opera Festival

Un’edizione che rimarrà nella storia per record e sold-out, grandi anniversari e importanti debutti. Si spengono i riflettori sul 101° Arena di Verona Opera Festival che chiude, dopo tre mesi e 50 serate di spettacolo dal vivo, registrando il miglior incasso di sempre per un totale di 33 milioni 620 mila euro. Superata dunque anche la stagione del centesimo. Aumentate le presenze in anfiteatro: gli spettatori dell’estate 2024 sono stati 417.354, ben 15 mila in più rispetto allo scorso anno. Si conferma l’internazionalità della maggior parte del pubblico (57% dall’estero) proveniente da 136 Paesi diversi, tra cui, per la prima volta, Barbados, Cambogia e Aruba. La Germania resta sul podio, salgono gli spettatori da Stati Uniti, Canada, Spagna e Corea. Aumentano anche i giovani (+3% under 30, +5% fascia 30-40 anni).

Dall’ultimo rapporto SIAE il mondo dello spettacolo dal vivo è in crescita. E, nell’ultimo anno, l’opera lirica ha potuto contare su 2,1 milioni di spettatori. L’Arena di Verona, con i tre mesi di Festival, costituisce quasi il 20% del totale nazionale.  

Numerosi i sold-out registrati durante la Stagione 2024. Ben 16 serate da tutto esaurito. Turandot, primo titolo in cartellone, ha totalizzato quattro sold-out e oltre 40 mila spettatori. E ha segnato un nuovo record nella storia di Fondazione Arena. La prima di sabato 8 giugno ha toccato quota 1 milione e 22 mila euro di incasso, mai raggiunto per una singola serata areniana. Da 15 anni, il record apparteneva al Gala Domingo del 24 luglio 2009, curato nella regia dall’attuale Vicedirettore artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi. Il ricco e spettacolare allestimento, firmato da Franco Zeffirelli, sarà protagonista a Seoul, in Corea del Sud, dal 12 al 19 ottobre. Regina di incassi e presenze Carmen, che ha chiuso il Festival il 7 settembre con l’ultima delle 9 recite. Il picco di vendite è stato registrato nella seconda metà di luglio.

AUTORITA’. Il Festival ha inaugurato e chiuso la stagione 2024 con un’Arena da tutto esaurito, che ha visto in platea anche le massime Autorità italiane e straniere, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Primo Ministro Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che è tornato il 6 settembre assieme ai rappresentanti dei Parlamenti del G7 e alla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. Così come Ministri, Sottosegretari, Ambasciatori italiani nel mondo e rappresentanti Unesco.

ANNIVERSARI. Tra le grandi celebrazioni 2024, il Canto lirico in Italia patrimonio immateriale Unesco, il centenario della morte di Giacomo Puccini, i trecento anni delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, i cento anni del regista Gianfranco De Bosio, i duecento anni della IX Sinfonia di Beethoven. E i 250 anni della Guardia di Finanza festeggiati dall’esibizione della Banda delle Fiamme Gialle e dal gong degli atleti della nazionale italiana.

STAR E DEBUTTI. Una stagione che rimarrà nella storia anche per la qualità artistica. Il palcoscenico areniano ha visto il ritorno delle grandi star: Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Yusiv Eyvazov, Ludovic Tézier, Ekaterina Semenchuk, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Luca Salsi, Roberto Bolle e Plácido Domingo. Così come di importanti debutti: Aigul Akhmetshina, Pretty Yende, Erin Morley, Juliana Grigoryan, René Barbera, Igor Golovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna.

Fondamentale la copertura dei media nazionali e internazionali: le testate ed emittenti accreditate sono state infatti 255, per un totale di 1.200 presenze. E sono stati più di 5.200 gli articoli e i servizi dedicati al Festival numero 101 tra web, carta stampata, radio e tv da tutto il mondo.

Un calendario ricco e diversificato che ha visto sul palcoscenico dell’Arena 7 produzioni d’Opera – tra cui Aida sia in versione 1913 che nell’edizione ‘di cristallo’ 2023 – una serata celebrativa inaugurale, quattro concerti, tra cui l’innovativo Viva Vivaldi, e quattro serate dedicate alla danza, due in Arena con Roberto Bolle and Friends e due al Teatro Romano con Zorba il greco.

Crescono tutti i canali social. E, per la prima volta, l’Arena di Verona ‘sbarca’ su TikTok coinvolgendo il pubblico dei giovanissimi. Sui social, gli utenti della fascia d’età 25-34 anni pareggiano gli over 35. A fine Festival, i canali Facebook, Instagram e TikTok hanno raggiunto quasi 59 milioni di contatti, +26% rispetto allo scorso anno. Follower da tutto il mondo, in particolare da Germania, Brasile, Stati Uniti e Argentina. Grande successo per l’iniziativa ‘Gonghista per una sera’ che ha totalizzato 3 milioni di visualizzazioni organiche, e un totale di quasi 16 milioni di impression.

Un’estate di musica e opera anche in tv. Lo scorso 7 giugno, l’inaugurazione del Festival con La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità è stata trasmessa in diretta tv in prima serata da RaiCultura su Rai1 e RaiPlay ed è stata vista da 3 milioni di spettatori in Italia, con uno share del 16% (oltre 70 milioni gli spettatori stimati in mondovisione). La Bohème registrata il 19 e 27 luglio è andata in onda il 10 agosto su ZDF/3sat. Turandot dell’8 giugno è stata trasmessa in prima serata da Rai3 il 19 agosto, conquistando 434 mila spettatori in Italia. E ancora, l’Aida ‘di cristallo’ è tornata in tv il 23 agosto su Rai5 e Nabucco, registrato nel 2022, il 26 agosto è stato seguito da 383.000 spettatori.

Nel corso del 101° Opera Festival, è stato potenziato il progetto di accessibilità ‘Arena per tutti’, sviluppato in collaborazione con l’Accessibility Partner Müller. Raddoppiando le serate, sono state un migliaio le persone con disabilità che hanno potuto fruire degli spettacoli, con i supporti tecnologici, partecipando anche ai percorsi multisensoriali.

«Un ringraziamento a tutto lo staff che compone il capitale umano di questa nostra realtà cittadina, di cui sono presidente e di cui credo Verona debba essere orgogliosa – ha spiegato Damiano Tommasi, Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena -. Questo primo festival dopo il centesimo ha portato con sé una sfida delicata, perché era immaginabile una flessione dei risultati. E invece quanto seminato ha portato ad un ulteriore miglioramento dei numeri. Era l’obiettivo della Stagione, aperta dalla straordinaria presenza delle quattro massime Autorità dello Stato, un evento che rimarrà nella storia della città così come la serata con le delegazioni dei Presidenti delle Camere basse dei Paesi membri del G7. Siamo felici che questa nostra realtà continui a dare riscontri importanti. Abbiamo già un’anticipazione di quelle che saranno altre due giornate storiche: le cerimonie olimpiche 2026. Far collimare le esigenze strutturali e gli interventi in anfiteatro, con gli spettacoli sarà la prossima sfida. Gli eventi internazionali rafforzano il profilo reputazionele dell’Arena, la casa della nostra cultura. Un interesse prioritario che è condiviso anche dalle tante realta che supportano la nostra Fondazione, a partire dal progetto 67 Colonne».

«Al termine del Festival 2024, voglio portare l’attenzione sulle 1415 persone che l’hanno reso possibile – ha dichiarato Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona –. A tutti loro va il mio più caloroso e sincero grazie, loro che in ogni ufficio, settore, arte e professione, dai bambini ai veterani ai dirigenti, si sono impegnati giorno e notte per la riuscita e la fruizione degli spettacoli. Grazie anche al Consiglio d’Indirizzo, ai soci fondatori, alla Provincia, a tutti gli sponsor e le Colonne che sostengono una missione civile e culturale. I risultati di questa 101° stagione sono andati oltre le nostre aspettative. Il Festival stesso lo è stato, ogni giorno, sin dalla sua preparazione, con un entusiasmo e una passione che si è propagata dall’Arena a tutti: ed è proprio l’immagine delle prove del gala inaugurale che porterò nel cuore, la gioia dell’incontro di solisti da tutto il mondo, e di professori d’orchestra e artisti del coro dai teatri di tutta Italia, in un abbraccio fraterno e universale».

«L’Arena porta un turismo di qualità, lo vediamo dai dati di performance delle strutture alberghiere. Ed è quello che tutti vogliamo – ha aggiunto Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona -. Crea connessioni a livello globale e accresce l’internazionalizzazione del pubblico. Come Comune abbiamo il compito tuttavia di radicare il Festival in città. Ecco perchè, anche quest’anno, abbiamo portato, attraverso l’installazione degli schermi, la prima di Turandot in cinque parchi e quartieri di Verona, e investito nel progetto una parte della tassa di soggiorno. La collaborazione con Fondazione Arena è proseguita anche nell’impegno di portare il balletto al Teatro Romano, dove le due serate di Zorba il greco hanno regalato emozioni e spettacolo. Siamo soddisfatti e continueremo a lavorare per fare sempre meglio».

«Non pensavamo di superare i risultati record del 2023, eravamo anzi preparati ad una lieve flessione nell’interesse del pubblico. Ma l’Arena ha un potere magico che, oltre ad attirare e abbracciare lavoratori e spettatori, riserva sempre sorprese – ha concluso Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena di Verona –. È un orgoglio particolare poter ripercorrere questa stagione, rivedere questi grandi spettacoli e soprattutto elencare i nomi di artisti che hanno calcato questo palcoscenico privilegiato in meno di tre mesi, artisti che solo nei teatri più importanti del mondo è possibile vedere lungo un’intera stagione annuale. Felici, ma mai paghi di questo risultato, abbiamo già aperto le vendite del Festival 2025 e guardiamo alla nuova stagione con grande anticipo, dall’annuncio dei cast e delle produzioni, pronti a far conoscere nel mondo l’Arena di Verona».

L’Arena di Verona Opera Festival 2024 ha visto il sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che ha sostenuto i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

IL CARTELLONE. Il 2024, coincidente con il nuovo secolo di storia dell’Arena di Verona Opera Festival 2024, ha portato con sé la sfida della programmazione, che si è confermata ricca e diversificata per un totale di 50 spettacoli dal 7 giugno al 7 settembre. Sono state ben 7 le produzioni d’opera, compreso un nuovo allestimento, 7 le serate-evento e un balletto in doppia data. Decisamente eccezionale è stata la serata d’apertura del 101° Festival, La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità, realizzata dal Ministero della Cultura in collaborazione con Fondazione Arena di Verona e Rai Cultura, e la partecipazione di SIAE. L’evento, trasmesso in diretta in mondovisione, ha celebrato l’inserimento del Canto lirico italiano nel patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, percorso pluriennale cui Fondazione Arena ha partecipato attivamente. Alla prima parte dedicata a sinfonie e cori dal Belcanto a Puccini, diretta dal Maestro Riccardo Muti, ha fatto seguito un’antologia di arie celebri del grande repertorio lirico dell’Ottocento interpretate da venti dei maggiori artisti di oggi diretti da Francesco Ivan Ciampa. Nell’inedito allestimento, che ha trasformato il golfo mistico in spazio scenico, hanno preso posto 164 professori d’orchestra e 314 artisti del coro provenienti dalle dodici fondazioni lirico sinfoniche di A.N.FO.L.S., dal Teatro alla Scala, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dai teatri di tradizione di A.T.I.T. da tutta Italia.  

Il 2024 è anno pucciniano, a 100 anni dalla morte del maestro, e l’Arena di Verona lo ha omaggiato con tre titoli: Turandot a giugno ha visto per 4 date sold-out nell’allestimento da favola di Franco Zeffirelli con i costumi del premio Oscar Emi Wada; a luglio ha avuto successo la doppia data de La Bohème, nuova produzione con le scene di Guillermo Nova e il debutto areniano di Alfonso Signorini alla regia; altri 4 sold-out ha inanellato in agosto Tosca per altre 4 date con un cast di stelle nello spettacolo di Hugo De Ana. Il regista, scenografo e costumista argentino è la firma anche del divertente Il Barbiere di Siviglia di Rossini ripreso dopo il successo dell’anno scorso per 7 rappresentazioni totali. Aida di Verdi, opera regina dell’Anfiteatro, è andata in scena in due diversi allestimenti: per le prime 10 serate la potenza innovativa dell’immaginario di Stefano Poda ha inondato di luce l’Anfiteatro per importanti debutti, mentre per 5 recite ulteriori dal 10 agosto (a 111 anni esatti dalla prima in Arena) il pubblico ha potuto rivedere l’allestimento pensato da Gianfranco de Bosio (nel suo centenario) per ricostruire la prima Aida del 1913. Per 9 rappresentazioni è andata in scena Carmen di Bizet, nella produzione classica e cinematografica con cui Zeffirelli debuttò in Arena, anche quest’anno con grandi voci e importanti novità.

Le serate-evento del Festival hanno visto il ritorno dei principali concerti lirico-sinfonici per i folti organici areniani: la IX sinfonia di Beethoven, nel bicentenario della prima, e gli amatissimi Carmina Burana di Orff. A 55 anni dal suo debutto italiano a Verona, Plácido Domingo è tornato con artisti e ballerini iberici ad omaggiare l’Arena e la zarzuela in una indimenticabile Noche Española, mentre una novità assoluta è stato lo spettacolo immersivo Viva Vivaldi coprodotto con Balich Wonder Studio, in cui l’Orchestra guidata dal violino solista Giovanni Andrea Zanon ha proposto le celebri Quattro stagioni con effetti speciali e immagini in alta definizione a un pubblico nuovo per l’Arena. La grande danza ha riconfermato in doppia data l’étoile Roberto Bolle con friends d’eccellenza internazionale, mentre il Ballo areniano ha registrato un doppio sold-out nel titolo-simbolo Zorba il greco al Teatro Romano.

GLI ARTISTI. I grandi artisti del panorama lirico internazionale hanno confermato il loro legame con l’Arena di Verona, insieme a molti giovani di talento. Sul palcoscenico del 101° Festival sono saliti in totale 120 fra le migliori voci di oggi, étoile della danza e maestri; fra questi ben 35 sono i debutti in Anfiteatro, anche illustri e lungamente attesi, con grande riscontro di pubblico e critica: i direttori Michele Spotti, George Petrou, Leonardo Sini, i soprani Olga Maslova, Marta Torbidoni, Pretty Yende, Juliana Grigoryan, Eleonora Bellocci, Erin Morley, Chiara Fiorani, Kristina Mkhitaryan, i mezzosoprani Aigul Akhmethsina, Agnieszka Rehlis, Alisa Kolosova, Alessia Nadin, Ekaterine Buachidze, i tenori Galeano Salas, René Barbera, Ivan Magrì, Jack Swanson, Leonardo Cortellazzi, Paolo Lardizzone, Matteo Macchioni, i baritoni Igor Golovatenko, Paolo Bordogna, Misha Kiria, i bassi Hao Tian, Domenico Apollonio, Salvatore Salvaggio, il regista Alfonso Signorini, i primi ballerini Davide Buffone, Gioacchino Starace, Denys Cherevychko e Futaba Ishizaki. Fra i ritorni, 10 i direttori, tra cui Riccardo Muti, Francesco Ivan Ciampa, Marco Armiliato, Alvise Casellati, Jordi Bernàcer, Andrea Battistoni e Daniel Oren, a 40 anni dal suo esordio areniano; 3 i maestri dei cori impegnati nel Festival, 6 registi, 7 scenografi e costumisti/e, 6 coregrafi/e tra cui Massimiliano Volpini con nuove creazioni per il gala inaugurale e Lorca Massine per il ‘suo’ Zorba. E ovviamente i protagonisti abbracciati dal pubblico dell’Arena: i soprani Anna Netrebko, Aleksandra Kurzak, Mariangela Sicilia, Maria José Siri, Jessica Pratt, Anna Pirozzi, Rosa Feola, Elena Stikhina, Saioa Hernández, Gilda Fiume, Eleonora Buratto, Maria Agresta, Daria Rybak, Daniela Cappiello, Marianna Mappa, Francesca Maionchi, i mezzosoprani Vasilisa Berzhanskaya, Ekaterina Semenchuk, Clémentine Margaine, Anna Maria Chiuri, Sofia Koberidze, il controtenore Filippo Mineccia, i tenori Jonas Kaufmann, Francesco Meli, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Gregory Kunde, Roberto Alagna, Piotr Beczała, Juan Diego Flórez, Dmitry Korchak, Freddie De Tommaso, Arturo Chacón Cruz, Carlo Bosi, Riccardo Rados, Brian Jagde, Carlo Ventre, Vincent Ordonneau, Piero Giuliacci, Martin Muehle, oltre a Plácido Domingo, i baritoni Luca Salsi, Ludovic Tézier, Nicola Alaimo, Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Mattia Olivieri, Davide Luciano, Jan Antem, Luca Micheletti, Nicolò Ceriani, Giulio Mastrototaro, Erwin Schrott, Fabio Previati, Dalibor Jenis, i bassi Alexander Vinogradov, Riccardo Fassi, Marko Mimica, Simon Lim, Rafał Siwek, Giorgi Manoshvili, Roberto Tagliavini, Carlo Lepore, Gabriele Sagona, Gianluca Buratto, Carlo Striuli; le étoiles Roberto Bolle, Nicoletta Manni, Melissa Hamilton, Eleana Andreoudi, Liudmila Konovalova, António Casalinho, Margarita Fernandes, Tatiana Melnik, Giorgi Potskhishvili, Toon Lobach, Casia Vengoechea, i solisti della Compañia Antonio Gades.

I RISULTATI DI BIGLIETTERIA. Le 50 serate del 101° Opera Festival hanno registrato la presenza di 417.354 spettatori e generato un incasso totale di 33.619.825 euro, il valore più alto nella storia del Festival insieme al valore dell’incasso medio per recita, che ha raggiunto quota record 698.664 euro a serata (nel 2023 era di 674.490 e nel 2022 di 575.575). Il 2024 rappresenta anche il miglior risultato di presenze medie alle recite d’opera con 8.627 spettatori a serata (rispetto agli 8.219 dello scorso anno).

L’età media si attesta sui 49,6 anni ma crescono i giovani: gli under 40 in Arena aumentano dell’8%. La provenienza degli oltre 417 mila spettatori del 101° Festival conferma la forte vocazione internazionale dell’Arena di Verona: il 57% del pubblico è straniero, con la Germania apripista di 136 diversi Paesi del mondo (il valore più alto nella storia areniana, l’anno scorso erano 125). Sul podio anche Austria, Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti e Francia. Crescono le presenze dagli USA (+ 1.700 spettatori), dalla Spagna (+ 1.300 spettatori), Canada (+ 500) e Corea (+200), paesi toccati dal tour promozionale internazionale realizzato nei mesi invernali. Cresce anche il pubblico italiano proveniente da ogni regione dello Stivale. Veneto in testa, con oltre 31 mila spettatori solo da Venezia e 6 mila da Vicenza, segue la Lombardia con oltre 20 mila spettatori totali, dei quali 8.600 da Milano, e l’Emilia Romagna. Mancano di poco il podio Piemonte, Puglia e Sicilia. Palermo e Terni, con quasi quattro mila presenze ciascuna superano alcune delle province limitrofe a Verona. Ben 85 mila gli spettatori che hanno dichiarato di essere stati in Arena quest’anno per la prima volta (rispetto ai 77 mila dello scorso anno).

IL RUOLO DI PARTNER, SPONSOR E 67 COLONNE. Mantenuto l’andamento del centesimo Festival con l’ingresso di cinque nuovi sponsor e il progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona che, per la prima volta, ha superato quota 2 milioni di euro.  In quattro anni, grandi aziende e piccoli imprenditori, accomunati dal desiderio di essere parte di un’operazione culturale, economica e sociale di portata internazionale, hanno contribuito al prosperare di una realtà, Fondazione Arena di Verona, fondamentale non solo per il territorio veronese ma per l’Italia intera. L’attività di fundraising ideata dalla Fondazione Arena di Verona ha registrato una costante crescita: dagli 1,5 milioni del 2021, il successo di 67 Colonne per l’Arena di Verona è proseguito con 1,6 milioni di raccolta nel 2022, 2 milioni nel 2023 fino al risultato di 2,1 milioni raggiunto quest’anno. Ben 2 milioni e 750 mila euro sono arrivati, invece, dalle sponsorizzazioni.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA. La 101a stagione ha visto una grande partecipazione e attenzione dei media, registrando circa 1.200 presenze totali di addetti ai lavori stampa, tv, web, blog e radio, per oltre 255 fra testate ed emittenti diverse presenti al Festival e un totale di oltre 5.200 tra articoli e servizi. Raddoppiata rispetto allo scorso anno l’attenzione delle TV, che dal 7% del 2023 toccano, quest’anno, quota 13% delle pubblicazioni totali. Cresce anche la carta stampata, arrivando a quota 38%, mentre si assestano al 46% le uscite sul digitale e al 3% i servizi radiofonici rilevati dal servizio di rassegna stampa. Il 101° Festival ha interessato oltre alle principali testate giornalistiche nazionali, regionali e locali, anche media da tutto il mondo, tra cui The New York Times, Le Figaro, Le Monde, Financial Times, Tagesspiegel, Associated Press, Radio Tel Aviv, The Times of India, Nueva Tribuna, il giapponese Crea Traveller, l’olandese De Niewe Muze, l’irlandese RTE.

IL 101° OPERA FESTIVAL SUI SOCIAL. L’Arena di Verona Opera Festival ha raggiunto sulle pagine Instagram, Facebook, Youtube e TikTok (novità 2024 per Viva Vivaldi) 59 milioni di contatti (+25,88% rispetto allo scorso anno). Un pubblico appassionato e partecipe che ha lasciato 850 mila tra commenti e like. E usato 21 mila 500 volte l’hashtag #inArena. Una cinquantina gli influencer e talent coinvolti.

I video pubblicati sui canali social hanno registrato 8.239.032 views organiche, ovvero senza alcuna spinta pubblicitaria (+66,34% rispetto allo scorso anno). E un totale di 55.784 ore di riproduzione. Su Instragram e Facebook i follower hanno toccato quota 605.727. Solo Instragram ha fatto un balzo di 43.345 nuovi iscritti da tutto il mondo. Se il 51% dei fan è italiano, il 49% è straniero e segue il Festival soprattutto da: Germania, Brasile, Stati Uniti e Argentina. Per la prima volta i follower nella fascia d’età 25-34 anni hanno pareggiato gli over 35. Quest’anno l’Arena è approdata su TikTok con una campagna speciale per promuovere il concerto più “young” della stagione, Viva Vivaldi. Coinvolti per l’occasione dei content creator under30 italiani come “reporter d’eccezione”. I numeri dell’operazione: 20 milioni di impression, 20 milioni di visualizzazioni ai video, 72 mila tra commenti e like.

Progetti speciali. ‘Gonghisti per una sera’ ha totalizzato 3 milioni di visualizzazioni organiche e un totale di 15 milioni e 600 mila impression (l’80% prodotto da utenti nella fascia d’età 13-34 anni). Tra i protagonisti dell’iniziativa: Csaba Dalla Zorza, Benedetta Parodi, Giulia Pauselli, gli Atleti della Guardia di Finanza, Myss Keta, Paola Cossentino, Marcello Sacchetta, Jody Cecchetto, Diletta Begali, Alice De Bortoli, Martina Stella, Valentina Vignali e Verona Volley. Il podcast ‘Sempre Libera’, realizzato in collaborazione con Unicredit e One Podcast, condotto da Florencia Di Stefano-Abichain e Daniela Farnese, e disponibile su tutte le piattaforme di streaming, ha totalizzato 52.903 riproduzioni, con una media di 14 minuti d’ascolto a puntata.

ARENA OPERA FESTIVAL EXPERIENCE. Le iniziative corporate negli eventi dei quattro spazi esclusivi in collaborazioni di Noahlity sono giunte al terzo anno e hanno coinvolto oltre agli sponsor e alle 67 colonne, nuove aziende che hanno scelto l’Arena per i propri eventi di pubbliche relazioni.

Il pacchetto corporate è composto da quattro esperienze negli spazi più esclusivi dell’Arena di Verona per alcune serate e riservate agli ospiti di sponsor, donatori delle 67 colonne e delle aziende partner dell’Arena di Verona, per offrire a fianco della magia del teatro sotto le stelle più grande al mondo quattro tipologie di esperienze esclusive mai pensate prima negli spazi areniani.

The Star Roof, la più prestigiosa delle iniziative dell’offerta, ha consentito ogni sera a 24 ospiti di accedere alla terrazza esclusiva che collega il primo anello dell’Arena con l’ala simbolo dell’anfiteatro, per gustare una cena dello chef stellato Mattia Bianchi prima di assistere all’opera. Accanto a questa proposta, tre iniziative rivolte unicamente alle Aziende: the Stone Lounge, un’area riservata per accogliere i propri ospiti dall’ingresso in Arena fino all’inizio dell’opera, il Backstage Vip Pass, per respirare l’atmosfera del “dietro le quinte” areniano alla scoperta dei luoghi non accessibili al pubblico, ed infine Meetings & Events in Gran Guardia, area lounge nella Buvette del Palazzo della Gran Guardia con un esclusivo percorso attraverso le migliori etichette delle cantine che sostengono la Fondazione Arena di Verona seguito da un light dinner.

IL CAPITALE UMANO. Sono ben 1.415 le persone che hanno lavorato al Festival e hanno reso possibile il raggiungimento dei risultati 2024. Tra questi 769 sono professionisti che compongono i complessi artistici (160 professori d’Orchestra, 110 artisti solisti, 159 artisti del Coro, 12 Maestri collaboratori, 61 ballerini, 173 comparse, 84 mimi, 10 ballerini della compagnia spagnola); 229 i tecnici impegnati dietro le quinte prima, durante e dopo ogni prova e spettacolo (tra cui macchinisti, sarte, addette vestizione, elettricisti, portastrumenti); 206 le maschere e gli addetti alla sorveglianza del pubblico e del retropalco; 85 i componenti del personale amministrativo e dei diversi uffici. Oltre un centinaio i bambini e i ragazzi, dai 4 ai 17 anni, che hanno preso parte al Festival come cantanti del coro voci bianche, ballerini e comparse, seguiti da una decina di sorveglianti.

IL FESTIVAL E LA CITTÀ. Il 101° Festival ha coinvolto anche il territorio cittadino, attraverso diverse iniziative. Dai maxischermi nei quartieri per la prima opera in programma, a visori itineranti e led wall. La prima di Turandot di sabato 8 giugno è stata trasmessa su 5 maxischermi, progetto voluto da Comune di Verona, Fondazione Arena, in collaborazione con Rai Cultura. Sold-out i posti a sedere al parco di Santa Marta (Provianda), e poi in piazza del Popolo a San Michele Extra, al parco San Giacomo in Borgo Roma, al parco dei Cantori veronesi in Borgo Venezia e in piazza Marinai d’Italia in Borgo Milano. A precedere la diretta dall’Arena di Verona, musicologi, docenti e giornalisti hanno spiegato al pubblico il mondo del canto lirico, così come trama, curiosità e aneddoti sull’opera. In centro storico, gli info point The Arena Experience, tramite la realtà virtuale, hanno permesso ai visitatori di vivere in prima persona attraverso la realtà virtuale la messa in scena di una delle opere più celebri e amate del festival areniano, Carmen. In piazza Bra, il Social led Wall ha proiettato per tutta estate contenuti video esclusivi realizzati ad hoc da Fondazione Arena. Mentre sul Palazzo della Gran Guardia e lungo il Liston, stendardi e gonfaloni hanno annunciato le opere in programma per tutta l’estate. Nei punti cardine della città sono stati posizionati elementi scenografici di Aida, accompagnati dall’hashtag #inarena per la diffusione social di scatti e selfie. In Bra il Cantiere Arena e le isole sceniche hanno creato un percorso armonioso ed evocativo, con informazioni sugli allestimenti areniani, lessico e aneddoti del mondo dell’opera. Tutte le iniziative sono state rese possibili grazie al sostegno del Comune di Verona che ha destinato al progetto parte degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno, anche per volontà degli stessi albergatori e delle categorie turistiche.

GIOVANI E SCUOLE. Il 101° Arena di Verona Opera Festival ha visto una importante partecipazione delle nuove generazioni: ben 47.282 i biglietti acquistati con lo sconto under30 o con il ridotto

scuola. Grazie all’ormai consolidato progetto di Arena Young denominato Scuola e Università all’opera, che offre la possibilità a docenti e studenti di ogni ordine e grado di assistere ad alcuni spettacoli con riduzioni speciali, hanno partecipato al Festival giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia, ma anche dalle vicine Germania, Austria, Inghilterra, Svizzera, Spagna, così come da Giappone, Cina, Stati Uniti, Canada e Corea. Un centinaio i docenti che, lo scorso 6 settembre, hanno assistito all’ultima rappresentazione de Il Barbiere di Siviglia, in un’occasione di scambio e confronto tra Fondazione Arena e la sua Area Formazione e Promozione Scuole e le diverse istituzioni scolastiche. La stagione, infine, si è conclusa con la partecipazione alla Giornata della Didattica – Festival dell’educazione che si è svolta a Verona il 9 e 10 settembre.

IL PROSSIMO FESTIVAL. Già in vendita Opere, Concerti e Gala dell’estate 2025. Il programma del 102° Arena di Verona Opera Festival sarà inaugurato il prossimo 13 giugno con il nuovo allestimento di Nabucco, firmato da Stefano Poda. E proseguirà fino al 6 settembre 2025 con Aida ‘di cristallo’, La Traviata, Carmen, Rigoletto, Roberto Bolle and Friends, Carmina Burana e Jonas Kaufmann in Opera. Tutte le date sono già in vendita su www.arena.it, attraverso il circuito TicketOne e sui canali social Facebook – Twitter – Instagram – YouTube dell’Arena di Verona.

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Immagini di Verona Opera Festival 2024



CONFERMA PER IL 98° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2021

Una stagione che vedrà presenti i titoli, le date e i cast stellari originariamente previsti, a partire dal ritorno tanto atteso di Riccardo Muti dopo 41 anni dalla sua unica presenza sul podio areniano.

Fondazione Arena conferma per il Festival 2021 la forte volontà di realizzare la propria programmazione, nel segno condiviso di una rinascita che coinvolga l’intera città, e propone un calendario con regie e allestimenti scenografici, grandiosi e immateriali, a conferma della spettacolare tradizione dell’Arena, e che solo l’Arena può permettersi di creare, ma completamente nuovi e compatibili con le norme sul distanziamento sanitario.

Nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, Fondazione Arena di Verona firmerà, come un vero collettivo artistico, cinque nuovi allestimenti più leggeri e meno architettonici rispetto alla tradizione, ma più tecnologici, che vedranno l’utilizzo di spettacolari ed innovative video proiezioni, adatte a vestire l’imponente cornice areniana. Un problema, quello sanitario, che diviene opportunità di rinnovamento interpretativo, e che testimonia nei fatti l’eccellenza dei comparti areniani, che si esprimeranno realizzando in modo collegiale ogni nuovo allestimento.

Con grande attenzione al pubblico areniano, che da un anno dimostra il proprio affetto al Festival continuando ad acquistare i biglietti del Festival 2021 con numeri già oggi importanti.

Rimangono invariati i cast di Cavalleria rusticana e Pagliacci, Aida, Nabucco, Traviata, Turandot, Requiem di Verdi, Domingo Opera Night, Roberto Bolle and Friends, Jonas Kaufmann Gala Event e della Nona Sinfonia di Beethoven. Una eccellente parata di grandissime voci che conferma l’Arena di Verona come imprescindibile tappa estiva di ogni appassionato.

Dunque, ogni singolo reparto produttivo della Fondazione Arena di Verona si fonderà in un pensiero creativo comune per dare vita a nuovi allestimenti unici e più leggeri sul fronte architettonico, ma sempre in grado di rispettare la complessa morfologia areniana e l’imponente grandezza dei suoi spazi, perfetti per le nuove tecnologie d’arti visive.

Una scelta unica nell’attuale panorama europeo che riconferma la vocazione da sempre collettiva del lavoro areniano e che pone tutti i lavoratori di fronte ad una sfida avvincente dimostrando come i problemi di queste ultime edizioni abbiano rafforzato il motore trainante della Fondazione.

Il palco tornerà dunque nella sua posizione originaria e le nuove tecnologie si integreranno nella tradizione degli storici ed iconici allestimenti che da oltre cento anni hanno reso l’opera in Arena unica in tutto il mondo: una rivoluzione estetica e drammaturgica che tutelerà artisti e tecnici da ogni rischio, consentendo comunque la spettacolarità e la grandiosità che da sempre il pubblico cerca in Arena. Il fil rouge di questo nuovo progetto e le sue declinazioni sui diversi titoli verranno presto svelati, consentendo anche di dare finalmente luce e voce alle preziose maestranze areniane nel loro nuovo ruolo di protagonisti del processo creativo.

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Siamo molto orgogliosi di presentare la stagione 2021 del Festival lirico, un risultato per il quale devo ringraziare tutto il management di Fondazione Arena e i componenti del Consiglio di indirizzo. Durante questo lungo e complicato inverno non abbiamo mai smesso di lavorare, nonostante le incertezze economiche ed organizzative.

Dopo un anno esatto dal primo lockdown, la situazione è ancora molto grave. Mancano certezze sul futuro e rispetto a ciò che vivremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Come l’anno scorso però, se pur con difficoltà ancora maggiori frutto di un anno di crisi, Fondazione Arena è pronta a ripartire nuovamente.  

Per l’edizione speciale del 2020 è stato fatto uno sforzo incredibile, rimandando a quest’anno il festival che era stato programmato prima della pandemia. Un anno fa eravamo convinti che per l’estate 2021 l’emergenza sarebbe terminata, invece siamo ancora alle prese con una situazione altrettanto complicata. Tuttavia, come promesso, quest’anno faremo quello che avevamo detto per accendere il palco dell’Arena. Una sfida che vogliamo vincere con l’innovazione, l’impegno straordinario e il coraggio che ci contraddistinguono e che hanno permesso di accendere la musica anche nell’anno orribile del Covid. Vogliamo continuare a essere il punto fermo nel panorama musicale internazionale. Il 19 giugno la prima con il Maestro Muti sarà una ripartenza che non ha eguali, per una stagione che si preannuncia davvero straordinaria”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia, ricapitola così le lunghe riflessioni ed azioni dell’ultimo anno: “Il primo pensiero di questi ultimi, difficilissimi 13 mesi è stata la tutela della cultura, della musica, dell’arte, del Teatro, dell’immagine dell’Arena nel mondo e del lavoro, sia dei dipendenti di Fondazione Arena che della grande comunità di artisti, liberi professionisti, che sono il più grande patrimonio di ogni teatro nel mondo. Ho sentito la responsabilità di dare vita a stagioni artistiche che conferissero altrettanto pregio al tocco e all’impronta areniana, nonostante le mille difficoltà, per traghettare verso il futuro un patrimonio di stima e prestigio integri. Poi, la responsabilità verso il tessuto economico cittadino, che da veronese non posso che avere sempre in cima ad ogni mia considerazione: la città ci guarda, ci aspetta e noi di Fondazione Arena lo sappiamo. Mai come quest’anno essere Sovrintendente ha significato per me essere “nocchiero” di una comunità locale e internazionale allo stesso tempo, includendo in questo pensiero anche i tanti spettatori che da tutto il mondo ci hanno dato fiducia continuando ad acquistare biglietti, nonostante le forti incertezze mondiali. Mai come quest’anno chi fa il mestiere bellissimo di operatore culturale è stato chiamato a ragionare prima in modo etico, poi strategico. Fondazione Arena di Verona ha ragionato in modo etico, con gioia e convinzione, perché le azioni a sostegno del nostro patrimonio culturale e del nostro ruolo internazionale quest’anno si misureranno sul palcoscenico della storia. E, per citare Chateaubriand, dobbiamo porci nella prospettiva di posteri di noi stessi.”

Il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris esprime la propria soddisfazione “Nella totale condivisione del progetto del 98° Festival , pensando all’integrità della Fondazione, istituzione culturale e motore  economico della città di Verona, sono orgoglioso dello sforzo creativo prodotto dalla nostra squadra in termini di innovazione  e sono certo che ciò segnerà una nuova ripartenza per noi e per il nostro territorio”.

Si confermano quindi le grandi coppie d’arte e di vita, da Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, che dopo la straordinaria esperienza nel 2019 tornano insieme per tre imperdibili recite di Turandot, oltre a Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak insieme in una rarissima esibizione in entrambi i ruoli di Cavalleria rusticana e Pagliacci. E ancora vanno ricordati l’attesissimo debutto di Jonas Kaufmann e i graditi ritorni delle star Plácido Domingo e Roberto Bolle, veri e propri beniamini del Festival Lirico. È atteso anche il ritorno sul palcoscenico areniano di Katia Ricciarelli nel ruolo di Mamma Lucia della Cavalleria rusticana.

Oltre a questi appuntamenti già in cartellone per il 2020 e riprogrammati nel 2021, Fondazione Arena ha aggiunto, in occasione del 150° anniversario dalla prima rappresentazione all’Opera del Cairo nel 1871, un’inaugurazione straordinaria di Aida, il capolavoro di Verdi e l’opera più amata dal pubblico areniano, che si preannuncia un evento davvero unico grazie alla presenza del Maestro Riccardo Muti, ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Il cast stellare delle due serate (19 e 22 giugno) vede, solo per citarne alcuni, il soprano Sonya Yoncheva per la prima volta nella sua carriera nel ruolo di Aida, Francesco Meli come Radamès, Anita Rachvelishvili nel ruolo di Amneris e Riccardo Zanellato nel ruolo di Ramfis.

Altro omaggio doveroso a Giuseppe Verdi, nel 120° anniversario della morte, è la sua Messa di Requiem diretta da Speranza Scappucci, artista apprezzata a livello internazionale, al suo debutto in Arena. Il podio areniano alternerà le grandi ed esperte bacchette di Marco Armiliato, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa e Jader Bignamini, a fianco degli attesi debutti di Diego Matheuz e Jochen Rieder.

Inoltre vale ricordare che in questo ultimo anno più che mai sono stati importanti la vicinanza e il sostegno di tutti i nostri sponsor cui va il più sincero ringraziamento: Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, Calzedonia Group, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere, RTL102.5 e ancora A4 Holding, Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Vicenzi.

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MOZART: DALL’AUSTRIA ALLA RUSSIA

Verona – Venerdì 8 gennaio alle 20.30 prende il via la Stagione Artistica 2021 al Teatro Filarmonico con un concerto che si inserisce in una serie di eventi in collaborazione con il Comune di Verona, Fondazione Cariverona e l’Accademia Filarmonica di Verona e che hanno come filo conduttore il rapporto tra Mozart e la città di Verona. 

Il concerto, diretto da Francesco Ivan Ciampa, andrà in onda su Telenuovo e sarà trasmesso in streaming sui canali social di Fondazione Arena (Facebook, YouTube e sulla nuova webTV arena.it/tv) e di Fondazione Cariverona (Facebook, YouTube e www.fondazionecariverona.org/mozart) per raggiungere le case di tutti i veronesi – e non solo – con la nuova campagna “Filarmonico aperto…a casa tua“.

Mozart, dall’Austria alla Russia è il titolo del primo concerto della nuova Stagione Artistica, dedicato ad alcune delle composizioni più celebri dell’autore con uno sguardo all’influenza della sua musica fino alla Russia di Čajkovskij ed è inoltre l’appuntamento conclusivo della settimana di eventi dedicati a Mozart realizzata in collaborazione con il Comune di Verona, Fondazione Cariverona e l’Accademia Filarmonica di Verona, nel progetto di condivisione di risorse e competenze delle diverse Istituzioni a sostegno dello sviluppo culturale della città.

Per questo appuntamento sinfonico il Maestro avellinese Francesco Ivan Ciampa torna a dirigere il Coro e l’Orchestra areniani in un programma tutto all’insegna di Mozart che si apre con due famose ouverture: la prima è tratta dall’ultima opera musicale mozartiana, La Clemenza di Tito, composta a Praga nell’agosto del 1791 e rappresentata il mese successivo durante i festeggiamenti per l’incoronazione di Leopoldo II a re di Boemia, opera dalla controversa valutazione critica. Sempre nel 1791 viene messa in scena una delle opere più celebri di Mozart, Il Flauto magico, la cui overture presenta numerose analogie con la precedente poiché in entrambe si manifesta tutto il sinfonismo dell’ultimo Mozart con ricche espressioni contrappuntistiche inserite in formule più decorative.

Le due composizioni sono intervallate dall’esecuzione della solenne Messa in do maggiore per soli coro e orchestra KV 257 e conosciuta anche come Credo-Messe, composta nel novembre del 1776 su committenza del Principe-Arcivescovo di Salisburgo. La Messa si ricollega alla tradizione del melos liederistico della Landmesse, genere conosciuto da Mozart attraverso gli studi delle opere di Johann Michael Haydn, ricca di elementi popolari e per questa ragione non sempre apprezzata ed esplorata da tanti autori suoi contemporanei. La composizione, con il suo delicatissimo gusto liederistico, la rende il pezzo sacro mozartiano più vicino a quelli di Schubert; presenta una costruzione verticale permeata di una forte cantabilità, ma al tempo stesso sempre pronta ad avvicinarsi allo stile italiano-galante. La solenne Messa, con protagonista il Coro preparato da Vito Lombardi, vedrà esibirsi in veste di solisti il soprano Manuela Schenale, il contralto Tamara Zandonà, il tenore Antonino Scarbaci e il basso Valentino Perera.

La seconda parte del concerto invece opera un salto nello spazio e nel tempo fino alla Russia di fine Ottocento e alla produzione degli ultimi anni di Čajkovskij che, in occasione del centenario della composizione del Don Giovanni, compone la Suite n. 4 op. 61 “Mozartiana”, rendendo esplicita la sua profonda venerazione per il genio di Salisburgo. La prima esecuzione avviene a Mosca il 26 novembre 1887, diretta dall’autore stesso, che in quell’occasione offre in lettura al pubblico una breve prefazione riportata sulla partitura, dove esprime l’intento di riproporre nella prassi esecutiva quel repertorio mozartiano meno noto, ma sempre ricco di inarrivabile bellezza.

Gli eventi conclusivi del 2020, gli attesi concerti di Natale e Capodanno, hanno registrato rispettivamente oltre 3.300 e 3.500 visualizzazioni sul canale YouTube, mentre la webTV ha visto collegati più di 2.400 utenti per ciascuno spettacolo, a dimostrazione dell’apprezzamento dell’offerta artistica e dell’affetto del pubblico per l’attività del proprio Teatro, segnali molto incoraggianti anche per l’avvio della nuova Stagione Artistica.

Il concerto “Mozart, dall’Austria alla Russia sarà disponibile da venerdì 8 gennaio alle 20.30 sulla webTV arena.it/tv e su YouTube, mentre sabato 9 alle 15.00 trasmesso su Facebook e in chiaro su Telenuovo (canale 11). Questo primo appuntamento, che termina le iniziative mozartiane 2021, sarà infine veicolato anche da Fondazione Cariverona sui suoi canali social Facebook, YouTube e www.fondazionecariverona.org/mozart.

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ECCEZIONALE PARATA DI STELLE PER IL FESTIVAL LIRICO 2020 ALL’ARENA DI VERONA

Le più grandi voci della lirica internazionale in Arena in tre intensi mesi di bel canto e allestimenti spettacolari tra tradizione e innovazione, da sempre cifra stilistica del più grande palcoscenico d’opera del mondo.

L’Arena di Verona Opera Festival rappresenta da solo il 20% dei biglietti d’opera in Italia e nel 2019 ha ottenuto un incremento di pubblico di quasi 10 punti percentuali in netta positività rispetto alle cifre del settore. Per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première.

La straordinaria macchina produttiva di Fondazione Arena si è messa in moto ed il cast rispecchia il principio fondante di una stagione che, non avendo abbonati, deve quindi necessariamente considerare ogni singola recita come un evento unico, garantendo al proprio pubblico le migliori voci dalla prima all’ultima serata, senza distinzione alcuna, con direttori di consolidata esperienza e allestimenti di grande impatto visivo, alternando la grande tradizione storica areniana ad innovazioni sapientemente calibrate, prima fra tutte quest’anno, la regia del pluripremiato regista internazionale Gabriele Muccino al suo debutto nel teatro d’opera con Cavalleria rusticana e Pagliacci, quindi il debutto sul podio areniano del trentenne venezuelano Diego Matheuz , già affermato a livello mondiale e fiore all’occhiello del celeberrimo El Sistema, modello didattico di educazione musicale pubblica ideato in Venezuela circa 40 anni fa che ha permesso a tanti bambini di tutti i ceti sociali di crearsi un futuro nella musica.

Oltre a questo esordio, tornano grandi direttori d’orchestra apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival, forti dell’esperienza instaurata con i complessi areniani: Daniel Oren, che più di ogni altro ha creato una straordinaria empatia con l’Arena tanto da confermarsi anche per la stagione 2020 Direttore Musicale del Festival, Francesco Ivan Ciampa, maestro dalla carriera in continua ascesa, e ancora Plácido Domingo, eccezionalmente per una sera sul podio per Aida, Jordi Bernàcer, Marco ArmiliatoEzio Bosso e il veronese Andrea Battistoni.

Ma sono le voci il cuore pulsante del teatro d’opera, voci in grado di convincere per la loro consolidata presenza nei più prestigiosi teatri, voci in grado di creare un dialogo intimo e toccante con ciascuno spettatore. Dunque l’imperdibile recita di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto con la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.

Nel cast del Festival 2020 vanno ricordati: il debutto areniano di Sonya Yoncheva, divina mondiale che in Traviata sarà al fianco di Vittorio Grigolo, star indiscussa e amante del palcoscenico areniano, oltre che grande beniamino del pubblico, a sua volta seguito dall’elegante canto dello spagnolo Celso Albelo e da Saimir Pirgu, artista dalla brillante carriera scoperto poco più che ventenne da Claudio Abbado. Insieme a loro ritornano stelle in costante crescita e conferma di pubblico e critica come Saioa Hernández (Nabucco) e Lisette Oropesa (Traviata).

Quindi un altro esordio di altissimo livello per l’affascinante soprano russo Aida Garifullina, nota al grande pubblico per il ruolo di Lily Pons nel film del 2016 “Florence” a fianco di Maryl Streep e Hugh Grant e per la partecipazione alla cerimonia dei mondiali di calcio 2018. Artista di grande talento, scoperta e lanciata da Gergiev, prende parte per la prima volta al Festival Lirico per interpretare una Violetta di altissimo impatto.

In omaggio all’ultima Traviata di Zeffirelli, regista che ha saputo esaltare gli spazi areniani come pochi altri, si assisterà anche all’importante debutto della star del Metropolitan Angel Blue, vera e propria celebrità richiesta dai grandi canali televisivi americani. Quindi Anna Pirozzi, in alternanza con Maida Hundeling ed Emily Magee – affermato soprano internazionale in una delle rarissime esibizioni italiane – interpreteranno il ruolo del titolo nell’intramontabile Turandot di Zeffirelli, affiancate dai tenori Murat Karahan e Jorge de León.

E ancora l’atteso debutto del soprano americano Angela Meade e il ritorno di María José Siri in Aida – opera simbolo del Festival Lirico – nel grandioso allestimento di Zeffirelli, affiancate dall’imperdibile voce di Marcelo Álvarez in alternanza con Yusif Eyvazov, grande amico dell’Arena che ha seguito sin dall’inizio la sua inarrestabile ascesa.

Quindi i baritoni Amartuvshin EnkhbatSebastian CatanaGeorge Petean e Luca Salsi (autentico trionfatore della serata d’apertura del Teatro alla Scala di questa stagione) nel fortunato allestimento di Nabucco del 2017 di Arnaud Bernard con Anna PirozziSaioa HernándezMaida Hundeling nella parte di Abigaille.

Ed ogni ruolo, per tutta la stagione, nasconde delle perle vocali: Alberto GazaleRafał SiwekAmbrogio Maestri, Roberto Aronica, Chris Merritt, Ekaterina SemenchukOlesya PetrovaSonia GanassiNino MachaidzeDaniela BarcellonaElena ZilioRuth Iniesta, talento valorizzato dal Festival 2018, il richiestissimo soprano Marina Rebeka in coppia per Traviata con l’acclamato Francesco Meli, la grande Barbara Frittoli e tanti altri interpreti in un festival unico al mondo che consente di ascoltare in ciascuna recita artisti internazionali in ruoli diversi e assistere ad allestimenti grandiosi che si alternano ogni giorno. È un’opportunità irripetibile nel suo genere che gli appassionati d’opera e il grande pubblico possono sperimentare solo a Verona e che rende l’anfiteatro veronese un’esperienza davvero esclusiva.

La parata di stelle è impreziosita da cinque serate-evento con attesi debutti e graditi ritorni, a partire dall’imperdibile esordio del tenore Jonas Kaufmann, star al culmine della sua straordinaria carriera operistica che da molti anni il pubblico del Festival attende in Arena.

Ritorna Plácido Domingo, vero mattatore del palcoscenico areniano che nel 2019 ha celebrato in una serata indimenticabile – una vera e propria festa – i 50 anni dal suo esordio in Arena.

La divina Anna Netrebko – dopo lo straordinario successo ottenuto in occasione del debutto nel 2019 –torna in coppia con Yusif Eyvazov, per un gala ricco di sorprese tutte da scoprire.

Divenuto un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di danza, Roberto Bolle propone anche per il 2020 una doppia data per far sognare il pubblico areniano insieme al talento e all’energia dei suoi Friends.

Per finire, al termine del grandioso sold out del 2019 nei Carmina Burana di Orff, Ezio Bosso ha annunciato proprio sul palcoscenico areniano il suo ritorno per l’edizione del Festival 2020 alla guida dei complessi areniani nella monumentale IX Sinfonia di Beethoven.

Anche il mondo dei broadcaster conferma l’attenzione alla programmazione del Festival: UNITEL, impegnata nella stagione 2019 nella ripresa del gala di Plácido Domingo e del Trovatore con la regia di Franco Zeffirelli, effettuerà quest’anno la ripresa di Traviata, ultimo capolavoro del regista fiorentino scomparso pochi giorni prima dell’inaugurazione del Festival 2019.

Un capitolo speciale va poi dedicato ad una delle sorprese più gradite di quest’anno: il ritorno all’opera di una divina indiscussa del bel canto, vero pilastro della storia dell’opera, nonché volto popolare universalmente noto: Katia Ricciarelli. L’artista, impegnata in Cavalleria rusticanacon la regia di Gabriele Muccino, regalerà al ruolo di mamma Lucia uno spessore del tutto particolare.

«Se Verona si conferma al primo posto in Italia per vendita di biglietti di spettacoli è senz’altro merito dell’Arena e del festival lirico, segno che la politica della qualità avviata due anni fa paga – afferma il Sindaco di Verona Federico Sboarina, Presidente di Fondazione Arena – . Ecco perché quest’anno abbiamo deciso di continuare su questa strada, innalzando ancora di più il livello e aggiungendo alcune rarità. Certamente i cast di fama internazionale daranno un ruolo di prim’ordine al nostro cartellone, ma la tradizione andrà di pari passo con l’innovazione. L’Arena ha il merito di lanciare il regista cinematografico Gabriele Muccino nel teatro d’opera, così come il ritorno alle scene di Katia Ricciarelli, fino all’esordio in Arena di una star internazionale come il tenore Jonas Kaufmann. Questa stagione sarà imperdibile e ci permetterà di fidelizzare gli appassionati della lirica ma, allo stesso tempo, di attrarre con le sue novità nuovo pubblico. Ricordo infine che per noi la grande qualità non è solo estiva ma continua anche nella stagione invernale sul palcoscenico del Teatro Filarmonico».

Felice e soddisfatta del cartellone, il Sovrintendente Cecilia Gasdia commenta la lunga lista di grandi voci: «Quest’anno davvero abbiamo concentrato ancor più la preziosità del panorama internazionale, offrendo al pubblico una parata unica di eccellenze, che in pochi giorni consente di ascoltare in un solo luogo e in ruoli diversi stelle di prima grandezza, che altrimenti un appassionato potrebbe godere solo viaggiando tutto l’anno nelle grandi capitali del mondo. Quest’anno l’Arena è ancor più che in passato quella vetrina imperdibile dello stato dell’arte belcantistica che l’ha resa grande nell’ultimo secolo: una unicità culturale che continuerà a difendere e custodire con il massimo impegno in vista delle importanti sfide future che attendono la nostra città e il nostro Paese. Questa continua crescita artistica che ci pone nuovamente al centro del panorama internazionale è motivo di grande orgoglio per tutti noi lavoratori di Fondazione Arena».

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STAGIONE ARTISTICA 2018-2019 DELLA FONDAZIONE ARENA DI VERONA AL TEATRO FILARMONICO

VeronaFondazione Arena presenta la Stagione Artistica 2018-2019, in programma dal 16 dicembre 2018 al 26 maggio 2019.  In cartellone per la Stagione Lirica al Teatro Filarmonico cinque grandi titoli d’opera: La Bohème di Giacomo Puccini, Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, Don Pasquale di Gaetano Donizetti, Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, Il Maestro di cappella di Domenico Cimarosa proposto insieme a Gianni Schicchi di Giacomo Puccini.

Il primo appuntamento è con La Bohème di Giacomo Puccini, in scena dal 16 al 31 dicembre 2018 nell’allestimento classico ed elegante di Giuseppe Patroni Griffi con scene di Aldo Terlizzi Patroni Griffi, inedito a Verona, creato per il centenario dal debutto del capolavoro pucciniano al Teatro Regio di Torino, con la direzione di Francesco Ivan Ciampa, trionfatore sul podio areniano di Carmen. L’opera, la cui vicenda inizia alla vigilia di Natale e prosegue tra i fiocchi di neve alla Barriera d’Enfer, concluderà il 2018 e darà il benvenuto al nuovo anno: alle quattro date in abbonamento – 16, 18, 20 e 23 dicembre – si aggiungono infatti le due recite straordinarie fuori abbonamento del 29 e 31 dicembre.

La Stagione Lirica inaugura ufficialmente domenica 27 gennaio con Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart, opera che sarà oggetto di una conferenza. Sul podio sarà impegnato Renato Balsadonna, direttore dal curriculum internazionale.

Dal 24 febbraio al 3 marzo, Don Pasquale di Gaetano Donizetti corona il carnevale 2019 con un elegante e sapiente sorriso: l’allestimento di Fondazione Arena è firmato dall’attore e regista Antonio Albanese in una delle sue rarissime incursioni nel mondo dell’Opera, avvenuta nel 2013. Il dramma buffo donizettiano conta per 4 recite sulle originali scene di Leila Fteita e i costumi di Elisabetta Gabbioneta, per la direzione di Alvise Casellati, direttore residente del Teatro Carlo Felice di Genova e talento italiano in ascesa.

Segue dal 31 marzo al 7 aprile Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, altro titolo importante del Novecento ma oggi poco rappresentato in Italia. A trent’anni dall’ultima edizione al Teatro Filarmonico di Verona, il titolo più ricco e fortunato di Cilea va in scena per 4 recite nell’allestimento di Ivan Stefanutti, che firma regia, scene e costumi, diretto da Massimiliano Stefanelli.

Altri due titoli completano la Stagione Lirica, capolavori separati da 130 anni di storia ma uniti dal fil rouge della commedia musicale in un inedito dittico in scena per 4 recite dal 19 al 26 maggio: Il Maestro di cappella di Domenico Cimarosa, mai rappresentato a Verona, e Gianni Schicchi, atto unico di Giacomo Puccini dal successo intramontabile. L’allestimento torinese è firmato da Vittorio Borrelli ed è diretto dal giovanissimo veronese Alessandro Bonato, che a soli 23 anni fa il suo debutto con Fondazione Arena dopo essere stato tra i vincitori della Malko Competition, il più importante concorso internazionale di direzione d’orchestra che si tiene ogni tre anni a Copenaghen.

Con l’anno nuovo, si ritorna nell’elegante cornice del Teatro Filarmonico di Verona, dove verranno proposti sei concerti con protagonisti direttori e solisti di prestigio internazionale.

Con il primo appuntamento di venerdì 11 gennaio alle 20.00 con replica sabato 12 alle 17.00, Fondazione Arena dà ufficialmente il via alla Stagione Sinfonica proponendo al suo pubblico una delle pagine più celebri e apprezzate di Beethoven, sotto la direzione di Gustav Kuhn, Maestro dalla carriera internazionale.

Per il secondo concerto del 8 e 9 febbraio torna sul podio del Filarmonico Roman Brogli-Sacher, impegnato in un ricco programma che spazia da Mahler a Donizetti, da Bassi a Wagner, con la voce solista del basso Andrea Mastroni. Apriranno il concerto Kindertotenlieder e Rückert-Lieder del compositore austriaco, mentre il Concertino per clarinetto e orchestra in si bemolle maggiore vedrà protagonista Giampiero Sobrino, primo clarinetto dell’orchestra areniana, impegnato anche nel brano successivo, Fantasia su temi di Rigoletto per clarinetto e orchestra di Luigi Bassi. Chiudono il concerto Il Coro Nuziale da Lohengrin di  Wagner e Die Meistersinger von Nurnberg, Silentium-Silentium!.

Per terzo appuntamento, in programma l’1 e 2 marzo, Francesco Ommassini guida al pianoforte Roman Lopatynskyi il secondo assoluto del concorso “Città di Verona” nel Quarto Concerto di Rachmaninov e il giovane violoncellista Edgar Moreau nel Concerto per violoncello e orchestra in mi minore op. 85 di Edward Elgar.

Accanto alla tradizionale offerta concertistica, si rinnova per il secondo anno l’appuntamento fuori abbonamento al Teatro Ristori venerdì 8 marzo alle 20.30, con replica sabato 9 marzo alle 17.00, in un progetto di collaborazione tra le due importanti realtà cittadine. L’Orchestra della Fondazione Arena di Verona sarà diretta da Timothy Brock, direttore-compositore specialista di colonne sonore per il cinema muto e non solo, per il terzo appuntamento della rassegna Luci della città proposta dal Teatro Ristori, che prosegue il ciclo “Suonando Chaplin”, già felicemente accolto nelle ultime stagioni. Sarà un omaggio al grande divo del XX Secolo Charlie Chaplin, con la proiezione del film Luci della città (City Lights) e l’esecuzione integrale dal vivo della colonna sonora originale restaurata dallo stesso Brock.

La Stagione Sinfonica prosegue quindi il 12 e 13 aprile: Alpesh Chauhan dirige l’Ouverture Ruy Blas Opus 95 di Mendelssohn insieme alla Fantasia Corale in do minore op. 80 per pianoforte, soli, coro e orchestra, di  Beethoven che vede impegnato al pianoforte Edoardo Maria Strabbioli. Termina il concerto la Sinfonia n. 2 op. 52 in si bemolle maggiore “Lobgesang” (Canto di lode) di Felix Mendelssohn.

Il 3 e 4 maggio è la volta del concerto-spettacolo Big Nightmare Music proposto dal duo Igudesman & Joo  formato dal violinista russo Aleksej Igudesman e dal pianista anglo-coreano Hyung-ki Joo. Lo spettacolo fa scoprire le esuberanti potenzialità della musica classica unita alla cultura popolare, per raccontare la musica classica all’insegna della comicità.

L’ultimo appuntamento della Stagione Sinfonica, il 17-18 maggio, dal titolo Songs! Scent of swing, vedrà protagonisti il Coro dell’Arena di Verona insieme ad un quintetto d’archi, un pianoforte e una batteria e saranno diretti da Vito Lombardi  in un imperdibile appuntamento dal sapore swing all’interno di celebri colonne sonore.

La Stagione Artistica vedrà impegnati l’Orchestra, il Coro – diretto per la quarta stagione consecutiva da Vito Lombardi –  e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Gli abbonamenti della Stagione Lirica possono essere sottoscritti a partire da martedì 20 novembre fino ad esaurimento della disponibilità. I prezzi degli abbonamenti vanno da € 42,00 a € 225,00 in base al settore prescelto.

Oltre agli abbonamenti tradizionali si segnala la formula aperta Carnet 3 ingressi – da € 40,50 a
€ 159,00 – che permette di costruire una propria agenda di appuntamenti con gli spettacoli proposti da Fondazione Arena al Teatro Filarmonico. Infatti, superando la modalità del turno e del posto fisso, il carnet permette di scegliere trasversalmente tra tutte le recite in programma e di utilizzare i tagliandi uno per volta o globalmente, per una o più serate, risparmiando così sull’acquisto del singolo biglietto. I biglietti per le due recite fuori abbonamento de La Bohème saranno in vendita da mercoledì 31 ottobre 2018 fino ad esaurimento della disponibilità, mentre biglietti e Carnet per tutti gli spettacoli in cartellone saranno disponibili a partire da martedì 11 dicembre.

La vendita degli abbonamenti per la Stagione Sinfonica inizia da martedì 11 dicembre fino ad esaurimento della disponibilità. I prezzi degli abbonamenti variano da € 40,00 a € 101,00. Quest’anno viene inoltre proposto il nuovo Carnet da 4 concerti, con prezzi che vanno da € 34,00 a € 82,00 e la possibilità di scegliere 4 date a piacimento all’interno della Stagione Sinfonica. La vendita dei biglietti per i singoli Concerti, del Concerto al Teatro Ristori e dei Carnet 4 concerti avrà inizio lunedì 7 gennaio 2019.

È possibile acquistare abbonamenti, biglietti e Carnet presso la Biglietteria dell’Arena di Verona in Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – Call center 045 8005151 – biglietteria@arenadiverona.itwww.arena.it

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Carmen di Bizet inaugurerà il 96° Opera Festival 2018 dell’Arena di Verona

Venerdì 22 giugno alle ore 21.00 un attesissimo nuovo allestimento della celeberrima Carmen di Bizet inaugurerà il 96° Opera Festival 2018 dell’Arena di Verona. La nuova produzione porta la prestigiosa firma di Hugo de Ana, regista, scenografo e costumista argentino di fama internazionale.

Dopo l’ultima storica edizione di Carmen, firmata da Franco Zeffirelli e proposta in Arena dal 1995, Hugo de Ana propone per il 2018 una lettura inedita dell’opera, consapevole della sfida che pone un titolo tanto caro alla storia e al pubblico del Festival. Il regista argentino vuole affrancare la Siviglia di Carmen dal cliché variopinto e folkloristico immaginato da molti artisti di fine Ottocento e dalla tradizione. Per andare al cuore delle passioni e del mondo gitano in cui la protagonista si muove, de Ana traspone la vicenda un secolo dopo rispetto al libretto, negli anni Trenta del Novecento, periodo storico significativo per sottolineare la ricerca incessante della protagonista verso la sua indipendenza e libertà, che la porterà come un torero nella Plaza de Toros, un’arena nell’Arena, ad affrontare fino alla morte la prepotenza maschile e una società ostile al suo essere zingara quindi diversa.

«La vicenda di Carmen rappresenta quindi – dichiara il Sovrintendente Cecilia Gasdia – il più famoso femminicidio della storia. L’Arena e l’opera sono parte della società moderna e per questo, in punta di piedi e con rispetto, abbiamo pensato di ricordare e denunciare questo grave fenomeno in occasione della prima rappresentazione. Sono già tragicamente arrivate al numero di 31 le donne uccise dai propri compagni nel solo 2018. Per questo motivo venerdì 22 lasceremo vuoto un posto in platea e su di esso poseremo un mazzo di 31 rose rosse».

La messa in scena è arricchita dalle nuove coreografie di Leda Lojodice, dal lighting design dell’areniano Paolo Mazzon e dal projection design dell’artista Sergio Metalli. Anche il trucco è ideato nei minimi dettagli: le face chart per i personaggi principali sono state create dal make-up designer Michele Magnani, global senior artist di M.A.C. Cosmetics, in collaborazione con Hugo de Ana. I costumi, ideati dal Maestro argentino e frutto di una raffinata ricerca su tagli e tessuti vintage, sono completati da una selezione di capi Intimissimi, noto brand del Gruppo Calzedonia.

Debutta sia nel titolo di Bizet sia sull’ambito podio dell’anfiteatro veronese Francesco Ivan Ciampa, giovane direttore già apprezzato alla guida dei complessi areniani nella stagione lirica al Teatro Filarmonico, chiamato per l’occasione a guidare musicalmente grandissimi cantanti della ribalta internazionale, molti presenti per la prima volta in Arena, insieme ad attesi ritorni di nomi prestigiosi e giovani voci al loro esordio nella magica cornice del teatro sotto le stelle.

Nel ruolo della protagonista debuttano a VeronaAnna Goryachova (22, 29/6 – 11, 17, 21/7 – 3, 9/8) e Ksenia Dudnikova (12/8) che si alternano alla già apprezzata Carmen Topciu (6/7 – 22, 25, 28, 31/8). Vi sono grandi debutti anche come Don José: Brian Jagde (22, 29/6 – 25, 28, 31/8), Marcelo Puente (6, 11, 17/7) e Luciano Ganci (22/8) accanto all’acclamato ritorno di Francesco Meli (21/7 – 3, 9, 12/8). Micaela è interpretata da altre giovani artiste al debutto in Arena: Mariangela Sicilia (22, 29/6 – 6, 11/7), Ruth Iniesta (17/7) ed Eleonora Buratto (22, 25, 28, 31/8), mentre è atteso nello stesso ruolo il ritorno di Serena Gamberoni (21/7 – 3, 9, 12/8). Nella plaza de toros scendono Escamillo di spessore quali Alexander Vinogradov (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3/8), Erwin Schrott (9, 12, 22, 25/8) e Alberto Gazale (28, 31/8). Nei panni di Frasquita si alternano Ruth Iniesta (22, 29/6 – 6, 11, 21/7 – 3, 9/8) e Barbara Massaro (17/7 – 12, 22, 25, 28, 31/8); in quelli di Mercédès Arina Alexeeva (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3, 9/8) e Clarissa Leonardi (12, 22, 25, 28, 31/8). Come Dancairo si avvicendano Davide Fersini (22, 29/6 – 6, 11, 17, 21/7 – 3, 9, 12, 22/8) e Biagio Pizzuti (25, 28, 31/8) e come Remendado Roberto Covatta (22, 29/6 – 6, 11, 21/7 – 3, 9/8) ed Enrico Casari (17/7 – 12, 22, 25, 28, 31/8). Completano il cast Zuniga interpretato da Luca Dall’Amico (22, 29/6 – 9, 12, 22, 25, 28, 31/8) e Gianluca Breda (6, 11, 17, 21/7 – 3/8), e Moralès in cui si alternano Biagio Pizzuti (22/6 – 21/7 – 3, 9, 12, 22/8) e Gocha Abuladze (29/6 – 6, 11, 17/7 – 25, 28, 31/8).

Il capolavoro del compositore francese è in scena per 13 serate fino al 31 agosto e vede impegnati l’Orchestra areniana, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Ballo coordinato da Gaetano Petrosino, numerosi figuranti e i Tecnici dell’Arena di Verona, con il gradito ritorno dei giovanissimi componenti del Coro di Voci bianche A.LI.VE. diretto da Paolo Facincani.

La serata inaugurale sarà, inoltre, dedicata alla memoria di Tullio Serafin per il cinquantenario della scomparsa, storico direttore d’orchestra che tenne a battesimo il Festival areniano nel 1913 e, tornandovi per molti anni a seguire, proprio in questa magica cornice scoprì grandi talenti come la divina Maria Callas.

Repliche: 29 giugno, ore 21.00 – 6, 11, 17, 21 luglio, ore 21.00 – 3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto, ore 20.45.

La vicenda di Carmen, opéra-comique in quattro atti su musica di Georges Bizet e libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy, proviene dall’omonima novella di Prosper Mérimée ed è universalmente nota per il carisma dirompente della sua protagonista: appena arrivato a Siviglia, il giovane soldato Don José si innamora perdutamente di Carmen, sigaraia dal sangue gitano, al punto da abbandonare tutto per seguirla – compresa la fidanzata Micaela – compromettendo la propria carriera e ritrovandosi disertore tra i contrabbandieri. Ma Carmen nasce e vuole restare libera e l’arrivo del torero Escamillo la allontana da Don José, il quale però è follemente deciso a non lasciarla andare, anche a costo di doverla uccidere per tenerla con sé.

Rappresentata per la prima volta il 3 marzo 1875 all’Opéra-Comique di Parigi, ebbe un esordio travagliato e l’autore non poté godere del successo che sarebbe arrivato subito dopo: morì infatti in giugno a soli 36 anni. Ma la fortuna travolgente di quest’opera continua oggi ininterrotta in tutto il mondo, così come all’Arena di Verona: dal lontano 1914, anno del secondo storico Festival lirico in cui l’opera viene rappresentata per la prima volta, Carmen rimane il titolo più amato e frequentato dopo Aida con le sue 250 recite per 25 edizioni del Festival in 13 diversi allestimenti.

Nella messa in scena che inaugura il Festival areniano 2018 e di cui Hugo de Ana cura regia, scene e costumi, inquietudine ed emancipazione convivono in una Siviglia popolare, tutt’altro che da cartolina: sono gli stessi anni in cui la Repubblica spagnola riconosce alle donne i primi diritti, mentre venti di guerra soffiano dentro e fuori i suoi confini. Carmen tuttavia non è una donna conforme alla società dell’epoca: usi, tradizioni e superstizioni del suo retaggio zingaro ne limitano la libertà personale, ma lei rivendica la sua indipendenza, da donna senza legami e senza figli, scegliendo i propri uomini e la propria sorte, senza subire mai nulla, fino alla fine. Per raccontare questa storia, de Ana crea una Plaza de Toros affollata di uomini, donne, carri, camion e jeep che aprono e chiudono a vista le diverse scene in un unico spazio mutevole. Il pubblico viene quindi proiettato nella realtà di un popolo picaresco, sempre in movimento, povero, anche violento, mai domo. Non mancano tra i ricercati costumi anche gli abiti dei toreri fedelmente ricreati: nello scenografico rito finale si assiste alla vestizione degli impavidi eroi della corrida, tra presagi di morte e concitazione della folla.

Per informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

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LA SEDUCENTE MANON LESCAUT DI GRAHAM VICK TORNA AL TEATRO FILARMONICO DI VERONA

Verona – Torna oggi pomeriggio alle 15,30 al Teatro Filarmonico di Verona uno dei capolavori del compositore di Lucca: Manon Lescaut di Giacomo Puccini. L’opera è proposta per quattro rappresentazioni nella provocatoria coproduzione di Fondazione Arena e Teatro La Fenice di Venezia ideata da Graham Vick nel 2010 e qui ripresa da Marina Bianchi, con le scene di Andrew Hays, i costumi di Kimm Kovac, il lighting design di Giuseppe Di Iorio e i movimenti mimici firmati da Ron Howell e qui ripresi da Danilo Rubeca.

La direzione di Orchestra, Coro e interpreti è affidata alla giovane ed esperta bacchetta di Francesco Ivan Ciampa che, dopo l’ottima sinergia instaurata con i complessi areniani negli ultimi due anni sia in campo operistico che sinfonico, torna sul palcoscenico veronese per affrontare per la prima volta questo titolo pucciniano.

Repliche: martedì 6 marzo, ore 19.00 – giovedì 8 marzo, ore 20.00 – domenica 11 marzo,
ore 15.30.

Rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino il 1° febbraio 1893, con oltre trenta chiamate della prima compagnia alla ribalta Manon Lescaut decreta fin da subito il grande successo del suo compositore, allora poco più che trentenne, sulla scena internazionale; e proprio grazie a quest’opera, George Bernard Shaw l’anno successivo designerà profeticamente Puccini quale “erede di Verdi”. Sempre nel 1893 il titolo approda al Teatro Filarmonico di Verona, come seconda opera del musicista lucchese ad esservi rappresentata dopo Le Villi. Tornerà poi al Filarmonico in tempi più recenti, nel 1984 e, quindi, nel 2011 con la regia di Vick ripresa da Marina Bianchi. All’Arena di Verona Manon viene rappresentata solamente nel 1970, ma l’occasione è memorabile per il debutto sul palcoscenico scaligero della grande Raina Kabaivanska.

Definita un «racconto aspro ma ricco d’immaginazione» (per riprendere le parole del giornalista Cesare Galla), Manon trova nella messa in scena di Graham Vick una lettura che porta in evidenza in maniera cruda, tagliente e quasi espressionista quanto l’eroina pucciniana sia profondamente e tragicamente attuale. L’allestimento in «versione moderna», come afferma lo stesso Vick nelle sue note di regia, intende discostarsi da una rappresentazione tradizionale dell’opera, rivisitandola e inquadrandola invece in una sorta di “lezione di morale” per «ricreare l’impatto giovane e fresco della prima Manon; una freschezza che emerge anche dalla ricchezza e dall’abbondanza delle invenzioni musicali di Puccini, un Puccini che “sogna” un amore romantico, ideale, poetico». Per Puccini, infatti, della Manon del racconto Histoire du chevalier Des Grieux et de Manon Lescaut dell’abate Antoine François Prévost, da cui trae il soggetto per la sua musica, interessa proprio il suo essere «légère et impudente», emblema dannato della femminilità. È infatti la protagonista a reggere le fila della vicenda, non Des Grieux, come emerge dal «calore che infiamma la partitura tutte le volte che l’attenzione è rivolta a Manon, – ha sottolineato nel 1984  il musicologo Leonardo Pinzauti – come se da lei si riverberasse misteriosamente, in una morbidezza che sembra dilagare su tutto e su tutti, un incontenibile e tragico fascino di donna, e di una donna tutta di carne».

Da questo calore prende energia la lettura orchestrale di Francesco Ivan Ciampa, che debutta alla direzione di quest’opera: «la sentirò all’italiana, con passione disperata» dichiara, citando una storica affermazione del compositore. A Manon Lescaut Ciampa arriva con un percorso quasi “al contrario” rispetto alle composizioni pucciniane: «Sono partito da Turandot e poi le ho affrontate quasi tutte; Manon Lescaut è la penultima, poi mi manca solo La fanciulla del West». E in Manon Ciampa legge quanto Puccini avesse bisogno di dimostrare chi fosse davvero, quali fossero le sue capacità, per questo trova nella partitura «un’esplosione, un torrente di idee». Inoltre il direttore d’orchestra dichiara di avere una predilezione particolare per questo titolo anche per un altro motivo: «Manon è l’unica eroina non solo pucciniana, ma nella storia del melodramma, che muore a tempo di minuetto. E questo è geniale». Infatti, per tutta l’opera vediamo una donna costretta a scappare o interrompere il suo rapporto d’amore a causa delle frivolezze e delle vanità dalle quali dipende completamente. Tuttavia alla fine sembra accorgersi in cosa consista l’amore vero e più puro e, come in una slow motion, ripercorre la sua vita accompagnata fino all’ultimo respiro da questo minuetto via via sempre più lento: «È meraviglioso pensare che non esista tempo musicale più giusto. Il minuetto era un danza d’élite e così Puccini, rallentandolo fino all’estremo, in 4 o 5 battute condensa tutto il concetto dell’esistenza di Manon».

Protagoniste in scena per il ruolo del titolo le voci sopranili di Amarilli Nizza (4, 8, 11/03), apprezzata interprete di numerose produzioni areniane dal 2003, e Francesca Tiburzi (6/03) al suo debutto con Fondazione Arena. Debutta con i complessi artistici areniani nei panni di Lescaut anche Giorgio Caoduro (4, 8/03), baritono che ha sostenuto i principali ruoli del repertorio lirico e brillante nei più prestigiosi teatri del mondo, al quale si alterna Elia Fabbian (6, 11/03), voce che abbiamo potuto apprezzare lo scorso anno in Pagliacci. Dopo il successo come Radamès durante lo scorso Festival areniano, affronta ora per la prima volta il palcoscenico del Filarmonico con il personaggio di Renato Des Grieux il tenore uruguaiano Gaston Rivero (4, 8/03), in alternanza al coreano Sung Kyu Park (6, 11/03), che torna a Verona dopo l’applaudita performance del 2012 in Iris di Mascagni. Il giovane basso veronese Romano Dal Zovo debutta il ruolo di Geronte de Ravoir, dopo la brillante performance come Lodovico nell’Otello che ha inaugurato la Stagione. Dopo aver preso parte ad Otello tornano anche Giovanni Bellavia nel duplice ruolo dell’Oste e del Sergente degli arcieri e Alessia Nadin nei panni di Un musico, mentre nuove voci completano il cast di questa produzione: Andrea Giovannini come Edmondo, Bruno Lazzaretti sia per Un lampionaio che per Il maestro di ballo, infine Alessandro Busi in Un Comandante di Marina.

La produzione vede impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Anche per Manon Lescaut è prevista l’iniziativa Ritorno a Teatro rivolta al mondo della Scuola all’interno della proposta Arena Young 2017-2018: martedì 6 marzo alle ore 18.00 e giovedì 8 marzo alle ore 19.00 gli studenti delle classi elementari, medie e superiori, i loro familiari, gli insegnanti, i dirigenti scolastici e il personale ATA potranno assistere allo spettacolo a prezzo speciale: € 6,00 per gli studenti e € 12,00 per gli adulti. L’incontro propone anche un Preludio all’Opera, momento introduttivo durante il quale viene spiegata la trama e vengono forniti ai ragazzi elementi utili per la comprensione dello spettacolo, grazie alla partecipazione di alcuni dei protagonisti; segue quindi un aperitivo nel Bar del Teatro.

Per informazioni e prenotazioni:

Ufficio Formazione della Fondazione Arena di Verona

tel. (+39) 045 8051933 – fax (+39) 045 590638 – scuola@arenadiverona.it

Inoltre ricordiamo che la Fondazione Arena di Verona è tra gli esercenti accreditati di 18App e Carta del Docente, dando la possibilità ai giovani nati nel 1999 e ai docenti di ruolo di spendere il proprio Bonus Cultura di 500 euro per acquistare biglietti, open ticket e carnet per gli spettacoli della Stagione Artistica al Teatro Filarmonico e dell’Opera Festival all’Arena di Verona.

Le modalità di registrazione e di attivazione dei buoni sono indicate sui siti www.18app.it e https://cartadeldocente.istruzione.it; mentre per procedere all’emissione del voucher dell’importo corretto è possibile consultare le tariffe nelle pagine dedicate sul sito di Fondazione Arena www.arena.it.

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TEATRO FILARMONICO: PRESENTATA LA STAGIONE LIRICA 2017-2018

Verona – Fondazione Arena presenta la Stagione Lirica 2017-2018 al Teatro Filarmonico: 6 titoli d’opera e 27 rappresentazioni in scena dal 17 dicembre 2017 al 27 maggio 2018.

Dopo la positiva conclusione del Festival areniano, la Fondazione Arena conferma il proprio impegno per un rilancio dell’offerta artistica con un concreto investimento sia sui cast, con grandi interpreti e nuove proposte, sia sugli allestimenti, affiancando regie tradizionali a proposte più moderne. Il programma è ambizioso e poliedrico e spazia dall’operetta a Richard Strauss attraversando Mozart, Verdi, Puccini e il belcanto donizettiano, nel costante tentativo di proporre agli spettatori una varietà di genere e di gusto.

In occasione delle festività natalizie, dal 17 dicembre, sarà proposta per sette recite La vedova allegra di Franz Lehár, operetta frizzante e graditissima al pubblico presentata nel divertente e scintillante allestimento di Fondazione Arena con regia di Gino Landi, scene di Ivan Stefanutti e costumi di William Orlandi. La lettura di Gino Landi mette in scena il soggetto sentimentale, l’ambientazione falso-storica, le danze, il matrimonio, l’infedeltà, il denaro, la politica e l’eccentrica mondanità aristocratica, fatua e donnaiola, in un clima di decadenza, presagio di un mondo che sta per morire, sempre tuttavia dipinto in maniera gioiosa e festante, in un’atmosfera dorata e fiabesca “molto femminile e tradizionale… perché la gente vuole sognare”, per usare le parole del regista. Dopo lo straordinario successo ottenuto nel 2005 e nel 2014, il calendario è stato arricchito da tre rappresentazioni fuori abbonamento: 27, 29 e 31 dicembre, con inizio alle 20.30. Debutta alla guida dell’orchestra areniana Sergio Alapont, giovane e affermato direttore spagnolo.

La Stagione si inaugura ufficialmente il 4 febbraio 2018 con Otello, penultima opera di  Verdi tratta dall’omonima tragedia shakespeariana e rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano nel 1887. Al Filarmonico il titolo del grande repertorio romantico è stato messo in scena solamente nel 1990 e per questo atteso ritorno viene proposto nella coproduzione del 2013 tra l’Arena di Verona e il Teatro La Fenice di Venezia, con la regia di Francesco Micheli, le scene di Edoardo Sanchi e i costumi di Silvia Aymonino. Sul podio, per le quattro recite, torna Antonino Fogliani che dirige per la prima volta l’opera verdiana.

Dal 4 all’11 marzo ritorna per quattro rappresentazioni Manon Lescaut di Giacomo Puccini nella provocatoria messa in scena proposta da Graham Vick nel 2011, con le scene di Andrew Hays e i costumi di Kimm Kovac. L’allestimento, prodotto da Fondazione Arena, si discosta con forza da una lettura tradizionale dell’opera e la rivisita invece come fosse una “lezione morale”; lo stesso regista ha dichiarato: “Ho pensato di ricreare l’impatto giovane e fresco della prima Manon; una freschezza che emerge anche dalla ricchezza e dall’abbondanza delle invenzioni musicali di Puccini, un Puccini che sogna un amore romantico, ideale, poetico”. La direzione è affidata ad un altro giovane musicista, Francesco Ivan Ciampa che, dopo l’ottima sinergia instaurata con i complessi areniani durante la scorsa Stagione Lirica, torna sul palcoscenico veronese al debutto nel titolo.

Dal 31 marzo all’8 aprile è la volta di quattro recite de Le nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, nello storico allestimento del Teatro San Carlo di Napoli con regia firmata da Mario Martone, scene di Sergio Tramonti e costumi di Ursula Patzak. La messa in scena, elegante, tradizionale e di grande impatto, è uno tra i maggiori successi del regista partenopeo, in un magistrale connubio tra gusto musicale e teatralità. La bacchetta è di Sesto Quatrini, giovane direttore romano che vanta già prestigiose collaborazioni con teatri internazionali tra cui il Metropolitan di New York.

Dal 29 aprile al 6 maggio torna Anna Bolena di Gaetano Donizetti, proposta per quattro date nell’allestimento di Fondazione Arena del 2007 con un’altra regia firmata da Graham Vick, scene e costumi di Paul Brown. Si tratta dell’unica messa in scena dell’opera donizettiana al Teatro Filarmonico e per questo ritorno si è scelto di riproporre un allestimento simbolico e carico di significato con la costruzione di uno spazio scenico molto evocativo arricchito da costumi ricercatissimi. Con questa regia Vick si addentra nell’ambiguità etica dei personaggi da cui scaturiscono situazioni complesse dettate dalla costante antitesi tra potere e sentimenti. L’allestimento è stato portato in scena nel 2016 al Teatro de la Maestranza di Siviglia e successivamente a Lisbona, riscuotendo unanime successo. Dopo l’applaudito debutto areniano con Nabucco, sale per la prima volta sul podio del Teatro Filarmonico il valenciano Jordi Bernàcer.

Salome di Richard Strauss va in scena dal 20 al 27 maggio per quattro rappresentazioni. Il capolavoro dell’opera tedesca post-wagneriana, composto tra il 1902 e il 1905 e rappresentato quello stesso anno al Teatro Reale di Dresda, è stato eseguito al Filarmonico solo nel 2000. La regia è affidata a Gabriele Lavia, le scene sono di Alessandro Camera, i costumi di Andrea Viotti, in un allestimento in coproduzione tra la Fondazione Teatro Comunale di Bologna e il Teatro Verdi di Trieste. Sul podio Michael Balke, uno tra i più giovani e affermati direttori specialisti nel repertorio tedesco, forte di una lunga esperienza come Direttore stabile del Teatro di Magdeburgo.

Le produzioni vedranno impegnati l’Orchestra, il Coro – diretto per la terza stagione consecutiva da Vito Lombardi –  il Ballo e i Tecnici dell’Arena di Verona.

Si ricorda che il periodo di prelazione per il rinnovo degli abbonamenti è dal 2 ottobre al 3 novembre, mentre i nuovi abbonamenti potranno essere sottoscritti a partire dal 7 novembre. Dall’11 dicembre, fino ad esaurimento delle disponibilità, saranno in vendita i Carnet a 3 ingressi e i biglietti per i singoli spettacoli in cartellone. Infine, le recite fuori abbonamento di mercoledì 27 dicembre, venerdì 29 dicembre e  di domenica 31 dicembre, tutte con inizio alle 20.30, sono già in vendita.

Un ringraziamento particolare da parte della Fondazione Arena, è andato agli Sponsor Ufficiali della Stagione Artistica 2017-2018 di Fondazione Arena al Teatro Filarmonico: AGSM, storico gruppo industriale leader nel settore energetico che per il terzo anno supporta la mission culturale della Fondazione Arena di Verona, Volotea, la compagnia aerea low cost impegnata per il terzo anno a diffondere nei cieli europei l’amore per l’Opera, Banco Popolare che conferma il suo importante sostegno all’attività invernale della nostra Fondazione per il nono anno consecutivo.

Eva Bergamo

 

 

Per informazioni su abbonamenti e biglietti:

Biglietteria di via Dietro Anfiteatro: Tel. 045 596517 – Fax 045 8013287 – Call center 045 8005151

biglietteria@arenadiverona.itwww.arena.it

Orari (dal 25 settembre 2017)

da lunedì a venerdì                        09:45-16:00

sabato                                                 09:15-12:30

Periodo di prelazione per conferme abbonamenti: dal 2 ottobre al 3 novembre 2017.

Vendita biglietti e carnet: dall’11 dicembre 2017. Vendita recite fuori abbonamento: dal 2 ottobre 2017 fino ad esaurimento delle disponibilità.