CONFERMA PER IL 98° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2021

Una stagione che vedrà presenti i titoli, le date e i cast stellari originariamente previsti, a partire dal ritorno tanto atteso di Riccardo Muti dopo 41 anni dalla sua unica presenza sul podio areniano.

Fondazione Arena conferma per il Festival 2021 la forte volontà di realizzare la propria programmazione, nel segno condiviso di una rinascita che coinvolga l’intera città, e propone un calendario con regie e allestimenti scenografici, grandiosi e immateriali, a conferma della spettacolare tradizione dell’Arena, e che solo l’Arena può permettersi di creare, ma completamente nuovi e compatibili con le norme sul distanziamento sanitario.

Nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, Fondazione Arena di Verona firmerà, come un vero collettivo artistico, cinque nuovi allestimenti più leggeri e meno architettonici rispetto alla tradizione, ma più tecnologici, che vedranno l’utilizzo di spettacolari ed innovative video proiezioni, adatte a vestire l’imponente cornice areniana. Un problema, quello sanitario, che diviene opportunità di rinnovamento interpretativo, e che testimonia nei fatti l’eccellenza dei comparti areniani, che si esprimeranno realizzando in modo collegiale ogni nuovo allestimento.

Con grande attenzione al pubblico areniano, che da un anno dimostra il proprio affetto al Festival continuando ad acquistare i biglietti del Festival 2021 con numeri già oggi importanti.

Rimangono invariati i cast di Cavalleria rusticana e Pagliacci, Aida, Nabucco, Traviata, Turandot, Requiem di Verdi, Domingo Opera Night, Roberto Bolle and Friends, Jonas Kaufmann Gala Event e della Nona Sinfonia di Beethoven. Una eccellente parata di grandissime voci che conferma l’Arena di Verona come imprescindibile tappa estiva di ogni appassionato.

Dunque, ogni singolo reparto produttivo della Fondazione Arena di Verona si fonderà in un pensiero creativo comune per dare vita a nuovi allestimenti unici e più leggeri sul fronte architettonico, ma sempre in grado di rispettare la complessa morfologia areniana e l’imponente grandezza dei suoi spazi, perfetti per le nuove tecnologie d’arti visive.

Una scelta unica nell’attuale panorama europeo che riconferma la vocazione da sempre collettiva del lavoro areniano e che pone tutti i lavoratori di fronte ad una sfida avvincente dimostrando come i problemi di queste ultime edizioni abbiano rafforzato il motore trainante della Fondazione.

Il palco tornerà dunque nella sua posizione originaria e le nuove tecnologie si integreranno nella tradizione degli storici ed iconici allestimenti che da oltre cento anni hanno reso l’opera in Arena unica in tutto il mondo: una rivoluzione estetica e drammaturgica che tutelerà artisti e tecnici da ogni rischio, consentendo comunque la spettacolarità e la grandiosità che da sempre il pubblico cerca in Arena. Il fil rouge di questo nuovo progetto e le sue declinazioni sui diversi titoli verranno presto svelati, consentendo anche di dare finalmente luce e voce alle preziose maestranze areniane nel loro nuovo ruolo di protagonisti del processo creativo.

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Siamo molto orgogliosi di presentare la stagione 2021 del Festival lirico, un risultato per il quale devo ringraziare tutto il management di Fondazione Arena e i componenti del Consiglio di indirizzo. Durante questo lungo e complicato inverno non abbiamo mai smesso di lavorare, nonostante le incertezze economiche ed organizzative.

Dopo un anno esatto dal primo lockdown, la situazione è ancora molto grave. Mancano certezze sul futuro e rispetto a ciò che vivremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Come l’anno scorso però, se pur con difficoltà ancora maggiori frutto di un anno di crisi, Fondazione Arena è pronta a ripartire nuovamente.  

Per l’edizione speciale del 2020 è stato fatto uno sforzo incredibile, rimandando a quest’anno il festival che era stato programmato prima della pandemia. Un anno fa eravamo convinti che per l’estate 2021 l’emergenza sarebbe terminata, invece siamo ancora alle prese con una situazione altrettanto complicata. Tuttavia, come promesso, quest’anno faremo quello che avevamo detto per accendere il palco dell’Arena. Una sfida che vogliamo vincere con l’innovazione, l’impegno straordinario e il coraggio che ci contraddistinguono e che hanno permesso di accendere la musica anche nell’anno orribile del Covid. Vogliamo continuare a essere il punto fermo nel panorama musicale internazionale. Il 19 giugno la prima con il Maestro Muti sarà una ripartenza che non ha eguali, per una stagione che si preannuncia davvero straordinaria”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia, ricapitola così le lunghe riflessioni ed azioni dell’ultimo anno: “Il primo pensiero di questi ultimi, difficilissimi 13 mesi è stata la tutela della cultura, della musica, dell’arte, del Teatro, dell’immagine dell’Arena nel mondo e del lavoro, sia dei dipendenti di Fondazione Arena che della grande comunità di artisti, liberi professionisti, che sono il più grande patrimonio di ogni teatro nel mondo. Ho sentito la responsabilità di dare vita a stagioni artistiche che conferissero altrettanto pregio al tocco e all’impronta areniana, nonostante le mille difficoltà, per traghettare verso il futuro un patrimonio di stima e prestigio integri. Poi, la responsabilità verso il tessuto economico cittadino, che da veronese non posso che avere sempre in cima ad ogni mia considerazione: la città ci guarda, ci aspetta e noi di Fondazione Arena lo sappiamo. Mai come quest’anno essere Sovrintendente ha significato per me essere “nocchiero” di una comunità locale e internazionale allo stesso tempo, includendo in questo pensiero anche i tanti spettatori che da tutto il mondo ci hanno dato fiducia continuando ad acquistare biglietti, nonostante le forti incertezze mondiali. Mai come quest’anno chi fa il mestiere bellissimo di operatore culturale è stato chiamato a ragionare prima in modo etico, poi strategico. Fondazione Arena di Verona ha ragionato in modo etico, con gioia e convinzione, perché le azioni a sostegno del nostro patrimonio culturale e del nostro ruolo internazionale quest’anno si misureranno sul palcoscenico della storia. E, per citare Chateaubriand, dobbiamo porci nella prospettiva di posteri di noi stessi.”

Il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris esprime la propria soddisfazione “Nella totale condivisione del progetto del 98° Festival , pensando all’integrità della Fondazione, istituzione culturale e motore  economico della città di Verona, sono orgoglioso dello sforzo creativo prodotto dalla nostra squadra in termini di innovazione  e sono certo che ciò segnerà una nuova ripartenza per noi e per il nostro territorio”.

Si confermano quindi le grandi coppie d’arte e di vita, da Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, che dopo la straordinaria esperienza nel 2019 tornano insieme per tre imperdibili recite di Turandot, oltre a Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak insieme in una rarissima esibizione in entrambi i ruoli di Cavalleria rusticana e Pagliacci. E ancora vanno ricordati l’attesissimo debutto di Jonas Kaufmann e i graditi ritorni delle star Plácido Domingo e Roberto Bolle, veri e propri beniamini del Festival Lirico. È atteso anche il ritorno sul palcoscenico areniano di Katia Ricciarelli nel ruolo di Mamma Lucia della Cavalleria rusticana.

Oltre a questi appuntamenti già in cartellone per il 2020 e riprogrammati nel 2021, Fondazione Arena ha aggiunto, in occasione del 150° anniversario dalla prima rappresentazione all’Opera del Cairo nel 1871, un’inaugurazione straordinaria di Aida, il capolavoro di Verdi e l’opera più amata dal pubblico areniano, che si preannuncia un evento davvero unico grazie alla presenza del Maestro Riccardo Muti, ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Il cast stellare delle due serate (19 e 22 giugno) vede, solo per citarne alcuni, il soprano Sonya Yoncheva per la prima volta nella sua carriera nel ruolo di Aida, Francesco Meli come Radamès, Anita Rachvelishvili nel ruolo di Amneris e Riccardo Zanellato nel ruolo di Ramfis.

Altro omaggio doveroso a Giuseppe Verdi, nel 120° anniversario della morte, è la sua Messa di Requiem diretta da Speranza Scappucci, artista apprezzata a livello internazionale, al suo debutto in Arena. Il podio areniano alternerà le grandi ed esperte bacchette di Marco Armiliato, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa e Jader Bignamini, a fianco degli attesi debutti di Diego Matheuz e Jochen Rieder.

Inoltre vale ricordare che in questo ultimo anno più che mai sono stati importanti la vicinanza e il sostegno di tutti i nostri sponsor cui va il più sincero ringraziamento: Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, Calzedonia Group, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere, RTL102.5 e ancora A4 Holding, Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Vicenzi.

RED




ECCEZIONALE PARATA DI STELLE PER IL FESTIVAL LIRICO 2020 ALL’ARENA DI VERONA

Le più grandi voci della lirica internazionale in Arena in tre intensi mesi di bel canto e allestimenti spettacolari tra tradizione e innovazione, da sempre cifra stilistica del più grande palcoscenico d’opera del mondo.

L’Arena di Verona Opera Festival rappresenta da solo il 20% dei biglietti d’opera in Italia e nel 2019 ha ottenuto un incremento di pubblico di quasi 10 punti percentuali in netta positività rispetto alle cifre del settore. Per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première.

La straordinaria macchina produttiva di Fondazione Arena si è messa in moto ed il cast rispecchia il principio fondante di una stagione che, non avendo abbonati, deve quindi necessariamente considerare ogni singola recita come un evento unico, garantendo al proprio pubblico le migliori voci dalla prima all’ultima serata, senza distinzione alcuna, con direttori di consolidata esperienza e allestimenti di grande impatto visivo, alternando la grande tradizione storica areniana ad innovazioni sapientemente calibrate, prima fra tutte quest’anno, la regia del pluripremiato regista internazionale Gabriele Muccino al suo debutto nel teatro d’opera con Cavalleria rusticana e Pagliacci, quindi il debutto sul podio areniano del trentenne venezuelano Diego Matheuz , già affermato a livello mondiale e fiore all’occhiello del celeberrimo El Sistema, modello didattico di educazione musicale pubblica ideato in Venezuela circa 40 anni fa che ha permesso a tanti bambini di tutti i ceti sociali di crearsi un futuro nella musica.

Oltre a questo esordio, tornano grandi direttori d’orchestra apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival, forti dell’esperienza instaurata con i complessi areniani: Daniel Oren, che più di ogni altro ha creato una straordinaria empatia con l’Arena tanto da confermarsi anche per la stagione 2020 Direttore Musicale del Festival, Francesco Ivan Ciampa, maestro dalla carriera in continua ascesa, e ancora Plácido Domingo, eccezionalmente per una sera sul podio per Aida, Jordi Bernàcer, Marco ArmiliatoEzio Bosso e il veronese Andrea Battistoni.

Ma sono le voci il cuore pulsante del teatro d’opera, voci in grado di convincere per la loro consolidata presenza nei più prestigiosi teatri, voci in grado di creare un dialogo intimo e toccante con ciascuno spettatore. Dunque l’imperdibile recita di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto con la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.

Nel cast del Festival 2020 vanno ricordati: il debutto areniano di Sonya Yoncheva, divina mondiale che in Traviata sarà al fianco di Vittorio Grigolo, star indiscussa e amante del palcoscenico areniano, oltre che grande beniamino del pubblico, a sua volta seguito dall’elegante canto dello spagnolo Celso Albelo e da Saimir Pirgu, artista dalla brillante carriera scoperto poco più che ventenne da Claudio Abbado. Insieme a loro ritornano stelle in costante crescita e conferma di pubblico e critica come Saioa Hernández (Nabucco) e Lisette Oropesa (Traviata).

Quindi un altro esordio di altissimo livello per l’affascinante soprano russo Aida Garifullina, nota al grande pubblico per il ruolo di Lily Pons nel film del 2016 “Florence” a fianco di Maryl Streep e Hugh Grant e per la partecipazione alla cerimonia dei mondiali di calcio 2018. Artista di grande talento, scoperta e lanciata da Gergiev, prende parte per la prima volta al Festival Lirico per interpretare una Violetta di altissimo impatto.

In omaggio all’ultima Traviata di Zeffirelli, regista che ha saputo esaltare gli spazi areniani come pochi altri, si assisterà anche all’importante debutto della star del Metropolitan Angel Blue, vera e propria celebrità richiesta dai grandi canali televisivi americani. Quindi Anna Pirozzi, in alternanza con Maida Hundeling ed Emily Magee – affermato soprano internazionale in una delle rarissime esibizioni italiane – interpreteranno il ruolo del titolo nell’intramontabile Turandot di Zeffirelli, affiancate dai tenori Murat Karahan e Jorge de León.

E ancora l’atteso debutto del soprano americano Angela Meade e il ritorno di María José Siri in Aida – opera simbolo del Festival Lirico – nel grandioso allestimento di Zeffirelli, affiancate dall’imperdibile voce di Marcelo Álvarez in alternanza con Yusif Eyvazov, grande amico dell’Arena che ha seguito sin dall’inizio la sua inarrestabile ascesa.

Quindi i baritoni Amartuvshin EnkhbatSebastian CatanaGeorge Petean e Luca Salsi (autentico trionfatore della serata d’apertura del Teatro alla Scala di questa stagione) nel fortunato allestimento di Nabucco del 2017 di Arnaud Bernard con Anna PirozziSaioa HernándezMaida Hundeling nella parte di Abigaille.

Ed ogni ruolo, per tutta la stagione, nasconde delle perle vocali: Alberto GazaleRafał SiwekAmbrogio Maestri, Roberto Aronica, Chris Merritt, Ekaterina SemenchukOlesya PetrovaSonia GanassiNino MachaidzeDaniela BarcellonaElena ZilioRuth Iniesta, talento valorizzato dal Festival 2018, il richiestissimo soprano Marina Rebeka in coppia per Traviata con l’acclamato Francesco Meli, la grande Barbara Frittoli e tanti altri interpreti in un festival unico al mondo che consente di ascoltare in ciascuna recita artisti internazionali in ruoli diversi e assistere ad allestimenti grandiosi che si alternano ogni giorno. È un’opportunità irripetibile nel suo genere che gli appassionati d’opera e il grande pubblico possono sperimentare solo a Verona e che rende l’anfiteatro veronese un’esperienza davvero esclusiva.

La parata di stelle è impreziosita da cinque serate-evento con attesi debutti e graditi ritorni, a partire dall’imperdibile esordio del tenore Jonas Kaufmann, star al culmine della sua straordinaria carriera operistica che da molti anni il pubblico del Festival attende in Arena.

Ritorna Plácido Domingo, vero mattatore del palcoscenico areniano che nel 2019 ha celebrato in una serata indimenticabile – una vera e propria festa – i 50 anni dal suo esordio in Arena.

La divina Anna Netrebko – dopo lo straordinario successo ottenuto in occasione del debutto nel 2019 –torna in coppia con Yusif Eyvazov, per un gala ricco di sorprese tutte da scoprire.

Divenuto un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di danza, Roberto Bolle propone anche per il 2020 una doppia data per far sognare il pubblico areniano insieme al talento e all’energia dei suoi Friends.

Per finire, al termine del grandioso sold out del 2019 nei Carmina Burana di Orff, Ezio Bosso ha annunciato proprio sul palcoscenico areniano il suo ritorno per l’edizione del Festival 2020 alla guida dei complessi areniani nella monumentale IX Sinfonia di Beethoven.

Anche il mondo dei broadcaster conferma l’attenzione alla programmazione del Festival: UNITEL, impegnata nella stagione 2019 nella ripresa del gala di Plácido Domingo e del Trovatore con la regia di Franco Zeffirelli, effettuerà quest’anno la ripresa di Traviata, ultimo capolavoro del regista fiorentino scomparso pochi giorni prima dell’inaugurazione del Festival 2019.

Un capitolo speciale va poi dedicato ad una delle sorprese più gradite di quest’anno: il ritorno all’opera di una divina indiscussa del bel canto, vero pilastro della storia dell’opera, nonché volto popolare universalmente noto: Katia Ricciarelli. L’artista, impegnata in Cavalleria rusticanacon la regia di Gabriele Muccino, regalerà al ruolo di mamma Lucia uno spessore del tutto particolare.

«Se Verona si conferma al primo posto in Italia per vendita di biglietti di spettacoli è senz’altro merito dell’Arena e del festival lirico, segno che la politica della qualità avviata due anni fa paga – afferma il Sindaco di Verona Federico Sboarina, Presidente di Fondazione Arena – . Ecco perché quest’anno abbiamo deciso di continuare su questa strada, innalzando ancora di più il livello e aggiungendo alcune rarità. Certamente i cast di fama internazionale daranno un ruolo di prim’ordine al nostro cartellone, ma la tradizione andrà di pari passo con l’innovazione. L’Arena ha il merito di lanciare il regista cinematografico Gabriele Muccino nel teatro d’opera, così come il ritorno alle scene di Katia Ricciarelli, fino all’esordio in Arena di una star internazionale come il tenore Jonas Kaufmann. Questa stagione sarà imperdibile e ci permetterà di fidelizzare gli appassionati della lirica ma, allo stesso tempo, di attrarre con le sue novità nuovo pubblico. Ricordo infine che per noi la grande qualità non è solo estiva ma continua anche nella stagione invernale sul palcoscenico del Teatro Filarmonico».

Felice e soddisfatta del cartellone, il Sovrintendente Cecilia Gasdia commenta la lunga lista di grandi voci: «Quest’anno davvero abbiamo concentrato ancor più la preziosità del panorama internazionale, offrendo al pubblico una parata unica di eccellenze, che in pochi giorni consente di ascoltare in un solo luogo e in ruoli diversi stelle di prima grandezza, che altrimenti un appassionato potrebbe godere solo viaggiando tutto l’anno nelle grandi capitali del mondo. Quest’anno l’Arena è ancor più che in passato quella vetrina imperdibile dello stato dell’arte belcantistica che l’ha resa grande nell’ultimo secolo: una unicità culturale che continuerà a difendere e custodire con il massimo impegno in vista delle importanti sfide future che attendono la nostra città e il nostro Paese. Questa continua crescita artistica che ci pone nuovamente al centro del panorama internazionale è motivo di grande orgoglio per tutti noi lavoratori di Fondazione Arena».

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QUARTA RAPPRESENTAZIONE DI AIDA PER L’ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2017

Domenica 9 luglio alle 21.00 va in scena la quarta rappresentazione di Aida di Giuseppe Verdi per la 95a edizione del Festival Lirico all’Arena di Verona.

L’opera torna nel futuristico allestimento del team artistico catalano La Fura dels Baus, con la regia di Carlus Padrissa e Àlex Ollé. Le scene sono di Roland Olbeter, i costumi di Chu Uroz, la coreografia di Valentina Carrasco e le luci sono dell’areniano Paolo Mazzon.

Il titolo verdiano, proposto nell’allestimento che ha inaugurato nel 2013 il Festival del Centenario – e riproposto nel 2014, vede impegnato sul podio per tutte le otto recite Julian Kovatchev, ospite del Festival Lirico dal 2006.

Nel ruolo della protagonista è impegnata Sae-Kyung Rim, a fianco di Radamès interpretato da Yusif Eyvazov. La rivale Amneris ha la voce di Anastasia Boldyreva, mentre come Amonasro ritroviamo Boris Statsenko. Il sacerdote Ramfis è Giorgio Giuseppini, Il Re è Deyan Vatchkov. Un messaggero è interpretato da Antonello Ceron e la Sacerdotessa da Marina Ogii.

Impegnati l’Orchestra, il Coro preparato da Vito Lombardi, il Corpo di ballo coordinato da Gaetano Petrosino e i Tecnici dell’Arena di Verona, oltre a numerosi mimi e comparse.

Repliche: 11, 16, 20, 23 luglio, ore 21.00.

Biglietteria – Via Dietro Anfiteatro 6/B, 37121 Verona ( Prezzi: da € 19,00 a 189,00)

tel. (+39) 045 59.65.17 – fax (+39) 045 801.3287 – email biglietteria@arenadiverona.it

Call center (+39) 045 800.51.51 – www.arena.it – Punti di prevendita Geticket

Anna Tumanova



 




CON L’AIDA DI GIUSEPPE VERDI CONTINUA LO SPETTACOLO DELLA GRANDE OPERA ALL’ARENA DI VERONA

Verona – Opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni e musica di Giuseppe Verdi, “Aida” è l’opera più rappresentata sul palcoscenico veronese; dal 1913 infatti è stata proposta in 59AIDA di Giuseppe Verdi 2016 - Arena di Verona - Foto Ennevi 0252  diverse edizioni per un totale di 650 recite. E ad essa è legata in maniera indissolubile la nascita del Festival Lirico che ha trasformato l’Arena di Verona nel teatro all’aperto più grande e famoso al mondo.

Il capolavoro verdiano è presentato nell’allestimento di Gianfranco de Bosio ideato nel 1982 – e replicato per 18 stagioni – che rievoca l’edizione storica del 1913 di Ettore Fagiuoli, con le coreografie di Susanna Egri.

Per la quinta rappresentazione del melodramma verdiano ritroviamo Julian Kovatchev alla direzione dell’orchestra. Nel ruolo di Aida vedremo Monica Zanettin, mentre la rivale Amneris sarà interpretata da Luciana D’Intino. Radames avrà la voce di Stefano La Colla e Amonasro AIDA di Giuseppe Verdi 2016 - Arena di Verona - FotoEnneviquella di Alberto Mastromarino. Nei panni di Ramfis troveremo Sergey Artamonov, in quelli de Il Re Carlo Cigni. Completano il cast Un messaggero di Francesco Pittari e la Sacerdotessa di Alice Marini.

Nel ruolo della Schiava sarà impegnata la Prima Ballerina Alessia Gelmetti a fianco dei primi ballerini Evgenij Kurtsev e Antonio Russo; la Sacerdotessa sarà interpretata da Amaya Ugarteche.

Orchestra, Corpo di ballo coordinato dalGaetano Petrosino e Tecnici dell’Arena di Verona, insieme al Coro diretto dalVitoAIDA di Giuseppe Verdi 2016 - Arena di Verona - FotoEnnevi_0207 Lombardi e alle numerose comparse che compongono gli eserciti egiziani ed etiopi in guerra.

Giovedì 14 luglio alle ore 21.00 ci sarà la quinta recita di Aida per il 94° Opera Festival dell’Arena di Verona.

Prossime repliche: 17, 24, 28, 31 luglio 2016 (ore 21.00) – 7, 9, 14, 18, 21, 24, 28 – agosto 2016 (ore 20.45).  biglietteria@arenadiverona.it www.arena.it

Punti di prevendita Geticket . Da smartphone e tablet con l’App dell’Arena di Verona per Android e Apple iOS

 

Anna Tumanova






ARENA DI VERONA: DAL 25 GIUGNO L’EDIZIONE STORICA DEL 1913 DELL’AIDA DI GIUSEPPE VERDI

VeronaAida, opera in quattro atti su libretto di Antonio Ghislanzoni e musica di Giuseppe Verdi, è il secondo titolo del 94° Opera Festival all’Arena di Verona, Aida atto II quadro II dl foto Ennevi 419proposto per 16 serate a partire dal 25 giugno fino alla serata conclusiva del 28 agosto 2016.

Il capolavoro verdiano è presentato nell’allestimento di Gianfranco de Bosio ideato nel 1982 – e replicato per 18 stagioni – che rievoca l’edizione storica del 1913 di Ettore Fagiuoli. Le coreografie portano la firma di Susanna Egri. Tre bacchette di grande prestigio si alternano alla direzione d’orchestra: Julian Kovatchev (25, 30/6 – 3, 7, 14, 17, 24/7), il veronese Andrea Battistoni (28, 31/7 – 7, 9, 28/8) per concludere con Daniel Oren (14, 18, 21, 24/8).

Aida costituisce il titolo areniano per eccellenza; dal 1913 è stata proposta in 59 diverse edizioni per un totale di 650 recite. Ad essa infatti è legata in maniera indissolubile la nascita del Festival Lirico che ha trasformato l’Arena di Verona nel teatro all’aperto più grande e famoso al AIDA18-06_0198mondo.

Il 10 agosto 1913, grazie alla sinergia tra il tenore Giovanni Zenatello e l’impresario teatrale Ottone Rovato, viene scelta l’Arena per proporre Aida in occasione delle numerose celebrazioni per il centenario della nascita di Giuseppe Verdi. A Ettore Fagiuoli spetta il compito  di creare l’allestimento areniano e l’architetto veronese studia meticolosamente il lavoro dell’egittologo Auguste Mariette che aveva collaborato con Verdi per scene e costumi in occasione della “prima” di Aida al Cairo nel 1871. Nell’anfiteatro scaligero si fronteggiano così faraoni, guerrieri, schiavi e principesse, in un’ambientazione ricca di obelischi, palme, templi e sfingi.

La regia di Gianfranco de Bosio qui proposta, che riprende la prima edizione del capolavoro verdiano, si pregia di un “superamento” della messa in 2012 Aida atto IV 23 06 dl foto Ennevi 721scena originaria ad opera di Ettore Fagiuoli. Negli anni Novanta infatti, grazie alla stretta collaborazione con Rinaldo Olivieri, de Bosio realizza un dettaglio scenico che compariva solo nei bozzetti di inizio secolo: l’imponente velario che nel quarto atto domina la scena finale e copre suggestivamente la tomba di Aida e Radamès. A completamento della messa in scena, il regista affida alla coreografa Susanna Egri il difficile compito di ricreare le parti coreografiche previste dalla partitura verdiana, di cui non resta alcuna nota storica dal 1913. La Egri, che segue le edizioni di Aida in Arena dal 1982, intraprende dunque uno studio assiduo e ricerche accurate durate un intero anno, per portare in scena un lavoro  minuzioso che sa richiamare il gusto ottocentesco del contesto di composizione dell’opera e, nel contempo, pone l’accento sull’innovazione che il balletto ha vissuto nel 1913 e mette in risalto l’eccezionalità delle dimensioni del palcoscenico areniano.

Aida atto IV 23 06 dl foto Ennevi 701Si comprende quindi come Aida sia divenuta l’opera simbolo dell’Arena di Verona, un vero e proprio colossal: un successo senza tempo che, grazie all’alchimia tra la musica di Giuseppe Verdi, il libretto di Antonio Ghislanzoni e il grande palcoscenico all’aperto più grande al mondo, crea da oltre cento anni una magia senza tempo ricca di esoticità.

Nel ruolo di Aida tornano, a seguito del successo della scorsa Stagione, le voci di Hui He (25, 30/6 – 3, 7, 24/7), Monica Zanettin (14, 17/7), Susanna Branchini (28, 31/7 – 7/8), Amarilli Nizza (9, 14, 18/8) e Maria José Siri (21, 24, 28/8). La rivale Amneris sarà interpretata da Ildikó Komlósi (25, 30/6 – 3/7), Sanja Anastasia (7, 24, 28/7 – 14/8), Luciana D’Intino (14, 17/7), Ekaterina Gubanova (31/7 – 7, 9/8), Andrea Ulbrich (18, 24/8) e Anastasia Boldyreva (21, 28/8). Nel ruolo del valoroso Radames si avvicenderanno Yusif Eyvazov (25, 30/6), Walter Fraccaro (3, 7/7), Stefano La Colla (14, 17/7), Carlo Ventre (24, 28, 31/7), Dario Di Vietri (7, 21, 24, 28/8) e Fabio Sartori (9, 14, 18/8). Amonasro vedrà alternarsi Ambrogio Maestri (25, 30/6 – 3, 7/7), Alberto Mastromarino (14, 17, 24, 28, 31/7 – 7, 9/8) e Sebastian Catana (14, 18, 21, 24, 28/8). Nei panni di Ramfis troveremo Rafal Siwek (25, 30/6 Arena di Verona_Foto Ennevi– 3/7), Sergey Artamonov (7, 14, 17/7 – 7, 9, 14, 18, 21, 24, 28/8) e Gianluca Breda (24, 28, 31/7); in quelli de Il Re invece Carlo Cigni (25, 30/6 – 3, 7, 14, 17/7), Roberto Tagliavini (24, 28, 31/7), Romano Dal Zovo (7, 9, 14/8) e Gianluca Breda (18, 21, 24, 28/8). Un messaggero sarà interpretato da Antonello Ceron (25/6 – 7, 9, 14/8), Francesco Pittari (30/6 – 3, 7, 14, 17, 24/7) e Paolo Antognetti (28, 31/7 – 18, 21, 24, 28/8), mentre la Sacerdotessa da Alice Marini (25, 30/6 – 3, 7, 14/7), Elena Serra (17, 24, 28, 31/7 – 7, 9, 14, 28/8) ed Elena Borin (18, 21, 24/8).

Repliche: 30 giugno 2016 (ore 21.00) – 3, 7, 14, 17, 24, 28, 31 luglio 2016 (ore 21.00) – 7, 9, 14, 18, 21, 24, 28 agosto 2016 (ore 20.45).

Arena di Verona_Aida_Foto EnneviNel ruolo della Schiava si alterneranno le Prime Ballerine Alessia Gelmetti e Amaya Ugarteche, a fianco dei primi ballerini Evgenij Kurtsev e Antonio Russo; la Sacerdotessa sarà interpretata da Amaya Ugarteche (25, 30 giugno, 3, 7, 14, 17, 24 luglio), Teresa Strisciulli (28, 31 luglio – 7, 9 agosto) e Alessia Gelmetti (14, 18, 21, 24, 28 agosto).

Impegnati l’Orchestra, il Corpo di ballo coordinato dal M° Gaetano Petrosino e i Tecnici dell’Arena di Verona, insieme al Coro diretto dal M° Vito Lombardi e alle numerose comparse che compongono gli eserciti egiziani ed etiopi in guerra.

Per informazioni: www.arena.it

 

Barbara Cassani

(foto: Ennevi – Ufficio stampa Fondazione Arena di Verona)