I NUOVI PRODOTTI E LE STRATEGIE DELL’ALIMENTARE ITALIANO A CIBUS 2018

Parma – 1.300 nuovi prodotti alimentari si affacciano sul mercato e saranno presentati a Cibus 2018 alla Fiera di Parma, dal 7 al 10 maggio.

Tra i filoni della produzione alimentare italiana in maggior crescita, i prodotti ispirati a salute e benessere e i piatti già pronti. Nei padiglioni che ospitano tutte le merceologie (dai salumi ai formaggi, dalla pasta all’olio, dai prodotti dolciari alle bevande, dalle conserve ai surgelati ed altro) i 3.100 stand delle aziende italiane proporranno 1300 nuovi prodotti, la cui lista completa, con foto e descrizione del prodotto può essere consultata sul sito di Cibus. Nell’area di Cibus Innovation Corner, inoltre, verranno esposti 100 prodotti tra i più innovativi in esposizione in fiera.
L’approccio strategico dell’industria è sempre più quello di soddisfare la domanda dei consumatori puntando sulla reinterpretazione della tradizione gastronomica italiana.

Il settore alimentare italiano, nonostante la crisi economica, continua a crescere. Il fatturato dell’industria alimentare ha raggiunto i 137 miliardi di euro mostrando una crescita del 3,8%; l’export però cresce di oltre il 6% e ormai vale complessivamente oltre 41 miliardi di cui oltre
32 di prodotti finiti (dati 2017, Federalimentare e Osservatorio CibusExport). Con i consumi
alimentari ancora deboli in Italia, l’export quindi diventa sempre più strategico. Le esportazioni crescono in tutte le geografie, ma si registra finalmente un recupero di Russia, Spagna e Sud America mentre si mantiene estremamente sostenuta la crescita in Nord America e in Asia.

Le merceologie che performano meglio anche nel 2017 sono formaggi, salumi, dolciario e spumanti ma mostrano tassi di sviluppo molto interessanti le farine speciali, i preparati gastronomici e dietetici, distillati e acque minerali.

Nell’Anno del Cibo Italiano la filiera dell’agroalimentare celebrerà i risultati raggiunti e presenterà
nuovi prodotti alla 19° edizione di Cibus. Saranno 3.100 gli espositori presenti (+100 espositori
rispetto all’edizione 2016); più di 135.000 mq espositivi (con un incremento di +5.000 mq rispetto
all’edizione 2016 grazie alla realizzazione di un nuovo padiglione temporaneo); sono attesi 80.000
visitatori professionali, di cui il 20% dall’estero, e, tra questi, 2.500 top buyers; arriveranno circa 1300 giornalisti, i maggiori quotidiani e tv nazionali oltre alle testate specializzate.

Cresce il numero degli chef che cucineranno i nuovi prodotti per il tasting dei visitatori, sia nei singoli stand che nelle Food Court dedicate ai prodotti tipici regionali. E l’ampia gamma dei prodotti a denominazione d’origine saranno esposti dai Consorzi di tutela nell’area di AICIG, Associazione Italiana Consorzi Indicazioni Geografiche.

Le tendenze dell’alimentare emergeranno dal momento espositivo e da quello convegnistico: la continua crescita dei prodotti salutistici, ma anche dei ready meals; la richiesta dei consumatori focalizzata sia sui prodotti premium sia su quelli low cost.
Tra le tante tavole rotonde, convegni, seminari, workshop e talks, Cibus sarà l’occasione per fare il punto sulle tematiche più rilevanti: biotecnologie e ricerca scientifica nell’alimentare; innovazione e sostenibilità; prevenzione degli sprechi alimentari; le fake news nell’alimentare; la promozione all’estero dei prodotti italiani e la piaga dell’italian sounding; punto vendita fisico e vendite on line, come sarà il negozio del futuro; le frontiere del marketing nei punti vendita; i novel foods (insetti e carne coltivata); dove va il packaging; gli chef come influencer; ed altro ancora.
Il fuori salone in città, CIBUS OFF, si terrà dal 5 al 13 Maggio in piazza Garibaldi a Parma e si integra nell’organizzazione delle attività di promozione di “Parma City of Gastronomy”.

L’importanza dell’evento è stata sottolineata anche da Gian Domenico Auricchio, Presidente di Fiere di Parma: “Cibus sarà quindi l’espressione apicale dell’Anno del Cibo Italiano, in ambito business. Un parterre espositivo unico nel panorama internazionale che esprime al meglio l’eccellenza della produzione agroalimentare italiana e che è, da sempre, la piattaforma privilegiata per l’export dei prodotti nazionali verso tutti i mercati obiettivo”.

RED

 




V FORUM EURASIATICO 2016: A VERONA IL 20 E 21 OTTOBRE

Saranno  oltre 60 i relatori del V Forum Eurasiatico, il vertice  economico che si terrà a Verona il 20 e 21 ottobre (Palazzo della Gran Guardia).antonio_fallico

Tra i temi affrontati nelle 8 sessioni di lavoro del focus sui rapporti economico-commerciali tra l’Italia, l’Europa e i Paesi dell’Unione Economica Eurasiatica (UEEA: Russia, Bielorussia, Kazakistan, Armenia, Kirghizistan, quelli relativi ai processi geopolitici  in movimento nella grande Eurasia; all’economia e alla finanza nel contesto della crisi globale; al mercato dell’energia in prospettiva 2020, fino ai nuovi modelli di cooperazione economica, alle infrastrutture e all’agroindustria. All’evento, organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Intesa forum-eurasiatico-tosi-boschi-fallicoSanpaolo, Gazprombank, Region Group e Visa Handing Services, sono attese circa 600 aziende provenienti, oltre che dall’Italia, anche dai Paesi UEEA, Cina, India, Corea del Sud e Aerbaijan.
Se la crisi geopolitica sta registrando uno dei momenti più difficili dai tempi della Guerra Fredda, nei rapporti commerciali tra l’UEEA e l’Italia si allenta sensibilmente la morsa della crisi. Secondo le elaborazioni su base Istat della Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, realizzate in collaborazione con l’Associazione Conoscere Eurasia, il bilancio dell’export made  in Italy verso i Paesi dell’Unione nel primo semestre del 2016 ha infatti contenuto la caduta a poco meno dell’1%, (-30% l’import, a/a), con un bilancio non omogeneo a livello geografico. In notevole crescita il Mezzogiorno, che vede aumentare le proprie esportazioni del 130,5% grazie al balzo delle forniture di metallurgia in Kazakistan. Chiudono a +0,2% le forniture del Centro Italia, palazzo-della-gran-guardia-a-verona-dove-si-svolge-il-forum-eurasiaticocomplice il settore della meccanica dell’area fiorentina, che ha compensato gli arretramenti dell’industria del mobile. Ma per lo studio di Intesa Sanpaolo, in parte anticipato oggi, le perdite maggiori del primo semestre arrivano dalle aree epicentro del commercio verso l’Unione Eurasiatica. Il Nord-Est – dove la crescita di cantieristica, prodotti di metallo, agricoltura, gomma e plastica non è bastata a controbilanciare la perdita in particolare della meccanica – il dato chiude a -4,1%; mentre il Nord-Ovest ha registrato il dato più negativo (-10,7%), complice anche in questo caso la caduta della meccanica oltre a cantieristica, aerospazio  ed elettrotecnica. Complessivamente si intravede comunque un segnale diverso rispetto a quello che ha distinti il crollo dell’ultimo biennio (-45% circa gli scambi UEEA-UE) e che nel 2015 ha fermato l’export italiano a 8,4mld di euro (-22,7%), con gli scambi a 25mld di euro (-18%). Per Antonio Fallico, presidente di Conoscere Eurasia e di evgeny-utkin-romano-prodiBanca Intesa Russia: “I segnali che arrivano dal mercato sono incoraggianti malgrado le tensioni geopolitiche. Le aziende italiane ed europee non solo comprendono la strategicità dell’Unione Economica Eurasiatica, ma avvertono anche la necessità di un nuovo approccio nel business, che non è soltanto ‘export’ ma deve investire in forme innovative di cooperazione”.
Sul fronte degli interventi italiani, il Forum Eurasiatico vedrà la partecipazione, tra gli altri, di: Romano Prodi, presidente Fondazione per la Collaborazione tra i popoli; Massimo Mucchetti, presidente della 10^ Commissione del Senato; Gaetano Miccichè, presidente Banca IMI; Mauro Moretti, Ad del Gruppo Leonardo-Finmeccanica; Marco Tronchetti Provera, presidente e Ceo Pirelli & C. SpA; Marco Alverà, Ad Snam ; Gregorio De Felice, Chief economist Intesa Sanpaolo; Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa Russia e di Conoscererazov-sechin-e-fallico Eurasia; Luigi Scordamaglia, Ceo Inalca e presidente Federalimentare; Mauro Moscardi, Cfo Gruppo De Cecco, oltre ai presidenti delle Regioni Puglia e Liguria, Michele Emiliano e Giovanni Toti e al sindaco di Catania e presidente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea, Enzo Bianco.
Molti i relatori dell’area eurasiatica: Igor Sechin, presidente e Ceo Rosneft; Leonid Mikhelson, presidente Novatek; Andrey Akimov, presidente del Management Board Gazprombank; Alexander Shokhin, presidente Unione industriali e imprenditori della Russia; Grigory Rapota, Segretario di Stato Russia-Bielorussia; Tatiana Valovaya, ministro dell’Integrazione e della Macroeconomica romano-prodi-al-forum-eurasiaticodella Commissione economica eurasiatica; Alekey Meshov, vice ministro degli Esteri della Federazione Russa; Ilya Shestakov, vice ministro dell’Agricoltura della Federazione Russa; Evgeny Shestakov, vice ministro degli Affari Esteri della Repubblica di Berlarus; Sergey Roumas, presidente del Cda Banca dello Sviluppo della Repubblica di Belarus; Sergey Razov, Ambasciatore della Federazione Russa in Italia;   Sergey Cheremin, ministro del Governo di Mosca e Alexander Stuglev, Ad Fondazione Roscongress.

Barbara Cassani

 




A PRANZO CON PUTIN PARLANDO DI IGP E SANZIONI

Milano – In una intervista rilasciata a Evgeny Utkin in occasione del 4°Food & Made in Italy del Sole 24 Ore, Luigi Scordamaglia, presidente di Federalimentare Italia, parla del Forum Economico di San Pietroburgo (SPIEF 2016), del pranzo con Vladimir Putin e su come superare le sanzioni per i prodotti IGP. 

– Presidente Scordamaglia, come valuta la partecipazione italiana al recente Forum Economico di san Pietroburgo?Vladimir Putin

  • E’ stato un appuntamento sicuramente importante, importante per l’economia mondiale, importante per le relazioni tra Italia e Russia visto che per la prima volta c’era un paese ospite ed era l’Italia, importante anche per l’agroalimentare dei due Paesi che ha avuto un ampio spazio sia nei dibattiti pubblici, sia nei colloqui tra il presidente Putin e il presidente Renzi. L’Agroalimentare è stato descritto anche come un ponte di ripresa del colloquio, di dialogo e di superamento delle attuali tensioni e sanzioni. L’Italia ha tutto quello che alla Russia serve e la Russia ha tutto quello che all’Italia serve. La Russia ha territorio agricolo, fertile, pronto ad essere valorizzato, l’Italia ha strumenti di valorizzazione, tecnologie, know how, aziende in grado di valorizzare sul posto e di investire sul posto…

– Quindi lei sta parlando praticamente di made in Italy e made with Italy?Luigi Scordamaglia - Presidente Federalimentare Italia

  • Questo era il tema del dibattito tra Russia e Italia, ma non direi solo di questo, direi che made in Italy è made with Italy perchè se ci sono determinati prodotti agricoli che necessariamente bisognerà fare in Russia, senza produrre ad esempio carni bovine per poi mandarle in Russia, d’altro canto ci sono prodotti ad alto valore aggiunto che per la loro natura e legame al territorio, si devono fare sul territorio e poi esportare in Russia. In questo senso c’è stata anche una apertura del governo russo che ha detto che avrebbe valuato con particolare attenzione la tutela ed un rafforzamento della collaborazione su questo aspetto.

– Di quali prodotti parla?tutto food Milano 2016

  • DOP e IGP, di tutti, vuol dire “Parmigiano Reggiano“,  “Prosciutto di Parma“… che oggi in Russia sono oggetto di contraffazioni e imitazioni perchè non potendoli importare li producono in loco e vogliamo che il governo russo si impegni a difendere l’originalità dei prodotti e a riaprire le esportazioni dall’Italia.

– Ho capito, ma non ha avuto occasione di assagiare ad esempio “Mozzarella” russa o qualche altro prodotto…Spaghetti italiani

  • Certo che si… 

– E com’è?

  •  Tutt’altra cosa, è un buon prodotto che però non ha niente a che fare con la mozzarella…

– E invece al pranzo con Putin?

  • Turri prodotti di cucina locale ad altissimo livello, ma eravamo tutti molto presi dalla personalità dei presenti per apprezzare il cibo.Vladimir Putin e Matteo Renzi al Forum di San Pietroburgo 2016 - SPIEF 2016

– Quindi non cibo italiano ma prevalentemente russo, locale…?

  • Si, era un cibo prevalentemente internazionale  e d’altronde il vero cibo italiano mancava perchè non poteva arrivare neanche in quella occasione.

– Come state andando in Russia, avete piani di espandervi?(Davide Monteleone/VII pour Le Monde)

  • Si, certo, sicuramente si… oggi abbiamo già quasi 900 dipendenti, siamo presenti con la più grande industria della lavorazione delle carni a Mosca, abbiamo un macello ad Orenburg, stiamo creando nuovi allevamenti oltre che nella stessa regione di Orenburg ma anche del Tatarstan. Siamo in costante sviluppo perchè crediamo che questo sia il momento giusto per rilanciare gli investimenti del Paese.

– Quindi le sanzioni vi hanno ostacolato o vi hanno in un certo senso aiutato, stimolato per farvi rivedere nuove opportunità o modelli di business…?agroalimentare italiano di qualità

  • Credo nè ostacolato, nè aiutato. Noi abbiamo fatto sempre due cose, produrre localmente ed importare le eccellenze dall’Italia ed è quello che continuiamo a voler fare. Chiaramente oggi ci mancano dei prodotti, che speriamo tornino presto nella nostra distribuzione.

Evgeny Utkin