Liguria: contro la crisi anche la città di Alassio guarda ad Est

Alassio (SV) – Giornata di formazione con influencer, blogger, travel designer, content manager ed esperti dell’agenzia EsplorEst del mercato russo per gli operatori di Alassio. Le prove generali alla Camera di Commercio Italo-Russa di Milano.

Come segnalato da tutti i relatori del workshop, dal segretario generale della CCIR, Leonora Barbiani alla responsabile marketing dell’agenzia EsplorEst, Caterina Horbatkova, il mercato russo si è rimesso in “moto” verso l’Italia con percentuali a due cifre.

La presenza in Camera di Commercio Italo–Russa di responsabili marketing di Outlet, di compagnie croceristiche, di strutture ricettive ed aziende di servizi dà il segno dell’attenzione verso quel mercato da parte di tutti i settori economici.

Queste premesse, sommate ai dati negativi in termini di presenze registrati nella “Città del Muretto” nei mesi di giugno e luglio hanno dato il via, Amministrazione comunale in testa, ad una fase di analisi di nuovi e vecchi bacini d’utenza per invertire la rotta.

Prima che la crisi da congiunturale si trasformi in strutturale, gli operatori guardano verso quei mercati indicati tra i più favorevoli per i tipo di offerta della “Baia del Sole” tra cui la Federazione Russa, come certificato dai dati ENIT, per l’estate 2018.

In quest’ottica si inserisce la missione a Milano del responsabile del Centro Studi dell’Alberghiero, Franco Laureri e di Egidio Mantellassi, delegato del Tavolo del Turismo di Alassio per il mercato russo; una giornata di formazione e di pubbliche relazioni finalizzate a costruire partnership, dalla Camera di Commercio Italo-Russa al network Russia News, dagli influencer agli specialisti dell’agenzia EsplorEst,  per posizionare strategicamente l’offerta turistica alassina  sul mercato turistico della Federazione Russa.

Come sottolineato da Darya Kamalova, digital influencer, e da Mila Ulchenko, travel designer e blogger, l’Italia e le sue località minori possono giocare un ruolo da protagoniste attraverso strategie integrate di advertising e search engine marketing in un mercato molto interessato al brand Italia.

Comunicare, educare, emozionare e divertire attraverso contenuti unici e di qualità per generare coinvolgimento e trasformare l’audience potenziale dei motori di ricerca russi (Yandex) e dei social network (Vkontakte) in cliente sono la ricetta per la strategia vincente e la mission della “Città del Muretto”.

RED




FARE TURISMO CON LA RUSSIA: ISTRUZIONI PER L’USO

Milano – La Russia come meta per lo sviluppo del business, nel settore turistico. Lo svolgimento dell’ultima edizione dei Campionati Mondiali di Calcio e, ancor più recentemente di una tappa del Mondiale di Formula 1, ha posto alla ribalta planetaria il gigante eurasiatico. Al di là dell’indubbio successo dal punto di vista organizzativo, ha impressionato anche la capacità del sistema ricettivo ed infrastrutturale russo, nel far fronte all’arrivo di tantissimi tifosi ed appassionati provenienti da tutti gli angoli del pianeta. Si tratta di un aspetto di fondamentale importanza, perché è proprio la cura dei dettagli a fare la differenza, anche nel processo di acquisizione e fidelizzazione dei turisti russi.

Infatti, oltre ad essere stata una delle destinazioni più gettonate di questo 2018, da questo paese ogni anno si spostano milioni di persone, desiderose di conoscere ed approfondire la propria cultura. Se n’è parlato nel corso di un interessante seminario tenutosi stamani alla sede milanese della Camera di Commercio italo-russa (CCIR) ed organizzato con la collaborazione di EsplorEst, in cui erano presenti operatori del settore interessati ad allargare il proprio business.

Dalle varie testimonianze di addetti ai lavori e dalle relazioni del segretario generale della CCIR, Leonora Barbiani e di Caterina Horbatkova, direttore Marketing di Esplorest, è emerso un quadro sorprendente, ma non troppo, in cui si evince che i russi prediligono quali destinazioni turistiche Turchia, Cina e Finlandia (per ragioni di vicinanza geografica) mentre il nostro paese non è molto gettonato nei circuiti dei tour operator, e non solo a causa delle famigerate sanzioni. Pur restando una naturale attrazione, grazie alla presenza dell’enorme patrimonio culturale ed artistico, che da sempre è uno dei marchi di fabbrica dell’Italia.

A determinare le scelte di viaggio, i prezzi, la predisposizione a destinazioni in cui si combinino aspetti come il relax o l’opportunità di visitare città d’arte e – last but not least – l’aspetto linguistico che non va assolutamente sottovalutato, quale altro fondamentale fattore critico di successo. Un sito con una perfetta traduzione in lingua russa fa la differenza rispetto ad uno in cui, ci si preferisce avvalere del traduttore istantaneo di Google. I prodotti turistici di successo del nostro paese inoltre annoverano mare, montagna, laghi, terme e wellness, borghi, crociere ed anche gli itinerari enogastronomici.

L’identikit del turista russo tipo, è quello di una persona fra i 35 ed i 55 anni, che non conosce appieno la lingua inglese e che, per le prime scelte di viaggio, ricorre sempre più spesso all’utilizzo di internet (87 milioni di navigatori e 35 milioni di utilizzatori di smartphone), ed in particolare ai social. Un fattore che non va assolutamente sottovalutato è costituito dal fatto che la Russia, annovera 95 regioni con differenze culturali che si traducono in diversi stili di vita, distribuiti fra 11 fusi orari. Questo significa che nell’ideazione di un prodotto turistico, è indispensabile conoscere in maniera approfondita le abitudini del target di riferimento. Anche se è facile intuire che, lo standard qualitativo richiesto è particolarmente alto: a sostegno di ciò, basti pensare che il 47% dei turisti russi predilige alberghi di categoria a 3 e 4 stelle se individuali, mentre il 58% dell’utenza business, punta su quelli a 5 stelle con trattamento di lusso.

Dopo aver fatto un’analisi di mercato accurata ed approfondita, è necessaria l’ottimizzazione dei siti, utilizzare un’adeguata strategia comunicativa sui social network ed, in ultima analisi per i tour operator, nel post-vendita adeguata attività off-line e di stampa per fidelizzare i clienti. Il motore di ricerca più utilizzato in Russia è Yandex Business (48,3%) particolarmente gettonato dalle fasce d’età medio-alte per il costo per click più basso ed il rating che tiene conto del livello di conoscenza della lingua russa del sito, mentre i più giovani prediligono Google (45,1%).

In particolare, il primo prevede anche l’utilizzo di un apposito software (Yandex Metrica e Yandex Commander) che è simile a Google Analytics, per l’impostazione degli obiettivi da raggiungere nelle campagne pubblicitarie, delle keywords e del budget da utilizzare. La scelta su Yandex trova la sua logica spiegazione nel fatto che i turisti russi esigono la descrizione dettagliata di come trascorreranno il tempo libero al di fuori della struttura, lo storytelling del territorio, le informazioni sul visto, l’organizzazione del viaggio ed una serie di convenzioni e pacchetti speciali a loro riservati.

Ovvero, una serie di contenuti particolarmente apprezzati perché amano essere guidati in tutte le fasi della loro esperienza di viaggio da chi può dare loro utili e preziosi consigli sul modo con cui spostarsi con autobus e treni, sul dove soggiornare e quali angoli nascosti del nostro paese scoprire.

Per quanto riguarda i social, la gestione del contest su Instagram (che in Russia è utilizzato in modo ben diverso che nel nostro paese) può essere determinante il modo con cui ci si presenta ai blogger ed agli influencer che, nell’ambito dell’ottimizzazione SEO, hanno il delicato compito veicolare il messaggio e l’immagine della struttura turistica, sul target di riferimento.

La scelta delle foto, nel caso in cui ci si rivolga ad un blogger (naturalmente russo), deve avere uno stile comune ed un tema ben preciso, allo scopo di trasmettere ai follower la voglia di approfondirne i contenuti e dunque di creare una proficua interazione, specificando bene prezzi e caratteristiche che si intendono promuovere.

Meno gettonati VKontakte (che si rivolge ad un pubblico essenzialmente giovane, composto in maggioranza da donne) e Facebook, anche se per gli alberghi appare indicato l’utilizzo del Wiki-Menù che è simile alle pagine sponsorizzate di FB, in cui è possibile inserire recensioni, consultare cataloghi, leggere una descrizione ecc.

Per le newsletter, generalmente è consigliato Telegram con l’utilizzo di un coupon in euro e l’invio di gadget nelle occasioni particolari (compleanno, capodanno, Natale, ecc.) che possono tradursi nell’acquisizione di un cliente a vita. Va comunque tenuto presente che il processo decisionale dei turisti russi, può essere lungo e abbastanza articolato. Appare perciò fondamentale, creare siti e video ben fatti e ricchi di contenuti, che possano suscitare un certo appeal fra i seguaci del blogger.

In particolare, nella scelta del content bisogna tenere presente che ai russi (soprattutto alle donne giovani) piace leggere molto e quindi, oltre alla foto, è necessario trasmettere anche molte informazioni che si possono rivelare molto preziose. Senza però scadere nel banale e nel noioso, utilizzando testi che sappiano catturare l’attenzione del potenziale cliente.

Insomma, per avere successo con i turisti russi le strutture ricettive del nostro paese sono chiamate a cambiare il modo con cui vendono e concepiscono il proprio prodotto. Innanzitutto raccontandosi, e poi trasmettendo “valore” attraverso la cura dei dettagli, una costante interazione e la creazione di un rapporto basato sulla fiducia e la capacità di far vivere loro un sogno ed un emozione.

F.M.

 




IL “RUSSIAN NEW YEAR” AL FIDENZA VILLAGE: SHOPPING, STORIA E CULTURA

Fidenza (Parma) – Una  giornata all’insegna della cultura, della storia e dello shopping. La presentazione del “Russian New Year”, (evento organizzato dal Fidenza Village con la collaborazione della Camera di Commercio Italo-Russa di Milano e di Esplorest), ha racchiuso momenti di svago e di approfondimento, in modo gradevole e per nulla banale. Poco più di un’ora di transfer da Milano, ed eccoci velocemente fare tappa nella casa che ha dato i natali al grande compositore Giuseppe Verdi.

La sensazione di viaggiare nel tempo, è quella che abbiamo provato nel momento in cui abbiamo mosso i primi passi nel luogo in cui Verdi ha dato espressione musicale al proprio immenso ed indiscutibile talento. Il caso ha voluto che ci trovassimo a Roncole (frazione di Busseto) dove ha vissuto buona parte della sua vita, proprio nel giorno in cui ricorre il 117mo anniversario della sua scomparsa. La leggenda narra che al momento della sua nascita (10 ottobre 1813) fossero presenti anche dei musicisti, quasi come se si fosse trattato di un segno del destino.

Dall’infanzia trascorsa insieme ai genitori nella casa che fungeva anche da osteria che accoglieva i tanti viandanti di passaggio in quei luoghi, sino agli anni dell’impegno politico e della produzione artistica che gli valsero l’incredibile notorietà e l’apprezzamento popolare che lo hanno fatto entrare nel mito.

Passando per le amicizie importanti con Alessandro Manzoni e il riconoscimento artistico tributatogli dai cittadini, la visita è arricchita dagli aneddoti che hanno scandito la vita del musicista. Gli anni – quelli al cavallo fra il 1851 ed il 1853 – che egli stesso definì “della prigione” in cui diede poi vita al cosiddetto “trittico popolare” rappresentato dal Rigoletto, dalla Traviata e dal Trovatore, sancirono in maniera definitiva il successo di quella che è universalmente riconosciuta come una delle eccellenze artistiche del nostro paese. L’escursione culturale è poi proseguita nella chiesa adiacente l’abitazione, in cui il giovane Giuseppe dava sfoggio del proprio talento suonando l’organo durante la messa domenicale. Circostanza, questa, che attirò l’attenzione del mecenate nonché direttore della locale società filarmonica Antonio Barezzi, con cui ebbe inizio un sodalizio umano e professionale che influenzo’ non poco la vita del compositore.

Terminata la visita ai luoghi natii di Verdi, ecco che a pochi chilometri di distanza ci trasferiamo al Fidenza VillageAd accoglierci, troviamo Sandro Morri e Caterina Horbatkova titolari della società di consulenza EsplorEst.

Successivamente hanno poi preso la parola i rappresentanti della Value Retail Management (Fidenza Village). “La nostra realtà – ci racconta Stefano Rizza, Business Development Manager – Tourism del Fidenza Village – è nata nel 2003, con sole 50 boutique ed oggi, con l’ultima espansione del novembre 2016, siamo arrivati a 125 punti vendita. Cui si vanno aggiunti 5 ristoranti  e 2 aree hospitality. Parliamo di griffe soprattutto italiane, ed il nostro obiettivo è quello non solo di accontentare la clientela domestica ma anche quella russa, cinese, del sud-est asiatico ed infine del Medio-Oriente. Il nostro non è un semplice outlet perché puntiamo molto sulla qualità, dal momento che trattiamo i capi di abbigliamento presentati nelle loro rispettive ultime collezioni, e che dunque cronologicamente sono i più recenti. A differenza di altre strutture come quelle di Serravalle o di Vicolungo, che non considero quali competitors bensì “cugine”, inoltre siamo particolarmente attenti anche ad altri aspetti come quelli dell’hospitality poiché sono presenti anche ristoranti, in cui sono preparate le specialità gastronomiche tipiche del nostro territorio. All’apertura di una “Lounge” nel 2013 che può accogliere sino a 90 persone, ha fatto seguito quella di “The Concierge”, inaugurata nel 2016. Ovvero una serie di servizi gratuiti, dedicati esclusivamente ai nostri clienti con un team hospitality addetto che li segue in modo maniacale, e che non riguardano solo la possibilità di ristorarsi. Ma anche di poter fare liberamente shopping all’interno delle nostre boutique con l’Hands Free Shopping e trovarseli recapitati nella Lounge o nella Concierge. Non da ultimo, i nostri punti ristoro con cui intendiamo valorizzare e promuovere il nostro territorio, dal momento che ci troviamo nella “Food Valley” e dunque intendiamo valorizzarne le peculiarità pensando anche a realtà limitrofe, come le Terme di Salsomaggiore o Parma. Quando andiamo all’estero, tendiamo a promuoverci quale shopping tourism destination, dal momento che abbiamo stretto una sinergia con la “Casa Natale di Giuseppe Verdi”, realtà logisticamente vicina a Fidenza, che permette ai nostri ospiti di scoprire una delle eccellenze del parmense, ed il “Labirinto della Masone” di Franco Maria Ricci. Questo perché ripeto siamo consapevoli delle immense potenzialità culturali, gastronomiche e produttive offerte dal nostro territorio”.

Ma non solo. A testimonianza della grande attenzione verso la clientela internazionale, vanno segnalate le campagne marketing e le tante iniziative dedicate soprattutto ai turisti russi e cinesi.

“Al Fidenza Village, inoltre, i turisti russi hanno la possibilità di fare shopping senza spendere troppo ed in più abbiamo organizzato una serie di eventi come il “Russian New Year” ancora in corso e che è dedicato al capodanno russo che per il 2018 sarà aperto sino ai primi giorni di febbraio, compreso il week-end. Sulla stessa falsa riga, organizzeremo anche il “Chinese New Year” e, nei mesi estivi, prorogheremo l’orario di apertura fino alle 23 il giovedì sera. Il tutto andrà ad unirsi a quelle iniziative – ha poi concluso il rappresentante della Value Retail Management del Fidenza Village – che si legheranno al food, all’arte ed allo shopping”.

Uno spazio espositivo che ospita tante case di moda fra cui Valentino, Armani e dallo scorso dicembre anche Prada, solo per citare i più prestigiosi fra i nomi dell’high style italiano. Occorrerebbe probabilmente un’intera giornata per poter visitare l’intera area espositiva, ma il tempo a nostra disposizione non ce lo permette. Le nubi del mattino che ci hanno accompagnato lungo il tragitto da Milano, intanto hanno lasciato spazio al sole e ad un bel tramonto, a voler scolpire ancor più nella memoria le ore piacevoli che abbiamo vissuto.

Quel che è certo è che il Fidenza Village ci dimostra che arte, food e shopping possono anch’essi fare sistema e divenire vera e propria filiera produttiva, quali veri e propri volano per lo sviluppo di un territorio.

Francesco Montanino




I PRIMI EVENTI 2018 DELLA CAMERA DI COMMERCIO ITALO-RUSSA

Milano – E’ da poco iniziato il 2018, ma già si infittisce il calendario degli appuntamenti della Camera di Commercio Italo-Russa che sta predisponendo una serie di iniziative molto interessanti per ampliare i contatti fra le realtà produttive del nostro paese ed il mondo russo.

Oltre al master in Wine Export Management che prenderà il via il prossimo 2 febbraio, sono particolarmente rilevanti i due eventi in programma il 25 gennaio, ovvero l’International Trademark Registration – Evolution of Legal Framework, including Replacement ed il workshop La UE cambia la privacy – GDPR e tutela dei dati personali: competitività e valorizzazione dei processi aziendali”.

Il primo seminario (inizio ore 10), durerà tutta la mattinata, ed avrà quale tema quello della registrazione dei marchi internazionali, alla luce delle recenti novità introdotte dal Sistema di Madrid (ed in particolare la procedura di sostituzione) che contempla la possibilità di registrare sino a 99 marchi in un Paese, presentando una sola domanda.

L’evento – realizzato nell’ambito del progetto “Chamber Mentoring for International Growth” con il contributo del Fondo intercamerale di intervento di Unioncamere – sarà incentrato sulla maggiore consapevolezza per le imprese italiane dei vantaggi derivanti dagli strumenti a tutela della proprietà industriale, sia in ambito nazionale e nell’Unione Europea che a livello internazionale.

Nel pomeriggio, dalle 16.30 alle 19.30 si terrà – in collaborazione con lo Studio legale  tributario Lexalia – un incontro molto importante per tutti gli operatori economici in tema di tutela della privacy, alla luce della recente introduzione del Regolamento Comunitario n. 679/2016 che impone alle imprese entro il prossimo mese di maggio di adeguarsi a questa novità legislativa, dal momento che anche la privacy diventerà un importante asset. Particolare spazio saranno date alle nuove figure professionali del Data Protection Officer e del Data Breach, oltre alla sicurezza informatica dei dati ed in particolare la gestione che riguardano i clienti ed i lavoratori che può comportare l’irrorazione di gravi sanzioni, nel caso in cui fosse accertato il loro scorretto utilizzo.

Nello stesso giorno, segnaliamo l’inaugurazione di una mostra organizzata dalla Fondazione Archivio Antonio Ligabue riguardante il grande pittore emiliano che si terrà fino al 13 marzo al Museo di Storia Contemporanea Russa di Mosca e fra aprile e maggio (date ancora da stabilirsi) al Museo del Teatro e della Musica di San Pietroburgo. L’iniziativa gode del patrocinio della Camera di Commercio Italo-Russa e sarà una prestigiosa vetrina per le imprese che intenderanno potenziare il proprio prestigio e la propria visibilità in Russia.

Sabato 27 gennaio al Fidenza Village (Parma), cultura e svago si intrecciano nel Russian New Year, in una giornata in cui sarà possibile visitare la casa che ha dato i natali al grande compositore Giuseppe Verdi e di fare shopping nel famoso outlet. L’evento sarà corredato dagli interventi di un rappresentante della CCIR e del nuovo partner EsplorEst.

Martedì 6 febbraio, presso la sede del capoluogo lombardo, altra giornata dedicata (dalle 9.15 alle 13) alle esportazioni nell’area economica eurasiatica, in particolare con un focus sul non sempre facile argomento delle certificazioni prodotto. L’incontro vedrà la partecipazione di esponenti della società GOST Standard che enunceranno le procedure e gli aspetti squisitamente tecnici, attraverso cui essere certi di adempiere alle rigide procedure presenti e di evitare di incappare in spiacevoli frodi.

Infine, la CCIR comunica che per le imprese del comparto agroalimentare presenti nella Regione Lazio sarà possibile aderire entro il prossimo 28 febbraio al progetto Food: dal Lazio alla Russia. Si tratta di un’iniziativa, cofinanziata per il 50% dalla Regione Lazio, il cui scopo è quello di promuovere il sistema produttivo laziale ed in particolare la filiera agroalimentare in Russia, attraverso l’incremento dei rapporti commerciali fra le imprese del settore e gli operatori economici russi.

Per ulteriori informazioni:  www.ccir.it

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