Coppa del Mondo: la Russia di Sergio Busato conquista la medaglia di bronzo

Osaka – Vent’anni dopo l’argento conquistato nel 1999, la Russia torna sul podio della Coppa del Mondo. Al termine di una competizione durissima (11 partite in 16 giorni), le ragazze guidate in panchina da Sergio Busato hanno conquistato una preziosa medaglia di bronzo, che riporta il sorriso dopo un campionato europeo concluso in anticipo rispetto alle attese, con la sconfitta ai quarti di finale contro l’Italia che aveva estromesso la nazionale russa dalla corsa al podio. Neanche il tempo di metabolizzare l’eliminazione che sono arrivate le dimissioni del tecnico Vadim Pankov, annunciate per motivi di salute, a pochi giorni dall’inizio della Coppa del Mondo. La Federazione ha quindi deciso di affidare la guida temporanea della nazionale al suo vice, Sergio Busato, che ha portato con sè in Giappone le palleggiatrici Evgeniya Startseva e Tatiana Romanova, gli opposti Nataliya Goncharova e Maria Khaletskaya, le centrali Irina Zaryazhko Koroleva, Ekaterina Efimova, Angelina Lazarenko e Yulia Brovkina, le schiacciatrici ricevitrici Irina Voronkova, Kseniya Ilchenko Parubets, Margarita Kurilo ed Anna Lazareva, i liberi Alla Galkina ed Daria Chikrizova

La Russia ha giocato la prima parte della competizione a Yokohama, dove ha battuto 3 a 0 il Camerun all’esordio (14 settembre; 25-14, 25-20, 25-14), ha vinto al tie break (3 a 2) contro le padrone di casa del Giappone (15 settembre; 25-11, 23-25, 25-27, 25-19, 15-7), prima di essere superata 3 set a 0 (16 settembre; 25-22, 25-16, 25-18) dalle campionesse olimpiche in carica (nonchè detentrici della Coppa del Mondo dopo il trionfo di 4 anni fa a Nagoya) della Cina. Una lezione severa, quella subita dalle ragazze allenate dalla leggendaria Jenny Lang Ping, capaci di infliggere lo stesso trattamento a tutte le altre avversarie nella competizione e di vincere la manifestazione con undici successi in altrettanti match disputati, lasciando per strada un solo punto ed appena tre set in tutto il torneo. In seguito alla prima sconfitta subita, le ragazze di Busato, dopo un giorno di riposo, hanno reagito travolgendo la Corea del Sud (contro cui in estate avevano ottenuto la qualificazione olimpica) con un secco 3 a 0 (18 settembre; 25-23, 25-18, 25-19) e superando 3 a 2 la Repubblica Dominicana (19 settembre; 25-16, 25-23, 23-25, 23-25, 15-5). Nella seconda fase a Toyama la Russia ha ottenuto tre vittorie in altrettanti match giocati: 3 a 1 alla Serbia (22 settembre; 25-16, 20-25, 25-23, 25-16), 3 a 0 all’Argentina (23 settembre; 25-21, 25-16, 25-21) ed un perentorio 3 a 0 all’Olanda (24 settembre; 26-24, 25-18, 25-20), probabilmente la miglior partita disputata dalle ragazze di Busato, che si è congratulato con le proprie giocatrici per il cuore che hanno saputo mettere in campo. Forte di questi risultati la Russia si è presentata ad Osaka per l’ultima fase della Coppa del Mondo con la possibilità di insidiare il secondo posto occupato dagli Stati Uniti (reduci dal successo nella Volleyball Nation League), che hanno però respinto l’assalto nello scontro diretto imponendosi 3 set a 2 (27 settembre; 24-26, 25-22, 25-22, 17-25, 15-8), al termine del match forse più spettacolare dell’intera manifestazione. Una sconfitta di misura che è valsa a Sergio Busato i complimenti del collega statunitense Karch Kiraly (un monumento della pallavolo mondiale), che si è congratulato con la Russia per l’ottimo torneo disputato e con il tecnico italiano per la qualità del lavoro svolto durante la manifestazione. Sfumata l’opportunità di agguantare la seconda posizione, la formazione russa si è ritrovata così con la missione di difendere la terza piazza del podio dalla rimonta del Brasile. La sorprendente sconfitta delle ragazze guidate da Ze Roberto contro la Corea del Sud ha consentito alla Russia di scendere in campo contro il Kenya per conquistare la medaglia di bronzo con un turno di anticipo: missione compiuta dalle ragazze di Busato che hanno liquidato la selezione africana 3 set a 0 (28 settembre, 25-16, 25-21, 25-22) rendendo di fatto inutile l’ultimo incontro, che ha visto il successo del Brasile 3 set a 1 (28-26, 25-20, 21-25, 25-19). La Russia ha concluso così il torneo con 23 punti in classifica (frutto di 8 vittorie e 3 sconfitte – 27 set vinti e 14 persi), alle spalle della inarrivabile Cina (32 punti) che si è laureata campione per per la quinta volta (record della manifestazione) e degli Stati Uniti (28 punti); giù dal podio il Brasile (21 punti), il Giappone (19 punti), la Corea del Sud (18 punti), la Repubblica Dominicana e l’Olanda (17 punti), la Serbia (13 punti), l’Argentina (5 punti), il Kenya (3 punti) ed il Camerun (2 punti). Premio individuale per Irina Koroleva (prima nella classifica dei muri vincenti avendone messi a segno ben 41), indicata come miglior centrale della manifestazione insieme alla collega cinese Yan Ni, e con lei quindi inserita nel sestetto ideale del torneo con l’opposto Andrea Drews (Usa), la palleggiatrice Ding Xia (Cina), le schiacciatrici Kelsey Robinson (Usa) e  Zhu Ting (Cina), il libero Wang Mengjie (Cina).

In attesa di conoscere le decisioni della Federazione sulla guida tecnica che avrà il compito di condurre la nazionale alle prossime Olimpiadi di Tokyo in programma nell’estate del 2020, la Russia esce rinforzata e rincuorata dalla Coppa del Mondo, seppure alcune giocatrici (Startseva e Goncharova su tutte) abbiano sottolineato come il risultato sarebbe pouto essere migliore. Nel complesso, come dichiarato da Busato, il torneo è servito per fare esperienza anche in chiave olimpica, in partite in cui bisognerà lottare su ogni palla per conquistare ogni singolo punto. Nel corso della manifestazione il tecnico italiano ha prevalentemente dato fiducia alla formazione titolare nei match chiave, con la diagonale Startseva/Goncharova, le attaccanti di banda Parubets e Voronkova, le centrali Koroleva ed Efimova (data l’indisponibilità di Fetisova) ed il libero Galkina. Durante il torneo hanno però trovato spazio tutte le convocate, che hanno dato buone risposte quando sono state chiamate in causa. Questa la base di partenza su cui lavorare nei prossimi mesi, per cercare di colmare il divario dalle nazionali migliori (Cina, Serbia, Stati Uniti, Brasile, Italia) che ad oggi sembrano avere ancora qualcosa in più, per provare ad inserirsi tra le pretendenti ad una medaglia olimpica. Difficile pensare che Sergio Busato possa essere confermato come primo allenatore, ma di sicuro il tecnico italiano, che ha avuto (tra le altre) la grande capacità di riportare serenità all’interno della squadra, merita di continuare a fare parte dello staff tecnico.

Stefano Tardi




Coppa del Mondo di Volley Femminile 2019: la Russia vola in Giappone sotto la guida del tecnico italiano Sergio Busato

Yokohama – Il calendario senza soluzione di continituità della pallavolo mondiale (che in questa estate ha visto le varie Federazioni impegnate tra Volleyball Nations League, Qualificazioni Olimpiche e Campionati Continentali) vede ora in programma l’ultimo grande evento per squadre nazionali del 2019, la Coppa del Mondo, iniziata il 14 e che si concluderà il 29 settembre. Una manifestazione che ha visto la sua prima edizione nel 1973 in Uruguay e che, successivamente, si è sempre disputata in Giappone, nell’anno che precede le Olimpiadi. Nel Paese del Sol Levante si affronteranno 12 nazionali, in un girone unico all’italiana dove tutte le squadre si sfideranno tra loro, con la seguente assegnazione di punteggio: 3 punti alla squadra vincitrice di un match nel caso di successo per 3 set a 0 o 3 set ad 1, nessuno alla formazione sconfitta; 2 punti assegnati alla squadra vincente al tie break (3 set a 2), 1 a quella sconfitta. Qualificate alla manifestazione la nazione ospitante (Giappone), la squadra che ha vinto l’ultima edizione dei Mondiali disputati (la Serbia, nel 2018) e le due nazionali meglio classificate nel ranking FIVB di ciascuna federazione continentale: Russia e Olanda (Europa), Stati Uniti e Repubblica Dominicana (Nord America), Brasile ed Argentina (Sud America), Cina e Corea del Sud (Asia), Camerun e Kenya (Africa).

La Federazione Russa di Pallavolo, che ha dovuto fare i conti con le dimissioni (per motivi di salute) del tecnico Vadim Pankov, ha temporaneamente affidato la guida della nazionale al suo vice, Sergio Busato. Nato a Resana (in provincia di Trento), il tecnico italiano vanta una lunga esperienza in Russia, essendo coinvolto (ormai da molti anni) nello staff tecnico sia a livello di squadre di club (nella prossima stagione sarà il vice allenatore della Dinamo Mosca) che di nazionali. Della nazionale russa maschile è stato assistant coach con Vladimir Alekno (con cui condivide l’oro olimpico conquistato a Londra nel 2012), Andrey Voronkov (il papà di Irina Voronkova), con il quale ha invece trionfato nel 2013 sia in World League (competizione sostituitita poi dalla VNL a partire dal 2018) che ai Campionati Europei e Sergey Shlyapnikov, con il successo agli Europei del 2017, prima dell’inizio della collaborazione nello staff tecnico della nazionale femminile. Queste le 14 convocate dal tecnico italiano per la competizione: le pallegiatrici Evgeniya Startseva e Tatiana Romanova; gli opposti Nataliya Goncharova e Maria Khaletskaya; le centrali Irina Zaryazhko Koroleva, Ekaterina Efimova, Angelina Lazarenko e Yulia Brovkina; le schiacciatrici ricevitrici Irina Voronkova, Kseniya Ilchenko Parubets, Margarita Kurilo ed Anna Lazareva; i liberi Alla Galkina ed Daria Chikrizova.

La Russia, che nella manifestazione vanta una medaglia d’argento conquistata nel 1999, ha esordito travolgendo il Camerun con un 3 a 0 senza storia (25-14, 25-15, 25-10), come da pronostico. Busato ha inizialmente schierato la formazione titolare, con la diagonale Startseva / Goncharova, Koroleva ed Efimova al centro, Voronkova e Parubets in banda, libero Galkina. Il match condotto però agevolmente da parte delle giocatrici russe che hanno avuto la capacità di mettere al sicuro i set già nelle battute iniziali, ha consentito a Busato di fare ampio ricorso al turnover, schierando praticamente tutte e 14 le ragazze convocate. Del resto, in una competizione così lunga (11 match in 16 giorni), il tecnico italiano avrà bisogno di tutte le sue giocatrici. Migliori realizzatrici di giornata Voronkova e Koroleva con 13 punti, 11 quelli messi a referto da Goncharova, 7 per Parubets, 4 per Lazareva, 3 per Efimova, 2 per Startseva e Khaletskaya, 1 per Romanova. 3 i muri vincenti messi a segno da Koroleva, 2 dalla Efimova, 1 a testa da Startseva, Voronkova, Goncharova e Khaletskaya. Al servizio 2 ace a testa per Parubets, Koroleva e Voronkova ed 1 per Goncharova e Lazareva.

Prossime avversarie le padrone di casa del Giappone (15 settembre), poi la Cina (16 settembre), la Corea del Sud (18 settembre), la Repubblica Dominicana (19 settembre), la Serbia (22 settembre), l’Argentina (23 settembre), l’Olanda (24 settembre), gli Stati Uniti (27 settembre), il Kenya (28 settembre) ed in chiusura il Brasile (29 settembre).

Stefano Tardi




Campionati Europei di Volley Femminile: la Russia elimina il Belgio e si regala i quarti di finale con l’Italia

Bratislava – Dopo la prima fase a gironi conclusasi il 29 agosto, dal primo settembre è iniziata quella ad eliminazione diretta della trentunesima edizione dei campionati europei di pallavolo femminile, che vede ben quattro nazioni coinvolte nell’organizzazione (Turchia, Polonia, Slovacchia ed Ungheria). La Russia ha concluso la prima fase (scattata il 23 agosto) con il secondo posto nella pool D alle spalle della Germania, vincendo quattro match per 3 set a 0 (contro la Bielorussia, la Svizzera, la Spagna e la Slovacchia) e perdendo un solo match, 3 a 2 contro le tedesche, che è costato alle ragazze allenate da Vadim Pankov la testa del girone. Il tecnico russo ha confermato il gruppo che aveva conquistato la qualificazione olimpica poche settimane prima, salvo dover rinunciare dopo il primo match alla centrale Irina Fetisova, operata di appendicite. Nel primo match ad eliminazione diretta, quindi, Pankov si è affidato a questo sestetto iniziale: la palleggiatrice e capitana Evgeniya Startseva in cabina di regia e, a completare la diagonale, l’opposto Nataliya Goncharova; le schiacciatrici e ricevitrici Irina Voronkova e Kseniya Ilchenko-Parubets come attacanti di banda; le centrali Irina Zaryazhko-Koroleva ed Ekaterina Efimova (al posto della infortunata Fetisova); il libero Alla Galkina.

Primo set. Si parte con il Belgio in battuta e con Startseva che serve subito la sua attaccante principale, Nataliya Goncharova, che da posto quattro trova il primo punto di giornata. Irina Koroleva fa valere i suoi 196 cm di altezza e con un muro porta subito la Russia sul 2 a 0. Ma il Belgio difende bene, sa che difficilmente contro il muro russo riuscirà ad avere la meglio al primo attacco e ricostruisce con  pazienza. Dall’altra parte della rete, la formazione guidata in panchina da Vadim Pankov trova regolarità in attacco solo con il proprio opposto, mentre fatica con le schiacciatrici Parubets e Voronkova. Quest’ultima soffre anche in ricezione e così il tecnico della nazionale russa la sostituisce con Margarita Kurilo; poi, dopo che il Belgio trova il massimo vantaggio (12-6), decide di cambiare anche in cabina di regia: fuori la capitana Evgeniya Startseva e spazio a Tatiana Romanova. Le russe si ritrovano e con un parziale di quattro punto consecutivi (un ace di Efimova, un muro di Koroleva e due ace di Romanova) si riportano a meno uno: 12-13. Goncharova sempre più punto di riferimento in attacco tiene la Russia a contatto fino al pareggio a quota 18, raggiunto grazie ad un muro di Parubets. Sul 22 pari, l’opposto della Dinamo Mosca si mette definitivamente sulle spalle la sua nazionale e diventa protagonista assoluta con tre punti consecutivi che chiudono il parziale: uno splendido pallonetto con palla staccata (23-22), un muro (24-22) ed un grande attacco in diagonale dopo una prolungata azione che premia l’alzata in bagher del libero Galkina (25-22). Ventisei minuti sofferti ma che alla fine valgono il set per una Russia salvata dai fondamentali del muro e del servizio, oltrechè, naturalmente, da una immensa autrice di 10 punti.

Secondo set. Pankov conferma la fiducia alla formazione che ha ribaltato il primo set, lasciando in campo Kurilo e Romanova; proprio quest’ultima mette in diffcoltà la ricezione belga con il servizio, consentendo due opportunità di contrattacco che Goncharova trasforma in altrettanti punti. Le tigri gialle sembrano patire psicologicamente la rimonta subita nel primo parziale, mentre le russe ormai giocano in scioltezza e trovano il cambio palla con regolarità. Un muro di Ekaterina Efimova segna l’allungo decisivo: 18-13. Il Belgio lascia andare il set e la Russia dilaga prima di chiudere con Kurilo che mette a segno con un pallonetto il 25-15 che chiude il parziale in appena 22 minuti, portando le russe sul due a zero.

Terzo set. Come nei due precedenti parziali è la Russia a mettere a referto i primi due punti del set (muro di Goncharova ed attacco out delle belghe). Ma le tigri gialle, con le spalle al muro, non possono mollare e reagiscono. Pareggiano a quota 4 e poi, con un muro su Kurilo ed un servizio vincente vanno avanti: 6-4. Il tecnico russo rimette in campo Voronokva (al posto Kurilo), ma la schiacciatrice (in giornata no) subisce due muri in pochi minuti e viene richiamata nuovamente in panchina. Il Belgio ci crede sempre di più ed in contrattacco trova il massimo vantaggio 12-8. Pankov chiama il time out per parlare con le sue ragazze ed al rientro in campo la Russia si scuote: mette a segno quattro punti consecutivi (1 Goncharova, 2 Paubets, un attacco out delle avversarie) e ritrova la parità. Il Belgio però non molla, raschia dal fondo del barile le energie residue e vince il parziale riaprendo il match: 25-21 in 27 minuti.

Quarto set. La Russia entra in campo determinata a chiudere la partita e mette subito le cose in chiaro: il servizio di Romanova mette in difficoltà la difesa belga consentendo a Koroleva di risolvere a rete (1-0); la palleggiatrice russa mette quindi a segno un ace (2-0); muro di Goncharova (3-0); attacco out del Belgio (4-0). Partenza a razzo che la squadra di Pankov gestisce autorevolmente per metà set (13-7), prima di abbassare la concentrazione e consentire alle tigri gialle di rientrare nel match arrivando ad una sola lunghezza di distanza: 18-17. Il tecnico richiama allora in campo Voronkova e la schiacciatrice russa trova il punto del 22-18 che sembra chiudere definitivamente l’incontro. Il Belgio, però, ci mette tutto l’orgoglio ed accorcia di nuovo: 22-21. Kurilo rientra in campo al posto di Voronkova e, servita subito da Romanova, trova il punto del 23 a 21; poi è Goncharova a mettere giù il pallone del 24-21 che vale tre match point consecutivi: Il Belgio annulla il primo, ma alla seconda occasione chiude Parubets: finisce 3 a 1 (25-22, 25-15, 21-25, 25-22) con una monumentale Nataliya Goncharova che, top scorer di giornata, conclude il match con 30 punti messi a referto (27 in attacco e 3 a muro).

Terminato l’incontro, alla Ondrej Nepela Arena di Bratislava è andato in scena anche l’altro ottavo di finale, che avrebbe stabilito l’avversario della Russia ai quarti di finale, tra le padrone di casa della Slovacchia (guidata dal coach italiano Marco Fenoglio) e l’Italia. Le azzurre guidate da Davide Mazzanti, vice campioni del mondo in carica (qualificate, come la Russia, qualche settimana fa per le Olimpiadi di Tokyo dopo aver travolto l’Olanda nel match decisivo), hanno recitato alla perfezione il ruolo di favorite, eliminando le slovacche (pur senza brillare) con un secco 3 a 0 (25-20, 25-23, 25-20). Ora il match dei quarti di finale, che si disputerà in Polonia mercoledì 4 settembre. La Russia, che agli europei vanta 6 successi (1993, 1997, 1999, 2001, 2013, 2015), vuole riscattare il sesto posto ottenuto nell’ultima edizione; l’Italia cerca un podio che, a livello continentale, manca dal 2009 (ovvero da quando vinse il suo secondo titolo, dopo quello del 2007). Un match da non perdere e che, comunque vada, estrometterà dalla corsa all’oro una delle favorite, oltre alla Serbia (campione del Mondo e d’Europa in carica), l’Olanda (vice campione d’Europa in carica) e la Turchia di Giovanni Guidetti (medaglia di bronzo nell’ultima edizione degli europei disputata in Azerbaijan nel 2017) che, dei quattro Paesi organizzatori, sarà quello che ospiterà le finali.

Stefano Tardi