Tennis: ATP e WTA contro la decisione di escludere gli atleti russi da Wimbledon

“È nostra intenzione rifiutare le iscrizioni di giocatori russi e bielorussi ai Championships 2022”. Il comunicato dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club ufficializza quanto i media di tutto il mondo hanno già diffuso, riprendendo l’indiscrezione di Christopher Clarey (firma del New York Times) che aveva dichiarato di aver appreso la notizia da “un alto funzionario internazionale del tennis rimasto anonimo perché non autorizzato a parlare a nome dell’All England Club”. La decisione degli organizzatori del torneo di Wimbledon è stata condivisa anche dalla Lawn Tennis Association, la Federazione Britannica di Tennis, che impedirà agli atleti russi e bielorussi la partecipazione a tutti i tornei che avranno luogo questa estate in terra inglese. Una presa di posizione isolata a livello internazionale, che non ha mancato di suscitare le reazioni contrariate del governo mondiale del Tennis.

L’ATP (che organizza il circuito maschile) presieduta da Andrea Gaudenzi ha così espresso il suo disappunto: “Il nostro sport è orgoglioso di operare secondo i principi fondamentali del merito e dell’equità, in cui i giocatori competono individualmente per guadagnarsi un posto nei tornei basati sulle classifiche ATP. Riteniamo che la decisione unilaterale odierna di Wimbledon e della LTA di escludere i giocatori di Russia e Bielorussia dallo swing britannico di quest’anno sull’erba sia ingiusta e abbia il potenziale per creare un precedente dannoso”. Dello stesso tono la reazione della WTA (che organizza il circuito femminile) guidata da Steve Simon: “Siamo molto delusi dall’annuncio odierno dell’AELTC e dell’LTA di vietare ai singoli atleti provenienti dalla Russia e dalla Bielorussia di competere nei prossimi eventi sull’erba del Regno Unito. Un principio fondamentale della WTA è che i singoli atleti possano partecipare agli eventi del tennis professionistico in base al merito e senza alcuna forma di discriminazione. Tale principio è espressamente stabilito nelle nostre regole ed è stato concordato sia da AELTC che da LTA. 

I divieti contro la discriminazione sono chiaramente espressi anche nei regolamenti. Come la WTA ha costantemente affermato, i singoli atleti non dovrebbero essere penalizzati o impossibilitati a gareggiare a causa della loro provenienza. La discriminazione e la decisione di concentrare tale discriminazione contro gli atleti che gareggiano come individui non è né giusta né giustificata. La WTA continuerà ad applicare le sue regole per rifiutare la discriminazione e garantire che tutti gli atleti siano in grado di competere ai nostri eventi del Tour se si qualificano per farlo, una posizione che fino all’annuncio di oggi è stata condivisa dal tennis professionistico. La WTA valuterà i prossimi passi e quali azioni potranno essere intraprese in merito a queste decisioni”. Dopo aver appreso la notizia, il presidente della Federazione Russa di Tennis (RTF) Shamil Tarpischev ha annunciato ricorso contro la decisione: “Ho dato indicazione di lavorare legalmente sulla questione. Dobbiamo essere pronti e tra pochi giorni invieremo un appello a tutte le organizzazioni possibili. Dal nostro punto di vista, questa è una violazione dell’etica e dei diritti umani”. Un pensiero condiviso anche dai protagonisti del circuito. Il numero uno del mondo Novak Djokovic non ha usato mezzi termini: “non posso sostenere la decisione di Wimbledon, penso sia folle. Quando la politica interferisce con lo sport, il risultato non è mai buono”.

A risultare esclusi sarebbero (solo per citarne alcuni) Daniil Medvedev (numero 2 della classifica ATP), Andrey Rublev (n. 8), Karen Khachanov (n. 26), Aslan Karatsev (n. 30), Anastasia Pavlyuchenkova (n. 15 della classifica WTA), Daria Kasatkina (n. 26), Veronika Kudermetova (n. 29) ed Ekaterina Alexandrova (n. 39) per la Russia; Aryna Sabalenka (n. 3), Victoria Azarenka (n. 18) ed Ilya Ivashka (n. 44) per la Bielorussia. E mentre i ricordi vanno all’estate del 2004, a Maria Sharapova che scavalca le tribune dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club per andare abbracciare il papà dopo aver trionfato sul Centre Court, un velo di tristezza alberga nel cuore al pensiero delle parole, oggi forse dimenticate, che un giorno pronunciò Nelson Mandela: “Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di ispirare e unire le persone in una maniera che pochi di noi possono fare. Parla ai giovani in un linguaggio che loro capiscono. Lo sport ha il potere di creare speranza dove dilaga la disperazione. È più potente dei governi nel rompere le barriere razziali, è capace di ridere in faccia a tutte le discriminazioni”.

Stefano Tardi




WTA Ladies Trophy: le stelle del tennis mondiale si ritrovano a San Pietroburgo

Sakkari Maria GRE vs Rybakina Elena KAZ

San Pietroburgo. Terminati gli Australian Open con il successo dell’idolo di casa nonchè numero uno al mondo Ashleigh Barty, i riflettori del circuito femminile tornano a riaccendersi in una delle città più incantevoli del mondo: San Pietroburgo. Dal 7 al 13 febbraio la città russa, fondata nel 1703 sul delta della Neva per volontà di Pietro il Grande, accoglierà la settima edizione del WTA Ladies Trophy (votato dalle giocatrici come miglior torneo nella categoria dei 500). Non ci sarà la detentrice del trofeo Daria Kasatkina, che lo scorso anno s’impose in finale nel derby tutto russo sulla connazionale Margarita Gasparyan: la tennista nativa di Togliatti è risultata positiva al Covid e non potrà quindi difendere il prestigioso titolo conquistato nel 2021. Alla Sibur Arena (la cui capienza, nel rispetto delle misure restrittive per la pandemia, sarà ridotta al 50%) non mancheranno comunque le stelle.

Siniakova_Katerina_CZE_vs_Rybakina_Elena_KAZ

A guidare il tabellone dell’evento sponsorizzato da Gazprom Export sarà la tennista greca (numero 8 del mondo) Maria Sakkari, che al primo turno affronterà la russa Anastasia Potapova. La seconda testa di serie del torneo è l’estone (numero 9 della classifica WTA) Anett Kontaveit, attesa da un primo turno tutt’altro che agevole che la vedrà contrapporsi alla svizzera Jil Teichmann. Elena Rybakina (finalista nel 2020) torna a San Pietroburgo da numero tre del seeding. La giovane moscovita, naturalizzata kazaka, dopo un’ottimo avvio di stagione culminato con la finale raggiunta ad Adelaide ed il miglioramento del proprio best ranking (attualmente è la numero 12 del mondo), ritroverà il campo dopo l’infortunio che l’aveva costretta al ritiro al secondo turno degli Australian Open.

Al primo turno affronterà una giocatrice proveniente dalle qualificazioni. Testa di serie numero quattro è Anastasia Pavlyuchenkova: la russa (numero 14 della classifica WTA e finalista al Roland Garros lo scorso anno) è attesa al primo turno dal confronto con la romena Jaquelin Cristian. La medaglia d’oro olimpica (n. 5 del seed) Belinda Bencic sfiderà la russa Veronika Kudermetova. Tra le protagoniste annunciate la fuoriclasse ceca (bicampionessa slam, nonchè già trionfatrice a San Pietroburgo nel 2018) Petra Kvitova (in tabellone grazie ad una wild card), così come la lettone (vincitrice del Roland Garros nel 2017) Jelena Ostapenko, la belga Elise Mertens e l’italiana Camila Giorgi. Nell’attesa che il tabellone si completi con i risultati delle qualificazioni, sono già nel main draw le russe Ekaterina Alexandrova, Vera Zvonareva (semifinalista lo scorso anno) e Kamilla Rakhimova.

Stefano Tardi




Roma, al Foro Italico l’edizione numero 78 degli Internazionali BNL d’Italia: 11 russi in gara

Roma – Il pubblico (contingentato) arriverà solo giovedì, ovvero quando sarà ormai giunto il momento degli ottavi di finale. Nella Città Eterna sono però già arrivati quasi tutti i protagonisti, pronti ad illuminare con le loro giocate il Foro Italico, il teatro in cui (fino a domenica 16 maggio – giorno delle finali) andranno in scena degli Internazionali BNL d’Italia. Torneo di categoria Master 1000 sia del circuito ATP (maschile) che WTA (femminile), quello di Roma (preludio al Roland Garros – il grande slam parigino) è ormai da anni uno degli appuntamenti più amati ed attesi della stagione. All’edizione numero 78 degli Ibi prenderanno parte 11 atleti russi: 4 nei tabelloni maschili, 7 in quelli femminili. 

Il numero 3 del mondo Daniil Medvedev (già trionfatore quest’anno a Marsiglia), dopo aver superato il Covid che gli aveva impedito di partecipare a Montecarlo ed essere tornato in campo solo a Madrid, scenderà in campo direttamente a partire dal secondo turno. Ad attenderlo il vincente del match tra il connazionale Aslan Karatsev ed il serbo Miomir Kecmanovic. Vera rivelazione di questo inizio 2021, dopo essere stato partecipe della trionfale spedizione della Russia nella ATP Cup ed aver sorpreso appassionati ed addetti ai lavori raggiungendo in febbraio la semifinale degli Australian Open, in marzo Karatsev ha trionfato a Dubai (6-3, 6-2 al sudafricano Lloyd Harris) e nel mese di aprile ha raggiunto la finale al torneo di Belgrado dopo aver eliminato il numero uno del mondo nonché padrone di casa Novak Djokovic (cedendo poi in finale 1-6, 6-3, 6-7 solo all’italiano Matteo Berrettini). Accreditato della testa di serie numero 7, inizierà dal secondo turno anche il torneo di Andrey Rublev: il russo (vincitore a Rotterdam e finalista a Montecarlo) dovrà versela con il tedesco Jan-Lennard Struff o con un qualificato. In main draw anche il numero 23 del mondo Karen Khachanov, che attende dell’esito delle qualificazioni il nome dell’avversario del primo turno. Khachanov si è iscritto anche al torneo di doppio, dove farà coppia con Rublev; Medvedev concorrerà invece con il brasiliano Marcelo Demoliner. 

In campo femminile, la numero 28 del mondo Veronika Kudermetova (vincitrice quest’anno a Charleston) affronterà al primo turno la belga Elise Mertens. Daria Kasatkina (trionfatrice a San Pietroburgo) è attesa invece dalla statunitense Jessica Pegula. Dall’esito delle qualicazioni conoscerà il nome della sua avversaria Ekaterina Alexandrova, mentre Anastasia Pavlyuchenkova proverà a superare l’ostacolo spagnolo (testa di serie numero 12) incarnato dalla bicampionessa slam Garbine Muguruza. Passando invece dalle qualificazioni è arrivata in main draw Vera Zvonareva, dopo aver superato prima la giapponese Misaki Doi (4-6, 6-3, 6-3) e poi la francese Kristina Mladenovic (6-2, 7-5). Iscritta anche al torneo di doppio, Zvonareva farà coppia con la connazionale Elena Vesnina, mentre Kasatkina concorrerà con la croata Petra Martic, Kudermetova con la statunitense Cori Gauff, Alexandrova con la cinese Yang, ed Alla Kudryavtseva con la rumena Monica Niculescu. 

A Roma il tennis russo vanta quattro successi in singolare, tutti al femminile: il trionfo di Dinara Safina nel 2009 (6-3, 6-2 in finale alla connazionale Svetlana Kuznetsova) e quelli di Maria Sharapova (2011, 2012, 2015). 

Stefano Tardi




WTA, il circuito femminile riparte dal Ladies Open di Palermo: Alexandrova, Kasatkina e Samsonova nel main draw

Palermo – Dopo cinque mesi di stop forzato, il tennis (dopo qualche evento di esibizione) riprende il suo cammino dall’Italia, dove sulla terra rossa del Country Time Club di Palermo dal 3 al 9 agosto andrà in scena la 31ma edizione del Ladies Trophy.  Disputato per la prima volta nel 1988, il torneo vanta nell’albo d’oro giocatrici del calibro di Anabel Medina Garrigues (primatista con 5 successi), Mary Pierce (vincitrice nel 1991 – primo successo in carriera per lei nel circuito – e nel 1992), l’ex giocatrice ed attuale opinionista di Eurosport Barbara Schett (1996), Patty Schnyder (1998), Sara Errani (2008 – primo successo italiano – e 2012), Flavia Pennetta (2009) e Roberta Vinci (2013). Due i trionfi russi: sulla terra rossa palermitana Anastasia Myskina ha ottenuto nel 1999 il primo titolo in carriera, superando in rimonta la spagnola Montolio (3-6, 7-6, 6-2). Nel 2003 fu invece la volta di Dinara Safina, vittoriosa 6-3, 6-4 sulla slovacca Katarina Srbotnik. 

In Sicilia sono arrivate 8 delle prime 30 giocatrici al mondo, tutte teste di serie: la croata Petra Martic, la ceca Marketa Vondrousova, la greca Maria Sakkari, l’estone Anett Kontaveit, la belga Elise Mertens, la croata Donna Vekic, l’ucraina Dayana Yastremska e la russa Ekaterina Alexandrova. Attualmente numero 27 al mondo (prima delle russe) ed autrice di un ottimo avvio di stagione (11 vittorie in 14 match disputati nel 2020) che, prima della sospensione, l’aveva vista trionfare in gennaio a Shenzen (Cina), Ekaterina (nata a Celjabinsk il 15 novembre 1994) affronterà al primo turno la sempre temibile francese Kristina “Kiki” Mladenovic (numero 42 del ranking), protagonista dell’ultimo trionfo della nazionale transalpina in Fed Cup (2019). 

Ammessa al tabellone principale anche Daria Kasatkina. Attuale numero 66 del mondo, la giovane russa nativa di Togliatti (classe ’97) è attesa al primo turno dalla padrona di casa Jasmine Paolini (numero 95 del ranking). Dalle qualificazioni ha raggiunto il main draw anche Ludmila Samsonova, che proprio da queste parti si mise in luce lo scorso anno arrivando fino alle semifinali, fermata solo dalla futura campionessa Jil Teichmann (vittoriosa in finale su Kiki Bertens). La russa nativa di Olenegorsk (classe ’98) si è guadagnata il pass per il tabellone principale superando prima la croata Mrdeza (6-3, 6-4) e, successivamente, rimontando l’ucraina Kostyuk (4-6, 6-4, 6-3) al termine di un match durato quasi due ore e mezza. Non ce l’ha fatta invece Varvara Gracheva: la ventenne moscovita, dopo aver superato l’italiana Matilde Paoletti (6-0, 6-1), ha lasciato strada ad un’altra azzurra, l’esperta Martina Trevisan, capace di imporsi 6-0,6-2. A completare l’elenco delle italiane in gara Camila Giorgi (numero 89 al mondo) e le wild card Sara Errani ed Elisabetta Cocciaretto.

Stefano Tardi




San Pietroburgo: 7 atlete russe ai nastri di partenza della V edizione del WTA Premier Ladies Trophy

San Pietroburgo – Dopo gli Australian Open nei quali si è assistito al trionfo dell’ennesima prima volta slam di questi ultimi tempi, che a Melbourne ha preso forma nell’angelico sorriso di Sofia Kenin (classe ’98, nata a Mosca ma di cittadinanza statunitense), il circuito WTA riparte da San Pietroburgo. La città, fondata sul delta della Neva per volontà di Pietro il Grande, si appresta ad accogliere la quinta edizione del WTA Premier Ladies Trophy (il cui montepremi quest’anno sarà di 782.900 dollari) che, dopo la due giorni di qualificazioni (tra sabato 8 e domenica 9) che ne hanno completato il tabellone, si disputerà tra il 10 ed il 16 febbraio. Ad ospitare il torneo indoor saranno alternativamente la Sibur Arena ed il Dynamo Tennis Club. 

Saranno ben sette le atlete russe a rappresentare la propria nazione nel torneo di casa. Dopo tre anni di assenza (dovuti agli infortuni che non le avevano consentito di essere presente), tornerà a disputare il torneo nella città che le ha dato i natali Svetlana Kuznetsova, beneficiaria di una wild card. La bicampionessa slam (New York 2004, Parigi 2009) attuale numero 49 della classifica WTA, che nella sua ultima partecipazione (2017) aveva raggiunto i quarti di finale, se la vedrà al primo turno con la statunitense Jennifer Brady (numero 52 del ranking). L’altra wild card Daria Kasatkina (attuale numero 71 del ranking) è invece attesa dal derby con la connazionale Ekaterina Alexandrova, che dopo l’ottimo avvio di stagione, culminato con il primo successo in carriera a Shenzen, ha scalato la classifica ed è entrata tra le prime trenta giocatrici al mondo (al momento è al numero 28, la migliore delle russe). Direttamente ammessa al tabellone principale anche Veronika Kudermetova: la ventiduenne originaria di Kazan (attuale numero 38 del mondo) affronterà al primo turno la kazaka (ma moscovita di nascita) Yulia Putintseva (numero 34 della classifica WTA, finalista nel 2017). Dalle qualificazioni hanno raggiunto il tabellone principale e si affronteranno al primo turno Anastasia Potapova (nata a Saratov, classe 2001, numero 101 del ranking), brava a superare nettamente sia l’italiana Martina Di Giuseppe (6-1, 6-4) prima che l’esperta francese Pauline Parmentier (6-3, 6-1) poi, e Liudmila Samsonova che, dopo aver superato la connazionale Ekaterina Shalimova (6-2, 6-1) ha rimontato l’ungherese Timea Babos (5-7, 6-3, 6-2). Nel main draw ci sarà anche Vitalia Diatchenko, che per qualificarsi ha dovuto superare due connazionali: Daria Mishina (6-7, 7-5, 6-3) e Natalia Vikhlyantseva (7-6, 6-4). La tennista di Sochi (numero 89 al mondo) è attesa al primo turno dalla greca Maria Sakkari (numero 6 del tabellone e 21 del mondo).

Protagoniste annunciate la numero uno del seed Belinda Bencic (attualmente al quinto posto del ranking WTA, già finalista nel 2016), la numero due Kiki Bertens (trionfatrice nella passata edizione), la numero tre Petra Kvitova (vincitrice dell’edizione 2018), Caroline Garcia, Donna Vekic (finalista nel 2019), Marketa Vondrousova, Anastasia Sevastova, Kristina Mladenovic (trionfatrice nel 2017 e finalista nel 2018), Joanna Konta ed Elena Rybakina. A tutte le giocatrici, come da tradizione, sono arrivati gli auguri del Presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

In attesa che inizi il torneo, buone notizie per il tennis russo sono intanto arrivate dalla Fed Cup. La Russia, capitanata da Igor Andreev, ha superato la Romania 3 a 2 qualificandosi così per le finali che si disputeranno a Budapest tra il 14 ed il 19 aprile. Decisivi i due successi in singolare di Ekaterina Alexandrova (il 6-1, 6-4 rifilato alla Ruse ed il 7-5, 3-6, 7-5 con cui ha superato Ana Bogdan) e quello in doppio di Anna Blinkova ed Anna Kalinskaya sulla coppia romena formata da Cristian e Ruse per 6-3, 6-2. 

Stefano Tardi




Gli incendi non fermano l’Australian Open:16 russi ai nastri di partenza

Melbourne – Gli incendi che hanno devastato l’Australia (per una superficie ben superiore a quella che colpì lo scorso anno Siberia ed Amazzonia messe insieme) e le cui immagini hanno scosso il mondo,  hanno messo a rischio anche lo svolgimento del primo slam stagionale. Che però, alla fine, si giocherà. Nonostante le difficoltà riscontrate durante le qualificazioni, di cui si ricordano le immagini di Dalila Jakupovic, caduta in ginocchio dopo un colpo di tosse (mentre si trovava in vantaggio nell’incontro che stava disputando contro Stefanie Voegele) e la notizia di un raccattapalle letteralmente collassato durante la partita tra Kavcic e Clarke. Motivo l’aria irrespirabile, che non ha risparmiato nemmeno il match di esibizione in programma tra Maria Sharapova e Laura Siegemund, costringendo la siberiana ad abbandonare il campo. Una situazione che ha suggerito a molti big di allenarsi al coperto. Eppure, i medici hanno dichiarato che, a Melbourne, non è a rischio la salute degli atleti, quindi si giocherà. Intanto, il mondo del tennis si è già mobilitato per dare il suo sostegno alle vittime degli incendi.

Già nel corso dell’Atp Cup, l’australiano Nick Kyrgios aveva comunicato la volontà di donare di 200 dollari per ogni ace che avrebbe messo a segno, seguito poi da altri colleghi. Il 5 gennaio Maria Sharapova (tramite twitter) aveva annunciato una donazione di 25.000 dollari, trovando l’adesione del campione serbo Novak Djokovic, chiamato in causa nell’iniziativa direttamente dalla tennista russa. L’ITF e gli altri tre slam (Roland Garros, Wimbledon, Us Open) sono scesi in campo con 400.000 mila dollari (cento mila a testa). Serena Williams ha donato l’intera vincita conquistata in seguito al successo nel torneo di Auckland. Roger Federer e Rafael Nadal hanno annunciato una donazione congiunta di 250.000 dollari. Il 15 gennaio, alla Rod Laver Arena di Melbourne, molti dei migliori giocatori del circuito (Roger Federer, Serena Williams, Rafael Nadal, Naomi Osaka, Novak Djokovic, Petra Kvitova, Alxander Zverev, Caroline Wozniacki ed altri ancora) si sono esibiti nell’evento “Rally for Relief”, organizzato per devolverne l’incasso in beneficenza.

Tabellone maschile. Nel tabellone maschile, guidato dai soliti tre, Rafael Nadal (1), Novak Djokovic (2) e Roger Federer (3), la testa di serie numero 4 sarà rappresentata da Daniil Medvedev, attualmente il primo dei terrestri, inserito (come tutti gli altri russi) nella parte alta del main draw, ovvero quella presieduta da Nadal, vincitore dell’ultimo slam del 2019 (gli US Open), conquistato dopo una battaglia di cinque set proprio contro il russo. Al primo turno, Daniil dovrà fronteggiare lo statunitense Frances Tiafoe. Andrey Rublev (testa di serie numero 17), reduce dai due trionfi di Doha e Adelaide, è atteso dal confronto con l’australiano Christopher O’Connell. Karen Khachanov (testa di serie numero 16) sfiderà invece al primo turno il qualificato spagnolo Mario Martinez Vilella. Per Evgeny Donskoy, proveniente dalle qualificazioni, il confronto sarà con l’esperto spagnolo Fernando Verdasco.

Tabellone femminile. Nutrita la presenza di tenniste russe nel tabellone degli Australian Open. Direttamente in main draw Maria Sharapova (grazie ad una wild card), che al primo turno dovrà fronteggiare la croata (numero 19 del tabellone) Donna Vekic. Uniche teste di serie, la numero 25 Ekaterina Alexandrova (reduce dal primo trionfo in carriera sul cemento di Shenzen), opposta alla svizzera Jil Belen Teichmann, e la numero 30 Anastasia Pavlyuchenkova, che affronterà al primo turno la serba Nina Stojanovic. Ammesse direttamente al tabellone principale anche Daria Kasatkina (che sfiderà la statunitense Madison Keys – testa  di serie numero 10), Svetlana Kuznetsova (opposta alla talentuosa ceca Marketa Vondrousova – testa di serie numero 15), Veronika Kudermetova (attesa dalla spagnola Sara Sorribes Tormo),  Anna Blinkova (che se la vedrà con l’italiana Jasmine Paolini), Vitalia Diatchenko (che si troverà di fronte la statunitense Danielle Collins), Margarita Gasparyan (opposta alla greca Maria Sakkari – testa di serie numero 22) ed Anastasia Potapova, che troverà sulla sua strada Serena Williams, testa di serie numero 8 e, soprattutto, una della grandi favorite del primo slam stagionale. Hanno raggiunto il tabellone principale partendo dalle qualificazioni Anna Kalinskaia (attesa al primo turno dalla cinese Saisai Zheng) e Liudmila Samsonova, che sfiderà al primo turno la slovena Jelena Ostapenko.

Stefano Tardi




A Doha Andrey Rublev conquista il primo titolo del circuito Atp 2020 mentre a Shenzen arriva il primo trionfo in carriera per Ekaterina Alexandrova

Doha – Con la maggior parte dei protagonisti del circus impegnata in Australia per l’Atp Cup (dove la Russia è giunta fino alla semifinale e si è arresa solo al cospetto della Serbia di Djokovic, che in finale affronterà la Spagna di Nadal), si è disputato a Doha, in Qatar, il primo torneo stagionale: l’Atp 250 ExxonMobil Open dal montepremi di 1.465.260 dollari (votato dai giocatori come il migliore della categoria nel 2019). Un torneo, quello qatariota, nato nel 1993 e che nel suo albo d’oro vanta nomi del calibro di Roger Federer (primatista con tre successi), Novak Djokovic, Rafael Nadal, Andy Murray, Boris Becker e Stefan Edberg. In un tabellone guidato dalla testa serie numero uno Stan Wawrinka (il campione svizzero numero 15 del mondo, già vincitore di tre titoli slam in carriera), il russo Andrey Rublev (numero 23 del ranking Atp) è entrato nel main draw da numero due. Il moscovita (classe ’97), sulla scia dell’ottima seconda parte del 2019 (finale ad Amburgo, ottavi di finale allo Us Open, il successo nel torneo di Mosca e le ottime prestazioni in Coppa Davis con cui ha trascinato la nazionale russa fino alla semifinale), ha rispettato i pronostici della vigilia arrivando fino in fondo. Dopo aver usufruito di un bye al primo turno, nella parte bassa del tabellone Rublev ha letteralmente spazzato via in serie il kazako Mikhail Kukushkin (6-4, 6-2 agli ottavi di finale), il francese Pierre-Hughes Herbert (6-4, 6-3 ai quarti di finale), ed il giovane serbo Miomir Kecmanovic, travolto 6-3, 6-1 in una semifinale durata appena 54 minuti. Nella parte alta del tabellone, invece, la corsa di Wawrinka si è arrestata in semifinale, dove il campione svizzero ha dovuto lasciare strada alla vera e propria rivelazione del torneo, il francese Corentin Moutet. Il ventenne parigino, numero 81 al mondo ed entrato in tabellone dopo aver superato le qualificazioni, è stato capace di imporsi in rimonta sullo svizzero 3-6, 7-5, 6-3 dopo aver superato poche ore prima il veterano Fernando Verdasco (6-4, 4-6, 6-4), in un venerdì che (causa il maltempo) ha visto disputarsi contemporaneamente quasi tutti i quarti di finale, oltre alle semifinali. Prima finale in assoluto per il francese nel circuito maggiore, la sesta per Rublev (la seconda in Qatar dopo quella persa nel 2018 da Monfils).

Primo set. Si parte con il russo al servizio che vince un lungo scambio, aggiudicandosi il primo punto e tendendo la battuta. Il vento che soffia forte sul centrale di Doha non favorisce il gioco di variazioni del francese che, forse complice anche un po’ d’emozione, paga subito dazio. Nel secondo game, con Moutet al servizio, sul 15-30 Rublev trova l’accelerazione decisiva con il diritto e si guadagna due palle break consecutive (15-40): il francese prova a difendersi con il serve and volley, ma viene sorpreso dalla risposta del russo e non tiene in campo la volée. Il break in apertura facilita il lavoro a Rublev, che cresce d’incisività con la prima di servizio e mette costantemente sotto pressione da fondo campo il giovane parigino, che fatica a trovare adeguate contro misure. Avanti 3 a 0, Rublev si conquista nel quarto gioco altre due (non consecutive) palle break, ma il francese si salva in entrambi i casi, prima con lo schema servizio e dritto, poi con un’efficace discesa a rete. Ma sui turni di servizio del russo praticamente non si gioca. Nell’ottavo gioco, con Andrey avanti 5 a 2, Moutet si ritrova a servire per restare nel set. Un dritto in contropiede in avanzamento eseguito dal russo, successivo ad un’ottima accelerazione in diagonale di rovescio, vale tre set point consecutivi (0-40); il francese salva il primo con un vincente di diritto in lungo linea, ma sul secondo viene messo all’angolo da una serie indifendibile di diritti inside out di Rublev, che si aggiudica così il primo parziale 6 giochi a 2 in appena 32 minuti. 

Secondo set. Dopo aver chiamato medical time out al termine della prima partita per un problma al pollice della mano destra, Rublev ricomincia dal servizio lasciando un solo punto in risposta al suo avversario. Come nel primo parziale, il break arriva subito. Moutet commette quattro gratuiti ed il russo si ritrova così sul 2 a 0. Con un set ed un break di vantaggio i giochi sembrano ormai chiusi, ma il francese, forgiato dalle battaglie con Verdasco e Wawrinka, non vuol saperne di arrendersi. Così, in maniera del tutto inaspettata, nel settimo game arriva il contro break. Il parigino è abile a sfruttare una seconda non incisiva di Rublev per mettere a segno una risposta vincente di diritto che vale due palle break consecutive (15-40): il russo salva la prima grazie al servizio, ma poi, dopo l’ennesima strenua difesa del francese, mette in rete lo smash. Moutet adesso ci crede, tiene la battuta nel game successivo ed aggancia Rublev sul 4 pari. Il russo, dopo il passo falso, torna a non concedere nulla sui propri turni, ma non riesce più ad incidere in risposta. Si arriva così al tie break. Andrey è il primo a servire ed inizia al meglio conquistando il punto con un servizio e dritto perfettamente esguito. Il giovane parigino, invece, manda in rete due diritti consecutivi e subisce poi lo smash del russo che s’invola sul 4 a 0. Un’accelerazione di rovescio in lungo linea conduce al 6 a 1 che significa cinque match point consecutivi per Rublev: Moutet si salva due volte ma poi si arrende ad una, l’ennesima, accelerazione di dritto scagliata dal russo dal centro del campo che chiude il tie break 7 punti a 3. Era dal 2010 che un russo non vinceva a Doha, quando ad imporsi fu Nikolaj Davydenko (0-6, 7-6, 6-4 su Rafael Nadal). Per il moscovita si tratta del terzo titolo in carriera. Un successo che gli consentirà, per la prima volta, di entrare tra i primi venti giocatori al mondo: lunedì, sarà al numero 19 del ranking Atp. 

Shenzen – Prima del successo di Rublev, la giornata del tennis russo era già stata impreziosita dal trionfo di Ekaterina Alexandrova allo Shenzen Open. Inserita come testa di serie numero cinque (in un tabellone che prevedeva ai nastri di partenza giocatrici del calibro di Belinda Bencic, Aryna Sabalenka, Elise Mertens, Qiang Wang e Garbine Muguruza), Ekaterina ha superato al primo turno la ceca Siniakova (6-4, 6-4), le padrone di casa Peng (7-6 , 6-1 agli ottavi di finale) e Wang (3-6, 6-4, 6-3 ai quarti di finale), prima di compiere l’impresa in semifinale contro la spagnola (due volte campionessa slam) Garbine Muguruza (6-4, 6-3). In finale, la Alexandrova ha poi avuto la meglio sulla giovane (classe ’99) e talentuosa kazaka Elena Rybakina, superata 6-2, 6-4. Per la tennista russa nata a Čeljabinsk il 15 novembre 1994, che aveva chiuso il 2019 da numero 34 del mondo, si tratta del primo titolo in carriera nel circuito WTA.   

Stefano Tardi




Mosca: al via l’edizione 2019 della VTB Kremlin Cup: Kasatkina e Khachanov difendono il titolo

Mosca – Con le qualificazioni al tabellone principale iniziate il 12 ottobre ha avuto inizio la Kremlin Cup, giunta all’edizione numero 30 per quel che riguarda il circuito ATP (922.520 dollari di montepremi), e la numero 24 per quello WTA (1.032.000 dollari di montepremi), che quest’anno si disputa all’interno dell’Ice Palace Krylatskoe. Lunghissima la lista di successi dei padroni di casa nel torneo moscovita che dal 2007 si gioca sul cemento indoor. In campo maschile le prime due edizioni (1990, 1991) furono conquistate da Andrey Cherkasov. Dopo il successo di Volkov (1994), restano indelebili nella memoria i cinque trionfi consecutivi (dal 1997 al 2001) di Evgeny Kafelnikov, a tutt’oggi il tennista che vanta il maggrior numero di successi nel torneo. Tre i trionfi di Nikolay Davydenko (2004, 2006, 2007), inframmezzati dal successo di Igor Andreev (2005) e seguiti poi da quelli di Igor Kunicyn (2008) e Mikhail Youzhny (2009). Poi un lungo digiuno, interrotto nella passata edizione (2018) dal trionfo di Karen Khachanov, vittorioso in finale sul francese Adrian Mannarino 6-2, 6-2. Khachanov, reduce dal secondo turno a Shangai e dalla semifinale di Pechino, sembra in ripresa ed inizia a vedere i frutti della collaborazione con l’ex tennista Nikolay Dadydenko, iniziata a fine estate. Testa di serie numero 2 del tabellone e quindi già al secondo turno, attende il vincitore del match di primo turno tra il tedesco Kohlschreiber ed il francese Herbert. Numero uno del tabellone è Daniil Medvedev che, fresco vincitore del Master di Shangai, attende al secondo turno l’esito dell’incontro del derby russo tra le wild card Alibek Kachmazov ed Alen Avidzba. Nella parte alta del main draw anche la testa di serie numero 6, Andrey Rublev, che al primo turno se la vedrà con il kazako Alexander Bublik e cerca un risultato importante davanti al proprio pubblico per provare l’assalto alle prime trenta posizioni della classifica mondiale. In tabellone dalle qualificazioni anche Artem Dubrivnyy, atteso dal serbo Kecmanovic. Nella parte bassa, Evgeny Donskoy, in tabellone grazie ad una wild card, è atteso da un primo turno insidioso contro il kazako Mikhail Kukushkin.
In ambito femminile, i primi successi nella Kremlin Cup portano la firma di Anastasia Myskina (2003, 2004). Nel 2006 fu la volta di Anna Chakvetadze, mentre nel 2007 fu Elena Dementieva ad iscrivere il proprio nome nell’albo d’oro del torneo di casa rimontando 5-7, 6-1, 6-1 Serena Williams. Il sucesso di Anastasia Pavlyuchenkova (2014) precede la doppietta di Svetlana Kuznetsova, vittoriosa nel 2015 e 2016. Poi, nell’ultima edizione, il trionfo di Daria Kasatkina, capace di rimontare la tunisina Ons Jabeur 2-6, 7-6 (3), 6-4. Per Dasha, reduce dai quarti di finale raggiunti a Pechino (miglior risultato in stagione), il torneo di Mosca è forse l’ultima possibilità per provare a raddrizzare una stagione fin qui difficilissima. Inserita nella parte bassa del main draw, al primo turno troverà l’ucraina Dayana Yastremska (testa di serie numero 5 del tabellone) poi, in caso di successo, possibile derby con la connazionale Natalia Vikhliantseva, che attende l’esito delle qualificazioni per conoscere il nome della propria avversaria. Così come, nella parte alta, la testa di serie numero 8 Ekaterina Alexandrova che, incaso di successo, al secondo turno troverà sicuramente una connazionale, quella che uscirà vincitrice nel derby tra Anastasia Potapova e la wild card Anna Kalinskaya. Svetlana Kunetsova trova al primo turno la giovane promessa ceca Karolina Muchova, mentre Anastasia Pavlyuchenkova è attesa dal difficile confronto con la greca Maria Sakkari (testa di serie numero 7). La finalista della passata edizione Ons Jabeur sarà invece invece l’avversario di primo turno per Veronika Kudermetova.
Stefano Tardi



US Open: inizia a New York l’ultimo slam dell’anno, con 15 russi nel main draw di Flushing Meadows

New York , è il 28 agosto 2000 e Marat Safin serve per il match point: il plurititolato campione slam Pete Sampras risponde in back avanzando a rete, ma viene infilato da un passante di rovescio del russo che, dopo essersi congratulato con il fuoriclasse statunitense, bacia il cemento dell’Arthur Ashe Stadium (il campo centrale inaugurato nel 1997 ed intitolato al tennista afroamericano scomparso nel 1993) prima di ricevere il trofeo del vincitore (6-4, 6-3, 6-3 dopo un’ora e 38 minuti di partita il risultato finale). Primo titolo major in carriera per Safin e primo successo russo nello slam a stelle e strisce che, dal 1978, si disputa sul cemento del Flushing Meadows Park, nello USTA National Tennis Center.

In ambito femminile, invece, la prima bandiera russa a New York fu issata da una giovanissima Svetlana Kuznetsova, nel memorabile 2004, che appena diciannovenne superò all’ultimo atto la connazionale Elena Dementieva (6-3, 7-5). Nel 2006, invece, fu Maria Sharapova ad alzare al cielo il trofeo, dopo essersi imposta 6-4, 6-4 sulla campionessa belga Justine Henin.

A quindici anni di distanza dal successo di Sveta, per la prima volta nel tabellone femminile, non ci sarà una tennista russa tra le teste di serie. Dopo l’infortunio e la conseguente eliminazione al primo turno di Wimbledon, Maria Sharapova, prima di trasferirsi negli States per preparare la stagione sul cemento americano, ha trascorso due settimane all’Isola d’Elba per allenarsi nella struttura del tecnico comasco Riccardo Piatti, annunciando l’inizio di un percorso di lavoro in vista dello US Open. A New York la strada della siberiana sarà subito in salita: al primo turno Masha si ritroverà infatti di fronte Serena Williams, con la campionessa statunitense che tenterà l’ennesimo assalto al titolo slam numero 24 in carriera. Sorteggio complicato anche per la prima russa nella classifica WTA, Daria Kasatkina. La ventiduenne nativa di Togliatti, attualmente numero 42 al mondo, è attesa al primo turno dalla britannica Johanna Konta. Al secondo turno, invece, possibile derby per Dasha, che potrebbe trovarsi di fronte la connazionale Margarita Gasparyan, che al primo turno se la vderà con la qualificata australiana Priscilla Hon. Dopo la finale di Cincinnati, Svetlana Kuznetsova, risalita al numero 62 della classifica WTA, al primo turno incrocerà le racchette con la wild card statunitense Kristie Ahn. Al secondo turno, invece, si troverà di fronte la vincente del match tra la connazionale Anna Kalinskaya (entrata in tabellone dalle qualificazioni) e la statunitense Sloane Stephens, trionfatrice a New York nel 2017. Sorteggio complicato anche per Anna Blinkova, opposta alla numero uno del mondo, nonchè campionessa uscente Naomi Osaka. La quindicenne statunitense rivelazione a Wimbledon (dove si è spinta fino agli ottavi di finale cedendo solo alla futura campionessa Simona Halep) Cori Gauff, in tabellone grazie ad una wild card, sarà l’avversaria del primo turno di Anastasia Potapova. Ostacolo tedesco per Natalia Vikhlyantseva, opposta all’esperta Julia Goerges; chi passa il turno affronta la vincente del match tra Veronika Kudermetova e l’italoamericana Francesca Di Lorenzo. Anastasia Pavlyuchenkova esordirà contro la francese Pauline Parmentier, mentre la wild card australiana Samantha Stosur (già vincitrice dello US Open nel 2011) sarà l’avversaria di Ekaterina Alexandrova.

Dopo il trionfo di Cincinnati (primo Master 1000 in carriera) e la conquista del best ranking (quinto posto nella classifica mondiale), Daniil Medvedev arriva a New York forte di un eccellente stato di forma (tre finali giocate negli ultimi tre tornei disputati – un 500 e due 1000 – 14 vittorie nelle ultime 16 partite giocate). Inserito nella parte alta del tabellone, all’esordio si troverà di fronte l’indiano Prajnesh Gunneswaran; ai quarti di finale, invece, possbile match con il fuoriclasse serbo Novak Djokovic. Nella parte bassa del tabellone, primo turno con il canadese Vasek Popsil per la testa di serie numero nove Karen Khachanov; sulla sua strada, possibile incrocio agli ottavi di finale con Alexander Zverev e, ai quarti, con Rafael Nadal. Avvio subito in salita, invece, per Andrey Rublev, atteso al primo turno dal greco Stefanos Tsitsipas (testa di serie numero 8) e per Evgeny Donskoy, arrivato dalle qualificazioni, che al primo turno affronterà il croato Borna Coric (testa di serie numero 12).

Stefano Tardi




Wimbledon: al via dal primo luglio il torneo più antico e prestigioso del mondo

Wimbledon , Centre Court, 3 luglio 2004. Serena Williams (detentrice del titolo) ha appena salvato un match point, e deve ora fronteggiarne un altro. Dall’altra parte della rete, una giovane russa (appena diciassettenne), bionda e slanciata, si prepara alla battuta; cerca il servizio esterno, che però tocca la rete: “net”, si ripete la prima. La russa cambia angolo, cercando la riga interna. La campionessa statunitense ci arriva, ma la risposta non è forte e profonda come vorrebbe, e consente alla bella siberiana di attaccare colpendo forte con il dritto. La pallina rimbalza a pochi centimetri dalla linea, Serena prova ad incrociare con il dritto che però si spegne in rete; boato del pubblico, Maria Sharapova si lascia cadere in ginocchio portandosi le mani al volto, prima di issarle al cielo: è la nuova campionessa di Wimbledon. Un’immagine entrata ormai nella storia, così come la successiva corsa verso la tribuna, scavalcando le gradinate, per raggiungere suo padre, Jurij.

A quindici anni di distanza, e dopo altri quattro titoli slam messi in bacheca, Masha sarà di nuovo in campo sull’erba inglese, seppur non al meglio della condizione. Un’annata difficile, quella della siberiana, iniziata con un ritiro nei quarti di finale del torneo di Shenzen, in Cina. Poi gli ottavi di finale raggiunti nel primo slam stagionale, in Australia, dopo aver superato la campionessa in carica Caroline Wozniacki  ed aver lasciato strada (dopo tre lottatissimi set) solo all’attuale numero uno del mondo, Ashleigh Barty. Infine, a San Pietroburgo, al Ladies Trophy, dopo aver superato agevolmente Daria Gavrilova (28 gennaio), si era ritirata dal torneo poche ore prima di scendere in campo per gli ottavi di finale contro la connazionale Daria Kasatkina (30 gennaio). Motivo, il dolore alla spalla destra che già l’aveva fatta penare lo scorso anno, costringendola a chiudere anticipatamente la stagione subito dopo gli US Open. Dopo aver constatato l’inefficacia delle terapie a cui si era affidata, la russa aveva deciso di sottoporsi all’intervento chirurgico, rinunciando alla trasferta americana (Indian Wells e Miami), e saltando tutta la stagione su terra rossa. Dopo mesi di preparazione, per riprendere confidenza con l’erba in vista dello slam londinese, Masha è tornata in campo a Mallorca. Al primo turno ha superato nettamente la slovacca Kuzmova, soffrendo solo il primo set (7-6, 6-0), prima di arrendersi (6-2, 6-3) alla classe di Angelique Kerber. Due buoni test in vista del primo turno di Wimbledon, dove affronterà l’esperta tennista francese Pauline Parmentier.

Dallo slam londinese si aspetta risposte anche Daria Kasatkina. Archiviata la stagione su terra, per la marcia di avvicinamento a Wimbledon, Dasha ha aspettato l’ultima settimana utile su erba per rientrare in campo prima dello slam londinese. Dopo Parigi, ha preferito infatti allenarsi per preparare al meglio la seconda parte di stagione. Con la voglia, soprattutto, di dare una decisa sterzata ad un’annata fin qui avara di soddisfazioni. “Disastro”, senza mezze misure, è stata l’espressione utilizzata dalla giovane tennista di Togliatti per definire i primi mesi della stagione, in una intervista rilasciata alla WTA lo scorso aprile, durante il torneo di Stoccarda.

Dopo aver iniziato il 2019 da numero 10 del mondo, Dasha è incappata in un periodo difficile, in seguito al quale ha deciso di chiudere la collaborazione con il tecnico belga Philippe Dehaes, annunciata via social lo scorso 21 febbraio, tra l’eliminazione dal torneo di Dubai e la partenza verso gli States per il Sunshine Double. Dopo la trasferta americana è tornata nella sua amata Barcellona per allenarsi, prima di affrontare la stagione su terra rossa, la sua preferita, conclusasi con il secondo turno raggiunto al Roland Garros. Poi la ripartenza da Eastbourne, con il nuovo coach Carlos Martinez (ex di Svetlana Kuznetsova e Margarita Gasparyan) per ritrovare il gioco smarrito e risalire la china. Al primo turno dei Championships si troverà di fronte l’australiana Ajla Tomljanovic.

Nel tabellone principale di Wimbledon sono entrate direttamente anche la veterana e bicampionessa slam (Us Open 2004, Roland Garros 2009) Svetlana Kuznetsova, Anastasia Potapova, Ekaterina Alexandrova, Vitalia Diatchenko, Margarita Gasparyan, Veronika Kudermetova (reduce dall’ottimo torneo di Hertogenbosh in cui ha raggiunto le semifinali) ed Anastasia Pavlyuchenkova. Hanno raggiunto il tabellone principale partendo dalle qualificazioni, invece, Anna Kalinskaya e Varvara Flink.

Saranno invece tre i rappresentanti russi nel torneo maschile, tutti ammessi direttamente al tabellone principale. La testa di serie numero 10 dello slam londinese, Karen Khachanov, affronterà al primo turno il sudcoreano Kwon Soon Woo, proveniente dalle qualificazioni. Sarà incece l’italiano Paolo Lorenzi l’avversario al primo turno dei Championships di Daniil Medvedev (testa di serie numero 11), reduce dalla semifinale raggiunta una settimana fa nel prestigioso torneo londinese del Queen’s Club Championships. Il cileno Garin sarà invece l’avversario di Andrey Rublev; il ventiduenne moscovita è al rientro in un tabellone principale dopo l’infortunio al polso destro che lo ha costretto a saltare buona parte della stagione su terra.

Stefano Tardi