VOTI ERRATI IN BIELORUSSIA: CAMBIA LA CLASSIFICA FINALE DELL’EUROVISION 2019

Tel Aviv – L’Eurovision Song Contest 2019 è stato vinto dai Paesi Bassi con la canzone “Arcade”, scritta, composta e cantata da Duncan Laurence, che ha riportato il microfono di cristallo 44 anni dopo la vittoria dei Teach In del 1975.

Duncan Laurence ha ottenuto 492 punti. Al secondo posto “Soldi” di Mahmood che chiude a 465 davanti al russo Sergey Lazarev e la sua “scream” di nuovo terzo come nel 2016 con 360 punti.

Fin qui la gara e il risultati noti, ma proprio ieri, tramite un comunicato apparso sul sito ufficiale dell’Eurovision Song Contest, l’EBU – European Broadcasting Union – ha reso nota la correzione di un errore nel conteggio del voto delle giurie.

In particolare, a essere coinvolta è la Bielorussia: la sua giuria è stata messa alla porta in blocco perché tutti i membri avevano rivelato, in un programma tv, come avevano votato per la prima semifinale. Al loro posto, come previsto dal regolamento, è stato utilizzato un gruppo di Paesi con pattern di voto simili tra loro.

Questo il comunicato dell’EBU:

“L’EBU è in grado di confermare, dopo aver effettuato delle revisioni standard, che a causa di un errore umano è stato usato un risultato aggregato non corretto. Questo non ha avuto alcun impatto sul calcolo dei punti derivato dal televoto attraverso i 41 Paesi partecipanti, e la canzone vincitrice e le prime 4 del Concorso rimangono invariate.

Nel rispetto degli artisti e dei membri dell’EBU che hanno partecipato, è nostra volontà correggere i risultati finali in osservanza delle regole. Il corretto punteggio delle giurie è ora stato aggiunto alla classifica e i totali revisionati per tutte le tv partecipanti, e i loro Paesi, sono stati pubblicati su eurovision.tv.

L’EBU e i suoi partner digame e Ernst&Young sono profondamente dispiaciuti che questo errore non sia stato scoperto prima e rivedrà i procedimenti e controlli in essere al fine di prevenire il ripetersi dell’evenienza“.

 

 

A questo punto, la nuova classifica finale diventa la seguente:

  1. Paesi Bassi 498
  2. Italia 472
  3. Russia 370
  4. Svizzera 364
  5. Svezia 334
  6. Norvegia 331
  7. Macedonia del Nord 305
  8. Azerbaigian 302
  9. Australia 284
  10. Islanda 232
  11. Repubblica Ceca 157
  12. Danimarca 120
  13. Cipro 109
  14. Malta 107
  15. Slovenia 105
  16. Francia 105
  17. Albania 90
  18. Serbia 89
  19. San Marino 77
  20. Estonia 76
  21. Grecia 74
  22. Spagna 54
  23. Israele 35
  24. Bielorussia 31
  25. Germania 24
  26. Regno Unito 11

In questo modo la Svezia supera la Norvegia, la Macedonia del Nord sorpassa l’Azerbaigian, Cipro e Malta guadagnano due posizioni a scapito di Slovenia e Francia, l’Albania scavalca la Serbia, San Marino si piazza davanti all’Estonia e, infine, la Bielorussia scavalca la Germania.

Questo significa, inoltre, che la Macedonia del Nord ha in effetti vinto la votazione delle giurie, se andiamo a vederne il nuovo risultato:

  1. Macedonia del Nord 249
  2. Svezia 241
  3. Paesi Bassi 237
  4. Italia 219
  5. Azerbaigian 202
  6. Australia 153
  7. Svizzera 152
  8. Repubblica Ceca 150
  9. Russia 126
  10. Malta 87
  11. Cipro 77
  12. Danimarca 69
  13. Francia 67
  14. Grecia 50
  15. Estonia 48
  16. Islanda 46
  17. Slovenia 46
  18. Albania 43
  19. Norvegia 40
  20. Serbia 35
  21. Germania 24
  22. Bielorussia 18
  23. San Marino 12
  24. Regno Unito 8
  25. Spagna 1
  26. Israele 0

Oltre al sorpasso della Macedonia del Nord, è a questo punto possibile notare come Israele sarebbe rimasto a zero, la Spagna a un punto e il Regno Unito a 8, con la seconda metà della graduatoria praticamente sconvolta rispetto a quanto tutta Europa ha avuto modo di vedere sabato scorso.

Nessun effetto c’è sulle semifinali.

Tuttavia, ciò che si è visto in tv in Europa è apparso strano fin da subito a tantissimi: è stata votata tutta la seconda metà della classifica, con 12 punti assegnati a Israele, 10 all’Estonia, 8 alla Germania, 7 alla Norvegia, 6 alla Spagna, 5 al Regno Unito, 4 a San Marino, 3 alla Serbia, 2 all’Islanda e 1 all’Australia.

I voti corretti, invece, sono i seguenti: 12 punti a Malta, 10 alla Macedonia del Nord, 8 a Cipro, 7 all’Italia, 6 ai Paesi Bassi, 5 all’Azerbaigian, 4 alla Svizzera, 3 alla Grecia, 2 alla Svezia e 1 alla Russia. A notare l’incongruenza per primo è stato un utente Twitter portoghese, che ha messo insieme le votazioni delle giurie di Armenia, Azerbaigian, Georgia e Russia e ha calcolato con invidiabile precisione il risultato effettivo.

(fonte: Eurofestival News)

RED






LA TURCHIA NON PARTECIPERA’ ALL’EUROVISION SONG CONTEST 2019: IMMORALE LA PRESENZA DI PERSONAGGI COME WURST

Non finisce di creare discussioni l’organizzazione dell’Eurovision Song Contest 2019 previsto in Israele (paese vincitore dell’ultima edizione 2018 in Portogallo). Dopo le ormai solite battaglie tra città candidate a ospitare l’edizione israeliana ( tre le città in corsa per avere l’evento: Gerusalemme, Tel Aviv ed Eilat), se ne aggiungono altre che porrebbero mettere seriamente in dubbio proprio l’organizzazione dell’evento.

La prima polemica è stata quella della KAN (l’attuale tv pubblica di Israele, sostitutiva dell’IBA che ha chiuso lo scorso anno) la quale aveva chiesto, in aggiunta al budget già fissato in 190 milioni di dollari, un ulteriore aumento di 12 milioni di euro. Il governo non solo ha deciso di non concedere questo finanziamento, lasciando alla tv statale l’incombenza di lavorare col budget a disposizione, ma è intervenuto duramente il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che ha minacciato addirittura la chiusura completa della tv in caso di ulteriori richieste. Sarebbe la seconda tv chiusa in due anni in Israele, dopo la fine di quell’IPBC che aveva trasmesso l’Eurovision 2017 con tutti gli altri programmi ormai chiusi.

Ma a rendere ancora più travagliato il percorso organizzativo della prossima edizione dell’Eurovision Song Contest, si è aggiunta la polemica e le dichiarazioni di Ibrahim Eren, direttore generale di TRT, la tv nazionale turca. Quest’ultimo parlando al giornale on line Hurriyet Daily News Reports ha confermato che l’emittente non sarà in gara nei prossimi anni a venire e motivando la decisione con quella che a suo dire è “una perdita di valori da parte dello show”.

“Non ci sono per il momento intenzioni di ritornare – ha dichiarato Ibrahim Eren – ci sono ragioni inerenti al sistema di voto, ma non solo. Siamo una tv pubblica e non possiamo trasmettere uno show dove c’è un vincitore austriaco barbuto, con la gonna, che accetta l’assenza di genere e sono una donna ed un uomo, alle 21, quando ci sono i bambini davanti alla tv. Ho detto alla EBU che si sta distaccando dai propri valori. Altri paesi se ne stanno andando per colpa di ciò. C’è una confusione mentale per colpa degli organizzatori. Se questo cambierà, allora torneremo”.

Il riferimento a Conchita Wurst è chiaro. Meno chiaro invece quali sarebbero i paesi che se ne stanno andando dallo show “per colpa di questo”, dato che Bosnia, Slovacchia, Monaco e Andorra hanno lasciato (almeno ufficialmente) lo show per motivi economici e/o di situazioni inerenti alla condizione della tv.

L’ultimo rappresentante turco è stato Can Bonomo, settimo nel 2012 con “Love me back”, mentre dopo la vittoria del 2003, l’ultimo buon risultato è quello dei MaNga, secondi nel 2010 dietro Lena con “We could be the same”. L’ultimo turco sul palco eurovisivo è invece stato Serhat, in gara per San Marino nel 2016 con “I didn’t know” e dodicesimo in semifinale.

Secondo le fonti di un giornalista franco-israeliano ex di i24news (canale all news d’Israele), esiste anche piano di riserva: sarebbe l’Austria, che aveva già ospitato l’edizione 2015.

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EUROFESTIVAL: “NO” DI CHANNEL ONE RUSSIA ALLA PROPOSTA DI FAR ESIBIRE JULIA SAMOYLOVA VIA SATELLITE. “NON SI POSSONO INVENTARE NUOVE REGOLE”.

Continua il tira e molla fra Ucraina e Russia. L’Eurovision Song Contest 2017 è già, a tutti gli effetti, l’edizione più controversa degli ultimi anni del concorso, e a oggi non c’è alcun segno di Julia Samoylovadistensione fra i due paesi in guerra fra loro.

Solo poche ore fa vi avevamo riportato la proposta dell’EBU, l’ente organizzativo della kermesse canora, di far esibire via satellite la rappresentante russa Julia Samoylova, bannata ieri dal servizio di sicurezza ucraino per tre anni per aver messo piede nel 2015 in Crimea (la zona contesa fra Ucraina e Russia) senza i permessi necessari.

Proposta rigettata nell’immediato da Vyacheslav Kyrylenko, vice Primo Ministro ucraino e vice Presidente del Comitato Organizzatore dell’Eurovision 2017, che tramite il suo profilo Twitter ha tuonato:

Ukrainian Deputy Prime Minister Vyacheslav Kyrylenko“Concerti e programmi televisivi con la partecipazione di persone non gradite non sono permessi in Ucraina. La posizione dell’EBU sta politicizzando il concorso. La trasmissione della performance della Samoylova da parte dei canali tv ucraini corrisponderebbe a una violazione delle leggi nazionali tanto quanto il suo ingresso in Ucraina. L’EBU deve tenere conto di questo aspetto. L’unica possibile soluzione è la sostituzione della concorrente russa”.

Poco dopo, è arrivata anche la risposta ufficiale del canale russo Channel One, che rifiuta le istanze dell’EBU:

“Abbiamo agito in accordo con le regole dell’Eurovision e scelto la nostra partecipante al contest, che è stata già accettata dall’EBU e rimane laebu-eurovision nostra artista in gara. Secondo le regole dell’Eurovision, la tv organizzatrice deve fornire a tutti i concorrenti un visto d’ingresso per l’intera durata dell’evento. Per questo motivo il divieto per Julia Samoylova di entrare in territorio ucraino viola le regole del contest. Consideriamo la proposta di esibirsi via satellite singolare e per questo la rifiutiamo, siccome, certamente, contraddice il vero significato dell’evento, la ferma regola per la quale bisogna esibirsi dal vivo sul palco dell’Eurovision. Crediamo che l’EBU non debba inventare nuove regole per la rappresentante russa nel 2017, e sia in grado di organizzare una competizione seguendo le sue già esistenti regole”.

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(fonte: Eurofestival News)






Robbie Williams: “Sarei pronto a rappresentare la Russia all’Eurovision Song Contest”

Il cantante inglese Robbie Williams si è offerto di rappresentare la Russia al prossimo Eurovision Song Contest in programma a maggio a Kiev. Lo ha fatto nel corso di una intervista robbie-williams-eurovisionconcessa a Channel One, la tv di Stato russa, intervenendo allo show “Pust Govoryat” di Andrei Malakhov.

La proposta del cantante arriva dopo le polemiche causate da “Party like a Russian“, per dei riferimenti contenuti nel brano, che parte della stampa, aveva trovato sconvenienti per la Russia. “Ci vuole un uomo con una certa reputazione per prendere il denaro da tutta una nazione intera, non c’è rifiuto né discussione, sono un Rasputin moderno“: recita così la prima strofa del  singolo di Robbie Williams uscito nell’autunno scorso. Queste parole erano state trovate “offensive”, perchè secondo i media locali, il cantante inglese avrebbe dato  un’immagine del Robbie Williams - Party Like A Russianpopolo russo totalmente stereotipata e lontana dalla realtà.

La traccia del brano musicale in questione, si basa su un campionamento di “Romeo e Giulietta” di Sergej Sergeevič Prokofev, famoso pianista e compositore russo di inizio ‘900. Il testo poi è pieno di riferimenti alle tradizioni russe, prima tra tutte la Matriosca presente sia nel ritornello che nella seconda strofa: “C’è una bambola dentro una bambola, dentro una bambola, dentro una bambolina. Ciao Dolly. Ho messo una banca all’interno di un’auto, all’interno di un aereo, all’interno di una barca“. Il video clip è ambientato all’interno di un palazzo molto elegante che richiama lo sfarzo degli zar. Robin Williams - The ballet dancers, the music of Prokofiev, buckwheat, golden tongue
Dal canto suo, Robbie Williams , già a suo tempo aveva negato tutto e ai media inglesi aveva spiegato che il senso del singolo è semplicemente “festeggia come un russo“, aggiungendo: “Noi pensiamo di saper festeggiare come si deve, ma vi assicuro che non siamo niente in confronto ai russi: sono davvero dei festaioli“.

“Adoro l’Eurovision. E’ tutto così vivace, uno show grandioso. Mi piacerebbe rappresentare la Russia all’Eurovision Song Contest. Forza Russia, possiamo vincere!”, ha detto ora Williams  durante una intervista concessa, come dicevamo, a Channel One. Durante la proposta, avanzata con i toni scherzosi informali, il cantante ha anche affermato di poter intravedere il suo manager “mettersi le mani nei capelli” per la party-like-a-russiandichiarazione appena fatta.

La discussione non si è limitata all’evento in sé, ma il cantante britannico ha speso parole di elogio pure per Sergey Lazarev, il rappresentante della Russia all’Eurovision 2016, che si è classificato al terzo posto sulle note di “You Are The Only One”, accompagnato da una coreografia dal grande impatto visivo. Robbie Williams ha ammesso che, in caso di partecipazione, avrebbe intenzione di costruire una performance del genere.

La dichiarazione arriva in un momento già molto delicato anche per la partecipazione della Russia all’Eurovision Song Contest 2017,  per la presenza di Yulia Samoilova in Ucraina il prossimo maggio, che sembra nonostante le conferme, essere ancora a rischio a causa delle sueЮлия Самойлова dichiarazioni in supporto della causa russa e della sua presenza in Crimea in seguito all’annessione del territorio alla Federazione.

Mentre l’EBU, ente europeo che sovrintende alla organizzazione dell’Eurovision, ha fatto sapere di non avere nulla in contrario alla partecipazione della Samoilova, i servizi di sicurezza ucraini stanno lavorando per capire se la cantante russa abbia infranto le leggi del paese, tra le quali il divieto assoluto, per artisti non ucraini, di esibirsi nella penisola contesa.

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