RUSSIA 2018: LA FRANCIA DIVENTA CAMPIONE DEL MONDO

Mosca – La Francia si aggiudica la 21ma edizione dei campionati del mondo. In uno stadio Luzhniki pieno e traboccante di colori ed entusiasmo, i transalpini allenati da Didier Deschamps succedono alla Germania nell’albo d’oro iridato, rifilando un sonoro 4-2 ad una Croazia indomita, che si arresa solo ai colpi di classe di una generazione di calciatori che farà molto parlare di se anche in futuro. Il riferimento soprattutto alla stella del Paris Saint GermainKylian ‘Mbappe’, non è casuale considerando che il giovanissimo attaccante di origini camerunensi ed algerine, ha messo la sua firma anche nella finalissima.

Sotto gli occhi di un Vladimir Putin assai contento per la riuscita di una manifestazione che non solo è stata divertente ed appassionante come poche altre volte si ricordi, ma anche sicura ed all’altezza della situazione considerando l’organizzazione impeccabile e gli stadi moderni che hanno ospitato le partite, anche l’ultimo atto non ha certo tradito le attese, regalando un’altalena di gol e di emozioni che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine. Soddisfazione anche sul campo, perché la nazionale russa è stata una delle piacevoli sorprese (insieme al Belgio terzo classificato ed alla Croazia finalista) del torneo, facendo meglio anche di nazionali maggiormente accreditate come la Germania e la Spagna che hanno deluso le aspettative di tifosi ed addetti ai lavori.

Presenti anche il presidente francese Macron e la sua omologa croata Kitarovic che ha ricevuto ieri la visita di Putin che l’ha omaggiata con una composizione floreale, ed in cui sono stati ribaditi gli ottimi rapporti diplomatici che intercorrono fra i due paesi.

Dopo le esibizioni di Will Smith e del soprano Aida Garifullina che ha cantato un’apprezzata versione di “Kalinka” con la sorpresa finale di Ronaldinho che suona le conga, le due squadre facevano il loro ingresso in campo.

Partivano meglio i croati che non risentivano affatto dell’emozione dell’essere approdati per la prima volta in una finale di coppa del mondo, mentre i francesi sembravano essere imballati non riuscendo ad imbastire un’offensiva valida. Merito anche del gran pressing a centro campo imbastito da Modric e Mandzukic che non lesinavano energie per provare a riconquistare palla, con una mediana dei blues che faceva enorme fatica ad impostare. Si sgolava dalla panchina Deschamps, che chiedeva ai suoi di avanzare il baricentro della propria azione per evitare di farsi schiacciare troppo dalla verve degli avversari.

E così dopo gli impacci iniziali, arrivava un po’ a sorpresa, al 18’, il vantaggio francese. Punizione con parabola velenosa dai 30 metri di Griezmann e palla che spioveva in area croata. Mandzukic, nel tentativo di liberare, colpiva maldestramente di testa. La palla assumeva una traiettoria beffarda che metteva fuori causa, l’incolpevole Subasic. La Croazia aveva però il merito di non disunirsi e 10 minuti dopo, riusciva a rimettersi in carreggiata con una poderosa staffilata di Perisic che, dagli sviluppi di un corner, riusciva a liberarsi in bello stile di un paio di difensori francesi prima di scoccare una conclusione potente e angolata che non dava scampo a Lloris.

Nemmeno il tempo di festeggiare, e subito c’era un altro colpo di scena. Ancora da calcio d’angolo, ma stavolta ad aree invertite, era il 34’ quando Pogba impattava di testa e la sfera sbatteva prima sul braccio e poi sulla gamba di un Perisic stavolta scoordinato, ed ingannato probabilmente anche dal movimento sbagliato del suo compagno di squadra, Brozovic. L’arbitro Pitana (praticamente perfetta e senza sbavature, la sua direzione di gara), prima accordava un altro calcio d’angolo e poi decideva di avvalersi dell’ausilio del VAR per decretare un penalty che le immagini televisive confermavano essere  ineccepibile. Sul dischetto si portava Griezmann che si confermava specialista dagli 11 metri spiazzando Subasic e regalando il nuovo vantaggio alla sua squadra. Il tempo si esauriva con i tentativi velleitari dei balcanici di pareggiare, ma la difesa francese faceva buona guardia rintuzzando sul nascere ogni azione. Ci provava quasi allo scadere Vida, ma il suo colpo di testa difettava in precisione.

Al rientro in campo, il tema tattico era scritto: Croazia in avanti alla ricerca del 2-2, mentre i galletti si rintanavano nella loro metà campo pronti però a sfruttare l’incredibile velocità di ‘Mbappe’ che con i suoi micidiali scatti iniziava a mettere in enorme difficoltà la retroguardia biancorossa, apparsa in debito d’ossigeno. La prima occasione era comunque di Rebic che al 48’ chiamava ad un difficile intervento Lloris. I croati avevano un possesso palla sterile che non portava apprezzabili risultati, perché la cerniera a centrocampo composta da Pogba e Kanté proteggeva molto bene la difesa transalpina.

Modric provava a suonare la carica, ma più trascorrevano i minuti più appariva evidente che i suoi compagni di squadra non avevano le forze necessarie per rimettere in discussione il risultato. Ne approfittavano così i francesi che fra il 59’ ed il 65’ piazzavano un micidiale 1-2, con cui chiudevano di fatto l’incontro.

Era dapprima, il centrocampista del Manchester UnitedPaul Pogba a piazzare una conclusione vincente dal limite dell’area, dopo un rimpallo, che si spegneva in fondo alla rete con un Subasic apparso poco reattivo nella circostanza. Poi, arrivava anche il sigillo di ‘Mbappe’ con un’altra bordata dalla distanza a far assumere al risultato, i contorni di un trionfo. Serviva solo agli amanti delle statistiche, il clamoroso errore di Lloris che al 70’ azzardava goffamente un improbabile dribbling permettendo a Manzdzukic in agguato nell’area francese, di realizzare la rete del definitivo 4-2 che regalava qualche minuto di illusione ai biancorossi. Nel mentre, invasione delle solite Pussy Riot che subito erano neutralizzate dal repentino intervento delle forze dell’ordine russe che sgombravano il campo dalle presenze indesiderate.

La vittoria francese non era comunque messa in discussione, perché la Croazia risentiva del grande sforzo fisico profuso nelle precedenti gare contro Danimarca, Russia ed Inghilterra che si sono protratte oltre i tempi regolamentari. I transalpini si limitavano ad amministrare, provando qualche giocata con ‘Mappe’, il neo entrato Nzonzi’ e Pogba, che evitava loro di correre ulteriori ed inutili pericoli. Nei 5’ di recupero accordati dall’ottimo Pitana non accadeva più nulla, e così Les blues potevano festeggiare ed eguagliare così il successo di 20 anni fa.

Intanto nubi minacciose si addensavano sulla capitale russa ed un autentico diluvio faceva da contorno alla cerimonia di premiazione che vedeva protagonisti ‘Mbappe’ (miglior giovane), Modric (miglior giocatore) ed il belga Curtois (miglior portiere). Capocannoniere della manifestazione, l’attaccante inglese Harry Kane con 6 gol. Poi, alla presenza del neo presidente FIFA Gianni Infantino e dei capi di stato di Russia, Francia e Croazia, il momento tanto atteso della consegna della Coppa del Mondo alla nazionale vincitrice.

Cala così il sipario su un’edizione dei mondiali che ricorderemo a lungo per la bellezza non solo degli stadi e delle strutture russe, ma anche per quelle partite che hanno anche regalato gol ed in alcuni casi vere e proprie sorprese, che in fondo sono l’essenza di questo sport. Gli amanti delle statistiche avranno di che sbizzarrirsi e discutere, se pensiamo che c’è stato un solo match terminato 0-0 (Francia-Danimarca, nella fase a gironi) e che in finale si sono visti ben 6 gol, dopo oltre mezzo secolo (era il 1966, quando Inghilterra-Germania Ovest terminò 4-2 ma dopo i tempi supplementari).

A testimonianza di un’evoluzione finalmente in senso offensivo del gioco, dopo anni in cui il tatticismo esasperato aveva prodotto incontro spesso e volentieri noiosi e bloccati. Grande successo in termini di ascolti per le reti Mediaset che hanno trasmesso tutte le 64 partite della manifestazione gratuitamente, dando a tutti la possibilità di assistere e di vivere le emozioni di Russia 2018.

L’appuntamento con la più importante kermesse calcistica è fissato fra 4 anni in Qatar, quando molto probabilmente i mondiali si disputeranno in un periodo dell’anno del tutto insolito per gli appassionati. Ovvero nel periodo invernale, a causa delle alte temperature che si registrano fra Giugno e Luglio nel paese arabico, e che imporranno a tutte le 32 federazioni calcistiche che vi prenderanno parte, di scombussolare letteralmente i propri calendari. Ma ci sarà tempo per riparlarne.

Fra due anni sarà già tempo di Europei, con l’edizione del 2020 che sarà itinerante e toccherà anche San Pietroburgo che ospiterà tre incontri della fase a gironi ed un quarto di finale.

Francesco Montanino




RUSSIA 2018: SORTEGGIATI I GIRONI PER I MONDIALI DI CALCIO

Mosca – Sarà Russia-Arabia Saudita la gara inaugurale della 21ma edizione dei Campionati Mondiali di Calcio. In una Sala Concerti del Palazzo di Stato del Cremlino, alla presenza del Presidente Vladimir Putin, vecchie glorie come Maradona, Pelé e Fabio Cannavaro, hanno estratto dall’urna le palline corrispondenti alle 32 squadre partecipanti all’evento sportivo del 2018, componendo gli 8 gironi.

Un’edizione che qualcuno in maniera forse frettolosa e superficiale, ha definito “povera” per l’assenza di nazionali importanti come quella italiana ed olandese, inopinatamente e meritatamente eliminate per quanto hanno saputo esprimere negli spareggi (Italia) ed addirittura nelle eliminatorie (Olanda). Ma che invece si preannuncia quanto mai incerta ed equilibrata, con formazioni ricche di talento e tradizione che si daranno battaglia per conquistare il trofeo più importante.

Sorteggio tutto sommato positivo per i padroni di casa, che oltre ai sauditi se la vedranno con Egitto e l’Uruguay di Cavani e Suarez. A parte i sudamericani che appaiono i favoriti alla conquista del primo dei due posti disponibili per accedere agli ottavi, per la Russia ci sono buone possibilità di spuntarla contro avversari alla portata anche se appare chiaro che l’avversario con cui bisognerà fare i conti sarà l’Egitto dell’ex giallorosso, ora in forza al Liverpool, Mohammed Salah.

Nel girone B, spicca il derby iberico fra la Spagna ed il Portogallo di Cristiano Ronaldo che non dovrebbero avere alcuna difficoltà a sbarazzarsi di Marocco ed Iran, che appaiono come veri e propri sparring partner che non dovrebbero impensierire le due corazzate continentali.

Sorteggio abbastanza benevolo anche per la Francia di Didier Deschamps che se la dovrà vedere nel girone C con Perù (che torna dopo ben 36 anni a disputare la fase finale di un Mondiale), Australia e Danimarca. Non così con l’Argentina di Leo Messi che invece si ritrova inserita in un raggruppamento (il D) che è sicuramente quello più equilibrato visto che a contenderle la qualificazione ci saranno la Croazia di Modric, la Nigeria (già incrociata nel 1994, nel 2002, nel 2010 e nel 2014) e l’Islanda che non può più essere considerata una sorpresa ripensando anche all’ottimo, recente europeo disputato in Francia.

Per il resto, possono sorridere anche il Brasile che nel gruppo E sarà in compagnia di Serbia, Svizzera e Costarica ed i campioni in carica della Germania (gruppo F) che ritroveranno oltre a quella Svezia che ha clamorosamente meritato l’Italia, anche l’insidioso Messico e la Corea del Sud. Bene anche per Belgio ed Inghilterra (gruppo G) che appaiono diverse spanne sopra Panama e Tunisia, mentre non c’è un vero favorito nell’ultimo girone (l’H) in cui Polonia, Colombia, Senegal e Giappone partono più o meno alla pari sulla griglia di partenza.

La grande favorita alla vittoria finale è – alla luce di quanto visto negli ultimi anni – la Germania, ma occhio alla grande voglia di rivalsa del Brasile che con Neymar farà di tutto per rifarsi delle figuracce rimediate davanti al proprio pubblico appena 4 anni fa. Ad aiutare i verde-oro, c’è anche la scaramanzia se consideriamo che l’ultima volta in cui hanno vinto il mondiale (quello del 2002), c’era nel loro girone anche la Costarica, così come a 60 anni di distanza dall’esplosione di Pelé in Svezia, non c’è neanche stavolta l’Italia.

Sul gradino più basso di un podio virtuale, l’Argentina che dispone di un potenziale offensivo senza pari (oltre a Messi, anche Icardi, Dybala, Higuain….solo per citarne alcuni) ma che, non è sinora riuscita a trovare quella quadratura del cerchio necessaria per portare a casa un titolo iridato che manca ormai da troppo tempo. Al ct Sampaoli, i tifosi dell’albiceleste chiedono di porre il terzo sigillo, dopo quelli del 1978 e del 1986 in Messico  con le prodezze di Diego Armando Maradona.

Non vanno sottovalutate poi quali outsider di lusso la Spagna, il Portogallo (Campione d’Europa in carica) ed anche la Francia che dispone di giovani molto interessanti. Per il resto, se si dovesse indicare la classica mina vagante non avremmo difficoltà ad individuare nel Belgio di Hazard, Mertens e Nainggolan la squadra che potrebbe sorprendere e stupire tutti. Autentiche incognite, infine, sono l’Inghilterra, la Polonia di Milik e Lewandowsky ed una Russia, il cui obiettivo sarà quello quantomeno di arrivare agli ottavi dove quasi sicuramente incrocerà una fra Portogallo e Spagna.

La manifestazione inizierà il 14 giugno (ore 18) e si concluderà il 15 luglio (ore 18) allo stadio Luzniki di Mosca, ed oltre che nella capitale le partite si disputeranno negli impianti di Sochi, San Pietroburgo, Kazan, Niznjy Novgorod, Rostov, Samara, Kaliningrad, Volvograd, Ekaterinenburg e Saransk.

 

 

Questi i gironi sorteggiati:

Girone A: Russia, Uruguay, Egitto, Arabia Saudita.

Girone B: Portogallo, Spagna, Marocco, Iran.

Girone C: Francia, Danimarca, Perù, Australia.

Girone D: Argentina, Croazia, Nigeria, Islanda.

Girone E: Brasile, Svizzera, Serbia, Costarica.

Girone F: Germania, Messico, Svezia, Corea del Sud.

Girone G: Belgio, Inghilterra, Tunisia, Panama.

Girone H: Polonia, Colombia, Senegal, Giappone.

REDSPORT RN