Les Étoiles: stelle internazionali della danza al Teatro Comunale di Bologna

In una regione che di fuoriserie a quattro e a due ruote se ne intende, arrivano al Teatro Comunale di Bologna, il 17 e 18 maggio (ore 20.30) nell’ambito della Stagione di Danza 2022, le fuoriserie “in volo e sulle punte” per il gala cult Les Étoiles, a cura di Daniele Cipriani. Dieci stelle della danza, tutte fiammanti, veloci, scattanti e vincenti, capaci di regalarci vittorie in palcoscenico (anziché sulle piste da corsa): momenti acrobatici che – con quei corpi dalla messa a punto perfetta – solo le grandi étoile sono in grado di eseguire, arricchiti dalle emozioni e dalla poesia che le intense interpretazioni di questi artisti suscitano nel pubblico.

Un cluster di stelle, in arrivo dalle capitali del balletto e dalle maggiori compagnie del mondo: Elisa Badenes (Stuttgart Ballett), Sergio Bernal (già Balletto Nazionale di Spagna), Isaac Hernandez (English National Ballet), Fumi Kaneko (The Royal Ballet di Londra), Vsevolod Maievskyi (già Teatro Mariinsky di San Pietroburgo), Maia Makhateli (Het Nationale Ballet), Matteo Miccini (Stuttgart Ballett), Vadim Muntagirov (The Royal Ballet di Londra), Ana Sophia Scheller (già New York City Ballet), Jacopo Tissi (già Teatro Bolshoi di Mosca). Celebreranno il grande repertorio classico (ma anche brani di sofisticata modernità).

Le étoile saranno accompagnate dal vivo dall’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna che contribuisce allo spessore artistico dello spettacolo e sarà, per l’occasione, diretta da Paolo Paroni. Il M° Paroni, stimato per la sua programmazione originale e l’abbattimento delle barriere tra diversi generi, non solo ha lavorato presso orchestre e teatri lirici di rilevanza internazionale, ma è un profondo conoscitore del mondo del balletto: Direttore Ospite Principale del New York City Ballet dal 2014, ha anche collaborato con alcune delle più grandi ètoile del Bolshoi di Mosca, Mariinskii di San Pietroburgo, Royal Ballet di Londra, e dello Hamburg Ballet.

Il pubblico del Comunale saluterà con particolare affetto Jacopo Tissi, recentemente rientrato da Mosca dove alcuni mesi fa era diventato il primo ballerino italiano ad essere nominato étoile della Compagnia del Bolshoi, tempio del balletto mondiale. Accanto a Maia Makhateli, étoile del Balletto Nazionale Olandese, Tissi interpreterà il passo a due di Marius Petipa tratto da Le Corsaire (musica di Drigo), campione da manuale di virtuosismo ottocentesco, nonché, novità per l’Italia, un assolo tratto da The Ninth Wave del coreografo portoricano Bryan Arias. “Creazione classica, con elementi di hip-hop, ispirata all’omonimo quadro del pittore nautico Ivan Aivazovsky, La Nona Onda fu il primo lavoro che al Bolshoi danzammo dopo il lockdown del 2020”, spiega Jacopo Tissi. “Rappresentò per noi ballerini, che eravamo rimasti in confinamento per mesi, l’uscita dall’emergenza. L’assolo che io interpreto, sulle note di Shéhérazade di Rimsky-Korsakoff, fu creato su misura per me ed è molto emozionante poterlo offrire al pubblico del Comunale ora che sono rientrato in Italia da Mosca.”

Maia Makhateli, applauditissima in occasione della sua esibizione a Les Étoiles a Roma lo scorso gennaio, affronterà ancora le prodezze coreografiche firmate da Petipa, accanto a Isaac Hernandez, nel passo a due tratto da Don Chisciotte (musica di Minkus); avremmo modo ancora una volta di ammirare i prodigiosi equilibri in punta della ballerina georgiana e la verve, tutta latina, del danzatore messicano.

Vadim Muntagirov e Fumi Kaneko portano in palcoscenico le due iconiche figure del balletto classico – il Cigno Bianco Odette con la sua controparte, il Cigno Nero Odile – e il loro Principe Siegfried nei passi a due omonimi (il primo di Lev Ivanov, il secondo di Marius Petipa) tratti dal balletto per eccellenza, Il lago dei cigni di Ciaikovsky. Come già a Les Étoiles di Roma, i due principal della compagnia inglese saranno vestiti nientemeno che dallo stilista Roberto Capucci. Immaginifici i due tutù (tra l’altro, i primi della carriera del leggendario maestro dell’alta moda) indossati dalla giapponese Kaneko, vere sculture ad onde e pieghe realizzate in tessuti e ricami preziosi.
I due volti del temperamento umano, rappresentati da Odette e Odile, hanno anche ispirato due profumi “abbinati”. Spiega Daniele Cipriani: “Il balletto, nel senso più alto, è un’alchimia di emozioni e sensi sollecitati da coreografia e musica, ma anche dall’impatto delle scene e dei costumi. Volendo aggiungere al profluvio dei sensi anche quello inusuale dell’olfatto, mi sono rivolto al “naso” Laura Bosetti Tonatto che ha trasformato le suggestioni artistiche di queste due iconiche figure del balletto in fragranze.” A lei si deve la creazione dei profumi unisex Les Étoiles in due versioni, “White Swan” e “Black Swan” , delle cui note olfattive gli spettatori potranno godere nel foyer del Comunale, per una nuova esperienza sensoriale.

Stella ormai fissa di Les Étoiles, Sergio Bernal sarà interprete anche lui di un cigno, uno in cui però la grazia si sposa con la forza maschile: le note sono quelle della struggente Morte del Cigno di Camille Saint-Saëns, la coreografia di Ricardo Cue. Tuttavia, siccome i contrasti sono di casa a Les Étoiles, Bernal non farà certo mancare anche uno di quei suoi assoli che portano il sole rovente dell’Andalusia in sala e mandano in visibilio il pubblico: in quest’occasione, il brano di sapore iberico (coreografato dal ballerino madrileno stesso) sarà Zapateado de Sarasate.
Altri cigni, altri contrasti, “qualcosa di completamente diverso” come direbbero i Monty Python se dovessero descrivere il passo a due Black Swan di Marco Goecke; questa creazione del geniale coreografo tedesco porta una nota inconsueta al gala, presentandoci due personaggi decisamente non imparentati con quelli di Petipa. La musica è sempre quella di Ciaikovsky, gli affiatatissimi interpreti sono i nerovestiti Elisa Badenas e Matteo Micini. Per contrasto i due ballerini, questa volta biancovestiti, interpretano anche Arcadia di Douglas Lee, balletto dalle atmosfere rarefatte e misteriose a cui contribuisce la musica di Juriaan Andriessen.

Classicità assoluta – passi a due tratti da Giselle (musica Adam, coreografia Coralli/Perrot) e La Bella Addormentata (musica Ciaikovsky, coreografia Petipa) – per l’argentina Ana Sophia Scheller e l’ucraino Vsevolod Maievskyi (quest’ultimo alla sua prima apparizione in Italia). Una particolarità della programmazione di Les Étoiles da parte del direttore artistico Daniele Cipriani è la creazione di nuove coppie della danza costituite da étoile che non hanno mai danzato insieme in precedenza. Chiarisce Cipriani: “Osservo il loro stile, la loro qualità interpretativa, le sfumature, e capisco quando queste caratteristiche rendono compatibile una partnership artistica tra due étoile. Ed ecco che dall’unione di due étoile nasce una nuova, bellissima coppia. Vsevolod è ucraino e Ana Sophia è stata principal presso il Balletto Nazionale Ucraino, eppure non avevano mai danzato insieme prima di questo spettacolo; ma vedrete, c’è una meravigliosa alchimia tra di loro in palcoscenico!”.

Da sempre leitmotiv di Les Étoiles è la sua internazionalità – le diverse nazionalità dei ballerini e dei teatri di provenienza, dei compositori e dei coreografi – e il messaggio di cui non si stanca di farsi foriero (e che mai come in questa edizione assume un carattere di urgenza) è l’armonia tra i popoli del nostro pianeta, di cui il movimento armonioso in palcoscenico (potremmo spingerci a parlare della pitagorica “armonia delle sfere”), vuole essere un riflesso. Sottolinea il direttore artistico Daniele Cipriani: “È un proposito ambizioso, ma la grande danza vuole presentarsi addirittura quale modello di una società e di un mondo ideali. Si potrebbe pensare a Les Étoiles come a una specie di ‘ONU della Danza’, e ai suoi splendenti protagonisti come ad ambasciatori di pace, riuniti in un’armata plurinazionale che avanza a passo di danza sotto un unico vessillo. La missione dell’arte è quella di salvare il mondo: la vera Arte, quella con l’A maiuscola, produce effetti benefici sull’umanità perché nasce dalla sua parte migliore ed esprime il suo eterno anelito verso ciò che è bello, buono e vero. È un ponte da non far saltare mai, ma da tenere sempre aperto, anche (e soprattutto) in tempo di guerra.”

Irina Ras




“Stravinsky’s love”: uno spettacolo per celebrare il 50° anniversario della morte di Igor Stravinsky

STRAVINSKY’S LOVE, a cura di Daniele Cipriani con la consulenza musicale di Gastón Fournier-Facio, è una produzione realizzata con la FONDAZIONE TEATRO CARLO FELICE DI GENOVA per il Nervi Music Ballet Festival 2021 con il patrocinio della Fondazione Igor Stravinsky di Ginevra. Lo spettacolo di balletto e musica dal vivo, interpretato da virtuosi della danza e della musica, celebra il grande musicista russo Igor Stravinsky (1882-1971)  nel 50° anniversario della sua morte ed è incentrato sull’amore del grande compositore russo per la danza. La serata comprenderà anche un nuovo balletto di John Neumeier.

In prima assoluta l’8 luglio al Nervi Music Ballet Festival 2021, STRAVINSKY’S LOVE verrà presentato il 10 luglio al Ravenna Festival (Rocca Brancaleone). L’anteprima il 6 luglio sarà all’Auditorium Parco della Musica Roma (Cavea) per l’inaugurazione della stagione estiva dell’Accademia Nazionale di S. Cecilia.

Spiccano nel cast Beatrice Rana, una delle più apprezzate pianiste sulla scena musicale internazionale odierna, e la violinista olandese Simone Lamsma che suona il pregiato Stradivari “Mlynarski” del 1718. Completa il cast musicale un secondo pianista, Massimo Spada. Per i balletti Apollo e Uccello di Fuoco ascolteremo invece incisioni storiche dirette dallo stesso Stravinsky.

Nei panni di Igor Stravinsky, assistiamo al ritorno in scena di Vladimir Derevianko, già primo ballerino del Bolshoi di Mosca (e, in seguito, étoile internazionale), che, con accenti russi, rievocherà momenti della sua vita, ricordi e aneddoti, molti dei quali legati al periodo dei Ballets Russes in cui ritroviamo personaggi come Picasso e Diaghilev, Nijinsky e Balanchine. Derevianko/Stravinsky suona alcuni passaggi al pianoforte, esegue alcuni passi di danza, e introduce i brani della serata. La sceneggiatura di STRAVINSKY’S LOVE è firmata dal giornalista e autore Vittorio Sabadin e si basa su scritti del compositore stesso.

Il cast tersicoreo comprenderà tra gli altri il bailaor spagnolo Sergio Bernal, Ashley Bouder del New York City Ballet (compagnia che vanta un legame storico con Stravinsky), Davide Dato dall’Opera di Vienna, il duo Simone Repele/Sasha Riva da Ballet du Grande Théâtre de Genève. Di alcuni balletti in programma si vedranno le coreografie storiche, di altri invece creazioni più recenti, di cui alcune in prima italiana.

Ferve l’attesa a Roma, Nervi e Ravenna per Jacopo Bellussi e Alessandro Frola dello Hamburg Ballet in un nuovo balletto firmato dal coreografo americano John Neumeier su Divertimento, brano per violino e pianoforte tratto da Le baiser de la fée, il balletto composto da Stravinsky in omaggio a Ciaikovsky. Il lavoro verrà danzato in Italia, durante Stravinsky’s Love, a pochi giorni dopo la sua prima mondiale, il 27 giugno, al Nijinsky Gala di Amburgo.

Nel programma figurano brani tratti da: Histoire du soldat (danze create appositamente da Bernal che ne è anche l’interprete accanto alla Bouder); Apollo (il passo a due di Apollo e Tersicore tratto dalla coreografia originale di George Balanchine, per concessione di ©The George Balanchine Trust, interpreti Bouder e Bernal); L’uccello di fuoco (di Marco Goecke, interpreti Riva e Repele); Pulcinella (coreografato e danzato da Riva e Repele). Per La Sagra della primavera è stata scelta la versione di Uwe Scholzche sarà quindi rappresentata per la prima volta in Italia;interpretata da Dato, la coreografia è stata ricostruita da Giovanni di Palma, il ballerino italiano per cui il balletto era stato creato.                                                                            Danzatori della Compagnia Daniele Cipriani sono gli interpreti di alcuni brani di Petrushka – Mattia Tortora (Petrushka), Susanna Elviretti (la Ballerina) con Tommaso Beneventi (il Moro) del Reale Balletto Svedese– nella coreografia storica di Fokine. Il ruolo del Prestigiatore, che alla prima nel 1911 fu del leggendario ballerino e maestro di ballo Enrico Cecchetti, sarà interpretato da Derevianko.

Speciale attenzione verrà data ai costumi, a cura di Anna Biagiotti. Il costume di Pulcinella (indossato da Riva nel balletto omonimo) è stato ricreato dal disegno originale di Pablo Picasso, così come lo sono stati i costumi di quattro altri personaggi (dal balletto originale però, ovvero il Pulcinella di Massine) che sfileranno in palcoscenico. I costumi di Petrushka sono ricreazioni dai bozzetti originali di Benois; apparirà, inoltre, il fiammante Uccello di Fuoco disegnato da Bakst per il balletto originale di Fokine. La consulenza per la regia di Annamaria Bruzzese.

Lo spettacolo sarà al centro di una produzione in format televisivo che andràin onda il 20 luglio su RAI2 in seconda serata. Dai Parchi di Nervi e dal Teatro Carlo Felice di Genova,l’attrice Alessandra Martines, che ha avuto anche un’importante carriera come ballerinaclassica,racconterà attraverso immagini, aneddoti e interviste, la storia di amore tra Stravinsky e la danza.

Nel concedere a STRAVINSKY’S LOVE il patrocinio della Fondazione Stravinsky di cui è la presidente, la bisnipote del compositore Madame Marie Stravinsky ha rilasciato la seguente dichiarazione: “In considerazione della passione di Igor Stravinsky per il balletto, i cui allestimenti, prodotti da Serge de Diaghilev a Parigi, hanno contribuito notevolmente alla nascita di alcune delle opere musicali più straordinarie – tra cui L’uccello di fuoco (1910), Petrushka (1911) e La sagra della primavera (1913) – volendo incoraggiare la programmazione STRAVINSKY’S LOVE di Daniele Cipriani in cui narrazione, danza e musica onorano la musica di Stravinsky con il talento degli artisti riuniti in piccoli ensemble, abbiamo concesso a questa notevole iniziativa di programmazione il patrocinio della Fondazione per le prime rappresentazioni pubbliche recentemente autorizzate che, da giugno a ottobre 2021, compiranno uno splendido viaggio musicale in un’Italia tanto amata dal compositore. “

“Il patrocinio della Fondazione Stravinsky di Ginevra è stato un importante riconoscimento”, commenta Daniele Cipriani, “così come è un onore poter presentare, per la prima volta in Italia, il nuovo balletto di John Neumeier creato per il 50° anniversario della morte di Stravinsky. Non solo le pagine stravinskiane del Divertimento verranno suonate dal vivo da due superlative virtuose come Beatrice Rana e Simone Lamsma, ma a danzarle saranno due ballerini italiani di riconosciuto talento – Jacopo Bellussi e Alessandro Frola – sui quali Neumeier ha creato la sua coreografia.” Aggiunge Cipriani: “Ho voluto che accanto a stelle come Bouder e Bernal, nel cast fosse presente un nutrito contingente di ballerini italiani che danzano in compagnie all’estero. In questo momento l’Italia ha degli straordinari talenti in giro per il mondo – oltre ai succitati Bellussi e Frola, anche Davide Dato e il duo Simone Repele e Sasha Riva – e dobbiamo conoscerli ed esserne orgogliosi.”

RED




Star internazionali del balletto a Roma dal 24 al 26 gennaio

Mentre le stelle svelano agli astrologi le previsioni per il 2020, il firmamento Les Étoiles, a cura di Daniele Cipriani, svela ulteriori novità atte a rendere sempre più febbricitante il conto alla rovescia per il gala cult che accenderà di prodezze pirotecniche “in volo e sulle punte” (secondo il suo celebre motto) la Sala S. Cecilia, Auditorium Parco della Musica di Roma il 24 e 25 gennaio (ore  21) e il 26 gennaio 2020 (ore 17).

La 9a edizione di Les Étoiles (poiché alle cinque precedenti edizioni romane si devono aggiungere quelle di Venezia, Cagliari e Ravenna) ospita come sempre grandi stelle (“étoiles”) del balletto internazionale, ma questa volta tra loro ce n’è una che è anche ormai una star del cinema: Oleg Ivenko divenuto celebre per aver ricoperto nientemeno che la parte del giovane Rudolf Nureyev nel recente film The White Crow.  L’ucraino Ivenko porterà a Les Étoiles  non solo una somiglianza, nel fisico e nel temperamento, con il “Tartaro Volante” (che lo ha fatto scegliere dal regista Ralph Fiennes per interpretare sullo schermo il ballerino più celebre di tutti i tempi), ma anche il profumo della lontana Terra dei Tartari, o Tartaria, essendo egli étoile presso la Compagnia di  Stato di Opera e Balletto di Kazan nella Repubblica russa del Tatarstan.

Attesi dal Teatro Bolshoi di Mosca i russi Denis Rodkin e Eleonora Sevenard, una delle coppie attualmente più in vista della grande compagnia moscovita. Notizia curiosa: la Sevenard è una lontana parente di Mathilde Kschessinska, la ballerina amante dello Zar Nicola II, anche questa immortalata recentemente sul grande schermo nel film Matilda di Alexey Uchitel. I fisionomisti più accaniti potranno cercare somiglianze tra la Sevenard e la sua fascinosa prozia, leggenda del balletto russo.

Ricordiamo che la portabandiera dell’armata danzante sarà ancora una volta la popolarissima ballerina argentina Marianela Nuñez, ormai simbolo de Les Étoiles per luminosità e numero di presenze in campo, che avrà accanto il russo Vadim Muntagirov, danseur noble dei più puri (detto “Vadream” perché considerato il partner del sogno dalle ballerine del Royal Ballet di Londra, compagnia da cui sia lui che la Nuñez provengono); interpreteranno passi a due del repertorio classico (La Bayadère e Bella Addormentata). Brani dal repertorio classico anche per i suddetti Rodkin e Sevenard (“Passo a due Il Cigno Nero”, da Il Lago dei Cigni e Spartacus) mentre la coppia costituita dal tedesco Friedemann Vogel e dalla spagnola Elisa Badenes, interpreterà Legend, brano di John Cranko, demiurgo dello Stuttgart Ballet (loro compagnia di provenienza), e una scelta contemporanea, Mona Lisa di Itzik Galili, brano che colpisce per il suo atletismo spinto.

Una caratteristica che rende Les Étoiles così diverso da altri gala di danza è proprio la scelta del programma, che spazia dai classici di repertorio di Petipa, conditi di fouettés, grands jetés ed altri virtuosismi mozzafiato, a brani firmati da grandi nomi della coreografia del 20° secolo o da coreografi contemporanei di punta. Ad esempio, la ballerina francese Aurélie Dupont, già étoile dell’Opéra di Parigi di cui oggi è la direttrice, sceglie di interpretare la ricostruzione di Ekstasis, leggendario assolo di Martha Graham, immaginato nuovamente da Virginie Mécène e, inoltre Star (titolo particolarmente ad hoc) su una canzone di Nina Simone, firmato da Alan Lucien Øyen, coreografo norvegese attualmente molto in vista.

Robert Fairchild, già principal del New York City Ballet, arriva da Broadway per condurci nello scintillante mondo dei musical accanto a Stella Abrera, amatissima ballerina filippina-americana, già principal dell’altra grande compagnia newyorkese, l’American Ballet Theatre. I due interpreteranno un passo a due da Un Americano a Parigi, musical del coreografo Christopher Wheeldon tratto dal film di Vincente Minelli in cui, nel 1951, danzava un indimenticabile Gene Kelly. Le musiche sono di George Gershwin. Neoclassicismo purissimo e note di Stravinsky invece per Fairchild-Abrera nel passo a due tratto da Apollo di George Balanchine, nume tutelare del balletto americano.

Quando, con quel brio caraibico che contraddistingue “las estrellas” formatesi a L’Avana, i cubani Yanela Piñera (Queensland Ballet di Brisbane, Australia) e Luis Valle (Ballet Méditerannée dell’Opera di Nizza) si scateneranno in un brano tratto dal Don Chisciotte, brillerà sicuramente a Les Étoiles il ricordo della “Estrella del Siglo” (Stella del Secolo), Alicia Alonso. A tale riguardo si anticipa anche la notizia del Gran Gala di Danza Hommage à Alicia Alonso, a cura di Daniele Cipriani, che si terrà il 17 luglio 2020 al Palazzo Mauro De André, Ravenna nell’ambito del Ravenna Festival. Un omaggio al mito del balletto mondiale scomparsa l’ottobre scorso.

A grande richiesta ritorna a Les Étoiles il madrileno Sergio Bernal del Balletto Nazionale Spagnolo, ballerino carismatico che elettrizza gli spettatori fin dall’istante in cui appare in scena, che oltre ad offrirci uno dei suoi roventi zapateado, evocherà anche lui atmosfere da film in un brano di Ricardo Cue intitolato “L’ultimo incontro”: sulle note di Hable con ella di Alberto Iglesias, tratte dalla colonna sonora dell’omonimo film di Pedro Almodóvar, narra di due amanti, assomiglianti non poco a Fred Astaire e Ginger Rogers (lei è Miriam Mendoza del Balletto Nazionale Spagnolo) seppur con movenze iberiche, che danzano insieme un’ultima volta, prima di lasciarsi per sempre.

Atteso infine il coreano Young Gyu Choi del Balletto Nazionale Olandese che interpreterà l’“Assolo dell’Idolo d’Oro” (tratto da La Bayadère) nonché un passo a due accanto all’ “étoile a sorpresa”, nome svelato all’ultimo che non manca mai a Les Étoiles.

Nientemeno che Roberto Capucci ha creato i costumi per gli spettacolari assolo soprammenzionati di Bernal e Choi. È la prima volta che l’immaginifico Capucci crea costumi per la danza: l’altissima moda fa dunque il suo ingresso regale a Les Étoiles.

Irina Ras




I VINCITORI DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DI CULTURA «LA ROMA RUSSA – 2019»

Sono stati proclamati i vincitori del Festival internazionale di cultura «La Roma Russa» edizione 2019: la premiazione è avvenuta lo scorso 8 novembre nel contesto della cerimonia di proclamazione tenutasi nello storico Palazzo Poli. Ad ottenere il prestigioso premio sono stati esponenti del mondo della cultura di grande levatura, il cui impegno è rivolto alla promozione della cultura russa all’estero. Per partecipare all’evento sono giunti a Roma, dai vari paesi del mondo, tutte quelle persone che nutrono per la cultura russa un sincero interesse, tra cui artisti e personalità pubbliche.

Circa 200 anni fa fu proprio Palazzo Poli il centro d’attrazione in cui la principessa Zinaida Volkonskaja radunava i suoi ospiti per serate di letteratura e musica. Qui si riunivano i brillanti rappresentanti dell’intelligencija russa ed europea: pittori, scrittori, musicisti.

«Sono lieto che l’agenda ufficiale dei nostri rapporti bilaterali si arricchisce con le iniziative private come il Festival “La Roma Russa”. Il suo svolgimento nelle sale del Palazzo Poli, dove all’epoca Zinaida Volkonskaja conduceva i “salotti russi”, sta diventando una bella tradizione”, – ha sottolineato l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana e nella Repubblica di San-Marino, Sergey Razov.

«La cultura è da sempre una sfera privilegiata nei rapporti italo-russi. La nostra cooperazione in questo ambito affonda le sue radici in una storia secolare, ricca di numerosi punti di intersezione, e racchiude in sé una grande moltitudine di argomenti comuni per il dialogo. Questa influenza reciproca esprime una affinità spirituale del tutto particolare, unica nel suo genere, una comprensione reciproca capace di unire i nostri popoli.

È un immenso piacere per me rivolgere un saluto al Festival «La Roma Russa» il cui obiettivo è riconoscere i meriti dei personaggi degni della lode più alta nell’ambito della promozione della cultura italiana in Russia e della cultura russa in Italia. Auguro un grande successo al Festival, che rappresenta un ulteriore esempio della straordinaria ricchezza dei rapporti culturali tra i nostri paesi», ha detto il Primo Consigliere dell’Ambasciata d‘Italia a Mosca, Walter Ferrara.

«La cultura russa rappresenta un ambito che gode di stima riconosciuta dalla cerchia dell’intelligencija e dell’arte mondiale impegnata nella costruzione di un dialogo con la sfera umanistica. Oggi la geografia degli ambasciatori del Festival «La Roma Russa» si sta ampliando. Assieme ai paesi europei, Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Cechia e altri, il progetto abbraccia gli esponenti del mondo della cultura dall’India, Stati Uniti, Australia», ha sottolineato il presidente del Festival Vladimir Torin.

Nella categoria «Musica» ha vinto il premio Svetlana Kasyan, solista del teatro di Mosca «Nuova Opera», la prima cantante lirica nella storia del Vaticano insignita del titolo Dama (“La Fenice”) dell’Ordine di San Silvestro.

Il vincitore del premio nella categoria «Letteratura» è lo scrittore e sceneggiatore russo, storico e dottore in scienze storiche, autore di gialli e romanzi storici Leonid Jusefovič. I suoi libri sono tradotti in tedesco, italiano, francese, polacco, spagnolo.

Julian Henry Lowenfeld, poeta, drammaturgo, giurista, compositore e traduttore americano è stato insignito del premio nella categoria «Attività di traduzione». È considerato uno dei migliori traduttori delle opere di A.S. Puškin in lingua inglese. Autore di una delle cinque redazioni di «Evgenij Onegin» pubblicate negli USA.

Il direttore dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, la prima donna ad ottenere questo incarico nei secoli di storia della Collezione d’arte Pontificia è vincitrice del premio nella categoria «Arti figurative». Nel 2018 ha partecipato alla realizzazione di un progetto senza precedenti: l’allestimento della mostra «I capolavori della Pinacoteca Vaticana» presso la Galleria Tret’jakov, mentre i Musei Vaticani hanno accolto un’esposizione unica proveniente dalla Galleria Tret’jakov «Il Tratto russo. Dal Dionisio a Malevich». 

Il vincitore del premio nella categoria «Arte teatrale» è Daniele Cipriani, produttore teatrale, una figura di straordinaria autorevolezza nel mondo del balletto. Daniele Cipriani ha unito in una compagnia i giovani diplomati della scuola romana e di quella teatrale attiva presso La Scala. Numerosi sono i suoi successi, riscossi sia in Italia sia in Europa: i suoi spettacoli esclusivi costituiscono immancabilmente dei veri e propri eventi, come lo è stato lo spettacolo dedicato a Rudolf Nureev. 

Sono stati inoltre consegnati i diplomi onorari nella categoria «Arte teatrale» al primo ballerino del Teatro Bolshoj, Jacopo Tissi e alla fondatrice dell’unica scuola di balletto russo in India, Apeksha Bchattarchia.

Quest’anno il Festival ha istituito un nuovo premio per la categoria «Mecenatismo». A vincerlo è la Fondazione di beneficienza «Arte, scienza e sport» di Alisher Usmanov. La Fondazione svolge la sua attività in nome della tutela e dello sviluppo del retaggio culturale russo, del sostegno del potenziale scientifico e sportivo del paese, della formazione di un ambiente socioculturale inclusivo. Nel 2018 la Fondazione ha sostenuto l’allestimento della mostra presso i Musei Vaticani proveniente dalla Galleria Tret’jakov «La tratta russa. Dal Dionisio a Malevich». In autunno del 2019 ha avuto luogo la prima mondiale del film di Andrej Končalovskij “Il peccato”, realizzato con il sostegno finanziario della Fondazione.

Un premio speciale Festival è stato dedicato al quarantesimo anniversario del film «Stalker» di Andrej Tarkovskij. A ritirare il premio è stato il figlio del geniale regista, presidente della Fondazione Tarkovskij a Firenze, Andrej Tarkovskij.

Nel contesto del Festival è stata consegnata la medaglia commemorativa alla vedova di Aleksej Bukalov, Galina Bukalova. Aleksej Bukalov, un eminente giornalista, diplomatico, studioso di Puškin, che rappresenta una pietra miliare nella promozione della cultura russa. 

Il Festival è stato arricchito dai momenti musicali con la partecipazione della pianista Elena Burova, la cantante lirica Svetlana Kasyan, il duetto Gazzana (Natascia Gazzana, violino e Raffaella Gazzana, pianoforte). Il maestro Daniele Cipriani ha regalato al pubblico un performance teatrale. 

Il Festival internazionale culturale «La Roma Russa» si è tenuto per la prima volta nel mese di novembre del 2017. Il Festival si prefigge l’obiettivo di unire quelle persone la cui attività artistica e professionale favorisce la promozione della cultura russa all’estero, costruendo ponti culturali tra Russia ed Europa. L’ideatore del Festival è stato Vladimir Torin, segretario per i progetti internazionali dell’Unione degli scrittori russi, giornalista, personalità pubblica. 

L‘iniziativa culturale “La Roma Russa” ha trovato il sostegno presso l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, l’Unione libraria russa, l’Unione russa degli scrittori, il Conservatorio statale di Mosca P.I. Čajkovskij, l’Istituto italiano di cultura a Mosca e molteplici associazioni di cultura in Italia e in Europa. Inoltre, nel 2019 il Festival ha ottenuto il patrocinio del Comune di Roma (Assessorato alla crescita culturale-Roma Capitale) e della Regione Lazio. Il progetto è seguito dalla stampa, tra cui Agenzia Askanews, Sputnik Italia, Agenzia Nova, Agenzia TASS, Eurasia News TV, Società statale di televisione e di radiodiffusione russa (VGTRK), LF magazine e portale ufficiale dell’Ambasciata italiana a Mosca “La Tua Italia”.

RED



 

 




Annunciata la graduatoria finale dei candidati al premio del festival internazionale di cultura "La Roma Russa" del 2019

Roma – Sono stati annunciati i candidati al premio del festival internazionale di cultura “La Roma Russa-2019”. Riceveranno il premio le personalità di spicco del campo della cultura, i cui lavori promuovono la cultura russa all’estero. La cerimonia del conferimento dei premi avrà luogo venerdì 8 novembre 2019 presso sala Dante del Palazzo Poli–Fontana Trevi.

Proprio qui, quasi 200 anni fa, la principessa Zinaida Volkonskaya conduceva i primi “salotti russi”. In questi incontri culturali si riunivano i più illustri rappresentanti dell’intelligencija russa ed europea: artisti, scrittori e musicisti.
“Oggi, l’interesse per l’arte russa, riconosciuta come componente fondamentale dell’arte mondiale, è difficile da sopravvalutare. Molte persone in Europa e nel mondo sono appassionate della cultura russa, le dedicano i loro studi e si impegnano nella sua divulgazione. In questi anni il numero dei nostri ambasciatori è notevolmente cresciuto. Cresce anche la geografia dei Paesi coinvolti nel progetto “La Roma Russa”. A parte i Paesi dell’Europa – Italia, Francia, Inghilterra, Germania, Belgio, Repubblica Ceca ed altri, del nostro progetto fanno parte personalità di spicco provenienti da India, America e Australia. Sono felice di rendere noto che quest'anno la nostra iniziativa culturale è sostenuta dalle autorità ufficiali dell’ospitale Italia. In particolare, vorrei esprimere la mia riconoscenza all’Assessorato alla Crescita Culturale di Roma Capitale e all’amministrazione della Regione Lazio, sotto il patrocinio dei quali si svolgerà la terza edizione della nostra manifestazione”, – ha sottolineato il Presidente del Festival, Vladimir Torin.

Il premio del Festival “La Roma Russa” è una statuetta in marmo designata da scultore di fama mondiale, artista del popolo Aleksandr Rukavishnikov. In due anni della sua esistenza il festival “La Roma Russa” ha premiato molti illustri esponenti del mondo della letteratura, della musica, dell'arte e del teatro. Personalità i cui lavori promuovono la cultura russa all’estero.

Nel 2019, per la categoria “Musica”, sono nominati: la cantante lirica Svetlana Kasian, il contrabbassista
Andrey e il pianista Michail Ivanov (“I fratelli Ivanov”), il violinista Michail Bezverchnij, la pianista Yuliya Ciaplina e il direttore d’orchestra Michail Kaz.

Per la categoria “Letteratura” sono nominati: gli scrittori Aleksej Varlamov, Leonid Yusefovic, Vladimir Ronin (autore di trattati sull’emigrazione russa), la giornalista e l’autrice del volume “Là dove s’inventano i sogni. Donne di Russia”, Margherita Belgiojoso, l’editrice e redattrice della rivista “Lettres Russes” Iren Sokologorski, l’organizzatrice dei salotti di libri russi a Parigi, Inna Merkulova, l’autore del libro “Arte russa informale dal disgelo ai giorni nostri“, Igor Sokologorski.

Per la categoria “Arti visive“, sono nominati: la direttrice dei Musei Vaticani, Barbara Jatta, la direttrice
della Galleria Tretjakov, Zelfira Tregulova, il pittore Grisha Bruskin, la consigliere per l’arte russa della
London Gallery Tate Modern, Tatiana Sidlina, lo storico dell’arte russa Arkadij Ippolitov.

Per la categoria “Arte teatrale” vediamo l’assoluto trionfo del balletto russo. Sono nominati Apeksha 
Bchattaciaria, la prima ballerina indiana сhe promuove il balletto russo in India, il produttore ed una delle più rilevanti figure del mondo del balletto Daniele Cipriani, il primo solista dell’corpo di ballo del Teatro Bolshoi di Mosca, Jacopo Tissi, l’eminente regista teatrale Lev Dodin ed il direttore artistico del Teatro dell’Opera Reale di Mascat (nell’Oman) Umberto Fanni.

Per la categoria “Traduzione” sono nominati il traduttore verso l’inglese delle opere di Pushkin Julian Lowenfeld, Milan Dvorjak (autore delle traduzioni contemporanee verso il ceco di “Evgenij Onegin” di Pushkin, “Che disgrazia l’ingegno!” di Griboedov, traduttore di canzoni e poesie di Vysotskij, Okudjava, Galic), Alessandro Niero, i cui principali interessi sono legati alla poesia russa della seconda metà del XX secolo, Jean-Claude Schnaider, che ha pubblicato le opere di Mandel’štam in francese.

Per la categoria “Mecenatismo” sono nominate la Fondazione di Beneficenza “Arte, scienza e sport” di Alisher Usmanov ed il presidente di Banca Intesa Russia e dell’Associazione “Conoscere Eurasia”, Antonio Fallico.

Gli organizzatori del festival stanno preparando un programma culturale molto interessante con la partecipazione di famosissimi artisti internazionali. Il Festival internazionale culturale “La Roma Russa” si è tenuto per la prima volta nel novembre 2017. Il progetto ha lo scopo di unire le persone, i cui lavori ed interessi favoriscono la promozione della cultura russa all’estero, nonché di costruire ponti culturali tra Russia ed Europa. L’ideatore del festival è Vladimir Torin, giornalista e Segretario dei progetti internazionali dell’Unione degli Scrittori in Russia. Il progetto culturale “La Roma Russa” ha trovato il sostegno presso l’Ambasciata della Federazione Russa in Italia, l’Unione libraria russa, l’Unione russa degli scrittori, il Conservatorio statale di Mosca, P.I. Čajkovskij, l’Istituto italiano di cultura a Mosca e molteplici associazioni di cultura in Italia e in Europa. Inoltre, nel 2019 il Festival ha ottenuto il patrocinio del Comune di Roma (Assessorato alla crescita culturale-Roma Capitale) e della Regione Lazio. Il progetto è seguito dalla stampa, tra cui l’Agenzia Askanews, Sputnik Italia, Agenzia Nova, Agenzia TASS, Eurasia News TV, Società statale di televisione e di radiodiffusione russa (VGTRK), LF magazine e portale ufficiale dell’Ambasciata italiana a Mosca “La Tua Italia”.

info: http://rusrome.ru/main_it

RED




LES ÉTOILES UN’ARMATA SCINTILLANTE: A ROMA L’EVENTO DI DANZA PIU’ ATTESO

Auditorium Parco della Musica, Roma: è cominciato il conto alla rovescia per l’evento di danza più atteso della capitale, 20 e 21 gennaio 2019.

Roma – Sta arrivando, a passo di danza anziché di marcia, un’armata di stelle per lo scintillante gala di balletto Les Étoiles, a cura di Daniele Cipriani, l’appuntamento di danza più atteso della capitale.  Sarà in scena il 20 gennaio (ore 18) e il 21 gennaio (ore 21) all’Auditorium Parco della Musica di Roma (Sala S. Cecilia). La conquista del pubblico è assicurata perché anche l’edizione 2019 di questo gala cult si fregia di un cast stellare dal carisma abbagliante e dalla tecnica sfavillante.

“Scelgo sempre i ballerini sulla cresta dell’onda per riunire, sulla stessa scena, le stelle più eccitanti da tutto il mondo. Un’occasione preziosa per vedere quanto di più eccezionale si muova – o meglio danzi, o meglio ancora, risplenda – sulla scena mondiale”, afferma Daniele Cipriani che presenta con orgoglio la sua luminosa “armata”: “Vladislav Lantratov e Maria Alexandrova del Teatro Bolshoi di Mosca; Leonid Sarafanov del Teatro Mikhailovsky di San Pietroburgo (già con il Mariinsky) e Oleysa Novikova del Teatro Mariinsky di San Pietroburgo; Polina Semionova del Teatro dell’Opera di Berlino (già dell’American Ballet Theatre, New York); Bakhtiyar Adamzhan del Teatro dell’Opera di Astana (Kazakistan) e Tatiana Melnik dell’Opera di Stato Ungherese, Budapest; Marianela Nuñez e Vadim Muntagirov del Royal Ballet di Londra; Sergio Bernal del Balletto Nazionale di Spagna, già étoile a sorpresa della scorsa edizione.”

Perché in ogni edizione di Les Étoiles c’è sempre un’étoile a sorpresa, una “carta” misteriosa che verrà scoperta solo all’ultimo.  Già si scommette sulla sua identità ma si anticipa solo il sesso, maschile, e che sarà il partner di Polina Semionova (vista pochi giorni fa in TV accanto a Roberto Bolle nello speciale di Capodanno). La suspense è all’apice tra gli appassionati di Les Étoiles…

Il programma (vedi sotto) propone i “brillanti virtuosismi sulle punte e in volo” che sono diventati sinonimi di Les Étoiles: momenti del repertorio di tradizione – Il lago dei cigni, Don Chisciotte, Il Corsaro, Diana e Atteone, Romeo e Giulietta  –  insieme a brani di sofisticata modernità e alcune novità per l’Italia. Una di queste sarà un passo a due dal sensazionale lavoro Nureyev, balletto di Ilya Demutsky, Kirill Serebrennikov e Yuri Possokhov che, suscitando molto clamore e con addosso l’attenzione di tutta la stampa e le TV del mondo, debuttò nel dicembre 2017 al Bolshoi di Mosca. Lo eseguiranno Vladislav Lantratov e Maria Alexandrova interpretando, rispettivamente, Rudolf Nureyev e Margot Fonteyn, la più leggendaria coppia danzante di tutti i tempi.

Propria alla radiosa étoile inglese Margot Fonteyn (1919-1991), che fu partner per eccellenza di Nureyev e di cui ricorre il centenario della nascita, è dedicata quest’edizione di Les Étoiles.

Oltre all’étoile a sorpresa, altra simpatica consuetudine di Les Étoiles, che viene rispettata nell’edizione 2019, è quella di ospitare coppie di ballerini che sono anche partner nella vita; in questo gala ce ne sono due: i suddetti Vladislav Lantratov e Maria Alexandrova e Leonid Sarafanov e Oleysa Novikova. “Mi diverte giocare, insieme alla carta della “Stella”, anche quella degli “Innamorati”” confessa Daniele Cipriani. “Aggiunge non solo un tocco di romanticismo allo spettacolo, ma anche una speciale alchimia in palcoscenico, percepibile dal pubblico.”

L’eccellenza è la formula grazie a cui Les Étoiles può dirsi, a ragione, il gala di balletto per eccellenza, a Roma come in prestigiosi teatri quali La Fenice di Venezia e il Teatro Lirico di Cagliari; lo scorso settembre un’edizione speciale di Les Étoiles è stato il primo gala di balletto ad andare in scena nel Bahrein. Daniele Cipriani ci tiene però a sottolineare che “La carta davvero vincente di Les Étoiles, data l’internazionalità dei suoi interpreti, delle compagnie da cui provengono, delle musiche e dei coreografi, è “Il Mondo”.  In quest’epoca di profonde divisioni, Les Étoiles sono un’armata plurinazionale di grande arte che porta al Mondo un messaggio di armonia, in cui la danza si propone quale modello di una società ideale.”

Irina Ras




Гала Международного Балета в Риме

18 и 19 марта 2017 года состоится Гала Международного Балета в Риме . Это ежегодное мероприятие организовано Daniele Cipriani , энтузиастом своего дела, большим Les Étoiles Davide Dato Daniele Ciprianзнатоком Балета. В современном здании Аудиториума  (Auditorium Conciliazione – Via della Conciliazione, 4 Roma ) , оснащенном по последнему слову техники , пройдёт концерт лучших представителей мирового Балета.

Большой Балет от Москвы до Нью-Йорка –  так  называется это представление , несущее в мир не только красоту танца и профессионализм артистов , но и идею мира воплощённую в искусстве.

В этом году мероприятие посвящено 90- летию Григоровича. Не могло быть иначе – вклад в мировое искусство балета этого человека,  работавшего в Мариинском театре и в Большом театре  неоценим.

Les Etoiles - la danza mondiale dà spettacoloРежиссёр, Сценарист, Театральный деятель, Балетмейстер, Актёр , все с большой буквы, – родился 2 января 1027 года.

В 1946 году Юрий Григорович окончил Ленинградское хореографическое училище (ныне Санкт-Петербургская академия русского балета имени А.Я. Вагановой).

Он был принят в балетную труппу Ленинградского государственного академического театра оперы и балета имени С.М. Кирова (ныне Мариинский театр), солистом которой оставался до 1961 года.

С 1961 года по 1964 год Юрий Григорович занимал должность балетмейстера в Театре имени Кирова.Daniele Cipriani e Rossella Brescia - Roma

В 1964 году Григорович стал главным балетмейстером Большого театра (в 1988 году должность была переименована в художественного руководителя балетной труппы).

Большой успех в различных странах мира имел балет “Спартак”, поставленный Григоровичем на музыку Арама Хачатуряна (1968). Балетмейстеру удалось создать поэму о бессмертии героического подвига. Этот балет в 1970 году был удостоен высшей награды – Ленинской Григорович Юрий Николаевич, репетиции Корсара на сцене Башкирского Театра Оперы и Балетапремии.

После некоторого перерыва в феврале 2008 года Юрий Григорович по предложению руководства Большого театра стал штатным балетмейстером труппы.

Иван Васильев и Мария Виноградова , солисты Большого Театра , покажут итальянским зрителям отрывок из знаменитого балета “Спартак”.

Ирина Рас 

 

 

LES ETOILES – GALA INTERNAZIONALE DI DANZA

Статья Гала Международного Балета в Риме - locandinaDaniele Cipriani  organizza Les Étoiles, l’attesissimo gala romano presentato nell’ambito della Rassegna Tersicore che anche quest’anno, il 18 e19 marzo 2017 all’Auditorium Conciliazione, porterà nella capitale grandi nomi – da Mosca a New York – della danza internazionale.

Tra le étoiles, un ballerino italiano molto apprezzato all’estero, Davide Dato che spicca inguainato dal suo unitard rosso sulla locandina dell’evento, e la russa Liudmila Konovalova (entrambi attualmente con il Balletto dell’Opera di Vienna); Dal New York City Ballet arrivano Tiler Peck, Amar Ramasar e lo spagnolo Gonzalo Garcia. Con un ritorno – a grande richiesta – della spagnola Lucia Lacarra e l’albanese Marlon Dino (Teatro dell’Opera di Monaco di Baviera).

C’è particolare attesa per i russi Ivan Vasiliev e Maria Vinogradova dal Bolshoi di Mosca: con uno struggente passo a due tratto da Spartacus, la coppia renderà omaggio al demiurgo del balletto eroico moscovita della seconda metà del ‘900, Yuri Grigorovich che ha appena compiuto 90 anni. Con un brano che richiama l’antica Roma, anche la capitale festeggia così il compleanno del grande coreografo russo.

Irina Ras

 




Lo Schiaccianoci sulle punte e sui pattini e Cenerentola (da sola)

È Lo Schiaccianoci italiano più bello, uno dei più interessanti della storia della danza, senz’altro uno dei più incantevoli: sulle familiari note di Čajkovskij e con le variopinte scene e i costumi di schiaccianoci_riccardoEmanuele Luzzati, Daniele Cipriani ripropone Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio al Teatro Arcimboldi di Milano, dal 2 a 4 dicembre.

La ripresa dello spettacolo coincide con il 10° anniversario della scomparsa di Emanuele Luzzati, che ha fatto risplendere le scene italiane e mondiali con i colori della sua tavolozza e l’arcobaleno della sua fantasia, nonché con il 200° anniversario della pubblicazione della novella di E.T.A. Hoffmann – Schiaccianoci e il Re dei Topi – da cui deriva la trama del balletto. La maggior parte delle edizioni dello Schiaccianoci – a partire dalla prima versione del coreografo Marius Petipa (San Pietroburgo, 1892) – si rifanno all’adattamento della novella hoffmanniana da parte di Alexandre Dumas, il quale vi introdusse quantità industriali di zucchero filato e di luci scintillanti e persino cambiò il nome della piccola protagonista: da Marie a (non a caso) Clara. La storia originale, invece, predilige le ombre e le tinte forti, spesso assenti dalle altre versioni del balletto kageyamae sottolinea il confine labile che esiste tra immaginazione e realtà.

In questa versione, creata da Amodio nel 1989 per Elisabetta Terabust e Vladimir Derevianko, durante gli anni d’oro di ATER Balletto di cui egli era all’epoca direttore, lo Schiaccianoci del titolo non è il prodotto di un sortilegio, bensì della fantasia di una bambina, la quale (come tutti i bimbi) gioca e parla coi suoi giocattoli, facendoli vivere nel mondo magico della sua immaginazione, dove uno schiaccianoci  può benissimo essere un principe, un’ombra sulla parete può diventare un drago; un mondo in cui desiderio e paura, sogno e incubo si sovrappongono in continuazione. Una rivisitazione in chiave psicologica del balletto normalmente popolato da fate, che lascia tuttavia intatto l’elemento fiabesco, poiché nulla vi è di più magico della fantasia infantile.lo-schiaccianoci-on-ice-mi-4

Quello di Amodio/Luzzati allora è uno Schiaccianoci che si rivolge a grandi e piccini e s’inserisce nell’ambito dell’impegno personale di Daniele Cipriani a recuperare il repertorio italiano del balletto della seconda metà del Novecento. Questa produzione ne è una colonna portante, esempio delle vette artistiche toccate quando alla robustezza del pensiero tedesco e all’anima russa che impregna la partitura si uniscono anche l’estro e la fantasia italiani: la coreografia di Amedeo Amodio, le scene e costumi di Emanuele Luzzati, le “ombre” ideate dal Teatro Gioco Vita e qui realizzate della Compagnia teatrale Asina sull’Isola, gli inserimenti musicali di Giuseppe Calì – volti a dare risalto all’odore sulfureo che, ogni tanto, s’insinua tra le note di Čajkovskij.

eventi-culturali-a-milano-1Un cast di prim’ordine è chiamato a partecipare a una messa in scena così importante: la prima ballerina del New York City Ballet, Ashley Bouder si alternerà con Rebecca Bianchi del Teatro dell’Opera di Roma e saranno affiancate, rispettivamente, da Alessandro Macario (Teatro San Carlo di Napoli) e Alessio Rezza (Teatro dell’Opera di Roma); insieme a loro il corpo di ballo e i solisti della Daniele Cipriani Entertainment. Una produzione imponente che vede in scena ben 40 artisti (37 ballerini, 2 artisti di teatro delle ombre e un trampoliere); dietro le quinte vi lavorano una quindicina di persone, tra maîtres, staff tecnico, sarte, ecc. Uno spiegamento di talenti che fa di questo Schiaccianoci è uno degli eventi principali della stagione.

Come sottolinea Cipriani: “Sono felice quando i sogni diventano realtà. Non sopportavo l’idea che un allestimento importante come Lo Schiaccianoci di Amedeo Amodio/Emanuele Luzzati, fosse da anni nei depositi di Aterballetto, destinato a perdersi: ho avuto il coraggio di acquistarlo e farlo rivivere, insieme ad altri allestimenti importanti tra cui la Coppélia di Amodio/Luzzati /Spinatelli. Sono lavori che fanno parte della storia del balletto italiano”.cenerentola-a-milano

Ma il dicembre della danza non finisce qui. Dal 13 al 22 dicembre al Piccolo Teatro Strehler i milanesi vedranno un grande balletto classico dal taglio fiabesco che mantiene intatta la magia e l’incanto del racconto di Perrault: è la Cenerentola di Frédéric Olivieri sulle musiche di Sergej Prokof’ev, coreografia creata dal direttore della Scuola di Ballo Accademia Teatro alla Scala per i suoi giovani allievi.

lo-schiaccianoci-on-ice-mi«Un balletto dalla forte connotazione romantica e fiabesca che ben si addice alla giovane età degli interpreti, alcuni dei quali neppure adolescenti», così Frédéric Olivieri, direttore della Scuola e autore della coreografia, definisce Cenerentola, un balletto realizzato, su commissione della Fondazione Bracco, per i suoi giovani allievi sulle musiche di Sergej Prokof’ev. Appassionato di fiabe quanto Čajkovskij, il compositore creò una musica di ritrovata classicità (con variazioni, adagi e pas de deux) perfetta per la  trasposizione in danza di una delle favole più conosciute e amate. Il carattere di ciascun personaggio è tratteggiato attraverso temi musicali che seguono le vicende narrate nella storia: così Cenerentola è caratterizzata da tre diversi temi, il primo che sottolinea il senso di oppressione e solitudine, il secondo la speranza in un futuro più roseo e il terzo l’innamoramento e la gioia della serenità raggiunta. La versione creata da Olivieri valorizza il talento dei suoi giovani danzatori dando corpo ed emozioni a personaggi da fiaba che diventano persone vive, piene di sentimenti e ribellioni, e a una fanciulla romantica, sognatrice e innamorata proprio come le ragazze di oggi.lo-schiaccianoci-on-ice-mi-2

Dopo le feste, invece, sarà la volta de Lo schiacchianoci on Ice, che trasformerà il teatro degli Arcimboldi in una pista di pattinaggio sul ghiaccio. L’anteprima dello spettacolo, il 17 gennaio (che poi continua 18-19 gennaio), è a favore di Progetto Arca, che ha preso accordi con la compagnia e il teatro per devolvere tutto il ricavato della serata a sostegno delle famiglie con minori di cui la onlus si occupa quotidianamente.

The Imperial Ice Stars tornano in Italia dopo il successo al Teatro degli Arcimboldi de “Il Lago dei Cigni On Ice” e “La Bella Addormentata on Ice”.  La particolarità degli spettacoli di The Imperial Ice Stars è quella di aver coniugato le più amate partiture classiche con coreografie mozzafiato e narrazioni romantiche, creando così un mix di adrenalinica danza su ghiaccio e interpretazione drammatica.

tony-mercer-imperial-ice-stars-nutcracker-on-iceIl noto direttore artistico Tony Mercer, universalmente riconosciuto come il principale creatore al mondo di questo genere di spettacoli, ha collaborato con l’allenatrice del team olimpico russo Tatiana Tarasova per portare la danza contemporanea su ghiaccio a un nuovo livello inserendo elementi tecnici e acrobatici mai visti, alcuni dei quali non sono mai stati classificati. La compagnia è formata 24 pattinatori tutti campioni, alcuni olimpici e mondiali, che si sono conquistati una fama internazionale per le proprie abilità artistiche, fisiche e tecniche.

Evgeny Utkin