Aspettando l’edizione 2025 ecco i numeri da record del 101°Arena di Verona Opera Festival

Un’edizione che rimarrà nella storia per record e sold-out, grandi anniversari e importanti debutti. Si spengono i riflettori sul 101° Arena di Verona Opera Festival che chiude, dopo tre mesi e 50 serate di spettacolo dal vivo, registrando il miglior incasso di sempre per un totale di 33 milioni 620 mila euro. Superata dunque anche la stagione del centesimo. Aumentate le presenze in anfiteatro: gli spettatori dell’estate 2024 sono stati 417.354, ben 15 mila in più rispetto allo scorso anno. Si conferma l’internazionalità della maggior parte del pubblico (57% dall’estero) proveniente da 136 Paesi diversi, tra cui, per la prima volta, Barbados, Cambogia e Aruba. La Germania resta sul podio, salgono gli spettatori da Stati Uniti, Canada, Spagna e Corea. Aumentano anche i giovani (+3% under 30, +5% fascia 30-40 anni).

Dall’ultimo rapporto SIAE il mondo dello spettacolo dal vivo è in crescita. E, nell’ultimo anno, l’opera lirica ha potuto contare su 2,1 milioni di spettatori. L’Arena di Verona, con i tre mesi di Festival, costituisce quasi il 20% del totale nazionale.  

Numerosi i sold-out registrati durante la Stagione 2024. Ben 16 serate da tutto esaurito. Turandot, primo titolo in cartellone, ha totalizzato quattro sold-out e oltre 40 mila spettatori. E ha segnato un nuovo record nella storia di Fondazione Arena. La prima di sabato 8 giugno ha toccato quota 1 milione e 22 mila euro di incasso, mai raggiunto per una singola serata areniana. Da 15 anni, il record apparteneva al Gala Domingo del 24 luglio 2009, curato nella regia dall’attuale Vicedirettore artistico di Fondazione Arena Stefano Trespidi. Il ricco e spettacolare allestimento, firmato da Franco Zeffirelli, sarà protagonista a Seoul, in Corea del Sud, dal 12 al 19 ottobre. Regina di incassi e presenze Carmen, che ha chiuso il Festival il 7 settembre con l’ultima delle 9 recite. Il picco di vendite è stato registrato nella seconda metà di luglio.

AUTORITA’. Il Festival ha inaugurato e chiuso la stagione 2024 con un’Arena da tutto esaurito, che ha visto in platea anche le massime Autorità italiane e straniere, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il Primo Ministro Giorgia Meloni, il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, che è tornato il 6 settembre assieme ai rappresentanti dei Parlamenti del G7 e alla presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola. Così come Ministri, Sottosegretari, Ambasciatori italiani nel mondo e rappresentanti Unesco.

ANNIVERSARI. Tra le grandi celebrazioni 2024, il Canto lirico in Italia patrimonio immateriale Unesco, il centenario della morte di Giacomo Puccini, i trecento anni delle Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi, i cento anni del regista Gianfranco De Bosio, i duecento anni della IX Sinfonia di Beethoven. E i 250 anni della Guardia di Finanza festeggiati dall’esibizione della Banda delle Fiamme Gialle e dal gong degli atleti della nazionale italiana.

STAR E DEBUTTI. Una stagione che rimarrà nella storia anche per la qualità artistica. Il palcoscenico areniano ha visto il ritorno delle grandi star: Anna Netrebko, Jonas Kaufmann, Yusiv Eyvazov, Ludovic Tézier, Ekaterina Semenchuk, Francesco Meli, Roberto Alagna, Luca Micheletti, Vittorio Grigolo, Elena Stikhina, Luca Salsi, Roberto Bolle e Plácido Domingo. Così come di importanti debutti: Aigul Akhmetshina, Pretty Yende, Erin Morley, Juliana Grigoryan, René Barbera, Igor Golovatenko, Marta Torbidoni, Paolo Bordogna.

Fondamentale la copertura dei media nazionali e internazionali: le testate ed emittenti accreditate sono state infatti 255, per un totale di 1.200 presenze. E sono stati più di 5.200 gli articoli e i servizi dedicati al Festival numero 101 tra web, carta stampata, radio e tv da tutto il mondo.

Un calendario ricco e diversificato che ha visto sul palcoscenico dell’Arena 7 produzioni d’Opera – tra cui Aida sia in versione 1913 che nell’edizione ‘di cristallo’ 2023 – una serata celebrativa inaugurale, quattro concerti, tra cui l’innovativo Viva Vivaldi, e quattro serate dedicate alla danza, due in Arena con Roberto Bolle and Friends e due al Teatro Romano con Zorba il greco.

Crescono tutti i canali social. E, per la prima volta, l’Arena di Verona ‘sbarca’ su TikTok coinvolgendo il pubblico dei giovanissimi. Sui social, gli utenti della fascia d’età 25-34 anni pareggiano gli over 35. A fine Festival, i canali Facebook, Instagram e TikTok hanno raggiunto quasi 59 milioni di contatti, +26% rispetto allo scorso anno. Follower da tutto il mondo, in particolare da Germania, Brasile, Stati Uniti e Argentina. Grande successo per l’iniziativa ‘Gonghista per una sera’ che ha totalizzato 3 milioni di visualizzazioni organiche, e un totale di quasi 16 milioni di impression.

Un’estate di musica e opera anche in tv. Lo scorso 7 giugno, l’inaugurazione del Festival con La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità è stata trasmessa in diretta tv in prima serata da RaiCultura su Rai1 e RaiPlay ed è stata vista da 3 milioni di spettatori in Italia, con uno share del 16% (oltre 70 milioni gli spettatori stimati in mondovisione). La Bohème registrata il 19 e 27 luglio è andata in onda il 10 agosto su ZDF/3sat. Turandot dell’8 giugno è stata trasmessa in prima serata da Rai3 il 19 agosto, conquistando 434 mila spettatori in Italia. E ancora, l’Aida ‘di cristallo’ è tornata in tv il 23 agosto su Rai5 e Nabucco, registrato nel 2022, il 26 agosto è stato seguito da 383.000 spettatori.

Nel corso del 101° Opera Festival, è stato potenziato il progetto di accessibilità ‘Arena per tutti’, sviluppato in collaborazione con l’Accessibility Partner Müller. Raddoppiando le serate, sono state un migliaio le persone con disabilità che hanno potuto fruire degli spettacoli, con i supporti tecnologici, partecipando anche ai percorsi multisensoriali.

«Un ringraziamento a tutto lo staff che compone il capitale umano di questa nostra realtà cittadina, di cui sono presidente e di cui credo Verona debba essere orgogliosa – ha spiegato Damiano Tommasi, Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena -. Questo primo festival dopo il centesimo ha portato con sé una sfida delicata, perché era immaginabile una flessione dei risultati. E invece quanto seminato ha portato ad un ulteriore miglioramento dei numeri. Era l’obiettivo della Stagione, aperta dalla straordinaria presenza delle quattro massime Autorità dello Stato, un evento che rimarrà nella storia della città così come la serata con le delegazioni dei Presidenti delle Camere basse dei Paesi membri del G7. Siamo felici che questa nostra realtà continui a dare riscontri importanti. Abbiamo già un’anticipazione di quelle che saranno altre due giornate storiche: le cerimonie olimpiche 2026. Far collimare le esigenze strutturali e gli interventi in anfiteatro, con gli spettacoli sarà la prossima sfida. Gli eventi internazionali rafforzano il profilo reputazionele dell’Arena, la casa della nostra cultura. Un interesse prioritario che è condiviso anche dalle tante realta che supportano la nostra Fondazione, a partire dal progetto 67 Colonne».

«Al termine del Festival 2024, voglio portare l’attenzione sulle 1415 persone che l’hanno reso possibile – ha dichiarato Cecilia Gasdia, Sovrintendente di Fondazione Arena di Verona –. A tutti loro va il mio più caloroso e sincero grazie, loro che in ogni ufficio, settore, arte e professione, dai bambini ai veterani ai dirigenti, si sono impegnati giorno e notte per la riuscita e la fruizione degli spettacoli. Grazie anche al Consiglio d’Indirizzo, ai soci fondatori, alla Provincia, a tutti gli sponsor e le Colonne che sostengono una missione civile e culturale. I risultati di questa 101° stagione sono andati oltre le nostre aspettative. Il Festival stesso lo è stato, ogni giorno, sin dalla sua preparazione, con un entusiasmo e una passione che si è propagata dall’Arena a tutti: ed è proprio l’immagine delle prove del gala inaugurale che porterò nel cuore, la gioia dell’incontro di solisti da tutto il mondo, e di professori d’orchestra e artisti del coro dai teatri di tutta Italia, in un abbraccio fraterno e universale».

«L’Arena porta un turismo di qualità, lo vediamo dai dati di performance delle strutture alberghiere. Ed è quello che tutti vogliamo – ha aggiunto Marta Ugolini, Assessora alla Cultura del Comune di Verona -. Crea connessioni a livello globale e accresce l’internazionalizzazione del pubblico. Come Comune abbiamo il compito tuttavia di radicare il Festival in città. Ecco perchè, anche quest’anno, abbiamo portato, attraverso l’installazione degli schermi, la prima di Turandot in cinque parchi e quartieri di Verona, e investito nel progetto una parte della tassa di soggiorno. La collaborazione con Fondazione Arena è proseguita anche nell’impegno di portare il balletto al Teatro Romano, dove le due serate di Zorba il greco hanno regalato emozioni e spettacolo. Siamo soddisfatti e continueremo a lavorare per fare sempre meglio».

«Non pensavamo di superare i risultati record del 2023, eravamo anzi preparati ad una lieve flessione nell’interesse del pubblico. Ma l’Arena ha un potere magico che, oltre ad attirare e abbracciare lavoratori e spettatori, riserva sempre sorprese – ha concluso Stefano Trespidi, Vicedirettore Artistico di Fondazione Arena di Verona –. È un orgoglio particolare poter ripercorrere questa stagione, rivedere questi grandi spettacoli e soprattutto elencare i nomi di artisti che hanno calcato questo palcoscenico privilegiato in meno di tre mesi, artisti che solo nei teatri più importanti del mondo è possibile vedere lungo un’intera stagione annuale. Felici, ma mai paghi di questo risultato, abbiamo già aperto le vendite del Festival 2025 e guardiamo alla nuova stagione con grande anticipo, dall’annuncio dei cast e delle produzioni, pronti a far conoscere nel mondo l’Arena di Verona».

L’Arena di Verona Opera Festival 2024 ha visto il sostegno di numerosi sponsor, in primis UniCredit, che vanta una longevità di collaborazione di oltre 25 anni, e poi Calzedonia, Pastificio Rana, Volkswagen Group Italia, DB Bahn, Forno Bonomi, RTL 102.5, Genny, che ha firmato le divise del personale adibito all’accoglienza del pubblico, e Müller, che ha sostenuto i progetti di accessibilità dedicati alle persone con disabilità. Tra gli official partner marchi storici quali Veronafiere, Air Dolomiti, A4 Holding, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Sartori di Verona, Palazzo Maffei e Mantova Village. Così come Poste Italiane, ManPower Group e Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Modena DOP. Oltre a imprese, privati, ordini professionali che compongono la schiera della Membership 67 Colonne per l’Arena di Verona, fondata da Gianluca Rana dell’omonimo pastificio e da Sandro Veronesi, patron del Gruppo Oniverse, con il Gruppo Editoriale Athesis, media partner.

IL CARTELLONE. Il 2024, coincidente con il nuovo secolo di storia dell’Arena di Verona Opera Festival 2024, ha portato con sé la sfida della programmazione, che si è confermata ricca e diversificata per un totale di 50 spettacoli dal 7 giugno al 7 settembre. Sono state ben 7 le produzioni d’opera, compreso un nuovo allestimento, 7 le serate-evento e un balletto in doppia data. Decisamente eccezionale è stata la serata d’apertura del 101° Festival, La Grande Opera Italiana Patrimonio dell’Umanità, realizzata dal Ministero della Cultura in collaborazione con Fondazione Arena di Verona e Rai Cultura, e la partecipazione di SIAE. L’evento, trasmesso in diretta in mondovisione, ha celebrato l’inserimento del Canto lirico italiano nel patrimonio immateriale dell’umanità Unesco, percorso pluriennale cui Fondazione Arena ha partecipato attivamente. Alla prima parte dedicata a sinfonie e cori dal Belcanto a Puccini, diretta dal Maestro Riccardo Muti, ha fatto seguito un’antologia di arie celebri del grande repertorio lirico dell’Ottocento interpretate da venti dei maggiori artisti di oggi diretti da Francesco Ivan Ciampa. Nell’inedito allestimento, che ha trasformato il golfo mistico in spazio scenico, hanno preso posto 164 professori d’orchestra e 314 artisti del coro provenienti dalle dodici fondazioni lirico sinfoniche di A.N.FO.L.S., dal Teatro alla Scala, dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e dai teatri di tradizione di A.T.I.T. da tutta Italia.  

Il 2024 è anno pucciniano, a 100 anni dalla morte del maestro, e l’Arena di Verona lo ha omaggiato con tre titoli: Turandot a giugno ha visto per 4 date sold-out nell’allestimento da favola di Franco Zeffirelli con i costumi del premio Oscar Emi Wada; a luglio ha avuto successo la doppia data de La Bohème, nuova produzione con le scene di Guillermo Nova e il debutto areniano di Alfonso Signorini alla regia; altri 4 sold-out ha inanellato in agosto Tosca per altre 4 date con un cast di stelle nello spettacolo di Hugo De Ana. Il regista, scenografo e costumista argentino è la firma anche del divertente Il Barbiere di Siviglia di Rossini ripreso dopo il successo dell’anno scorso per 7 rappresentazioni totali. Aida di Verdi, opera regina dell’Anfiteatro, è andata in scena in due diversi allestimenti: per le prime 10 serate la potenza innovativa dell’immaginario di Stefano Poda ha inondato di luce l’Anfiteatro per importanti debutti, mentre per 5 recite ulteriori dal 10 agosto (a 111 anni esatti dalla prima in Arena) il pubblico ha potuto rivedere l’allestimento pensato da Gianfranco de Bosio (nel suo centenario) per ricostruire la prima Aida del 1913. Per 9 rappresentazioni è andata in scena Carmen di Bizet, nella produzione classica e cinematografica con cui Zeffirelli debuttò in Arena, anche quest’anno con grandi voci e importanti novità.

Le serate-evento del Festival hanno visto il ritorno dei principali concerti lirico-sinfonici per i folti organici areniani: la IX sinfonia di Beethoven, nel bicentenario della prima, e gli amatissimi Carmina Burana di Orff. A 55 anni dal suo debutto italiano a Verona, Plácido Domingo è tornato con artisti e ballerini iberici ad omaggiare l’Arena e la zarzuela in una indimenticabile Noche Española, mentre una novità assoluta è stato lo spettacolo immersivo Viva Vivaldi coprodotto con Balich Wonder Studio, in cui l’Orchestra guidata dal violino solista Giovanni Andrea Zanon ha proposto le celebri Quattro stagioni con effetti speciali e immagini in alta definizione a un pubblico nuovo per l’Arena. La grande danza ha riconfermato in doppia data l’étoile Roberto Bolle con friends d’eccellenza internazionale, mentre il Ballo areniano ha registrato un doppio sold-out nel titolo-simbolo Zorba il greco al Teatro Romano.

GLI ARTISTI. I grandi artisti del panorama lirico internazionale hanno confermato il loro legame con l’Arena di Verona, insieme a molti giovani di talento. Sul palcoscenico del 101° Festival sono saliti in totale 120 fra le migliori voci di oggi, étoile della danza e maestri; fra questi ben 35 sono i debutti in Anfiteatro, anche illustri e lungamente attesi, con grande riscontro di pubblico e critica: i direttori Michele Spotti, George Petrou, Leonardo Sini, i soprani Olga Maslova, Marta Torbidoni, Pretty Yende, Juliana Grigoryan, Eleonora Bellocci, Erin Morley, Chiara Fiorani, Kristina Mkhitaryan, i mezzosoprani Aigul Akhmethsina, Agnieszka Rehlis, Alisa Kolosova, Alessia Nadin, Ekaterine Buachidze, i tenori Galeano Salas, René Barbera, Ivan Magrì, Jack Swanson, Leonardo Cortellazzi, Paolo Lardizzone, Matteo Macchioni, i baritoni Igor Golovatenko, Paolo Bordogna, Misha Kiria, i bassi Hao Tian, Domenico Apollonio, Salvatore Salvaggio, il regista Alfonso Signorini, i primi ballerini Davide Buffone, Gioacchino Starace, Denys Cherevychko e Futaba Ishizaki. Fra i ritorni, 10 i direttori, tra cui Riccardo Muti, Francesco Ivan Ciampa, Marco Armiliato, Alvise Casellati, Jordi Bernàcer, Andrea Battistoni e Daniel Oren, a 40 anni dal suo esordio areniano; 3 i maestri dei cori impegnati nel Festival, 6 registi, 7 scenografi e costumisti/e, 6 coregrafi/e tra cui Massimiliano Volpini con nuove creazioni per il gala inaugurale e Lorca Massine per il ‘suo’ Zorba. E ovviamente i protagonisti abbracciati dal pubblico dell’Arena: i soprani Anna Netrebko, Aleksandra Kurzak, Mariangela Sicilia, Maria José Siri, Jessica Pratt, Anna Pirozzi, Rosa Feola, Elena Stikhina, Saioa Hernández, Gilda Fiume, Eleonora Buratto, Maria Agresta, Daria Rybak, Daniela Cappiello, Marianna Mappa, Francesca Maionchi, i mezzosoprani Vasilisa Berzhanskaya, Ekaterina Semenchuk, Clémentine Margaine, Anna Maria Chiuri, Sofia Koberidze, il controtenore Filippo Mineccia, i tenori Jonas Kaufmann, Francesco Meli, Yusif Eyvazov, Vittorio Grigolo, Gregory Kunde, Roberto Alagna, Piotr Beczała, Juan Diego Flórez, Dmitry Korchak, Freddie De Tommaso, Arturo Chacón Cruz, Carlo Bosi, Riccardo Rados, Brian Jagde, Carlo Ventre, Vincent Ordonneau, Piero Giuliacci, Martin Muehle, oltre a Plácido Domingo, i baritoni Luca Salsi, Ludovic Tézier, Nicola Alaimo, Amartuvshin Enkhbat, Youngjun Park, Mattia Olivieri, Davide Luciano, Jan Antem, Luca Micheletti, Nicolò Ceriani, Giulio Mastrototaro, Erwin Schrott, Fabio Previati, Dalibor Jenis, i bassi Alexander Vinogradov, Riccardo Fassi, Marko Mimica, Simon Lim, Rafał Siwek, Giorgi Manoshvili, Roberto Tagliavini, Carlo Lepore, Gabriele Sagona, Gianluca Buratto, Carlo Striuli; le étoiles Roberto Bolle, Nicoletta Manni, Melissa Hamilton, Eleana Andreoudi, Liudmila Konovalova, António Casalinho, Margarita Fernandes, Tatiana Melnik, Giorgi Potskhishvili, Toon Lobach, Casia Vengoechea, i solisti della Compañia Antonio Gades.

I RISULTATI DI BIGLIETTERIA. Le 50 serate del 101° Opera Festival hanno registrato la presenza di 417.354 spettatori e generato un incasso totale di 33.619.825 euro, il valore più alto nella storia del Festival insieme al valore dell’incasso medio per recita, che ha raggiunto quota record 698.664 euro a serata (nel 2023 era di 674.490 e nel 2022 di 575.575). Il 2024 rappresenta anche il miglior risultato di presenze medie alle recite d’opera con 8.627 spettatori a serata (rispetto agli 8.219 dello scorso anno).

L’età media si attesta sui 49,6 anni ma crescono i giovani: gli under 40 in Arena aumentano dell’8%. La provenienza degli oltre 417 mila spettatori del 101° Festival conferma la forte vocazione internazionale dell’Arena di Verona: il 57% del pubblico è straniero, con la Germania apripista di 136 diversi Paesi del mondo (il valore più alto nella storia areniana, l’anno scorso erano 125). Sul podio anche Austria, Gran Bretagna, Svizzera, Stati Uniti e Francia. Crescono le presenze dagli USA (+ 1.700 spettatori), dalla Spagna (+ 1.300 spettatori), Canada (+ 500) e Corea (+200), paesi toccati dal tour promozionale internazionale realizzato nei mesi invernali. Cresce anche il pubblico italiano proveniente da ogni regione dello Stivale. Veneto in testa, con oltre 31 mila spettatori solo da Venezia e 6 mila da Vicenza, segue la Lombardia con oltre 20 mila spettatori totali, dei quali 8.600 da Milano, e l’Emilia Romagna. Mancano di poco il podio Piemonte, Puglia e Sicilia. Palermo e Terni, con quasi quattro mila presenze ciascuna superano alcune delle province limitrofe a Verona. Ben 85 mila gli spettatori che hanno dichiarato di essere stati in Arena quest’anno per la prima volta (rispetto ai 77 mila dello scorso anno).

IL RUOLO DI PARTNER, SPONSOR E 67 COLONNE. Mantenuto l’andamento del centesimo Festival con l’ingresso di cinque nuovi sponsor e il progetto 67 Colonne per l’Arena di Verona che, per la prima volta, ha superato quota 2 milioni di euro.  In quattro anni, grandi aziende e piccoli imprenditori, accomunati dal desiderio di essere parte di un’operazione culturale, economica e sociale di portata internazionale, hanno contribuito al prosperare di una realtà, Fondazione Arena di Verona, fondamentale non solo per il territorio veronese ma per l’Italia intera. L’attività di fundraising ideata dalla Fondazione Arena di Verona ha registrato una costante crescita: dagli 1,5 milioni del 2021, il successo di 67 Colonne per l’Arena di Verona è proseguito con 1,6 milioni di raccolta nel 2022, 2 milioni nel 2023 fino al risultato di 2,1 milioni raggiunto quest’anno. Ben 2 milioni e 750 mila euro sono arrivati, invece, dalle sponsorizzazioni.

L’ATTENZIONE DEI MEDIA. La 101a stagione ha visto una grande partecipazione e attenzione dei media, registrando circa 1.200 presenze totali di addetti ai lavori stampa, tv, web, blog e radio, per oltre 255 fra testate ed emittenti diverse presenti al Festival e un totale di oltre 5.200 tra articoli e servizi. Raddoppiata rispetto allo scorso anno l’attenzione delle TV, che dal 7% del 2023 toccano, quest’anno, quota 13% delle pubblicazioni totali. Cresce anche la carta stampata, arrivando a quota 38%, mentre si assestano al 46% le uscite sul digitale e al 3% i servizi radiofonici rilevati dal servizio di rassegna stampa. Il 101° Festival ha interessato oltre alle principali testate giornalistiche nazionali, regionali e locali, anche media da tutto il mondo, tra cui The New York Times, Le Figaro, Le Monde, Financial Times, Tagesspiegel, Associated Press, Radio Tel Aviv, The Times of India, Nueva Tribuna, il giapponese Crea Traveller, l’olandese De Niewe Muze, l’irlandese RTE.

IL 101° OPERA FESTIVAL SUI SOCIAL. L’Arena di Verona Opera Festival ha raggiunto sulle pagine Instagram, Facebook, Youtube e TikTok (novità 2024 per Viva Vivaldi) 59 milioni di contatti (+25,88% rispetto allo scorso anno). Un pubblico appassionato e partecipe che ha lasciato 850 mila tra commenti e like. E usato 21 mila 500 volte l’hashtag #inArena. Una cinquantina gli influencer e talent coinvolti.

I video pubblicati sui canali social hanno registrato 8.239.032 views organiche, ovvero senza alcuna spinta pubblicitaria (+66,34% rispetto allo scorso anno). E un totale di 55.784 ore di riproduzione. Su Instragram e Facebook i follower hanno toccato quota 605.727. Solo Instragram ha fatto un balzo di 43.345 nuovi iscritti da tutto il mondo. Se il 51% dei fan è italiano, il 49% è straniero e segue il Festival soprattutto da: Germania, Brasile, Stati Uniti e Argentina. Per la prima volta i follower nella fascia d’età 25-34 anni hanno pareggiato gli over 35. Quest’anno l’Arena è approdata su TikTok con una campagna speciale per promuovere il concerto più “young” della stagione, Viva Vivaldi. Coinvolti per l’occasione dei content creator under30 italiani come “reporter d’eccezione”. I numeri dell’operazione: 20 milioni di impression, 20 milioni di visualizzazioni ai video, 72 mila tra commenti e like.

Progetti speciali. ‘Gonghisti per una sera’ ha totalizzato 3 milioni di visualizzazioni organiche e un totale di 15 milioni e 600 mila impression (l’80% prodotto da utenti nella fascia d’età 13-34 anni). Tra i protagonisti dell’iniziativa: Csaba Dalla Zorza, Benedetta Parodi, Giulia Pauselli, gli Atleti della Guardia di Finanza, Myss Keta, Paola Cossentino, Marcello Sacchetta, Jody Cecchetto, Diletta Begali, Alice De Bortoli, Martina Stella, Valentina Vignali e Verona Volley. Il podcast ‘Sempre Libera’, realizzato in collaborazione con Unicredit e One Podcast, condotto da Florencia Di Stefano-Abichain e Daniela Farnese, e disponibile su tutte le piattaforme di streaming, ha totalizzato 52.903 riproduzioni, con una media di 14 minuti d’ascolto a puntata.

ARENA OPERA FESTIVAL EXPERIENCE. Le iniziative corporate negli eventi dei quattro spazi esclusivi in collaborazioni di Noahlity sono giunte al terzo anno e hanno coinvolto oltre agli sponsor e alle 67 colonne, nuove aziende che hanno scelto l’Arena per i propri eventi di pubbliche relazioni.

Il pacchetto corporate è composto da quattro esperienze negli spazi più esclusivi dell’Arena di Verona per alcune serate e riservate agli ospiti di sponsor, donatori delle 67 colonne e delle aziende partner dell’Arena di Verona, per offrire a fianco della magia del teatro sotto le stelle più grande al mondo quattro tipologie di esperienze esclusive mai pensate prima negli spazi areniani.

The Star Roof, la più prestigiosa delle iniziative dell’offerta, ha consentito ogni sera a 24 ospiti di accedere alla terrazza esclusiva che collega il primo anello dell’Arena con l’ala simbolo dell’anfiteatro, per gustare una cena dello chef stellato Mattia Bianchi prima di assistere all’opera. Accanto a questa proposta, tre iniziative rivolte unicamente alle Aziende: the Stone Lounge, un’area riservata per accogliere i propri ospiti dall’ingresso in Arena fino all’inizio dell’opera, il Backstage Vip Pass, per respirare l’atmosfera del “dietro le quinte” areniano alla scoperta dei luoghi non accessibili al pubblico, ed infine Meetings & Events in Gran Guardia, area lounge nella Buvette del Palazzo della Gran Guardia con un esclusivo percorso attraverso le migliori etichette delle cantine che sostengono la Fondazione Arena di Verona seguito da un light dinner.

IL CAPITALE UMANO. Sono ben 1.415 le persone che hanno lavorato al Festival e hanno reso possibile il raggiungimento dei risultati 2024. Tra questi 769 sono professionisti che compongono i complessi artistici (160 professori d’Orchestra, 110 artisti solisti, 159 artisti del Coro, 12 Maestri collaboratori, 61 ballerini, 173 comparse, 84 mimi, 10 ballerini della compagnia spagnola); 229 i tecnici impegnati dietro le quinte prima, durante e dopo ogni prova e spettacolo (tra cui macchinisti, sarte, addette vestizione, elettricisti, portastrumenti); 206 le maschere e gli addetti alla sorveglianza del pubblico e del retropalco; 85 i componenti del personale amministrativo e dei diversi uffici. Oltre un centinaio i bambini e i ragazzi, dai 4 ai 17 anni, che hanno preso parte al Festival come cantanti del coro voci bianche, ballerini e comparse, seguiti da una decina di sorveglianti.

IL FESTIVAL E LA CITTÀ. Il 101° Festival ha coinvolto anche il territorio cittadino, attraverso diverse iniziative. Dai maxischermi nei quartieri per la prima opera in programma, a visori itineranti e led wall. La prima di Turandot di sabato 8 giugno è stata trasmessa su 5 maxischermi, progetto voluto da Comune di Verona, Fondazione Arena, in collaborazione con Rai Cultura. Sold-out i posti a sedere al parco di Santa Marta (Provianda), e poi in piazza del Popolo a San Michele Extra, al parco San Giacomo in Borgo Roma, al parco dei Cantori veronesi in Borgo Venezia e in piazza Marinai d’Italia in Borgo Milano. A precedere la diretta dall’Arena di Verona, musicologi, docenti e giornalisti hanno spiegato al pubblico il mondo del canto lirico, così come trama, curiosità e aneddoti sull’opera. In centro storico, gli info point The Arena Experience, tramite la realtà virtuale, hanno permesso ai visitatori di vivere in prima persona attraverso la realtà virtuale la messa in scena di una delle opere più celebri e amate del festival areniano, Carmen. In piazza Bra, il Social led Wall ha proiettato per tutta estate contenuti video esclusivi realizzati ad hoc da Fondazione Arena. Mentre sul Palazzo della Gran Guardia e lungo il Liston, stendardi e gonfaloni hanno annunciato le opere in programma per tutta l’estate. Nei punti cardine della città sono stati posizionati elementi scenografici di Aida, accompagnati dall’hashtag #inarena per la diffusione social di scatti e selfie. In Bra il Cantiere Arena e le isole sceniche hanno creato un percorso armonioso ed evocativo, con informazioni sugli allestimenti areniani, lessico e aneddoti del mondo dell’opera. Tutte le iniziative sono state rese possibili grazie al sostegno del Comune di Verona che ha destinato al progetto parte degli introiti derivanti dalla tassa di soggiorno, anche per volontà degli stessi albergatori e delle categorie turistiche.

GIOVANI E SCUOLE. Il 101° Arena di Verona Opera Festival ha visto una importante partecipazione delle nuove generazioni: ben 47.282 i biglietti acquistati con lo sconto under30 o con il ridotto

scuola. Grazie all’ormai consolidato progetto di Arena Young denominato Scuola e Università all’opera, che offre la possibilità a docenti e studenti di ogni ordine e grado di assistere ad alcuni spettacoli con riduzioni speciali, hanno partecipato al Festival giovani provenienti da tutte le regioni d’Italia, ma anche dalle vicine Germania, Austria, Inghilterra, Svizzera, Spagna, così come da Giappone, Cina, Stati Uniti, Canada e Corea. Un centinaio i docenti che, lo scorso 6 settembre, hanno assistito all’ultima rappresentazione de Il Barbiere di Siviglia, in un’occasione di scambio e confronto tra Fondazione Arena e la sua Area Formazione e Promozione Scuole e le diverse istituzioni scolastiche. La stagione, infine, si è conclusa con la partecipazione alla Giornata della Didattica – Festival dell’educazione che si è svolta a Verona il 9 e 10 settembre.

IL PROSSIMO FESTIVAL. Già in vendita Opere, Concerti e Gala dell’estate 2025. Il programma del 102° Arena di Verona Opera Festival sarà inaugurato il prossimo 13 giugno con il nuovo allestimento di Nabucco, firmato da Stefano Poda. E proseguirà fino al 6 settembre 2025 con Aida ‘di cristallo’, La Traviata, Carmen, Rigoletto, Roberto Bolle and Friends, Carmina Burana e Jonas Kaufmann in Opera. Tutte le date sono già in vendita su www.arena.it, attraverso il circuito TicketOne e sui canali social Facebook – Twitter – Instagram – YouTube dell’Arena di Verona.

RED

Immagini di Verona Opera Festival 2024



CONFERMA PER IL 98° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2021

Una stagione che vedrà presenti i titoli, le date e i cast stellari originariamente previsti, a partire dal ritorno tanto atteso di Riccardo Muti dopo 41 anni dalla sua unica presenza sul podio areniano.

Fondazione Arena conferma per il Festival 2021 la forte volontà di realizzare la propria programmazione, nel segno condiviso di una rinascita che coinvolga l’intera città, e propone un calendario con regie e allestimenti scenografici, grandiosi e immateriali, a conferma della spettacolare tradizione dell’Arena, e che solo l’Arena può permettersi di creare, ma completamente nuovi e compatibili con le norme sul distanziamento sanitario.

Nel pieno rispetto delle misure di sicurezza, Fondazione Arena di Verona firmerà, come un vero collettivo artistico, cinque nuovi allestimenti più leggeri e meno architettonici rispetto alla tradizione, ma più tecnologici, che vedranno l’utilizzo di spettacolari ed innovative video proiezioni, adatte a vestire l’imponente cornice areniana. Un problema, quello sanitario, che diviene opportunità di rinnovamento interpretativo, e che testimonia nei fatti l’eccellenza dei comparti areniani, che si esprimeranno realizzando in modo collegiale ogni nuovo allestimento.

Con grande attenzione al pubblico areniano, che da un anno dimostra il proprio affetto al Festival continuando ad acquistare i biglietti del Festival 2021 con numeri già oggi importanti.

Rimangono invariati i cast di Cavalleria rusticana e Pagliacci, Aida, Nabucco, Traviata, Turandot, Requiem di Verdi, Domingo Opera Night, Roberto Bolle and Friends, Jonas Kaufmann Gala Event e della Nona Sinfonia di Beethoven. Una eccellente parata di grandissime voci che conferma l’Arena di Verona come imprescindibile tappa estiva di ogni appassionato.

Dunque, ogni singolo reparto produttivo della Fondazione Arena di Verona si fonderà in un pensiero creativo comune per dare vita a nuovi allestimenti unici e più leggeri sul fronte architettonico, ma sempre in grado di rispettare la complessa morfologia areniana e l’imponente grandezza dei suoi spazi, perfetti per le nuove tecnologie d’arti visive.

Una scelta unica nell’attuale panorama europeo che riconferma la vocazione da sempre collettiva del lavoro areniano e che pone tutti i lavoratori di fronte ad una sfida avvincente dimostrando come i problemi di queste ultime edizioni abbiano rafforzato il motore trainante della Fondazione.

Il palco tornerà dunque nella sua posizione originaria e le nuove tecnologie si integreranno nella tradizione degli storici ed iconici allestimenti che da oltre cento anni hanno reso l’opera in Arena unica in tutto il mondo: una rivoluzione estetica e drammaturgica che tutelerà artisti e tecnici da ogni rischio, consentendo comunque la spettacolarità e la grandiosità che da sempre il pubblico cerca in Arena. Il fil rouge di questo nuovo progetto e le sue declinazioni sui diversi titoli verranno presto svelati, consentendo anche di dare finalmente luce e voce alle preziose maestranze areniane nel loro nuovo ruolo di protagonisti del processo creativo.

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Siamo molto orgogliosi di presentare la stagione 2021 del Festival lirico, un risultato per il quale devo ringraziare tutto il management di Fondazione Arena e i componenti del Consiglio di indirizzo. Durante questo lungo e complicato inverno non abbiamo mai smesso di lavorare, nonostante le incertezze economiche ed organizzative.

Dopo un anno esatto dal primo lockdown, la situazione è ancora molto grave. Mancano certezze sul futuro e rispetto a ciò che vivremo nelle prossime settimane e nei prossimi mesi. Come l’anno scorso però, se pur con difficoltà ancora maggiori frutto di un anno di crisi, Fondazione Arena è pronta a ripartire nuovamente.  

Per l’edizione speciale del 2020 è stato fatto uno sforzo incredibile, rimandando a quest’anno il festival che era stato programmato prima della pandemia. Un anno fa eravamo convinti che per l’estate 2021 l’emergenza sarebbe terminata, invece siamo ancora alle prese con una situazione altrettanto complicata. Tuttavia, come promesso, quest’anno faremo quello che avevamo detto per accendere il palco dell’Arena. Una sfida che vogliamo vincere con l’innovazione, l’impegno straordinario e il coraggio che ci contraddistinguono e che hanno permesso di accendere la musica anche nell’anno orribile del Covid. Vogliamo continuare a essere il punto fermo nel panorama musicale internazionale. Il 19 giugno la prima con il Maestro Muti sarà una ripartenza che non ha eguali, per una stagione che si preannuncia davvero straordinaria”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia, ricapitola così le lunghe riflessioni ed azioni dell’ultimo anno: “Il primo pensiero di questi ultimi, difficilissimi 13 mesi è stata la tutela della cultura, della musica, dell’arte, del Teatro, dell’immagine dell’Arena nel mondo e del lavoro, sia dei dipendenti di Fondazione Arena che della grande comunità di artisti, liberi professionisti, che sono il più grande patrimonio di ogni teatro nel mondo. Ho sentito la responsabilità di dare vita a stagioni artistiche che conferissero altrettanto pregio al tocco e all’impronta areniana, nonostante le mille difficoltà, per traghettare verso il futuro un patrimonio di stima e prestigio integri. Poi, la responsabilità verso il tessuto economico cittadino, che da veronese non posso che avere sempre in cima ad ogni mia considerazione: la città ci guarda, ci aspetta e noi di Fondazione Arena lo sappiamo. Mai come quest’anno essere Sovrintendente ha significato per me essere “nocchiero” di una comunità locale e internazionale allo stesso tempo, includendo in questo pensiero anche i tanti spettatori che da tutto il mondo ci hanno dato fiducia continuando ad acquistare biglietti, nonostante le forti incertezze mondiali. Mai come quest’anno chi fa il mestiere bellissimo di operatore culturale è stato chiamato a ragionare prima in modo etico, poi strategico. Fondazione Arena di Verona ha ragionato in modo etico, con gioia e convinzione, perché le azioni a sostegno del nostro patrimonio culturale e del nostro ruolo internazionale quest’anno si misureranno sul palcoscenico della storia. E, per citare Chateaubriand, dobbiamo porci nella prospettiva di posteri di noi stessi.”

Il Direttore Generale Gianfranco De Cesaris esprime la propria soddisfazione “Nella totale condivisione del progetto del 98° Festival , pensando all’integrità della Fondazione, istituzione culturale e motore  economico della città di Verona, sono orgoglioso dello sforzo creativo prodotto dalla nostra squadra in termini di innovazione  e sono certo che ciò segnerà una nuova ripartenza per noi e per il nostro territorio”.

Si confermano quindi le grandi coppie d’arte e di vita, da Anna Netrebko e Yusif Eyvazov, che dopo la straordinaria esperienza nel 2019 tornano insieme per tre imperdibili recite di Turandot, oltre a Roberto Alagna e Aleksandra Kurzak insieme in una rarissima esibizione in entrambi i ruoli di Cavalleria rusticana e Pagliacci. E ancora vanno ricordati l’attesissimo debutto di Jonas Kaufmann e i graditi ritorni delle star Plácido Domingo e Roberto Bolle, veri e propri beniamini del Festival Lirico. È atteso anche il ritorno sul palcoscenico areniano di Katia Ricciarelli nel ruolo di Mamma Lucia della Cavalleria rusticana.

Oltre a questi appuntamenti già in cartellone per il 2020 e riprogrammati nel 2021, Fondazione Arena ha aggiunto, in occasione del 150° anniversario dalla prima rappresentazione all’Opera del Cairo nel 1871, un’inaugurazione straordinaria di Aida, il capolavoro di Verdi e l’opera più amata dal pubblico areniano, che si preannuncia un evento davvero unico grazie alla presenza del Maestro Riccardo Muti, ambasciatore della cultura italiana nel mondo. Il cast stellare delle due serate (19 e 22 giugno) vede, solo per citarne alcuni, il soprano Sonya Yoncheva per la prima volta nella sua carriera nel ruolo di Aida, Francesco Meli come Radamès, Anita Rachvelishvili nel ruolo di Amneris e Riccardo Zanellato nel ruolo di Ramfis.

Altro omaggio doveroso a Giuseppe Verdi, nel 120° anniversario della morte, è la sua Messa di Requiem diretta da Speranza Scappucci, artista apprezzata a livello internazionale, al suo debutto in Arena. Il podio areniano alternerà le grandi ed esperte bacchette di Marco Armiliato, Daniel Oren, Francesco Ivan Ciampa e Jader Bignamini, a fianco degli attesi debutti di Diego Matheuz e Jochen Rieder.

Inoltre vale ricordare che in questo ultimo anno più che mai sono stati importanti la vicinanza e il sostegno di tutti i nostri sponsor cui va il più sincero ringraziamento: Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, Calzedonia Group, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere, RTL102.5 e ancora A4 Holding, Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SABA Italia, SDG Group, Vicenzi.

RED




Nel cuore della Musica: il Festival d’estate 2020 all’Arena di Verona

Verona – Con un prestigioso cast tutto italiano nella serata inaugurale del 25 luglio e grandi stelle internazionali per il mese di agosto tra serate di gala e concerti sinfonici, il Festival d’estate 2020 all’Arena di Verona è pronto a partire nella sua rinnovata veste con il palcoscenico centrale, con capienza ancora ridotta, ma animato dal desiderio di sostenere la ripresa del proprio territorio, nel nome della qualità e della tradizione centenaria che lo ha reso celebre in tutto il mondo.

Ed è grazie a questo spirito di tutela della qualità artistica che gli sponsor, a partire dal major partner Unicredit, hanno confermato il loro impegno rendendo quest’edizione realizzabile, nonostante la grave penalizzazione della biglietteria.

Dopo mesi di continuo impegno per non lasciare l’Arena silenziosa in questo anno difficile per il comparto culturale, la stagione areniana finalmente riparte con un nuovo assetto di palco che renderà questa edizione davvero storica e irripetibile.

Il 25 luglio prenderà il via il Festival d’estate 2020 “Nel cuore della Musica” con un grande omaggio all’arte e agli artisti italiani: Francesco Meli, Saimir Pirgu, Roberto Aronica, Fabio Armiliato, Barbara Frittoli, Eleonora Buratto, Luca Salsi, Leo Nucci, Daniela Barcellona, Michele Pertusi, Katia Ricciarelli per un totale di 31 artisti solo italiani. La serata inaugurale si configura dunque come un omaggio al nostro paese ferito, alla nostra grande tradizione belcantistica, alla qualità della nostra grande scuola, la cui solidità è stata messa a dura prova dalle sfide imposte dalla pandemia. Fondazione Arena di Verona vuole dunque dare fortissimo messaggio di speranza attraverso l’arte con un’iniziativa etica ed estetica, che non può che nascere nel più grande teatro all’aperto del mondo.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia commenta così la scelta: “Lo considero un atto dovuto a difesa del nostro patrimonio che, come in ogni arte performativa, è fatto prima di tutto di persone, della loro dedizione, dello studio continuo per la più alta qualità e francamente, dato che affrontare il palco non è cosa facile, anche della loro tenuta psicologica”.

Segue quindi il 31 luglio una première assoluta con il Requiem di Mozart diretto da Marco Armiliato con Vittoria Yeo, Sonia Ganassi, Saimir Pirgu e Alex Esposito, in un ideale saluto alle tante vittime della pandemia e alle loro famiglie.

Sabato 1 agosto Anna Netrebko, Yusif Eyvazov, Daniela Barcellona e Ambrogio Maestri saliranno sull’immenso palco centrale dell’Arena in quella che sarà una vera festa di rinascita nel nome dell’arte, tornando a respirare quell’afflato internazionale che ha sempre fatto di Arena meta certa degli appassionati di tutto il mondo.

Venerdì 7 agosto invece si inizia a guardare avanti, all’edizione stellare del 2021, con un inedito gala tutto wagneriano in vista del debutto di Jonas Kaufmann e della sua promessa di riportare in parte il grande compositore di Lipsia sul palco areniano, vera rarità storica.

I gala verdiani e pucciniani, l’8 e il 22 agosto, vedranno i graditi ritorni sul podio di Daniel Oren e Andrea Battistoni e tra i cantanti quello del grande tenore argentino Marcelo Alvarez. Tra queste prestigiose serate, il 14 agosto, è in programma un importante gala dedicato a Rossini – vera novità – che vedrà protagonista il soprano Lisette Oropesa, stimata interprete rossiniana, il giovane tenore sudafricano Levy Sekgapane, i baritoni Alessandro Corbelli e Marco Filippo Romano, il basso Roberto Tagliavini e sul podio Jader Bignamini.

Nel cuore del cartellone, il 13 agosto, è in programma un evento unico in Arena: le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi con l’atteso ritorno del giovane violinista veneto Giovanni Andrea Zanon insieme agli archi dell’Orchestra areniana.

E ancora il 21 agosto verrà proposto Gianni Schicchi di Puccini in forma semiscenica, opera mai rappresentata in Arena, con Leo Nucci nel ruolo principale. Quindi ben due appuntamenti con l’icona Plácido Domingo, pietra miliare del cartellone areniano, prima con uno spettacolo il 28 agosto che lo vedrà indiscusso mattatore accanto alla bellissima voce spagnola di Saioa Hernández affiancata da Saimir Pirgu,  quindi nella serata conclusiva del 29 agosto con la diva internazionale Sonya Yoncheva e con il tenore italiano Vittorio Grigolo.

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina: “Questo Festival è il simbolo della rinascita della nostra città, della musica e della cultura che grazie a Fondazione Arena tornano a essere protagoniste a Verona e in Italia. Con Nel cuore della Musica abbiamo dato vita a un progetto unico: sul nuovo palco centrale, si esibiranno alcuni tra i più grandi artisti italiani e internazionali e andranno in scena première assolute, mai realizzate prima nell’anfiteatro. Sono convinto che l’edizione 2020 del Festival sarà straordinaria, in tutti i sensi. A partire dalla serata inaugurale che è pensata come omaggio all’arte e alla musica italiana e a quanti, durante l’emergenza sanitaria, sono stati in prima linea nella lotta contro il virus. La prima del Festival sarà, quindi, una serata-evento pensata anche per dire grazie a medici, infermieri e operatori sanitari che, nelle difficoltà di questi mesi, non si sono mai tirati indietro e hanno combattuto a fianco dei malati. Una loro rappresentanza sarà ospite in Arena: saranno un pubblico straordinario per una notte di grande musica che non sarà dimenticata”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia sottolinea: “Garantire continuità al nostro teatro, ai nostri artisti, lavoratori e al nostro territorio non è stato e ancora oggi non è facile, penalizzati come siamo dalla capienza costretta a 1000 spettatori sulla normale dimensione di 13.500. È importante dunque da un lato ringraziare i nostri sponsor che non ci hanno mai lasciati soli e d’altro canto continuare a lavorare insieme alle forze migliori del territorio. Dobbiamo dirci soddisfatti di una stagione che fa di un limite un’opportunità e ci dà la possibilità di sperimentare, portare titoli rari, affrontarli con creatività e senza paure. Dobbiamo e vogliamo credere che tutte le fatiche, anche i dolori e le preoccupazioni degli ultimi mesi possano diventare sprone per guardare avanti lanciando i cuori oltre l’ostacolo e ritrovarci così domani con un’Arena più forte, ambasciatrice dell’eccellenza italiana nel mondo”.

Fondazione Arena di Verona per i noti motivi di sicurezza ha messo in vendita solo posti numerati stabilendo però prezzi inferiori a quelli previsti per la precedente programmazione 2020. I biglietti variano da 34 a 199 euro.

Per evidenziare il senso dell’essere spettatori di un’Arena a 1000 spettatori, evento unico nella storia, nascono due nuove tariffe riservate a chi vuole diventare donatore e testimoniare il proprio sostegno al progetto in un momento così delicato. I posti riservati ai donors avranno prezzi dai 300 ai 500 euro.

Fra i vantaggi di diventare donors c’è la possibilità di prenotare il proprio posto nel primo settore già da oggi semplicemente scrivendo a donors@arenadiverona.it. I posti saranno assegnati secondo ordine di priorità. Per tutti gli altri settori la vendita inizierà il 19 giugno.

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Fondazione Arena di Verona: perché il 2020 non sia un anno silenzioso

Il Festival 2021 della Fondazione Arena di Verona presenterà le produzioni originalmente previste nel Festival 2020 con l’aggiunta di ulteriori eventi di altissima levatura.

Per l’estate 2020 invece la Direzione Artistica ha elaborato un progetto straordinariamente innovativo e del tutto inedito per un’Arena mai vista che, in via del tutto eccezionale, avrà l’evocativo titolo di “Nel Cuore della Musica”.

I tanti amici dell’Arena di Verona, a cui Fondazione ha sottoposto il progetto “Nel cuore della Musica”, hanno dato il loro entusiastico sostegno:

Marcelo Álvarez – Marco Armiliato – Roberto Aronica – Daniela Barcellona – Ezio Bosso – Plácido Domingo – Yusif Eyvazov – Vittorio Grigolo – Francesco Meli – Anna Netrebko – Leo Nucci – Daniel Oren – Lisette Oropesa – Michele Pertusi – Saimir Pirgu – Anna Pirozzi – Marina Rebeka – Luca Salsi – Fabio Sartori – Ekaterina Semenchuk – María José Siri – Sonya Yoncheva.

Fondazione Arena di Verona non vuole un 2020 silenzioso e per questo è già pronta a proporre per l’agosto di quest’anno una serie di serate-evento da svolgersi in una cornice areniana del tutto nuova con il palco posizionato al centro dell’immensa platea ed il pubblico ben distanziato e distribuito esclusivamente sugli ampi spalti: l’unicità storica di questa veste è stata dunque sottolineata dal titolo “Nel Cuore della Musica”. È stato svolto un lavoro profondo, responsabile, ponderato, inedito ed innovativo che ha prodotto un protocollo sanitario, in via di ultimazione, il quale coniugherà le esigenze artistiche con quelle sanitarie e di distanziamento sociale.

Il programma di serate-evento di agosto 2020 sarà impreziosito da un’importante parata di star internazionali ed eccellenze italiane che, grazie al nuovo formato, garantiranno agli spettatori un’esperienza irrinunciabile, grazie alla bellezza monumentale dell’Arena in un nuovo gioco di fughe prospettiche, per esaltare l’unicità architettonica e storica degli spazi. Un monumento e un teatro come non si erano mai visti.

Le date e le proposte artistiche verranno annunciate in maniera definitiva solamente una volta ottenute le necessarie autorizzazioni (anche in osservanza dei decreti ministeriali sull’emergenza), al fine di non creare confusione nel pubblico in questa fase delicata.

Lo spostamento al 2021 del Festival stellare 2020, frutto di intensi anni  di lavoro, è stato per tutto il team areniano una sofferenza profonda, ma le prescrizioni normative, conseguenza delle evidenti condizioni sanitarie in Italia, non hanno lasciato altra possibilità se non quella di salvarla posizionandola nella sua sostanza nel 2021 che diventerà così, con l’aggiunta di altri eventi di grandissima caratura già programmati, un anno di straordinario livello, confermando Arena nel Pantheon dei migliori teatri del mondo.

Inoltre Fondazione Arena ha pensato in primis a tutelare tutti gli 80.000 spettatori affezionati che hanno già acquistato il biglietto per la Stagione 2020 e che fin da oggi potranno ottenere tutte le informazioni necessarie consultando il nostro sito internet www.arena.it o scrivendo all’indirizzo: ServizioClienti@geticket.it o telefonando allo 0458005151.

Saranno possibili tre opzioni: spostare sin da subito il proprio biglietto sul titolo prescelto nel Festival 2021 o donare il proprio biglietto. A partire dal 15 giugno, secondo le regole che saranno stabilite dal Governo, sarà possibile richiedere un voucher per un importo pari a quello del biglietto in proprio possesso.

Inoltre ci preme sottolineare che in questo momento più che mai risulta preziosa la vicinanza e il sostegno di tutti i nostri sponsor cui va il più sincero ringraziamento: Unicredit, Major Partner da oltre 20 anni, il Gruppo Calzedonia con il marchio Falconeri, Volkswagen Group Italia, Deutsche BAHN, Veronafiere e ancora Air Dolomiti, Casa Vinicola Sartori, GrandVision, Metinvest, SDG Group, SABA parcheggi, Vicenzi, Aeroporto Catullo, A4 Holding, Veronabooking.

Il Sindaco e Presidente di Fondazione Arena, Federico SboarinaIl 2020 sarà l’anno che vedrà in Arena una sorta di ‘Edizione straordinaria’. Una proposta di spettacoli come non si era mai visto finora e che ci permetterà anche di valorizzare la spettacolarità del nostro monumento conosciuto internazionalmente. Fermare completamente la musica nel più grande teatro all’aperto del mondo sarebbe un sacrilegio, oltre che un grave danno culturale ed economico. E’ successo solo durante i conflitti mondiali, adesso stiamo combattendo un’altra guerra, ma non lasceremo che l’emergenza sanitaria tolga la voce ai nostri artisti. Non vogliamo nel 2020 un’Arena silenziosa. In questi mesi, insieme con tutto il Consiglio di indirizzo abbiamo chiesto agli amministratori della Fondazione di impegnarsi per dare al pubblico qualcosa di straordinario e allo stesso tempo rispettoso delle norme di sicurezza e degli equilibri di bilancio. Ci siamo riusciti e adesso manca solo l’ultimo miglio, la data da parte del governo sulla ripresa delle attività. Ci sarà tutto in sicurezza: artisti e pubblico. L’Edizione straordinaria del 2020 è solo un anticipo della capacità progettuale e della volontà di Verona di essere al centro della scena artistica, continuando nell’impegno intrapreso tre anni fa con l’innalzamento della qualità”.

Il Sovrintendente e Direttore Artistico, Cecilia Gasdia sottolinea il lavoro continuo degli ultimi mesi e l’impegno per il futuro: “Sono contenta di essere riuscita a varare un cartellone 2021, che conterrà tutte le eccellenze che erano presenti nel 2020 arricchendole di nuovi nomi ed appuntamenti. Come vedete la stagione sarà aperta da un omaggio alla nostra opera regina: Aida, nel 150° anniversario dalla sua prima al Cairo del 1871 e nel 120° anniversario dalla morte del compositore Giuseppe Verdi. Le due recite di questa Aida in forma di concerto presenteranno un cast di grande eccellenza, che vi riveleremo entro la metà di maggio.

Riguardo all’estate 2020 è lecito, deontologicamente corretto ed anzi doveroso, non solo sognare, ma anche pianificare tatticamente con grande serietà e responsabilità una ripartenza dell’attività in sicurezza e una riapertura con regole chiare. Siamo italiani, abbiamo una solida reputazione di creatività e serietà che non possiamo smentire agli occhi del mondo, che ci guarda con rinnovata attenzione sin dall’inizio della pandemia. Dobbiamo quindi preparare il futuro con grande lucidità, attenzione ma senza farci bloccare dalla paura. Nel nostro lavoro ci ha sostenuti innanzitutto l’orgoglio per il nostro paese che, patria del belcanto e della musica, deve presto diventare un luogo chiave nel mondo per la ripartenza della cultura musicale.

Le nostre grandi star hanno apprezzato calorosamente fin da subito la nuova configurazione per quest’estate, proprio loro che conoscono bene i nostri spazi. E se le autorità ce ne daranno la possibilità, quella del 2020 non sarà affatto una estate minore, sarà invece una stagione diversa, storica, memorabile per il nuovo assetto che assicura una potenza estetica di grande impatto e che diventerà così simbolo della rinascita culturale e sociale del Paese”.

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ECCEZIONALE PARATA DI STELLE PER IL FESTIVAL LIRICO 2020 ALL’ARENA DI VERONA

Le più grandi voci della lirica internazionale in Arena in tre intensi mesi di bel canto e allestimenti spettacolari tra tradizione e innovazione, da sempre cifra stilistica del più grande palcoscenico d’opera del mondo.

L’Arena di Verona Opera Festival rappresenta da solo il 20% dei biglietti d’opera in Italia e nel 2019 ha ottenuto un incremento di pubblico di quasi 10 punti percentuali in netta positività rispetto alle cifre del settore. Per l’edizione 2020 il Festival Lirico sfida se stesso alzando ancora il valore artistico, la varietà, la creatività e la fama partendo proprio dalle voci, cuore pulsante di ogni produzione e di ogni serata, per dare ad ogni singola serata il sapore di una première.

La straordinaria macchina produttiva di Fondazione Arena si è messa in moto ed il cast rispecchia il principio fondante di una stagione che, non avendo abbonati, deve quindi necessariamente considerare ogni singola recita come un evento unico, garantendo al proprio pubblico le migliori voci dalla prima all’ultima serata, senza distinzione alcuna, con direttori di consolidata esperienza e allestimenti di grande impatto visivo, alternando la grande tradizione storica areniana ad innovazioni sapientemente calibrate, prima fra tutte quest’anno, la regia del pluripremiato regista internazionale Gabriele Muccino al suo debutto nel teatro d’opera con Cavalleria rusticana e Pagliacci, quindi il debutto sul podio areniano del trentenne venezuelano Diego Matheuz , già affermato a livello mondiale e fiore all’occhiello del celeberrimo El Sistema, modello didattico di educazione musicale pubblica ideato in Venezuela circa 40 anni fa che ha permesso a tanti bambini di tutti i ceti sociali di crearsi un futuro nella musica.

Oltre a questo esordio, tornano grandi direttori d’orchestra apprezzati nelle precedenti edizioni del Festival, forti dell’esperienza instaurata con i complessi areniani: Daniel Oren, che più di ogni altro ha creato una straordinaria empatia con l’Arena tanto da confermarsi anche per la stagione 2020 Direttore Musicale del Festival, Francesco Ivan Ciampa, maestro dalla carriera in continua ascesa, e ancora Plácido Domingo, eccezionalmente per una sera sul podio per Aida, Jordi Bernàcer, Marco ArmiliatoEzio Bosso e il veronese Andrea Battistoni.

Ma sono le voci il cuore pulsante del teatro d’opera, voci in grado di convincere per la loro consolidata presenza nei più prestigiosi teatri, voci in grado di creare un dialogo intimo e toccante con ciascuno spettatore. Dunque l’imperdibile recita di Cavalleria e Pagliacci dell’8 agosto con la coppia d’arte e di vita formata dal tenore Roberto Alagna e dal soprano Aleksandra Kurzak, per la prima volta protagonista di entrambi i ruoli femminili del dittico, cosa di per sé rarissima.

Nel cast del Festival 2020 vanno ricordati: il debutto areniano di Sonya Yoncheva, divina mondiale che in Traviata sarà al fianco di Vittorio Grigolo, star indiscussa e amante del palcoscenico areniano, oltre che grande beniamino del pubblico, a sua volta seguito dall’elegante canto dello spagnolo Celso Albelo e da Saimir Pirgu, artista dalla brillante carriera scoperto poco più che ventenne da Claudio Abbado. Insieme a loro ritornano stelle in costante crescita e conferma di pubblico e critica come Saioa Hernández (Nabucco) e Lisette Oropesa (Traviata).

Quindi un altro esordio di altissimo livello per l’affascinante soprano russo Aida Garifullina, nota al grande pubblico per il ruolo di Lily Pons nel film del 2016 “Florence” a fianco di Maryl Streep e Hugh Grant e per la partecipazione alla cerimonia dei mondiali di calcio 2018. Artista di grande talento, scoperta e lanciata da Gergiev, prende parte per la prima volta al Festival Lirico per interpretare una Violetta di altissimo impatto.

In omaggio all’ultima Traviata di Zeffirelli, regista che ha saputo esaltare gli spazi areniani come pochi altri, si assisterà anche all’importante debutto della star del Metropolitan Angel Blue, vera e propria celebrità richiesta dai grandi canali televisivi americani. Quindi Anna Pirozzi, in alternanza con Maida Hundeling ed Emily Magee – affermato soprano internazionale in una delle rarissime esibizioni italiane – interpreteranno il ruolo del titolo nell’intramontabile Turandot di Zeffirelli, affiancate dai tenori Murat Karahan e Jorge de León.

E ancora l’atteso debutto del soprano americano Angela Meade e il ritorno di María José Siri in Aida – opera simbolo del Festival Lirico – nel grandioso allestimento di Zeffirelli, affiancate dall’imperdibile voce di Marcelo Álvarez in alternanza con Yusif Eyvazov, grande amico dell’Arena che ha seguito sin dall’inizio la sua inarrestabile ascesa.

Quindi i baritoni Amartuvshin EnkhbatSebastian CatanaGeorge Petean e Luca Salsi (autentico trionfatore della serata d’apertura del Teatro alla Scala di questa stagione) nel fortunato allestimento di Nabucco del 2017 di Arnaud Bernard con Anna PirozziSaioa HernándezMaida Hundeling nella parte di Abigaille.

Ed ogni ruolo, per tutta la stagione, nasconde delle perle vocali: Alberto GazaleRafał SiwekAmbrogio Maestri, Roberto Aronica, Chris Merritt, Ekaterina SemenchukOlesya PetrovaSonia GanassiNino MachaidzeDaniela BarcellonaElena ZilioRuth Iniesta, talento valorizzato dal Festival 2018, il richiestissimo soprano Marina Rebeka in coppia per Traviata con l’acclamato Francesco Meli, la grande Barbara Frittoli e tanti altri interpreti in un festival unico al mondo che consente di ascoltare in ciascuna recita artisti internazionali in ruoli diversi e assistere ad allestimenti grandiosi che si alternano ogni giorno. È un’opportunità irripetibile nel suo genere che gli appassionati d’opera e il grande pubblico possono sperimentare solo a Verona e che rende l’anfiteatro veronese un’esperienza davvero esclusiva.

La parata di stelle è impreziosita da cinque serate-evento con attesi debutti e graditi ritorni, a partire dall’imperdibile esordio del tenore Jonas Kaufmann, star al culmine della sua straordinaria carriera operistica che da molti anni il pubblico del Festival attende in Arena.

Ritorna Plácido Domingo, vero mattatore del palcoscenico areniano che nel 2019 ha celebrato in una serata indimenticabile – una vera e propria festa – i 50 anni dal suo esordio in Arena.

La divina Anna Netrebko – dopo lo straordinario successo ottenuto in occasione del debutto nel 2019 –torna in coppia con Yusif Eyvazov, per un gala ricco di sorprese tutte da scoprire.

Divenuto un appuntamento irrinunciabile per gli appassionati di danza, Roberto Bolle propone anche per il 2020 una doppia data per far sognare il pubblico areniano insieme al talento e all’energia dei suoi Friends.

Per finire, al termine del grandioso sold out del 2019 nei Carmina Burana di Orff, Ezio Bosso ha annunciato proprio sul palcoscenico areniano il suo ritorno per l’edizione del Festival 2020 alla guida dei complessi areniani nella monumentale IX Sinfonia di Beethoven.

Anche il mondo dei broadcaster conferma l’attenzione alla programmazione del Festival: UNITEL, impegnata nella stagione 2019 nella ripresa del gala di Plácido Domingo e del Trovatore con la regia di Franco Zeffirelli, effettuerà quest’anno la ripresa di Traviata, ultimo capolavoro del regista fiorentino scomparso pochi giorni prima dell’inaugurazione del Festival 2019.

Un capitolo speciale va poi dedicato ad una delle sorprese più gradite di quest’anno: il ritorno all’opera di una divina indiscussa del bel canto, vero pilastro della storia dell’opera, nonché volto popolare universalmente noto: Katia Ricciarelli. L’artista, impegnata in Cavalleria rusticanacon la regia di Gabriele Muccino, regalerà al ruolo di mamma Lucia uno spessore del tutto particolare.

«Se Verona si conferma al primo posto in Italia per vendita di biglietti di spettacoli è senz’altro merito dell’Arena e del festival lirico, segno che la politica della qualità avviata due anni fa paga – afferma il Sindaco di Verona Federico Sboarina, Presidente di Fondazione Arena – . Ecco perché quest’anno abbiamo deciso di continuare su questa strada, innalzando ancora di più il livello e aggiungendo alcune rarità. Certamente i cast di fama internazionale daranno un ruolo di prim’ordine al nostro cartellone, ma la tradizione andrà di pari passo con l’innovazione. L’Arena ha il merito di lanciare il regista cinematografico Gabriele Muccino nel teatro d’opera, così come il ritorno alle scene di Katia Ricciarelli, fino all’esordio in Arena di una star internazionale come il tenore Jonas Kaufmann. Questa stagione sarà imperdibile e ci permetterà di fidelizzare gli appassionati della lirica ma, allo stesso tempo, di attrarre con le sue novità nuovo pubblico. Ricordo infine che per noi la grande qualità non è solo estiva ma continua anche nella stagione invernale sul palcoscenico del Teatro Filarmonico».

Felice e soddisfatta del cartellone, il Sovrintendente Cecilia Gasdia commenta la lunga lista di grandi voci: «Quest’anno davvero abbiamo concentrato ancor più la preziosità del panorama internazionale, offrendo al pubblico una parata unica di eccellenze, che in pochi giorni consente di ascoltare in un solo luogo e in ruoli diversi stelle di prima grandezza, che altrimenti un appassionato potrebbe godere solo viaggiando tutto l’anno nelle grandi capitali del mondo. Quest’anno l’Arena è ancor più che in passato quella vetrina imperdibile dello stato dell’arte belcantistica che l’ha resa grande nell’ultimo secolo: una unicità culturale che continuerà a difendere e custodire con il massimo impegno in vista delle importanti sfide future che attendono la nostra città e il nostro Paese. Questa continua crescita artistica che ci pone nuovamente al centro del panorama internazionale è motivo di grande orgoglio per tutti noi lavoratori di Fondazione Arena».

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NUOVE STELLE PER LA TRAVIATA ALL’ARENA DI VERONA

Verona – La Traviata di Giuseppe Verdi va in scena giovedì 22 agosto alle 20.45 ( repliche: 30 agosto, 5 settembre – ore 20.45) con nuovi straordinari interpreti: l’applaudita Lana Kos nei panni della protagonista, accanto al tenore americano Costello, al suo esordio assoluto all’Arena di Verona, e al grande baritono Enkhbat, all’esordio nel ruolo. Daniel Oren guida i complessi artistici areniani nell’ultimo sogno di Franco Zeffirelli.

Dopo il pienone e lo strepitoso successo dello scorso 17 agosto, il capolavoro di Verdi torna per conquistare il pubblico areniano con nuove stelle tra le migliori dell’Opera di oggi. Sono tutti ancora molto giovani ma già afffermati sui palcoscenici più importanti del mondo i nuovi interpreti principali de La Traviata. Per le ultime tre recite infatti la protagonista è Lana Kos, soprano croato già acclamato a Verona proprio come Violetta Valéry e qui per la prima volta nella nuova produzione firmata da Franco Zeffirelli, estremo lascito registico e scenografico del maestro fiorentino. È un esordio assoluto all’Arena quello del tenore di Philadelphia Stephen Costello, già premio Tucker e ora star irrinunciabile di teatri come il Metropolitan di New York, nei panni di Alfredo per le ultime tre repliche di La Traviata. Con loro fino a settembre il possente baritono mongolo Amartuvshin Enkhbat, già Amonasro e protagonista di Rigoletto e Nabucco nelle ultime edizioni del Festival, debutta nel ruolo di Germont padre.

La locandina comprende nelle parti di fianco altri cantanti di assoluto rilievo nel panorama lirico internazionale e giovani scoperti e applauditi proprio sul grande palcoscenico areniano: Marcello Nardis come Gastone di Letorières, Clarissa Leonardi come Flora, Nicolò Ceriani come Barone Douphol, Daniela Mazzucato come Annina, Alessandro Spina come Dottor Grenvil, Max René Cosotti come Giuseppe, Dario Giorgelé come Marchese d’Obigny, Stefano Rinaldi Miliani come Domestico e Commissionario. Il Ballo dell’Arena di Verona coordinato da Gaetano Petrosino si esibisce nelle coreografie dell’étoile Giuseppe Picone, con la prima ballerina Eleana Andreoudi.

Alla guida dell’Orchestra e del Coro istruito da Vito Lombardi, c’è il maestro Daniel Oren, Direttore Musicale del Festival areniano 2019. Lo spettacolo è l’ultima creazione registica e scenografica dello scomparso maestro Zeffirelli, mentre i costumi sono del prestigioso Maurizio Millenotti e le luci dell’areniano Paolo Mazzon. Michele Magnani, Global Senior Artist di MAC Cosmetics, ha disegnato il make-up dei personaggi principali.

Informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social.

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PRESENTATO IL 97° ARENA DI VERONA OPERA FESTIVAL 2019

Verona – Tre mesi intensi, cinque titoli d’opera, tre eventi speciali, 51 alzate di sipario, 80 solisti da tutto il mondo tra cui Anna Netrebko, Plácido Domingo, Lisette Oropesa, Leo Nucci, Vittorio Grigolo, Aleksandra Kurzak, Jusif Eyvazov, Saioa Hernández, Erwin Schrott, Hui He, Dmitry Belosselskiy, Tamara Wilson, Luca Salsi, Maria José Siri, Pavel Petrov, Amartuvshin Enkhbat, insieme ad illustri voci di fianco che daranno vita a La TraviataAidaIl TrovatoreCarmenTosca.

L’evento speciale Plácido Domingo 50 Arena Anniversary Night celebra i 50 anni dal debutto areniano del Maestro Domingo, vera e propria leggenda del panorama operistico internazionale. La star della danza Roberto Bolle and Friends torna per due date all’insegna della grande danza. La terza delle serate evento sarà infine il prestigioso appuntamento con la musica sinfonica dei Carmina Burana di Carl Orff.

Icone del bel canto e giovani promettenti: l’Arena come consacrazione di grandi divi e palestra per nuovi talenti alle prese con il teatro all’aperto più grande e famoso del mondo:

Daniel Oren, Direttore Musicale

Daniel Oren, Andrea Battistoni e Marco Armiliato alla direzione de La Traviata

Francesco Ivan Ciampa e Daniel Oren alla direzione di Aida

Daniel Oren alla direzione di Carmen

Piergiorgio Morandi alla direzione de Il Trovatore

Daniel Oren alla direzione di Tosca

Un cast che alterna grandi star internazionali, habitué dei più prestigiosi palchi del mondo, nomi affermati e grandi conoscitori della complessa realtà dell’Arena, a giovani emergenti a cui non può mancare nel proprio curriculum il battesimo, temuto e sognato, del magniloquente palco areniano.

Ma questo è anche un cast che fotografa assai bene la diffusione davvero globale dell’opera lirica, ormai non più solo appannaggio della cultura occidentale, ma vera passione di tanti territori emergenti come Cina e Russia, ben rappresentati anche dal pubblico dell’Arena, da sempre il più internazionale al mondo per pubblico e interpreti.

Nel meraviglioso Trovatore firmato da Zeffirelli, dopo le tre recite pressoché sold out con la divina Anna Netrebko, avremo la bella voce italiana di Anna Pirozzi“straordinario soprano drammatico di coloritura”. Protagonista maschile Jusif Eyvazov, il tenore azerbaigiano che insieme alla compagna Anna Netrebko porta la loro storia d’amore anche a Verona.

La 97ma edizione del Festival lirico inaugura il 21 giugno con il nuovo allestimento firmato da Zeffirelli de La Traviata verdiana, somma sintesi di 60 anni di meditazione sull’amato soggetto, vedrà sul palcoscenico il soprano polacco Aleksandra Kurzak, finissima musicista oltre che cantante e voce contesa dai migliori teatri del mondo; quindi l’americana Lisette Oropesa, vera star dell’ultimo festival rossiniano di Pesaro, la croata Lana Kos, molto legata al palco areniano dove debuttò nel 2011 con La Traviata di Hugo de Ana, e che ascolteremo anche in Carmen, quindi la russa Irina Lungu, più volte applaudita dal pubblico veronese: un quartetto di grandi voci e grande presenza scenica, assolutamente necessarie per un palco che, meglio di ogni altro, sa esaltare la nouvelle vague dell’opera, così attenta alla recitazione e così vicina  all’immaginario cinematografico.

Per il trucco della nuova Traviata, il team creativo si avvale di un’importante collaborazione: le face chart per i personaggi principali sono state create dal make-up designer Michele Magnani, global senior artist di M.A.C. Cosmetics.

E in tal senso sapranno essere all’altezza nella première di Carmen la bellissima uzbeka Ksenia Dudnikova e la giovane e talentuosa spagnola Ruth Iniesta, quest’ultima anche nei Carmina Burana.

L’altra grande Prima il 22 giugno sarà Aida di Verdi, magnificamente ideata dal regista Gianfranco de Bosio nel 1982 reinterpretando il progetto originale della prima Aida in Arena creata da Ettore Fagiuoli nel 1913, che quest’anno proporrà qualche interessante elemento di novità.

Sul palco dell’Aida storica vedremo ancora Anna Pirozzila statunitense Tamara Wilson “vera forza della natura”, la spagnola Saioa Hernandez, personalità artistica e intrigante madrilena, già apprezzata nell’Attila della Scala, la cinese Hui He grande amica del palco areniano che si alternerà con la Hernandez anche in Tosca, e la bella georgiana Svetlana Kasyan, molto apprezzata nel nostro paese e nel mondo: cinque importanti voci e figure femminili che sapranno dominare l’allestimento senza tempo e le attese dell’immenso pubblico. Prima ballerina l’étoile Petra ContiPrincipal Dancer del Los Angeles Ballet.

Tra i cantanti non mancheranno certo presenze importanti sia in termini di voci sia sotto il profilo scenico e attoriale, dal giovane bielorusso Pavel PetrovAlfredo della première de La Traviata, il trasversale e turbolento Vittorio Grigolo, reduce dalla sua esibizione agli Oscar e vera star del Metropolitan di New York, e il tenore americano Stephen Costello che calca i migliori palcoscenici del mondo. Per l’edizione storica di Aida vedremo Murat Karahan affermatosi in Arena fin dal suo debutto, Erwin Schrott in Carmen, artista poliedrico e trasversale, il grande Luca Salsi ne Il Trovatore e il baritono per eccellenza Leo Nucci.

Un cast davvero intrigante per la presenza di veri protagonisti del jet set internazionale, adatto a soddisfare le aspettative dei melomani e ad incuriosire il nuovo pubblico dell’Opera a cui Arena è stata destinata per vocazione sin dalla prima rappresentazione d’opera il 10 agosto 1913 con Aida, titolo simbolo del Festival areniano.

Il più grande spettacolo operistico del mondo sta per iniziare grazie anche alla professionalità apprezzata in tutto il mondo dei complessi artistici e tecnici della Fondazione Arena di Verona con i numerosi mimi e figuranti.

Il Sindaco e Presidente della Fondazione Arena, Federico Sboarina ha dichiarato: “Presento questa stagione con grande orgoglio, la seconda dopo il rilancio che abbiamo fortemente voluto. Verona ha due grandi gioielli, la Fondazione Arena che in estate dà vita al suo glorioso festival lirico e l’Arena, che oltre ad essere il monumento simbolo della città, è il più grande palcoscenico all’aperto conosciuto a livello mondiale. Le particolari doti acustiche dell’anfiteatro e la professionalità di Fondazione Arena insieme costituiscono un unicum in grado di portare l’immagine di Verona e la musica di qualità in tutto il mondo. Per questo ringrazio il Sovrintendente e tutto il Consiglio d’Indirizzo per l’ottimo lavoro fatto, risultato di grande passione e capacità. Un grazie anche a tutti gli artisti che faranno parte dei cast e ai lavoratori, l’anima di ogni Festival”.

Cecilia GasdiaSovrintendente e Direttore Artistico della Fondazione Arena, esprime la sua personale soddisfazione per l’offerta artistica del 97° Opera Festival: “Trepidazione, esultanza, ma anche batticuore mi pervadono senza eccezione all’approssimarsi dell’eccitante colpo di gong che consacra e consegna il nostro anfiteatro veronese al mondo dell’Opera come ogni estate da più di cento anni. Vi presento un’edizione che vedrà esibirsi sul palcoscenico areniano stelle di fama internazionale, a fianco di giovani promettenti al loro esordio. Sarà un festival ricco di importanti conferme, attesi debutti e felici ritorni per un cast davvero stellare”.

Un ringraziamento speciale a tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival che con il loro prezioso e immancabile contributo sostengono la mission di Fondazione Arena e il suo prestigioso Festival.

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ARENA DI VERONA: GRANDI CAST PER IL 96° OPERA FESTIVAL 2018 AL VIA DAL 22 GIUGNO

Importanti direttori, registi di fama internazionale, stelle della lirica e nuovi astri nascenti dell’opera caratterizzano la 96ma edizione del Festival lirico all’Arena di Verona, che prenderà il via il prossimo 22 giugno fino al 1° settembre 2018, per 47 serate all’insegna della grande musica sotto le stelle nel teatro lirico più grande del mondo.

Come sempre si confermano impegnati i complessi artistici e tecnici areniani, con la loro alta professionalità che porta in scena ogni sera un titolo differente, per un Festival unico che da oltre cento anni continua a stupire ed emozionare il suo pubblico.

L’Arena di Verona Opera Festival 2018 inaugura con una nuova produzione di Carmen di Georges Bizet, opera tra le più rappresentate al mondo, accanto ad altri veri e propri cavalli di battaglia del “tempio della lirica”, da sempre acclamati dal pubblico: Aida di Giuseppe Verdi, Turandot di Giacomo Puccini, Nabucco di Giuseppe Verdi e Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini.

A completamento della proposta operistica, arricchiscono il cartellone l’immancabile appuntamento con la danza Roberto Bolle and Friends e la serata-evento Verdi Opera Night dedicata al celebre compositore di Busseto, che da oltre un secolo domina le estati areniane.

Invita a partecipare al Festival 2018 il Sindaco di Verona e Presidente di Fondazione Arena, Federico Sboarina, che esprime apprezzamento per il cartellone ricco e di indiscusso interesse, all’altezza di un Festival storico e prestigioso che da più di un secolo testimonia l’eccellenza culturale della città di Verona e del nostro Paese: «Grazie ad un importante lavoro di squadra e alla professionalità della Sovrintendente Gasdia, è stato possibile dar vita ad un cartellone davvero unico. Sul palcoscenico arriveranno artisti e registi internazionali di altissimo livello, che valorizzeranno il festival areniano, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo. Allo stesso tempo sarà dato spazio ad alcuni giovani talenti che si sono già contraddistinti nel panorama della lirica e che saranno al loro esordio in Arena. La programmazione dell’opera sarà inoltre arricchita da due grandi eventi, e permeata da concerti e spettacoli. Lirica ed extra lirica devono essere un valore aggiunto l’uno per l’altro, due anime della Fondazione, che concorrono allo stesso obiettivo: fare dell’Arena il tempio per eccellenza della lirica e della musica a livello mondiale».

Il Sovrintendente e Direttore Artistico Cecilia Gasdia è orgogliosa di presentare, protagonisti di questa stagione, cast artistici di rilievo frutto di un lavoro svolto in prima persona: «Ogni anno l’Arena di Verona si impegna a realizzare spettacoli sempre più unici e ricercati, e i cast ingaggiati quest’anno saranno il fiore all’occhiello dell’eccellenza areniana. Ho voluto grandi artisti accanto a giovani talenti da valorizzare. L’Arena, infatti, storicamente ha dato origine ad innumerevoli grandi carriere ed io intendo riprendere e rafforzare questa tradizione, così che il nostro Teatro possa essere una vera e propria fucina di nuove voci. Come avevo annunciato, ho chiamato quindi grandi star internazionali e giovani artisti, molti dei quali – e questa è la grande novità – canteranno per la prima volta in Arena. Il decano della stagione ha 76 anni e la mascotte ne ha 21».

IL PROGRAMMA

L’Opera Festival 2018 inaugura venerdì 22 giugno con Carmen, capolavoro di Georges Bizet che trasporta il pubblico in un’arena dentro l’Arena per vivere il dramma di amore e morte della bella sigaraia spagnola. L’opera è in scena per 13 serate fino al 31 agosto nel nuovo allestimento a firma del famoso regista argentino Hugo de Ana, che cura regia, scene e costumi. Completano la messa in scena le coreografie di Leda Lojodice e il lighting design dell’areniano Paolo Mazzon. La nuova produzione intende offrire una nuova lettura dell’opera, consapevole dell’importante eredità lasciata nella storia dell’anfiteatro veronese dalla memorabile produzione di Franco Zeffirelli, replicata in numerosi Festival a partire dal 1995. De Ana traspone la sua Carmen un secolo dopo rispetto al libretto, negli anni Trenta del Novecento, periodo storico significativo per sottolineare la ricerca incessante della protagonista verso la sua indipendenza e libertà, che la porterà come un torero nella Plaza de Toros ad affrontare fino alla morte la prepotenza maschile e una società ostile al suo essere zingara quindi diversa.

Sul podio areniano vedremo per la prima volta il giovane direttore Francesco Ivan Ciampa, dopo gli ottimi riscontri di critica e pubblico delle ultime performance con Fondazione Arena al Teatro Filarmonico. Tre voci importanti daranno quindi corpo all’eroina del titolo: Anna Goryachova, che con l’inaugurazione del Festival farà il suo debutto in Arena, Anita Rachvelishvili, vera e propria specialista del ruolo, e Carmen Topciu, apprezzata Fenena lo scorso anno in Nabucco, ruolo che sosterrà anche per questa stagione oltre ad Amneris in Aida. Accanto a loro, il passionale Don José sarà interpretato da quattro tenori di rilievo internazionale: Brian Jagde, al suo primo confronto con l’anfiteatro come Marcelo Puente e Luciano Ganci, oltre al ritorno di Francesco Meli. Nei panni del bell’Escamillo quindi Alexander Vinogradov, Erwin Schrott e Alberto Gazale e per la prima volta in Arena interpreterà la dolce e risoluta Micaela Mariangela Sicilia, alternandosi con Ruth Iniesta, Eleonora Buratto e Serena Gamberoni.

Repliche: 29 giugno ore 21.00 – 6, 11, 17, 21 luglio ore 21.00 – 3, 9, 12, 22, 25, 28, 31 agosto ore 20.45.

Come tradizione vuole la sera successiva, sabato 23 giugno, è la volta dell’opera simbolo della stagione estiva: Aida di Giuseppe Verdi. L’opera è proposta per 16 date, fino a concludere il Festival il 1° settembre, nell’imponente messa in scena ideata nel 2002 dal genio di Franco Zeffirelli, impreziosita dagli iconici costumi di Anna Anni e dalle coreografie di Vladimir Vasiliev che, insignito dell’onorificenza di Commendatore dell’Ordine della stella d’Italia, nel 2018 celebra i 60 anni di attività artistica di cui 50 legati all’Italia, dove opera dal 1968.

Dal podio i direttori Jordi Bernàcer, Daniel Oren e Andrea Battistoni guideranno una compagnia di protagonisti segnata dall’apprezzato ritorno di Anna Pirozzi, Kristin Lewis, Maria José Siri, Susanna Branchini e Hui He nel personaggio del titolo, accanto all’Amneris di Violeta Urmana, Carmen Topciu, Anita Rachvelishvili e Judit Kutasi al suo debutto areniano. Il ruolo del tenore Radamès vedrà alternarsi Yusif Eyvazov, Marco Berti, Carlo Ventre, Gregory Kunde e Walter Fraccaro, mentre quello del baritono Amonasro Luca Salsi, Sebastian Catana, Ambrogio Maestri, Amartuvshin Enkhbat, Federico Longhi e Gocha Abuladze, altra nuova voce del cast 2018.

Repliche: 28 giugno ore 21.00 – 8, 10, 14, 19, 22, 27 luglio ore 21.00 – 2, 5, 7, 11, 19, 23, 29 agosto ore 20.45 – 1 settembre ore 20.45.

Da sabato 30 giugno per 5 recite fino al 26 luglio, si aggiunge al cartellone un’altra opera colossal: Turandot di Giacomo Puccini, proposta ancora una volta nella scenografica produzione del 2010 firmata per regia e scene da Franco Zeffirelli, con i ricercatissimi e preziosi costumi del premio Oscar Emi Wada. A completare l’atmosfera della Cina imperiale i posati movimenti coreografici di Maria Grazia Garofoli e le luci disegnate da Paolo Mazzon.

Impegnati con la direzione d’orchestra troviamo nuovamente Daniel Oren e Francesco Ivan Ciampa e nei panni dei protagonisti Anna Pirozzi, che si dà il cambio con Rebeka Lokar per la gelida principessa di ghiaccio, accanto al Calaf di Gregory Kunde e Murat Karahan. Nei panni di Liù debuttano in Arena le giovani stelle Vittoria Yeo, Ruth Iniesta ed Eleonora Buratto.

Repliche: 5, 13, 18, 26 luglio ore 21.00.

Per 6 appuntamenti, da sabato 7 luglio fino al 18 agosto, il quarto titolo monumentale di questa stagione estiva, Nabucco di Giuseppe Verdi, è riproposto nell’allestimento che ha inaugurato con successo il Festival lirico 2017, per regia e costumi di Arnaud Bernard, scene di Alessandro Camera e luci di Paolo Mazzon. Jordi Bernàcer torna a dirigere questo dramma verdiano, che ha felicemente contraddistinto il suo esordio a Verona lo scorso anno. Interpretano il protagonista due baritoni dalle solide carriere internazionali: Amartuvshin Enkhbat e Luca Salsi, impegnati durante tutto il Festival anche in altri importanti ruoli, come abbiamo già visto con i primi titoli annunciati. Nella figliastra Abigaille potremo apprezzare ancora Susanna Branchini e Rebeka Lokar, applauditissime l’anno scorso nel medesimo ruolo, accanto alla Fenena di Géraldine Chauvet e Carmen Topciu. Completano i ruoli principali le nuove voci di Luciano Ganci e Vincenzo Costanzo come Ismaele, accanto ai conosciuti Rafał Siwek e Riccardo Zanellato per Zaccaria.

Repliche: 12, 20, 28 luglio ore 21.00 – 10, 18 agosto ore 20.45.

Mercoledì 25 luglio alle 21.00 ritroviamo, per il quinto anno consecutivo all’interno del cartellone areniano, l’attesissimo e ormai immancabile appuntamento con la grande danza internazionale: Roberto Bolle and Friends, studiato e voluto personalmente dal ballerino simbolo di quest’arte nel mondo, Étoile del Teatro alla Scala di Milano e Principal Dancer dell’American Ballet Theatre di New York.

E nell’anno che ricorda i 150 anni dalla scomparsa di Gioachino Rossini, non poteva mancare Il Barbiere di Siviglia proposto da sabato 4 agosto nel riuscito allestimento che, per 5 serate fino al 30 agosto, trasforma l’anfiteatro nel favolistico giardino delle meraviglie creato nel 2007 ancora una volta da Hugo de Ana, con le divertenti coreografie di Leda Lojodice. Per l’occasione Daniel Oren e Andrea Battistoni guideranno un cast d’eccezione, che vede due leggende del repertorio operistico impegnate per la prima volta insieme a scrivere una pagina di storia areniana: il Figaro di Leo Nucci, a cui si alterna Mario Cassi, con il Basilio di Ferruccio Furlanetto, a cui dà il cambio Roberto Tagliavini, con la Rosina di Nino Machaidze, il Conte d’Almaviva di Dmitry Korchak e Leonardo Ferrando, entrambi debuttanti in Arena, e il Bartolo di Ambrogio Maestri e Luca Dall’Amico.

Repliche: 8, 17, 24, 30 agosto ore 20.45.

Infine, Verdi Opera Night coronerà la 96ma edizione del Festival domenica 26 agosto alle ore 21.30. La magica serata-evento dedicata al cigno di Busseto omaggia la grande lirica con una vera e propria “parata di stelle” diretta da Andrea Battistoni, con regia e scene curate da Stefano Trespidi e luci di Paolo Mazzon. Lisette Oropesa, Maria Mudryak, Serena Gamberoni, Violeta Urmana, Rame Lahaj, Francesco Meli, Luciano Ganci, Luca Salsi e Simone Piazzola, con l’Orchestra, il Coro, il Ballo e i Tecnici areniani, porteranno in scena tra suggestive ambientazioni scenografiche e ricercati costumi gli atti più significativi della celebre trilogia popolare verdiana – Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata – introdotta dalla Sinfonia de La Forza del destino interpretata dai danzatori del Festival sulla creazione coreografica di Gheorghe Iancu, per una vera e propria “festa dell’Opera”.

Un ringraziamento va a tutti gli sponsor dell’Arena di Verona Opera Festival che con il loro prezioso e immancabile contributo supportano l’organizzazione dell’edizione 2018 e in particolare a UniCredit, gruppo bancario leader in Europa e Major Partner del Festival lirico da oltre vent’anni, allo Special Partner AGSM, all’Official Sponsor Intimissimi, all’Automotive Partner Volkswagen Group Italia, al Mobility Partner DB Bahn Italia e al Media Partner RTL 102.5, che torna a sostenere la mission di Fondazione Arena e il suo prestigioso Festival.

Per informazioni e biglietti: www.arena.it e sui canali social Facebook, Twitter, Instagram e YouTube.

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ANCORA UNA VOLTA SOLD OUT PER “ROBERTO BOLLE AND FRIENDS” ALL’ARENA DI VERONA

Verona –  Lo spettacolo Roberto Bolle and Friends, di lunedì 17 luglio, per la quinta volta all’Arena di Verona e per la quarta volta nel cartellone dell’Opera Festival ha registrato il sold out contando oltre 13.000 spettatori.

L’attesissimo gala dedicato al balletto classico e contemporaneo, organizzato dalla Fondazione Arena di Verona in collaborazione con Artedanza s.r.l., ha riportato le stelle mondiali della danza nella suggestiva cornice dell’anfiteatro veronese gremitissimo in ogni ordine di posti. Con un tifo quasi “da stadio” e applausi a scena aperta, il caloroso pubblico con tutta la sua energia ed emozione ha manifestato il proprio apprezzamento per il variegato programma e gli spettacolari Friends, scelti personalmente dallo stesso Roberto Bolle, protagonista indiscusso della serata. L’étoile del Teatro alla Scala e dell’American Ballet Theatre si è infatti esibito sul palcoscenico areniano insieme ad artisti di primissimo livello e fama internazionale come Melissa Hamilton, stella del Royal Ballet di Londra; Daniil Simkin e Herman Cornejo dall’American Ballet Theatre di New York; Misa Kuranaga Principal Dancer del Boston Ballet; Anna Ol e Young Gyu Choi, Primi Ballerini del Dutch National Ballet di Amsterdam, e Polina Semionova, ospite nella compagnia dello Staatsballett Berlin.

Hanno composto la prima parte Ballet 101 con la partecipazione straordinaria dell’attore Francesco Pannofino, Esmeralda, Carmen, Don Chisciotte e l’emozionante Take me with you su musica dei Radiohead; mentre La Bayadère, Penumbra, Les Bourgeois, Caravaggio e Tchaikovsky Pas de Deux hanno costellato la seconda parte in un crescendo di emozioni. Lo spettacolo si è quindi concluso tra i più fragorosi applausi sulle note del nuovo balletto multimediale Rencontre, danzato dalla Hamilton e da Bolle, che ha regalato ai suoi fan in visibilio un fuori programma con il famoso assolo di Prototype.

Altro regalo per il pubblico areniano il flash mob #ILLUMINIAMOLADANZA, proposto da Roberto Bolle con l’ospite Francesco Pannofino: una grande, bellissima dichiarazione d’amore per la danza, che alla fine del primo tempo ha invitato tutta l’Arena a puntare le luci dei cellulari verso il palco per dar vita ad una ola. Senza esitazione, le oltre 13.000 persone che gremivano il Teatro hanno subito aderito all’appello, regalando all’Artista uno spettacolo unico ed emozionante, come egli stesso ha dichiarato: “La danza vive un momento di grande difficoltà nel nostro Paese. Quello che volevamo dimostrare con questo piccolo gesto è quale e quanto entusiasmo susciti. Un grido di allarme che si fa dichiarazione di amore. Un’emozione e un calore difficili da ignorare”.

Il connubio tra danza, musica e spettacolari effetti tecnologici, oltre alla suggestiva atmosfera del teatro sotto le stelle, si sono quindi rivelati il mix perfetto per una serata davvero magica, grande omaggio all’arte della Danza.

Ma la 95ma edizione del Festival lirico 2017 all’Arena di Verona non finisce qui e prosegue con il suo ricco cartellone fino al 27 agosto: in scena ancora il nuovo allestimento di Nabucco a firma di Arnaud Bernard, così come Aida nel futuristico allestimento della Fura dels Baus che, dal 28 luglio, cederà il posto all’Edizione storica del 1913 curata da Gianfranco de Bosio; poi ancora recite di Rigoletto per la regia di Ivo Guerra e Madama Butterfly nell’allestimento di Franco Zeffirelli.
Dal 5 agosto andrà in scena Tosca firmata da Hugo de Ana, oltre alle due serate-evento del 21 luglio con Plácido Domingo – Antología de la Zarzuela e del 15 agosto con il gala dedicato all’immortale IX Sinfonia di Beethoven diretta da Daniel Oren.

Anna Tumanova

 







 




Il Nabucco di Giuseppe Verdi inaugurerà la 95a edizione dell’Opera Festival 2017 all’Arena di Verona

Verona – Il “Nabucco“, dramma verdiano composto sul libretto di Temistocle Solera, sarà proposto per 12 serate, dal 23 giugno ( serata inaugurale) fino al 26 agosto, in un nuovo allestimento che porta la firma di Arnaud Bernard per regia e costumi e di Alessandro Camera per le scene. Alla direzione d’orchestra potremo apprezzare Daniel Oren (23, 29/6 – 7/7 – 4, 9, 12, 18, 23, 26/8), che dal 1984 ha guidato magistralmente solisti, Orchestra e Coro areniani in 45 titoli lirici per 28 Festival; mentre per tre serate salirà sul podio Jordi Bernàcer (12, 15, 18/7), talentuoso direttore al suo debutto all’Arena di Verona.

In scena spiccano i nomi di grandi interpreti verdiani: nei panni del protagonista Nabucco troviamo per la Prima e le due recite successive George Gagnidze (23, 29/6 – 7/7), cui seguono Leonardo Lòpez Linares (12, 15, 18/7 – 4/8), Boris Statsenko (9, 12, 18/8), al suo debutto nell’anfiteatro, e Sebastian Catana (23, 26/8). Il personaggio della fiera Abigaille è affidato a Tatiana Melnychenko (23, 29/6 – 7/7) e Anna Pirozzi (4, 9, 12/8) – che proprio in questo ruolo hanno visto il loro debutto in Arena rispettivamente nel 2013 e nel 2015 – e Susanna Branchini (18, 23, 26/8), apprezzata interprete areniana dal 2008, mentre sarà alla sua prima nell’anfiteatro veronese Rebeka Lokar (12, 15, 18/7). Altro debutto con Fondazione Arena, nel ruolo di Zaccaria, per Stanislav Trofimov (23, 29/6 – 7/7 – 23, 26/8), a cui fanno seguito i ritorni di Rafał Siwek (12, 15, 18/7) e In-Sung Sim (4, 9, 12, 18/8). Nei panni di Fenena vedremo Carmen Topciu (23, 29/6 – 7, 12/7 – 4/8), Anna Malavasi (15, 18/7) e Nino Surguladze (9, 12, 18, 23, 26/8), e in Ismaele Walter Fraccaro (23, 29/6 – 7/7), Mikheil Sheshaberidze (12, 15, 18/7 – 4, 9/8) e Rubens Pelizzari (12, 18, 23, 26/8).

Completano il cast, nel ruolo del Gran Sacerdote di Belo Romano Dal Zovo (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7) e Nicolò Ceriani (4, 9, 12, 18, 23, 26/8); nei panni di Abdallo Paolo Antognetti (23, 29/6 – 7/7 – 18, 23, 26/8) e Cristiano Olivieri (12, 15, 18/7 – 4, 9, 12/8); infine, daranno voce ad Anna Madina Karbeli (23, 29/6 – 7, 12, 15, 18/7 – 4/8) ed Elena Borin (9, 12, 18, 23, 26/8).

Il titolo impegna l’Orchestra, il Coro preparato dal M° Vito Lombardi ed i Tecnici dell’Arena di Verona insieme a numerose comparse.

Repliche: 29 giugno, ore 21.00 – 7, 12, 15, 18 luglio, ore 21.00 – 4, 9, 12, 18, 23, 26 agosto, ore 20.45

Con oltre 200 rappresentazioni tra le antiche pietre dell’Arena, Nabucco è tra i colossal delle stagioni areniane: terza per numero di recite dopo Aida e Carmen, l’opera, dalla sua prima rappresentazione nell’anfiteatro nel 1938, tornerà infatti in cartellone per 21 Festival, presentata in 10 gloriosi diversi allestimenti. Titolo di un giovane Verdi infervorato di passione politica e dalla voglia di riscatto nel panorama musicale, è molto amato dal pubblico, soprattutto per il celeberrimo coro del Va’, pensiero, magistralmente eseguito e bissato ogni sera dal Coro areniano. Grandi nomi si sono susseguiti per questo titolo in Arena: tra tutti ricordiamo la direzione d’orchestra di Gianandrea Gavazzeni per l’edizione del 1962, la regia di Sandro Bolchi nel 1971 e le memorabili interpretazioni di Ghena Dimitrova, quale potente Abigaille, oltre a Renato Bruson, Leo Nucci e Plácido Domingo nel ruolo del protagonista.

Nabucco lega la sua storia anche a Verona: la terza opera del compositore di Busseto viene portata per la prima volta sulla scena cittadina al Teatro Filarmonico nel 1844, a due anni dal debutto milanese, con la supervisione dello stesso Giuseppe Verdi, la direzione di Carlo Sampietro e le voci protagoniste di Filippo Collini e Giuseppina Strepponi.

Per il Festival 2017 Nabucco è proposto nel nuovo allestimento del regista francese Arnaud Bernard che traspone la messa in scena tra il 1848 e il 1860, periodo in cui l’Impero austriaco dominava il Regno Lombardo-Veneto. La regia di Bernard, difatti, legge nel contrasto insito nella vicenda narrata nell’opera – che si esprime nel conflitto tra Babilonia e Gerusalemme – la storia d’Italia negli anni turbolenti del Risorgimento. Ed è proprio questa visione profondamente risorgimentale suggerita da musica e libretto, e propria dei rivoluzionari italiani negli anni in cui Verdi componeva l’opera, che ha permesso a Nabucco di diventare nell’immaginario collettivo il titolo patriottico per eccellenza, con il suo Va’, pensiero che si eleva come una bandiera ad inno del riscatto nazionale. Bernard quindi parte da questa interpretazione, per rendere il dramma più storico, umano e verosimile: a riprova di ciò, nel secondo atto Nabucco non verrà colpito da un fulmine divino, ma si farà allegoria dell’uomo politico vittima di un attentato da parte di rivoluzionari armati di fucile; il Va’, pensiero sarà cantato dietro le barricate, fra i gesti di conforto e aiuto che si scambiano i reduci di ritorno da una battaglia; e tutta la messa in scena avrà come ambientazione luoghi ben riconoscibili: un noto teatro, il sagrato di una cattedrale, un bastione semi-diroccato, la sala di un palazzo nobiliare. Come ci racconta il regista, la vicenda parte da un momento storicamente ben definito, quasi fosse una fotografia d’epoca: «L’azione si svolge attorno al Teatro [alla Scala] durante una reale rappresentazione di Nabucco, per sottolineare maggiormente quanto l’opera e la musica di Verdi potessero entusiasmare ed accendere gli animi ancor più di mille proclami». Perché, chiarisce Bernard, «sicuramente la colonna sonora di questo periodo storico è stato il melodramma italiano, e in particolare le opere di Giuseppe Verdi».

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