FIERAGRICOLA 2020 CHIUDE CON 132MILA VISITATORI E DELEGAZIONI DA 30 NAZIONI

Verona – Oltre 132mila visitatori, dei quali il 15% esteri, 900 aziende da 20 nazioni su 67mila metri quadrati espositivi netti, delegazioni commerciali da 30 Paesi, 800 capi di bestiame e 130 convegni tecnici in calendario. Sono i numeri con cui ha chiuso oggi la 114ª Fieragricola di Verona: il salone dedicato al settore agricolo, punto di riferimento nazionale ed europeo. Protagonista nelle quattro giornate di rassegna l’intera filiera legata all’agricoltura che ha richiamato visitatori da tutta Italia, con un sensibile aumento dal sud e dal nord ovest del Paese.

Dieci i padiglioni occupati, suddivisi tra meccanizzazione, zootecnia, mangimistica, colture specializzate, energie rinnovabili, agrofarmaci, fertilizzanti e sementi, con il potenziamento delle aree per avicoltura, allevamento dei suini e zootecnia da latte.
«L’edizione di quest’anno ha ribadito la validità del format traversale – dichiara Maurizio Danese, presidente di Veronafiere –. Merito anche dell’offerta sempre più completa, grazie a nuove importanti partnership di sistema con le associazioni di filiera, come quella avicola. Inoltre, Fieragricola si è confermata luogo di discussione internazionale dove affrontare le sfide che riguardano il futuro dell’agricoltura in Europa, sul fronte di innovazione, sostenibilità ed economia circolare».

Il nuovo Green Deal europeo con le sue ricadute sul mondo agricolo e sulla Pac è stato infatti il tema portante di Fieragricola 2020, insieme ad un approfondimento sulle opportunità di sviluppo dell’agribusiness in Africa.
Su questi argomenti si sono confrontati imprese, sindacati agricoli, associazioni e istituzioni. Un dibattito che
ha visto la partecipazione della ministra alle Politiche agricole Teresa Bellanova e la ministra dell’Agricoltura
della CroaziaMarija Vučković che presiede il Consiglio dei ministri agricoli dell’Unione europea nel primo
semestre 2020. Proprio la Croazia è stata il paese ospite di questa 114ª Fieragricola, che ha puntato sull’aumento dell’internazionalità.

«Quest’anno, Veronafiere ha investito molto sulle attività di incoming di buyer internazionali in collaborazione con Ice-Agenzia e Federunacoma, focalizzandosi sulla regione dell’Alpe-Adria, sui Balcani e su 17 stati africani – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere –. Accanto al ruolo più tradizionale di fiera dell’offerta, vogliamo infatti che Fieragricola si sviluppi sempre più come piattaforma per la domanda, rappresentata da operatori stranieri attentamente selezionati dai mercati target. Allo stesso tempo ci
impegniamo per accompagnare all’estero le imprese italiane e infatti siamo già al lavoro su Fieragricola Marocco, in programma ad aprile al Siam di Meknés, dove debutterà anche la formazione per i professionisti locali con i corsi della Fieragricola Academy».

A Fieragricola 2020, infine, l’internazionalità è andata in scena anche con gli eventi e i premi zootecnici, grazie
al ritorno del Confronto europeo della razza Bruna e al 19° Dairy Open Holstein Show.
Fieragricola dà appuntamento alla prossima edizione nel 2022.

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MAIRE TECNIMONT SI AGGIUDICA UN PROGETTO DI RAFFINAZIONE IN CROAZIA DA €450 MN 

Contratto EPC con INA-Industrija Nafte per la realizzazione di un nuovo complesso di Delayed Coking per la raffineria di Rijeka. Il valore del contratto è pari a circa 450 milioni e il completamento del progetto è previsto nel 2023. 

MilanoMaire Tecnimont S.p.A. annuncia che la propria controllata KT – Kinetics Technology S.p.A. si è aggiudicata un contratto EPC su base Lump Sum Turnkey da parte di INA-Industrija Nafte, d.d. (INA) per un nuovo complesso di Delayed Coking all’interno della raffineria di Rijeka, in Croazia, nell’ambito di un progetto di ammodernamento della raffineria di Rijeka. INAha un ruolo leader nel mercato petrolifero croato e una posizione rilevante nella regione. MOL Plc. e lo Stato croato sono i suoi principali azionisti. 

Lo scopo del lavoro riguarda l’esecuzione delle attività di ingegneria, la fornitura di materiali, i lavori di costruzione di una nuova unità di Delayed Coking inclusivo di movimentazione del coke fino al caricamento navale, strippaggio delle acque acide, unità di recupero delle ammine e adeguamento dell’hydrocracker, dell’unita di recupero zolfo e delle utilities & offsites. 

Il progetto unisce complessità e sfide ingegneristiche, che vanno dallo sbottigliamento delle unità esistenti alla installazione di nuove unità, includendo le più recenti soluzioni per lo stoccaggio del coke e per la costruzione del pontile di caricamento, e riguarderà oltre il 60% della raffineria esistente. 

Il valore complessivo del contratto è pari a circa 450 milioni e il completamento del progetto è previsto nel corso del 2023. 

Con il raggiungimento di questo importante risultato, Maire Tecnimont rafforza la propria posizione nel settore della raffinazione, in particolare nelle tecnologie “bottom of the barrel” come il Delayed Coking. Il Gruppo copre l’intero ciclo tecnologico della raffinazione del petrolio, un driver chiave per soddisfare il mercato crescente dei combustibili puliti e garantire una maggiore produzione di prodotti ad alta marginalità. 

Pierroberto Folgiero, CEO di Maire Tecnimont, ha commentato: “Siamo molto felici per questo importante contratto in Europa, con un cliente prestigioso come INA. Questa aggiudicazione rafforza la cooperazione fra Ina e KT, iniziata negli anni ’80, e consolida la presenza di KT in un paese strategico come la Croazia.” 

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RUSSIA 2018: LA FRANCIA DIVENTA CAMPIONE DEL MONDO

Mosca – La Francia si aggiudica la 21ma edizione dei campionati del mondo. In uno stadio Luzhniki pieno e traboccante di colori ed entusiasmo, i transalpini allenati da Didier Deschamps succedono alla Germania nell’albo d’oro iridato, rifilando un sonoro 4-2 ad una Croazia indomita, che si arresa solo ai colpi di classe di una generazione di calciatori che farà molto parlare di se anche in futuro. Il riferimento soprattutto alla stella del Paris Saint GermainKylian ‘Mbappe’, non è casuale considerando che il giovanissimo attaccante di origini camerunensi ed algerine, ha messo la sua firma anche nella finalissima.

Sotto gli occhi di un Vladimir Putin assai contento per la riuscita di una manifestazione che non solo è stata divertente ed appassionante come poche altre volte si ricordi, ma anche sicura ed all’altezza della situazione considerando l’organizzazione impeccabile e gli stadi moderni che hanno ospitato le partite, anche l’ultimo atto non ha certo tradito le attese, regalando un’altalena di gol e di emozioni che hanno tenuto tutti con il fiato sospeso fino alla fine. Soddisfazione anche sul campo, perché la nazionale russa è stata una delle piacevoli sorprese (insieme al Belgio terzo classificato ed alla Croazia finalista) del torneo, facendo meglio anche di nazionali maggiormente accreditate come la Germania e la Spagna che hanno deluso le aspettative di tifosi ed addetti ai lavori.

Presenti anche il presidente francese Macron e la sua omologa croata Kitarovic che ha ricevuto ieri la visita di Putin che l’ha omaggiata con una composizione floreale, ed in cui sono stati ribaditi gli ottimi rapporti diplomatici che intercorrono fra i due paesi.

Dopo le esibizioni di Will Smith e del soprano Aida Garifullina che ha cantato un’apprezzata versione di “Kalinka” con la sorpresa finale di Ronaldinho che suona le conga, le due squadre facevano il loro ingresso in campo.

Partivano meglio i croati che non risentivano affatto dell’emozione dell’essere approdati per la prima volta in una finale di coppa del mondo, mentre i francesi sembravano essere imballati non riuscendo ad imbastire un’offensiva valida. Merito anche del gran pressing a centro campo imbastito da Modric e Mandzukic che non lesinavano energie per provare a riconquistare palla, con una mediana dei blues che faceva enorme fatica ad impostare. Si sgolava dalla panchina Deschamps, che chiedeva ai suoi di avanzare il baricentro della propria azione per evitare di farsi schiacciare troppo dalla verve degli avversari.

E così dopo gli impacci iniziali, arrivava un po’ a sorpresa, al 18’, il vantaggio francese. Punizione con parabola velenosa dai 30 metri di Griezmann e palla che spioveva in area croata. Mandzukic, nel tentativo di liberare, colpiva maldestramente di testa. La palla assumeva una traiettoria beffarda che metteva fuori causa, l’incolpevole Subasic. La Croazia aveva però il merito di non disunirsi e 10 minuti dopo, riusciva a rimettersi in carreggiata con una poderosa staffilata di Perisic che, dagli sviluppi di un corner, riusciva a liberarsi in bello stile di un paio di difensori francesi prima di scoccare una conclusione potente e angolata che non dava scampo a Lloris.

Nemmeno il tempo di festeggiare, e subito c’era un altro colpo di scena. Ancora da calcio d’angolo, ma stavolta ad aree invertite, era il 34’ quando Pogba impattava di testa e la sfera sbatteva prima sul braccio e poi sulla gamba di un Perisic stavolta scoordinato, ed ingannato probabilmente anche dal movimento sbagliato del suo compagno di squadra, Brozovic. L’arbitro Pitana (praticamente perfetta e senza sbavature, la sua direzione di gara), prima accordava un altro calcio d’angolo e poi decideva di avvalersi dell’ausilio del VAR per decretare un penalty che le immagini televisive confermavano essere  ineccepibile. Sul dischetto si portava Griezmann che si confermava specialista dagli 11 metri spiazzando Subasic e regalando il nuovo vantaggio alla sua squadra. Il tempo si esauriva con i tentativi velleitari dei balcanici di pareggiare, ma la difesa francese faceva buona guardia rintuzzando sul nascere ogni azione. Ci provava quasi allo scadere Vida, ma il suo colpo di testa difettava in precisione.

Al rientro in campo, il tema tattico era scritto: Croazia in avanti alla ricerca del 2-2, mentre i galletti si rintanavano nella loro metà campo pronti però a sfruttare l’incredibile velocità di ‘Mbappe’ che con i suoi micidiali scatti iniziava a mettere in enorme difficoltà la retroguardia biancorossa, apparsa in debito d’ossigeno. La prima occasione era comunque di Rebic che al 48’ chiamava ad un difficile intervento Lloris. I croati avevano un possesso palla sterile che non portava apprezzabili risultati, perché la cerniera a centrocampo composta da Pogba e Kanté proteggeva molto bene la difesa transalpina.

Modric provava a suonare la carica, ma più trascorrevano i minuti più appariva evidente che i suoi compagni di squadra non avevano le forze necessarie per rimettere in discussione il risultato. Ne approfittavano così i francesi che fra il 59’ ed il 65’ piazzavano un micidiale 1-2, con cui chiudevano di fatto l’incontro.

Era dapprima, il centrocampista del Manchester UnitedPaul Pogba a piazzare una conclusione vincente dal limite dell’area, dopo un rimpallo, che si spegneva in fondo alla rete con un Subasic apparso poco reattivo nella circostanza. Poi, arrivava anche il sigillo di ‘Mbappe’ con un’altra bordata dalla distanza a far assumere al risultato, i contorni di un trionfo. Serviva solo agli amanti delle statistiche, il clamoroso errore di Lloris che al 70’ azzardava goffamente un improbabile dribbling permettendo a Manzdzukic in agguato nell’area francese, di realizzare la rete del definitivo 4-2 che regalava qualche minuto di illusione ai biancorossi. Nel mentre, invasione delle solite Pussy Riot che subito erano neutralizzate dal repentino intervento delle forze dell’ordine russe che sgombravano il campo dalle presenze indesiderate.

La vittoria francese non era comunque messa in discussione, perché la Croazia risentiva del grande sforzo fisico profuso nelle precedenti gare contro Danimarca, Russia ed Inghilterra che si sono protratte oltre i tempi regolamentari. I transalpini si limitavano ad amministrare, provando qualche giocata con ‘Mappe’, il neo entrato Nzonzi’ e Pogba, che evitava loro di correre ulteriori ed inutili pericoli. Nei 5’ di recupero accordati dall’ottimo Pitana non accadeva più nulla, e così Les blues potevano festeggiare ed eguagliare così il successo di 20 anni fa.

Intanto nubi minacciose si addensavano sulla capitale russa ed un autentico diluvio faceva da contorno alla cerimonia di premiazione che vedeva protagonisti ‘Mbappe’ (miglior giovane), Modric (miglior giocatore) ed il belga Curtois (miglior portiere). Capocannoniere della manifestazione, l’attaccante inglese Harry Kane con 6 gol. Poi, alla presenza del neo presidente FIFA Gianni Infantino e dei capi di stato di Russia, Francia e Croazia, il momento tanto atteso della consegna della Coppa del Mondo alla nazionale vincitrice.

Cala così il sipario su un’edizione dei mondiali che ricorderemo a lungo per la bellezza non solo degli stadi e delle strutture russe, ma anche per quelle partite che hanno anche regalato gol ed in alcuni casi vere e proprie sorprese, che in fondo sono l’essenza di questo sport. Gli amanti delle statistiche avranno di che sbizzarrirsi e discutere, se pensiamo che c’è stato un solo match terminato 0-0 (Francia-Danimarca, nella fase a gironi) e che in finale si sono visti ben 6 gol, dopo oltre mezzo secolo (era il 1966, quando Inghilterra-Germania Ovest terminò 4-2 ma dopo i tempi supplementari).

A testimonianza di un’evoluzione finalmente in senso offensivo del gioco, dopo anni in cui il tatticismo esasperato aveva prodotto incontro spesso e volentieri noiosi e bloccati. Grande successo in termini di ascolti per le reti Mediaset che hanno trasmesso tutte le 64 partite della manifestazione gratuitamente, dando a tutti la possibilità di assistere e di vivere le emozioni di Russia 2018.

L’appuntamento con la più importante kermesse calcistica è fissato fra 4 anni in Qatar, quando molto probabilmente i mondiali si disputeranno in un periodo dell’anno del tutto insolito per gli appassionati. Ovvero nel periodo invernale, a causa delle alte temperature che si registrano fra Giugno e Luglio nel paese arabico, e che imporranno a tutte le 32 federazioni calcistiche che vi prenderanno parte, di scombussolare letteralmente i propri calendari. Ma ci sarà tempo per riparlarne.

Fra due anni sarà già tempo di Europei, con l’edizione del 2020 che sarà itinerante e toccherà anche San Pietroburgo che ospiterà tre incontri della fase a gironi ed un quarto di finale.

Francesco Montanino




LA RUSSIA DICE NO AI POLLI NIGERIANI

Kaliningrad – Nella seconda partita del gruppo D ai mondiali di Russia 2018, la nazionale di calcio Nigeriana al suo esordio, perde 2 – 0 con la Croazia, con un Autogol di Etebo nel primo tempo e un rigore di Modric nella ripresa.

Fin qui la cronaca, ma sicuramente la Nigeria verrà ricordata in questi mondiali, per il boom di vendite delle magliette ufficiali della sua Nazionale e ancora di più per un caso curioso che ha creato indignazione tra le fila dei supporters delle Super Aquile.

È noto come in tutte le partite delle squadre africane, specie quelle della nazionale biancoverde, i tifosi siano soliti portare all’interno dello stadio dei polli, dipingerli con i colori della squadra e tenerli in piedi durante il tifo della folla, come portafortuna. Ma proprio quella che per i nigeriani è una vera e propria tradizione culturale, per le autorità russe di Kaliningrad, dove alla Baltika Arena si è giocata la partita d’esordio degli africani, non lo è stata.

Andrei Yermak, Ministro della Cultura e del Turismo di Kaliningrad, ha detto che non ci sono state richieste ufficiali per portare i polli all’interno della struttura. Per questo motivo, come lo stesso Yermak ha precisato, i sostenitori nigeriani non hanno ricevuto l’autorizzazione ad entrare allo stadio con il loro animale portafortuna. Il Ministero della cultura russa ha posto dunque il veto. Una storia curiosa senza un lieto fine. Da parte sua, la Federazione Calcistica Nigeriana e l’Ambasciata africana a Mosca non hanno voluto commentare la situazione nonostante sia stato rimarcato che le autorità locali avevano promesso aiuto ai fan delle Super Aquile per fargli vivere al meglio l’esperienza del Mondiale, evidentemente senza… polli.

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Versilia Yachting Rendez-vous 2018: la nautica italiana cresce e punta all’eccellenza

Per quattro giorni, dal 10 al 13 maggio la nautica di eccellenza, si è data appuntamento nel cuore di Viareggio, accogliendo visitatori, amanti del mare e operatori del settore, ma anche ospiti internazionali di rilievo, tra cui la modella-attrice-conduttrice russa, Natasha Stefanenko ( Наталья Дмитриевна Стефаненко) e lo chef Carlo Cracco.

Un momento che è servito per fare il punto della situazione del settore, attraverso analisi e tavole rotonde, ma anche per mostrare novità e iniziative ad un palcoscenico di visibilità internazionale.

Sono stati 9.516 i visitatori professionali, su un totale di oltre 22mila, che hanno animato la seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-vous, l’appuntamento internazionale dedicato alla nautica dell’alto di gamma, andato in scena a Viareggio. Una grande festa nel cuore del distretto nautico viareggino che è stato in grado di attirare visitatori provenienti da tutto il mondo. Delle 22mila presenze (+25% rispetto all’edizione 2017), il  59% arrivava da paesi Europei (in particolare da Francia, Germania, Inghilterra, Olanda e Svizzera) e il 41% da paesi extra-Ue (con una forte presenza di visitatori provenienti da Russia, Stati Uniti ed Emirati Arabi).

Lungo le darsene di Viareggio un centinaio di bellissime imbarcazioni, massima espressione dell’eccellenza nautica nel mondo e della capacità progettuale e realizzativa della cantieristica italiana. A terra 170 aziende espositrici, tra cantieri, accessori, marine e componenti della filiera produttiva e dei servizi di eccellenza legati al comparto.

Il valore della produzione della cantieristica nautica italiana delle nuove costruzioni, nel 2017, si è attestato su 2,3 miliardi di euro con una crescita pari al 14% a fronte di una crescita della produzione industriale italiana nel suo complesso che nell’anno si è fermata al 3%. È uno dei risultati emersi dalla presentazione del Market Monitor sviluppato da Nautica Italiana in collaborazione con Deloitte, svoltasi  durante questi giorni al Versilia Yachting Rendez-vous, presso la Conference Hall “Darsena Europa”.

“Il Boating market monitor conferma la crescita del mercato della nautica da diporto italiana anche per il 2017, con un aumento del valore della produzione di nuove unità del 14%, in linea con quanto presentato durante il Monaco Yacht show 2017 – ha affermato il chairman di Deloitte Financial Advisory ItalyLuca Petroni Di grande importanza per il mercato risulta l’incremento della domanda interna che raggiunge il livello più alto dal 2012”.

Tra i momenti significativi della quattro giorni nautica, sicuramente bisogna annoverare la presentazione  di un protocollo d’intesa tra Market Monitor, Nautica Italiana e il gruppo cinese Visun , che hanno espresso, il reciproco interesse a formare una partnership strategica per promuovere le piccole e medie imprese del settore nautico su un ulteriore palcoscenico di visibilità internazionale, ovvero il prossimo Hainan Rendez-vous, il più grande salone di yacht di lusso in Cina e una delle fiere più rappresentative per le industrie internazionali di marchi di lusso.

In sostanza, stando a quanto pattuito in questo protocollo d’intesa, Visun si impegnerà a fornire il massimo supporto ai Soci di Nautica Italiana che vogliano presentarsi alle prossime edizioni dell’Hainan Rendez-Vous ed espandere la propria attività a livello internazionale. Dal canto suo, Nautica Italiana promuoverà la partecipazione dei suoi membri al celebre salone cinese legandolo così ufficialmente al Versilia Yachting Rendez-vous. Qualora il partenariato incontri la soddisfazione di entrambi gli attori, verrà attivata una seconda parte dell’accordo dedicato allo sviluppo di attività esclusive sviluppate in co-branding.

Siamo entusiasti di questa nuova, preziosa collaborazione, convinti dell’esclusiva opportunità offerta in termini di crescita e visibilità ai Soci di Nautica Italiana”, ha affermato nell’occasione, Lamberto Tacoli, Presidente di Nautica Italiana che ha aggiunto: “In termini di esportazioni, il Made in Italy trova nella Cina uno dei mercati principali (15,4% circa del valore totale): in particolare, questa costituisce il settimo paese al mondo per l’export nautico italiano”.

Tra gli appuntamenti di alto profilo organizzati da Nautica Italiana, in occasione della seconda edizione del Versilia Yachting Rendez-vous, la tavola rotonda legislativa intitolata “La nautica italiana riparte: Marine e territori a confronto”. La tavola rotonda ha avuto l’obiettivo di offrire la possibilità alle Marine di riportare le proprie necessità a Territori e Istituzioni, dando così sostegno e continuità al dialogo politico e legislativo tra questi enti protagonisti dello scenario nautico nazionale. Questo per mezzo di casi tecnici concreti e una contestualizzazione operativa vicina alle esperienze degli attori coinvolti nella quotidianità del nuovo Codice Nautico.

La discussione ha preso avvio dai dati complessivi del 2017, che hanno visto il mercato domestico italiano (forte di circa 480.000 imbarcazioni immatricolate) registrare un’inflessione rispetto a quello estero, il cui valore percentuale si è attestato sull’85,9%. Il motivo risiede nell’offerta dei porti stranieri (come Francia, Croazia, Grecia e Montenegro), che garantiscono alle navi da diporto italiane infrastrutture meno moderne, ma più adeguate, e costi sostenibili.

Per il rilancio del mercato domestico sarebbe dunque auspicabile una giusta rispondenza da parte dei Territori: sia in termini qualitativi, offrendo ormeggi adeguati al tipo di prodotto, sia di sostenibilità economica, istituendo dei prezzi maggiormente competitivi. Il tutto unito a una maggiore certezza del diritto (ovvero della corretta applicazione delle direttive di carattere legislativo) e a un coordinamento nazionale delle varie strutture, teso a evitare competizioni interne. A beneficiare di questi interventi non sarebbero solo i diretti interessati, ma il sistema Italia nel suo complesso: non solo perché lo Stato si ritroverebbe – a fine concessioni – con delle strutture più adeguate, ma soprattutto per l’incentivo garantito all’occupazione dallo stanziamento delle imbarcazioni sul territorio nazionale.

Il Versilia Yachting Rendez-vous, fortemente voluto da Nautica Italiana, è stato organizzato da Fiera Milano in collaborazione con il Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità Toscana, con il sostegno e il supporto di Regione Toscana e Comune di Viareggio, con l’intento di coinvolgere tutto il comparto e le associazioni di settore nazionali ed internazionali. Grande ruolo di accoglienza ha avuto il territorio della Versilia, con i suoi Comuni di Pietrasanta e Forte dei Marmi, che sono stati palcoscenico e cornice degli eventi che hanno animato le giornate dell’esposizione.

In questi giorni Viareggio si è rivelata una bellissima vetrina unica nel suo genere, che ha attirato compratori e visitatori provenienti da tutto il mondo, accomunati dalla passione per le barche e per la bellezza di questi luoghi” ha dichiarato Fabrizio Curci, amministratore delegato di Fiera Milano. “Fiera Milano ha messo a disposizione il suo know-how nell’organizzazione e gestione dei grandi eventi fieristici al fine di garantire una seconda edizione di successo. È un percorso evolutivo che ha tutte le caratteristiche vincenti per crescere ulteriormente”.

L’appuntamento a tutti gli appassionati del mondo della nautica alla sua terza edizione in programma nel maggio 2019 sempre a Viareggio!

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AL “COSMOBIKE TECH AWARD 2017” DI VERONAFIERE, LA BICI È SEMPRE PIÙ FORMATO FAMIGLIA, GREEN E TECNOLOGICA

Verona – Dalla bicicletta formato famiglia all’antifurto invisibile, dai caschi in carbonio alle piste di atletica fatte di camere d’aria bucate, passando per telai anti-vibrazioni, inedite aree di carico tra i pedali e sistemi di illuminazione a 360 gradi. Corre sul filo della ricerca tecnologica il mondo della bicicletta fotografato dal CosmoBike Tech Award, il premio della fiera internazionale delle due ruote a pedali di Veronafiere (15 – 18 settembre) che, per la sua terza edizione, ha selezionato 18 tra le migliori idee presentate nel settore per tecnica, design e innovatività. Tra le categorie premiate, che hanno identificato quest’anno 11 vincitori e 7 menzioni speciali, anche il Premio speciale Fulvio Acquati, un elogio alla bellezza come intesa dall’appassionato protagonista del settore ciclo scomparso a fine giugno 2017.

Vince come Miglior start-up Sherlock Srl che, con il suo Antifurto GPS invisibile per biciclette, ha realizzato un’app per monitorare dove si trova la bici in ogni momento. Si aggiudica il premio Design Tripla, la bici compatta con un inedito spazio di carico tra i pedali, capace di portare fino a 130 kg nella versione “light” e fino a 200 kg in quella “professional”, mentre è la bicicletta elettrica Nduro Tschugg di Winora-Staiger GmbH ad affermarsi per Innovazione grazie al suo nuovo MRSModular Rail System, un binario per fissare alla bici tutti gli accessori. E se la GSD di Tern, capace di trasportare 2 bambini o 1 adulto e in grado di ridurre il suo volume di due terzi in soli 10 secondi, è stata votata come la soluzione più Family-friendly, è la F1-X di Cicli Olympia a vincere per Qualità tecnica grazie ad un telaio monoscocca in carbonio che sfrutta le tutte le peculiarità delle fibre di ultima generazione. Sempre sul fronte dei telai, il Cento10NDR di Wilier Triestina si afferma come Premio speciale della giuria per il sistema Actiflex, un collegamento speciale tra il tubo sella e i foderi posteriori che riduce al minimo le sollecitazioni dovute alle imperfezioni del manto stradale. La realizzazione artigianale e innovativa del Telaio Rhinoceros valgono a Pedemonte Bike il Premio speciale Fulvio Acquati.

Ricevono una menzione speciale per la Sicurezza in bicicletta le luci a 360° sul terreno attorno al ciclista pensate da Tern (Vizy Light) e gli sforzi per lo studio e il potenziamento del servizio di bike patrol effettuati dall’AIPIB – Accademia Italiana Pattuglia in Bicicletta, ma la maglia rosa va al casco Met Trenta 3K Carbon, realizzato con un telaio di carbonio incorporato nella calotta. Sempre tra i caschi, va al Nutcase Little Nutty, con la sua pratica chiusura magnetica, il riconoscimento di Miglior prodotto dedicato ai bambini, ad Abus GameChanger la menzione speciale Design e a Met Grancorso (casco certificato Nta, un nuovo standard di sicurezza per l’uso di Speed E-Bike) quella come Prodotto bike-friendly. È in questa categoria che sale sul podio Stabilius, il cavalletto universale adatto a qualsiasi tipo di ruota, 100% made in Italy. Si affermano tra le menzioni speciali per Qualità tecnica i mozzi ad alta scorrevolezza di KRU Cycling e DeanEasy, un sistema alternativo al normale nastro per la realizzazione del tubeless su bici mountain-bike.

Nella categoria Prodotto green si premia l’attenzione alla sostenibilità di Esosport bike, un’iniziativa volta al recupero e riciclo di copertoni e camere d’aria bucate per la realizzazione della pavimentazione di parchi giochi e piste di atletica. L’associazione no profit GARBA Mountainbike riceve infine la menzione speciale per il piano sostenibile di manutenzione delle ciclovie nel territorio del Lago di Garda e del Monte Baldo.

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VERTICE ASEM A MILANO: IL PRESIDENTE VLADIMIR PUTIN FERMO SULLE SUE POSIZIONI VERSO LA QUESTIONE UCRAINA

Milano – Si è concluso stamane il decimo vertice ASEM che ha visto la presenza di 56 delegazioni provenienti da molti paesi asiatici ed europei, culminati con unaPutin e Merkel serie di incontri da cui è stato poi diramata una vera e propria agenda di lavori, per i prossimi due anni.
La mattinata è iniziata con l’incontro tenutosi presso la Prefettura del capoluogo meneghino fra Putin, Merkel, Renzi, Hollande, Cameron, Van Rompuy, Barroso e Poroshenko sulla delicata questione Ucraina.
Confermate le divergenze già emerse ieri sera, fra il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin e la cancelliera Angela Merkel, sia sulle cause del conflitto che sull’attuale situazione. Non disdegnando di parlare delle forniture di gas, ovvero di un argomento che sta molto a cuore ai tedeschi, considerando l’inverno ormai imminente.
Come accaduto ieri, a presentarsi alla stampa era il premier italiano Matteo Renzi che, in un inglese a dir poco stentato e zoppicante (rigorosamente anche stavolta senza un servizio di traduzione), ha fatto il punto della situazione su ciò che sta accadendo nell’ex granaio d’Europa.
ASEM 2014 Milano foto di gruppoLe mie impressioni sono positive, anche se bisogna fare ancora passi avanti per la soluzione della controversia. È ovvio che non accettiamo la prospettiva di un’Ucraina instabile. I leader di Ucraina e Russia hanno discusso della questione in modo franco” – ha dichiarato Renzi che non smentendosi ha poi voluto “ringraziare pubblicamente i leader di Ucraina e Russia, Poroshenko e Putin, per aver partecipato ad una colazione italiana, a base di latte e caffè“.
La sensazione è che – a dispetto delle apparenze e delle dichiarazioni di facciata – l’incontro sia servito a poco o niente, dal momento che ognuno resta fermo sulle proprie posizioni.
Impressione avvalorata anche da quanto dichiarato dal collega russo Evgeny Utkin di RBTH per il quale “i rapporti fra Russia ed Ucraina hanno fatto un passo e mezzo in avanti, ed uno indietro visto che dapprima si è parlato di un incontro positivo. Salvo poi scoprire che in realtà sono emerse divergenze sostanziali fra Mosca e Berlino. Ho visto un Putin assai sorridente e disteso, ed un Poroshenko al contrario assai teso ed incattivito. Non ho trovato costruttivo l’incontro che i Vladimir Putin sorride rilassatodue leader hanno tenuto insieme a Barroso, Hollande, Merkel, Van Rompuy e Renzi. Mentre invece è stato sicuramente più interessante quello ristretto con Hollande e la Merkel. Ma quello che non riesco ancora a comprendere e’ il motivo di questa posizione dell’Europa che, con l’inverno ormai alle porte, dovrebbe capire che non può tenere al gelo i propri cittadini. Qui stiamo parlando di una posta in gioco abbastanza alta“.
E’ la posizione in particolare della Germania a suscitare le maggiori perplessità in Utkin: “La cancelliera tedesca Merkel – ha osservato – è alle prese con una grave crisi economica anche all’interno del suo paese, e continuo a non capire perché si ostina nel dichiarare che le proposte di Putin sulle forniture di gas non gli sono chiare, quando il nostro presidente è da mesi che invece gliele ha esposte in maniera trasparente”.
La visita che ieri Putin ha fatto in una Belgrado che lo ha accolto in maniera a dir poco trionfale e da vero e proprio eroe (sono stati anticipati di quattro giorni i festeggiamenti nazionali per la liberazione dal nazismo, nda), rappresenta poi un elemento da non trascurare in questa particolare partita a scacchi.
In questa partita l’Europa si trova nella non certo invidiabile posizione di obbedire, da un lato agli arroganti diktat provenienti dagli Stati Uniti, sempre più guerrafondai e poco inclini al dialogo. E dall’altro, di non dover interrompere i rapporti anche politici, con un paese come la Russia che sta mettendo insieme un mosaico strategico di un certo rilievo, come testimoniano le recenti adesioni di Cina, India e Brasile alla propria area di influenza, che si contrappone allo scricchiolante Renzi e Merkelblocco USA-UE.
Non è da escludere infatti che l’ulteriore rinsaldamento degli storici rapporti di fratellanza esistenti con la Serbia, possano aprire una breccia anche nel bordo orientale dell’Unione Europea. Non dimentichiamo infatti che la posizione di Belgrado, a proposito sopratutto dell’Euro, e’ decisamente scettica, e potrebbe fare da ideale apripista anche per la vicina Croazia. Per la quale, messa alle spalle la dolorosa esperienza della guerra proprio contro i serbi, aumentano le possibilità di non dover cedere la propria sovranità monetaria (e di tutelare così la kuna che è una delle poche monete ad essere ancora a buon mercato, nel panorama valutario internazionale) ad una delle tante istituzioni capestro esistenti.
Insomma, una situazione tutta ancora da decifrare dove appare chiaro che la Russia potrebbe avere buon gioco nell’approfittare delle crepe che in maniera sempre più vistosa si stanno aprendo all’interno di un’Unione Europea, indebolita e svilita dall’intransigenza di Berlino e dei “falchi” che chiedono il rigore economico a tutti i costi.
Tornando all’incontro con Poroshenko, il premier russo si è limitato a poche battute (“incontro buono e positivo“), non rilasciando poi alcuna dichiarazione alla stampa alRenzi invita gli studenti al Politecnico di Milano: "ci facciamo un selfino?" momento del suo arrivo al Centro Congressi.
Anche oggi, le informazioni sono filtrate con il contagocce e questo ha aggiunto un ulteriore elemento negativo al malumore degli operatori della stampa. Abbiamo infatti incontrato in questi due giorni, molti colleghi provenienti da paesi lontanissimi come Giappone, Brunei, Malaysia e tanti altri, che ci hanno confermato come la figura rimediata dall’Italia nello sfoggiare una organizzazione incerta e insufficiente (mancava persino il servizio di traduzione simultanea) per un tale evento, è stata veramente memorabile in negativo.  Paradossalmente, possiamo definirla di fatto in linea con l’allegra e leggera conduzione di questa Presidenza del Consiglio italiana che trova più importante trovare una legittimazione (che di fatto non ha mai ricevuto dai cittadini), magari con dei selfie e con battute di basso avanspettacolo, che non dare invece al suo Paese risposte serie e concrete.  Insomma potremmo dire infine, che questo vertice ASEM ha dato più l’impressione di una grande passerella mediatica, atta a confermare solo che la situazione in Ucraina è ben lungi dal considerarsi risolta e che l’Italia, si trova in mani incerte, incapaci di fare scelte oculate e ragionate…

Francesco Montanino