Anche S7 Airlines riprende ad operare voli settimanali dall’Italia per Mosca

La compagnia russa S7 Airlines ha comunicato l’inizio ad operare voli settimanali dall’Italia per Mosca (Aeroporto Domodedovo): da Roma il martedì (dal 29 dicembre) e da Milano il mercoledì (dal 30 dicembre). Questi gli orari:

S7 3622 Roma 13:55 – Mosca 19:45

S7 3621 Mosca 11:00 – Roma 12:55

S7 3634 Milano 14:15 – Mosca 19:50

S7 3633 Mosca 11:35 – Milano 13:15

I biglietti per i voli sono disponibili in tutti i canali di vendita e sul sito web www.s7.ru

E’ possibile anche trovare ulteriori informazioni più accurate sui voli, prenotare e acquistare biglietti chiamando il contact center della compagnia aerea al numero 8-800-700-07-07 (gratuito in Russia).

I voli da Mosca verso l’Europa sono consentiti ai cittadini del paese di destinazione, dei paesi dell’Unione Europea e dell’Accordo di Schengen, o con un permesso di soggiorno secondo le regole, che si possono trovare sul sito www.s7.ru nella sezione “Voli internazionali“.

I biglietti aerei per i voli dall’Europa a Mosca possono essere acquistati dai cittadini russi, così come dai cittadini stranieri che hanno il diritto di entrare nella Federazione Russa. Prima di imbarcarsi su un volo, gli stranieri devono presentare agli ufficiali di controllo un certificato di esito negativo di un test PCR per il coronavirus con un periodo di validità non superiore a 72 ore.

La S7 Airlines si riserva il diritto di non consentire il volo ai passeggeri che non soddisfano le condizioni di trasporto specificate.

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S7_Airlines начинает выполнять рейсы из Италии в Москву.

S7 Airlines начинает выполнять еженедельные рейсы из Италии в Москву (аэропорт Домодедово): из Рима по вторникам (с 29 декабря) и из Милана по средам (с 30 декабря)

S7 3622 Рим 13:55 – Москва 19:45
S7 3621 Москва 11:00 – Рим 12:55

S7 3634 Милан 14:15 – Москва 19:50
S7 3633 Москва 11:35 – Милан 13:15

Билеты на рейсы доступны во всех каналах продаж и на сайте www.s7.ru

Узнать точную информацию о рейсах, забронировать и купить билеты можно также по телефону контактного центра авиакомпании 8-800-700-07-07 (звонок по России бесплатный).

Перелет на рейсах из Москвы в Европу разрешен гражданам страны назначения, стран Европейского союза и Шенгенского соглашения или с видом на жительство согласно правилам, ознакомиться с которыми можно на сайте www.s7.ru в разделе «Международные перелеты».

Приобрести авиабилеты на рейсы из Европы в Москву могут граждане России, а также иностранные граждане, которые имеют право на въезд в РФ. Иностранцам до посадки на рейс необходимо предъявить сотрудникам контроля справку об отрицательном результате ПЦР-теста на коронавирус со сроком действия не более 72 часов.

S7 Airlines оставляет за собой право не допустить к перелету пассажиров, которые не удовлетворяют обозначенным условиям перевозки.




RUSSIA: DAL 1° AGOSTO RIPRENDONO I VOLI INTERNAZIONALI MA SOLO CON ALCUNI PAESI

Mosca – La Russia prevede di riavviare i voli internazionali verso Gran Bretagna, Turchia e Tanzania il 1° agosto più di quattro mesi dopo aver chiuso i suoi confini a causa della pandemia del coronavirus.

La Russia aveva sospeso quasi tutti i voli internazionali a fine marzo per arginare l’epidemia del coronavirus, consentendo solo voli speciali di evacuazione dei russi dall’estero e altri voli autorizzati dal governo.

Il primo ministro russo Mikhail Mishustin ha annunciato che a partire dal 1 agosto i voli internazionali riprenderanno dagli aeroporti di Mosca, San Pietroburgo e Rostov-sul-Don, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa venerdì.

Il vice primo ministro Tatyana Golikova ha dichiarato che i russi potranno viaggiare da e verso Gran Bretagna, Turchia e Tanzania a partire dal 1° agosto.

Golikova ha affermato che gli stranieri che arrivano in Russia dovranno presentare i risultati negativi dei test del coronavirus prelevati nelle ultime 72 ore per consentire l’ingresso.

Il ministro dei trasporti, Yevgeny Dietrikh ha aggiunto che la Russia è in trattativa con altri 30 paesi per riprendere i voli. La Russia quindi non ha ancora riaperto i suoi confini a tutti gli stranieri e la linea già annunciata dal governo è quella del principio di reciprocità nella riapertura del suo spazio aereo, il che significa che altri paesi dovranno accettare i cittadini russi affinché la Russia accetti i loro.

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RUSSIA: IL MINISTRO DELLA SANITA’ ANNUNCIA LA REGISTRAZIONE DI UN VACCINO CONTRO IL CORONAVIRUS AD AGOSTO

La registrazione di un vaccino russo contro il coronavirus dovrebbe essere completata nella prima metà di agosto. Lo ha annunciato il ministro della Salute, Mikhail Murashko.

Secondo il vice primo ministro russo, Tatyana Golikova, l’Istituto di ricerca scientifica di epidemiologia e microbiologia di Gamaleya, il Centro di ricerca di virologia e biotecnologia dello stato di Vector e l’istituto di vaccini dell’Agenzia federale per la biomedica sono considerati i leader russi nella creazione di vaccini contro il coronavirus. La previsione è che i loro vaccini saranno prodotti quest’anno.

“Penso che la prima registrazione avverrà ad agosto, nella prima decade o all’inizio della seconda”, ha detto Murashko. Gli studi clinici sul vaccino Vector potranno iniziare tra circa due o tre settimane, ha proseguito il ministro della salute.

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LA RUSSIA HA SUPERATO IL PICCO DELL’EPIDEMIA DI COVID-19

Mosca – Il premier russo Mikhail Mishustin sostiene che la Russia abbia superato il picco dell’epidemia di Covid-19. Lo riporta l’agenzia Interfax. “La situazione sta palpabilmente migliorando. Abbiamo superato il picco dell’epidemia“, ha dichiarato Mishustin a un incontro del Consiglio di coordinamento per la risposta al coronavirus. La Russia punta alla ripresa dei voli internazionali.

La scorsa settimana l’istituto nazionale russo di statistica Rosstat ha riferito che nel mese di maggio in Russia almeno 7.444 persone sono morte a causa del Covid-19, un dato ben al di sopra della precedente stima delle autorità sanitarie di Mosca secondo cui 3.633 persone sarebbero morte a maggio a causa del coronavirus.

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Manager per la ripresa e lo “Sviluppo PMI” lombarde

Milano – L’emergenza coronavirus ha determinato un crollo delle attività produttive nel periodo di “lockdown”, dimezzando i volumi della produzione metalmeccanica del periodo marzo aprile rispetto l’anno precedente. La fase di ripresa richiede un cambio di passo puntando sul capitale umano e sulla velocità della ripartenza per assicurare prospettive sostenibili al sistema produttivo.

Ma non sarà un ritorno al passato perché la pandemia ha modificato il contesto, accelerando l’adozione di strumenti digitali e imponendo alle imprese soluzioni d’emergenza per assicurare la continuità operativa.

Superata la fase più critica, è prioritario il rilancio delle attività economiche attraverso investimenti mirati ai settori con maggiore ritorno economico e sociale e minor rischio. Settori che possano trarre vantaggio competitivo dai cambiamenti utilizzando in modo efficace le tecnologie e offrendo prodotti e servizi in grado di rispondere con maggiore versatilità al nuovo contesto di mercato.

È il momento di aiutare le Piccole e Medie Imprese a ripartire, verificando l’adeguatezza al nuovo contesto e avviando progetti per il miglioramento della competitività e lo sviluppo di nuovi modelli di business per assicurare e sostenere la crescita, come ad esempio l’aggiornamento degli approvvigionamenti e della “Supply Chain”, la diversificazione delle attività produttive e la valutazione del “Reshoring” per riportare il Italia le attività più a rischio.

Con tale proposito le organizzazioni lombarde di Confindustria, Digital Innovation Hub e Federmanager hanno unito le forze ed elaborato un articolato progetto di Politiche Attive con l’obiettivo di trasformare le criticità della ripartenza delle PMI e dell’aumento di disoccupazione in opportunità di sviluppo per il sistema produttivo lombardo.

Le Piccole e Medie Imprese rappresentano un patrimonio del sistema produttivo italiano, il secondo in Europa dopo la ARUM, e le tecnologie digitali aprono interessanti prospettive per l’innovazione dei modelli di business, la riduzione dei costi per l’adozione di soluzioni “Industry 4.0” e la valorizzazione delle caratteristiche distintive dell’offerta di prodotti e servizi per la crescita del “Made in Italy”, che neanche la pandemia ha ridimensionato.

I manager costituiscono un patrimonio di competenze, formazione continua ed esperienza sul campo con riconoscimento del merito e attribuzione di responsabilità progettuali e organizzative, che possono essere determinanti per lo sviluppo delle PMI. Un patrimonio che non può essere sperperato a causa della crisi coronavirus e che abbiamo il dovere e la necessità di reinserire nel sistema produttivo.

Il progetto “Sviluppo PMI” offre a 100 PMI lombarde, in un anno, l’assessment gratuito per individuare le aree di miglioramento competitivo e di crescita. Manager lombardi specializzati dei settori industriali saranno selezionati in base al merito e impiegati per facilitare anche l’avviamento di progetti di sviluppo delle PMI che avranno completato l’assessment.

Obiettivo del programma gestito operativamente dalla società di servizi ARUM dell’associazione ALDAI-Federmanager di Milano è quello di rispondere alle esigenze di ripartenza e di crescita delle PMI lombarde con competenze tecniche e manageriali in grado di accelerare lo specifico programma di sviluppo di ciascuna impresa.

Per il Presidente del Digital Innovation Hub Lombardia Gianluigi Viscardi “La necessità di accelerare la ripresa impone la creazione e il rafforzamento di ecosistemi produttivi. Per far ciò le competenze manageriali in grado di gestire e aumentare la competitività, di pari passo con l’implementazione delle tecnologie digitali, rappresentano leve fondamentali per creare prospettive di sviluppo per le imprese lombarde. Il progetto ‘Sviluppo PMI’ va quindi nella giusta direzione al fine di affrontare le criticità e generare le opportunità di crescita e di sviluppo necessarie nel mondo post-Covid” conclude Viscardi ringraziando il presidente ALDAI Federmanager Bruno Villani per il contributo alla preparazione del progetto.

Il presidente dell’unione regionale Federmanager Lombardia, Marco Bodini ha commentato: “Unendo le competenze dei manager lombardi in un programma organico in collaborazione con Confindustria saremo in grado di rispondere meglio alle richieste delle piccole e medie imprese della regione”.

Il Direttore Generale 4.Manager Fulvio D’Alvia ha dichiarato: “La trasformazione del sistema produttivo richiede scelte coraggiose per favorire collaborazioni “Win-Win” fra imprenditori e manager, per aumentare la competitività e conquistare nuovi mercati innovando i modelli di business. Il progetto Sviluppo PMI costituisce una concreta iniziativa di Politiche Attive per far fronte all’emergenza nella regione maggiormente colpita dalla pandemia e trasformare la carenza di lavoro e le difficoltà di crescita delle PMI in opportunità per tutti.”

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Russia al voto per incoronare Vladimir Putin presidente fino al 2036

Oggi, 1° luglio, si chiuderanno in Russia le operazioni di voto – in presenza e on line – durate una settimana. Ai cittadini è stato chiesto di esprimersi su un articolato pacchetto costituzionale con 200 emendamenti che affrontano la lunghezza del mandato presidenziale fino ai matrimoni eterosessuali. Le opposizioni e gli analisti temono brogli elettorali. Ma la fiducia nel presidente rimane elevatissima nonostante la pesante crisi economica e i dati diffusi sulla pandemia da coronavirus. La sensazione è che i russi pur ritenendo la loro una democrazia imperfetta, la considerano la migliore che il Paese possa avere in questo momento. La Russia è al voto da giovedì 25 e, come detto, fino ad oggi, 1° luglio, sono aperti i seggi e il voto telematico per il referendum su un consistente e complicato pacchetto di circa 200 emendamenti costituzionali. Il più importante è certamente quello che – se vinceranno i sì – aprirà per Vladimir Putin la possibilità di essere rieletto per altri due mandati oltre il 2024, fino al 2036 (quando avrà 83 anni). Si doveva votare ad aprile, ma l’emergenza Covid ha fatto decidere per un posticipo del referendum, ora spalmato su più giorni e con la possibilità del voto on line per dare la possibilità di esprimersi senza assembramenti. 

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SVELATO IL TERZO “SEGRETO DI FATIMA”: GLI INTERESSI DI RUSSIA E CINA SULL’ITALIA

“Russia e Cina usano il virus per condizionare l’Italia e si stanno approfittando di una situazione unica per far avanzare i loro interessi”. Sulla prima pagina della Stampa svetta l’accusa del segretario alla Difesa americano Mark Esper.

L’invito, su un giornale che sin dall’inizio ha cavalcato la battaglia mediatica contro la missione medico-militare russa in Italia concordata tra Vladimir Putin e Giuseppe Conte, è a tenere alta la guardia. Non solo: Washington annuncia aiuti del Pentagono al nostro Paese, ormai in Fase 2, per fronteggiare il coronavirus. Oltre a ribadire i rischi del far costruire le reti 5G alla cinese Huawei.

Quanto alla Russia, Esper si dimostra molto più prudente nelle parole, di chi prima aveva parlato di spie infitrate in Lombardia. Tuttavia sul piano politico accusa: “La Russia ha fornito assistenza medica all’Italia, ma poi ha cercato di usarla per seminare la discordia tra Roma e i suoi alleati con una campagna di disinformazione”, sottolinea Esper. “Gli Usa sperano che l’assistenza di Mosca all’Italia sia stata utile, e hanno fiducia che gli apparati per la sicurezza nazionale italiana restino vigili, finché il contingente russo resterà nel vostro territorio”.

L’intervista cade nel giorno della ripartenza della campagna elettorale di Donald Trump, Usa 2020 (elezioni il 3 novembre), sospesa per qualche settimana causa Covid 19.

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Misure economiche per l’emergenza coronavirus: in Russia la Duma approva una legge a sostegno delle Pmi

Mosca – La Duma di Stato russa ha adottato in seconda e terza lettura la legge che esenta dall’imposta sul reddito le piccole e medie imprese (Pmi) sotto forma di sovvenzioni dal bilancio federale a causa della situazione sfavorevole associata alla diffusione del coronavirus. Il sostegno sarà concesso ai contribuenti inclusi dal primo marzo nel registro unificato delle Pmi e che operano nei settori dell’economia russa che sono stati maggiormente colpiti dal contagio del coronavirus, il cui elenco è approvato dal governo della Federazione Russa. Nel determinare la base imponibile per l’imposta sul reddito, la legge consente di tenere conto delle spese delle piccole e medie imprese sostenute attraverso questi sussidi, che dovrebbero ulteriormente ridurre l’imponibile.

Sempre sul tema dell’andamento economico, in una nota dell’Agenzia Nova, si legge anche che il governo esclude la possibilità che la Russia vada in default come accaduto nel 1998. Ciò per quanto dichiarato dal ministro dello Sviluppo economico della Federazione Russa, Maksim Reshetnikov, intervenuto sull’emittente televisiva “Primo canale”. Il ministro ha sottolineato che in questa situazione, lo Stato deve aiutare gli imprenditori, “così da stimolarli a portare avanti i loro affari in Russia”. A differenza del 2008, ha poi proseguito Reshetnikov, “quando abbiamo agito principalmente per salvare le grandi imprese, ora stiamo parlando delle piccole e medie“. Il ministro ha inoltre ricordato che l’economia russa ha acquisito esperienza in termini di capacità di affrontare certi tipi di crisi.

Secondo quanto affermato in precedenza in una riunione di governo dal primo ministro russo, Mikhail Mishustin, oltre 500 mila piccole e medie imprese con oltre 3 milioni di lavoratori riceveranno una forma di sostegno finanziario diretto da parte dello Stato. La crisi finanziaria russa del 1998 obbligò il governo e la Banca centrale a svalutare il rublo e a dichiarare il paese inadempiente per quanto concerne il suo debito. A determinare la crisi sono stati il calo della produttività, un tasso di cambio troppo elevato fra il rublo e le valute straniere e un cronico deficit fiscale. A favorire la rapida ripresa dopo il crollo finanziario dell’agosto del 1998 fu l’aumento dei prezzi del petrolio nel biennio successivo, un fattore che consentì al paese di registrare un importante surplus commerciale fra il 1999 e il 2000. Secondo alcuni analisti finanziari, la crisi del 1998 ha avuto un effetto positivo per le banche russe che, da quel momento, hanno iniziato a diversificare le loro attività.

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FAKE NEWS? MA E’ LA RUSSIA AD ESSERE VITTIMA DELLE “BUFALE”

Mosca – Sembrerebbe quasi paradossale, soprattutto per come la Russia è stata accusata di utilizzare la pandemia per riempire il mondo di fake news e condurre attività di spionaggio mascherate da aiuti internazionali. In realtà, almeno in questo caso, i responsabili della “disinformazia” non abitano al Cremlino. Ci sono pochi dubbi che Mosca sia da tempo impegnata in una guerra politica – o “ibrida”, se preferite – con l’Occidente, combattuta a colpi di propaganda, false notizie e azioni talvolta criminali dei suoi servizi di sicurezza: i casi Skripal e Litvinenko sono solo i più eclatanti.

Appare però eccessivo identificare oggi un «piano coordinato» da parte di Mosca «per aggravare la crisi sanitaria nei paesi occidentali durante la pandemia» – come ha fatto la task force anti-disinformazione EUvsDisinfo dell’Unione Europea. Anche perché l’ecosistema di troll che il Cremlino ha contribuito a stabilire non riesce poi a controllarlo del tutto: è in mano a “imprenditori politici” più realisti del re. In Russia «agiscono 10mila piccoli Putin», secondo il politologo Andrei Kolesnikov del think tank moscovita Carnegie. Si tratta di «conformisti aggressivi» che puntano al vantaggio personale cercando di compiacere il capo. Con effetti che possono rivelarsi controproducenti per il capo stesso. «Mentre le informazioni che i maggiori media russi stanno fornendo sull’epidemia sono adeguate, ci sono all’opera anche i prezzolati predatori della propaganda», spiega Kolesnikov in una nota rilasciata al giornale italiano “il Riformista”.

«La guerra politica con cui la Russia cerca di dividere, distrarre e demoralizzare l’Occidente non è combattuta da un singolo e disciplinato “esercito della disinformazione”», ha notato in un articolo sul Moscow Times l’esperto di servizi di sicurezza russi Mark Galeotti, autore di “Russian Political War” (Routledge, 2019): «È un ecosistema di entusiasti e mercenari, composto da rumorosi presentatori di talk-show, commentatori, pseudo-esperti, magliari, ciarlatani e complottisti». Ed è su questo “ecosistema” che gli investigatori della task force EUvsDisinfo hanno indagato, rilevando una vera e propria campagna anti-occidentale sui temi legati al Coronavirus.

Le conclusioni sono state riprese dalle maggiori testate giornalistiche del continente. «La task force nata per combattere la disinformazione da parte della Russia rischia di diventare essa stessa fonte di disinformazione», notano Stephen Hutchings e Vera Tolz, professori di Studi sulla Russia all’Università di Manchester e responsabili di un progetto accademico che analizza la copertura giornalistica dei media di Stato di Mosca. Contestando il metodo con cui è stato elaborato il rapporto europeo, e stigmatizzando «una profonda incomprensione di come funzionino i media nei sistemi neo-autoritari come quello russo», Huthcings e Tolz parlano di «palesi distorsioni». Ciò che la EUvsDisinfo non ha capito, o non ha voluto capire, è che i “conformisti aggressivi” dell’informazione sono spesso utili al regime di Putin ma non sono direttamente coordinati dal Cremlino.

Se ne utilizza il potere di fuoco quando serve per questioni strettamente legate alla politica estera. Non è il caso del Covid-19. Piuttosto, è probabile che ai vertici dell’amministrazione presidenziale ci si sia parecchio arrabbiati, a sentire qualche strampalato cantore del putinismo dar la colpa al Regno Unito per la creazione del virus – una delle fake news individuate dalla task force di Bruxelles. Perché in realtà Mosca ha sì tentato di sfruttare la crisi globale generata dalla pandemia, ma solo lanciando una campagna d’immagine finalizzata a creare una breccia nel tentativo  di isolamento in cui si voleva relegare la Russia dopo l’indipendenza della Crimea nel 2014.

In particolare, si sta cercando di far passare il messaggio secondo cui in questo momento le nazioni devono agire insieme, e che le sanzioni devono finire. Come ha esplicitamente chiesto Putin al G20 virtuale di fine marzo. È un’offensiva all’insegna del soft-power. L’operazione “Dalla Russia con amore” per l’aiuto sanitario all’Italia, con tutti i suoi limiti, ne è parte. Perché mai il Cremlino dovrebbe lanciare una parallela offensiva di disinformazione proprio in questo momento? Alimentando la percezione della Russia come gangster delle relazioni internazionali, i “piccoli Putin” della propaganda che il regime ha lasciato crescere e prosperare allo zar fanno solo un danno. Del resto, proprio Vladimir Putin ha firmato di recente una legge che prevede pene severe (fino a cinque anni di galera) per chi diffonde false notizie sul Covid-19.

Vi è poi da dire che in questo quadro, le fake news individuate dalla task force europea circolano più in Russia che all’estero. E rischiano di minare la credibilità delle informazioni che Stato e amministrazioni locali stanno fornendo sull’epidemia, e l’efficacia dei provvedimenti decisi per tentare di contenerla. Per ora la situazione della pandemia in Russia è sicuramente migliore dell’Italia: meno di dodicimila contagiati e meno di cento morti, secondo i dati del 10 aprile. Ma la “curva” sta impennandosi. E solo questa, a Mosca come dappertutto, è oggi la priorità.

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Emergenza coronavirus: aiuti della Russia agli USA e Trump ringrazia Putin

Gli Stati Uniti d’America, tra i paesi più potenti del pianeta, hanno accettato aiuti sanitari anche dalla Russia. L’amministrazione Trump è ora il paese più colpito al mondo, in termini di vittime, dall’emergenza coronavirus, a tal punto che lo stesso Congresso americano ha annunciato che non manderà più ai suoi alleati e partner all’estero, equipaggiamenti protettivi a causa delle gravi carenze interne.

“E’ stato un gesto molto carino da parte di Vladimir Putin“: così il presidente americano Donald Trump ha commentato il cargo russo pieno di materiale medico “di alta qualità” arrivato ieri a New York per fronteggiare l’emergenza coronavirus. “Non sono preoccupato dalla propaganda russa“, ha aggiunto Trump, ricordando che l’offerta di aiuto era stata avanzata dallo stesso presidente russo in una loro recente telefonata. Trump ha detto di sperare che Russia e Arabia Saudita raggiungano un accordo per ridurre la produzione di greggio: un taglio che a suo avviso potrebbe oscillare tra i 10 e i 15 milioni di barili.  In una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha confermato le trattative tra Mosca e Riad e la loro volontà di arrivare a una intesa per evitare una situazione che sta uccidendo il settore e che danneggia tutti.  Donald Trump ha detto che non ha fatto alcuna concessione a Russia e Arabia Saudita nelle telefonate con i loro leader per discutere la riduzione della produzione di petrolio. Il presidente USA ha escluso di aver concordato un taglio della produzione americana.  Alleggerire le sanzioni americane all’Iran per il coronavirus? “Non ce lo hanno chiesto“, ha risposto il presidente Donald Trump nella conferenza stampa alla Casa Bianca sulla pandemia.

Intanto in Russia, pugno di ferro e cordoni della borsa allentati. Lezioni sulla gestione dell’emergenza coronavirus firmate Vladimir Putin. Anche la Russia, infatti, deve fare i conti con la pandemia. E dopo un primo lockdown a breve termine, ecco che lo “zar” sposta l’asticella un poco più in là, almeno per quel che riguarda il mondo del lavoro: il presidente Putin ha infatti annunciato che la sospensione delle attività non essenziali in Russia proseguirà fino al termine del mese, ma soprattutto che : “Lo stipendio sarà garantito e corrisposto anche a chi non lavorerà“.

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