Gli Stati Uniti hanno spostato il conflitto in Europa sulle spalle dell’UE e della NATO

Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko ritiene che gli Stati Uniti abbiano scaricato il conflitto in Europa sulle spalle dell’UE e della NATO per indebolire la Russia e allo stesso tempo trattare con la Cina.

L’obiettivo è distrarre, affogare la Russia nella guerra con l’Ucraina, indebolirla con la guerra e le sanzioni. Allora la Russia avrà altre cose di cui preoccuparsi oltre all’unione con la Cina, all’unità. E nel frattempo, trattare con la Cina, trascinare in questi battibecchi, se possibile, alcune parti interessate“: l’AUKUS (l’alleanza di difesa di Australia, Regno Unito e Stati Uniti) – la NATO dell’Oceano Pacifico, a cui si aggiungono il Giappone e la Corea del Sud“, ha detto Lukashenko rivolgendosi a l’Assemblea popolare panbielorussa. Secondo lui, “questa è la chiave della strategia statunitense per governare il mondo“.

Lukashenko ha precisato che gli Stati Uniti hanno organizzato il conflitto in Europa, in questo caso in Ucraina, e “lo hanno scaricato sulle spalle dell’Unione Europea e della NATO, promettendo poi di aiutare con i soldi“.

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Volley: la Russia travolge il Canada e si avvicina alla qualificazione per le Olimpiadi di Tokyo 2020

Kaliningrad – Seconda giornata di qualificazioni nel torneo preolimpico, valido per staccare il pass e guadagnarsi Tokyo 2020, e secondo (netto) successo della formazione russa. Inserite nel girone E con Corea Del Sud, Canada e Messico le ragazze guidate in panchina da Vadim Pankov, dopo aver superato il Messico nella prima giornata con un secco 3 a 0 (25-13, 25-8, 26-24), soffrendo solo nell’ultimo parziale in seguito alla girandola di sostituzioni per far rifiatare le titolari, si sono ripetute anche contro il Canada. Nel sestetto iniziale spazio alla diagonale Startseva (capitana)/Goncharova, con Voronkova e Parubets attacanti di banda, le centrali Koroleva e Fetisova, il libero Galkina. Si parte con la Russia al servizio e la battuta di Startseva mette subito in difficoltà la ricezione canadese, consentendo il contrattacco messo a segno dalla schiacciattrice della Lokomotiv Kaliningrad, Irina Voronkova con un diagonale da posto 4 che vale il primo punto dell’incontro. Poi, due ace di fila della stessa Evgeniya Startseva (capitano della Dinamo Kazan, oltreché della nazionale) lanciano le russe che poco dopo, grazie all’efficacia del muro, trovano lo strappo decisivo e s’involano senza problemi alla conclusione del set (25-13). Nel secondo parziale il Canada aumenta la qualità in ricezione e, avendo più uscite in attacco, rimane incollato al punteggio fino alle ultime battute, restando davanti alle padrone di casa fino a metà set (13-12); ma al secondo time out tecnico è la Russia ad arrivare in vantaggio (16-14). Le canadesi ritrovano la parità a quota 20, ma un attacco da seconda linea della stella della Dinamo Mosca, Nataliya Goncharova riporta avanti la Russia. La stessa Goncharova va al servizio e mette in crisi la ricezione candase che subisce a muro (22-20). E’ il momento chiave del parziale. Uno splendido attacco corto sulla diagonale stretta dell’opposto Goncharova vale il set point, messo a segno dalla centrale Irina Koroleva a rete a conclusione di uno scambio interminabile. L’ennesimo attacco di Goncharova apre il terzo parziale e, sulle ali dell’entusiasmo, le padrone di casa raggiungono il primo time out tecnico con cinque punti di vantaggio sulle avversarie (8-3). Con orgoglio le canadesi provano a rientrare ed accorciano le distanze (16-14), ma le ragazze di coach Pankov hanno il merito di mantenere la concentrazione fino all’ultimo. Un altro diagonale vincente di Goncharova (21 punti totali – migliore realizzatrice del match), stavolta da posto 4, regala il match point alla Russia. Il Canada ne anulla tre, poi si arrende. Finisce 3 set a 0 (25-13, 25-21, 25-22), con la Russia a punteggio pieno nel girone, come la Corea del Sud, ultimo ostacolo per qualificarsi alle prossime Olimpiadi. La squadra guidata dal coach italiano Stefano Lavarini all’esordio ha avuto la meglio sul Canada, battuto 3 set a 1 (21-25, 25-20, 25-19, 25-22), mettendo in luce una strepitosa Kim Yeon Koung (capace di mettere a referto 37 punti), prima di superare senza problemi il Messico con un secco 3 a 0 (25-21, 25-15, 26-24). Sarà pertanto un vero e proprio spareggio l’ultimo match in programma tra Russia e Corea, che assegnerà il primo posto nel girone e, conseguentemente, la qualificazione per Tokyo. Per la Federazione Russa sarebbe la settima partecipazione consecutiva (la prima fu Atlanta, nel 1996). Non una novità, del resto, visto che la scuola pallavolistica russa (dell’Unione Sovietica prima) non ha mai mancato l’appuntamento a cinque cerchi da quando, nel 1964, la pallavolo è divenuta disciplina olimpica. Unica eccezione l’edizione di Los Angeles del 1984, quando l’URSS decise il boicottaggio della manifestazione, così come gli USA avevano fatto quattro anni prima, nell’edizione dei Giochi organizzata da Mosca. Nei Giochi del 1992 a Barcellona, invece, le ex repubbliche socialiste sovietiche si presentarono con il nome di Squadra Unificata, o Squadra della Comunità degli Stati Indipendenti, conquistando la mededaglia d’argento. Nelle edizioni precedenti, l’URSS, in sette edizioni, aveva sempre raggiunto la finale, conquistando la medaglia d’oro in ben 4 edizioni (1968, 1972, 1980, 1988). Per la Federazione Russa, invece, due le medaglie conquistate, entrambe d’argento, a Sydney nel 2000 e ad Atene nel 2004.

Stefano Tardi




IL MINISTRO DELLA CULTURA RUSSO VLADIMIR MEDINSKY: “TRA ITALIA E RUSSIA SI ABOLISCANO I VISTI PER RADDOPPIARE I FLUSSI TURISTICI”

Roma – Il ministro della Cultura russoVladimir Medinsky,  ha chiuso la scorsa settimana a Roma in Italia, l’edizione di “Russian Seasons 2018” (le Stagioni russe), che ha avuto luogo in 74 città d’Italia durante tutto l’anno e che ha ospitato oltre 310 eventi, tra cui mostre, spettacoli teatrali, concerti di musica sinfonica, spettacoli di balletto, progetti sul cinema, tournée di gruppi folcloristici, circhi e festival d’arte.

In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa “Askanews” proprio in questa occasione, sull’argomento sviluppo dei rapporti culturali e turismo, Medinsky ha detto:  “Se venissero aboliti i visti tra la Russia e l’Italia il numero di turisti russi raddoppierebbero subito”. “Vincerebbero le persone – ha proseguito il ministro – il business, gli hotel. I turisti russi come noto amano spendere e sono generosi. Vengono volentieri in Italia. Quindi fate pressioni su Bruxelles”.

E perché la Russia non abolisce i visti per prima?

Deve essere una decisione condivisa ha risposto il ministro russo della cultura russo – noi più volte abbiamo detto di essere pronti a questo passo e quando lo abbiamo fatto con la Corea del Sud – ha concluso Vladimir Medinsky – il turismo è quadruplicato. Con l’Iran, altro esempio, è raddoppiato subito”.

A settembre per la prima volta, la principale banca russa Sberbank ha calcolato le spese estive dei russi all’estero. E in base ai costi affrontati tra coloro che hanno utilizzato le carte di credito, in cima alla classifica c’è l’Italia, che lascia indietro persino la Turchia, meta di più grande richiamo turistico in assoluto per i connazionali di Vladimir Putin. I russi hanno speso 8,55 miliardi di rubli nel nostro Paese (110 milioni di euro), e più della metà di questa somma è stata destinata in vestiti e calzature.

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ROSARIO ALESSANDRELLO (PRESIDENTE CCIR): “RILANCEREMO IL PROGETTO DEL CORRIDOIO VERDE”

Milano – Sono stati presentati oggi, presso la sede del capoluogo lombardo dell’ITA (Italian Trade Agency), i risultati sull’interscambio commerciale fra Italia e Russia 2017-2018, nell’ambito del XVI Comitato Imprenditoriale Italo-russo.

Nonostante uno scenario, allo stato attuale, ancora complesso a causa della proroga del regime sanzionatorio, ciò che è emerso è che le relazioni economiche fra il nostro paese ed il gigante eurasiatico sono migliorate rispetto allo scorso anno, nonostante che la Russia adesso stia guardando più ad est.

Dopo i saluti di Gianluca Lamio, addetto alle relazioni esterne dell’ITA che ha ribadito “l’importanza storica del mercato russo per le aziende del nostro paese”, è emerso uno spaccato molto interessante sullo stato dell’arte dell’attività degli operatori economici italiani nel paese di Tolstoj, così come attestano i questionari somministrati dalla CCIR (Camera di Commercio Italo-Russa) agli imprenditori presenti in Russia. Molte le imprese che, infatti, hanno approfittato delle agevolazioni previste dalle autorità russe per le attività straniere, grazie alle politiche di import substitution ed allo snellimento delle procedure burocratiche.

“Le maggiori criticità – ha osservato il Segretario Generale della CCIR, Leonora Barbiani, commentando i risultati dei test somministrati agli imprenditori – sono state costituite dalla svalutazione del rublo, e dalla difficoltà nel reperire informazioni di carattere doganali in certe aree geografiche, in cui si sono palesate nel contattare i clienti. Risultati positivi invece abbiamo registrato nella pratica del compromesso che sta diminuendo; segnalo che in merito al progetto Corridoio verde” cui ha aderito un numero di imprese di produzione, ancora molto ridotto. Non ci sono stati invece grossi miglioramenti sul fronte della violazione della proprietà intellettuale; per quel che concerne l’italian sounding ci auspichiamo una maggiore comunicazione al consumatore sull’effettiva provenienza italiana di prodotti del settore del food. Non ci sono state grosse variazioni per l’e-commerce, così come per l’interscambio di flussi finanziari fra il nostro paese e la Russia mentre arrivano notizie positive sul fronte della corruzione, che si sta man mano riducendo. Soprattutto quest’ultima, è una notizia che ci ha favorevolmente sorpreso considerando che sta migliorando anche il contesto infrastrutturale e ci porta alla conclusione che negli ultimi 4 anni il clima produttivo in Russia, è divenuto particolarmente favorevole. Le aziende italiane – ha poi concluso – non ci hanno segnalato inoltre particolari problemi, in merito alle politiche sulla salvaguardia ambientale”.

In particolare, il corridoio verde che era nato quattro anni fa, allo scopo di velocizzare e sburocratizzare le procedure doganali per l’ingresso delle merci italiane in Russia, grazie ad un preliminare scambio di informazioni, così come ha annunciato il presidente della CCIR, Rosario Alessandrello “sarà rilanciato ed oggetto di discussione al prossimo Consiglio di Cooperazione Italo-Russa, che si terrà Roma il prossimo 17 dicembre. Oggi il problema – ha poi proseguito, analizzando la situazione economica globale – non è più la svalutazione del rublo perché è diventato una valuta stabile. I fondamentali dell’economia russa sono buoni e le incertezze sono le stesse esistenti negli altri paesi; se a ciò ci aggiungiamo che l’Europa non sta crescendo come ci aspetteremmo, posso sostenere che la Russia è forte ed è anche più stabile di paesi come Brasile, India, Giappone e la stessa Corea del Sud. L’Europa si sta accorgendo di essere un gigante dai piedi d’argilla, così come testimoniano le difficoltà attuali dell’economia tedesca. La Russia è il settimo produttore di automobili al mondo e fa un certo effetto vedere che non ci sia, in questa particolare classifica, anche l’Italia. Un vero peccato, perché abbiamo know-how manageriale ed imprenditoriale oltre che una serie di tecniche di lavorazione specializzata, entrambe molto richieste dalla Russia ma senza avere quel tessuto di piccole e medie imprese che possano utilizzarle anche e soprattutto all’interno. Gli USA hanno scatenato la guerra commerciale per arginare il processo di espansione economica della Cina che è all’avanguardia nella progettazione dei computer dell’ultima generazione. Ciò significa che la Russia continuerà ad avere nell’Europa il proprio mercato preferenziale, e chi non può permettersi di allontanarsi dal gigante eurasiatico – ha affermato senza mezzi termini –  è proprio il nostro paese che in questi anni ha perso tantissimo, in termini di interscambio”.

Un problema particolarmente sentito, così come hanno attestato testimonianze di alcuni imprenditori. Sono state infatti evidenziate le difficoltà legate allo sdoganamento e la preparazione non sempre adeguata degli spedizionieri che non conoscono tutti gli aspetti delle sanzioni, rallentando così i normali flussi di ingresso in Russia, e nei paesi ad essa limitrofi, dei prodotti italiani.

Una situazione che, seppur sia migliorata rispetto ad alcuni anni fa, indubbiamente crea ancora difficoltà ed imbarazzi agli operatori economici nostrani, che hanno scelto l’area eurasiatica per sviluppare il proprio business. Così come alcuni imprenditori italiani faticano ad adeguarsi agli standard informatici in Russia, se si pensa che la fatturazione elettronica – al contrario di ciò che accade in Italia – è già in vigore da più di 5 anni.

Francesco Montanino



 




Pitti Immagine Uomo 93: a Firenze i grandi del design internazionale. I brand Russi

Firenze (Fortezza da Basso) – Pitti Immagine Uomo, la piattaforma internazionale di riferimento per le collezioni di moda maschile e per il lancio di progetti lifestyle a dimensione globale, è un salone mondo capace di riflettere i movimenti più attuali della moda in progetti di ampio respiro che beneficia del contributo straordinario di MiSE e Agenzia ICE, nell’ambito dei Piani promossi dal Ministero dello Sviluppo Economico a sostegno delle fiere italiane e del Made in Italy.   

A questa edizione, un focus speciale sul fenomeno dell’athleisure e un potenziamento delle sezioni che esprimono gli stili più contemporanei e di ricerca del menswear oggi, nonché delle aree fashion-forward. In scena, le nuove generazioni di artigiani da tutto il mondo, il design cutting-edge e i marchi dell’underground di alta gamma. E ancora le collezioni agender e le proposte più all’avanguardia, accanto ai talenti internazionali da scoprire. Al cuore, come sempre, l’eccellenza delle aziende del nuovo classico e i brand che esaltano la modernità dello sportswear. Con l’accoglienza unica dei saloni di Pitti Immagine .

1.244 i marchi / collezioni a questa edizione, dei quali 570 provenienti dall’estero (il 45,8% del totale), 257 tra nomi nuovi e rientri al salone che si estende su un area di 60mila metri quadrati.  Significativi i mercati esteri di riferimento: Germania, Giappone, Spagna, Gran Bretagna, Olanda, Francia, Turchia, Cina, Svizzera, Stati Uniti, Belgio, Corea del Sud, Russia, Svezia, Grecia, Austria, Portogallo, Danimarca, Canada e Hong Kong.

Questi i brand provenienti dalla Russia che espongono: Affex, Check Ya Head, Crime and Punishment, E404, Grunge John Orchestra. Explosion, Krakatau BV, Pinpinpin.it, ZDDZ.

Non solo moda però a Pitti Uomo 93, ma anche grande cinema. In questa edizione il salone si è trasformato anche in un vero e proprio Film Festival, con gli stili delle sue diverse sezioni da interpretare come generi diversi – dai thriller ai film d’avventura, d’azione e sportivi alle spy-stories – e con i suoi padiglioni che diventano sale in cui godersi lo spettacolo. Il piazzale centrale della Fortezza da Basso è un animato movie theatres district con enormi billboard e locandine che annunciano i blockbuster ma anche i film cult e le pellicole indipendenti in programmazione. Layout e direzione creativa del lifestyler Sergio Colantuoni. Introduce il tema generale il nuovo digital art project di accompagnamento alla campagna pubblicitaria dei saloni. Produzione e regia di Senio Zapruder, Executive Producer Benedetta Di Domenico, Sound Designer David Costa.

Questi gli highlights delle presenze più significative:

  • Corneliani torna a Pitti Uomo per presentare la nuova collezione A/I 2018-19 nella Sala delle Grotte e la collezione CC Collection Corneliani nella Sala Ottagonale. Un’immersione nell’universo stilistico del brand, in continua evoluzione, che coincide anche con il nuovo corso dell’identità aziendale e il lancio di una innovativa piattaforma digitale;
  • la partecipazione di Karl Lagerfeld a Pitti Uomo con la nuova collezione uomo, alla Sala dell’Orologio alle Costruzioni Lorenesi;
  • il brand di lifestyle Made in Italy Paul&Shark torna a Pitti Uomo per presentare una nuova visione e la nuova collezione Autunno Inverno 2018-19: il progetto Typhoon, craftsmanship che incontra l’high-tecnology, proposta innovativa sia da un punto di vista di performance tecnologica sia dal punto di vista stilistico, anche grazie alla collaborazione con designer internazionali;
  • il rientro a Pitti Uomo, al Padiglione Centrale, di Fratelli Rossetti, azienda storica e brand di riferimento del mondo delle calzature Made in Italy.
  • il lancio del nuovo progetto Major Giovanni Allegri: frutto dell’unione di know-how manifatturiero e materiali esclusivi, nasce una collezione luxury di capispalla prodotti in Italia ma pensati da un team di designer internazionali.
  •  la partecipazione speciale a Pitti Uomo di Birkenstock all’interno dello spazio degli Archivi 3: presentazione del brand, della collezione A/I 2018 e in anteprima il cortometraggio firmato da Dan Tobin Smith;
  • iniziano da Firenze i festeggiamenti per il decimo anniversario di Denham the Jeanmaker – marchio di culto del denim disegnato da Jason Denham – con “A Decade of DENHAM”, un programma di eventi e collaborazioni speciali (incluso un libro). A Pitti Uomo (Padiglione delle Ghiaia), il brand presenterà tre esclusivi modelli di jeans creati con Candiani;
  • Save the Duck continua la tradizione delle luxury capsule collection lanciando a Pitti Uomo, con uno spazio speciale alla Fortezza, la capsule F/W 2018-19 Dyne for Save The Duck, con il fashion designer newyorkese Christopher Bevans, fondatore di Dyne e vero e proprio talento nel panorama streetwear americano. Capi leisure dallo stile agender, con tessuti sostenibili, altamente performanti e tecnologici.
  • il lancio a Pitti Uomo della partnership tra WP Lavori in Corso e DEUS Ex Machina, che entra a far parte della famiglia WP come marchio distribuito in esclusiva in Italia, con una speciale presentazione alla Fortezza; e ancora, Woolrich presenterà un film sull’omonimo paese e sullo storico lanificio, il più antico verticale esistente negli Stati Uniti, attraverso una speciale installazione immersiva, fatta di immagini, suoni e olfatto, che permetterà di ripercorrere la storia e i luoghi del brand;
  • la presentazione della collezione F/W 2018 Nigel Cabourn X Peak Performance – “Remember the past to re-imagine the future” – ispirata alla leggendaria scalata del Monte Everest, nel 1963, di Jim Whittaker. La collezione è l’unione tra il vasto archivio di Cabourn e il knowhow di Peak Performance nel campo dell’abbigliamento tecnico da sci e nell’outerwear;
  •  il ritorno importante a Pitti Uomo di un brand simbolo dell’italian style votato alla beach culture come Sundek;
  •  l’iconico sportswear brand Kappa sceglie Pitti Uomo come piattaforma internazionale per presentare la sua nuova collezione F/W 2018 Authentic: vera e propria firma del marchio, la OMNI banda;
  • il ritorno di Pepe Jeans London – con uno spazio al padiglione Belfiore – che festeggia il suo 45° anniversario presentando, oltre alla nuova collezione F/W 2018, anche un rivoluzionario processo nel trattamento del denim, vero e proprio “way of life” eco-tecnologico e innovativo.
  • la partecipazione di Best Company, nello spazio dei Magazzini Teatro: ambassador d’eccezione, Oliviero Toscani.

Pitti Immagine Uomo 93 resterà aperta fino al 12 gennaio.

 

RED  (photo: Russia News)

 




La Russia esclusa dalle Olimpiadi Invernali del 2018 in Corea

Il Comitato Olimpico Internazionale ha confermato ufficialmente la notizia che era nell’aria, comunicando che la Federazione Russa non sarà ammessa alle prossime Olimpiadi Invernali che si terranno a Pyeongchang, in Corea del Sud, a partire dal 9 febbraio 2018.

Il CIO, riunitosi a Losanna, fa sapere che la decisione è stata presa in seguito alle indagini sui (presunti) casi di doping emersi durante le precedenti Olimpiadi Invernali, ospitate proprio dalla Russia, presso il villaggio olimpico di Sochi.

L’organizzazione non governativa, fondata da Pierre de Coubertin, avrebbe rilevato una “sistematica manipolazione delle regole e dei sistemi anti-doping”, e il suo Presidente Thomas Bach ha giustificato la sospensione della Russia dalle competizioni in quanto colpevole, a suo dire, di “un grave attacco all’integrità delle Olimpiadi”.

In più, è stata comminata al Paese una multa di 15 milioni di dollari, cifra che il CIO avrebbe speso per fare controlli “indipendenti” sulle provette, oltre alla radiazione dalle Olimpiadi del Ministro dello Sport ai tempi  di Sochi 2014, Vitaly Mutko, oggi Vice Premier.

Gli atleti russi si potranno comunque iscrivere come indipendenti ai prossimi giochi invernali, a patto di dimostrare di non avere avuto problemi di doping; non potranno però rappresentare e indossare la maglia, né esporre la bandiera del proprio Paese; la loro denominazione sarà semplicemente “Olympic Athlete from Russia“.

Chissà cosa dirà il Cremlino.

Eva Bergamo




Chiuso il X° Forum Economico di Verona: avanti con lo sviluppo della “Grande Eurasia”.

I partecipanti del X° Forum Economico Eurasiatico di Verona, hanno discusso i problemi legati allo sviluppo economico nella Grande Eurasia.

Il 19 e il 20 ottobre 2017 si è tenuto il X Forum Economico Eurasiatico di Verona (Italia). Gli organizzatori dell’evento annuale nel campo del commercio sono stati l’Associazione “Conoscere Eurasia”, la Fondazione “Roskongress” e il Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF).

Il tema chiave del dibattito dell’edizione 2017 del Forum di Verona è stata “la Grande Eurasia come forza motrice nel contesto economico e geopolitico internazionale contemporaneo”.

Hanno preso parte all’evento oltre 1100 delegati provenienti da Russia, Italia, Germania, USA, Grecia, Austria, Svizzera, Corea del Sud, India, Kazakistan, Cina, Bielorussia e altre nazioni. Sono intervenuti durante il Forum 84 relatori: rappresentanti delle autorità governative, di gruppi commerciali, personalità politiche e sociali, diplomatici.

Il dibattito si è concentrato sulle questioni relative a nuovi progetti, modelli di interazione fra governi e collaborazione economica nelle realtà contemporanee, sviluppo di infrastrutture innovative nella Grande Eurasia, collaborazioni nel settore energetico, industriale, tecnologico, nel settore dei trasporti, dell’agricoltura e dell’industria agraria. Sono stati affrontati problemi quali lo sviluppo della situazione geopolitica in Eurasia, così come le prospettive di una collaborazione fra regioni di paesi diversi.

Non sono pienamente soddisfatto di come si stanno sviluppando le nostre relazioni, abbiamo un interesse reciproco e condividiamo la stessa storia, ma la politica ci divide. Esistono in realtà molti elementi, capaci di renderci più vicini, ha dichiarato il presidente della Fondazione per la collaborazione internazionale, primo  ministro italiano (1996—1998, 2006—2008), Romano Prodi. La Russia ha bisogno di noi, ma allo stesso tempo noi ci affidiamo alle risorse russe e a varie tecnologie di provenienza russa. Nonostante la comunione di interessi, abbiamo fatto dei passi indietro”.

Durante il dibattito è stato sottolineato come l’innovazione rappresenti la principale leva per una crescita a lungo termine e per un cambiamento nell’economia globale.

Riteniamo fondamentale accrescere l’importanza del ruolo del settore privato nel campo dell’innovazione. Ciò permetterà di sfruttare al massimo le innovazioni, per rispondere alle esigenze globali”, ha affermato il Presidente dell’Unione russa degli industriali e degli imprenditori Aleksandr Shokhin.

Nel corso del Forum è stata sottolineata l’importanza di stabilire un dialogo fra l’Unione Europea e l’Unione economica eurasiatica in merito a eventuali collaborazioni di carattere politico ed economico.

Le attività economiche europee rappresentano una realtà di grande interesse per una collaborazione con la società commerciale eurasiatica. I rappresentanti dei gruppi commerciali comprendono chiaramente la necessità del dialogo, della ricerca di compromessi e punti di connessione per poter stabilire un’atmosfera di fiducia e dare un nuovo impulso allo sviluppo delle relazioni commerciali ed economiche fra UE e UEE. È giunto il momento di costruire nuovi ponti, non di demolire quelli già esistenti. E proprio in questo, a mio parere, è racchiusa la principale missione del Forum economico eurasiatico di Verona. Invito a proseguire il dibattito in occasione del Forum economico internazionale di San Piteroburgo, che si svolgerà a San Pietroburgo dal 24 al 26 maggio 2018”, ha dichiarato il direttore della Fondazione “Roskongress”, Aleksander Stuglev.

Il presidente dell’Associazione “Concoscere EurasiaAntonio Fallico ha dichiarato: “Nel quadro delle attività del Forum di Verona nel corso degli ultimi anni vorrei sottolineare il ruolo svolto dalla Fondazione “Roskongress” e dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo. La nostra collaborazione ha permesso di ampliare le capacità organizzative, ha reso possibile un più elevato livello di competenza e ha arricchito il Forum di nuove idee, per cui rendo ai nostri amici russi tutta la mia gratitudine”.

L’XI edizione del Forum economico eurasiatico si svolgerà a ottobre 2018.

RED






NUOVE FRONTIERE PER L’UNIONE ECONOMICA EURASIATICA

Verona – In una sala auditorium del Palazzo di Gran Guardia pressoché gremita, hanno avuto inizio stamani i lavori del X° Forum Economico Eurasiatico, divenuto ormai un tradizionale quanto importante appuntamento nell’agenda politico-economica mondiale. Erano presenti, fra gli altri, l’ex premier Romano Prodi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi, il Presidente dell’ENI nonché ex presidente di ConfIndustria Emma Marcegaglia, l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schroder, il Presidente e CEO della Rosneft Igor Sechin ed il Direttore Esecutivo della China Energy, Li Yong.

Organizzato dall’Associazione Conoscere Eurasia, Fondazione Roscongress e Forum economico internazionale di San Pietroburgo in collaborazione con Banca Intesa Sanpaolo; Rosneft; Gazprombank; Credit Bank of Moscow; Region – Group of Companies; Visa Handling Services e con il supporto di Banca Intesa Russia, Coeclerici e Generali Italia, l’edizione 2017 assume una particolare rilevanza anche in considerazione delle tensioni internazionali che stanno caratterizzando l’Estremo Oriente con la minaccia rappresentata dal preoccupante muro contro muro fra Corea del Nord e USA. Oltre che della volontà di allargare gli scambi economici ad altre realtà eurasiatiche,così come attesta l’accordo di uno spazio economico comune firmato pochissimi giorni fa, fra l’Unione Economica Eurasiatica e la Cina.

Nel dare il benvenuto al pubblico presente in sala, il Presidente di “Conoscere Eurasia” e di “Banca Intesa Russia”, Antonio Fallico, ha osservato che “Oggi, nella previsione di un Pil positivo dell’economia mondiale negli anni 2017-2018, abbiamo la tentazione di non riflettere sul fatto che questa ripresa è soltanto congiunturale perché la crisi strutturale degli anni precedenti è ancora in agguato e ha una fenomenologia carsica: continua a erodere e a scavare come l’acqua. L’economia mondiale ha bisogno di riforme profonde capaci di interpretare l’esigenza di uno sviluppo economico-sociale equo, inclusivo e aperto alle nuove frontiere dell’Est e dell’attuale ruolo geopolitico della Grande Eurasia, da Lisbona a Vladivostok e a Singapore. Essa – ha proseguito – deve essere congiunta a una nuova governance internazionale, che dovrebbe scaturire anche da un radicale cambiamento strategico della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale”.

La presenza di oltre 900 imprese italo-eurasiatiche al consesso, del resto, è il segnale più eloquente dell’importanza strategica di un’area che, nel primo semestre di quest’anno, – secondo l’analisi della direzione Studi e Ricerche di Intesa SanPaolo, in collaborazione con l’Associazione “Conoscere Eurasia” – ha fatto registrare un incremento dell’interscambio del 15,9%, pari a 117 miliardi di euro. Dato corroborato dall’export del “Made in Italy” che si è portato ad un +15% che diventa addirittura un +24% in Russia, e che da solo copre l’85% dell’intero mercato. Una ripresa costante, ma che è ancora ben lontana dai picchi toccati nel 2013, quando solo nel primo semestre, le esportazioni italiane nell’UEEA raggiunsero quota 5,7 miliardi di euro, ovvero il 32% in più rispetto ad oggi.

Fra i settori maggiormente attivi, segnaliamo i macchinari meccanici (+30,4%), in testa al paniere con una quota di interscambio di 1,3 miliardi di euro nei primi sei mesi di quest’anno, seguiti dal tessile (+14,5%, 808 milioni), i prodotti chimici (+20,3%, 333 milioni) ed anche gli apparecchi elettrici (+47,9%, 279 milioni).

Dallo studio, inoltre, emerge come nel triennio 2013-2016, si sia passati per il nostro paese da un interscambio di 36,2 miliardi di euro a 20,1 miliardi, a causa dell’anacronistico quanto deleterio regime sanzionatorio in vigore contro la Federazione Russa. A risentirne maggiormente, il Nord-Est (-1,7 miliardi di euro) ed il Nord-Ovest (-1,6 miliardi di euro) che insieme rappresentano ben l’80% delle vendite verso l’UEEA. A seguire, in questa particolare classifica, il Centro (-719 milioni di euro) ed infine il Sud (-115 milioni di euro). I settori che maggiormente hanno risentito di questo trend negativo sono stati la meccanica (-1,3 miliardi), l’abbigliamento (-520,5 milioni), la filiera della pelle (-403 milioni), l’automotive (-362,8 milioni), gli altri mezzi di trasporto (-274 milioni ), i metalli (-259,4 milioni ), l’elettrotecnica (-185,6 milioni di euro) e l’alimentare (-165,4 milioni).

“Il nostro know how – ha osservato Fallicoè storicamente importante in Russia ed in Eurasia, ma lo potrà essere anche in Cina, a partire dai suoi grandi progetti infrastrutturali. Qualche giorno fa proprio la Cina, che è ben rappresentata al Forum, ha infatti firmato un accordo per uno spazio economico comune con l’Unione Economica Eurasiatica. Il bacino di cui stiamo parlando, che si fonda su un terreno fertile, non conterà solo i 180 milioni di abitanti dell’Unione, ma anche 1,3 miliardi di cinesi. Il progetto sostenuto dalla Repubblica Popolare Cinese, si chiama “One Belt, One Road”, e su questo scenario si possono aprire altri orizzonti con Paesi – come Cina, India, Corea del Sud, Giappone, Sud-Est Asiatico, Medio Oriente, Africa del Nord – interessati a costruire zone di libero scambio con l’Unione Eurasiatica. Sarebbe un vero peccato – ha concluso – se l’Unione Europea si trovasse fuori da questo contesto”.

Il Sindaco di Verona, Federico Sboarina, facendo gli onori di casa, ha sottolineato l’importanza strategica della città scaligera “quale porta di ingresso per l’Eurasia non solo per motivi geografici, ma anche e soprattutto per la centralità del proprio business”.

RED

 




TRA ORIENTE E OCCIDENTE: LORENA ANTONIAZZI A SAN PIETROBURGO

Dopo il fascino delle Baleari ed i misteri dell’Oriente è la volta dell’imperiale e rigorosa San Pietroburgo. Lorena Antoniazzi, dopo Ibiza, Seoul e Daegu, procede nel suo tour internazionale e firma entro il 2017, il record di una sua ulteriore apertura.

Sarà inaugurato stasera, 14 ottobre 2017 a San Pietroburgo – con una grande serata evento – il nuovo flagship store Lorena Antoniazzi. Il brand umbro, dal mood cosmopolita, aprirà le sue nuove vetrine in partnership con lo storico distributore del brand, Cashmere & Silk, in via Bol’shaya Konushennaya street, una delle principali vie dello shopping di una delle città più “europee” e più visitate della Russia.

Lo spazio espositivo si sviluppa su due piani su una superficie totale di circa 100 metri quadrati attraverso ambienti ampi e luminosi. L’affaccio sulla via, è reso ancora più intimo dalla presenza di un grande camino, riconducibile alle atmosfere “at home”, che si respirano in tutti gli store Lorena Antoniazzi.

Nella nuova e calda vetrina nel cuore della “metropoli più a nord del Mondo, i capi esposti e gli ambienti realizzati raccontano una storia fatta di filati pregiati e stile senza tempo. Minimal e rigoroso, ma al tempo stesso accogliente, il nuovo spazio, riprende i tipici codici degli interni Lorena Antoniazzi tutti realizzati con materiali e interventi di grande qualità, dall’impatto e dalla sostanza naturale come il corten ed il legno. Le linee e il disegni sono semplici, puliti ed avvolgenti, in sintonia con i valori di totale autenticità del marchio.

Lo store di San Pietroburgo segna un grande traguardo per il brand – racconta Luca Mirabassi, Ad e Presidente della Sterne Internationalreso possibile anche grazie a un partner solido ed unico come Cashmere & Silk che ci ha condotto nel corso di 10 anni di collaborazione a grandi risultati. Per questo oggi siamo pronti ad iniziare un nostro percorso con chi, più di ogni altro, in questa area del mercato, ci ha riconosciuto e accreditati come brand di alta gamma e di qualità. Siamo certi che sarà una nuova conferma, che certifica come l’autentico made in Italy, sia sempre una risposta, soprattutto per chi chiede qualità, in mercati sensibili e ricettivi, come quello russo. Lo scorso agosto subito dopo Ibiza, abbiamo aperto tre boutique monomarca anche in Corea del Sud e siglato un accordo per altri 8 store sul territorio. La nostra missione è sempre quella di attribuire nuovo valore al lavoro artigianale e al processo della grande area produttiva umbra, sempre certi che l’Eccellenza italiana e l’artigianalità restano quei valori unici e immutabili che contraddistinguono le nostre produzioni e continuano a rendere desiderabile il nostro Italian style”.

Lorena Antoniazzi è un brand della Sterne International SpA, nato nel 1993 come linea di maglieria in cachemire alto di gamma, ha sviluppato negli anni un proprio total look e continua la sua evoluzione nella ricerca e sperimentazione delle più esclusive tecniche di filato. Lorena Antoniazzi, l’unico cashemire certificato da un brevetto di tracciabilità, distribuisce le proprie creazioni attraverso i più esclusivi Department Store e multimarca internazionali.

Eva Bergamo




G20 di Amburgo: Trump a Putin, “È un onore per me incontrarla”

AmburgoPrimo storico incontro tra Donald Trump e Vladimir Putin, a margine del G20 di Amburgo. “Si sono stretti la mano e hanno detto che si incontreranno presto“, ha spiegato il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov.

Nel pomeriggio il faccia a faccia tra il leader americano e quello russo. Poche ore prima Trump aveva twittato: “Attendo con ansia tutti gli incontri di oggi con i leader mondiali, incluso quello con Vladimir Putin. C’è molto da discutere“. Ma anche lo stesso Putin aveva fatto sapere di non vedere l’ora di incontrare il collega americano e “che ha molte domande da porgli“. Prima dell’incontro tra i due presidenti, si sono visti il segretario di Stato americano, Rex Tillerson, e il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov.

È un onore per me incontrarla“, ha detto Trump a Putin, davanti alla stampa e ai fotografi che immortalavano la stretta di mano tra i due leader, aggiungendo di sperare in “risultati positivi” dal colloquio. “Se Mosca e Washington vogliono appianare le questioni più urgenti insieme, non sono sufficienti telefonate, ma sono essenziali incontri faccia a faccia fra i leader“, avrebbe poi riferito il presidente Putin all’agenzia Tass.

Usciti i giornalisti ha preso il via l’incontro vero e proprio, un faccia a faccia alla presenza dei ministri degli Esteri di entrambi i Paesi, che non si è svolto secondo un’agenda precisa, ma piuttosto con l’attesa di una discussione su diverse questioni: dalla Siria alla Corea del Nord.

La situazione richiede di “agire in modo pragmatico e prudente“, ha detto il presidente Putin, parlando con Moon Jae-in, suo omologo a Seul. Gli Stati Uniti hanno dal canto loro ribadito in un comunicato con Giappone e Corea del Sud di essere pronti a difendere il Paese “con l’utilizzo della piena gamma delle capacità convenzionali e nucleari“.

Premesse positive nelle parole dei leader, ma con la consapevolezza di una situazione non facile, a cui si è arrivati per via delle sanzioni imposte da Washington per la presunta “occupazione” dell’Ucraina e per l’indagine lanciata dal Congresso americano, interessato a chiarire la questione delle “connessioni” tra la campagna elettorale dell’attuale presidente e il Cremlino.

Il primo accordo raggiunto, hanno rivelato fonti a incontro non ancora concluso, è per una tregua – a partire da domenica – nella Siria sud-occidentale.

RED