Gli inglesi riprovano a trascinare l’Ue verso la III Guerra mondiale
L’operazione: il MiG-31 come pretesto di crisi

Il Servizio di sicurezza federale russo (FSB) ha denunciato di aver sventato un’operazione congiunta tra i servizi segreti ucraini e britannici volta a sottrarre – o più verosimilmente a provocare la distruzione – di un caccia russo MiG-31 armato con missile ipersonico Kinzhal. Dietro il linguaggio tecnico della “defezione mancata” si cela un intreccio molto più pericoloso: un tentativo di portare lo scontro sul terreno della NATO, e dunque dell’Unione europea, attraverso un incidente costruito nel cielo di Romania, membro dell’Alleanza Atlantica.
Secondo l’FSB, l’operazione – orchestrata dal servizio di intelligence militare ucraino (HUR) in coordinamento con l’MI6 britannico – mirava non solo a ottenere informazioni o mezzi bellici, ma a innescare una crisi internazionale che avrebbe obbligato la NATO a reagire. L’obiettivo: coinvolgere indirettamente l’Europa in un conflitto diretto con la Russia. Il piano prevedeva che il MiG-31 fosse attirato con la promessa di denaro e passaporti stranieri fino allo spazio aereo romeno, dove sarebbe stato abbattuto e il caso presentato come “aggressione russa” a un Paese dell’Alleanza.
Le mani invisibili: MI6, HUR e Bellingcat

Un pilota russo ha dichiarato di essere stato contattato da Sergey Lugovsky, legato al gruppo investigativo Bellingcat, noto per i suoi legami con governi occidentali. Dopo il rifiuto del pilota, l’HUR avrebbe cercato di corrompere anche il navigatore, offrendo tre milioni di dollari e un nuovo passaporto. Il precedente del 2023 è eloquente: il pilota Maksim Kuzminov, disertore di un elicottero Mi-8, fu assassinato un anno dopo in Spagna, dove viveva sotto nuova identità. Anche nel 2022 l’FSB aveva accusato Christo Grozev, ex Bellingcat, di un tentativo di reclutamento di piloti russi travestito da “documentario”.
La regia britannica: Londra contro Bruxelles
Una catena di episodi che rivela un disegno coerente: la Gran Bretagna, uscita dall’Unione europea ma ancora ancorata alla NATO, agisce da regista occulto. Utilizza la guerra d’Ucraina per riaffermare un ruolo strategico che Bruxelles non riesce a esercitare autonomamente. Dietro la retorica della “solidarietà atlantica” si nasconde la volontà di trascinare l’Europa continentale in una guerra che non le appartiene, sfruttandone la vulnerabilità e la dipendenza militare dagli Stati Uniti.
Europa senza voce: l’autonomia che non c’è
Mentre a Bruxelles si discute di “difesa comune” e “autonomia strategica”, il rischio è che l’Europa finisca ancora una volta per combattere guerre decise altrove. Le guerre mondiali non nascono da decisioni improvvise, ma da catene di provocazioni e automatismi politico-militari. E la vicenda del MiG-31 mostra che qualcuno, nel silenzio delle stanze dei servizi segreti, sta già lavorando perché quella catena torni a spezzarsi sul suolo europeo.
| FOCUS NATO-GB-UE
• La Gran Bretagna, pur uscita dall’UE, resta pilastro militare dell’Alleanza Atlantica. |